<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>affido Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/affido/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/affido/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Nov 2018 08:31:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>affido Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/affido/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Giornata per i diritti dell’infanzia. Associazione 21 luglio: «Una celebrazione dimenticata dalle istituzioni, così come perdura la grave amnesia sui diritti dei minori rom nelle baraccopoli»</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/22/giornata-per-i-diritti-dellinfanzia-associazione-21-luglio-una-celebrazione-dimenticata-dalle-istituzioni-cosi-come-perdura-la-grave-amnesia-sui-diritti-dei-minori-rom-nelle-baraccop/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/22/giornata-per-i-diritti-dellinfanzia-associazione-21-luglio-una-celebrazione-dimenticata-dalle-istituzioni-cosi-come-perdura-la-grave-amnesia-sui-diritti-dei-minori-rom-nelle-baraccop/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 08:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[alloggio]]></category>
		<category><![CDATA[apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[baraccopoli]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[tribunali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11690</guid>

					<description><![CDATA[<p>20 novembre. In tutto il mondo, viene celebrata la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che ricorda la data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia venne approvata dall’Assemblea Generale delle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/22/giornata-per-i-diritti-dellinfanzia-associazione-21-luglio-una-celebrazione-dimenticata-dalle-istituzioni-cosi-come-perdura-la-grave-amnesia-sui-diritti-dei-minori-rom-nelle-baraccop/">Giornata per i diritti dell’infanzia. Associazione 21 luglio: «Una celebrazione dimenticata dalle istituzioni, così come perdura la grave amnesia sui diritti dei minori rom nelle baraccopoli»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11691" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>20 novembre. In tutto il mondo, viene celebrata la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che ricorda la data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 20 novembre 1989.</p>
<p>In Italia, malgrado i diritti di bambini e adolescenti risultano gravemente compromessi, l’attenzione delle istituzioni resta ogni anno molto bassa e sempre più sporadiche sono le iniziative organizzate per dare risalto ad una commemorazione che ricorda la centralità dei diritti che riguardano l’infanzia. Tutto ciò malgrado <strong>nel nostro Paese si contino 1,2 di minori che vivono in condizione di povertà assoluta e quasi il doppio in povertà relativa</strong>. La maggiore condizione di disagio socio-economico si registra soprattutto nelle aree periferiche delle metropoli, dove la punta dell’iceberg si riscontra negli insediamenti formali e informali abitati in prevalenza da famiglie di origine rom composte da numerosi minori.</p>
<p>Oggi, in Italia, vivere in una baraccopoli significa per circa 14.000 minori rom trovarsi dalla nascita davanti a un percorso, i cui ostacoli sono rappresentati da condizioni economiche spesso critiche, ambiente degradato, segregazione abitativa caratterizzata da una lontananza non solo fisica, ma anche relazionale dal centro urbano, diseguaglianza educativa. La marginalizzazione di un bambino rom, che in Italia vive all’interno di un insediamento, non riguarda dunque solo il versante economico, ma anche territoriale, urbanistico, scolastico, sociale, culturale, abitativo ed etnico. Circa 8.000 minori vivono in insediamenti formali, progettati, realizzati e gestiti dalle istituzioni. Altri 6.000, invece, conducono la loro esistenza in insediamenti informali, costituiti da baracche, tende, giacigli di fortuna.</p>
<p>«<strong>Sembra incredibile, eppure nell’Italia del 2018, ancora è possibile registrare forme di esplicito “apartheid” che colpiscono l’infanzia rom</strong> – afferma Carlo Stasolla &#8211; Nei centri dove insistono i più grandi insediamenti, soprattutto nelle città di Torino, Roma e Napoli, ma anche in aree del Sud Italia, non si investe per ridare dignità e speranza ai “figli delle baraccopoli”, per combattere le diseguaglianze, per dare sostegno alle pochissime realtà che ancora si impegnano nell’offrire opportunità educative. Neanche nella Giornata per i diritti dell’infanzia ci si ricorda di loro!».</p>
