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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>In piedi rom e sinti: contro ogni pregiudizio</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 07:38:04 +0000</pubDate>
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<p>di Ervin Bajrami che ringraziamo molto così come ringraziamo il Movimento Kethane</p>



<p>La questione delle borseggiatrici nelle metropoli della nostra nazione ha assunto una presa di posizione mediatica e sociale di grande impatto e rilevanza, la questione che dovremmo porci è perché? _Innanzitutto partirei da un&#8217;analisi politico sociale attuale per poter comprendere meglio il grande tema che riguarda la comunità rom e sinta italiana.<br>Ci tengo a precisare che la mia analisi non vuole essere né una guida né pretendo altresì che venga considerata giusta ma più semplicemente vorrei che ci ponesse delle questioni e che smuova le coscienze per poter meglio comprendere alcune questioni.<br>~Sappiamo tutti come~ le questioni politiche che hanno grande rilevanza sociale ed economica nel nostro Paese, quando non trovano un terreno favorevole, devono in qualche modo trovare un capro espiatorio che svii l&#8217;attenzione mediatica da temi importanti ed è proprio quello che sta succedendo. Il tema del PNRR ci tiene sulle spine da mesi ormai e il Ministro Fitto non ha ancora riferito alle camere quelle che sono state o saranno le decisioni della maggioranza, anch&#8217;essa divisiva sulla questione nonostante la scadenza sia ormai prossima. L&#8217;aspetto sociale della nostra nazione e un quadro disastroso dopo due lunghissimi anni di pandemia, ~una guerra alle porte~la guerra potenzialmente mondiale e il caro bollette di certo non aiutano e non ci danno una stabilità economica.<br>In tutto questo l&#8217;inflazione gioca un ruolo fondamentale che, come scrive Forbes è passata da 9.1 a 7.7 nel mese di marzo dovuta al calo dei costi energetici ma non calano i prezzi sui beni alimentari e sui servizi che invece sono in rialzo.</p>



<p><br>In tutta questa prospettiva che può sembrare positiva bisogna chiedersi ma i poveri quanti sono? Un dato che ci arriva dall&#8217;Istat è che i poveri in Italia nel 2021 erano circa 5,6 milioni attualmente abbiamo superato i 6 milioni, quindi una famiglia su 10 vive in povertà ~assoluta~ . Gli stranieri in Italia sono circa 6 milioni (la maggioranza rappresentata da persone che arrivano da stati membri del UE) 8.8% della popolazione e i rom e i sinti sono circa 18000 individui lo 0,23% della popolazione dei quali la maggioranza con cittadinanza italiana e una presenza secolare nei vari territori, ~il 3% di questi vivono nei campi (promossi e creati dalle istituzioni)~ Perché ci tenevo a darvi alcuni di questi dati? Per permettervi di riflettere su alcune terminologie mediatiche e su come si riesce, troppo spesso, a spostare l&#8217;asticella dell&#8217;attenzione su problematiche che ancora oggi vengono definite &#8220;un problema sociale&#8221; In base ai dati, potrebbe sembrare quasi impossibile ma purtroppo questa è la narrazione con la quale si attaccano determinate minoranze che siano etniche e non. Parliamo anche del fenomeno dell&#8217; &#8220;utero in affitto&#8221; come viene definita dagli oppositori, una pratica normata e definita nella maggior parte dei paesi membri insieme alle adozioni per le coppie dello stesso sesso ma non in Italia, ma se in Italia non è permesso e non vi è una norma in questa direzione perché se né parla tanto? Nel secolo scorso tra i primi internati nei campi di concentramento nazi-fascista vi furono i rom, i sinti e gli omosessuali, venivano definiti parassiti della società, una male da estirpare, un pericolo per la cultura maggioritaria e per le tradizioni oltre che un abominio religioso nel caso degli omosessuali, oggi, anche a livello istituzionale torniamo a sentire le stesse definizioni e tornano ad essere i protagonisti esclusivi dei problemi sociali, soprattutto se chiedono parità di trattamento, diritti o riconoscimento oltretutto previsti dalla costituzione ma non applicati. Tornando alla questione delle borseggiatrici, non penso sia un fenomeno inesistente ma anzi, sono consapevole che ci sia e che debba essere fermato e per fortuna esistono apposite leggi e apposite figure previste nel nostro stato di diritto ~che dovrebbero intervenire,~ in base alle leggi vigenti e &#8220;punire&#8221; chi sbaglia ma incolpare un&#8217;intera comunità di individui per l&#8217;errore di pochi rendendo la colpa collettiva e fomentando odio e violenza verso le comunità rom e sinte ha una connotazione politico-mediatica ben diversa e con obbiettivi ben lontani da quelli che possiamo trovare in uno stato di diritto e in una democrazia. </p>



