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	<title>Addis Abeba Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Addis Abeba Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Scontri armati in Etiopia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 08:36:04 +0000</pubDate>
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<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p>In questi giorni stiamo assistendo ad uno degli scontri civili più importanti di questi ultimi anni all’interno del Corno d’Africa, del quale però arrivano ben poche notizie. Difatti, dal nord dell’Etiopia filtrano immagini e notizie di scontri tra l’esercito dello stato di Addis Abeba e le parti militari sotto il comando dell’autorità della Regione del Tigray. Questa regione, confinante con l’Eritrea, è in questo momento il simbolo dei problemi che possono nascere in un governo federale come quello etiope.</p>



<p>La crisi interna iniziò quando, nel 2018, l’oromo Abiy Ahmed fu eletto primo ministro etiope, stravolgendo l’idea federale che fino a quel momento aveva governato l’Etiopia. Creò il “Partito della Prosperità”, un partito unico nel quale non esistevano più le componenti federali, così tanto volute e sentite dal popolo tigrino – e da tutte le minoranze presenti nel Paese &#8211; per avere una loro rappresentanza in Governo.</p>



<p>Questo cambio di equilibri di Potere accese la rabbia del popolo tigrino che scoppiò definitivamente con l’annuncio di fine aprile di quest’anno di voler post porre a data da definirsi le elezioni governative previste per l’agosto 2020. La ragione ufficiale fu legata al Coronavirus e alle difficoltà logistiche causate dalla pandemia ma tale motivazione fu duramente criticata dal popolo tigrino che ritenne questa una scelta per estendere illegalmente il mandato di Abiy Ahmed in un contesto in cui quest’ultimo non aveva alcuna certezza di essere rivotato.</p>



<p>Da qui la crisi è deteriorata perché nel Tigray le elezioni si sono comunque svolte ottenendo una partecipazione che sfiora il 90% e che ha visto il successo del TPLF (movimento politico-militare che ha rovesciato la dittatura del DERG ma che ha poi egemonizzato la politica Etiope per decenni). Il governo federale non ha riconosciuto la validità di queste elezioni e, dal lato opposto, il Tigray ha dichiarato illegittimo il governo centrale. Ci sono state e continuando ad esserci una serie di provocazioni reciproche che stanno portando agli scontri armati di questi ultimi giorni. L’Eritrea è ufficialmente attiva contro il fronte tigrino che sta lanciando razzi su Asmara: questo non può essere che l’inizio di una forte crisi del Corno d’Africa.</p>



<p>Il Paese rimane pressochè isolato, i giornalisti non riescono ad accedere alle zone del conflitto e le linee telefoniche rimangono bloccate. I numeri delle vittime non sono ancora chiari ma si stimano circa 600 morti dal lato tigrino.</p>



<p>Notizia di queste ultime ore è che l’Etiopia ha nominato un nuovo presidente della regione del Tigray. La nomina di Mulu Nega è stata annunciata dal premier Abiy Ahmed tramite Twitter. Sostituirà Debretsion Gebremicheal, l’attuale presidente “ribelle” che guida la rivolta contro l’esercito federale.</p>



<p>Rimaniamo con il fiato sospeso ad osservare le evoluzioni di questo conflitto che potrebbe trasformarsi in una vera e propria guerra che per ora non ha ancora un nome ma che rimane preoccupante.</p>
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		<title>Nasce in Africa una rete per il diritto alla Scienza. Le richieste alle Nazioni unite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 08:50:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>RICERCA SCIENTIFICA, NASCE IN AFRICA UNA RETE TRANSAZIONALE DI PARLAMENTARI PER IL “DIRITTO ALLA SCIENZA”, CHE DA MARZO VERRA’ MONITORATO DALL’ONU: LE RICHIESTE ALLE NAZIONI UNITE Chiude ad Addis Abeba (Etiopia) il VI Congresso&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>RICERCA SCIENTIFICA, NASCE IN AFRICA UNA RETE TRANSAZIONALE DI PARLAMENTARI PER IL “DIRITTO ALLA SCIENZA”, CHE DA MARZO VERRA’ MONITORATO DALL’ONU: LE RICHIESTE ALLE NAZIONI UNITE</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="234" height="223" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/eeeeeeeeeeeeee.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13679"/></figure></div>



<ul><li><strong>Chiude ad Addis Abeba (Etiopia) il VI Congresso mondiale per la LIBERTÀ DI SCIENZA promosso da Associazione Luca Coscioni, Science for Democracy e l’Unione Africana. Trecento, provenienti da 35 paesi, i partecipanti alla “due giorni” etiope.</strong></li></ul>



