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	<title>21luglio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Infanzia rom, quasi 40 milioni di euro per progetti per l’inclusione</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 07:01:33 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Associazione 21 Luglio: se ben gestito dalle amministrazioni sarà una svolta decisiva</strong> </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Sono 31 i progetti per l&#8217;inclusione dei minori rom dichiarati ammissibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne ha approvato la graduatoria finale. I progetti approvati saranno finanziati con un importo complessivo che sfiora i 40 milioni di euro, proveniente dalle risorse del Fondo Sociale Europeo, programmazione 2021-2027, &#8220;PN Inclusione e lotta alla Povertà&#8221;.<br>È la prima volta che  una somma così ingente viene destinata all’infanzia rom, considerato un importo complessivo medio di circa 1,3 milioni di euro per città. Tra esse spiccano alcune città metropolitane come Roma (2,2 milioni di euro), Milano (1,9 milioni di euro), Napoli (1,6 milioni di euro), Bologna (1,3 milioni di euro), Torino (1,3 milioni di euro) ma anche province dove la presenza di comunità rom risulta abbastanza esigua come Asti (1,8 milioni di euro), Selargius (1,5 milioni di euro), Genova (1,4 milioni di euro), Latina (960 mila euro) Stando alle ultime rilevazioni dell’Associazione 21 luglio, che da anni monitora costantemente la situazione degli insediamenti monoetnici, a oggi in Italia si contano 97 baraccopoli istituzionali abitate da 11.040 rom e sinti. Di queste, 43 sono insediamenti abitati da 7.200 rom, 50 da 3.700 sinti, e 2 insediamenti misti abitati da 140 tra rom e sinti. In totale sono circa 2.500 le famiglie rom e sinte che non hanno ancora un  alloggio adeguato. <br>Particolarmente grave è la situazione nella Città Metropolitana di Napoli, che ospita la più alta concentrazione di rom in emergenza abitativa in Italia, quasi 3.000 persone. Qui, la presenza di baraccopoli informali, le gravissime condizioni di precarietà nelle quali sono costretti a vivere gli abitanti e l’assenza di piani di superamento rappresentano una sfida importante. Per le azioni di inclusione dei minori rom, l’Avviso pubblico definisce un impegno di spesa pari a  1,9 milioni di euro per il Comune di Giugliano in Campania, 1,6 milioni di euro per la città di Napoli, 666 mila euro per il Comune di Casoria. <br>Secondo l’Associazione 21 luglio l’ingente investimento previsto, se utilizzato al meglio dalle Amministrazioni locali, potrà rappresentare una svolta decisiva nei processi di inclusione che, poggiandosi su piani di superamento dei “campi rom”, consentiranno ai minori presenti nelle città oggetto dell’intervento, di vedere rimosse le barriere che ostacolano il loro sano sviluppo. Un minore presente in un insediamento monoetnico, infatti, vive all’interno di un ascensore sociale bloccato dove le possibilità di un cambio di vita rappresenta una sfida quasi sempre insormontabile. Per Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio «l’occasione è importante e non può essere persa. Elevato infatti è il rischio che alcune amministrazioni non siano in grado di gestire al meglio le risorse per mancanza di personale adeguato, scarsa conoscenza del fenomeno, riproposizione di modelli di intervento fallimentari perché ancorati al passato. Per tale ragione l’Associazione 21 luglio, alla luce delle esperienze maturate, offre consulenza e sostegno a quelle amministrazioni che vorranno avvalersi del nostro supporto, al fine di orientare al meglio i fondi nel definire strategie di intervento efficaci, impattanti e sostenibili».</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>La discriminazione dei rom in tempo di pandemia (e non solo)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 10:16:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per la nostra rassegna &#8220;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221; non potevamo lasciare indietro le comunità discriminate, più deboli, tra cui quella dei rom. Ne parlerà, per noi, Carlo STASOLLA, presidente&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Per la nostra rassegna &#8220;<em>Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai</em>&#8221; non potevamo lasciare indietro le comunità discriminate, più deboli, tra cui quella dei <strong>rom.</strong></p>



<p>Ne parlerà, per noi, <strong>Carlo STASOLLA</strong>, presidente dell<strong>&#8216;Associazione 21 Luglio</strong> Onlus, un’organizzazione non profit che supporta gruppi e individui in condizione di segregazione estrema e di <em>discriminazione </em>tutelandone i <em>diritti </em>e promuovendo il benessere delle bambine e dei bambini.</p>



<p>L&#8217;appuntamento è per <strong>lunedì 8 giugno, alle ore 18.30</strong> sul <strong>canale Youtube </strong>di <strong>Associazione Per i Diritti umani.</strong></p>



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<p>Vi aspettiamo!</p>



<p></p>
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		<title>Contratto M5S-Lega: rom a rischio discriminazione secondo Associazione 21 luglio</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2018 07:04:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel contratto di governo M5S-Lega si delineano scenari probabili che porterebbero a gravi violazioni dei diritti umani delle comunità rom in Italia. Associazione 21 luglio lancia l’allarme in una lettera alle autorità internazionali e&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel contratto di governo M5S-Lega si delineano scenari probabili che porterebbero a gravi violazioni dei diritti umani delle comunità rom in Italia. Associazione 21 luglio lancia l’allarme in una lettera alle autorità internazionali e nazionali.</strong></p>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1492238686-1450688864-1367131475-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10759" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1492238686-1450688864-1367131475-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3400" height="2266" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1492238686-1450688864-1367131475-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1492238686-1450688864-1367131475-rom-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1492238686-1450688864-1367131475-rom-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1492238686-1450688864-1367131475-rom-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3400px) 100vw, 3400px" /></a></div>
