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	<title>aereo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>aereo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Osservatorio Ucraina: intervista a Marianna Soronevych</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 05:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari lettori, abbiamo rivolto alcune domande a Marianna Soronevych &#8211; giornalista, caporedatrice di &#8220;Gazeta ukrainska&#8221;(www.gazetaukrainska.com), il giornale per gli ucraini in Italia &#8211; per capire meglio cosa sta accadendo in Ucraina. Ringraziamo tantissimo la&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cari<br />
lettori, abbiamo rivolto alcune domande a Marianna Soronevych &#8211;<br />
giornalista,<br />
caporedatrice di &#8220;Gazeta ukrainska&#8221;(www.gazetaukrainska.com),?utm_source=rss&utm_medium=rss<br />
il giornale per gli ucraini  in Italia &#8211; per capire meglio cosa sta<br />
accadendo in Ucraina. Ringraziamo tantissimo la giornalista per<br />
queste sue notizie e riflessioni. </p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/images.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/images.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">(Foto: activism.com)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal;">
Quando<br />
e perchè sono cominciate le manifestazioni nel Paese?</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
manifestazioni sono cominciate già qualche mese fa, come sappiamo,<br />
dopo che il Presidente Janukovyč si è rifiutato di sottoscrivere<br />
l&#8217;accordo con la comunità europea e adesso sappiamo bene che ciò è<br />
accaduto a causa delle pressioni di Mosca.
</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Ucraina<br />
si preparava da cinque anni a questo evento e, a una settimana dalla<br />
firma, l&#8217;accordo è saltato. Gli studenti hanno iniziato a scendere<br />
in piazza, a Kiev, per protestare e contro di loro sono state mandate<br />
le forze dell&#8217;ordine, i ragazzi sono stati picchiati e la situazione<br />
è andata sempre più peggiorando, tanto che i manifestanti erano<br />
sotto il tiro dei cecchini. Alla fine  Janukovyč è scappato in<br />
Russia e adesso abbiamo un nuovo Presidente votato democraticamente<br />
lo scorso 25 maggio. L&#8217;Ucraina è uscita dal controllo economico e<br />
politico di Mosca e questo ha sconvolto i piani di Putin.</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
In<br />
Crimea sono apparsi i cosiddetti “uomini verdi”, cioè militari<br />
russi senza segni di rocnoscimento che hanno preso i palazzi di<br />
potere e le basi militari ucraine. Tutto è finito con l&#8217;annessione<br />
della Crimea, ma il referendum che è sttao fatto sull&#8217;annessione,<br />
non è riconosciuto dalla società mondiale. Questa situazione si è,<br />
poi, spostata in altre regioni dell&#8217;Ucraina dove i separatisti si<br />
presentano come cittadini ucraini e chiedono l&#8217;indipendenza delle due<br />
regioni, ma in realtà sono marionette manovrate da Putin; lui<br />
fornisce armi pesanti e militari russi, ma di nascosto.
