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	<title>Aia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Venezuela. La legge contro l’odio Vs La Corte Penale Internazionale dell’Aia</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2018 08:50:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Tini Codazzi</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/th-207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10120" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/th-207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="474" height="316" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/th-207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 474w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/th-207-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’8 febbraio 2018 sarà una giornata da ricordare nella storia del Venezuela. La Corte Penale Internazionale dell’Aia inizierà le indagini preliminari sugli abusi commessi dal governo del Venezuela. Il Procuratore Fatou Bensouda ha dichiarato quanto segue: “L’indagine preliminare sulla situazione in Venezuela analizzerà i reati presumibilmente commessi in questo Stato da almeno aprile 2017, nel contesto delle manifestazioni e dei relativi disordini politici. In particolare, è stato affermato che le forze di sicurezza dello Stato hanno fatto ricorso a forze eccessive per disperdere e reprimere manifestazioni e hanno arrestato e detenuto migliaia di membri effettivi o presunti dell&#8217;opposizione, alcuni dei quali sarebbero stati presumibilmente soggetti a gravi abusi e maltrattamenti in detenzione. È stato anche riferito che alcuni gruppi di manifestanti hanno fatto ricorso a mezzi violenti, con la conseguenza che alcuni membri delle forze di sicurezza sono stati feriti o uccisi” Potrebbe esserci una svolta definitiva della situazione venezuelana e quindi il governo essere indagato per violazione dei diritti umani e crimini di lesa umanità. Un primo passo importantissimo.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/thDTY57XQI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10121" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/thDTY57XQI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="307" height="195" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/thDTY57XQI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 307w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/thDTY57XQI-300x191.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 307px) 100vw, 307px" /></a></p>
<p>Nel frattempo la Corte Penale valutava ed esaminava la richiesta sul Venezuela, Érika Palacios di 44 anni e Ronald Sevilla di 25 sono stati fermati dalla polizia il 3 gennaio scorso e saranno processati per istigazione all’odio. Quale è il motivo del fermo? Aver protestato per la mancanza di cibo nella zona dove loro vivono.</p>
<p>Queste sono le prime due vittime dell’applicazione della “legge contro l’odio, per la convivenza pacifica e la tolleranza”, una nuova normativa approvata dalla fraudolenta Assemblea Costituente (ANC) di Nicolas Maduro a novembre dell’anno scorso. Già il nome della legge fa venire un sorriso amaro sulle labbra perché è una contradizione assoluta. Ormai non c’è bisogno di chiarire le condizioni in cui vivono i venezuelani, ne parlare della mancanza di libertà d’espressione, dei prigionieri politici, ecc. E’ un regime dittatoriale, è un paese sotto sequestro, è una narco dittatura che promuove l’odio e l’intolleranza e che fa una legge contro l’odio e l’intolleranza… inspiegabile…</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/untitled-1162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-10122 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/untitled-1162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="288" height="216" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Questa legge viola 7 articoli della Costituzione Venezuelana, 6 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e infine, 2 articoli del Patto internazionale sui diritti civili e politici. La sua applicazione viola le garanzie costituzionali e lo stato di diritto. L’articolo 2 della legge parla delle azioni a carico dello stato e della società, mirate a promuovere e garantire la convivenza pacifica e stabilisce i seguenti valori e principi: preeminenza dei diritti umani, della vita e dell’amore, democrazia, convivenza, libertà, uguaglianza e non discriminazione, fratellanza, giustizia, diversità, rispetto, tolleranza, solidarietà, responsabilità, pluralità, equità di genere. Gli articoli 3, 4, e 5 parlano del diritto alla pace, l’Art. 9 parla della pace nel sistema educativo, l’Art. 20 stabilisce una pena