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	<title>affari interni Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>ONG &#8211; un codice di condotta pieno di illegalità</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 21:26:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa mattina Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della riunione ordinaria della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo durante un’audizione sulle </em><em>attività di ricerca e soccorso (SAR) nel Mediterraneo.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Erano presenti </em><em>Sandro Gallinelli, capitano della Guardia costiera italiana;</em><em> Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex; Marco Bertotto, responsabile Advocacy &amp; Public Awareness di Medici Senza Frontiere Italia; Judith Sunderland, direttore per l’Europa e l’Asia Centrale di Human Rights Watch.</em></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8734" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="603" height="483" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 603w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1-300x240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 603px) 100vw, 603px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Di seguito l’intervento:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Vorrei concentrarmi sul codice di condotta per le Ong affidato al governo italiano. É molto preoccupante, anche legalmente.</p>
<p>In primo luogo, si ignora completamente che un codice di condotta volontario è già stato sottoscritto dalla stragrande maggioranza delle Ong – promosso da Human Rights at Sea –­ e che comunque esiste una legge che le guida: la Convenzione sul diritto nel mare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In secondo luogo, è particolarmente grave che nell’elaborazione di nuove regole non si consultino tutte le Ong che fanno <em>search and rescue</em>. So che la loro richiesta in questo senso – così come il loro codice – è stata in genere ignorata.</p>
<p>Alcuni paragrafi del codice preparato dall’Italia sono concepiti solo per rendere impossibile il salvataggio di vite umane. Ne cito qualcuno:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211; Il divieto “assoluto&#8221; di operare in acque territoriali libiche, dove muore la maggior parte delle persone, e dove Triton non è presente. Il divieto è senza senso perché il salvataggio è legge in qualunque circostanza. La Libia non è in grado ancora di organizzare una zona SAR. Non ha nemmeno firmato la Convenzione di Ginevra.</p>
<p>&#8211; Il divieto di comunicare per telefono o mandare segnali luminosi. Anche questa sembra una provocazione, perché rende impossibile il <em>search and rescue</em>. L’uso di segnali luminosi è prescritto inoltre dalle regole marittime internazionali, le cosiddette “rules of the road”.</p>
<p>&#8211; L’obbligo di non ostacolare le operazioni di <em>search and rescue</em> condotte dalle guardie costiere libiche. Sappiamo che le guardie fanno spesso parte di milizie incontrollabili, e che spesso collaborano con i trafficanti. Più volte sparano sui migranti imbarcati, e non rispondono ad alcuna autorità statale affidabile.</p>
<p>&#8211; La presenza della polizia giudiziaria sulle navi delle Ong perché investighi sugli smuggler. Questo è in violazione del principio di neutralità osservato dalle Ong e dell’assoluta priorità che deve essere rappresentata dal <em>search and rescue</em>.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Ricordo infine che il training delle guardie costiere libiche è stato altamente sconsigliato: dal rappresentante dell’ONU Martin Kobler, da Amnesty. E che l’ONU considera la Libia un Paese non sicuro, dove i profughi non vanno rimpatriati. L’UE obbedisce ancora all’ONU?</p>
<p>Io non capisco come possa l’Unione guardarsi allo specchio e parlare di valori. Nel febbraio scorso, prima del vertice di Malta, ha fatto sapere che il principio di <em>non refoulement</em> andrà riscritto. Oggi giunge sino a riscrivere la legge del mare. Il tutto in assenza di qualsiasi decisione concernente operazioni europee proattive e massicce di Ricerca e Soccorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non vorrei infine che si dimenticassero i tanti che moriranno nel deserto, se anche le frontiere Sud della Libia saranno sigillate militarmente con l’assistenza dell’Unione».</p>
