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	<title>agenzia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>agenzia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA): le nostre proposte all&#8217;UNHCR</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 09:42:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha presentato, presso le sedi dell&#8217;UNHCR di Roma e di Ginevra, il seguente documento: 9 dicembre 2019 Purtroppo l’opinione pubblica in Italia si presenta ancora spaccata in relazione ai&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani </strong></em>ha presentato, presso le sedi dell&#8217;UNHCR di Roma e di Ginevra, il seguente documento:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="410" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015-1024x410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13352" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015-1024x410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015-300x120.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015-768x307.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1192w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p>9 dicembre 2019</p>



<p>Purtroppo l’opinione pubblica in Italia si presenta ancora spaccata in relazione ai rifugiati che giungono sul territorio italiano scappando da guerre, conflitti sanguinosi, persecuzioni, e gravi violazioni dei diritti umani.  </p>



<p>Se da un lato tolleranza,
solidarietà, dialogo e soccorsi umanitari caratterizzano un lato
della medaglia; l’altro lato non si presenta così incoraggiante.
All’incontrario, è sufficiente ascoltare alcune voci di cittadini,
leggere alcuni commenti sui network-network per capire la severa
mancanza di comprensione e solidarietà. 
</p>



<p>Un grave problema che sta
a monte, è proprio l’ignoranza. Ci sono periodi in cui ogni giorno
e ogni sera il tema unico e principale è quello relativo agli
sbarchi; ma tali momenti sono soprattutto accompagnati da dati e
discussioni tra le fazioni politiche. Nonostante tali informazioni
siano necessarie da condividere con la cittadinanza, quello che manca
maggiormente è la presenza di momenti che permettano di forgiare le
conoscenze dei cittadini, e di condividere con loro quali siano i
motivi che spingono donne, uomini e bambini ad attraversare acque e
terre. 
</p>



<p>All’interno di una
tematica così vasta e complessa, il dialogo, la discussione e il
confronto sono ingredienti essenziali per creare consapevolezza. Ecco
che allora, il ruolo dell’educazione ed informazione torna ad
essere preponderante. L’educazione che inizia dietro i banchi di
scuola, e che dovrebbe maturare un senso di responsabilità in ogni
cittadino. Di conseguenza, l’educazione in merito ai diritti umani
e in merito alle sue sfide, come le violazioni che subiscono coloro a
cui viene attribuito lo status di rifugiato, è fondamentale e la sua
importanza non deve essere sottovalutata. Per questo motivo,
associazioni del campo, come Per I Diritti Umani, svolgono un ruolo
di prima linea nel forgiare futuri adulti cittadini coscienti,
consapevoli, informati e attivi. 
</p>



<p>Venendo al tema dei
minori non accompagnati, nel 2018 sono state presentate in Italia 3,9
mila domande di protezione internazionale da parte di minori
stranieri non accompagnati. Le stesse osservazioni conclusive
consegnate all’Italia da parte dello UN Committee in merito allo
stato di implementazione e attuazione della Convenzione ONU sui
diritti dei minori sul territorio Italiano, ha ribadito quanto sia
importante per il governo e autorità italiane continuare ad
indirizzare i propri sforzi ed energie in modo tale da garantire a
tali minori il godimento dei diritti sanciti nella Convenzione
stessa. Di conseguenza, tale impegno deve essere condiviso anche da
attori che quotidianamente lavorano a stretto contatto con minori e
adulti per la promozione di una “cultura dei diritti umani”. Per
questo motivo, risulta significativo lo sviluppo di nuove idee ed
iniziative volte a garantire l’integrazione degli stranieri non
accompagnati in Italia, e con l’obiettivo di supportare la corretta
attuazione dei diritti che li spettano. 
</p>



<p>È dunque necessario
assicurare che i minori stranieri non accompagnati, non appena
arrivano sul territorio di accoglienza, vengano supportati da
esperti, volontari ed affiancati da personale in grado di assistere i
loro bisogni. 
</p>



<p>Allo stesso modo, è
importante lavorare nuovamente sul fronte educativo, impegno che si
traduce in educare i piccoli e grandi cittadini. A questo fine, è
necessario continuare a elaborare progetti ed attività, come per
esempio la possibilità di tenere nelle scuole incontri formativi con
l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti in merito al significato
di “rifugiato” e in merito al ruolo che la Convenzione sui
Diritti del Fanciullo svolge tanto per loro stessi, quanto per loro
coetanei stranieri giunti in Italia senza un genitore. Questa
attività potrebbe prendere la forma di un vero e proprio programma,
per cui non si tratterebbe di un solo unico e sporadico incontro, ma
di un ciclo di incontri. All’aspetto teorico, si andrebbero ad
aggiungere attività di gruppo per mettere in pratica quanto
trasmesso e per sviluppare abilità come: team-working, condivisione
del proprio pensiero, ascolto critico, capacità di identificare
violazioni dei diritti dei minori e di prendere decisioni; insieme
alla crescita di attitudini, come empatia, solidarietà,
responsabilità e consapevolezza. Questo tipo di attività potrebbe
essere organizzata per studenti delle classi medie e superiori. 
</p>



