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	<title>adozioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Giornata per i diritti dell’infanzia. Associazione 21 luglio: «Una celebrazione dimenticata dalle istituzioni, così come perdura la grave amnesia sui diritti dei minori rom nelle baraccopoli»</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 08:31:04 +0000</pubDate>
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<p>20 novembre. In tutto il mondo, viene celebrata la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che ricorda la data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 20 novembre 1989.</p>
<p>In Italia, malgrado i diritti di bambini e adolescenti risultano gravemente compromessi, l’attenzione delle istituzioni resta ogni anno molto bassa e sempre più sporadiche sono le iniziative organizzate per dare risalto ad una commemorazione che ricorda la centralità dei diritti che riguardano l’infanzia. Tutto ciò malgrado <strong>nel nostro Paese si contino 1,2 di minori che vivono in condizione di povertà assoluta e quasi il doppio in povertà relativa</strong>. La maggiore condizione di disagio socio-economico si registra soprattutto nelle aree periferiche delle metropoli, dove la punta dell’iceberg si riscontra negli insediamenti formali e informali abitati in prevalenza da famiglie di origine rom composte da numerosi minori.</p>
<p>Oggi, in Italia, vivere in una baraccopoli significa per circa 14.000 minori rom trovarsi dalla nascita davanti a un percorso, i cui ostacoli sono rappresentati da condizioni economiche spesso critiche, ambiente degradato, segregazione abitativa caratterizzata da una lontananza non solo fisica, ma anche relazionale dal centro urbano, diseguaglianza educativa. La marginalizzazione di un bambino rom, che in Italia vive all’interno di un insediamento, non riguarda dunque solo il versante economico, ma anche territoriale, urbanistico, scolastico, sociale, culturale, abitativo ed etnico. Circa 8.000 minori vivono in insediamenti formali, progettati, realizzati e gestiti dalle istituzioni. Altri 6.000, invece, conducono la loro esistenza in insediamenti informali, costituiti da baracche, tende, giacigli di fortuna.</p>
<p>«<strong>Sembra incredibile, eppure nell’Italia del 2018, ancora è possibile registrare forme di esplicito “apartheid” che colpiscono l’infanzia rom</strong> – afferma Carlo Stasolla &#8211; Nei centri dove insistono i più grandi insediamenti, soprattutto nelle città di Torino, Roma e Napoli, ma anche in aree del Sud Italia, non si investe per ridare dignità e speranza ai “figli delle baraccopoli”, per combattere le diseguaglianze, per dare sostegno alle pochissime realtà che ancora si impegnano nell’offrire opportunità educative. Neanche nella Giornata per i diritti dell’infanzia ci si ricorda di loro!».</p>
<p>Il bambino rom in emergenza abitativa è infatti il più delle volte oggetto di una amnesia istituzionale. Spesso ci si ricorda di lui solo quando si apre una procedura giudiziaria. Si scopre allora dell’esistenza di bambini che “scompaiono” dai campi rom per riapparire nei fascicoli dei Tribunali per i minorenni. In Italia esiste una “statistica nascosta” che solo due ricerche curate nel passato hanno parzialmente portato alla luce. Dai dati emersi da un rapporto elaborato dalla ricercatrice Carlotta Saletti Salza nel 2010, <strong>in Italia un minore rom avrebbe 17 probabilità in più di essere dichiarato adottabile rispetto a un minore non rom</strong>. Uno studio successivo, realizzato da Associazione 21 luglio nel 2013, <strong>nella Regione Lazio un minore rom in emergenza abitativa, rispetto ad un suo coetaneo non rom, ha circa 60 possibilità in più di essere segnalato alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i Minorenni</strong>; circa 50 possibilità in più che per lui venga aperta una procedura di adottabilità e quasi 40 possibilità in più di essere dichiarato effettivamente adottabile.</p>