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		<title>Ue: Il grande inganno delle ricollocazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 18 May 2017 05:27:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo sul punto in agenda “Far funzionare la procedura di ricollocazione”, a seguito delle Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione e alla presenza del Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8734" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="603" height="483" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 603w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1-300x240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 603px) 100vw, 603px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Non è la prima volta che questo Parlamento chiede agli Stati membri di rispettare gli impegni di ricollocazione, e alla Commissione di smettere l’ottimismo in cui da troppo tempo si compiace. Agli Stati membri chiediamo anche di evitare i sotterfugi: penso al rifiuto di ricollocare i migranti giunti in Grecia dopo il 20 marzo 2016, all’indomani dell’accordo con la Turchia. Un rifiuto illegale, secondo la Corte dei Conti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per parte mia aggiungo una considerazione. La ricollocazione stessa rischia di essere un inganno,se abbinata all’“approccio hotspot” e alla decisione di ritrasferire in Grecia e Italia, sulla base del sistema Dublino, i migranti recatisi in altri Paesi. Messe insieme, tali misure minano l’abilità della Grecia e dell’Italia di gestire i flussi di rifugiati e migranti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;Italia, nel 2015-2016 vi sono stati 5.049 trasferimenti Dublino e 3.936 ricollocazioni. Cioè: più persone sono state rispedite in Italia di quante ne siano state trasferite dall’Italia. La ricollocazione è necessaria ma non basta. La verità è che la Commissione sta facendo di tutto per aiutare Italia e Grecia a perfezionare un sistema sbagliato, che perpetua situazioni divenute insostenibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Vorrei chiedere  a chiunque parli delle ONG come di un pericolo e di un &#8220;pool factor&#8221; di fornire le prove di quello che dicono, perché le ONG sono sotto attacco in maniera molto disonesta».</p>
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		<title>Waste Land a Calais: la misantropia europea</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 07:41:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata alla situazione a Calais, che si è svolta lo scorso 4 ottobre 2016,  Barbara Spinelli è intervenuta dopo la dichiarazione della Commissione, rappresentata dal Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La giungla di Calais, che ho visto, è un Waste Land dove vivono, su 10.000 rifugiati, mille minori non accompagnati», ha detto l’eurodeputata GUE/NGL. «Più della metà potrebbe raggiungere i familiari in Inghilterra: lo prescrive la legge europea. Sia Parigi sia Londra la violano. Solo venti minori hanno potuto avvalersene. Vorrei narrarvi la storia di Raheemullah Oryakhel, quattordici anni, afghano, schiacciato giorni fa da un camion a Calais. Voleva raggiungere legalmente il fratello a Manchester.</p>
<p>Perché tanta misantropia? Vi diranno che è perché i candidati all’Eliseo rincorrono Marine Le Pen. Ma c’è un rifiuto più sostanziale: i rifugiati rappresentano lo 0,2 per cento della popolazione europea, eppure è come se non fossimo capaci d’aggiungere un solo tavolo in una mensa di milioni. I bambini li compiangiamo: ma morti, solo in fotografia e possibilmente lontani da noi».</p>
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		<title>«Sulle politiche di ricollocazione dei richiedenti asilo, l&#8217;Unione europea segua l&#8217;esempio del Portogallo»</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 07:59:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Lo scorso 16 febbraio, il primo ministro portoghese Antonio Costa ha inviato una lettera al premier Alexis Tsipras dichiarando l&#8217;intenzione del suo Paese di accogliere migliaia di rifugiati dalla Grecia, in segno di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-21-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5302" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5302" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-21-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (21)" width="300" height="200" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo scorso 16 febbraio, il primo ministro portoghese Antonio Costa ha inviato una lettera al premier Alexis Tsipras dichiarando l&#8217;intenzione del suo Paese di accogliere migliaia di rifugiati dalla Grecia, in segno di solidarietà. Il Portogallo si è offerto di ospitare duemila rifugiati nelle università e ottocento in istituti tecnici, e sta valutando la possibilità di ospitarne altrettanti nel settore agricolo e forestale.</p>
