<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>aiuti Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/aiuti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/aiuti/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2023 09:13:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>aiuti Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/aiuti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Terremoto in Turchia e Siria. Fermata la raccolta di aiuti a Bolzano</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/02/14/terremoto-in-turchia-e-siria-fermata-la-raccolta-di-aiuti-a-bolzano/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/02/14/terremoto-in-turchia-e-siria-fermata-la-raccolta-di-aiuti-a-bolzano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 09:11:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#Siria]]></category>
		<category><![CDATA[#terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[#Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni]]></category>
		<category><![CDATA[materiali]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[popolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta]]></category>
		<category><![CDATA[raccoltafondi]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16862</guid>

					<description><![CDATA[<p>FACCIAMO RETE. GRAZIE! Terremoto in Turchia e Siria. La Comunità kurda di Bolzano si mobilita per una raccolta di aiuti Il devastante terremoto che il 6 febbraio ha colpito Turchia e Siria, ha provocato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/02/14/terremoto-in-turchia-e-siria-fermata-la-raccolta-di-aiuti-a-bolzano/">Terremoto in Turchia e Siria. Fermata la raccolta di aiuti a Bolzano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>FACCIAMO RETE. GRAZIE! </p>



<h1>Terremoto in Turchia e Siria. La Comunità kurda di Bolzano si mobilita per una raccolta di aiuti</h1>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.popoli-min.it/wp-content/uploads/2023/02/Earthquake-600x338.webp?tr=w-1280,h-720&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/><figcaption>Le macerie di un edificio distrutto dal sisma a Diyarbakır, in Turchia. Foto: VOA &#8211; www.voaturkce.com/a/izmir-deprem-bolgesine-yardim-seferberligi/6949935.html,?utm_source=rss&utm_medium=rss Pubblico dominio.</figcaption></figure>



<p>Il devastante terremoto che il 6 febbraio ha colpito Turchia e Siria, ha provocato migliaia di morti e la distruzione di migliaia di abitazioni e infrastrutture. Il sisma è stato uno dei più distruttivi degli ultimi decenni ed è andato a colpire aree e popolazioni già colpite da un lungo conflitto.<br>Sono tante le persone che si sono già attivate per un primo aiuto alle popolazioni in ginocchio. A Bolzano la comunità kurda si è attivata per promuovere una raccolta di aiuti da destinare alle località nel sud della Turchia, lungo il confine con la Siria, colpite dal terremoto. L’Associazione per i popoli minacciati di Bolzano, da anni vicina a questa comunità, collaborerà alla raccolta. Come primo punto di raccolta è stato messo gratuitamente a disposizione una sala della Chiesa Cristiana Evangelica in via Achille Grandi 22, nella zona industriale di Bolzano (da Eurobrico, dopo l’autolavaggio per camion).</p>



<p><br>Gli orari concordati per lasciare eventuali pacchi sono i seguenti:<br>da lunedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.</p>



<p><br>Chi avesse invece disponibilità di tempo può aiutarci a garantire una presenza continuativa per tutto il mese di febbraio, negli orari indicati. Per indicare la propria disponibilità telefonare a Qadir (3452653240).<br>Chi invece volesse fare una donazione può usare il conto dell’Associazione per i popoli minacciati, Cassa Rurale di Bolzano<br>IBAN: IT42 E 08081 11610 000306002242, causale: “Emergenza terremoto / Erdbebenhilfe”</p>



<p>Il materiale da donare deve essere in ottimo stato, meglio se nuovo, per donne uomini e bambini. Ogni pacco donato deve riportare scritto il suo contenuto.<br>– Scarpe / Giacche / Guanti / Abbigliamento invernale in genere / Abbigliamento intimo<br>– Assorbenti / Pannolini / Biberon / Latte in polvere e alimenti per bambini<br>– Coperte / Tende / Materassini per tende / Sacchi a pelo</p>



<p>DOVE:<br>Via A. Grandi 22, Bolzano (zona industriale, dietro Eurobrico)</p>



<p>QUANDO:<br>da lunedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.</p>



<p>INFORMAZIONI:<br>Qadir: 3452653240 – APM: 0471.972240</p>



<p>Comunità curda di Bolzano<br>Associazione per i Popoli Minacciati, Bolzano</p>



