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	<title>1 maggio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>1 maggio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Lavorare per vivere o lavorare per sopravvivere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 08:36:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Emanuela Piscitelli 1° Maggio, Festa dei lavoratori ai tempi del Covid-19 &#8211; Paradosso o realtà? Decreto “Cura Italia”, una commedia all’italiana. Lo Stato sembra essere riuscito solo in una cosa: aver reso uguali&#46;&#46;&#46;</p>
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<p> di Emanuela Piscitelli</p>



<p>
1°
Maggio, Festa dei lavoratori ai tempi del Covid-19 &#8211; Paradosso
o realtà?

</p>



<p>
Decreto
“Cura Italia”, una commedia all’italiana.
 
</p>



<p>
Lo
Stato sembra essere riuscito solo in una cosa: aver reso uguali la
maggioranza delle diverse classi lavoratrici perché, in nessun caso,
le promesse fatte sono state rispettate.</p>



<p>
In
due mesi si è passati dal concetto di vivere al concetto di
sopravvivere.</p>



<p>
Approfondendo
la tematica con la testimonianza di esponenti di diverse categorie
lavorative, si evince che la situazione è
debilitante.</p>



<p>
Chi
beneficerà dal punto di vista economico con il ritorno ad una quasi
normalità? Le categorie più protette saranno, sicuramente, i
lavoratori del settore pubblico, affiancati da tutte quelle che non
si sono arrestate neanche in tempo di lockdown. 
</p>



<p>
“Un’illusione”,
come definiti da Fabiana &#8211; giovane imprenditrice &#8211; gli aiuti
predisposti dal Governo, sentimento che, d’altronde, accomuna un
preponderante numero di lavoratori autonomi.</p>



<p>
Il
Governo,
con il decreto <a href="https://www.agendadigitale.eu/documenti/decreto-cura-italia-le-principali-novita-fiscali-e-finanziarie/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Cura
Italia</a>,
ha stabilito la misura di un
sostegno di
600 euro
per i lavoratori autonomi,
partite Iva&nbsp;senza
cassa e professionisti
iscritti alle casse private.</p>



<p>
Erogazione
idealmente
prevista entro il 17 Aprile ma, non confermata da un’ampia gamma di
lavoratori che, ancora oggi, ne restano in attesa. 
</p>



<p>
Il
problema, risiede non tanto nella preoccupazione del se arriverà,
quanto piuttosto del “quando” il bonus arriverà.  
</p>



<p>
Se,
nel frattempo, le entrate si considerano azzerate, mutui, tasse e
canoni di locazione permangono. Sarà, dunque, difficile ripristinare
una situazione, ormai compromessa, dal ritardo con cui lo Stato si è
mosso e, nello specifico, con le modalità con cui ha operato. 
</p>



<p>
Discorso
similare, ma con conseguenze peggiori, per tutte le nuove
attività, avviate nel 2020, che risultano impossibilitate nel
richiedere un incentivo, non rispettando i requisiti previsti dalle
tante domande di agevolazione.</p>



<p>
Dunque,
saranno numerose
le attività produttive costrette alla chiusura.</p>



<p>
Contenuti
analoghi, caratterizzati da una sostanziale amarezza di fondo, sono
quelli appartenenti ai lavoratori
dipendenti
&#8211; coloro che si impegnano, per effetto di un contratto, in cambio di
una retribuzione (stipendio), a prestare il proprio lavoro
intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione di un
soggetto detto “datore
di lavoro”.

</p>



<p>
I
fondi stanziati riusciranno a garantirgli la Cassa Integrazione?</p>



<p>
Sono
7,3milioni
i lavoratori per i quali le aziende ne hanno richiesto l’erogazione,
senza poi considerare i lavoratori interessati alla cassa in deroga.</p>



<p>
Allo
stato attuale, sembrerebbe una visione utopistica, considerato che
l’istituto competente (l’INPS) risulta “<em>non
pervenuto</em>”.</p>



<p>
Il
1° Aprile l’ISTAT ha pubblicato i dati provvisori relativi agli
occupati e disoccupati di Febbraio 2020, mese precedente l’inizio
del lockdown, sottolineando una
crescita delle persone in cerca di occupazione
tra gli uomini e i giovani della fascia 15-24. 
</p>



<p>
Sarebbe
curioso osservare i dati aggiornati,
non solo in riferimento alla situazione attuale ma, soprattutto,
successiva all’emergenza.</p>



<p>
L&#8217;economia
non deve prevalere sulla salute ma bisognerebbe fare in modo che non
si arrivi a fatturare zero. A tal proposito, il Governo non sembra
sapere dove, quando, a che tasso e come agire per finanziare, in
primis, le piccole aziende &#8211; messe in ginocchio dall’emergenza &#8211; e,
chiaramente, le grandi imprese. L’intero sistema necessita,
pertanto, di dover essere ridisegnato. 
</p>



