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	<title>Ahed Tamimi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Ahed Tamimi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Lettera e petizione del padre di Ahmed Tamini</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Feb 2018 07:36:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il processo all&#8217;attivista palestinese Ahmed Tamimi è slittato al 6 febbraio. Intanto il padre ha scritto una lettera e ha lanciato una petizione e Associazione per i Diritti umani chiede a tutte/i di firmarla.&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il processo all&#8217;attivista palestinese Ahmed Tamimi è slittato al 6 febbraio. Intanto il padre ha scritto una lettera e ha lanciato una petizione e <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>chiede a tutte/i di firmarla. Grazie.</p>
<p><input name="cid" type="hidden" value="27228" /><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/66_medium_5a69e99ed5b92_631x316.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10083" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/66_medium_5a69e99ed5b92_631x316.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="631" height="316" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/66_medium_5a69e99ed5b92_631x316.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 631w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/66_medium_5a69e99ed5b92_631x316-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 631px) 100vw, 631px" /></a></p>
<div class="content-btm"></div>
<div class="open-letter-intro">Firma la lettera ai leader mondiali:</div>
<div class="open-letter-intro"></div>
<div class="open-letter-intro-quote"><i>&#8220;Chiediamo la liberazione di Ahed e di tutti i bambini e minori palestinesi detenuti ingiustamente nelle prigioni militari.</p>
<p>La comunità internazionale deve mettere fine ai maltrattamenti e alla detenzione di minorenni in queste carceri. Si è passato ogni limite.</p>
<p>Ad Ahed e a tutti gli altri ragazzi nelle prigioni militari israeliane: siamo con voi, e vi portiamo nel cuore. Non ci fermeremo finché non sarete liberi. Non siete soli.&#8221;</i></div>
<p><b>Maggiori informazioni</b>:</p>
<p>Un mese fa <b>i soldati sono entrati nella nostra casa nel cuore della notte per arrestare mia figlia 16enne</b>. Oggi è ancora rinchiusa in una cella al gelo.</p>
<p>Ho dedicato la mia vita alla resistenza civile. È per questo che ora l&#8217;esercito trattiene mia figlia: vogliono toglierci la speranza. Ma da 8 anni sono anche membro di Avaaz, e ho visto la forza e i risultati che può raggiungere la nostra comunità quando è unita contro l&#8217;ingiustizia.</p>
<p>Il caso della mia bambina va in aula tra pochi giorni, il 6 febbraio &#8212; ma nel 99% dei casi quando l&#8217;imputato è palestinese, anche se si tratta di ragazzi, i tribunali militari israeliani arrivano a una condanna. <b>Vi prego di unirvi al mio appello qui sotto, </b> &#8212; lo faremo arrivare direttamente ai leader di tutto il mondo.</p>
<p>Quando l&#8217;ho vista in tribunale era pallida e tremava, era in manette e sofferente. Avrei voluto piangere ma non potevo, dovevo essere forte per lei.</p>
<p>Poi il giudice ha negato il rilascio su cauzione e ora Ahed rischia di restare in prigione per mesi o anni prima ancora di arrivare a un processo. Non c&#8217;è ragione che giustifichi tutto questo! L&#8217;hanno portata via per aver schiaffeggiato un ufficiale armato fino ai denti, dopo che i soldati avevano sparato a suo cugino più piccolo fratturandogli il cranio. Ma invece di fare qualcosa per chi ha sparato a un bambino, se la prendono con mia figlia e ora la stanno accusando anche di altri 12 crimini.</p>
<p><b>Dal 2000 ad oggi sono stati arrestati oltre 12mila bambini e ragazzi palestinesi</b>! A prescindere dalla posizione di ognuno di noi su questo conflitto, nessun bambino dovrebbe finire in un carcere militare senza almeno un giusto processo, rischiando abusi di ogni tipo!</p>
<p>Sto contattando personalmente ambasciatori e consoli, ma <b>la mia voce da sola non basta</b>. Per questo vi chiedo di unirvi a me. Sappiamo che il tribunale militare non vuole attirare l&#8217;attenzione internazionale e che i politici israeliani vogliono evitare che la storia dei minori in carcere diventi uno scandalo pubblico. <b>Firma ora &#8212; abbiamo pochi giorni</b>.</p>
<p>La forza e la passione di questo movimento per la libertà, la giustizia e la creazione di un mondo migliore per i nostri figli mi hanno sempre ispirato. Per questo vi scrivo, perché so che se c&#8217;è qualcuno o qualcosa che può liberare Ahed e gli altri bambini incarcerati, è Avaaz.</p>
<p>Bassem Al-Tamimi con il team di Avaaz</p>