<h1>Terremoto in Turchia e Siria. Fermata la raccolta di aiuti a Bolzano</h1>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.popoli-min.it/wp-content/uploads/2023/02/emergenza_bz-600x338.jpg?tr=w-2000,h-1125&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/><figcaption>La quantità di aiuti raccolti a Bolzano per l&#8217;emergenza terremoto è enorme. Foto: GfbV.</figcaption></figure>



<p>In seguito all’appello della comunità kurda di Bolzano per la raccolta di aiuti a favore delle vittime del devastante terremoto in Turchia e Siria, grazie alla generosità di famiglie, persone e ditte, sono arrivate quantità enormi di materiali.<br>Contemporaneamente ci arrivano notizie dalla Turchia per cui i convogli di aiuti non vengono fatti passare con diverse motivazioni, tra cui i motivi di igiene pubblica per quanto riguarda l’abbigliamento e materiali già usati. Non potendo far partire quanto finora raccolto siamo costretti a&nbsp;<strong>BLOCCARE</strong>&nbsp;la raccolta di aiuti di tutti i tipi.</p>



<p>Speriamo che questa situazione si sblocchi al più presto, anche grazie alle pressioni internazionali sui governi turco e siriano, in modo da consentire la partenza di tutti i materiali finora raccolti.</p>



<p>Cogliamo l’occasione per ribadire che una donazione in denaro, seppur piccola, in questo momento di emergenza è la scelta più facile da gestire. Chi volesse fare una donazione può usare i conti dell’Associazione per i popoli minacciati, usando la causale: “Emergenza terremoto / Erdbebenhilfe”:</p>



<p><br><strong>– Cassa Rurale di Bolzano, IBAN: IT42 E 08081 11610 000306002242<br>– Cassa di Risparmio di Bolzano, IBAN: IT64 F 06045 11600 000005004687</strong></p>



<p>INFORMAZIONI:<br>Qadir: 3452653240 – APM: 0471.972240<br>Comunità curda di Bolzano<br>Associazione per i Popoli Minacciati, Bolzano</p>



<h3></h3>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/02/14/terremoto-in-turchia-e-siria-fermata-la-raccolta-di-aiuti-a-bolzano/">Terremoto in Turchia e Siria. Fermata la raccolta di aiuti a Bolzano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/02/14/terremoto-in-turchia-e-siria-fermata-la-raccolta-di-aiuti-a-bolzano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Yemen. Almeno un milione di sfollati a Marib</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/24/yemen-almeno-un-milione-di-sfollati-a-marib/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/24/yemen-almeno-un-milione-di-sfollati-a-marib/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 08:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[comunitainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dirittointernazionale]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Oxfamitalia]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[sfollati]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16222</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non vogliamo dimenticare le altre guerre in atto nel mondo e il dramma di altre popolazioni e dei profughi, per cui riprendiamo un articolo di Oxfamitalia.org sul conflitto nello Yemen. Solo a gennaio 43&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/24/yemen-almeno-un-milione-di-sfollati-a-marib/">Yemen. Almeno un milione di sfollati a Marib</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non vogliamo dimenticare le altre guerre in atto nel mondo e il dramma di altre popolazioni e dei profughi, per cui riprendiamo un articolo di Oxfamitalia.org sul conflitto nello Yemen.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2022/02/OGB_124470_DSC00441.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2022/02/OGB_124470_DSC00441-800x450.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Yemen - Omar" class="wp-image-275467"/></a></figure></div>



<h2>Solo a gennaio 43 attacchi hanno colpito obiettivi civili: case, fattorie, campi profughi, infrastrutture essenziali. L’escalation in Yemen ha costretto alla fuga oltre 8 mila persone negli ultimi 2 mesi, più di 100 mila nell’ultimo anno: migliaia di famiglie senza nulla in più di 120 campi profughi, quasi tutti informali.</h2>