<p><a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=33a4595f79&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D33a4595f79%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1542961141658000&amp;usg=AFQjCNG0e8m8APCy9qxw1dorNX5-Mh7Jxw&utm_source=rss&utm_medium=rss">Associazione 21 luglio</a> rileva come numerosi amministratori locali – facendo propria un’idea diffusa – davanti alle problematiche registrate dalla presenza di un insediamento rom, gettano la spugna, facendo prevalere l’approccio di un mondo adulto ritenuto al di fuori della possibilità di un’inclusione sociale e di un’infanzia da “salvare” attraverso processi rieducativi che passino per la via privilegiata dell’affido e dell’adozione. Non è un caso che tale approccio lo si ritrovi nel “Contratto per il governo del cambiamento” sottoscritto nei mesi scorsi da due vice premier. Nel capitolo che riguarda i rom è infatti sottolineato, per i soli rom, «l’obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale».</p>
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		<title>Mostra di Vincenzo Dazzi a Milano: per i bambini di Gaza</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 07:52:42 +0000</pubDate>
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<div class="text_exposed_root text_exposed"></div>
<div id="id_5acdbbc4124488692761133" class="text_exposed_root text_exposed">Nel quarantennale della scomparsa dell&#8217;artista milanese, Vincenzo Dazzi, la famiglia ha donato all&#8217;ACM una collezione di suoi guazzi e prove d&#8217;artista. La donazione è destinata a favorire la raccolta di fondi per finanziare le adozioni a distanza di bambini di Gaza.</p>
<p>Dal 25 al 27 Maggio 2018, le opere saranno esposte al pubblico nello spazio PERCORSI di via Kramer, 32 &#8211; Milano.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è organizzata in collaborazione con l&#8217;Associazione APS PERCORSI, con <strong><em>l&#8217;Associazione per i Diritti Umani</em></strong>, con la famiglia Dazzi e con la prof. Marzia Devoto.</p>
<p>Inaugurazione: Venerdì 25 Maggio 2018 alle 18.30.<br />
Sarà presente il critico d&#8217;arte ed amico dell&#8217;artista, Tommaso Trini, oltre alla sorella dell&#8217;artista, Michela Dazzi<span class="text_exposed_show">, giornalista Rai; si svolgerà un confronto sul tema: &#8220;L&#8217;arte di Vincenzo Dazzi&#8221;,</p>
<p>Nei giorni successivi, la mostra rimarà aperta con orario continuato dalle 10.00 alle 20.00.</p>
<p>Sabato 26, alle 18.00, presentazione del progetto &#8220;ORE FELICI PER I BAMBINI DI GAZA&#8221; e cerimonia di consegna delle opere scelte dagli affidatari:</p>
<p>Domenica 27, alle 18.00, saranno presentati un libro e un film sulla Palestina, a cura di Monica Macchi <strong><em>dell&#8217;Associazione per i Diritti umani</em></strong>.</span></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Focus Palestina e la mostra “ARTISTI per GAZA” a Milano!</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 08:48:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani è lieta di invitarvi a&#8230; Un evento importante: una “TRE GIORNI” dedicata alla PALESTINA con l’inaugurazione della mostra: “ARTISTI PER GAZA”. &#160; Non mancate !!! &#160; Saranno presenti: il&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="post-title entry-title">L&#8217;Associazione per i Diritti umani è lieta di invitarvi a&#8230;</h1>
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<div class="clear"></div>
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<div class="entry-inner">
<p><span data-offset-key="6gbc0-0-0"><span data-text="true">Un evento importante: una “TRE GIORNI” dedicata alla PALESTINA con l’inaugurazione della mostra:</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span data-offset-key="6gbc0-0-0"><span data-text="true"><strong> “ARTISTI PER GAZA”.</strong> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-offset-key="6gbc0-0-0"><span data-text="true">Non mancate !!!</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Saranno presenti: il giornalista FARID ADLY e il presidente della Comunità Palestinese in Lombardia, Dott. KHADER TAMIMI.</p>
</div>
<p>Venerdì 18 novembre, ore 18: INAUGURAZIONE mostra &#8220;Artisti per Gaza&#8221;</p>
<p>Sabato 19 novembre, ore 18: presentazione del libro &#8220;Gaza writes back&#8221; con Monica Macchi, esperta di mondo e cultura arabi (Ingresso 5 euro / 3 euro per tesserati Percorsi)</p>
<p>Domenica 20 novembre, ore 18: presentazione del documentario &#8220;Striplife Gaza&#8221; con Monica Macchi e Alessandra Montesanto (Ingresso 5 euro/ 3 euro per i tesserati Percorsi)</p>
</div>