<div>
Il “Contratto per il Governo del Cambiamento” sottoscritto dai leader politici di Movimento 5 stelle e Lega <strong>preoccupa Associazione 21 luglio</strong> per gli intenti espressi all’interno del documento programmatico in riferimento alle comunità rom.</div>
<div></div>
<div><u><strong>La lettera alle autorità</strong></u></p>
<p>L’allarme è stato<strong> lanciato questa mattina dall’organizzazione in una lettera </strong>indirizzata a <strong>Dunja Mijatovìc</strong>, Commissaria Diritti Umani del Consiglio d’Europa; <strong>Vera Jouravà</strong>, Commissaria per la Giustizia della Commissione Europea;<strong> Leilani Fahra</strong>, Special Rapporteur delle Nazioni Unite sul diritto all’alloggio adeguato, <strong>Schmidt Szabolcs</strong>, capo unità rom della Commissione Europea; <strong>FRA</strong> (Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali); <strong>Luigi Manconi</strong>, direttore Unar.</p>
<p><u><strong>Il paragrafo del &#8220;Contratto&#8221; dedicato ai &#8220;campi nomadi&#8221;</strong></u></p>
<p>Il <strong>capitolo 23</strong> del Contratto di Governo &#8211; dedicato alla sezione “Sicurezza, legalità e Forze dell’ordine” &#8211; contiene al suo interno <strong>un paragrafo dal titolo “campi nomadi”</strong> che riporta «azioni necessarie» quali «la chiusura di tutti i campi nomadi irregolari […]; contrasto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale».</p>
<p><u><strong>Approccio securitario e discriminazione</strong></u></p>
<p>Colpisce innanzitutto l’<strong>approccio securitario</strong> con cui è affrontata la &#8220;questione rom” che non considera in alcun modo i principi inclusivi espressi nella “Strategia Nazionale d’Inclusione dei rom, Sinti e Caminanti”, <strong>delineando così scenari probabili che porterebbero a gravi violazioni dei diritti umani delle comunità rom </strong>in emergenza abitativa residenti in Italia. Da non dimenticare inoltre come la Lega sia stata in passato una delle forze componenti del Governo Berlusconi che nel 2008 varò la cosiddetta “Emergenza Nomadi” – uno dei capitoli più bui della storia delle discriminazioni nei confronti della comunità rom e sinte in Italia – dichiarata poi illegittima dal Consiglio di Stato nel 2011.</p>
<p><u><strong>La chiusura dei &#8220;campi&#8221; irregolari</strong></u></p>
<p>In riferimento all’intenzione di chiudere tutti i «campi nomadi irregolari», si fa presente che il provvedimento dovrebbe interessare circa 9.600 cittadini comunitari, per l’86% di nazionalità rumena e il 14% bulgara. Tuttavia «<strong>è diritto di tutti i cittadini dell’UE</strong> e dei loro familiari – sottolinea la lettera &#8211; di <strong>circolare e soggiornare liberamente all’interno dell’UE</strong>, un diritto fondamentale per tutti i cittadini europei». Inoltre, aggiunge, «<strong>i provvedimenti di allontanamento devono essere valutati e decisi singolarmente </strong>assicurando le garanzie procedurali […] mentre le espulsioni di massa sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali».</p>
<p><u><strong>La scolarizzazione dei minori rom</strong></u></p>
<p>Altrettanto grave è l’intenzione di adottare<strong> misure punitive</strong>, come l’allontanamento forzato dei minori dalle proprie famiglie, per quanti non rispettano l’<strong>obbligo di frequenza scolastica</strong>. Tali affermazioni<strong> rischiano di scadere in una discriminazione etnica</strong> perché, anziché considerare il disagio materiale delle famiglie, concorrono nell’attribuire l’origine di queste situazioni di rischio ad<strong> assunti pregiudizievoli </strong>che identificano i rom come “culturalmente” inadatti a crescere i bambini. «<strong>Ogni minore </strong>– si ricorda nella lettera- <strong>ha diritto al rispetto della vita familiare</strong>, un diritto riconosciuto ai sensi dell’articolo 7 della carta dei diritti fondamentali dell’UE e dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo».</p>
<p><u><strong>Le conclusioni di Associazione 21 luglio</strong></u></p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio «gli intenti espressi all’interno del Contratto di Governo non lasciano presagire nulla di buono anche per<strong> il clima di odio e di ostilità diffuso nel nostro tessuto sociale </strong>per il quale gli estensori del Contratto hanno avuto in campagna elettorale precise responsabilità. Come organizzazione che si occupa di tutelare e promuovere i diritti umani nelle periferie delle nostre città, <strong>vigileremo con sempre più attenzione</strong>, anzitutto per scongiurare in Italia una nuova ondata xenofoba che, visto il contesto attuale, potrebbe degenerare in un pericoloso e incontrollato conflitto sociale».</div>
<div>
<p>Associazione 21 luglio conclude la missiva affermando che continuerà a «<strong>monitorare le politiche attuate dal Governo </strong>che si andrà a costituire nei prossimi giorni e a informare le autorità europee sul loro impatto all’interno delle comunità rom in Italia».</div>
<div></div>
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		<title>Rapporto Annuale 2017: in Italia 26 mila rom ancora in emergenza abitativa</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2018 09:38:40 +0000</pubDate>
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<p><strong>Presentato in Senato il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio. Sono 26 mila i rom in emergenza abitativa in Italia, il monito: «Ancora inadeguate le politiche volte al superamento dei campi, mancano orientamento strategico e coordinamento nazionale delle politiche desegregative».</strong></p>
