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	<title>Adelaide zambusi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Adelaide zambusi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Il genocidio ignorato degli hazara in Pakistan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 08:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Adelaide zambusi]]></category>
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		<category><![CDATA[Basir Ahang]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo più di un secolo di crimini sistematici come il genocidio, la schiavitù, gli abusi e le violenze sessuali, i crimini di guerra e le discriminazioni, essere Hazara appare ancora oggi un crimine in&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
Dopo<br />
più di un secolo di crimini sistematici come il genocidio, la<br />
schiavitù, gli abusi e le violenze sessuali, i crimini di guerra e<br />
le discriminazioni, essere Hazara appare ancora oggi un crimine in<br />
Paesi come l’Afghanistan e il Pakistan. Solo Sabato 16 Febbraio<br />
2013, infatti, più di trecento uomini, donne e bambini sono stati<br />
uccisi o feriti in un attacco terroristico nella città di Quetta.<br />
Questo attacco segue un altro attentato avvenuto il 10 Gennaio nella<br />
stessa città, attacco che ha provocato la morte di più di cento<br />
persone. In questi ultimi anni, più di mille persone appartenenti<br />
all’etnia Hazara sono state uccise in simili attacchi organizzati<br />
in questo Paese. Oggi, nella loro stessa terra, in Afghanistan, le<br />
persone appartenenti a quest’etnia non sono al sicuro.
</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
Attraverso<br />
la conferenza che si è tenuta a Bologna il 17 marzo scorso,<br />
organizzata dalla Rete Internazionale del Popolo Hazara, si è cercato di capire cosa sta accadendo in quell&#8217;area del mondo.</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
Innanzitutto<br />
bisogna partire &#8211; come ha sottolineato la giornalista Laura Silvia<br />
Battaglia nel suo intervento &#8211; da un&#8217;informazione corretta. I<br />
giornalisti devono documentarsi meglio, studiare e, possibilmente,<br />
conoscere le persone e le situazioni di cui scrivono o parlano perchè<br />
solo la conoscenza può aiutare a capire  le cose.</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
In<br />
particolare, questo discorso vale per la stampa italiana che non si<br />
occupa mai abbastanza di politica internazionale e, per quanto<br />
riguarda, ad esempio, la politica interna riguardo al tema<br />
dell&#8217;immigrazione, ne parla sempre in termini di “sicurezza”. Per<br />
questi motivi, in Italia, non si hanno molte notizie certe sulla<br />
situazione in Afghanistan o in Pakistan e, in rete, si trovano spesso<br />
soltanto informazioni scritte in inglese.</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
Chi<br />
riporta le informazioni da quei paesi si dimentica che, al loro<br />
interno, ci sono realtà etniche diversissime e che questa diversità<br />
non poggia soltanto su motivazioni religiose, ma anche su vicende<br />
storiche e disuguaglianze culturali; dimenticando questo,  le varie<br />
etnie spariscono dalle cartine geografiche, dai discorsi geopolitici<br />
e dal mondo dell&#8217;informazione. La giornata organizzata dalla Rete<br />
Internazionale del Popolo Hazara aggiunge alcuni tasselli di<br />
conoscenza e di approfondimento per colmare questi vuoti, queste<br />
lacune.</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
 Adelaide<br />
Zambusi, coordinatore regionale presso UNHCR Italia, ha ricordato<br />
che:</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
“Costituiscono<br />
<u>genocidio</u>,<br />
secondo la definizione adottata dall&#8217;ONU,<br />
<i>&#8220;Gli<br />
atti commessi con l&#8217;intenzione di distruggere, in tutto o in parte,<br />
un </i><u><i>gruppo<br />
nazionale</i></u><i>,</i><i><br />
</i><u><i>etnico</i></u><i>,<br />
</i><u><i>razziale</i></u><i><br />
o </i><u><i>religioso</i></u><i>&#8220;</i>.<br />
Anche la sottomissione intenzionale di un gruppo a condizioni di<br />
esistenza che ne comportino la scomparsa sia fisica sia culturale,<br />
totale o parziale, è di solito inclusa nella definizione di<br />
genocidio.</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
termine, derivante dalla <u>greco</u><br />
<i>γένος</i><br />
(<i>ghénos</i><br />
razza, stirpe) e dal<br />
<u>latino</u><br />
<i>caedo</i><br />
(uccidere), è entrato nell&#8217;uso comune ed ha iniziato ad essere<br />
considerato come un <u>crimine</u><br />
specifico,<br />
recepito nel diritto<br />
internazionale<br />
e<br />
nel diritto interno di molti Paesi.</div>
<div style="line-height: 150%; orphans: 2; widows: 2;">
L&#8217;<br />
11 dicembre<br />
1946,<br />
l&#8217;Assemblea<br />
generale delle Nazioni Unite<br />
riconobbe<br />
il crimine di genocidio con la risoluzione 96 come <i>&#8220;Una<br />
negazione del diritto alla vita di gruppi umani, gruppi razziali,<br />
religiosi, politici o altri, che siano stati distrutti in tutto o in<br />
parte&#8221;</i>.<br />
Il riferimento a &#8220;gruppi politici&#8221;, un&#8217;aggiunta rispetto<br />