<p>PRESSO: Spazio Percorsi, Via Kramer 32 (MM Porta Venezia, Milano)</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMA==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7155" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" srcset="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 453w, http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" alt="untitled-579" width="453" height="641" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mercanti di schiavi   &#8211;  Tratta e sfruttamento nel XXI secolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 07:11:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; La tratta di esseri umani è la peggiore schiavitù del XXI secolo e riguarda il mondo intero. I nuovi schiavi hanno in comune le situazioni di estrema vulnerabilità da cui provengono: guerre, povertà,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/54nkHk0RYIJO_s4-mb-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6193" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6193" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/54nkHk0RYIJO_s4-mb-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="54nkHk0RYIJO_s4-mb (2)" width="204" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La tratta di esseri umani è la peggiore schiavitù del XXI secolo e riguarda il mondo intero. I nuovi schiavi hanno in comune le situazioni di estrema vulnerabilità da cui provengono: guerre, povertà, diseguaglianze, corruzione, violenze e persecuzioni. Ma anche l&#8217;incapacità ? o la non volontà ? dei governi locali e delle istituzioni internazionali di affrontare il fenomeno. Non si tratta infatti solo di perseguire i criminali, ma anche di agire sulle cause che obbligano milioni di persone a lasciare le loro case, spingendole spesso nelle reti dei trafficanti; e sulla domanda, soprattutto di lavoro servile o di sesso a pagamento, in continua crescita nei Paesi più sviluppati. Questi i temi trattati nel saggio di Anna Pozzi: <em>Mercanti di schiavi &#8211; Tratta e sfruttamento nel XXI secolo</em>, edito da Le Vele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha intervistato, per voi, la giornalista Anna Pozzi e la ringrazia tantissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono i motivi politici, culturali e sociali alla base delle nuove forme di schiavitù?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attualmente nel mondo ci sono dai 21 ai 35 milioni di persone private della loro libertà e dignità. Milioni di uomini, donne e bambini sfruttati, brutalizzati, spogliati dei loro diritti fondamentali, comprati e venduti come merci qualsiasi, usati e abusati, gettati via quando non servono più. Sono i nuovi schiavi del XXI secolo, vittime di truffe, ricatti, minacce, violenze, ma anche di manipolazioni e condizionamenti psicologici potentissimi. Come sono potenti i nuovi trafficanti e sfruttatori: uomini e donne senza scrupoli, che si arricchiscono sul commercio di carne umana, una delle attività meno perseguite e più redditizie al mondo. L’impunità è, appunto, una delle ragioni alla base della tratta degli schiavi contemporanei. Ma anche la mancanza di politiche locali e internazionali di prevenzione, le troppe zone d’ombra di illegalità, presenti anche nei Paesi più sviluppati, così come le condizioni di povertà, ingiustizia, guerre e crisi che spingono milioni di persone a lasciare la loro terra, rischiando di finire nelle mani di trafficanti e sfruttatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel saggio si parla della tratta di esseri umani: questa prevede anche il fenomeno della vendita degli organi? Ce ne può parlare, nel caso?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora oggi, la finalità principale della tratta è lo sfruttamento sessuale (53%) che riguarda soprattutto donne (49%) e bambine (21%). Segue lo sfruttamento lavorativo, che coinvolge specialmente uomini (18%) e minori maschi (12%), ma sempre di più anche le donne. Le altre finalità della tratta sono: accattonaggio forzato, servitù domestica, matrimoni precoci e forzati, adozione illegali, gravidanze surrogate, arruolamento in gruppi militari o terroristici e anche il traffico illegale di organi. Un fenomeno, quest’ultimo, che si è accentuato in questi ultimi anni con l’esodo massiccio di profughi dal Medio Oriente (e non solo). Profughi che in diversi casi sono stati costretti a pagarsi la fuga anche attraverso la vendita di organi. Lo stesso è stato documentato nella penisola del Sinai, specialmente per quanto riguarda giovani eritrei scappati dal regime di L’Asmara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono, in Italia, le nuove forme di schiavitù e come si potrebbero contrastare ?