<p>PS: Il team di Avaaz ha preparato <a title="Link: https://avaazpress.s3.amazonaws.com/Child+Detention+Fact+Sheet_IT.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" href="https://avaazpress.s3.amazonaws.com/Child+Detention+Fact+Sheet_IT.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="nofollow">una scheda informativa</a> con un approfondimento sul trattamento dei minori palestinesi da parte dell&#8217;esercito israeliano. (In inglese, una traduzione in italiano sarà disponibile al più presto allo stesso link).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Per firmare la petizione: https://secure.avaaz.org/campaign/it/free_ahed_global_loc/?slideshow&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></p>
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		<title>Quando una ragazza dai capelli rossi sfida i soldati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 09:33:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10004" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/ahed-tamimi-a-16yearold-palestinian-protests-before-israeli-forces-in-picture-id897118250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img aria-describedby="caption-attachment-10004" loading="lazy" class="size-full wp-image-10004" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/ahed-tamimi-a-16yearold-palestinian-protests-before-israeli-forces-in-picture-id897118250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="630" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/ahed-tamimi-a-16yearold-palestinian-protests-before-israeli-forces-in-picture-id897118250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 630w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/ahed-tamimi-a-16yearold-palestinian-protests-before-israeli-forces-in-picture-id897118250-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></a><p id="caption-attachment-10004" class="wp-caption-text">Ahed Tamimi (L), a 16-year-old Palestinian, protests before Israeli forces in the West Bank village of Nabi Saleh, north of Ramallah, on May 12, 2016, after a demonstration following Friday prayers in solidarity with Palestinian prisoners on hunger strike in Israeli jails.<br />Israel&#8217;s army arrested Ahed Tamimi on December 19, 2017, after a video went viral of her slapping Israeli soldiers in the occupied West Bank as they remained impassive. / AFP PHOTO / ABBAS MOMANI (Photo credit should read ABBAS MOMANI/AFP/Getty Images)</p></div>
<p>Sono discordanti le ultimissime notizie riguardanti la liberazione o meno di <a href="http://www.dailymail.co.uk/wires/afp/article-5226709/Israel-charges-Palestinian-teen-viral-slap-video.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Ahed Tamimi ,</a> la 16enne di Ramallah, divenuta “simbolo della resistenza palestinese” che deve rispondere di 12 capi d’accusa, in seguito alla diffusione di un video, divenuto virale, nel quale colpisce con schiaffi e calci dei soldati israeliani in Cisgiordania.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa sarebbe la prova del “crimine” di <a href="https://twitter.com/hashtag/AhedTamimi?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#AhedTamimi</a>…<a href="https://t.co/0bciWzmrfW?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://t.co/0bciWzmrfW?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ahed e la cugina – Nour, 20 anni, già incriminata – si avvicinano a due soldati israeliani, li esortano ad andarsene, li spintonano e li prendono a schiaffi. Loro non rispondono alle provocazioni e in seguito sosterranno di essersi trovati in quella zona per impedire ai palestinesi di lanciare pietre contro gli automobilisti israeliani.</p>
<p>Il 19 dicembre scorso la ragazza è stata arrestata a causa di questo episodio, divenendo un simbolo per i palestinesi, che hanno riempito i social media con elogi e parole di sostegno e hanno dato il via a diverse campagne, chiedendo la sua liberazione.</p>
<p>L’accusa, dal canto suo, sta cercando di sgretolare questa immagine di eroina costruita intorno alla sua persona, definendo la ragazza una pedina nelle mani della famiglia, che le chiederebbe di esibirsi in rimostranze sceniche, così da diventare il volto della protesta e raccogliere consensi intorno alla causa.</p>
<p>Con lei in carcere c’è anche la madre Nariman, accusata, tra l’altro, di utilizzare Facebook per “incitare le persone a commettere attacchi terroristici”. L’8 gennaio si terrà la prossima udienza e madre e figlia rimarranno in custodia almeno fino a quella data. I pm hanno chiesto che la detenzione prosegua sino alla fine del processo. In caso di condanna, le attendono diversi anni di prigione.</p>
<p>Chi la difende, sostiene che alla base dell’arresto della minorenne ci sarebbe il fatto che il suo volto sia diventato il simbolo di quella che viene definita la “nuova coraggiosa giovane generazione palestinese”, nel tentativo di tenerla lontana dalle rivolte e dai riflettori per lungo tempo.</p>
<p>Seguiremo la sua vicenda, statene certi!</p>
<p><img class="no-display appear" alt="" data-mep="2339745" data-credit="Getty Images" /><br />
<img class="no-display appear" alt="" data-mep="2339746" data-credit="Getty Images" /></p>
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