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	<title>agenda Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Si conclude Street Art for Rights. Un museo a cielo aperto.</title>
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					<description><![CDATA[<p>Si conclude Street Art for Rights. Un museo a cielo aperto. A Roma 17 murales dedicati all’Agenda 2030 ONU diffondono la cultura della sostenibilità attraverso la street art.  Con l’ultimo muro del noto street artist Fabio&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16866" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art-300x158.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art-768x403.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img width="120" src="https://ci3.googleusercontent.com/proxy/i8aRkqwBJ8cf8laoNSKYXs3KmWBNKWAeIef94B_WXBwWHd6XldHwR0sgkQ-xkvEM1ur-RtKgCn7XHPI07gahFMc5Q43KZsitrfSvD5p3mDoKrmGTVhGkGz5eLeOKeVCD=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/street%20street.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><strong>Si conclude Street Art for Rights. Un museo a cielo aperto</strong>. <strong>A Roma 17 murales dedicati all’Agenda 2030 ONU diffondono la cultura della sostenibilità attraverso la street art</strong>.<br><br> Con l’ultimo muro del noto street artist <strong>Fabio Petani </strong>da poco realizzato, si conclude ufficialmente la III edizione di <strong>Street Art For Rights a Roma</strong>, il festival che racconta e diffonde la cultura della sostenibilità attraverso la street art, nel segno dei <strong>17</strong> <strong><em>Sustainable Development Goals (SDGs)</em> dell’Agenda ONU. </strong>Street Art for Rights si è affermato come un <strong>punto di riferimento per la street art in Italia</strong> con oltre 30 opere realizzate a <strong>Roma </strong>nei quartieri periferici di <strong>Corviale e Settecamini</strong> e nel <strong>Lazio tra Cassino, Fiumicino e Latina</strong>. Un vero e proprio <strong>museo a cielo aperto</strong> che offre a tutti gli appassionati e non, soprattutto durante le festività natalizie, di conoscere una “<em>Nuova Roma</em>”, inedita e poco conosciuta. L’arte dona nuova vita allo spazio della periferia in un trionfo di colori che ha ridato vivacità al volto dei quartieri. Grazie a Street Art for Rights, lo spazio urbano diventa un luogo dove potersi esprimere liberamente, una <strong>galleria d’arte</strong> in cui le opere non restano confinate ad un pubblico d’elite ma raggiungono sempre più cittadini.<strong> Il progetto Street art for Rights</strong> nasce infatti con l&#8217;intento di portare l’arte nei quartieri con contesti difficili della periferia di Roma, adottando i<strong> 17 Goals dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU </strong>e filtrandoli con l’occhio dell’arte contemporanea. L’obiettivo è quello di dare concretezza artistica al piano d’azione per le persone, il Pianeta e la prosperità promosso dall’ONU, avvicinando la comunità ai vari temi e sollecitando la discussione circa i problemi impellenti dell’era contemporanea. In questa III edizione gli artisti, selezionati per il loro impegno civile oltre che per il loro segno e impatto artistico, <strong>Natalia Rak </strong>(Polonia),<strong> Etnik </strong>(Svezia-Italia),<strong> Fabio Petani </strong>(Italia),<strong> Attorep </strong>(Italia),<strong> Barbara Oizmud </strong>(Italia),<strong> Davide Toffolo e Marqus </strong>(Italia),<strong> NSN997 </strong>(Spagna),<strong> Manuela Merlo </strong>in arte<strong> HUMAN </strong>(Italia),<strong> </strong>hanno realizzato <strong>8 muri</strong> nei quartieri <strong>Settecamini, Ponte Mammolo </strong>e<strong> San Paolo, </strong>dedicati ai<strong> </strong>Global Goals dal 10 al 17 dell’Agenda 2030: <strong>OBIETTIVO 10 Ridurre le disuguaglianze; OBIETTIVO 11 Città e comunità sostenibili; OBIETTIVO 12 Consumo sostenibile; OBIETTIVO 13 Lotta al cambiamento climatico; OBIETTIVO 14 Vita sott&#8217;acqua; OBIETTIVO 15 Vita sulla terra; OBIETTIVO 16 Pace, giustizia e istituzioni solide; OBIETTIVO 17 Partnership per gli obiettivi. </strong><br><br>Tutti gli artisti hanno restituito, ognuno dal proprio personale punto di vista, un’immagine potente sul concetto-chiave di sviluppo sostenibile.