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia sono presenti quasi tutte le forme di schiavitù moderna. Le più diffuse anche nel nostro Paese sono lo sfruttamento sessuale, che riguarda dalle 50 alle 70 donne e minorenni straniere (con piccole percentuali di uomini, ragazzini e trans) e circa 150 mila i lavoratori (di cui l’80 per cento migranti) vittime del caporalato o sfruttati in condizioni para-schiavistiche. Oltre che nel settore agricolo, specialmente nelle regioni meridionali, il lavoro in condizioni servili è diffuso in tutto il Paese e riguarda diversi ambiti: edilizia, servizi domestici e di cura, settore turistico-alberghiero, ristorazione, fabbriche o commercio ambulante. In Italia, nonostante esistano buone leggi soprattutto per la protezione delle vittime (in particolare le donne costrette a prostituirsi), non si fa abbastanza per perseguire i criminali e per prevenire lo sfruttamento. Con l’arrivo di migliaia di profughi sulle coste italiane, quasi sempre vittime di traffico e in molti casi a rischio di sfruttamento, la situazione è diventata ancora più grave e difficile da gestire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché, a suo parere, manca la volontà – da parte delle istituzioni internazionali – di affrontare il problema?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sia a livello locale che a livello internazionale, sta crescendo la consapevolezza circa il fenomeno della tratta e delle nuove schiavitù. Nel 2014, l’Onu ha introdotto per la prima volta la Giornata internazionale contro il traffico di esseri umani e nel 2015 è stata istituita anche una Giornata ecclesiale di preghiera e riflessione, fortemente voluta da Papa Francesco, che ha più volte definito la tratta un «crimine contro l’umanità» e una gravissima violazione dei diritti umani delle persone coinvolte. Il Pontefice è forse la personalità mondiale più attenta a questo fenomeno e ha promosso in Vaticano diversi summit ad altissimo livello con politici, magistrati e giovani di tutto il mondo. Ma dal punto di vista delle istituzioni nazionali o internazionali non si vede lo stesso attivismo. Oggi il dramma della tratta è sempre più intrecciato con il fenomeno epocale delle migrazioni. Ma quest’ultimo continua a essere affrontato solo come un’emergenza. Non lo si guarda adeguatamente al suo interno e nelle sue molte sfaccettature, compresa quella del traffico e della tratta di migliaia di persone. Un business illegale estremamente redditizio, su cui le organizzazioni internazionale stanno costruendo delle vere e proprie fortune, speculando sulla pelle delle persone più vulnerabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: Damasco, il nuovo romanzo di Suad Amiry</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 06:07:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi “Sai perché il profeta Maometto si è fermato ad al-Qadam e non è mai entrato a Damasco?  Da lontano, ha visto gli splendori della città, ne ha percepito l’incanto e ha&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="RIGHT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-349.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6070" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6070" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-349.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (349)" width="612" height="960" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-349.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 612w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-349-191x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 191w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="RIGHT">
<p style="text-align: left;" align="RIGHT">
di Monica Macchi</p>
<p style="text-align: left;" align="RIGHT">
<p style="text-align: left;" align="RIGHT">