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<p>Roma – 6 aprile 2018. Il giudizio degli Enti internazionali ed europei di monitoraggio sui diritti umani* appare chiaro: anche nel 2017 l’Italia ha continuato ad essere il <strong>“Paese dei campi”</strong>, perseverando nell’utilizzo di politiche discriminatorie e segreganti nei confronti delle popolazioni rom e sinte presenti sul territorio nazionale oltre che nelle persistenti operazioni di sgombero forzato.</p>
<p>È stato presentato oggi in Senato, alla presenza del neo direttore UNAR<strong> Luigi Manconi</strong>, il <strong>Rapporto Annuale 2017</strong> di Associazione 21 luglio che come ogni anno – in vista della Giornata Internazionale dei Rom e Sinti celebrata l’8 aprile – fa il punto sullo stato dei diritti delle <strong>popolazioni rom e sinte in condizioni di emergenza abitativa </strong>e residenti all’interno di baraccopoli formali e informali italiane.</p>
<h3><strong><u>Rom e Sinti in emergenza abitativa in Italia</u></strong></h3>
<p>Secondo i dati raccolti sul campo da Associazione 21 luglio, a fronte di un totale stimato compreso tra 120 e 180 mila presenze di cittadini di origine rom e sinta, <strong>sono circa 26 mila quelli in emergenza abitativa</strong> che vivono in baraccopoli formali e informali o nei centri di raccolta monoetnici, numero pari allo<strong> 0,04% della popolazione italiana</strong>. Rispetto all’anno precedente si registra quindi una leggera flessione di presenze (nel 2016 erano 28 mila unità) dettata non da una graduale risoluzione della questione ma piuttosto dalle <strong>drammatiche condizioni di vita all’interno di questi insediamenti </strong>che hanno spinto alcuni degli abitanti – prevalentemente comunitari – a spostarsi in altri Paesi o a tornare nelle città di origine.</p>
<h3><strong><u>I numeri</u></strong></h3>
<p>In Italia sono <strong>148 le baraccopoli formali</strong>, distribuite in 87 comuni di 16 regioni da Nord a Sud, per un totale di circa 16.400 abitanti, mentre 9.600 è il numero di presenze stimato all’interno di insediamenti informali. A fine 2017 in Italia risultavano ancora attivi 2 centri di accoglienza monoetnici riservati alle comunità rom per un totale di 130 residenti, uno nella città di Napoli e uno a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Dei rom e sinti residenti nelle baraccopoli formali si stima che il <strong>43% abbia la cittadinanza italiana</strong>; mentre sono 9.600 i rom originari dell’ex Jugoslavia di cui circa il 30% – pari a 3.000 unità – è a rischio apolidia. Nelle baraccopoli informali e nei micro insediamenti, infine, vivono nell’86% dei casi cittadini di origine rumena.</p>
<h3><strong><u>La condizione dei minori e gli sgomberi forzati</u></strong></h3>
<p>A vivere sulla propria pelle le tragiche conseguenze della segregazione abitativa sono<strong> molti minori</strong>, il<strong> 55%</strong> secondo le stime di Associazione 21 luglio, con<strong> gravi ripercussioni sulla salute psico-fisica e sul loro percorso educativo e scolastico</strong>. A incidere sui livelli di scolarizzazione contribuiscono infatti in modo significativo sia le condizioni abitative sia la forte catena di vulnerabilità perpetrata dalle operazioni di <strong>sgombero forzato </strong>attuate in assenza delle garanzie procedurali previste dai diversi Comitati delle Nazioni Unite.<br />
Nella sua costante attività di monitoraggio, Associazione 21 luglio ha registrato in tutto il 2017 un totale di <strong>230 operazioni</strong>: 96 nel Nord Italia, 91 al Centro (di cui 33 nella città di Roma) e 43 nel Sud.</p>
<h3><strong><u>Antiziganismo e discorsi d’odio</u></strong></h3>
<p>L’antigitanismo rimane uno degli elementi che continua a caratterizzare la nostra società. Nel 2017 l’Osservatorio 21 luglio ha registrato un totale di <strong>182 episodi di discorsi d’odio nei confronti di rom e sinti</strong>, di cui 51 (il 28,1% del totale) sono stati classificati di una certa gravità. È da segnalare quindi un<strong> incremento del 4%</strong> rispetto al 2016, anno in cui l’Osservatorio aveva rilevato un totale di 172 episodi.</p>
<h3><strong><u>La situazione a Roma</u></strong></h3>
<p>La città di Roma detiene il <strong>triste primato del maggior numero di insediamenti presenti</strong>, <strong>17 in totale </strong>di cui 6 formali e 11 cosiddetti “tollerati”. Nella Capitale, nonostante le aspettative create a fine 2016 con la Memoria di Giunta e il “Progetto di Inclusione Rom” presentato il 31 maggio dalla sindaca Raggi che aveva come obiettivo il graduale superamento dei “campi” presenti all’interno della città – <a href="http://www.21luglio.org/21luglio/associazione-21-luglio-svela-critica-piano-rom-della-giunta-raggi/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-cke-saved-href="http://www.21luglio.org/21luglio/associazione-21-luglio-svela-critica-piano-rom-della-giunta-raggi/?utm_source=rss&utm_medium=rss">piano di cui Associazione 21 luglio aveva fin da subito evidenziato le fragilità</a> – nel 2017 <strong>non è stato di fatto avviato alcun processo di inclusione</strong>. Caso esemplare quello dell’insediamento di Camping River, per il cui superamento la Giunta ha promosso una serie di azioni che si sono dimostrate fallimentari e non hanno fatto altro che “declassare” l’insediamento da formale a informale.</p>
<h3><strong><u>Le dichiarazioni</u></strong></h3>
<p>«Non è più il momento di tergiversare, non è più il momento di risposte nostalgiche che guardano alle soluzioni del passato – ha dichiarato <strong>Tommaso Vitale dell’Università Sciences Po</strong>, intervenuto oggi nel corso della presentazione del Rapporto – <strong>Questo è il momento del diritto anti-discriminatorio</strong>. In Europa le città stanno procedendo verso politiche di opportunità e integrazione, il tempo delle misure speciali, segreganti e discriminanti è definitivamente scaduto».</p>