<strong> </strong>Inoltre, tutti i muri sono stati realizzati usando anche le vernici speciali del brevetto<strong> AirLite</strong>, prodotti che riescono a trasformare gli agenti inquinanti in molecole di sale e ad avviare il processo di fotosintesi.<strong> </strong>Street Art For Rights è ideato e diretto da <strong>Giuseppe Casa</strong>, curato da <strong>Oriana Rizzuto, </strong>e organizzato dall’associazione culturale<strong> Taste &amp; Travel </strong>in collaborazione con<strong> MArteSocial </strong>e <strong>MArteGallery. </strong>Molto più di un semplice festival, Street Art for Rights rappresenta <strong>una vera e propria azione artistica e sociale</strong>, che attraverso la street art vuole ampliare lo spazio dedicato alla testimonianza di buone pratiche sui temi della sostenibilità – ambientale, sociale e di governance sostenibile – con il desiderio che queste si moltiplichino creando una reazione a catena di effetti positivi “contagiati e contagianti”. <strong>I MURI: IL PERCORSO, GLI ARTISTI E I LUOGHI IN DETTAGLIO ATTOREP – Via Settecamini 108, RomaObiettivo 10 – Ridurre le diseguaglianze</strong>Attorep, con i suoi ritratti romantici che conducono alla riflessione alle relazioni umane sempre più fragili, ha interpretato il Global Goal numero 10, ovvero <strong><em>Ridurre le diseguaglianze</em></strong>. L’opera muraria rappresenta <strong>due volti</strong>, posti uno di fronte all’altro, non identificabili per razza, etnia e sesso grazie all’astrazione del colore. Le due figure si guardano negli occhi, con uno sguardo di affetto, di amore e di inclusione. <strong><em>Chi è Attorep?</em></strong><em> Un artista, street artist e curatore d’arte italiano, founder e art director del festival OSA Operazione Street Art. Inizia a farsi conoscere nelle periferie di Roma nel 2015, esponendo al MACRO e realizzando opere nella città. Nel 2018 è il vincitore del premio speciale Mario Moderni dedicato agli artisti emergenti dalla Fondazione Mario Moderni.</em></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/vlxu_Sko2t6QJ7KZpVedzY1BEQ-gRN2ZncfbBLxjq3ZjOthLLyzGn0SbradpodRRx4mQh2QuIM--SzB7cqtIa7AB97BKMsT77xM1e9j2mWvFE77cB2t2=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/street.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="390"><em>foto di © Elenoire</em></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Davide Toffolo e Marqus – Via Settecamini 102, Roma</strong><strong>Obiettivo 11 &#8211; Città e comunità sostenibili</strong>L’illustratore graffiante in stile gothic-punk<strong>&nbsp;Davide Toffolo&nbsp;</strong>ha tradotto insieme a&nbsp;<strong>Marqus&nbsp;</strong>il&nbsp;<strong>tema dell’inquinamento urbano</strong>&nbsp;attraverso la satira, raffigurando un enorme gorilla, come re di una città dai bordi e dall’estensione indefinita. Una&nbsp;<strong>critica diretta al consumismo contemporaneo</strong>, all’urbanizzazione massima e al non rispetto nei confronti dell’ambiente.</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img width="600" src="https://ci4.googleusercontent.com/proxy/ZxqgNLNREpCPjFGMfC6sUA0O2ANPr9Xfg14eePkttGd-lK7RPzxCIXJ1seEirNhL0nnPGnYeVWXAQdkf-959fO30j-Y87DtTIOmgDSDjMlX53bg_LTq_Qw=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/streett.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Davide Toffolo?</em></strong><em> Un fumettista, cantautore e chitarrista italiano, frontman dei </em><strong><em>Tre Allegri Ragazzi Morti</em></strong><em>. Le sue opere grafiche riguardano sia i fumetti che le animazioni. Le sue opere grafiche riguardano sia i fumetti che le animazioni. Le sue due attività, fumettista e musicista, non sono separate, ma continuamente integrate da performance di disegno e musica, come le atmosfere musicali durante le sue mostre di fumetti o i videoclip dei singoli musicali. </em><strong><em>Chi è Marqus?</em></strong><em> Marco Gortana, in arte Marqus, è uno street artist di Pordenone. Ha studiato all’Accademia di Belle arti di Brera: da lì ha deciso di indirizzare la sua arte verso il muralismo e i disegni in grande scala. Ha lavorato e viaggiato in giro per il mondo, e da artista giovane e originale, regala la sua visione immaginaria di città ideali.