<p align="RIGHT"><em><span style="color: #424242;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">Sai perché il profeta Maometto si è fermato ad al-Qadam e non è mai entrato a Damasco?</span></span></span></span></em><span style="color: #424242;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #424242;"><span style="font-size: small;"><i> </i></span></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><em><span style="color: #424242;"> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">Da lontano, ha visto gli splendori della città, ne ha percepito l’incanto e ha detto: </span></span></span></span></em></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><em><span style="color: #424242;"><span style="font-size: small;">Un uomo dovrebbe andare in paradiso una e una sola volta!</span></span></em></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><em><span style="color: #424242;"><span style="font-size: small;">Ecco perché non ci è mai entrato”</span></span></em></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Il suq al-Hamidiyya con la gelateria Bakdash, la moschea degli Omayyadi, i vicoletti stretti di Midhat Pasha e poi, palazzo Baroudi, col suo suntuoso portone “così alto che ci potrebbe passare un cavaliere e così largo che ci potrebbe passare un cammello carico di mercanzie”: la città di Damasco è indistinguibile e inestricabile dalle vicende della famiglia Baroudi, non semplice paesaggio ma un altro personaggio. Un palazzo che tra consuetudini e rituali, dalla Grande Bouffe del venerdì all’hammam, riequilibra i contasti, le rivalità, le invidie, le piccole e grandi meschinità e rafforza i legami tra le sorelle. Mentre i figli maschi sono pigri e viziati (tranne il capostipite Jiddo dall’insaziabile e insaziato appetito sessuale il cui tradimento dà l’avvio alla saga) ci sono alcune formidabili figure femminili tra cui Laila la tiranna, con un’amante segreta in Giordania che “per far fiorire la sua storia d’amore, assassina quelle degli altri” e soprattutto Karimeh che da non sposata, ha adottato una bambina, Norma, una riflessione attualissima sul significato della maternità e sul silenzio come gesto estremo d’amore. E durante la presentazione del libro, Suad Amiry ha ribadito “Sono cresciuta con le mie zie nubili, figure molto progressiste, e per me era normalissimo che una di loro avesse adottato Norma, mia cugina. E perché allora adesso ci sono tutte queste discussioni sulle adozioni e sui genitori con cui si cresce, anche se non ci si nasce?!?”</p>
<p align="JUSTIFY">Una mirabile storia ed un affresco non solo di Damasco, la capitale ottomana della Grande Siria, ma anche di piccoli villaggi come ‘Arrabeh in Palestina dove la memoria è scolpita nella pietra, Jenin, Nablus, Gerusalemme e i piccanti pettegolezzi della suite 28 dell’hotel King David, Beirut e gli ombrelloni gialli del Saint George Beach Club fino alle nuove realtà economiche che distolgono lo sguardo dal Mediterraneo per spingerlo ai Paesi del Golfo e trasformano l’amatissima Damasco in un mero luogo di passaggio.</p>
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		<title>L&#8217;Italia, Alfano e i diritti degli omosessuali</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 05:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che qualcuno remi contro i diritti civili in Italia&#8230;è cosa nota. Ma, per fortuna, c&#8217;è chi dice NO. Nei giorni scorsi il Ministro dell&#8217;Interno, Angelino Alfano, ha dato l&#8217;annuncio di una circolare indirizzata ai&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/10/13/litalia-alfano-e-i-diritti-degli/">L&#8217;Italia, Alfano e i diritti degli omosessuali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/8cfba59530ec447c87e32ec724f8aeb1-023-ktqH-U43040131262666FkD-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/8cfba59530ec447c87e32ec724f8aeb1-023-ktqH-U43040131262666FkD-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="239" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Che<br />
qualcuno remi contro i diritti civili in Italia&#8230;è cosa nota. Ma,<br />
per fortuna, c&#8217;è chi dice NO.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nei<br />
giorni scorsi il Ministro dell&#8217;Interno, Angelino Alfano, ha dato<br />
l&#8217;annuncio di una circolare indirizzata ai prefetti con cui si chiede<br />
di annullare le nozze omosessuali celebrate all&#8217;estero attraverso la<br />