<p>Ad un anno esatto dall’escalation degli scontri per la conquista del “ricco” governatorato yemenita di Marib, in Yemen, la situazione umanitaria nell’area è disastrosa. Gli sfollati sono oltre 1 milione, mentre gli scontri non accennano a fermarsi. Con<strong>&nbsp;l’acuirsi del conflitto, dallo scorso febbraio, oltre 100 mila persone hanno abbandonato le proprie case, per cercare scampo dagli attacchi che continuano a colpire obiettivi civili: 43 solo a gennaio, oltre un quinto degli attacchi totali nell’ultimo anno</strong>.</p>



<p><strong>È quanto denunciato oggi Oxfam, che rilancia un appello urgente alla comunità internazionale perché fermi un massacro che non sembra avere fine, facendo pressione sulle parti in conflitto per un immediato cessate il fuoco e riaprendo un dialogo che porti a una pace duratura.</strong></p>



<h2>Un’istantanea dell’orrore causato da 7 anni di guerra</h2>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“Ciò che sta accadendo a Marib è un’istantanea dell’orrore e della sofferenza che tutto il popolo yemenita vive da ormai sette anni. –</em>&nbsp;<strong>ha detto Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –</strong>&nbsp;<em>Le vittime civili – arrivate a oltre 18.000 tra morti e feriti – sono solo il danno collaterale di una guerra, che viola ogni regola del diritto internazionale, condannando la popolazione a vivere nell’incubo di bombe e&nbsp;missili sparati via terra.&nbsp;<strong>Nelle ultime settimane sono stati uccisi bambini che badavano agli animali o raccoglievano la legna. A gennaio 8 civili solo a Marib sono esplosi su mine anti-uomo illegali</strong>, disseminate ovunque nei terreni agricoli, lungo le strade o i binari percorsi dagli sfollati che si spostano di continuo attraverso il paese.&nbsp;<strong>Papa Francesco ha recentemente ricordato l’indifferenza della comunità internazionale per la tragedia dello Yemen, gli interessi legati alla vendita delle armi, lanciando un nuovo appello per la pace.”</strong>.</em></p></blockquote>



<h2>Vivere in un campo profughi sotto le bombe</h2>



<p><strong>Al momento nel governatorato di Marib&nbsp;<a href="https://reliefweb.int/report/yemen/yemen-thousands-desperate-food-water-and-shelter-conflict-hit-marib?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si contano tra 120 e 150 campi informali e ufficiali</a>, in cui quasi 2 milioni di profughi trovano riparo</strong>&nbsp;(secondo le stime delle autorità locali)<strong>. Uomini, donne e bambini spesso scappati già 5 o 6 volte dai luoghi in cui avevano trovato una sistemazione.</strong></p>



<p><strong>Salem&nbsp;</strong>(nome di fantasia)<strong>, con suo figlio Omar e i suoi fratelli vivono nel campo di Alswidan, alla periferia di Marib.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>&nbsp;“Viviamo con la paura che gli attacchi possano colpire il campo in qualsiasi momento, ma andarsene è troppo pericoloso</em>. – racconta Salem –&nbsp;<strong><em>Prima sentivamo cadere le bombe nelle vicinanze, ma gli ultimi attacchi sono arrivati fin qui. Di notte sento i miei figli che hanno dai 4 ai 10 anni gridare nel sonno “spara”, parlare di guerra. A volte il terrore li travolge al punto che istintivamente si alzano dal letto e cercano di fuggire dalla tenda.”</em></strong></p><p><em>“Avevamo costruito una casa nel nostro villaggio, ma abbiamo dovuto lasciare tutto quello che avevamo”,&nbsp;</em><strong>aggiunge Omar,</strong>&nbsp;che sogna di tornare nella sua casa e fare una vita normale.</p></blockquote>



<h2>L’85% degli sfollati non riesce a far fronte alle spese quotidiane</h2>



<p><strong>Secondo le stime delle Nazioni Unite l’85% delle famiglie sfollate non riesce a far fronte alle spese quotidiane</strong>&nbsp;o pagarsi una casa (gli affitti a Marib sono diventati proibitivi), perché trovare un lavoro è pressoché impossibile.&nbsp;<strong>In molti anzi vivono con la costante paura di essere sfrattati dai terreni privati, dove vengono allestiti campi di fortuna in 9 casi su 10. Svalutazione della moneta yemenita e carenza di carburante hanno fatto il resto, con i prezzi di cibo e medicinali più che raddoppiati e famiglie costrette a indebitarsi per far fronte ai bisogni essenziali di ogni giorno.</strong></p>