</em><strong> Etnik- Via Settecamini 104, RomaObiettivo 12 &#8211; Consumo sostenibile</strong>L’urban artist di fama internazionale Etnik, attivo da oltre 30 anni nella scena dell’arte urbana, per il suo murales si è ispirato al goal numero 12 con ‘<strong><em>’La Casa nella Casa</em></strong>’’, il titolo del suo lavoro che oltre ad essere una visione sulla vera e propria <strong>architettura abitativa dedicata ai temi ecologici e di riciclo</strong> è allo stesso tempo uno spunto a lavorare su sé stessi, sulle nostre abitudini quotidiane. Con le sue illustrazioni geometriche fatto di forme, volumi e cromatiche che talvolta portano a figure astratte, Etnik vuole rappresentare <strong>l’equilibrio precario dell’essere umano</strong> e l’incessante velocità del mondo contemporaneo. Etnik anche con questo muro porta avanti una personale ricerca artistica capace di veicolare un forte messaggio, il punto di vista dell’artista sulla città e le parti di cui si compone, e con esso sviluppare la sua peculiare poetica.<br><br><img width="600" src="https://ci4.googleusercontent.com/proxy/eRMCZc67i0QNGbEIdD9-tFJKL6q3YhXUBQ2z3v12Ynt-WyfZQl98JsZ7aVUKj3B3c_S1IymEGAgdZqU4Dj_egalV2BHp8zuT9HEnnpXP1dfu3_whxi0=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/strrr.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Etnik?</em></strong><em> Artista di origine svedese attualmente di stanza a Torino, è attivo nella scena graffiti writing sin dai primi anni &#8217;90. È attualmente <strong>uno degli street artist più affermati al mondo grazie al suo inconfondibile stile</strong>. Durante la sua carriera ha ricercato sempre una nuova strada per superare i limiti classici della disciplina portando la pittura murale ad alti livelli, ideando e organizzando anche eventi che hanno messo in contatto i migliori artisti del panorama europeo. Dal 2001 il suo modo di dipingere comincia ad evolversi verso forme geometriche e architettoniche, partendo dal lettering che diviene la base su cui Etnik imposta l’intero impianto concettuale e compositivo della sua ricerca artistica. Oggi lavora nel suo studio a Torino, viaggiando molto per realizzare wall painting di grandi dimensioni e partecipare ad esposizioni in galleria in tutto il mondo.</em> <strong>Fabio Petani – Via Settecamini 100, RomaObiettivo 13 – Lotta al cambiamento climatico</strong>L’artista <strong>Fabio Petani</strong> ha interpretato il goal 13 rappresentando un ghiacciaio che si scoglie e che si trasforma in un deserto. Il tutto racchiuso all’interno di una <strong>clessidra astratta</strong> che sta a rappresentare il passare del tempo, prezioso per salvare il nostro ecosistema<br><br>.<img width="600" src="https://ci3.googleusercontent.com/proxy/QvT6IM58u4cJbuN_YavCaFnU9_6TKj5XErudTx_o-VI7ysVeY0G9a3KKj4eYZH-9sPf0YOvZAJ2nrVpy1Ff_-SVUArlXnINFgC5Dvz86k1BIDtrtTXS7imbK=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/petani_-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Fabio Petani?</em></strong><em> Fa parte dell’Associazione Il Cerchio E Le Gocce. I suoi lavori sono caratterizzati da una disordinata armonia di linee, forme e volumi che si integrano fra loro con colori tenui e armoniosi miscelati a elementi di rottura. La ricerca analizza l’aspetto chimico e molecolare degli oggetti da cui nasce un lungo lavoro di ricostruzione degli elementi della tavola periodica; una produzione sempre più ricca di particolari per far emerge una complessità organica in continua evoluzione. Ogni elemento chimico, come ogni pianta, ha in qualche modo una connessione con l’ambiente, lo spazio o il contesto dove il murale viene realizzato.</em> <strong>Barbara Oizmud – Metro B Ponte Mammolo, RomaObiettivo 14 – Vita sott&#8217;acqua</strong>Barbara Oizmud ha realizzato una <strong>riflessione capillare sulla vita sott’acqua</strong> e sulla sempre più ampia diffusione di <strong>microplastiche</strong> all’interno dei mari. L’opera sulla parete della metropolitana di Ponte Mammolo si chiama “<strong><em>Polline</em></strong>”, ed è dedicata alla flora e fauna acquatica. L’artista ha ragionato sul 14esimo obiettivo dell’Agenda ONU 2030, che mira a “<em>conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile</em>”. Il risultato del lavoro di Oizmud è <strong>una creatura ibrida finita negli abissi</strong>, causa e al tempo stesso cura di una ferita collettiva generata dall’uomo. Polline è persona e animale, è oggetto e corallo. Polline è uno specchio della nostra società.