<p>«Ancora una volta ci troviamo a dover constatare il <strong>fallimento delle politiche di inclusione rivolte a rom e sinti in emergenza abitativa</strong> – ha dichiarato <strong>Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio</strong> – non ci sono progressi nell’implementazione della Strategia e le politiche non hanno prodotto alcun processo di inclusione. Sono necessari un chiaro orientamento strategico e un coordinamento a livello nazionale rispetto alle politiche di desegregazione abitativa».</p>
<p><a href="http://www.21luglio.org/21luglio/wp-content/uploads/2018/04/Rapporto_Annuale-2017_web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-cke-saved-href="http://www.21luglio.org/21luglio/wp-content/uploads/2018/04/Rapporto_Annuale-2017_web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>SCARICA IL RAPPORTO ANNUALE 2017</strong></a></p>
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		<title>#Liberodallodio: per un&#8217;informazione corretta, libera da pregiudizi</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jul 2017 09:09:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È stata lanciata la campagna #Liberodallodio (www.liberodallod.io), promossa da Associazione 21 luglio con il sostegno di CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili). Obiettivi principali, quello di richiamare i media all’utilizzo di un’informazione più corretta sugli&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata lanciata<strong> la campagna #Liberodallodio </strong>(<a href="http://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=f3322a608b&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3Df3322a608b%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1500800395511000&amp;usg=AFQjCNEnkjvigLwrMFFhHDzDyqZorHfkLw&utm_source=rss&utm_medium=rss">www.<wbr />liberodallod.io</a><span style="color: #505050;">), promossa da </span><a href="http://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=33b43fe9b2&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D33b43fe9b2%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1500800395511000&amp;usg=AFQjCNE6ngNuJonnT--PvRfQ0kFTg51YgA&utm_source=rss&utm_medium=rss">Associazione 21 luglio</a><span style="color: #505050;"> con il sostegno di </span><a href="http://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=8d41e49202&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D8d41e49202%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1500800395511000&amp;usg=AFQjCNE4asshB5SmYx5m-C3ZPmEmbOgDSA&utm_source=rss&utm_medium=rss">CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili)</a><span style="color: #505050;">. Obiettivi principali, quello di <strong>richiamare i media all’utilizzo di un’informazione più corretta </strong>sugli argomenti “caldi” discussi dall’opinione pubblica &#8211; questione di importanza fondamentale specialmente alla vigilia della prossima campagna elettorale &#8211; oltre che di <strong>sensibilizzare la società civile sull’impatto che un linguaggio sensazionalistico e stereotipato può avere sulla collettività</strong>.</p>
<p></span><strong><u>LA CAMPAGNA</u>:</strong><span style="color: #505050;">  #Liberodallodio intende coinvolgere i cittadini in <strong>un appello alle aziende che acquistano spazi pubblicitari sull’edizione cartacea del quotidiano Libero, chiedendo loro  impegnarsi e di prendere una posizione etica riducendo o sospendendo la loro pubblicità su questa testata</strong> fino a che questa non si adegui a riportare un’informazione corretta, abbandonando l’uso del linguaggio sensazionalistico e stereotipato che adesso lo caratterizza.</p>
<p>La campagna nasce dal costante lavoro di monitoraggio dell’<strong>Osservatorio 21 luglio</strong> su testate cartacee e on-line, si basa sulla convinzione che <strong>la società civile svolge un ruolo decisionale importante</strong> e ha il potere di richiedere un’informazione libera da pregiudizi e discorsi stereotipati.</p>
<p></span><strong><u>PERCHÉ LIBERO</u>:</strong><span style="color: #505050;"> Il giornale Libero Quotidiano, come e più di altre testate, costruisce la sua identità su <strong>un linguaggio provocatorio e aggressivo</strong>, ha un forte impatto sull’opinione pubblica e ha suscitato dibattiti periodici soprattutto in seguito ad alcune titolazioni e articoli particolarmente eclatanti.<br />
Tra gli ultimi mesi del 2016 e i primi del 2017, l&#8217;Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha deliberato ben <strong>5 sanzioni disciplinari per articoli e editoriali aventi ad oggetto rom, migranti e altre categorie sociali deboli</strong> nei confronti di alcuni giornalisti e al direttore di Libero Quotidiano.</p>
<p></span><strong><u>L’IMPATTO NELLA SOCIETÀ</u>:</strong><span style="color: #505050;"> Atti di intolleranza e discriminazione sono sempre più spesso alimentati e legittimati dai media, attraverso discorsi generalizzati che rappresentano le categorie più deboli in maniera stereotipata. <strong>Diffondere pregiudizi contribuisce a creare un clima di intolleranza nella società </strong>e a creare i presupposti per <strong>giustificare e perpetrare politiche discriminatorie</strong>.</p>
<p>#Liberodallodio vuole diventare <strong>uno strumento di azione concreto per porre un argine alla diffusione di un’informazione scorretta</strong> contrastandola in maniera attiva e propositiva.</p>
<p>«Siamo molto preoccupati per il clima di ostilità e intolleranza che si sta diffondendo nel nostro Paese e per i toni che, su alcuni temi, potrebbero emergere nella prossima campagna elettorale – spiega Associazione 21 luglio Onlus &#8211; su alcuni quotidiani <strong>il dibattito pubblico è già adesso molto arroventato </strong>e con l’avvicinarsi delle elezioni l’attenzione mediatica intorno a questi argomenti non potrà che aumentare».</p>