alla proposta di Lemkin, non era gradito all&#8217;Unione<br />
Sovietica,<br />
che fece pressioni per una formulazione di compromesso. Nel dicembre del 1948 fu adottata, con la risoluzione 260 A (III), la <i>Convenzione<br />
per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio</i><i><br />
</i>che,<br />
all&#8217;articolo II, definisce il genocidio come: <i>Uno<br />
dei seguenti atti effettuato con l&#8217;intento di distruggere, totalmente<br />
o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in<br />
quanto tale:</i></div>
<div style="line-height: 150%; orphans: 2; widows: 2;">
</div>
<ul>
<li>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.04cm; orphans: 2; widows: 2;">
 <i>Uccidere<br />
 membri del gruppo;</i></div>
</li>
<li>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.04cm; orphans: 2; widows: 2;">
 <i>Causare<br />
 seri danni fisici o mentali a membri del gruppo;</i></div>
</li>
<li>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.04cm; orphans: 2; widows: 2;">
 <i>Influenzare<br />
 deliberatamente le condizioni di vita del gruppo con lo scopo di<br />
 portare alla sua distruzione fisica totale o parziale;</i></div>
</li>
<li>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.04cm; orphans: 2; widows: 2;">
 <i>Imporre<br />
 misure tese a prevenire le nascite all&#8217;interno del gruppo;</i></div>
</li>
<li>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.04cm; orphans: 2; widows: 2;">
 <i>Trasferire<br />
 forzatamente bambini del gruppo in un altro gruppo. </i>
 </div>
</li>
</ul>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.04cm; orphans: 2; text-indent: -1.27cm; widows: 2;">
<br />Basir<br />
Ahang, giornalista e attivista dei Diritti Umani, ha, invece,<br />
sottolineato che questo incontro è stato organizzato anche: “&#8230;<br />
per il diciottesimo anniversario dell&#8217;assassinio di Baba Mazari,<br />
l&#8217;uomo che perse la sua vita perché credeva nell&#8217;uguaglianza e nella<br />
giustizia per tutti i cittadini dell&#8217;Afghanistan, l&#8217;uomo che<br />
desiderava che l&#8217;essere Hazara non rappresentasse più un crimine.<b><br />
</b>Per<br />
due secoli gli Hazara hanno vissuto diversi tipi di crimine come il<br />
genocidio, la pulizia etnica, la schiavitù e l&#8217;emigrazione forzata.<br />
Io non capisco come mai il genocidio degli Hazara venga ignorato dai<br />
principali mezzi di comunicazione. I giornali non se ne occupano<br />
quasi mai e quando lo fanno parlano di uccisione di sciiti e non di<br />
uccisione<br />
di Hazara.<br />
Ancora<br />
non<br />
so se questa politica dell&#8217;informazione sia da attribuire a un<br />
qualche tipo di falsificazione o semplicemente all&#8217;ignoranza. Forse<br />
non sanno che il motivo per il quale gli Hazara vengono uccisi dai<br />
terroristi sia in Pakistan che in Afghanistan è proprio il fatto che<br />
loro sono Hazara, facilmente distinguibili dagli altri per via dei<br />
loro tratti asiatici. Gli Hazara non vogliono ricorrere alle armi,<br />
alla violenza e alla guerra perché credono ancora che il miglior<br />
modo di trovare la pace sia la tolleranza e perché pensano che il<br />
miglior modo per convivere con gli altri sia accettarsi e rispettarsi<br />
reciprocamente. Oggi siamo qui per parlare di tutto questo, siamo qui<br />
per dire che anche gli Hazara fanno parte della società umana ed<br />
hanno il diritto di vivere in pace. Siamo qui anche per chiedere ai<br />
nostri amici italiani di esserci a fianco proprio<br />
come oggi, in<br />
questa ricerca della pace”. </p>
</div>
<div style="line-height: 150%; orphans: 2; widows: 2;">
Terminiamo<br />
con la lettera aperta che i poeti di tutto il mondo hanno scritto al<br />
Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, al Presidente<br />
della Commissione Europea José Manuel Barroso e al Presidente degli<br />
Stati Uniti Barack Obama:</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
Egregi<br />
Signori,</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
Dopo<br />
più di un secolo di crimini sistematici come il genocidio, la<br />
schiavitù, gli abusi e le violenze sessuali, i crimini di guerra e<br />
le discriminazioni, essere Hazara appare ancora oggi un crimine in<br />
paesi come l’Afghanistan e il Pakistan. Solo Giovedì 10 Gennaio<br />
2013, infatti, più di cento Hazara sono stati uccisi in un attacco<br />
terroristico nella città di Quetta, in Pakistan. In questi ultimi<br />
anni, più di mille persone appartenenti all’etnia Hazara sono<br />
state uccise in simili attacchi organizzati nello stesso paese.</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
Oggi,<br />
nella loro stessa terra, in Afghanistan, le persone appartenenti a<br />
quest’etnia non sono al sicuro. Ogni anno sono esposte agli<br />
attacchi dei Kuchi afghani che godono del supporto dei Talebani e del<br />
governo afghano. Le loro strade vengono bloccate da Talebani armati,<br />
le loro auto vengono fermate e i passeggeri uccisi. Nel centro<br />
dell’Afghanistan, dove una gran parte della popolazione Hazara è<br />
marginalizzata, non hanno nemmeno accesso a diritti basilari. Ancora<br />
oggi essi sono esposti agli attacchi dei Talebani. Il risultato è<br />