<br><br><img width="600" src="https://ci5.googleusercontent.com/proxy/H326bMx8YOFBLWnUN4NaNUXFKQmgXohDsFQ2AkiJhGjA-OO88lI1mUFhn4K_f-0jwE2QYzWqW5-io74d5xVn2GzaIgROB6qv0hINqminzcxy3L8=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/ss.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Barbara Oizmud?</em></strong><em> Fotografa e illustratrice, i suoi lavori sono pubblicati su riviste come Wired, Vanity Fair, Style, GQ, GQ Spagna, Rolling Stone, F Magazine, Financial Times, Cover Up, Shift Magazine, Topolino. Ha anche realizzato campagne fotografiche per clienti come Red Bull, Fox, Sky, Discovery, Fremantle Media, Universal, RomaEuropaFestival. Dal 2003 al 2006 ha lavorato come vignettista collaborando a progetti con la RAI, una delle principali emittenti televisive italiane. Nel 2016 Barbara sbarca a Los Angeles. È una dei cinque fotografi scelti dallo staff di David Lynch, provenienti da tutto il mondo, per realizzare un reportage fotografico del suo primo Music Festival &#8220;Festival of Disruption&#8221;.</em><br><br><strong>Natalia Rak – Via Settecamini 108, RomaObiettivo 15 – Vita sulla terra</strong>Il goal 15 è rappresentato dall’opera di <strong>Natalia Rak</strong>: un bambino, o forse una creatura dei boschi mentre seduto su un tronco, come nella tradizione fiabesca, suona il flauto, che attraverso la sua melodia dà vita ad una <strong>danza di piante, fiori e farfalle</strong>. La creatura è seduta su un tronco tagliato, simbolo di deforestazione e desertificazione e proprio su di esso suona, infondendo positività e speranza: non è troppo tardi per fermarsi e dare inizio a nuova vita<br><br> <img width="600" src="https://ci3.googleusercontent.com/proxy/cll5UsYvM5t3IZ9vuhVan2jfgfs9TIunCFMQkMsJ8dlvhXc0XsThmI-ixYDQsi7IYnBs0trbMBpl8TCnM7J6ri8f8zmpWIbwOx47AnsiM13WW0tYTNNMag=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/sttreet.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoi</em><br><br><strong><em>Chi è Natalia Rak?</em></strong><em> Dal 2011 l’artista polacca Natalia Rak crea dipinti su larga scala, sotto forma di splendidi murales. La sua arte è stata esposta in tutta Europa in città come Düsseldorf (Germania), Barcellona (Spagna) e Strasburgo (Francia). Inoltre, è stata presente in molte mostre collettive e ha partecipato ad alcuni dei più prestigiosi eventi di street art, come POW! WOW! (USA), Art Scape (Svezia), Mural Festival di Montreal (Canada), Blink (USA), Memorie Urbane (Italia). Il suo lavoro di spicco per il festival Folk on the Street di Bialystok &#8220;Legend of the Giants&#8221; è stato incluso nella serie &#8220;Sztuka ulicy &#8211; Street Art&#8221; pubblicata dalle Poste polacche.</em> <strong>Manuela Merlo in arte HUMAN – Via di Settecamini 102, RomaObiettivo 16 – Pace, giustizia e istituzioni solide</strong>L’artista ha rappresentato il goal 16 raffigurando una donna, <strong>simbolo della giustizia</strong>. Il volto della donna è impreziosito da due pendenti, che simboleggiano la bilancia della giustizia, mentre è intenta ad abbracciare e prendersi cura di una <strong>colomba bianca simbolo di pace</strong>. Quest’ultimo simbolo lo ritroviamo con nuova forma, attorno alla figura: due colombe-origami di carta che ci indicano la fragilità della pace.<br><br><img width="600" src="https://ci5.googleusercontent.com/proxy/Vm6m6deK0MIi1hreWczoak5YaLoPYZJBPl5g_IbLdCye3xwbe2-sK3FDGaZbqLE_LKKVzmjXrkK4x99ByBp8ShZ21efND52KEs7SyOK92XDduWv9aehL=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/streee.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Manuela Merlo?</em></strong><em> L’incontro con la StreetArt è dirompente per Manuela Merlo quando conosce i “Pittori Anonimi del Trullo” l’associazione culturale con i quali collabora in progetti sociali, operando sul territorio con numerosi di interventi di StreetArt in vari quartieri di Roma, in special modo nella borgata del Trullo.</em> <strong>NSN997 – Scuola Media Volterra, Via Vito Volterra 190, San Paolo, RomaObiettivo 17 – Partnership per gli obiettivi</strong>L’ultimo punto dell’Agenda ONU 2030 è un riepilogo dei precedenti e dà la chiave per realizzarli tutti: alla base deve esserci la <strong>collaborazione</strong> tra paesi ed un’armonia economica e politica globale. NSN997 hanno realizzato un muro dal titolo <em><strong>&#8220;Cooperazione&#8221;</strong></em> rappresentando <strong>l’unione di diverse discipline, saperi, culture, etnie e generazioni</strong> che compongono l’anello centrale, simbolo di una nuova visione del mondo, ecologica, egualitaria e sostenibile. <br><br><strong><em>Chi è NSN997?