<p>Il bambino rom in emergenza abitativa è infatti il più delle volte oggetto di una amnesia istituzionale. Spesso ci si ricorda di lui solo quando si apre una procedura giudiziaria. Si scopre allora dell’esistenza di bambini che “scompaiono” dai campi rom per riapparire nei fascicoli dei Tribunali per i minorenni. In Italia esiste una “statistica nascosta” che solo due ricerche curate nel passato hanno parzialmente portato alla luce. Dai dati emersi da un rapporto elaborato dalla ricercatrice Carlotta Saletti Salza nel 2010, <strong>in Italia un minore rom avrebbe 17 probabilità in più di essere dichiarato adottabile rispetto a un minore non rom</strong>. Uno studio successivo, realizzato da Associazione 21 luglio nel 2013, <strong>nella Regione Lazio un minore rom in emergenza abitativa, rispetto ad un suo coetaneo non rom, ha circa 60 possibilità in più di essere segnalato alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i Minorenni</strong>; circa 50 possibilità in più che per lui venga aperta una procedura di adottabilità e quasi 40 possibilità in più di essere dichiarato effettivamente adottabile.</p>
<p><a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=33a4595f79&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D33a4595f79%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1542961141658000&amp;usg=AFQjCNG0e8m8APCy9qxw1dorNX5-Mh7Jxw&utm_source=rss&utm_medium=rss">Associazione 21 luglio</a> rileva come numerosi amministratori locali – facendo propria un’idea diffusa – davanti alle problematiche registrate dalla presenza di un insediamento rom, gettano la spugna, facendo prevalere l’approccio di un mondo adulto ritenuto al di fuori della possibilità di un’inclusione sociale e di un’infanzia da “salvare” attraverso processi rieducativi che passino per la via privilegiata dell’affido e dell’adozione. Non è un caso che tale approccio lo si ritrovi nel “Contratto per il governo del cambiamento” sottoscritto nei mesi scorsi da due vice premier. Nel capitolo che riguarda i rom è infatti sottolineato, per i soli rom, «l’obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale».</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/22/giornata-per-i-diritti-dellinfanzia-associazione-21-luglio-una-celebrazione-dimenticata-dalle-istituzioni-cosi-come-perdura-la-grave-amnesia-sui-diritti-dei-minori-rom-nelle-baraccop/">Giornata per i diritti dell’infanzia. Associazione 21 luglio: «Una celebrazione dimenticata dalle istituzioni, così come perdura la grave amnesia sui diritti dei minori rom nelle baraccopoli»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/22/giornata-per-i-diritti-dellinfanzia-associazione-21-luglio-una-celebrazione-dimenticata-dalle-istituzioni-cosi-come-perdura-la-grave-amnesia-sui-diritti-dei-minori-rom-nelle-baraccop/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Minori stranieri non accompagnati, una buona legge e tante idee su come applicarla</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/12/06/minori-stranieri-non-accompagnati-una-buona-legge-e-tante-idee-su-come-applicarla/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/12/06/minori-stranieri-non-accompagnati-una-buona-legge-e-tante-idee-su-come-applicarla/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 09:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[CAS]]></category>
		<category><![CDATA[centri]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[deputati]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[hotspot]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istiuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[minorenni]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[norme]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[permesso]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[soggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[SPRAR]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[tutore]]></category>
		<category><![CDATA[Zampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9872</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Le riflessioni dell&#8217;UNICEF sul convegno presso la Camera dei Deputati del 6 novembre scorso, tra le organizzazioni impegnate sul campo a sostegno dei minori migranti e rifugiati e le Istituzioni di riferimento, incentrato sull&#8217;applicazione&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/12/06/minori-stranieri-non-accompagnati-una-buona-legge-e-tante-idee-su-come-applicarla/">Minori stranieri non accompagnati, una buona legge e tante idee su come applicarla</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1143.