<p>
Quando
si parla di 1° Maggio, si ricorda un’iniziativa simbolo delle
rivendicazioni
operaie,
di lavoratori che hanno lottato per conquistare diritti
e condizioni di lavoro
migliori. 
</p>



<p>
Allo
stato attuale, è opportuno
ponderare
un ragionevole
bilancio delle diverse esigenze &#8211;
tra
le misure economiche e quelle dettate dalla comunità scientifica &#8211;
altrimenti ci si imbatterà in un fenomeno surreale:
si
finirà per non morire
di
coronavirus ma morire di fame.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Lavorare per morire o per vivere?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2018 09:25:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi &#160; La Festa del lavoro o dei lavoratori viene celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare la lotta dei lavoratori nel corso degli anni. Cos’è rimasto dei loro diritti,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi<span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10637" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="474" height="316" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 474w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></p>
<p><strong>La Festa del lavoro o dei lavoratori</strong> viene celebrata il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%BA_maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss">1º maggio</a> di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare la lotta dei lavoratori nel corso degli anni.<br />
Cos’è rimasto dei loro diritti, delle tutele ?</p>
<p>Articoli di cronaca già nei primi mesi di quest’anno riferiscono numeri terribilmente in crescita. Corrono sul web e sulle pagine dei giornali lasciandoci inebetiti e fermi, rispetto ad una realtà dove si lavora per morire e non per vivere.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10636" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="629" height="370" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 629w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017-300x176.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 629px) 100vw, 629px" /></a></p>
<p>Sono 151 dall’inizio del 2018 (dato del 2 Aprile u.s.)</p>
<p>Ma non sono numeri. Sono VITE.<br />
Sono 151 famiglie senza più un marito, un papà, un figlio, un fratello, uno zio, una fidanzata, un amico.</p>
<p>Sono famiglie rimaste ferme con i loro ricordi, impotenti di fronte al silenzio e lasciate sole a naufragare nei meandri di una burocrazia che non riconoscerà loro, nella maggior parte dei casi, neanche un risarcimento equo.</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Sono usciti salutando per andare al lavoro, al mattino, la sera o i in turni confidando nel loro rientro. Aspettando dalla vita un altro abbraccio, un bacio, un altro compleanno dei figli o un figlio da mettere al mondo. E’ impressionante il gelido furore che invade ogni abitazione, ogni stanza, ogni vita che si trova repentinamente a SUBIRE queste orribili tragedie.<br />
Le chiamano ‘morti bianche’ e troppo spesso non trovano condanne o iter di giustizia, restano dentro cartelline impolverate di qualche scrivania in attesa di ‘archiviazione’.</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"> <span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span><span style="color: #252525;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>&#8220;Non è accettabile morire così&#8221;<br />
</b></span></span></span><span style="color: #252525;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Non in un Paese civile. Non in un Stato di diritti. Eppure accade ancora.</span></span></span><br />
L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro, istituito nel 2009, raccoglie tutti i dati relativi agli infortuni mortali sul lavoro provenienti da diverse fonti, tra cui mass-media, comunicazioni di enti istituzionali o di associazioni del settore. Tutte le informazioni vengono analizzate dall’ufficio tecnico al fine di effettuare studi per capire le misure di sicurezza più idonee per prevenire le morti bianche.<br />
Riusciranno studi e percentuali a tradurre i numeri in Persone da tutelare?</p>
<p><span style="color: #3b3b3b;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><br />
Lo speriamo, lo vogliamo. Perché la sicurezza sul lavoro sia una certezza.</b></span></span></span><span style="color: #3b3b3b;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"></p>
<p></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><br />
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10635" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="655" height="394" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 655w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il 1 MAGGIO</b></span></span></span></p>
<p>L’origine è relativa ad una manifestazione organizzata a New York il 5 Settembre del 1882, dall’ordine dei cavalieri del lavoro, una associazione nata nel 1869.</p>
<p>Di seguito la manifestazione ebbe una cadenza annuale ed è stato scelto il 1 Maggio per dare significato ai gravi incidenti accaduti nei primi giorni del mese di Maggio a Chicago durante uno sciopero fuori da una fabbrica dove la polizia chiamata per tenere in ordine la manifestazione sparò sui manifestanti. In Europa questa data è stata ufficializzata dai delegati socialisti.</p>
<p><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Nel 1890</b></span></span><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"> la rivista </span></span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_Rivendicazione?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La Rivendicazione</i></span></span></a><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"> scriveva in un articolo:<br />