cancellazione delle trascrizioni all&#8217;anagrafe.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ovviamente<br />
durissima la reazione di Flavio Romani, presidente di Arcigay, che ha<br />
così commentato la circolare: “ Siamo in mano a degli<br />
irresponsabili. Senza nemmeno porsi il problema delle scene di<br />
drastico conflitto sociale che nell&#8217;ultimo fine settimana hanno<br />
caratterizzato il confronto in piazza tra ultracattolici e movimenti,<br />
il Governo continua sulla via delle provocazioni. Il Premier è ormai<br />
ostaggio del Nuovo Centrodestra, è solo un braccio decerebrato che<br />
esegue gli ordini dei padroni clericali. Mentre promette leggi sulle<br />
unioni tra persone dello stesso sesso, rimandandole di continuo a un<br />
futuro indefinito, nel presente agisce per opprimere persone gay e<br />
lesbiche che hanno scelto di formare una famiglia”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ed ecco<br />
le risposte anche di alcuni sindaci. Il primo cittadino della città<br />
di Milano, Giuliano Pisapia, ha ribadito la decisione di trascrivere<br />
le nozze tra omosessuali celebrate all&#8217;estero aggiungendo, durante un<br />
suo intervento al TG1, che: “&#8230;è la stessa legge che prevede<br />
espressamente che l&#8217;ufficiale di stato civile deve trascrivere il<br />
matrimonio celebrato all&#8217;estero, salvo che non sia contrario<br />
all&#8217;ordine pubblico. Ma la Corte costituzionale ha detto recentemente<br />
che non c&#8217;è contrarietà all&#8217;ordine pubblico”. “Questi temi”,<br />
ha precisato Pisapia, “ sono di competenza del Parlamento su<br />
proposta del Governo o anche su proposta del Parlamento stesso, ma<br />
stiamo parlando del matrimonio fra omosessuali, non certo della<br />
trascrizione di un matrimonio che nel Paese in cui è stato celebrato<br />
è del tutto legittimo e regolare”. Intanto si sono espressi sulla<br />
questione altri esponenti delle istituzioni: anche secondo Furio<br />
Honsell, sindaco di Udine, si deve parlare dell&#8217;argomento in ambito<br />
parlamentare o davanti alla Corte Costituzionale; il Comune di Napoli<br />
“ricorrerà nelle sedi giudiziarie competenti perchè la circolare<br />
per annullare le trascrizioni è contraria al principio<br />
costituzionale di uguaglianza dei diritti”; Merola, a Bologna, ha<br />
risposto con un secco “Non obbedisco”. Insomma, si parla e si<br />
discute ancora su un tema che in molti Paesi europei è già stato<br />
affrontato e risolto con grande equilibrio e apertura culturale. In<br />
Italia resta ancora strada da fare&#8230;</div>
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		<item>
		<title>Sì definitivo alle nozze e alle adozioni per le coppie omosessuali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 04:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;altro ieri la Francia è diventato ufficialmente il quattordicesimo Paese in cui sono legali le nozze gay e in cui le coppie omosessuali potranno adottare bambini. L&#8217; Assemblea nazionale ha dato il via libero&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/20130423_nozze_gay.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/20130423_nozze_gay.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="172" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;altro<br />
ieri la Francia è diventato ufficialmente il quattordicesimo Paese<br />
in cui sono legali le nozze gay e in cui le coppie omosessuali<br />
potranno adottare bambini.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;<br />
Assemblea nazionale ha dato il via libero definitivo alla legge e<br />
sarà il nuovo articolo 143 del codice civile a disciplinare la<br />
libertà di unirsi nel sacro vincolo tra persone dello stesso genere.<br />
Il Ministro della Giustizia, Christiane Taubira che aveva proposto il<br />
disegno di legge, ha commentato la decisione dell&#8217;Assemblea,<br />
affermando: “E&#8217; un momento storico. Crediamo che le prime nozze<br />
saranno una cosa bella e porteranno un vento di gioia e che coloro i<br />
quali oggi vi si oppongono saranno disorientati quando verranno<br />
sopraffatti dalla felicità dei neosposi e delle famiglie”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I primi<br />