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9875" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1143.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="288" height="209" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le riflessioni dell&#8217;UNICEF sul convegno <a href="http://www.unicef.it/doc/7895/nuove-norme-per-i-minori-stranieri-non-accompagnati-a-che-punto-siamo-con-attuazione.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial;"><strong>presso la Camera dei Deputati</strong></span></a> del 6 novembre scorso,<span style="font-family: Arial;"> </span>tra le organizzazioni impegnate sul campo a sostegno dei minori migranti e rifugiati e le Istituzioni di riferimento, incentrato sull&#8217;applicazione della L. 47/2017 (la c.d. &#8220;Legge Zampa&#8221;) sui minorenni stranieri non accompagnati a 6 mesi dalla sua entrata in vigore.</p>
<div></div>
<div>Obiettivo dell’incontro, sciogliere i nodi principali che possono ostacolare la piena, rapida e omogenea applicazione di misure che possono fare la differenza in positivo per le migliaia di minori soli giunti in Italia: 14.579 quelli sbarcati sulle nostre coste dall&#8217;inizio dell&#8217;anno al 25 ottobre, 18.491 quelli attualmente censiti dal sistema di accoglienza italiano .</div>
<div></div>
<div>La discussione ha posto in evidenza alcuni punti essenziali per garantire efficacia e omogeneità nell’applicazione della legge.</div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th250x250_UN020013_Gilbertson.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9873 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th250x250_UN020013_Gilbertson.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="250" height="167" /></a></div>
<div></div>
<div>In primo luogo, si è sottolineata la necessità di un adeguato supporto nell’esercizio della propria funzione ai tantissimi (circa 2.000) tutori volontari che hanno già risposto con entusiasmo all’invito delle istituzioni e a quelli che seguiranno, insieme al necessario accompagnamento alle famiglie affidatarie, per favorire il diffondersi del coinvolgimento attivo dei cittadini nel sostegno ai minori non accompagnati.</div>
<div></div>
<div>Rispetto alle primissime fasi che riguardano l’arrivo del minore non accompagnato, si è evidenziata l’urgenza di chiare norme di attuazione e di indicazioni agli organi di Pubblica sicurezza rispetto alle modalità dell’identificazione ed eventuale accertamento dell’età del minore, un ambito sinora caratterizzato da prassi operative disomogenee nei diversi territori.</div>
<div></div>
<div>Si è inoltre auspicata l’emanazione del previsto Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sul primo colloquio con il minore svolto dal personale qualificato del centro di prima accoglienza e la definizione dei contenuti della cartella sociale che accompagnerà il minore lungo il suo percorso in Italia, insieme alle responsabilità di chi la compila.</div>
<div></div>
<div>Si rendono necessarie anche istruzioni dettagliate per le Questure sulle modalità per consentire ai minori di presentare la richiesta di asilo già prima della nomina del tutore, con l’ausilio del responsabile della struttura di accoglienza, e di presentare autonomamente la richiesta di permesso di soggiorno per minore età.</div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1142.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-9874 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1142.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="246" height="147" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1142.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1142-300x179.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 246px) 100vw, 246px" /></a></div>
<div></div>
<div>Deve essere anche chiarito che il permesso per minore età consente di esercitare attività lavorativa nel rispetto della normativa vigente in materia di lavoro dei minorenni, per superare l’attuale prassi disomogenea.</div>
<div></div>
<div>Riguardo invece il sistema di accoglienza, risulta necessario il rafforzamento in capo al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) attraverso un investimento crescente di risorse sulla seconda accoglienza dei minori migranti non accompagnati, per garantire percorsi di integrazione efficaci ed omogenei in tutto il territorio nazionale.</div>
<div></div>
<div>Nello stesso spirito i Centri di accoglienza straordinari (CAS) dovrebbero essere considerati luoghi di accoglienza residuali da attivare solo in caso di reale emergenza e arrivo imprevisto e sproporzionato, mentre andrebbe evitata del tutto la permanenza dei minorenni all’interno di strutture hotspot.</div>