</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Quella<br />
che stiamo vivendo in Ucraina è una guerra ibrida, non aperta. E&#8217;<br />
una guerra dove c&#8217;è una pressione di un Paese su un altro; una<br />
pressione economica, militare e di propaganda molto forte, sia nel<br />
Paese russo sia in alcune regioni ucraine e sia in Europa. Questa<br />
propaganda cerca di far credere che si tratti di una questione<br />
interna quando invece è una questione di conflitto tra due Paesi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Cosa<br />
chiedevano in manifestanti scesi in piazza?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
All&#8217;inizio<br />
chiedevano soltanto la sottoscrizione all&#8217;accordo con l&#8217;UE, poi le<br />
richieste si sono trasformate così come la manifestazione che è<br />
diventata la “rivoluzione della dignità”: una rivoluzione contro<br />
l&#8217;oligarchia e la corruzione. Ma le forze dell&#8217;ordine sono andate<br />
contro i manifestanti con le armi, mentre i manifestanti erano<br />
pacifici.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Cosa<br />
possono fare l&#8217;Europa e la comunità internazionale, anche alla luce<br />
degli ultimi eventi?</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
comunità internazionale è stata cauta per tanto tempo e c&#8217;è stata<br />
una solidarietà a parole. Bisogna capire che in questa situazione<br />
sono minacciati i diritti dell&#8217;Uomo e le basi della democrazia, non è<br />
soltanto una questione locale.</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
quando è stato abbattuto il boeing la situazione è cambiata molto<br />
perchè sono morti anche cittadini europei e si può dire che<br />
l&#8217;Europa si è svegliata. Noi chiediamo altre sanzioni contro la<br />
Russia e chiediamo che le basi della democrazia vengano messe davanti<br />
alle questioni economiche.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
è avvenuto l&#8217;abbattimento dell&#8217;aereo? Come è successo?</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ci<br />
sono intercettazioni dei discorsi di terroristi in cui si capisce<br />
molto bene cosa è successo. La piattaforma mobile con cui è stato<br />
abbattuto questo aereo è stata portata in Ucraina dalla Russia;<br />
inoltre, c&#8217;è un video con un convoglio che riporta la piattaforma in<br />
Russia, però manca un missile (e questo è un fatto documentato),<br />
perciò si dice che il missile sia partito “con la benedizione di<br />
Putin”.</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
In<br />
precedenza erano già stati abbattuti aerei ucraini con trenta<br />
ragazzi militari: anche questa volta loro pensavano che fosse un<br />
aereo militare; invece, andando sul posto, hanno trovato tante donne<br />
e bambini. In una intercettazione uno dice all&#8217;altro: “ Ci sono le<br />
armi?”, “No, soltanto cose civili: medicine, carta igienica”.<br />
Sembra che anche per loro sia stato uno shock.</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Adesso<br />
il governo ucraino chiede un&#8217;inchiesta internazionale sull&#8217;accaduto,<br />
però i terroristi la ostacolano in tutti i modi: sappiamo che<br />
cercano di portare in Russia i corpi delle vittime e due delle tre<br />
scatole nere dell&#8217;aereo. Se arriveranno in Russia, i dati estratti<br />
dalle scatole nere non saranno più credibili: noi chiediamo che le<br />
scatole nere vengano esaminate da una commissione internazionale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Qual<br />
è lo scenario per il futuro?</div>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Speriamo<br />
molto nell&#8217;aiuto dell&#8217;Europa e dell&#8217;America. Oltre a sanzioni più<br />
severe, qualcuno chiede anche l&#8217;intervento dell&#8217;ONU. Io spero ancora<br />
che non ce ne sarà bisogno.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Un artista in transito: Adrian Paci a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 06:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Jolanda risponde ad alcune domande sulla sua vita e, con la naturalezza dei suoi cinque anni, dice di essere nata a Siena, ma di essere anche albanese; racconta di aver paura dell’Albania perché&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/paci-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/paci-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="179" width="320" /></a></div>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">
&nbsp;</div>
<p>Jolanda risponde ad alcune domande sulla sua vita e, con<br />
la naturalezza dei suoi cinque anni, dice di essere nata a Siena, ma di essere<br />
anche albanese; racconta di aver paura dell’Albania perché ci sono i banditi<br />
con la pistola, ma di aver voglia di tornare perché può andare da sola dalle<br />
amiche, mentre a Milano è pericoloso perché ci sono le macchine. </p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">
Jolanda è una delle due figlie di Adrian Paci, l’artista<br />
albanese che vive e lavora a Milano dal 1997. Il PAC, Padiglione d’Arte<br />
Contemporanea, in Via Palestro, gli dedica una ricca retrospettiva che si può<br />
visitare fino al 6 gennaio 2014 e dal titolo “Vite in transito”.</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">
Nato nel 1969 a Scutari, Paci è arrivato in Italia negli<br />
anni’90, gli anni del cosiddetto “primo flusso migratorio” quando tanti suoi<br />
connazionali venivano dall’Albania e dal resto dell’Europa dell’Est in cerca di<br />
fortuna su barconi carichi di persone e di speranze. Un fenomeno, questo, che<br />
da allora continua ripetersi per tanta umanità sfortunata. </div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">
Adrian Paci è, invece, arrivato in aereo e con il visto<br />
sul passaporto perché voleva studiare in Italia come vincitore di una borsa di<br />
studio in “Arte e liturgia” ottenuta presso l’Istituto Beato Angelico di<br />
Milano. E da qui inizia la sua carriera.</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">
Una carriera che è possibile ripercorrere nella mostra in<br />
corso al PAC di Milano e il cui titolo <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Vite<br />
in transito</i> fa riferimento alla propria e a quella della sua famiglia, ma<br />
soprattutto a quella di tanti migranti poveri che cercano in Occidente un<br />
eldorado, spesso veicolato dalle immagini fittizie della televisione e di altri<br />
media, ma che non corrisponde più alla realtà. Il titolo della retrospettiva ,<br />
però, può essere letto anche in senso più metaforico: si riferisce, infatti,<br />
anche al divenire dell’esistenza stessa che, per tutti, porta a continui cambiamenti.