</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;">«</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d&#8217;ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;">»</span></span></span></p>
<p>Dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1990?utm_source=rss&utm_medium=rss">1990</a> i sindacati confederali <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confederazione_Generale_Italiana_del_Lavoro?utm_source=rss&utm_medium=rss">CGIL</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confederazione_Italiana_Sindacati_Lavoratori?utm_source=rss&utm_medium=rss">CISL</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Italiana_del_Lavoro_(1950)?utm_source=rss&utm_medium=rss">UIL</a>, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Concerto_del_Primo_Maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss">concerto per celebrare il primo maggio</a>, rivolto soprattutto ai giovani: la manifestazione si tiene ancora oggi ogni anno a Roma in piazza di San Giovanni in Laterano, dal pomeriggio a notte fonda con la partecipazione di molti gruppi musicali e cantanti, ed è seguita da centinaia di migliaia di persone, oltre a essere trasmessa in diretta televisiva dalla Rai e altri canali Tv.</p>
<p><span style="color: #222222; font-family: Arial; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il IV Stato: il manifesto del proletariato oggi ha nuovi colori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 May 2017 11:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Liu Xiaodong, classe 1963, è un artista calato nel suo tempo. Osserva la realtà, la commenta con la propria Arte, la analizza utilizzando la tecnica della comunicazione contemporanea: l&#8217;iconografia, quindi le immagini proposte dalla&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8612" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="900" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu-300x100.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu-768x256.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p>Liu Xiaodong, classe 1963, è un artista calato nel suo tempo. Osserva la realtà, la commenta con la propria Arte, la analizza utilizzando la tecnica della comunicazione contemporanea: l&#8217;iconografia, quindi le immagini proposte dalla pittura, dai video, dalle fotografie.</p>
<p>Cosa è cambiato dagli inizi del &#8216;900 – quando viene esposto per la prima volta il capolavoro sul proletariato di Pellizza da Volpedo – ai giorni nostri?</p>
<p>A partire da questa riflessione Xiaodong racconta l&#8217;epopea di oggi: quella dei migranti, di coloro che sono stati costretti a lasciare i propri Paesi d&#8217;origine a causa di conflitti e carestie e che sono riusciti, troppo pochi purtroppo, a ricostruirsi faticosamente una vita in Italia, in Europa, nonostante le politiche discordanti e poco funzionali in tema di accoglienza per adulti e minori stranieri.</p>
<p>Ecco allora che l&#8217;artista cinese ha raccolto le storie e le testimonianze di alcuni di loro che vivono nel “ Bel Paese”, come ben documentato nell&#8217;articolo di <span style="color: #074d71;">STEFANO BUCCI</span> su «la Lettura» #279 : voci e volti di donne, di uomini, di bambini: Mariama dal Senegal, Abubacar dalla Guinea, Marie dalla Costa d&#8217;Avorio, Mamadama e la figlia Aminata. C&#8217;è chi potrebbe lavorare in una importante catena di abbigliamento di Milano, chi lavora come magazziniere e chi come mulettista, chi è ancora alla ricerca di un&#8217;occupazione, anche le donne che, intanto, si prendono cura di mariti e figli. Questi racconti di esistenze complicate provengono dai migranti, rifugiati e profughi accolti dal Centro di Via Sammartini, presso la stazione Centrale del capoluogo lombardo, inserito nella rete dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.</p>
<p>Pittore e docente all&#8217;Accademia di Belle Arti di Pechino, Liu Xiadong ha vissuto in prima persona il realismo socialista cinese, ma col tempo, la sua è diventata una riflessione sempre più critica nei confronti delle ideologie e delle politiche che riguardano la parte più debole della società, quella costituita dai poveri. Ecco, quindi, che il suo ultimo lavoro, parla proprio di quei migranti, di quelle esistenze, di quelle persone che ha conosciuto a Milano e in Toscana e che sono diventate le protagoniste del nuovo IV Stato, una sua personale rivisitazione del quadro di Pellizza, un&#8217;opera che si fa universale nel raccontare i cambiamenti, le paure, le difficoltà di un tessuto territoriale, mentale, culturale (oltre che, appunto, politico e sociale) che riguardano tutte e tutti. La mostra di Xaodong si intitola “Migranti – Migrations” ed è inserita in un progetto più ampio, “ Terra inquieta”, curato da Massimiliano Gioni, allestito presso la Triennale di Milano dal 28 aprile al 20 agosto.</p>
<p>75 artisti internazionali – Albania, Marocco, Turchia, Egitto, Libano, Bangladeh&#8230;- affrontano, con profondità, i temi della condizione kafkiana dei richiedenti asilo, dei viaggi della speranza che troppo spesso si trasformano in morte, di attaccamento alla vita nonostante tutto.</p>
<p>Il IV Stato originale è “il più grande manifesto del proletariato italiano tra Otto e Novecento”: cosa è cambiato da allora, dicevamo: oggi i protagonisti della Storia sono africani, siriani, ucraini, cinesi. Sono poveri, sono vittime di razzismo e diffidenze, sono quelli che accettano di svolgere mansioni lavorative che spesso gli italiani non vogliono più compiere, sono coloro che curano i nostri anziani perchè noi non abbiamo più tempo o più pazienza. Non sono “ospiti in casa nostra”, come qualcuno vorrebbe far credere, sono parte della comunità umana che dovrebbe avere porte, menti e cuori aperti.</p>
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