<div></div>
<div>Tra i punti principali affrontati anche l’accesso all’assistenza sanitaria, all’educazione e alla tutela legale. Nel corso del confronto, è stata posta in evidenza la necessità di un&#8217;effettiva e piena attuazione della norma che prevede l’iscrizione obbligatoria dei minori non accompagnati al Servizio Sanitario Nazionale anche prima del rilascio del permesso di soggiorno, con indicazioni che consentano di superare le difficoltà burocratiche derivanti dall’assenza di Codice fiscale o di un indirizzo di residenza.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Allo stesso modo già nei Centri di prima accoglienza va garantito ai minori l’inserimento scolastico, l’accesso alla formazione professionale e l’accompagnamento all’inserimento lavorativo, ed è essenziale che i tutori (anche provvisori), il personale delle strutture di accoglienza e le altre figure di riferimento del minore informino efficacemente il minore stesso sul suo diritto di partecipare attivamente a tutti i procedimenti giudiziari e amministrativi che lo riguardano e di nominare una difesa tecnica di fiducia nei procedimenti giurisdizionali, come previsto dalla Legge.</div>
<div></div>
<div>Le organizzazioni promotrici di questa iniziativa hanno infine auspicato l’istituzione di un tavolo permanente di confronto inter-istituzionale per garantire il coordinamento delle misure di attuazione e il monitoraggio sull’implementazione della legge, e che sia previsto un contatto regolare di questo tavolo con le organizzazioni e associazioni impegnate nella tutela dei minori stranieri non accompagnati.</div>
<div></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/12/06/minori-stranieri-non-accompagnati-una-buona-legge-e-tante-idee-su-come-applicarla/">Minori stranieri non accompagnati, una buona legge e tante idee su come applicarla</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/12/06/minori-stranieri-non-accompagnati-una-buona-legge-e-tante-idee-su-come-applicarla/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pensare alla Libertà nella cooperazione e nell’infanzia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/11/21/pensare-alla-liberta-nella-cooperazione-e-nellinfanzia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/11/21/pensare-alla-liberta-nella-cooperazione-e-nellinfanzia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2017 07:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giuristi]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[norme]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sistema]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9793</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Valentina Tatti Tonni Pensare alla libertà comporta un grande sforzo mentale, sarà per questo che è sempre più facile leggere sui giornali della costruzione e dell’ostruzione di barriere, anziché di aperture. Se la&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/11/21/pensare-alla-liberta-nella-cooperazione-e-nellinfanzia/">Pensare alla Libertà nella cooperazione e nell’infanzia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1133.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9794 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1133.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1133.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1133-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1133-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><br />
</a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">di Valentina Tatti Tonni</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Pensare alla libertà comporta un grande sforzo mentale, sarà per questo che è sempre più facile leggere sui giornali della costruzione e dell’ostruzione di barriere, anziché di aperture. Se la sovranità oggi fosse sinonimo di uguaglianza, il prezzo da pagare per la globalizzazione non sarebbe la guerra. Il quesito che in molti si stanno ponendo, dai più illustri intellettuali ai più semplici e non per questo banali pensatori, è quello di chiedersi come poter rovesciare i significati presenti nel nazionalismo per far riemergere una visione pluralista dell’Altro, che non sia dissimile da un prolungamento del Sé. Se la valenza storico-giuridica ed umana della cooperazione si potesse insegnare sin dall’infanzia, forse si potrebbe giungere ad una reale integrazione. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il bambino attratto da migliaia di input esterni può avere la sufficiente ingenua caparbietà di voler apprendere, cosa che gli adulti hanno disimparato a fare difendendosi dal mondo esterno anziché lasciandosi coinvolgere. Se evitassimo di sottrarre loro la realtà, insegnandogli a dare una giusta interpretazione a quel che li circonda, potremo saper riconoscere nei nostri limiti la forza per insegnare loro cosa sia la libertà. Non essendo in grado di nascondere loro la violenza (nei videogiochi, film, internet, etc.), perché altrimenti saremmo costretti a dover limitare le loro percezioni senza neanche la certezza, in quel caso, di essere riusciti a salvaguardare la loro infanzia, sarebbe bene invece metterli davanti all’evidenza che esista la violenza, che esista l’ingiustizia, che esista la morte, etc., in modo che egli/ella grazie all’intervento familiare, statale (qualora il bambino versi in situazioni di affido, di asilo, di detenzione) e scolastico, possa rendersi consapevole. Con ogni probabilità possedere un appropriato bagaglio di conoscenze lo porterà a saper affrontare il corso della vita, o perlomeno potrà avere la coscienza che sia possibile un cambiamento e che la staticità di un momento non si è abbattuta sugli stolti. Il più alto e primario grado di cooperazione allora, può essere rintracciato nel rapporto inter-istituzionale e familiare dal punto di vista del trasferimento al bambino di alti valori umani.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esempio pratico: al giorno d’oggi, è raro che un maestro-professore legga in classe il libro </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Cuore </i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">di Edmondo De Amicis, ma quanti sono stati i casi di (cyber-)bullismo riscontrati nelle scuole? E’ indubbiamente vero che i tempi sono cambiati e non possiamo aspettarci che restino invariate certe consuetudini, ma forse non è altrettanto giusto né risolutivo che siano state totalmente infrante. L’elemento sostanziale che dovrebbe contraddistinguere il nostro sistema scolastico non dovrebbe essere posto da una riforma sottoscritta per far fronte a un disagio economico, ma dovrebbe altresì essere concentrato sulla creazione di una disposizione che tenga conto del fabbisogno conoscitivo ed informativo di ognuno. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non è accettabile al giorno d’oggi che alcuni governi autocratici preferiscano vigilare sulla creazione di un pensiero autonomo, con la cultura ad esempio, per la paura che se il cittadino riuscisse a pensare di sua spontanea volontà sarebbe portato dal buon senso a voler riscattare sé stesso. E’ intrinseca la coscienza di non stare operando nel giusto. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In un discorso più ampio dunque, per </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>cooperazione</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ci si riferisce generalmente a gruppi di persone o Stati che mettono insieme le forze e talvolta le risorse per un bene comune di alto interesse. Gli obiettivi della cooperazione possono essere rintracciati nello Statuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, nata dopo il fallimento della prematura seppur avanguardista Società delle Nazioni. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Posto che ci sia qualcuno con cui condividere norme consuetudinarie, alla base della cooperazione ci sarebbe l’ipotesi secondo cui qualcuno potrebbe comportarsi in modo illecito in modo che questo serva come prevenzione per giustificare l’obbligo di assistenza perpetua. Quale bisogno ci sarebbe di cooperare se tutti fossero d’accordo? L’illecito potrebbe consistere semplicemente, senza ricorrere al penale, nel prendere una decisione impropria e contraria alla maggioranza delle persone o degli Stati con cui ci si trova ad operare. Siamo talmente abituati a codificare leggi per la salvaguardia del prossimo che si è dovuto codificare persino il diritto alla vita, perché più volte in passato non era stato garantito e, ancora oggi, non è possibile codificare pienamente il diritto alla morte. E’ davvero necessaria la dottrina? La globalizzazione, oltre a una mera parvenza di libertà, ha portato le persone a sentirsi vincolate nel rispetto di una certa prassi, anziché poter ricorrere al buon senso, perché esso non è più evidentemente condiviso. E’ degenerata quella società che pensava alla riconoscenza e alla reciprocità dei diritti universali perché preesistenti alla cittadinanza, ora quella società può esser definita “regolata” dato stiamo perdendo persino la consapevolezza di chi siamo. Per tale ragione, la cooperazione emersa con il secondo conflitto mondiale dall’urgenza di creare una serie di norme pattizie che non potessero essere minacciate da chi non si trovasse concorde a perseguire gli stessi obiettivi, sembra assumere un carattere di rilievo. E’ stato sottoscritto a tale scopo da più Stati un sostanzioso pacchetto di trattati per riconoscere, il più delle volte senza potere vincolante, elementari diritti di sussistenza o che fossero posti nel rispetto delle differenze altrui.