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	<title>aggressioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>aggressioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>International Day of Innocent Children Victims of Aggression e la Giornata Mondiale dell’Ambiente.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 07:29:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce e divulga il seguente comunicato e si impegna a sostenere la richiesta del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani di inserire la stessa nell&#8217;ambito delle materie&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>aderisce e divulga il seguente comunicato e si impegna a sostenere la richiesta del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani di inserire la stessa nell&#8217;ambito delle materie curriculari negli istituti scolastici pubblici. </p>



<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione del 4 e 5 giugno, intende ricordare due giornate internazionali fondamentali: l’International Day of Innocent Children Victims of Aggression e la Giornata Mondiale dell’Ambiente.</p>



<p> Attualmente si può constatare che il numero di bambini vittime dei conflitti armati o di violenze cresce inesorabilmente. Basta leggere i rapporti delle ONG o ascoltare i telegiornali per comprendere la gravità dell’impatto delle guerre sull’infanzia. La “Giornata internazionale dei bambini innocenti vittime di aggressione” è stata istituita il 19 agosto del 1982 con la risoluzione da parte dell’Assemblea generale dell’ONU numero ES-7/8. Successivamente, il 20 novembre 1989, l’Assemblea adottò la <em>Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In Italia sempre più bambini subiscono violenze o vengono uccisi dai propri genitori o parenti prossimi. Indubbiamente la condizione dei piccoli del mondo allarma e ci pone svariati problemi di coscienza nell’immediato; per questo motivo alcuni, probabilmente in buona fede, “si consolano” immaginando che per fortuna tali sciagure non riguardino il nostro Paese; invece gli episodi recenti di cronaca dimostrano tutto il contrario. Pertanto ogni singolo cittadino e la scuola in prima linea devono operare in modo tale da sventare soprusi o prevenire eventuali disagi ai danni dei fanciulli, rivolgendosi alle autorità competenti e avviando un dialogo con le istituzioni. Ogni bambino deve crescere in un ambiente protetto e accogliente, specialmente nelle comunità educative dove ha inizio il percorso futuro di cittadini. A tal proposito, il Coordinamento suggerisce nella giornate successive al 4 giugno di promuovere una serie di attività didattiche connesse alla tutela – illustrazione dei diritti dell’infanzia, magari in compagnia di figure qualificate (psicologi; operatori impegnati nel campo di riferimento). Gli studenti potrebbero reperire materiale per realizzare mappe digitali (blog; e-book, siti web) o cartacee esplicative della problematica in oggetto.  </em> </p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="300" height="303" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/diritti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12626" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/diritti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/diritti-297x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 297w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>



<p>
<em>In
merito alla “Giornata dell’ambiente”, occorre sensibilizzare
sempre più i giovani in funzione di un maggiore rispetto ambientale
attraverso un comportamento improntato alla consapevolezza civica e
alla tutela del pianeta e al risparmio energetico. Ognuno di noi può
fare tantissimo attraverso lo smaltimento corretto dei rifiuti e il
riciclaggio, soprattutto evitando di inquinare le aree naturali dei
nostri paesaggi.  </em>
</p>



<p>
<em>La
giornata internazionale dell’ambiente fu proclamata nel 1972
dall&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite. </em>
</p>



<p>
<em>Il
Coordinamento propone alle varie istituzioni scolastiche di
sviluppare progetti che permettano di limitare il consumo di prodotti
conservati mediante involucri di plastica.  </em>