<p>Si sono conclusi i lavori del VI <strong>Congresso Mondiale per la libertà della ricerca scientifica</strong>, dedicato a “Il diritto a godere dei benefici della scienza”. Un appuntamento promosso dall’Associazione Luca Coscioni, Science for Democracy e l’Unione Africana. Il Congresso era il primo appuntamento internazionale convocato all&#8217;indomani dell&#8217;adozione del <strong><em>Commento Generale</em></strong><em> della Scienza</em> da parte dell’ONU. <strong>Una volta approvato questo testo,</strong> ovvero dal mese di marzo, gli Stati nazionali di tutto il mondo <strong>saranno obbligati a rendicontare</strong> le politiche adottate in materia di scienza e tecnologia. Si potrà dunque discutere a Ginevra, come attualmente accade per i diritti umani classici, di creazione e libera circolazione di conoscenza scientifica e di uguaglianza nell&#8217;accesso ai risultati tecnologici della ricerca stessa.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="https://backgrounds.wetransfer.net/looms/1912/cinemagraph3_template1_v1/assets/videos/weaver.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p>Per due giorni i <strong>300 partecipanti</strong> <strong>provenienti da 35 paesi</strong> hanno discusso di <strong>SVILUPPO SOSTENIBILE</strong>; <strong>CELLULE STAMINALI</strong> ED <strong>EDITING DEL GENOMA</strong>; <strong>DIRITTI SESSUALI</strong> <strong>E RIPRODUTTIVI</strong>; <strong>LIBERO ACCESSO</strong> <strong>AI DATI</strong> E <strong>INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong>. Oltre ai vertici dell’Associazione Luca Coscioni, di Science for Democracy, della Commissione africana e a diversi parlamentari africani hanno preso la parola <strong>Sir Richard John Roberts</strong>,<em> Nobel per la medicina</em>; la Vice-Ministra degli Esteri <strong>Emanuela Del Re</strong> in collegamento, la vice-direttrice dell&#8217;UNESCO <strong>Angela Melo</strong>, il prof <strong>Mikel Mancisidor</strong>, <em>professore Associato, Washington college of Law, co-redattore del Commento Generale sull’art. 15 del Patto ONU</em>),  <strong>Malin Parmar,</strong><em>Professoressa associata presso il Dipartimento di neurobiologia rigenerativa e dello sviluppo, Lund University, Svezia</em><strong>; Pete Coffey, </strong>del London project on eye e il co-presidente dell&#8217;Associazione Luca Coscioni <strong>Michele De Luca</strong>.</p>



<p>In attesa dell’approvazione definitiva del&nbsp;<em>Commento Generale sulla Scienza</em>&nbsp;i partecipanti hanno deciso di&nbsp;<strong>promuovere una rete di parlamentari per il diritto alla scienza,&nbsp;</strong>che verrà coordinata da Science for Democracy<strong>: le prime adesioni sono arrivate da legislatori di Tanzania, Zambia, Senegal e Costa d&#8217;Avorio.</strong>&nbsp;E’ stata infine adottata una dichiarazione finale che chiede:</p>