</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">
Pittura su vari materiali, tecniche diverse di tratti e<br />
di segni, videoinstallazioni, fotografie: la ricerca poliedrica creativa e<br />
stilistica di uno degli artisti contemporanei più affermati al mondo, riporta<br />
sempre al centro della riflessione temi di grande attualità. Sdraiata verso la<br />
grande vetrata dell’edificio e imponente, si allunga una grande colonna di<br />
marmo che ricorda quelle antiche greco-romane: si tratta dell’opera più recente<br />
realizzata da Adrian Paci. Una colonna di marmo orizzontale rivolta verso una<br />
parete su cui scorre un video. Nelle immagini è inquadrata una nave cargo sulla<br />
quale alcuni artigiani cinesi stanno lavorando un grosso pezzo di marmo da cui<br />
prenderà forma proprio quella colonna. <i style="mso-bidi-font-style: normal;">The<br />
column, </i>questo il titolo dell’installazione,<i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i>riprende i temi cari all’autore: il viaggio come speranza e<br />
utopia, la de-localizzazione del lavoro, la trasformazione delle tradizioni.</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">
A proposito di lavoro, Paci ritorna sul tema anche in <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Electric blue: </i>si tratta di un video in<br />
cui un uomo, per mantenere la sua famiglia, rinuncia al sogno di diventare<br />
regista e decide di copiare videocassette di film porno. Scoprirà che suo<br />
figlio le guarda e deciderà di cancellarle con filmati presi dalla televisione.<br />
Il risultato sarà che sulle videocassette verranno registrate immagini della<br />
guerra appena scoppiata nel Kosovo mischiate a quelle porno: ma qual è la vera<br />
pornografia? </div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">
Alla Biennale 2005 di Venezia, l’artista porta un video<br />
dal titolo <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Turn On: </i>al PAC è esposta<br />
una bellissima fotografia, tratta da quell’opera, che racconta da sola altre<br />
vite in transito, o meglio, in attesa: è ritratto, infatti, un gruppo di<br />
disoccupati di Scutari, seduti sui gradini dello stadio, ad aspettare di essere<br />
reclutati per un lavoro a cottimo. E’ notte e ognuno di loro ha con sé un<br />
generatore di corrente: una luce fioca che illumina volti seri e segnati dal<br />
freddo; una luce tenue ancora di speranza. <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/paci-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/paci-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="112" width="200" /></a></div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">
La speranza, o l’illusione, dei protagonisti anche del<br />
video intitolato <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Centro di permanenza<br />
temporaneo: </i>lo spettatore si trova di fronte a una scena di mobile<br />
immobilità, l’aeroporto come luogo di transito per eccellenza, ma anche<br />
non-luogo.&nbsp; La scaletta del velivolo<br />
piena di persone pronte a partire…ma manca l’aereo e i migranti restano sospesi<br />
nel vuoto. </div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/12/30/un-artista-in-transito-adrian-paci/">Un artista in transito: Adrian Paci a Milano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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