</em></strong><em> È il nome di una crew nata nel 1997 da tre graffiti writer. Nel 2014 hanno iniziato a sviluppare un loro stile, coerente con l&#8217;evoluzione della street art nell&#8217;ultimo decennio. Messaggi positivi, linguaggio grafico e semplice, pochi colori e scritte per parlare del lato migliore della società. Dal 2016 fanno parte del collettivo elKeller presso il CSA laTabacalera di Madrid. In questi anni NSN997 ha realizzato opere e laboratori partecipativi in scuole ed eventi pubblici. Le loro opere sono presenti in Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Belgio e Romania.</em><br><br><img width="600" src="https://ci4.googleusercontent.com/proxy/EOmtNUcPPPEU65o9Ih1ynDmrXkI1v55CUSSBRVRL0ljnCmny0GjQDEcdaDhG_gvRcD5lGIycwB9-EHSSyEkCtRolZbtvAWT8N2OPfurkO8BHtHFITg=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/stee.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br> <br><strong>Il progetto, </strong>promosso da<strong>ll’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, </strong>è <strong>vincitore dell&#8217;Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022 </strong>curato dal<strong> Dipartimento Attività Culturali </strong>ed è realizzato in collaborazione con<strong> SIAE e con il Patrocinio dei Municipi IV e VIII.</strong>Street Art for RIGHTS fa parte delle attività sviluppate da <strong>MArteSocial</strong>, un incubatore   incentrato sulla risoluzione di problematiche sociali attraverso progetti artistico-culturali che possano generare un impatto positivo sugli abitanti dei quartieri meno sviluppati che vertono in condizioni di disagio ed emarginazione. <strong>MArteGallery</strong> è uno spazio virtuale dedicato all’esposizione di opere artistiche in ogni campo (fotografia, pittura, scultura, grafica, etc.), il cui obiettivo principale è dare spazio a giovani emergenti, dare supporto ad artisti e gallerie, diffondere l’accessibilità della cultura e dell’arte con possibilità di acquistare le opere esposte. Una vera e propria &#8220;etichetta dell&#8217;arte&#8221; dedicata agli emergenti e alle gallerie, che offre management e consulenze di comunicazione ma anche supporto, conoscenza e strumenti per operare nel mondo dell’arte contemporanea.</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Le nuove sfide per lo sviluppo sostenibile</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2020 08:53:49 +0000</pubDate>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha incontrato Nicola Mazon &#8211; di <strong>AIESEC </strong>Verona &#8211; che ha parlato delle nuove sfide per lo sviluppo sostenibile, in particolare dopo essere stati colpiti, a livello globale, da una pandemia. </p>



<p>AIESEC è un nostro partner e ci ha fatto molto piacere invitare un giovane preparato perchè i <em>giovani </em>sono i professionisti del <em>Futuro</em>.</p>



<p></p>



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		<title>Cosa si è raggiunto nel primo Summit Umanitario Mondiale</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2016 08:02:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Giulia Carlini Il 23 e 24 maggio il mondo si è riunito a Istanbul per il primo Summit Umanitario Mondiale, promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon. &#160; Il 2015 è&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">
<p align="LEFT">di Giulia Carlini</p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p>Il 23 e 24 maggio il mondo si è riunito a Istanbul per il primo Summit Umanitario Mondiale, promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ban_ki_moon_inf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6038" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6038 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ban_ki_moon_inf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ban_ki_moon_inf" width="400" height="266" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ban_ki_moon_inf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ban_ki_moon_inf-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p>Il 2015 è stato un anno importante per gli impegni presi dalla politica internazionale attraverso numerose convenzioni quali l&#8217;agenda 2020 per lo sviluppo sostenibile, la COP21 e l&#8217;Accordo di Sendai.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Ban-Ki Moon era trasformare queste promesse in progetti concreti da attuare negli anni a venire. Per questo motivo, attraverso la sua Agenda per l&#8217;Umanità, egli ha invitato i leader mondiali a concentrare i loro sforzi politici su 5 focus principali:</p>