<p>Barbara Spinelli ha registrato in data odierna un&#8217;interrogazione scritta rivolta al Consiglio, invitandolo a far propria l&#8217;iniziativa del Portogallo e a raccomandare agli Stati membri di seguire questo buon esempio, nella speranza che possa diventare pratica comune all&#8217;interno dell&#8217;UE, nello spirito dell&#8217;articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea, sul principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri.</p>
<p>L&#8217;eurodeputata del GUE/NGL ha infine chiesto al Consiglio quali azioni intenda intraprendere, in accordo con il principio di leale cooperazione sancito dall&#8217;articolo 4 TUE, al fine di garantire che i suoi rappresentanti diano esecuzione e non intralcino l&#8217;attuazione degli schemi di ricollocazione di emergenza adottati durante le riunioni straordinarie del Consiglio Giustizia Affari Interni del 14 e 21 settembre 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Contro la candidatura di Tibor Navracsics</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2014 04:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cari amici, abbiamo ricevuto questa lettera della parlamentare europea Barbara Spinelli ai suoi colleghi europei perché non approvino la nomina del commissario ungherese alla cultura e ai diritti, Tibor Navracsics e abbiamo deciso di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici, abbiamo ricevuto questa lettera della parlamentare europea Barbara Spinelli ai suoi colleghi europei perché non approvino la nomina del commissario ungherese alla cultura e ai diritti, Tibor Navracsics e abbiamo deciso di pubblicarla anche noi perchè la riteniamo utile e importante. </p>
<p> 14 settembre 2014</p>
<p> Cari colleghi,</p>
<p> ritengo necessario respingere la nomina di Tibor Navracsics – attuale ministro ungherese degli Affari esteri e del commercio – a membro della Commissione europea. La sua designazione come responsabile per Educazione, cultura, politiche giovanili e cittadinanza è particolarmente allarmante, e costituisce un vero e proprio ossimoro per chi consideri una inderogabile necessità democratica la tutela dell’informazione, dell’istruzione, della partecipazione attiva dei giovani e della società civile – ambiti che hanno nella libertà d’espressione il proprio nucleo più profondo, e al tempo stesso più fragile.</p>
<p> Più in generale, non può lasciarci indifferenti il fatto che Tibor Navracsics – il cui documento strategico Our Future (Jövőnk) ha costituito, nel 2007, la base per il Manifesto del partito conservatore Fidesz – sia consigliere e uomo di fiducia di Viktor Orbán, il premier nazionalista che nemmeno due mesi fa ha dichiarato il proprio rigetto delle democrazie liberali, <a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#nota1?utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a> né che sia l’ispiratore della riforma dei media ungheresi che nel 2011 pose i mezzi di comunicazione, pubblici o privati che fossero, sotto il controllo dello stato, riducendo pressoché al silenzio le voci dell’opposizione. <a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#nota2?utm_source=rss&utm_medium=rss">[2]</a></p>
<p> Allo stesso modo, dobbiamo ricordare che Tibor Navracsis era ministro della Giustizia e vice Premier del secondo governo Orbán quando, nel 2011, una riforma costituzionale delegittimò la magistratura ungherese, relegando il Consiglio nazionale dei Magistrati a un ruolo meramente consultivo, destituendo la Corte costituzionale di buona parte del suo potere e lasciando piena libertà al governo di far approvare le proprie leggi quadro senza un’adeguata discussione parlamentare.<a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#nota3?utm_source=rss&utm_medium=rss">[3]</a></p>
<p> Infine è opportuno considerare che, in qualità di Commissario – avendo tra le proprie competenze il programma per la cittadinanza – Tibor Navracsis avrebbe facoltà di limitare o bloccare tanto le future iniziative legislative europee quanto i finanziamenti alle Organizzazioni non governative, per progetti intesi a promuovere e rafforzare la cittadinanza europea. La preoccupazione non è fuori luogo, se consideriamo la politica aggressiva attualmente condotta nei confronti delle Ong operanti in Ungheria, denunciata da Amnesty International Ungheria <a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#nota4?utm_source=rss&utm_medium=rss">[4]</a>dallo stesso Consiglio d’Europa, che ha indirizzato in proposito una lettera al primo ministro Orbán. <a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#nota5?utm_source=rss&utm_medium=rss">[5]</a> Ong che si sono attivate, nel caso ungherese, nelle regioni più povere o a tutela delle popolazioni Rom.</p>