da 10 a 20 anni di carcere a chi pubblicamente fomenti, promuova o inciti l’odio, la discriminazione o la violenza attraverso qualunque mezzo di diffusione pubblica o per strada. In parole povere e praticamente, come abbiamo già capito con Érika e Ronald, si legittima l’abuso di potere e si limita il diritto a protestare, a parlare, a manifestare pubblicamente e pacificamente. E’ importante aggiungere che anche i commenti e le denunce attraverso i Social Network sono nel mirino di questa sporca legge. Se esci di casa e dici ad alta voce che hai fame, che i tuoi figli muoiono di malattie perché non puoi comprare alimenti e/o medicine, potresti essere fermato dalla polizia e andare in carcere per 20 anni, peggio di un omicidio. Incredibile.</p>
<p>Enrique Aristiguieta Gramcko, di 84 anni, è un rispettato dirigente politico che nel lontano 1958 fecce parte della Giunta Patriotica che rovesciò l’allora dittatore venezuelano Marcos Pérez Jiménez. E’ sempre stato uno dei più feroci critici di Nicolas Maduro. Venerdì scorso, nella notte, è stato fermato e portato via da casa sua ) con l’accusa di istigazione all’odio, Il Servizio di Intelligenza Nazionale Bolivariano (Sebin), l’ha preso senza ordine di cattura, senza preavviso perché non aveva commesso nessun delitto… il solito modus operandi della polizia di Maduro. Perché si sono portati via in modo così arbitrario un uomo di 84 anni? Perché è un politico, un uomo autorevole e serio che critica il governo, che chiama all’astensione nelle prossime elezioni presidenziali e che vuole il ritorno della democrazia. E’ stato fermato per poche ore per poi essere rilasciato senza spiegazioni. Quindi, abbiamo già capito che se si parla, si denuncia o si da una opinione personale che non è nelle stesse corde del governo, si va in prigione, senza se e senza ma, semplice e chiaro. Questo è solo l’inizio della messa in pratica di questa inconcepibile legge. Vedremo tante altre persone entrare in prigione con l’accusa di terrorismo, istigazione alla violenza o all’odio, possesso di materiale esplosivo, ecc. che sicuramente su twitter, facebook o semplicemente per strada hanno solo detto che il paese è sprofondato nella più assoluta miseria e che sicuramente il responsabile è il governo. Si va in prigione perché si dice la verità. Un regime nasconde le cose che fa sotto una legge arbitraria, illegale e che semina il terrore.</p>
<p>L’anno scorso, Delcy Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente, appena è stata approvata la legge, ha detto: “la legge contro l’odio sarà la strada verso la spiritualità e sarà anche un omaggio a tutti i venezuelani che hanno perso la vita tra aprile e luglio del 2017 durante le proteste di massa contro il governo”.</p>
<p align="JUSTIFY">Allora mi chiedo: questa risposta da parte del governo alle denunce della signora Erika, di Ronald e del sig.re Aristiguieta Gramcko è sinonimo di convivenza pacifica, tolleranza, amore, responsabilità, democrazia, rispetto dei diritti umani, convivenza, equità di genere e/o giustizia? E’ 100% una democrazia basata sulla pace, come dicono loro? Anzi, è stato l’unico modo che il governo ha trovato per far tacere tutto un paese, mettendo un bavaglio “legale”, censurando tutto e tutti. Giornalisti, politici, attivisti dei diritti umani, intellettuali, studenti e gente comune. Dissentire dal governo su qualunque argomento è istigazione all’odio e a all’intolleranza.</p>
<p>Un punto in più da esaminare nella Corte Penale Internazionale dell’Aia.</p>
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		<title>Venezuela: scudi di legno e popolo fantasma</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 10:47:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Tini Codazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1076.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9113" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1076.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1076.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1076-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1076-768x512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>“Yo soy libertador”, questa frase era scritta nella maglietta che indossava Neomar Lander, studente di liceo di 17 anni il giorno in cui è stato ammazzato da una bomba lacrimogena lanciata al petto. Lui è uno dei tanti ragazzi venezuelani morti in mano alla Polizia Nazionale Bolivariana del Venezuela e alla Guardia Nazionale Bolivariana, due corpi di forze dell’ordine che: sparano, picchiano, torturano, rubano e terrorizzano sistematicamente la gente sotto gli ordini del ministero della difesa e della presidenza. Con l’inizio delle manifestazioni