<ol>
<li>prevenire e risolvere i conflitti</li>
<li>sostenere le norme del diritto umanitario internazionale a tutela dell&#8217;umanità</li>
<li>rendere i processi umanitari e di sviluppo il più inclusivi possibile</li>
<li>finalizzare le azioni umanitarie sul terminare il bisogno dell&#8217;aiuto</li>
<li>investire nelle competenze locali in situazioni di fragilità, calcolando i rischi e incentivando risultati collettivi.</li>
</ol>
<p>Il report del Segretario Generale ha quindi dato vita al primo Summit Umanitario Mondiale della storia, riscuotendo molto successo: 9000 i partecipanti provenienti da tutto il mondo, inclusi 55 capi di Stato e di Governo, centinaia di rappresentanti del settore privato e migliaia di persone dalla società civile e dalle ONG. Un vero e proprio tour de force umanitario composto da 7 tavole rotonde, 15 sessioni speciali, 132 eventi satellite, e due giorni di riunione plenaria.</p>
<p>Moltissime le iniziative, le alleanze, gli accordi e i progetti lanciati nel Summit per rispondere alla Call to Action del Segretario Generale. Grazie al suo carattere eccezionalmente aperto e multi-rappresentativo, il vertice è riuscito ad analizzare le sfide del nostro tempo sotto nuovi punti di vista, grazie alle differenti esperienze, risorse e capacità dei partecipanti.</p>
<p>Per quanto riguarda il primo punto dell&#8217;Agenda per l&#8217;Umanità, il dibattito si è concentrato sulle misure concrete di prevenzione ai conflitti da attuare già nei primi stadi delle crisi, e sulla creazione di una leadership politica in grado di risolvere pacificamente i conflitti tramite efficaci processi di mediazione a livello regionale ed internazionale in cui condividere le buone pratiche dei paesi usciti con successo dalle proprie crisi interne.</p>
<p>Il secondo focus è stato affrontato tramite l&#8217;avvio di misure concrete per il rispetto del diritto internazionale umanitario, con particolare risalto alla protezione delle donne dalle violenze sessuali e alla necessità di proteggere le strutture e il personale medico nelle zone di guerra.</p>
<p>Il discorso sull&#8217;inclusività dei processi umanitari ha visto invece protagonisti i migranti e gli sfollati interni, le donne, i giovani e i disabili, grazie a iniziative quali Education Cannot Wait – fondo per l&#8217;educazione nelle emergenze avviato con un impegno iniziale di 90 milioni di dollari – e la Carta per l&#8217;Inclusione delle Persone Disabili nell&#8217;Azione Umanitaria.</p>
<p>Si è riconosciuta la necessità di mettere al centro del processo decisionale le persone coinvolte dalle crisi, non più relegandole al ruolo di beneficiari, per riuscire a estirpare il bisogno di un intervento umanitario. Questo è stato il punto di partenza da cui lanciare numerose iniziative, come la Partnership di Preparazione Globale (che aiuterà i 20 paesi più vulnerabili a fronteggiare gli shock futuri entro il 2020), il Network delle Organizzazioni Regionali Umanitarie, l&#8217;Alleanza Globale per le Crisi Urbane e la Connecting Business Initiative (per unire le risorse e il know how del settore privato nelle situazioni di emergenza).</p>
<p>Infine, è stato sottolineato come ai bisogni umanitari si debba rispondere tramite un finanziamento adeguato e prevedibile. Per questo motivo i rappresentanti degli Stati Membri dell&#8217;ONU si sono impegnati per aumentare il Fondo Centrale di Risposta alle Emergenze fino a 1 miliardo di dollari, mentre i donatori e i partner umanitari hanno creato un Grande Patto con cui portare fino a 1 ulteriore miliardo di dollari i risparmi per l&#8217;azione umanitaria, da investire almeno al 25% direttamente negli attori umanitari locali e nazionali entro i prossimi cinque anni.</p>
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