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/th-185.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9795 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/th-185.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="234" height="266" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal Preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite si legge che bisogna “riaffermare, promuovere, incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo”. come per creare, in seno alle generazioni future, una guida implementare di alto valore storico-sociale, come per allontanare la nefasta e disillusa opinione pubblica che nella realtà trattati e convenzioni, sebbene trainate dalle più nobili intenzioni, non siano altro che un bell’esempio di letteratura. Nella fattispecie, siamo ben lontani dall’auspicio, perciò non coercitivo, della Dichiarazioni Universale dei Diritti Umani di riconoscere pari dignità “a tutti i membi della famiglia umana (&#8230;) come fondamento necessario alla libertà, alla giustizia e alla pace nel mondo”. La domanda è: deve quindi essere obbligatorio per non sembrare utopico? Nonostante le conseguenti disposizioni pattizie (1976) e i Comitati che monitorano la condotta degli Stati rendendo ancora una volta il tutto piuttosto ironico, la realtà utopica nella quale viviamo pone di fatto la libertà sotto una giurisdizione. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E’ solo la cooperazione che potrebbe rendere noi esseri umani a confronto in uno spazio comune, liberi di agire e di scegliere quale contributo portare al nostro pianeta. Il combattimento, se non per difesa, può essere pertanto lasciato ai gladiatori, perché ritengo che una società civile e democratica debba potere e volere sfruttare il proprio valore umano perseguendo tutti gli obiettivi sopra citati, ma facendolo nel pieno delle sue responsabilità individuali e non perché gli venga suggerito </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>cum legem</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Senso di cooperazione che può nascere e formarsi fin dalla tenera età, come risultato di una scelta cognitiva presa al vertice e di comune accordo, con perseveranza, sostenuta da una forte attitudine propositiva al dialogo, ma a patto che ne facciano parte tutti gli attori della famiglia umana. </span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/11/21/pensare-alla-liberta-nella-cooperazione-e-nellinfanzia/">Pensare alla Libertà nella cooperazione e nell’infanzia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/11/21/pensare-alla-liberta-nella-cooperazione-e-nellinfanzia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Apparteniamo tutti allo stesso genere</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/11/22/apparteniamo-tutti-allo-stesso-genere/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/11/22/apparteniamo-tutti-allo-stesso-genere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 06:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[trans]]></category>
		<category><![CDATA[transfobia]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/11/22/apparteniamo-tutti-allo-stesso-genere/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scorso marzo Adan è stata uccisa in Honduras, a luglio Natalia è stata uccisa in Brasile; Islan a New York in agosto e Dwayne non c&#8217;è più a causa di un colpo di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/11/22/apparteniamo-tutti-allo-stesso-genere/">Apparteniamo tutti allo stesso genere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/transfobia-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/transfobia-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Lo<br />
scorso marzo Adan è stata uccisa in Honduras, a luglio Natalia è<br />
stata uccisa in Brasile; Islan a New York in agosto e Dwayne non c&#8217;è<br />
più a causa di un colpo di pistola, Questi solo alcuni nomi delle<br />
mille e cento persone vittime della transfobia, un termine coniato da<br />
poco tempo e che indica non solo la “paura” generata (chissà<br />
perchè) da chi cambia sesso, ma una vero e proprio odio nei<br />
confronti dei transgender, un odio che nasce da stereotipi negativi &#8211;<br />