<p>Ci sono arrivate diverse segnalazioni di donne rom e sinte aggredite sui mezzi pubblici solo per essere state riconosciute dai tratti somatici come rom e sinte o presunte tali mentre si recavano a lavoro, a scuola o per esigenze personali si sono ritrovate sui mezzi pubblici, instaurando forte paure nelle comunità a livello nazionale eppure in tutto questo la questione della sicurezza è stata narrata a senso unico e non ci siamo nemmeno posti l&#8217;interrogativo di come si possono sentire l comunità dopo quell&#8217;attacco forte e ingiusto, nonostante il nostro popolo alle ingiustizie ormai si è abituato perché non ha mai smesso di subirle e continua ad oggi ad incassare colpi devastanti che vanno ad influenzare ed influire anche su un lavoro che noi del movimento Khetane abbiamo cercato e che stiamo cercando di portare avanti come il tema della dispersione scolastica, delle attività lavorative, dell&#8217;abitare e dell&#8217;inclusione sociale che è sempre stata e continua ad essere escludente a partire dalle istituzioni per poi riversarsi sulla società creando forti traumi soprattutto nei nostri giovani che basandosi su certe tipologie di narrazioni che si riversano sulla collettività vanno incontro a due fenomeni, il primo è quello del disconoscimento della propria cultura e delle proprie radici millenarie e il secondo di conseguenza è quello della cancellazione etnica e personale per paure di ripercussioni, ovvero non fanno il coming out etnico. In tutto questo di esempi positivi di rom e sinti nella nostra nazione ne abbiamo a migliaia, così come eventi storici che hanno portato il nostro popolo e le personalità del nostro popolo a contribuzioni positive a livello mondiale.</p>



<p>In conclusione, la dilagante povertà, la mancanza di azioni politiche che vadano a contrastare fenomeni d&#8217;odio e disuguaglianze sociali ci portano a trovare il capro espiatorio al quale accennavo all&#8217;inizio, del resto secondo le ultime indagini si è accertato che circa l&#8217;80% della popolazione ha pregiudizi o prova odio verso i rom e i sinti e questo dato, grazie anche al contributo politico-mediatico è drasticamente destinato a salire, sta a noi scegliere come guardare la realtà della nostra società, una società nata come collettività ma che punta a livello sociale al benessere psicofisico sociale individuale eppure incapace di scendere gli errori di pochi e più facilmente disposta a generalizzare questioni di grande impatto soprattutto verso chi le subisce. L&#8217;8 aprile sarà la giornata internazionale dei rom e dei sinti che ci ricorda di come dopo la seconda guerra mondiale, alcuni attivisti si ritrovarono e scelsero la nostra bandiera (l&#8217;unica a non aver mai combattuto una guerra) il nostro inno che narra di viaggi lontani nei quali ci siamo portati dietro, la nostra lingua, la nostra cultura e soprattutto la nostra resilienza. OPRE ROMA TAJ SINTI. (In piedi rom e sinti)</p>
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