<p>Mentre
nelle Università tali iniziative potrebbero rappresentare un vero e
proprio corso (corso a scelta-facoltativo) e che potrebbe risultare
di grande interesse soprattutto per svariati percorsi, tra cui
Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche, Medicina, Filosofia,
Lingue; le cui competenze, una volta sviluppate a conseguimento del
titolo di studio, possono risultare utili all’interno dell’Agenzia
ONU stessa. In questo contesto ovviamente i corsi sarebbero più
specifici e affrontati in profondità. Per esempio corsi su “il
diritto alla protezione internazionale”; “il caso dei minori non
accompagnati”; “Convenzione sui diritti del fanciullo e
convenzione di Dublino”. Il rapporto con le Università potrebbe
risultare una grande risorsa, grazie alla vastità di contatti e
risorse che dispongono. In questo modo, non solo l’educazione in
tale ambito è garantita, ma gli studenti hanno la possibilità di
entrare in contatto con un’Agenzia Specializzata di alto livello
ove in futuro potrebbero applicare le proprie competenze ed essere di
supporto. 
</p>



<p>Infine, un’ulteriore
proposta potrebbe essere considerata dall’UNHCR, anche se tale
suggerimento richiede maggiori sforzi e risorse. Per garantire una
corretta mobilitazione volta ad assicurare una efficace educazione in
merito all’argomento trattato, si potrebbero istituire sedi
regionali-locali di UNHCR in alcuni Paesi. Per esempio, in Italia
l’unica sede presente è a Roma; e potrebbe risultare utile
stabilire altre sedi nel nord e sud d’Italia. Tali sedi
supplementari farebbero poi riferimento a Roma, ma avrebbero la
possibilità di mobilitare le città limitrofe e organizzare proprie
iniziative e programmi. In questo modo, oltre a determinati
dipendenti, la sede può essere supportata da volontari, piccoli e
grandi, animati dalla volontà di contribuire. Così facendo,
l’organizzazione stessa di seminari ed eventi (come nelle scuole)
risulterebbe meno ostia grazie a rapporti più diretti con le
istituzioni. 
</p>