</p>



<p>
Prof.
Romano Pesavento 
</p>



<p>
presidente
Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

</p>
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		<title>&#8220;Notizie di chiusura&#8221;. VI Rapporto della Carta di Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2018 08:44:11 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/12/15/notizie-di-chiusura-vi-rapporto-della-carta-di-roma/">&#8220;Notizie di chiusura&#8221;. VI Rapporto della Carta di Roma</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="color: #40454d; text-transform: none; line-height: 1.3em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 22px; font-style: normal; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-bottom: 10px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Presentato il VI Rapporto della Carta di Roma  “Notizie di chiusura”. L’alta visibilità mediatica, le cornici della sicurezza e della criminalità, la marginalizzazione dell’accoglienza e del soccorso in mare, la sovrapposizione dell’agenda della politica hanno determinato un inasprimento dei toni e del lessico non tanto in chiave allarmistica quanto di divisione e di inconciliabilità tra noi e gli “altri”</h3>
<div class="clear" style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; clear: both; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-bottom: 25px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11805" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1600" height="1200" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></div>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">È stato presentato alla Camera dei Deputati, lo scorso 11 dicembre,  il <strong>VI Rapporto della Carta di Roma “Notizie di chiusura”</strong>, un’analisi dei media italiani aggiornata al 31 ottobre 2018 e realizzata con l’Osservatorio di Pavia.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Nel suo saluto, <strong>Giuseppe Giulietti</strong>, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha parlato di come il significato di alcune parole sia stato rovesciato nel racconto mediatico. «Vorrei introdurre un modulo di contrasto alle parole d’odio condiviso e obbligatorio per tutti – ha detto – Tutti dovrebbero conoscere e rispettare la Carta di Roma».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«<em>Pacchia, crociera, clandestino, la paghetta dei 35 euro, invasione</em>, sono le parole con cui la politica fa la sua propaganda, ma che rimbalzano su tutti i giornali e su tutti i telegiornali, senza contraddittorio», afferma invece <strong>Valerio Cataldi, Presidente dell’Associazione Carta di Roma</strong>. Prosegue ribadendo la centralità delle parole che “possono trasformare la realtà” soprattutto rispetto ai concetti di responsabilità e di correttezza dell’informazione di chi scrive e riproduce quelle parole.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«La funzione sociale del giornalista è quella di essere arbitri del linguaggio utilizzato – <strong>dice il vicedirettore de L’Espresso Lirio Abbate</strong> – <em>Pacchia</em> e <em>invasione</em> sono parole disumanizzanti e anche <em>migrante</em> è diventata una parola politica. Io penso che sia la strumentalizzazione che si fa del migrante a generare paura. Oggi abbiamo paura di avere paura, e questo ci fa fare tanti errori, anche giornalistici».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><strong>L’attenzione sul fenomeno migratorio è stata maggiore nella tv e minore nella carta stampata</strong>. Sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali, si assiste a una riduzione di notizie sul tema rispetto agli anni precedenti: nel 2018 sono 834, contro le 1.006 del medesimo periodo nel 2017. Invece nei telegiornali di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7, aumenta il numero di notizie: 4058 nei primi dieci mesi del 2018, il 10% in più rispetto all’anno precedente.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«Fare la conduttrice di talk show significa spesso fare da mediatori tra le diverse posizioni in campo – <strong>sostiene la conduttrice di Agorà Serena Bortone</strong> – Bisogna parlare di tutto quello che succede perché il compito del giornalismo è quello di raccontare il mondo per favorire gli strumenti al politico per cambiarlo e ai cittadini per comprenderlo». Sul tema dell’immigrazione  aggiunge, «Si sono vinte e perse elezioni su questo argomento. La critica alla gestione del fenomeno, è diventata una critica al fenomeno stesso, risultata poi nella criminalizzazione del migrante».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«C’è stato un cambiamento di clima nei confronti dell’immigrazione – <strong>sostiene il politologo Ilvo Diamanti.</strong> – Fino a qualche anno fa, l’immigrazione veniva raccontata con i segni dell’accoglienza. Oggi non è più così. Siamo passati dalla comprensione e la pietà verso l’altro alla paura. E aver paura dell’altro mostra una crisi di identità da parte nostra. Sarebbe vantaggioso non avere paura, ma integrare, perché è ovvio che non possiamo soltanto subire un fenomeno».