<p> Come sappiamo, il sostegno delle associazioni, dei comitati, delle organizzazioni di cooperazione e di tutela dei diritti umani – che rientra nello spirito dell’articolo 11 del Trattato sull’Unione europea – concerne il Parlamento come istituzione. La libertà d’espressione è un elemento essenziale in un sistema democratico, ed è un diritto fondamentale riconosciuto dalla Carta europea. In quanto principio fondante dell’Unione, deve essere non solo protetta, ma “promossa” dai suoi stati membri (art. 49 del Trattato sull’Unione europea). Limitare l’attività degli organismi a tutela dei diritti umani, o intimidirne i dirigenti e gli attivisti, viola norme che sono vincolanti, e il principio di cooperazione leale che deve caratterizzare le relazioni tra l’Unione e i suoi stati membri (art. 4.3 Teu).</p>
<p> È per questi motivi che vi chiedo, cari colleghi, di esprimervi contro la nomina di Tibor Navracsics a Commissario dell’Unione europea, e in maniera più specifica a Commissario per Educazione, cultura, politiche giovanili e cittadinanza. [6]</p>
<p> Barbara Spinelli<br />vice-presidente della Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo,<br />membro supplente della Commissione per le Libertà civili, giustizia e affari interni</p>
<p>[5] Il 9 luglio 2014, il Commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muižnieks, ha indirizzato una lettera a János Lázár, Segretario di Stato per l’Ufficio del Primo Ministro, esprimendo il proprio disappunto per le intimidazioni e la sottrazione di fondi destinati alle Ong ungheresi da parte del Norwegian Civil Fund.<a href="https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&amp;InstranetImage=2564455&amp;SecMode=1&amp;DocId=2164762&amp;Usage=2&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&amp;InstranetImage=2564455&amp;SecMode=1&amp;DocId=2164762&amp;Usage=2&utm_source=rss&utm_medium=rss</a><a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#testo5?utm_source=rss&utm_medium=rss">⇑</a></p>
<p>[6] Parla da sé, che nella Lettera di missione indirizzata da Jean-Claude Juncker a Tibor Navracsics, il 10 settembre 2014, si legga: «Pur essendo radicate a livello locale e nazionale, l’istruzione, la cultura e la partecipazione civica sono percepite dai cittadini dell’Unione Europea come una componente cruciale dei nostri valori e della nostra identità condivisi. Esse contribuiscono alle risorse di libera espressione, creatività e imprenditorialità di ciascun individuo, nonché al dinamismo e alla coesione della nostra società». E, più avanti: «Rafforzare la comprensione dell’opinione pubblica su come oggi siano elaborate le politiche dell’Unione Europea e aiutare i cittadini a conoscere meglio l’Unione Europea e a partecipare alle sue discussioni. Bisogna in particolare adoperarsi per raggiungere i beneficiari delle attività organizzate attraverso il programma “Europe for Citizens” ed ERASMUS+, nonché nell’ambito del programma di tirocini organizzato dalla Commissione».<a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#testo6?utm_source=rss&utm_medium=rss">⇑</a></p>
<p>NOTE</p>
<p>[1] «Il nuovo stato che stiamo costruendo è uno stato illiberale, uno stato non liberale» ha detto Viktor Orbán il 26 luglio 2014, davanti a una platea di ungheresi “etnici” in Romania. «Dobbiamo abbandonare i metodi liberali e i principi liberali di organizzazione sociale, così come il modo liberale di guardare al mondo». (<a href="http://www.kormany.hu/en/the-prime-minister/the-prime-minister-s-speeches/prime-minister-viktor-orban-s-speech-at-the-25th-balvanyos-summer-free-university-and-student-camp?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.kormany.hu/en/the-prime-minister/the-prime-minister-s-speeches/prime-minister-viktor-orban-s-speech-at-the-25th-balvanyos-summer-free-university-and-student-camp?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) <a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#testo1?utm_source=rss&utm_medium=rss">⇑</a></p>