matrimoni saranno celebrati nel mese di giugno. Non sono mancati,<br />
all&#8217;uscita della notizia, manifestazioni di protesta da parte,<br />
soprattutto, dei movimenti cattolici che si sono riversati, di nuovo,<br />
nelle piazze di Parigi. Inoltre, si sono verificati anche casi più<br />
seri di omofobia: tra questi, il presidente socialista<br />
dell&#8217;Assemblea, Claude Bartolone, ha ricevuto una busta contenente<br />
polvere da sparo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E in<br />
Italia?  Il presidente di Arcigay, Flavio Romani, ha affermato che: “<br />
Il sì francese, che stabilisce che gli affetti di gay e lesbiche<br />
hanno lo stesso valore di quelli eterosessuali e rivoluziona<br />
profondamente l&#8217;istituto del matrimonio, è la vittoria di chi crede<br />
che una società migliore è possibile. Il matrimonio fra persone<br />
dello stesso sesso è il trionfo della giustizia sociale e di coloro<br />
che si riconoscono nella democrazia, nella tolleranza,<br />
nell&#8217;uguaglianza. Ora tocca all&#8217;Italia offrire alle persone gay e<br />
lesbiche, che sono i nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri amici<br />
e familiari quei diritti umani che da anni sono loro tenacemente<br />
negati. La classe politica italiana ha il dovere civile e morale,<br />
ammesso che un barlume di morale ce l&#8217;abbia, di dare delle risposte a<br />
tutte quelle persone, e parliamo di milioni, che per anni sono state<br />
umiliate, offese, denigrate, escluse dai diritti e la cui libertà è<br />
stata ferocemente repressa”. Mentre a Roma, si è venuto a creare<br />
un sit-in davanti all&#8217;ambasciata di Francia, organizzato dal<br />
movimento giovanile del Pdl, dal Comitato “Giù le mani dalla<br />
famiglia”, da Azione Universitaria, Militia Christi e da Giovine<br />
Italia per “dimostrare agli amici francesi<i><br />
(cattolici) </i>che<br />
non sono soli in questa battaglia perchè vogliamo un&#8217;Europa libera e<br />
per la famiglia vera, quella tradizionale”, queste le parole dei<br />
manifestanti.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>Nozze e adozioni alle coppie omosessuali: in Francia, è legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 03:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le proteste &#8211; che hanno portato nelle piazze parigine migliaia di persone di tutte le età &#8211; contro la legge che prevede i matrimoni gay e la possibilità di adozione per le coppie omosessuali&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/nozze-gay-francia..jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/nozze-gay-francia..jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="168" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
proteste &#8211; che hanno portato nelle piazze parigine migliaia di<br />
persone di tutte le età &#8211; contro la legge che prevede i matrimoni<br />
gay e la possibilità di adozione per le coppie omosessuali non hanno<br />
ottenuto l&#8217;effetto sperato dai manifestanti. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
proposta di legge era stata consegnata il 31 ottobre scorso al<br />
Consiglio dei ministri francese e, da quel momento, è partito l&#8217;iter<br />
per l&#8217;approvazione: matrimonio e adozione per tutti. L&#8217;assemblea<br />
aveva adottato il testo il 12 febbraio e, nei giorni scorsi, il<br />
Senato lo ha definitivamente sancito come provvedimento legislativo,<br />
senza apportare modifiche significative a quello presentato<br />
all&#8217;origine del percorso.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le legge<br />
sulle nozze e sulle adozioni per le coppie omosessuali è stata il<br />
cavallo di battaglia del Presidente<br />
<em>François<br />
Hollande, sostenuto, in questa battaglia, anche dal ministro della<br />
Giustizia, Christiane Taubira; il provvedimento è stato votato da<br />
tutti i gruppi della sinistra in Senato anche se alcune defezioni<br />
hanno reso incerto l&#8217;esito finale che è stato, comunque, favorevole<br />
grazie al consenso di alcuni senatori di destra e del centro. E, se<br />
anche le parole sono importanti, le enciclopedie e i dizionari<br />
francesi, da oggi in poi, alla voce “matrimonio” riporteranno la<br />
seguente definizione: “ Atto solenne con il quale due persone di<br />