<p>Nicole Fraccaroli, per
Associazione Per i Diritti Umani</p>



<p>Paola Regina, Avvocato
internazionalista 
</p>
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			</item>
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		<title>«I responsabili del brutale omicidio di Giulio Regeni devono rispondere della loro azione e la richiesta di verità e giustizia deve essere soddisfatta da un’inchiesta veramente indipendente”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 08:05:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5305" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-5305 size-thumbnail" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-29-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (29)" width="150" height="150" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-29-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-29-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-29-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Le deputate europee Barbara Spinelli e Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL) chiedono all’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza di agire con forza per ottenere un’indagine del tutto indipendente sull’assassinio di Giulio Regeni. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gentile Vicepresidente, signora Mogherini,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2 febbraio 2016 il corpo di Giulio Regeni, il ricercatore italiano dell’Università di Cambridge scomparso al Cairo il 25 gennaio, è stato ritrovato in un fosso lungo una strada dei sobborghi del Cairo, con segni di orribili torture e di una morte violenta. Non è stato un semplice incidente “come ne capitano ovunque, senza conseguenze per la stabilità in Egitto”, come affermato da un influente membro del Parlamento europeo nel corso di una visita ufficiale al Cairo. Regeni stava svolgendo una ricerca sullo sviluppo dei sindacati indipendenti nell’Egitto del dopo-Mubarak e del dopo-Morsi. Questo ci rammenta che il governo militare egiziano non sta contrastando solo la minaccia terrorista ma, in parallelo, una vasta opposizione sociale, largamente negletta dai media e dai governi europei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giulio Regeni non era un giornalista né un attivista. Era uno studioso cosmopolita che amava l’Egitto e concepiva il proprio lavoro come un ponte tra società e culture. Nel corso della sua ricerca era entrato in contatto con persone e associazioni della società civile che erano oggetto della sua tesi di dottorato e al tempo stesso della feroce repressione troppo spesso perpetrata dagli apparati di sicurezza nazionale. Cercava di comprendere le rivendicazioni dell’opposizione sociale e di renderle visibili al mondo esterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molto probabilmente la sua ricerca sul campo è stata percepita come un’intromissione da stroncare nel più brutale dei modi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la sua morte, più di 4.600 accademici di tutto il mondo hanno firmato una lettera aperta chiedendo un’inchiesta sulla sua morte violenta e sul numero crescente di scomparse forzate in Egitto.[1]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il caso di Giulio Regeni si aggiunge alla lunga lista di sparizioni che si sono verificate in Egitto dopo la caduta del governo Morsi e l’elezione a Presidente di Abdel Fattah al-Sisi. Solo nel 2015, la Commissione Egiziana per i Diritti e la Libertà (ECRF) ha denunciato la scomparsa di 1.700 cittadini egiziani. Tra aprile e novembre di quest’anno, sono scomparse altre 503 persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo consapevoli che l’inchiesta sulla morte di Regeni non è ancora conclusa, e che l’indipendenza delle indagini non è garantita, ma crediamo che quanto è accaduto a lui e a migliaia di vittime egiziane come lui non possa essere trattato alla stregua di un “incidente”. Deve condurre a un ripensamento dell’appoggio fornito dall’Unione Europea al governo egiziano, assicurando che la questione dei diritti umani sia affrontata nella maniera più esplicita e in considerazione della loro sempre più palese violazione nel Paese, certificata da numerose Ong, da Human Rights Watch e da Amnesty International.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sottolineiamo la nostra preoccupazione per il ruolo che gli interessi economici e geostrategici degli Stati europei potrebbero assumere. Tale ruolo non deve portare a un abbassamento della nostra vigilanza sui diritti umani, sul pluralismo democratico, sulla libertà di parola, sul sindacalismo indipendente. È l’opposto che deve accadere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo ugualmente preoccupate per la politica di rimpatri adottata dall’Unione Europea nei confronti dei profughi provenienti dall’Egitto. Secondo L’agenzia Frontex, infatti, nel 2014 l’Egitto figurava nella classifica dei primi dieci Paesi per rimpatri forzati – benché secondo il rapporto <em>Egypt Progress 2014</em> “l’uscita dalle carceri e dai centri di detenzione è spesso condizionata alla partenza dall’Egitto, e le condizioni di asilo sono considerate un importante fattore di spinta (<em>push-factor</em>) per i migranti che tentano la fuga via mare”. Tali rimpatri sistematici violano il diritto d’asilo e di esame individuale di ciascuna domanda, e non tengono conto della situazione in Egitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le chiediamo, come Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, di agire con forza per ottenere un’indagine del tutto indipendente sull’assassinio di Giulio Regeni. I responsabili del suo brutale omicidio devono rispondere della loro azione, e la richiesta di verità e giustizia deve essere soddisfatta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Parlamento europeo ha già espresso in diverse occasioni la propria apprensione per la situazione dei diritti umani e sociali nel Paese: attraverso la risoluzione sulla libertà di espressione e di riunione in Egitto (17/07/2014), sulla situazione in Egitto (15/01/2015) e sul caso di Ibrahim Halawa, il cittadino irlandese detenuto, torturato e a rischio di pena di morte (12/12/2015). É per questo che La invitiamo a considerare la natura non accidentale di questa morte, per rendere finalmente operante un vero dialogo sui diritti umani e la democrazia nel quadro dell’Accordo di Associazione, e a sostenere la capacità della società civile egiziana di contribuire in modo più efficace al processo democratico e politico, come stabilito dal Piano d’Azione Ue-Egitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con i migliori saluti,</p>
<p>Barbara Spinelli – Marie-Christine Vergiat</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>QUI TROVATE L&#8217;APPELLO DI AMNESTY INTERNATIONAL:</p>
<p><a href="http://www.amnesty.it/Verita-per-Giulio-Regeni-la-campagna-di-Amnesty-International-Italia?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.amnesty.it/Verita-per-Giulio-Regeni-la-campagna-di-Amnesty-International-Italia?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/25/i-responsabili-del-brutale-omicidio-di-giulio-regeni-devono-rispondere-della-loro-azione-e-la-richiesta-di-verita-e-giustizia-deve-essere-soddisfatta-da-uninchiesta-veramente-indipenden/">«I responsabili del brutale omicidio di Giulio Regeni devono rispondere della loro azione e la richiesta di verità e giustizia deve essere soddisfatta da un’inchiesta veramente indipendente”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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