<p>[2] Un recente rapporto dell’Osce analizza l’impatto delle politiche governative sui media ungheresi, mostrando la convergenza dell’informazione sul partito governativo Fidesz. (<a href="http://www.osce.org/odihr/elections/hungary/116077?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.osce.org/odihr/elections/hungary/116077?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>). Unica eccezione, l’emittente dell’opposizione RTL, posta più volte in condizione di fallire, tanto che Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea, ha recentemente ritenuto di intervenire in sua difesa: «RTL è uno dei pochi canali in Ungheria che non si limiti a promuovere una linea pro-Fidesz; è difficile pensare che l’obiettivo non sia cacciarla dall’Ungheria. Il governo ungherese non vuole in Ungheria un’emittente neutrale di proprietà straniera. [Tutto questo] è parte di un percorso profondamente preoccupante: un percorso contrario ai valori dell’Unione europea». (<a href="http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/kroes/en/blog/media-freedom-remains-under-threat-hungary?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/kroes/en/blog/media-freedom-remains-under-threat-hungary?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) <a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#testo2?utm_source=rss&utm_medium=rss">⇑</a></p>
<p>[3]In un parere giuridico adottato il 16-17 marzo 2012, la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa si è pronunciata contro la riforma, ritenuta una minaccia per l’indipendenza del sistema giudiziario ungherese e un rischio patente di violazione del diritto all’equo processo garantito dall’art. 6 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. A tal fine, la Commissione raccomandò la revisione delle leggi in questione e della stessa Costituzione ungherese. (CDL-AD(2011)016-e. Opinion on the new Constitution of Hungary adopted by the Venice Commission at its 87th Plenary Session, Venezia, 17-18 giugno 2011.<a href="http://www.venice.coe.int/webforms/documents/cdl-ad(2011)016-e.aspx?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.venice.coe.int/webforms/documents/cdl-ad%282011%29016-e.aspx?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>). <a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#testo3?utm_source=rss&utm_medium=rss">⇑</a></p>
<p>[4] Amnesty International Ungheria ha chiesto al governo Orbán di «smettere di ostacolare» le Ong e i gruppi della società civile, e garantire «l’esercizio del loro diritto alla libertà di associazione e alla libertà di espressione, senza subire intimidazioni». (Hungarian government must end its intimidation of NGOs, 10 settembre 2014,<a href="http://www.amnesty.eu/content/assets/Doc2014/eur270042014en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.amnesty.eu/content/assets/Doc2014/eur270042014en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).<a href="http://barbara-spinelli.it/2014/09/15/lettera-ai-parlamentari-europeisulla-nomina-di-tibor-navracsics/#testo4?utm_source=rss&utm_medium=rss">⇑</a></p>
<p>[5] Il 9 luglio 2014, il Commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muižnieks, ha indirizzato una lettera a János Lázár, Segretario di Stato per l’Ufficio del Primo Ministro, esprimendo il proprio disappunto per le intimidazioni e la sottrazione di fondi destinati alle Ong ungheresi da parte del Norwegian Civil Fund.<a href="https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&amp;InstranetImage=2564455&amp;SecMode=1&amp;DocId=2164762&amp;Usage=2&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&amp;InstranetImage=2564455&amp;SecMode=1&amp;DocId=2164762&amp;Usage=2&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>[6] Parla da sé, che nella Lettera di missione indirizzata da Jean-Claude Juncker a Tibor Navracsics, il 10 settembre 2014, si legga: «Pur essendo radicate a livello locale e nazionale, l’istruzione, la cultura e la partecipazione civica sono percepite dai cittadini dell’Unione Europea come una componente cruciale dei nostri valori e della nostra identità condivisi. Esse contribuiscono alle risorse di libera espressione, creatività e imprenditorialità di ciascun individuo, nonché al dinamismo e alla coesione della nostra società». E, più avanti: «Rafforzare la comprensione dell’opinione pubblica su come oggi siano elaborate le politiche dell’Unione Europea e aiutare i cittadini a conoscere meglio l’Unione Europea e a partecipare alle sue discussioni. Bisogna in particolare adoperarsi per raggiungere i beneficiari delle attività organizzate attraverso il programma “Europe for Citizens” ed ERASMUS+, nonché nell’ambito del programma di tirocini organizzato dalla Commissione».<br /></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/10/18/contro-la-candidatura-di-tibor/">Contro la candidatura di Tibor Navracsics</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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