di piazza ad aprile è nato un movimento spontaneo studentesco e giovanile battezzato con il nome di “<i>Resistencia</i>”, lottano contro le forze dell’ordine della dittatura muniti di caschi in testa e scudi di legno per proteggersi dai lacrimogeni e dai proiettili. Sono ragazzi che in prima linea durante gli scontri lanciano indietro i lacrimogeni che cadono per terra e sassi, la maggioranza non ha mai conosciuto “l’altra” Venezuela, quella libera, sì con problemi e sottosviluppo, ma aperta, sorridente, lavoratrice, fiduciosa e tranquilla. Ragazzi forti che non vogliono vivere in dittatura, di tutte le classi sociali, pieni di rabbia dentro. Sono loro gli obbiettivi della Polizia e della Guardia, sono ricercati anche fuori dalle manifestazioni, ma il pericolo è che potrebbero essere come una pentola a pressione, con il passare dei giorni sono sempre più agitati e nervosi, poco obiettivi e forse questo sminuisce l’origine della resistenza pacifica e ragionata, la paura è che questa “<i>Resistencia</i>”, quasi poetica, possa voltarsi contro loro stessi per il potere che ha il governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1073.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9114" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1073.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1073.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1073-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1073-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1073-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1073-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a>@FMPinilla</p>
<p>Molti di questi giovani sono tra le 108 persone morte negli ultimi due mesi di agitazioni, una cifra ovviamente non confermata dal governo, perché la versione ufficiale è di 75 deceduti. La situazione giorno dopo giorno diventa sempre più complicata e tragica. Le diverse manifestazioni di piazza avvengono tutti i giorni e con modalità diverse, adesso la società civile si organizza per fare quello che chiama il “<i>plantón</i>”, cioè il fermo o il blocco: per un tot di ore al giorno le città si paralizzano, le persone non lavorano e chiudono strade, tangenziali e arterie varie del paese. Una ribellione pacifica in assoluto contrasto con il comportamento della Polizia Bolivariana e la Guardia Nazionale che per far allontanare le persone commettono dei soprusi inimmaginabili: terrorizzano con i loro blindati e le loro moto, rubano borse e cellulari, picchiano uomini e donne disarmati, sparano, sequestrano, arrestano senza dare informazioni dei luoghi dove portano le persone. Ci sono stati più di 3000 arresti solo in questo periodo, prigionieri rinchiusi in posti non ufficiali, bensì in luoghi improvvisati dove torturano, maltrattano e violentano i detenuti. Tutto questo in totale impunità, le reti sociali come twitter e instagram sono piene di questi fatti, perché per fortuna c’è sempre qualcuno con un cellulare in mano che registra, diffonde e denuncia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1075.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9115" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1075.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="750" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1075.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1075-300x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<p>Un altro capitolo è quello dei prigionieri politici, si sa in modo non del tutto ufficiale che dal 2003 sotto il governo di Hugo Chávez è iniziata questa violenza. Il “Foro Penal Venezolano”, una ONG molto attiva nata per difendere i diritti umani dei cittadini, ha denunciato 397 prigionieri politici in tutto il paese. Nel mondo si conoscono alcuni nomi che sono diventati simboli, ma degli altri, più di 390 uomini e donne rinchiusi nelle diverse carceri venezuelane non sa niente, non se ne parla, sembrano fantasmi e siccome sono sconosciuti, e non sono personaggi pubblici ma gente normale, sono i più maltrattati e torturati. Leopoldo Lopez, dirigente politico del partito Voluntad Popular detenuto nel 2014 in un carcere militare e condannato a 13 anni, è forse il simbolo principale di questa ingiustizia. Antonio Ledezma, sindaco di Caracas e senatore della Repubblica detenuto nel 2015 è agli arresti domiciliari. Il Generale Ángel Vivas, detenuto ad aprile di quest’anno e ripetutamente torturato a seconda delle denunce della sua famiglia. Questi nomi sono i più conosciuti, ma chi conosce Lorent Saleh, presidente di una ONG, detenuto dal 2014 e rinchiuso ne “La Tumba”? . O Steyci Escalona, attivita umanitaria di 31 anni, detenuta a gennaio di quest’anno e prigioniera