<p>Compito della società civile è quello di arrestare questi pericolosi processi e, sotto questo aspetto, <strong>la campagna #Liberodallodio rappresenta una delle risposte</strong> che, come organizzazione che si batte per la tutela dei diritti delle comunità più fragili come cittadini, Associazione 21 luglio vuole offrire.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://player.vimeo.com/video/225865207?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="500" height="281" frameborder="0" title="#Liberodallodio: per un&#039;informazione corretta e libera dai pregiudizi" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #505050;"><br />
</span></p>
<p><a href="http://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=acde7912d2&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3Dacde7912d2%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1500800395511000&amp;usg=AFQjCNHCxWG2kciedLGvzjO9TjvtFWyb7A&utm_source=rss&utm_medium=rss">VISITA IL SITO DELLA CAMPAGNA</a></p>
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		<title>Fake plan: piano di superamento dei campi Rom</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jun 2017 07:22:41 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fake Plan</strong>, “Piano Bufala”. E’ questo il termine utilizzato da Associazione 21 luglio nel corso della conferenza stampa organizzata oggi, per entrare nel merito del “Piano di superamento dei campi rom” presentato in Campidoglio il 31 maggio scorso dalla sindaca Virginia Raggi e dall’assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre.</p>
<p>«Il 31 maggio – ha affermato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – per la prima volta ci siamo trovati di fronte alla presentazione di un <strong>Fake Plan</strong>, un <strong>“Piano Bufala” </strong>che ha rivelato la preoccupante incapacità di questa Amministrazione di comprendere e risolvere la questione. Nel corso della conferenza stampa organizzata dalle autorità capitoline si sono elencati principi generali di buon senso e date indicazioni di massima in ordine all’abitare delle comunità rom in emergenza abitativa, al processo di scolarizzazione e di inserimento lavorativo senza però che nessuno riuscisse realmente a comprendere obiettivi del “Piano”, azioni, tempi e budget. La cosa sorprendente, poi, è stata che è stato presentato un Piano in assenza dello stesso, <strong>visto che nessuno, né prima né dopo l’evento, ha avuto modo di visionarne il testo</strong>».</p>
<p>L’unico dato concreto espresso dalla sindaca è stato <strong>l’impegno di superare, attraverso l’utilizzo di fondi europei, i due insediamenti La Barbuta e Monachina. </strong>Per farlo – ha spiegato la prima cittadina – verranno impiegati <strong>3,8 milioni di euro</strong> con un tempo previsto per il superamento <strong>non superiore ai 24 mesi</strong>.</p>
<p>E’ su questa azione che <strong>Associazione 21 luglio ha operato nei giorni scorsi un approfondito lavoro di ricerca che ha portato al reperimento del “Piano Operativo di Roma Capitale”</strong>, redatto dalle autorità capitoline nell’aprile 2017, per l’utilizzo dei 37.770.000 euro assegnati dalla Commissione Europea alla Capitale attraverso il PON Metro (Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014 – 2020”). All’interno dell’Asse 3 sono riportate le azioni previste per l’inclusione delle comunità attraverso un’azione denominata <strong>“Tutte le strade portano a Rom” per la quale è previsto, come dichiarato dalla sindaca, un impegno di spesa di 3,8 milioni di euro. </strong></p>
<p>Saranno sufficienti tali risorse per superare entro due anni gli insediamenti di Monachina e La Barbuta come assicurato dalla prima cittadina?</p>
<p>Il progetto ha come punto di partenza un target di riferimento i 505 rom di origine bosniaca e macedone presenti a La Barbuta e i 113 rom di origine prevalentemente bosniaca residenti a Monachina per un totale di 113 nuclei familiari. Quale però il target reale destinatario dell’azione? «Si stima – si legge nel Piano Operativo &#8211; che circa il <strong>10% dei Rom</strong> presenti nei campi deciderà di sottoscrivere il <strong>Patto di Responsabilità Solidale</strong> e di partecipare attivamente ai percorsi di accompagnamento all’occupazione e alla casa». I risultati attesi dall’Azione prevedono infatti il coinvolgimento, entro la fine del progetto, di «60 individui». <strong>Saranno pertanto solo una decina le famiglie rom, ad uscire entro tre anni dai due insediamenti.</strong></p>
<p>Il progetto si articola su 4 azioni: Mappatura delle risorse, Azioni per l’inclusione lavorativa (con attivazione di tirocini formativi e il sostegno economico utile all’avvio di piccole realtà imprenditoriali), <strong>Azioni per l’inclusione abitativa (che si sviluppa in: reperimento di alloggi per quanti già autonomamente possano sostenere le spese; supporto motivazionale e materiale per quanti già capaci di autonomia; reperimento di alloggi attraverso l’Associazionismo per nuclei in condizioni di particolare fragilità)</strong>; Monitoraggio e valutazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8980" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="760" height="461" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 760w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035-300x182.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 760px) 100vw, 760px" /></a></p>
<p>Secondo il cronoprogramma fissato, nelle prossime settimane verrà presentato il bando e si procederà all’aggiudicazione del progetto; dal 1° ottobre 2017 si inizieranno le azioni che <strong>termineranno il 30 marzo 2020</strong>. Il cronoprogramma finanziario prevede una spesa di 50.000 euro nel 2018, di 672.000 euro nel 2019, di 1.389.000 euro nel 2020, di 1.689.000 nel 2021.</p>
<p><strong>In sintesi l’azione concreta fissata dal “Piano di superamento dei campi rom” della Capitale prevede <u>entro la Primavera del 2020 la fuoriuscita dall’insediamento di La Barbuta e Monachina di 11 famiglie (circa 60 persone) per una spesa a famiglia pari a 345.454 euro ed una spesa procapite superiore ai 63.000 euro</u></strong>.</p>