transessualità = prostituzione, ad esempio &#8211; e che produce<br />
pregiudizi che sfociano troppo spesso nella violenza. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ogni<br />
anno, il 20 di novembre, si celebra nel mondo il Tdor, Transgender<br />
day of remembrance: un&#8217;occasione per ricordare tutti coloro che hanno<br />
salutato la propria identità di nascita per acquisirne un&#8217;altra,<br />
quella che sentivano come più appropriata e vera; un&#8217;identità<br />
fisica più vicina al loro sentire psichico. E, per questa scelta,<br />
hanno pagato il prezzo più alto, per l&#8217;incapacità di molti ad<br />
accettare il cambiamento e la diversità e per la rigidità dei ruoli<br />
sociali.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Domenica<br />
scorsa, 17 novembre 2013, a Roma si è tenuto un sit-in a Piazza del<br />
Popolo, dinanzi ad una chiesa: alla Chiesa degli artisti.<br />
Probabilmente un luogo simbolico perchè le istituzioni statali, ma<br />
anche la Chiesa cattolica, così presente sul territorio italiano,<br />
devono prendersi cura e tutelare i diritti e la vita di tutti. Il<br />
sit-in è stato organizzato dall&#8217;associazione Libellula e, tra le<br />
varie inizitive, è stato approfondito il tema delle relazioni affettive e familiari delle persone trans. Che siano “trans” non<br />
è importante, tutti apparteniamo al genere umano.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dalla<br />
transfobia all&#8217;omofobia. In un periodo in cui, purtroppo accadono<br />
molti episodi di cronaca legati anche alla paura e all&#8217;odio nei<br />
confronti delle persone omosessuali, arriva un piccolo segnale<br />
positivo, che va in una direzione di rispetto e di obiettività: nei<br />
giorni scorsi, il Tribunale per i minorenni dell&#8217;Emilia-Romagna ha<br />
affidato una bambina ad una coppia di uomini. Di mezza età, i due<br />
signori convivono stabilmente da sei anni e hanno compiuto tutti i<br />
test e i percorsi valutativi previsti dalla normativa. </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/gay-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/gay-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="106" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nella<br />
legislazione nazionale (che risale al 1983) viene sottolineato che “<br />
l&#8217;affido temporaneo non è preordinato all&#8217;adozione, ma al benessere<br />
del minore” e viene, inoltre, indicata come famiglia affidataria, o<br />
nucleo affidatario, un nucleo in cui sono presenti madre e padre o<br />
persone singole, senza una precisazione in merito all&#8217;orientamento<br />
sessuale degli affidatari. E&#8217; importante, invece, che vengano<br />
effettuate tutte le valutazioni delle motivazioni, delle competenze e<br />
delle loro capacità genitoriali. Sempre nella normativa, non vi è<br />
nemmeno un richiamo al vincolo del matrimonio come requisito<br />
necessario, a differenza di quello che viene sancito dall&#8217;articolo 29<br />
della Costituzione.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
decisione del Tribunale di Bologna dell&#8217;affidamento temporaneo della<br />
bambina di tre anni alla coppia di omosessuali  &#8211; che conoscono la<br />
bimba da tempo e che hanno sempre avuto con lei un rapporto di<br />
affetto &#8211; si fonda su una precedente pronuncia della Corte di<br />
Cassazione del gennaio 2013, nella quale la Corte ha stabilito che la<br />
credenza diffusa “<em>che sia<br />
dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino</em><br />
<em>il fatto di vivere in una<br />
famiglia incentrata su una</em><br />
<em>coppia omosessuale</em>”<br />
rappresenti un <strong>pregiudizio</strong><br />
. Il giudice, infatti, nella sentenza,<br />
ha scritto: “ &#8230;Si rivela la sussitenza di una situazione di fatto<br />
paragonabile al contesto familiare sotto il profilo accuditivo e di<br />
tutela del minore&#8230;Il fatto che i componenti del nucleo abbiano il<br />
medesimo sesso non può considerarsi ostativo all&#8217;affidamento di un<br />
minore. Ciò anche tenuto conto che in assenza di certezze<br />
scientifiche o dati di esperienza costituisce mero pregiudizio la<br />
convinzione che sia dannoso per lo sviluppo del bambino il fatto di<br />
vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”.
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/11/22/apparteniamo-tutti-allo-stesso-genere/">Apparteniamo tutti allo stesso genere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/11/22/apparteniamo-tutti-allo-stesso-genere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