in un carcere militare? Nominare tutti i 397 prigionieri sarebbe un atto dovuto, perché ognuno di loro è importante, ognuno è un essere umano e merita rispetto. E’ anche importante continuare a parlare e denunciare quello che succede a “La Tumba”, carcere con sette celle di tortura di massima sicurezza ubicata sotto terra nel cuore di Caracas, un luogo in cui immaginiamo ci possano essere i più sanguinolenti terroristi islamici e non semplici studenti universitari, perché gli ospiti di queste agghiaccianti celle sono tutti giovani studenti o giovani rappresentanti politici che hanno soltanto, in questi ultimi anni, manifestato il loro dissenso e aiutato la popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1074.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9116" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1074.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1074.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1074-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1074-768x512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>A tutto questo si può aggiungere la politica di terrore che questo regime sta mettendo un atto nelle principali città del paese. In alcuni casi i cosiddetti “comandos”, paramilitari al comando del governo passano con le loro moto nei quartieri delle città e spaventano la gente, sembrano dei branchi di bestie fuori controllo: saccheggiano negozi, rubano, terrorizzano anziani e bambini, distruggono macchine e palazzi e visto che ci sono, feriscono o picchiano a sangue qualcuno che ha il coraggio di uscire per difendere la propria casa o la propria famiglia. Il regime, non contento, ha dato ordini anche alla Polizia Bolivariana di fare la stessa cosa, quindi non solo entrano nei quartieri i “comandos”, ma anche la Polizia per fare la stessa cosa e per di più, effettuare arresti arbitrari. Terrore costante, di giorno e di notte. Alcuni di questi civili arrestati sono poi messi in libertà, altri invece vengono sequestrati o processati, in base a fatti inesistenti, da tribunali militari. Il Foro Penale Venezuelano ha dichiarato che in questo periodo 415 civili sono stati processati da tribunali militari e invece 404 civili sono ormai diventati prigionieri politici. Il perché di questi arresti è soltanto il dissenso descritto attraverso le parole durante manifestazioni, o durante le assemblee universitarie, o scrivendo articoli sul giornale, o rilasciando interviste in TV, o scrivendo Twitter o messaggi sui social network, o difendendo altri prigionieri politici o semplicemente partecipando alle manifestazioni… queste sono le motivazioni. Questa è la dittatura. Non parlare, non sentire e non guardare. Ma siccome il popolo ha fame e sta morendo, i ragazzi della “<i>Resistencia</i>” si stanno innervosendo, altro che non parlare e non guardare, ormai si urla e si diffondono tutti i soprusi quotidiani, si denunciano gli arresti, le violazioni dei diritti umani, i sequestri e i disastri che avvengono, non si può nascondere niente e così il governo è nervoso, finalmente traballa, ormai ha perso quasi tutta la popolarità, le statistiche dicono che l’80% della popolazione non vuole più Nicolas Maduro come presidente, soprattutto quella fetta di popolazione povera e scolarizzata che è stata la più penalizzata in questi ultimi 17 anni.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1077.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9117" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1077.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="550" height="353" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1077.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 550w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1077-300x193.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>La speranza è che la Corte Penale Internazionale all’Aia, che ha già ricevuto e ammesso il materiale con più di 600 prove e testimonianze di violazioni dei diritti umani dal 2002 ad oggi, si sbrighi, apra le indagini e inizi un processo penale contro i responsabili. Che i tempi siano brevi e che il governo venezuelano possa pagare tutto il male che ha fatto e sta facendo ancora. Tutti questi morti, sequestrati, torturati e prigionieri politici non sono numeri, sono persone che hanno un nome e un cognome, una famiglia e avevano una vita.</p>
<p><span lang="es-ES">BASTA YA! NO MÁS DICTADURA! </span></p>
<p>Informazioni sulla campagna internazionale “Venezuela somos todos” per fare pressione nell’Aia: @vstmundo, #QueHAYAJusticia.</p>
<p>Informazioni sui prigionieri politici in Venezuela: foropenal.com @PorHumanidad.</p>
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