<p>Ma non è la sola azione. Il prossimo 30 giugno, infatti, è prevista <strong>la fine della convenzione tra il Comune di Roma e l’ente gestore del Camping River</strong>, dove sono accolte 120 famiglie rom. A seguito degli esiti della Commissione che il 1° giugno 2017 ha giudicato come <strong>inidonea</strong> l’unica offerta presentata all’interno del Bando per il «reperimento di un’area attrezzata bel territorio del Municipio XV o limitrofi» per l’accoglienza delle suddette famiglie, l’Amministrazione Capitolina,<strong> in assenza di qualsiasi programmazione</strong>, sarà chiamata a reperire in un mese una soluzione adeguata alle 550 persone che, altrimenti, si ritroverebbero per strada.</p>
<p>«Approssimazione, incoerenza, dilettantismo. Sono questi – secondo Associazione 21 luglio &#8211; i tratti svelati dal Fake Plan. La sindaca ha sostenuto che è finita con questa Giunta la “mangiatoia di Mafia Capitale”. In realtà, il progetto di superamento di La Barbuta e Monachina potrà riformare l’humus ideale nel quale interessi criminali troveranno spazio per attecchire e radicarsi attorno alla “questione rom”. Con il Fake Plan della Giunta Raggi si è però fatta chiarezza. Nelle prossime settimane riporteremo in Consiglio Comunale la <strong>Delibera di iniziativa popolare del Comitato Accogliamoci per il superamento dei campi</strong> <strong>rom</strong> e i consiglieri capitolini saranno chiamati a decidere tra il Fake Plan della Raggi, che ora conosciamo, e la proposta sottoscritta da 6.000 cittadini romani».</p>
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		<title>Il Comune di Roma apre il dibattito sul Piano rom</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 08:15:07 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Il Comune di Roma apre il dibattito sul Piano rom. Associazione 21 luglio: «Non servono assemblee pubbliche o suggerimenti on-line. Il Comune di Roma, che già ha deciso, riveda piuttosto l’approccio ad un Piano confuso e discriminatorio»</strong></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6542" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></div>
<div>
Si è svolta nella giornata dello scorso 21 febbraio presso la Sala Consiliare del Municipio XI l’assemblea pubblica organizzata dal Comune di Roma che affronta l’argomento dal titolo “<strong>Rom, Sinti e Camminanti</strong>”. L’iniziativa è all’interno della <strong>campagna</strong> <strong>#RomaAscoltaRoma</strong> <strong>finalizzata alla stesura del Piano Sociale Cittadino</strong>. Secondo il metodo stabilito dagli amministratori romani anche sulla “questione rom” ogni cittadino sarà chiamato a contribuire alla scrittura del programma di azione attraverso la partecipazione all’assemblea pubblica e l’invio di proposte on-line utilizzando il sito di Roma Capitale. Per l’Amministrazione Comunale «saranno i cittadini stessi a partecipare direttamente a questa fase di ascolto, insieme alle associazioni per poter inserire il loro punto di vista nella redazione del Piano Sociale Cittadino».</p>
<p>Associazione 21 luglio esprime una forte <strong>perplessità in relazione al metodo e alla sostanza</strong>.<br />
Nelle intenzioni dei promotori sembrerebbe emergere l’obiettivo di dare enfasi al valore della partecipazione popolare, uno degli assi su cui si fonda il Movimento politico chiamato a governare la città. Ma <strong>non appare né efficace né corretta la raccolta indiscriminata di pareri o punti di vista su argomenti così specifici e delicati</strong>. La consultazione rischia inoltre di trasformarsi in una vera e propria farsa poiché il Comune di Roma, come pubblicamente confermato dai partecipanti al Tavolo istituzionale, ha in realtà già approvato e promosso il “Piano” insieme ad una serie di azioni già avviate nel mese di gennaio:  «<strong>il Piano rom è stato già firmato dalla dott.ssa Laura Baldassarre il 1° febbraio 2017 e verrà attuato</strong>» ha confermato in Assemblea Municipale Umberto Placci, presidente della Commissione Politiche Sociali del Municipio V.</p>
<p>Che senso ha chiamare i cittadini ad esprimersi sulla “questione rom” invocando la trasparenza quando, riguardo la stessa, <strong>esistono già la figura di “esperto consulente” assunta nei mesi scorsi, un cronoprogramma stabilito da una Memoria di Giunta, un tavolo istituzionale ed un Piano per l’inclusione delle popolazioni rom, sinti e caminanti</strong> che il Comune di Roma ha redatto in assenza di qualsiasi consultazione con la società civile?</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio<strong> il Piano è in realtà estremamente confuso</strong>, parte da dati quantitativi errati e contiene al suo interno profili discriminatori come confermato dalla lettura di altri documenti predisposti e divulgati dal Comune di Roma.<br />
«Per applicare il metodo della partecipazione popolare – afferma Associazione 21 luglio – <strong>è necessario prima di tutto discutere in Assemblea Capitolina la delibera di iniziativa popolare</strong> per il superamento dei campi sottoscritta da 6 mila cittadini romani; così come – aggiunge &#8211; per aderire ai principi di trasparenza e legalità <strong>il Comune deve adempiere all’Ordinanza di un giudice del Tribunale Civile di Roma che a maggio 2015 ha disposto il superamento della baraccopoli La Barbuta</strong>.»</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio sulla “questione rom” ancora una volta il Comune di Roma rischia di scontare l’assenza di adeguata consultazione e la mancanza di competenze in seno alla macchina amministrativa. «Invitiamo pertanto questa Amministrazione a fare un passo indietro e a <strong>rivedere l’approccio con cui ha deciso di collocarsi di fronte a una questione sicuramente complessa ma che deve essere affrontata con coerenza e puntualità</strong>».</div>
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		<title>“Il genocidio di rom e sinti durante il nazi-fascismo: una memoria rimossa”</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 10:37:28 +0000</pubDate>
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<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-754.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8016" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-754.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-754.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-754-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></div>