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Un filo conduttore dell’informazione nei sei anni analizzati è quello dell’emergenza permanente, il lessico adoperato delinea una cornice di «crisi infinita», endemica, che muta nel tempo e dilaga dalla cronaca al dibattito politico, interno all’Italia e tra istituzioni europee. Le parole simbolo degli anni esemplificano le mutazioni delle cornici della crisi: Lampedusa nel 2013, <em>Mare nostrum</em> nel 2014, Europa nel 2015, muri nel 2016, Ong nel 2017 e Salvini nel 2018.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">La presenza di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo nei notiziari del 2018 passa dal 7% dell’anno precedente, al 16%, ma non è una buona notizia perché i contesti tematici principali in cui sono presenti sono due: le aggressioni e gli attacchi di matrice razzista e i casi di caporalato e sfruttamento lavorativo.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«L’analisi del dibattito sulle pagine Facebook dei principali quotidiani italiani, in concomitanza del raid razzista a Macerata il 3 febbraio 2018, ha scatenato reazioni, anche feroci, sui social, mettendo in luce alcuni aspetti della comunicazione online – <strong>spiega il ricercatore Giuseppe Milazzo dell’Osservatorio di Pavia</strong> – la presenza e permanenza di un linguaggio apertamente ostile e discriminatorio, declinata in vari livelli, che vanno dagli insulti al turpiloquio, all’apologia della violenza contro un gruppo su base etnica».</p>
<div class="clear" style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; clear: both; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-bottom: 25px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"></div>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><strong><em>Per il sesto Rapporto Carta di Roma, “Notizie di chiusura” clicca <a href="https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2018/12/Notizie-di-chiusura.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">qui</a><br />
</em></strong></p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><em><strong>Per la sintesi di “Notizie di chiusura” clicca </strong></em><a href="https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2018/12/Sintesi_Notizie-di-chiusura.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>qui</strong></em></a></p>
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		<title>Nicaragua in fiamme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2018 06:41:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Tini Codazzi &#160; @Oswaldo Rivas (Reuters) E’ esplosa la pentola a pressione in Nicaragua. 3 giorni fa sono iniziate le proteste dei cittadini contro le nuove riforme sulle pensioni e sulle tasse,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"> </span></p>
<p>di Tini Codazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10555" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1960" height="1274" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters-768x499.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters-1024x666.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1960px) 100vw, 1960px" />@Oswaldo Rivas (Reuters)</a></p>
<p>E’ esplosa la pentola a pressione in Nicaragua. 3 giorni fa sono iniziate le proteste dei cittadini contro le nuove riforme sulle pensioni e sulle tasse, il governo ha approvato una legge per aumentare i contributi e ridurre l’ammontare delle pensioni, e in questo modo tentare di salvare l’INSS (Instituto Nicaragüense de Seguridad Social), l’INPS del Nicaragua. L’INSS è in default dopo anni di cattiva amministrazione, perché serviva da fondo cassa per finanziare progetti statali. Il governo non ha consultato nessuno, né sindacati, né imprenditori, né opposizione, ecc. Questa riforma arbitraria è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, evidentemente i nicaraguensi non sono molto contenti dopo tanti anni di governo di Daniel Ortega. L’attuale presidente è stato rieletto 4 volte, nel 2011 vinse dopo aver cambiato la costituzione per poter essere di nuovo candidato alla presidenza. Nel 2017 vinse per la terza volta consecutiva. Adesso ha il controllo di tutti gli enti statali compresi l’ufficio elettorale centrale, Il tribunale supremo di giustizia e il congresso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10556" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1960" height="1222" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE-768x479.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE-1024x638.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1960px) 100vw, 1960px" /></a>@Jorge Torres</p>
<p>Mercoledì scorso sono scattate le proteste. Da una parte c’è la società civile con, in prima fila, imprenditori del settore privato, studenti e pensionati, e dall’altra, la polizia e i “grupos de choque”, cioè gruppi di scontro, giovani studenti simpatizzanti del governo di Ortega e membri della gioventù sandinista, braccio politico del fronte sandinista comandato dal presidente. Sono usciti per strada muniti di sassi, tubi e armi bianche, volto coperto e sulle moto hanno aggredito i manifestanti in modo brutale e violento. Finora ci sono un’ottantina di feriti, altrettanti di detenuti e 10 morti.</p>
<p>In questi giorni il governo ha ordinato di oscurare 5 reti televisive private e indipendenti, ha vietato di trasmettere le immagini delle manifestazioni. La rete locale <em>100% Noticias</em>, che trasmetteva in diretta le proteste, è stata oscurata violentemente. Diversi giornalisti sono stati aggrediti.</p>