<ul><li><strong>Linee guida</strong>&nbsp;per assistere gli Stati Membri per implementare il “diritto alla scienza&#8221; per come articolato nel Commento generale</li><li>La creazione di uno&nbsp;<strong>Special Rapporteur</strong>&nbsp;sul “diritto alla scienza” per monitorare costantemente il rispetto delle implicazioni della scienza sui diritti umani.</li><li>Il rafforzamento degli<strong>&nbsp;investimenti in capitale umano, nella salute, nell&#8217;istruzione e nelle nuove tecniche di colture&nbsp;</strong>e che un&nbsp;<strong>potenziamento del ruolo delle donne</strong>&nbsp;in quanto importanti risorse per il benessere e sviluppo sostenibile delle società.</li><li>La valorizzazione di&nbsp;<strong>approcci multidisciplinari basato su evidenze</strong>&nbsp;per bilanciare il &#8220;principio di precauzione&#8221;.</li><li>L’invito&nbsp;a ratificare il Protocollo Opzionale del Patto internazionale sui diritti Economici, Sociali e Culturali, adottato dall’Assemblea Generale dell’ONU il 10 dicembre 2008.</li></ul>
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		<title>&#8220;Stay human: Africa&#8221;: I partigiani etiopi e la lotta al fascismo</title>
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		<pubDate>Sat, 27 May 2017 06:04:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Veronica Tedeschi La storia del fascismo la conosciamo bene, a scuola la studiamo attentamente, punto per punto, per non dimenticare e per evitare che atrocità simili possano ripetersi ancora. Il fascismo, così&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> </b></span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Veronica Tedeschi</p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-990.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8812" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-990.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="680" height="510" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-990.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-990-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La storia del fascismo la conosciamo bene, a scuola la studiamo attentamente, punto per punto, per non dimenticare e per evitare che atrocità simili possano ripetersi ancora. Il fascismo, così come lo conosciamo, invase anche diversi paesi africani, primo tra tutti l’Etiopia. Addis Abeba fu occupata nell’ottobre del 1935, dopo un annuncio di Mussolini dal balcone di Piazza Venezia a Roma. Nel maggio del 1936, dal solito balcone Mussolini annuncia la fine della guerra e proclama re Vittorio Emanuele III “Imperatore d’Etiopia”.</p>
<p align="JUSTIFY">Telegramma di Mussolini a Badoglio:</p>
<p align="JUSTIFY">“Occupata Addis Abeba V.E. darà ordini perché: 1° siano fucilati sommariamente tutti coloro che in città e dintorni siano sorpresi colle armi alla mano. 2° siano fucilati sommariamente tutti i cosiddetti giovani etiopi, barbari crudeli e pretenziosi, autori morali dei saccheggi. 3° siano fucilati quanti abbiano partecipato a violenze, saccheggi incendi. 4° siano sommariamente fucilati quanti trascorse 24 ore non abbiano consegnato armi da fuoco e munizioni. Attendo una parola che confermi che questi ordini saranno &#8211; come sempre &#8211; eseguiti.”</p>
<p align="JUSTIFY">Il 19 febbraio 1937, data divenuta oggi una ricorrenza importante nel calendario di Addis Abeba, due giovani eritrei fecero un attentato contro Rodolfo Graziani (comandante italiano delle forze di occupazione), lanciando delle granate mentre teneva un discorso.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo evento provocò una rappresaglia fascista di una crudeltà indescrivibile. Vennero massacrati uomini, donne, vecchi e bambini, unitamente a predicanti e indovini. La cifra del massacro ammontò a circa 4000 civili uccisi e provocò rabbia e sgomento in tutta la popolazione.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-991.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-8813 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-991.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="370" height="349" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-991.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 679w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-991-300x283.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 370px) 100vw, 370px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Altra ricorrenza del calendario etiope è il 5 maggio, giorno della liberazione, data ricordata soprattutto per il ritorno nella capitale di Haile Selassie, rifugiatosi in Sudan durante l’occupazione, e salutato da una folla impazzita di felicità mentre la sua scorta inglese lo riaccompagnava nella sua città.</p>
<p align="JUSTIFY">La lotta contro la dittatura fascista ha reso per sempre fratelli il popolo italiano e quello etiopico.</p>
<p align="JUSTIFY">Infatti, nel 2016 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella depose una corona di fiori in ricordo delle vittime del fascismo in Etiopia. Una richiesta di perdono da parte del popolo italiano e una dimostrazione di vicinanza al dolore subito dalle famiglie delle centinaia di vittime. Al fianco del Presidente, il plotone dell’esercito etiope e una decina di ex partigiani etiopi (il più anziano di 98 anni), fieri di mostrare le medaglie e nastrini al valore.</p>
<p>“Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/giovani/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term&utm_source=rss&utm_medium=rss">giovani</a> <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/morti/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term&utm_source=rss&utm_medium=rss">morti</a> nella <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/resistenza/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term&utm_source=rss&utm_medium=rss">Resistenza</a>. Quindi la <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/repubblica/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term&utm_source=rss&utm_medium=rss">Repubblica</a> è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.” (Sandro Pertini, 1979)</p>
<p align="JUSTIFY">Per chi volesse approfondire consiglio la lettura del libro “I fantasmi dell’impero” di Cosentino, Dodaro, Panella che nasce dal ritrovamento di una vecchia indagine svolta da un magistrato incaricato di indagare sulle esecuzioni sommarie compiute da militari italiani nel Goggiam.</p>
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		<title>Buone notizie da Addis Abeba</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 06:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Addis Abeba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(da Rete Ong) I rappresentanti dell&#8217;Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI), del Coordinamento Italiano Networks Internazionali (CINI) e di Link 2007 Cooperazione in Rete, presenti nella delegazione italiana alla terza&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<table border="0" cellpadding="10" cellspacing="0" style="width: 600px;">
<tbody>
<tr>
<td valign="TOP" width="580">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
(da Rete Ong)</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