<div></div>
<div><b>INVITO</b></div>
<div></div>
<div>Si stima che il regime nazifascista abbia sterminato in Europa almeno <b>500 mila rom e sinti</b>. Il genocidio di questo popolo – ricordato in lingua romanès come <b>“Porrajmos”</b> (“grande divoramento”) o <b>“Samudaripen”</b> (“tutti morti”) – rimane per la memoria collettiva una tragedia silenziosa, dimenticata. Per ricordare questo importante capitolo di storia dell’Europa e del nostro paese, la <b>Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato</b> e la <b>Cild</b> (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili), in collaborazione con <b>Associazione 21 luglio</b> invitano al convegno</p>
<p><b>“Il genocidio di rom e sinti durante il nazi-fascismo: una memoria rimossa”</b></p>
<p><b>Venerdì 27 novembre ore 11<br />
Senato della Repubblica – Sala ISMA<br />
Piazza Capranica 72, Roma</b></p>
<p><i>Saluti introduttivi</i><br />
<b>Patrizio Gonnella</b> – Presidente CILD, Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili<br />
<b>Robert Rydberg</b> – Ambasciatore della Svezia in Italia<br />
<b>Luigi Manconi </b>– Presidente Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani</p>
<p><i>Intervengono</i><br />
<b>Paola Trevisan</b>– Antropologa, “Da stranieri da espellere a italiani pericolosi: la persecuzione dei Rom e dei Sinti durante il regime fascista”<br />
<b>Majgull Axelsson</b>–Scrittrice, autrice del libro “Io non mi chiamo Miriam”</p>
<p><i>Modera</i><br />
<b>Carlo Stasolla</b> – Presidente Associazione 21 luglio Onlus</p>
<div><span style="color: #99042e;"> <a title="SCARICA LA LOCANDINA" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b16afd&amp;linkDgs=11ef547ad4b16305&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b16afd%26linkDgs%3D11ef547ad4b16305&amp;source=gmail&amp;ust=1485253637052000&amp;usg=AFQjCNEpNU-wLqmU6OHI_qKxPwAo37kCQg&utm_source=rss&utm_medium=rss">SCARICA LA LOCANDINA</a> </span></div>
<div></div>
<div>L’accesso alla sala è consentito sino al raggiungimento della capienza massima. Per gli uomini sono obbligatorie giacca e cravatta. Si ricorda che per accedere al Senato <b>è obbligatorio l’accredito</b>.<br />
Per informazioni e accrediti: 06. 67065299 <a title="dirittiumani@senato.it" href="mailto:dirittiumani@senato.it?subject=" target="_blank" rel="noopener">dirittiumani@senato.it</a><br />
I giornalisti devono accreditarsi presso l’Ufficio stampa del Senato:<br />
Fax 06.67062947 Email: <a href="mailto:accrediti.stampa@senato.it?subject=" target="_blank" rel="noopener">accrediti.stampa@senato.it</a></div>
</div>
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		<title>Il Comune di Roma avvia l’iter per il superamento delle baraccopoli rom</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 07:52:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Roma avvia l’iter per il superamento delle baraccopoli rom. Associazione 21 luglio: «questo è il primo segnale di inversione di rotta registrato nella Capitale. Per la sua credibilità attendiamo l’approvazione della Delibera di Iniziativa Popolare per il “superamento dei campi”»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6549" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="DSC_0391" width="3872" height="2592" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3872w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3872px) 100vw, 3872px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con una Memoria di Giunta a firma della sindaca Virginia Raggi, il 18 novembre scorso la Giunta Capitolina ha indicato al Dipartimento Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale l’adozione di un Piano di Lavoro cittadino denominato “Progetto Inclusione Rom”.</p>
<p>Nel testo della Memoria si sottolinea come le linee politiche adottate nel passato in riferimento alle baraccopoli per soli rom abbiano prodotto «il risultato di moltiplicare da un lato insicurezza e conflitti nelle periferie e dall’altro di aumentare il livello di emarginazione delle popolazioni Rom, Caminanti e Sinti, senza garantire alcun processo di inclusione sociale nonostante le ingenti risorse economiche investite nel settore». Il punto nodale, viene affermato, è la questione abitativa che «influisce sulla condizione di vita dei singoli soggetti e della comunità perché incide sulle possibilità di accesso ai servizi, di vita sociale con le altre popolazioni residenti oltre che sulle opportunità di accesso al lavoro e all’istruzione» e per tale ragione, in una prospettiva di approccio interdisciplinare, viene adottato un Workplan “Progetto Inclusione Rom” con indicazione sintetica delle azioni nel periodo gennaio-luglio 2017.</p>
<p>Il Piano di Lavoro prevede, tra le altre cose, il coinvolgimento della Regione Lazio, dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale, del Ministero del Lavoro e dell’ANCI, l’avvio di accertamenti patrimoniali, due delibere (la prima per l’istituzione di un Tavolo, la seconda per il superamento degli insediamenti), la preparazione di un bando e Capitolato Europeo, incontri con cittadini rom e non rom, la costruzione di un network di organizzazioni.</p>