sesso differente o dello stesso sesso stabiliscono tra loro<br />
un&#8217;unione”. </em>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<em>In<br />
Italia, intanto, Franco Gallo &#8211; Presidente della Corte Costituzionale<br />
– ha sollecitato alla politica un intervento in materia, facendo<br />
riferimento alla sentenza n. 138 del 2010 e denunciando il mancato<br />
riconoscimento, nel nostro ordinamento giuridico, dei diritti delle<br />
coppie formate da persone dello stesso genere. Gallo ha spiegato che:<br />
“In tale pronuncia, la Corte ha escluso l&#8217;illegittimità<br />
costituzionale delle norme che limitano l&#8217;applicazione dell&#8217;istituto<br />
matrimoniale alle unioni tra uomo e donna, ma nel contempo ha<br />
affermato che due persone dello stesso sesso hanno comunque il<br />
diritto fondamentale di ottenere  il riconoscimento giuridico, con i<br />
connessi diritti e doveri, della loro stabile unione. Ha perciò<br />
affidato al Parlamento la regolamentazione della materia nei modi e<br />
nei limiti opportuni”. </em>
</div>
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		<item>
		<title>I matrimoni gay in Francia: proteste e contromanifestazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 06:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo socialista del Presidente Hollande, a febbraio, ha approvato la norma che rende possibile il matrimonio tra persone dello stesso sesso e apre loro la strada anche all&#8217;adozione di bambini. 329 voti a&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/03/29/i-matrimoni-gay-in-francia-proteste-e/">I matrimoni gay in Francia: proteste e contromanifestazioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/Matrimoni-gay.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/Matrimoni-gay.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
governo socialista del Presidente Hollande, a febbraio, ha approvato<br />
la norma che rende possibile il matrimonio tra persone dello stesso<br />
sesso e apre loro la strada anche all&#8217;adozione di bambini. 329 voti a<br />
favore contro 229 contrari. “Non si considereranno più le persone<br />
in base al loro orientamento sessuale, facendo delle differenze. Un<br />
elemento di discriminazione in meno, questo è davvero un grande<br />
giorno per l&#8217;uguaglianza di tutti”, queste le parole di Bruno Le<br />
Roux, presidente del gruppo socialista all&#8217;Assemblea Nazionale.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il 24<br />
marzo scorso, invece, le dichiarazioni sono state altre, da parte dei<br />
manifestanti contro la legge. “Per noi un uomo e una donna si<br />
completano e se un bambino è allevato da due uomini o da due donne<br />
ovviamente sarà amato, ma gli mancherà qualcosa di fondamentale per<br />
la sua evoluzione”, ha spiegato una ragazza; oppure “I senatori<br />
spiegheranno senza dubbio perchè questa legge che autorizza<br />
l&#8217;adozione avrà delle conseguenze molto gravi. Parliamo di bambini<br />
senza legami di sangue con i genitori, senza un padre e una madre”,<br />
ha sostenuto Tugdual Derville, un portavoce del corteo che ha visto<br />
la partecipazione del popolo conservatore, molti cattolici ed<br />
esponenti del centro-destra.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
percorso delle marcia di protesta è partito dalla Défense e si è<br />
snodato fino all&#8217;arco di Trionfo, per otto chilometri: alla marcia<br />
hanno partecipato migliaia di persone, tra gli oppositori alla legge<br />
e i sostenitori. I primi accusano la Polizia di aver usato gas<br />
lacrimogeni contro famiglie e bambini; i secondi di aver<br />
strumentalizzato proprio i minori, portandoli  a manifestare con<br />
cartelloni e magliette per le strade di Parigi.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Intanto<br />
si aspetta, a giugno, la decisione, in materia, da parte della Corte<br />
Costituzionale degli Stati Uniti. Una decisione che potrebbe essere<br />
storica.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/03/29/i-matrimoni-gay-in-francia-proteste-e/">I matrimoni gay in Francia: proteste e contromanifestazioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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