<p>Intanto lo Yemen è nel pieno della quarta ondata di contagi da Covid19 e gran parte degli sfollati non ha accesso ad acqua pulita e servizi igienico- sanitari.&nbsp;<strong>Con solo metà delle strutture sanitarie in funzione 2 yemeniti su 3, oltre 20 milioni di persone, non può contare su nessun servizio sanitario.</strong></p>



<h2>La comunità internazionale ripristini il monitoraggio sulle violazioni dei diritti umani</h2>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“Le Nazioni Unite hanno di recente ribadito alle parti in conflitto l’obbligo di rispettare il diritto internazionale, che proibisce gli attacchi sproporzionati e richiede che vengano prese tutte le precauzioni possibili per evitare danni ai civili.</em>&nbsp;–&nbsp; conclude Pezzati –&nbsp;<em>Tuttavia da quando a ottobre è stato sciolto il Gruppo di eminenti esperti sullo Yemen – l’organismo nominato dalle Nazioni Unite, responsabile del monitoraggio delle violazioni dei diritti umani in Yemen –non esiste più alcun controllo sulle ripetute violazioni dei diritti umani commesse da tutte le parti in conflitto, che senza eccezione sono state responsabili di vittime civili”.</em></p></blockquote>



<p><em>&nbsp;</em>Da qui l’appello urgente di Oxfam perché, oltre a lavorare per una pace duratura, la comunità internazionale riattivi quanto prima un sistema di monitoraggio sulle violazioni.</p>



<h2>La risposta di Oxfam a fianco della popolazione</h2>



<p>Oxfam è al lavoro a Marib per garantire l’accesso all’acqua alla popolazione, ricostruire servizi igienico-sanitari e infrastrutture idriche essenziali, fornire aiuti diretti alle fasce più vulnerabili per l’acquisto di beni di prima necessità. Nell’ultimo anno Oxfam qui ha soccorso 95.928 persone.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/24/yemen-almeno-un-milione-di-sfollati-a-marib/">Yemen. Almeno un milione di sfollati a Marib</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/24/yemen-almeno-un-milione-di-sfollati-a-marib/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ucraina, Stilli (Ong italiane): “Governo arma Kiev e ci taglia i fondi”</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 09:03:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[negoziati]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[SilviaStilli]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16159</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da dire.it) di Alessandra Fabbretti La portavoce: &#8220;Fondi a Zelensky sottratti alle risorse del fondo per l&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo&#8221;Condividi su facebook&#160;Condividi su twitter&#160;Condividi su whatsapp&#160;Condividi su email&#160;Condividi su print ROMA – “Un governo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/">Ucraina, Stilli (Ong italiane): “Governo arma Kiev e ci taglia i fondi”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1></h1>



<p>(da dire.it)</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.dire.it/wp-content/uploads/2022/03/202203020300871022601-e1646248450767.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="carro_armato_ucraina_leopoli"/></figure>



<p>di Alessandra Fabbretti </p>



<p></p>



<p>La portavoce: &#8220;Fondi a Zelensky sottratti alle risorse del fondo per l&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo&#8221;Condividi su facebook&nbsp;Condividi su twitter&nbsp;Condividi su whatsapp&nbsp;Condividi su email&nbsp;Condividi su print</p>