<p>Associazione 21 luglio esprime una cauta soddisfazione per il documento prodotto dalla Giunta Capitolina. «Registriamo – sottolinea l’organizzazione – come per la prima volta nella Capitale venga prodotto un cronoprogramma per l’avvio del processo per il superamento delle baraccopoli abitate dai rom. Il segnale è quindi importante e non di poco conto».</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio è fondamentale come la questione abitativa sia stata posta al centro in un quadro dove l’approccio interdisciplinare appare condizione indispensabile per l&#8217;avvio di un lavoro fondato su basi solide.«Auspichiamo – conclude Associazione 21 luglio &#8211; che la Memoria di Giunta rappresenti lo spartiacque con le politiche passate, l’inizio della fine del “sistema campi” che negli anni ha prodotto lesione dei diritti umani, fenomeni corruttivi e assistenzialismo inconcludente. Lo sarà realmente se ad essa seguirà il congelamento dei bandi milionari che nei prossimi mesi potrebbero ridare vita ad un perverso sistema di realizzazione e gestione di nuovi insediamenti. Ma la cartina di tornasole sarà la discussione nell&#8217;Aula dell’Assemblea Capitolina della “Delibera di iniziativa popolare per il superamento dei campi” sottoscritta da 6.000 cittadini romani che avverrà entro gennaio 2017. La sua approvazione, sollecitata dal Comitato “Accogliamoci” di cui Associazione 21 luglio è parte, potrà essere il segnale concreto e definitivo di un&#8217;inversione di rotta da tanti auspicato che potrà consentire alla città di Roma di relegare al passato la vergognosa e tragica stagione delle baraccopoli per soli rom».</p>
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		<title>I Rom del campo di via Idro di Milano chiedono aiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 15:01:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-size: x-large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/untitled-142.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5020" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5020" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/untitled-142.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (142)" width="647" height="484" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/untitled-142.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 647w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/untitled-142-300x224.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 647px) 100vw, 647px" /></a></b></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">Pubblichiamo l&#8217;appello per gli abitanti Rom di Via Idro a Milano, appello rivolto al sindaco Giuliano Pisapia</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Subito dopo le feste natalizie i Rom del campo regolare di via Idro di Milano nel quale vivono da 26 anni saranno sgomberati. In 26 anni di vita si sono inseriti, hanno costruito rapporti con il quartiere nel quale vivono regolarmente, i loro figli vanno a scuola. Sono tutti cittadini italiani, molti di loro discendono dai Rom internati nei campi di concentramento nazifascisti italiani. Dovranno abbandonare le loro case, le loro attività, i loro beni e affetti, i loro figli dovranno abbandonare le scuole che frequentano.</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;"><i><b> </b></i></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Come soluzione alternativa il Comune di Milano offre loro i container dei Centri di Emergenza Sociale e di Centri di Autonomia Abitativa nei quali sono già ospitate le famiglie rom sgomberate dai campi irregolari (che dovrebbero lasciare il loro posto alle famiglie di via Idro senza nessuna soluzione). In ogni caso l’ospitalità in questi centri è temporanea, in strutture precarie (container di 12-15 metri quadri per le famiglie di minimo 4-5 membri). Potrebbero stare lì al massimo un anno e in quest’anno il Comune di Milano dovrebbe offrire loro i percorsi di integrazione e di autonomia. Abbiamo seri dubbi che questi percorsi possono realizzarsi in un anno visti i precedenti con molte altre famiglie ospitate già in questi centri che non hanno avuto nessun percorso e sono finite per strada. Non si capisce poi perché questi percorsi non vengono effettuati direttamente dal campo nel quale le persone hanno già una loro casa evitando tra l’altro  anche i costi di permanenza nei centri del Comune.</p>
<p align="JUSTIFY">“<span lang="es-ES">Superamento dei campi rom” deve essere una decisione condivisa e concordata con le famiglie rom e deve essere una scelta con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle famiglie non di peggiorarle. Non si può ridurre alla chiusura del campo e alla deportazione nei centri temporanei senza nessuna certezza per il futuro loro e dei loro figli.</span></p>
<p lang="es-ES" align="JUSTIFY">Il comune di Milano ha speso quasi 6 milioni di euro di soldi pubblici negli ultimi 3 anni e questi soldi non hanno portato nessun miglioramento per le comunità rom di Milano perchè sono stati usati esclusivamente per gli sgomberi, per i Centri di emergenza sociale e per la loro gestione.</p>
<p lang="es-ES" align="JUSTIFY">Insieme alle famiglie Rom di via Idro chiediamo al Comune di Milano di non sgomberare il campo di via Idro finchè non siano definite le soluzioni concrete di inserimento abitativo e lavorativo per gli abitanti. Solo allora la chiusura del campo di via Idro, come di ogni altro campo, può avere un senso: dare una prospettiva di inclusione sociale e di miglioramento delle condizioni di vita delle persone.</p>
<p lang="es-ES" align="JUSTIFY">Famiglie di via Idro, Consulta Rom e Sinti di Milano</p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Se siete d’accordo inviate questa e mail al Sindaco di Milano: </span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="mailto:sindaco.pisapia@comune.milano.it" target="_blank"><span lang="it-IT">sindaco.pisapia@comune.milano.it</span></a></u></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>Illustre Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia</b></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>Non sgomberi le persone dal campo di via Idro fino a quando non ci sono le soluzioni concrete e durature per il loro inserimento abitativo e lavorativo. </b></span></span></p>
<p>Inoltre, pubblichiamo il link per il video della Campagna intitolata “Rom, cittadini dell&#8217;Italia che verrà”, promossa dall&#8217;Associazione 21 luglio di Roma, con tante storie interessanti perchè la conoscenza, prima di tutto, serve a combattere i pregiudizi!</p>
<p><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLitMY-Sk7Sb-OzgXbMu4gomQyqzMcxMxk&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/playlist?list=PLitMY-Sk7Sb-OzgXbMu4gomQyqzMcxMxk&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span></span></p>
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