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	<title>afgano Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Compleanno afghano – parole come medicine</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 06:58:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">di Marzia Devoto</span></p>
<p><span style="font-size: large;"> </span></p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6219 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/23591.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="23591" width="240" height="343" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/23591.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/23591-210x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></p>
<p>Compleanno afghano – parole come medicine,  è una produzione di Teatro Cargo, presentato al Teatro Menotti, Venerdì 24 giugno, di Ramat Safi e da lui interpretato e Laura Sicignano, da lei diretto.</p>
<p>Il “Compleanno afghano” è il compimento festoso del diciottesimo anno di Ramat, quel giorno è una meta: è il momento di fare il punto e raccontare la propria storia, con tutto il dolore e la gioia di esserci.</p>
<p>Ramat Safi è scappato da solo dall’Afghanistan, fuggito improvvisamente dal suo Paese perché una notte degli uomini armati sono entrati in casa sua, hanno ucciso suo padre, ferito lui e la madre. Ramat è stato costretto a salire su un camion e partire senza conoscere la destinazione.</p>
<p>Ha attraversato da solo Pakistan, Iran, Turchia e Grecia. E’ sbarcato miracolosamente in Italia minorenne dopo un viaggio a piedi durato più di un anno. In Italia è stato accolto in una comunità per minorenni rifugiati, dove ha incontrato tanti altri ragazzi arrivati da tutto il mondo dopo viaggi simili al suo. Qui ha imparato a leggere e scrivere.</p>
<p>La prima acquisizione linguistica è stata l’Urdu, lingua del suo compagno di comunità…</p>
<p>Ramat è da solo sul palco, si muove atleticamente tra oggetti scenici e alcune proiezioni d’immagini del suo paese, che lo sostengono nel racconto.</p>
<p>Il palleggio tra il vissuto &#8211; legato ai ricordi della sua famiglia, alla bellezza del suo paese, alla sua fidanzata &#8211; e il vivere l’esperienza dell’oggi, è percepibile sensibilmente nella forzatura a crescere nel corpo e nelle emozioni di un adolescente, fino alla coscienza dell’essere diventato uomo.</p>
<p>In questo frangente scottante in cui l’Exit dall’Europa è il tema pulsante dei nostri giorni, il racconto di Ramat è un ottimo calmante naturale, da un lato perché comunque l’Europa è un punto di arrivo, una grande chioccia che accudisce. E lo accoglie.</p>
<p>Il fatto poi, che per Ramat prima della sua partenza l’Europa non esistesse nella sua carta geografica mentale e culturale, è un altro discorso…forse uno dei tanti drammatici noccioli della questione.</p>
<p>Molto interessante come la scrittura a 4 mani di Ramat Safi + Laura Sicignano sia espressione chiara e immediata di un innesto tra due culture diverse, una vera e propria vicendevole contaminazione.</p>
<p>Ramat conduce il racconto di se, in modo assolutamente esemplare, per uso della retorica italiana e per interpretazione ma soprattutto emerge la totale assenza di intellettualizzazione del testo teatrale, un valore che concede spazio a una prosa densa di radici proprie, delicatissime.</p>
<p>Il ritmo interpretativo per esempio è lineare, si muove con consapevolezza tra il desiderio di trasmettere la propria storia in modo chiaro, semplice, e l’ambizione di fare bene il proprio mestiere, essere Attore sul palco.</p>
<p>Il desiderio di affermare la propria identità è fortissimo e come dice Ramat a fine spettacolo, quando qualcuno gli porge qualche domanda, …”nella speranza che possa essere di aiuto…”</p>
<p>La capacità colta di Laura Sicignano, è in una regia consapevole di lasciare questo spazio a Ramat Safi, contenendolo in spazi geometrici scenici e di tempo, ove poter scansionare la storia per renderla originale e creativa.</p>
<p>Il teatro anche terapeutico? Forse, ma senza fronzoli ne titoli altisonanti.</p>
<p>Questo sì che un bell’esempio concreto di cosa significhi fare integrazione e l’elegante sorriso di Ramat ne è la firma.</p>
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