   </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />I<br />
   rappresentanti dell&#8217;Associazione delle organizzazioni italiane di<br />
   cooperazione e solidarietà internazionale (AOI), del<br />
   Coordinamento Italiano Networks Internazionali (CINI) e di Link<br />
   2007 Cooperazione in Rete, presenti nella delegazione italiana<br />
   alla terza conferenza sui finanziamenti per lo sviluppo in corso<br />
   ad Addis Abeba, valutano positivamente gli impegni enunciati ieri<br />
   nella capitale etiopica dal Presidente del Consiglio Matteo<br />
   Renzi.<br />E&#8217; intanto da registrare come una buona notizia che<br />
   l&#8217;Italia sia una delle poche nazioni ad essere rappresentata<br />
   nell&#8217;assise internazionale dal capo del governo. Si accoglie con<br />
   soddisfazione l&#8217;impegno ad aumentare in modo significativo le<br />
   risorse destinate all&#8217;aiuto allo sviluppo fin dalla prossima legge<br />
   di stabilità. L&#8217;obiettivo, ha detto Renzi, è fare sì che al<br />
   prossimo vertice &#8220;G7&#8221; previsto in Italia nel 2017 il<br />
   nostro paese non sia più all&#8217;ultimo posto per ciò che concerne<br />
   la percentuale del Prodotto Interno Lordo destinata alla<br />
   cooperazione internazionale.<br />Non possiamo poi che condividere<br />
   l&#8217;affermazione fatta dal presidente del consiglio circa l&#8217;impegno<br />
   morale, non negoziabile, di soccorrere e salvare i migranti in<br />
   arrivo sulle nostre coste. Così come fondamentale saranno i<br />
   progetti volti a costruire ponti tra le comunità migranti e i<br />
   paesi di provenienza.<br />La Conferenza di Addis Abeba conferma<br />
   l&#8217;ampiezza e la difficoltà delle sfide dei prossimi anni. Il<br />
   nostro paese può e deve avere un ruolo di primo piano</p>
<p>Addis<br />
   Abeba, 15 luglio 2015</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

   </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name=":4"></a>
   </div>
<div dir="LTR" id="Sezione3">
<div dir="LTR" id="Sezione4">
<div dir="LTR" id="Sezione5">
<div dir="LTR" id="Sezione6">
<div dir="LTR" id="Sezione7">
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name=":11o"></a><br />
        <strong>L&#8217;ACCORDO<br />
        DI ADDIS ABEBA:<br />RESPONSABILITA’ CONDIVISE E EQUITA’<br />
        FISCALE</strong></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

        </div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
        Terza Conferenza internazionale sul &#8220;Finanziamento per<br />
        lo sviluppo&#8221; è stata chiamata a rispondere in modo<br />
        chiaro ad alcune domande cruciali, quali: come verrà<br />
        finanziata l’agenda “post 2015”?; quali impegni<br />
        concreti da parte dei paesi più ricchi e dell’Unione<br />
        Europea?; quali impegni da parte dei paesi partner e in<br />
        particolare (ma non solo) africani?; quale ruolo per il<br />
        settore privato nelle strategie globali di lotta alla<br />
        povertà?<br />Paolo Dieci, presidente di Link2007,<br />
        Cooperazione in Rete, che ha partecipato ai lavori della<br />
        Conferenza, ne ha tratto alcune considerazioni<br />
        interessanti.<br />La novità principale di Addis Abeba<br />
        rispetto a Monterrey e Doha risiede nel maggiore accento<br />
        posto sulle responsabilità condivise. E’ in questo quadro<br />
        che si colloca l’enfasi posta sulla mobilitazione delle<br />
        risorse domestiche, a partire da più efficienti ed equi<br />
        sistemi fiscali. Così come in questa direzione va l’apertura<br />
        al settore privato, dal quale si attendono investimenti a<br />
        favore della crescita inclusiva e sostenibile. Al tempo<br />
        stesso il “messaggio” di Addis Abeba è che l’aiuto<br />
        pubblico allo sviluppo rimane uno strumento indispensabile<br />
        nell’ottica dell’eliminazione della povertà assoluta<br />
        entro i prossimi 15 anni.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />Per<br />
        leggere l&#8217;intero articolo di Paolo<br />
        Dieci:<a href="http://www.onuitalia.com/2015/07/16/laccordo-di-addis-abeba-responsabilita-condivise-ed-equita-fiscale/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.onuitalia.com/2015/07/16/laccordo-di-addis-abeba-responsabilita-condivise-ed-equita-fiscale/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></div>
<p>Per<br />
        un ulteriore approfondimento: Nino<br />
        Sergi<a href="http://customer467.musvc2.net/e/t?q=A%3DDYF%26J%3DF%26G%3DFfG%26H%3DEZGbIb%265%3DA3Rz_KZ1Z_Vj_PavY_Zp_KZ1Z_UoU7P.xL5B39vBj.AyF_1ycs_ADBc0c_2tbx_B9Ie_2tbx_B90d_2tbx_B9u9-xN9k4jxTk-LoGn4-mG-28wXs-8-mCvErRkEr9-mKn928-xAmNy90BxLo-Bw-9pKrAk_KZ1Z_Uo%26B%3DwN2TmU.wC4&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.onuitalia.com/2015/07/16/la-nuova-sfida-di-renzi-e-dellitalia-creare-occupazione-in-africa/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

   </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

   </div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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