<p>Il 19 aprile, il Centro Nicaraguense dei Diritti Umani (CENIDH) ha pubblicato un comunicato dove ripudia queste riforme chiamandole “criminali”. Dicono che costituiscono il più grande retrocesso in materia di diritti sulla previdenza sociale, essendo una grave violazione dei diritti umani commessa dal regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo, vicepresidente, nonché moglie di Ortega. Una commissione del CENIDH ha potuto verificare la brutale aggressione di cui sono state vittime centinaia di giovani da parte di brigate motorizzate. Condannano la repressione generalizzata alla popolazione, tra cui giovani studenti, giornalisti, attivisti dei diritti umani che, legittimamente manifestavano pacificamente in diversi punti del paese.</p>
<p>Staremo attenti agli sviluppi per diffondere questo ennesimo sopruso alla popolazione dell’America Latina.</p>
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		<title>Ucciso Abdiaziz Mohamed Ali, giornalista di Radio Shabel</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 10:54:43 +0000</pubDate>
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<div class="entry">
<div class="article-maincolblog">
<p>Un altro giornalista di Radio Shabelle è stato ucciso ieri a Mogadiscio. Si chiamava Abdiaziz Mohamed Ali Haji ed è stato freddato in un vero me proprio agguato da due uomini rimasti sconosciuti. Radio Shabelle già in passato ha subito gravi torti ed aggressioni, tanto che ripetutamente, nel 2014 e nel 2015, alcuni suoi esponenti sono stati premiati dalla FNSI in manifestazioni pubbliche in Italia.</p>
<div id="attachment_429" class="wp-caption alignleft">
<p><a href="http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/1474997521963.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-429 " src="http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/1474997521963-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Abdiaziz Mohamed Ali " width="300" height="168" /><noscript>&amp;amp;amp;amp;lt;img class=&#8221;size-medium wp-image-429 &#8221; alt=&#8221;Abdiaziz Mohamed Ali &#8221; src=&#8221;http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/1474997521963-300&#215;168.jpg&#8221;?utm_source=rss&utm_medium=rss width=&#8221;300&#8243; height=&#8221;168&#8243; /&amp;amp;amp;amp;gt;</noscript></a></p>
<p class="wp-caption-text">Abdiaziz Mohamed Ali Haji</p>
</div>
<p>Il rappresentante speciale del Segretario generale dell&#8217;ONU (SRSG) per la Somalia Michael Keating ha condannato fermamente l&#8217;assassinio del giornalista. &#8220;Il Sig. Ali &#8211; ha detto Keating &#8211; era un giornalista curioso, esperto e pieno di risorse, che ha regolarmente coperto tutte le conferenze stampa offerte dalla comunità internazionale a Mogadiscio. La sua morte – ha proseguito Keating &#8211; rappresenta una grande perdita per la comunità giornalistica del paese e vogliamo estendere il nostro pensiero e le condoglianze ad amici e parenti del signor Ali.&#8221;</p>
<p>All&#8217;inizio di questo mese, UNSOM e l&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno pubblicato un rapporto sul diritto alla libertà di espressione che descrive la Somalia come &#8220;un ambiente operativo pericoloso&#8221;, dove giornalisti e operatori dei media sono particolarmente colpiti. Nel 2015 la Somalia è stato classificata come il peggior paese dal Comitato per la protezione della stampa che monitora i crimini contro giornalisti e operatori dei media di tutto il mondo.</p>
<p>L’uccisione di Abdiaziz Mohamed Ali Haji, secondo UNSOM, è il 31° omicidio di un giornalista dal 2012 in Somalia ed il 14° di Radio Shabelle. UNSOM ha chiesto anche alle autorità somale a compiere ogni sforzo per portare davanti alla giustizia i responsabili di questo crimine odioso, ma nessuno è mai stato processato in Somalia per delitti contro la stampa.</p>
<div id="attachment_430" class="wp-caption alignleft">
<p><a href="http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/Mohamud-premia-Jebril-Africa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-430" src="http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/Mohamud-premia-Jebril-Africa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Il Presidente Mohamud premia Jebril e Africa" width="240" height="160" /><noscript>&amp;amp;amp;amp;lt;img class=&#8221;size-full wp-image-430&#8243; alt=&#8221;Il Presidente Mohamud premia Jebril e Africa&#8221; src=&#8221;http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/Mohamud-premia-Jebril-Africa.jpg&#8221;?utm_source=rss&utm_medium=rss width=&#8221;240&#8243; height=&#8221;160&#8243; /&amp;amp;amp;amp;gt;</noscript></a></p>
<p class="wp-caption-text">Il Presidente Mohamud premia Jebril e Africa</p>
</div>
<p>Anzi, gli esponenti della Polizia Politica Abdicasis <em>Africa e Jebril</em> Abdi, accusati dello stupro di una giornalista di Radio Kasmo, la Radio delle donne, sono stati recentemente premiati dal Presidente Hassan Sheikh Mohamud.</p>
</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/30/ucciso-abdiaziz-mohamed-ali-giornalista-di-radio-shabel/">Ucciso Abdiaziz Mohamed Ali, giornalista di Radio Shabel</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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