che circa un milione di Hazara sono fuggiti in numerosi paesi come<br />
rifugiati o richiedenti asilo, il più delle volte vivendo in<br />
terribili condizioni umane e psicologiche.</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
La<br />
popolazione indigena Hazara rappresentava circa il 67% della<br />
popolazione dell’Afghanistan prima del XIX Secolo. Nel corso di<br />
questo secolo hanno sofferto il genocidio e la schiavitù e sono<br />
stati obbligati con la violenza ad abbandonare le loro terre, situate<br />
nel sud del moderno Afghanistan. Più del 60% di questa popolazione<br />
venne uccisa e migliaia di loro furono venduti come schiavi.</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
L’intera<br />
storia del XX secolo in Afghanistan è stata contrassegnata dalle<br />
uccisioni e dalle discriminazioni nei confronti di questo popolo. Il<br />
10 e 11 Febbraio 1993 in un’area di Kabul chiamata Afshar, il<br />
governo dei Mujaheddin e i suoi alleati massacrarono migliaia di<br />
donne, uomini e bambini di etnia Hazara. Nell’Agosto del 2008,<br />
inoltre, i Talebani uccisero più di 10 000 Hazara nella città di<br />
Mazar-i-Sharif. Simili massacri si diffusero velocemente anche in<br />
altre parti del paese. La distruzione di simboli e patrimoni<br />
artistici e culturali Hazara, nonché la creazione e diffusione di un<br />
falso percorso storico attribuito loro, sono state altre strategie<br />
adottate, oltre ai già sopracitati crimini, al fine di eliminare<br />
l’esistenza di quest’etnia.</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
Per<br />
esempio nel Marzo del 2001, come è noto, i Talebani distrussero le<br />
antiche statue di Buddha a Bamiyan, simboli della storia e della<br />
cultura Hazara, nonché uno dei capolavori più importanti del<br />
patrimonio dell’umanità. Tale è la storia di questi ultimi due<br />
secoli di crimini contro il popolo Hazara.</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
Per<br />
queste ragioni, noi poeti di tutto il mondo dichiariamo la nostra<br />
solidarietà al popolo Hazara e chiediamo ai leader di tutto il mondo<br />
di tenere in considerazione i seguenti punti al fine di assicurare la<br />
sicurezza e la salvaguardia del popolo e della cultura Hazara:</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">

</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
1.<br />
Dichiarare uno stato di emergenza riguardante la situazione degli<br />
Hazara autorizzato dalla Convenzione per la prevenzione e la<br />
repressione del crimine di genocidio.</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
2.<br />
Esercitare pressione sul governo dell’Afghanistan e sul governo del<br />
Pakistan, richiedendo la cessazione immediata degli atti di<br />
discriminazione contro gli Hazara, nonché la cessazione del loro<br />
supporto a gruppi terroristici.</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
3.<br />
Richiedere agli Stati parte della Convenzione sui rifugiati la<br />
protezione dei richiedenti asilo Hazara e la concessione del diritto<br />
d’asilo.</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
4.<br />
Istituire una Commissione internazionale di verità che indaghi sui<br />
crimini contro il popolo Hazara.</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
5.<br />
Aprire un’indagine presso le Corti e i Tribunali Internazionali<br />
come ad esempio la Corte Penale Internazionale.</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
6.<br />
Richiedere alle truppe internazionali presenti in Afghanistan di<br />
assicurare la sicurezza delle persone di etnia Hazara.</div>
<div style="font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
7.<br />
Richiedere ai media internazionali di riferire ed indagare sui<br />
crimini e le violenze contro il popolo Hazara in Pakistan e in<br />
Afghanistan.</div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/Hazara-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/Hazara-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="172" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/hazara-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/hazara-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="509" width="439" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/hazara-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/hazara-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="221" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-5XFtECEX8Aw/UU7Agy1zvNI/AAAAAAAAAig/O-h7HbUF70A/s1600/hazara+3.JPG?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><br /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/hazara-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><br /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/hazara-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/hazara-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="213" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://3.bp.blogspot.com/-aDIxx4t5sWk/UU7AfW4LosI/AAAAAAAAAiQ/wyttnl82ZQ0/s1600/hazara+2.JPG?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><br /></a></div>
<div style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">

</div>
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