<p>ROMA – “Un governo che deve affrontare una guerra può occuparsi anche di fare&nbsp;<strong>assistenza umanitaria</strong>&nbsp;per la popolazione? No, e infatti in Ucraina&nbsp;<strong>le persone in questi giorni vengono aiutate dalle ong locali e internazionali,</strong>&nbsp;tra cui tante italiane che operano anche in Polonia o Moldavia. Nonostante ciò,&nbsp;<strong>il nostro governo ha stanziato 110 milioni di euro in aiuti umanitari da destinare non a loro, che sono presenti sul terreno, bensì all’esecutivo di Kiev</strong>&nbsp;che in questo momento non si capisce neanche dove sia e quanto margine di manovra abbia”.&nbsp;<strong>Silvia Stilli</strong>&nbsp;è la portavoce dell’<strong>Associazione delle ong italiane (Aoi)</strong>&nbsp;e per l’agenzia Dire commenta l’annuncio del governo italiano sullo<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;stanziamento di 110 milioni di euro in “budget support” per l’Ucraina.</a>&nbsp;Per la responsabile, tale decisione presenta vari aspetti critici: “Primo, si tratta di<strong>&nbsp;denaro dato direttamente per le esigenze del governo ucraino, non vincolato a specifiche emergenze.&nbsp;</strong>Inoltre è stato preso dal fondo per<strong>&nbsp;l’Aiuto pubblico allo sviluppo</strong>“, in pratica il denaro che l’Italia accorda al ministero degli Esteri per finanziare gli interventi di cooperazione delle ong nei Paesi terzi.</p>



<p><strong>LEGGI ANCHE:&nbsp;<a href="https://www.dire.it/04-03-2022/712959-ucraina-loppositore-russo-di-putin-gozman-quanti-errori-usa-sulla-sicurezza-europea/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ucraina, l’oppositore russo Gozman: “Quanti errori Usa sulla sicurezza europea”</a></strong></p>



<p>Tale fondo, calcola Stilli, “con le integrazioni della legge di bilancio dovrebbe arrivare a 300 milioni di euro, ma devono essere ancora inseriti e per ora siamo a 240 milioni. È già una cifra contenuta rispetto alla mole di interventi che andrebbero fatti all’estero, e noi, per raggiungerla, ci siamo dovuti battere a lungo. Ora, circa la metà viene decurtata e assegnata a un governo che affronta una guerra, e che sarà quindi libero di impiegarla come meglio crede”.</p>



<p><strong>Riducendo il fondo all’Aiuto pubblico</strong>, avverte Stilli, “<strong>ne risentiranno quelle organizzazioni umanitarie che operano in gravi contesti umanitari e di crisi come l’Etiopia, la Siria, lo Yemen oppure il Mali o il Nige</strong>r”, ossia i Paesi da cui parte la maggior parte dei profughi che bussano alle porte dell’Europa. Secondo, dice la portavoce, “il governo italiano ha preso questa decisione senza neanche consultare noi che rappresentantiamo il terzo settore”. Stilli avverte: “Il Terzo settore parteciperà a un incontro con Andrea Orlando al ministero per il Lavoro e le politiche sociali solo oggi pomeriggio”.</p>



<p>Terzo, ma non meno importante, i<strong>l tema delle armi all’Ucraina.</strong>&nbsp;“<strong>Se da un lato si negano fondi alle ong presenti in Ucraina dall’altro si aumentano gli armamenti al Paese</strong>” lamenta Stilli. “Naturalmente riconosciamo il diritto inalienabile di un popolo di difendersi. Ma bisogna allora dire con chiarezza che l’Italia ha deciso di prendere le distanze dalla sua Costituzione – che all’articolo 11 ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti – e dal ruolo delle Nazioni Unite”.</p>



<p>La portavoce inquadra il sostegno militare italiano nella più ampia decisione dell’Ue di attivare per la prima volta l’<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Peace Facility (Epf)</a>&nbsp;per fornire all’esercito ucraino armi ed equipaggiamenti. L’Epf è dotato di un fondo di 5,7 miliardi e in questi giorni la Commissione ha proposto agli Stati Ue di mobilitare 500 milioni per Kiev, pari a un decimo del budget complessivo.</p>



<p>LEGGI ANCHE:&nbsp;<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Con l’European Peace Facility cresce il supporto militare Ue all’Ucraina</a></p>



<p>“<strong>L’Italia si è lasciata trascinare da una Ue debole e schizofrenica che tenta di assumere un ruolo a livello internazionale,</strong>&nbsp;commettendo un doppio errore strategico:<strong>&nbsp;agisce senza l’appoggio della Nato</strong>, che stimola ma non interviene, e<strong>&nbsp;decide senza consultare le Nazioni Unite.</strong>&nbsp;La&nbsp;<a href="https://www.dire.it/02-03-2022/712432-ucraina-lassemblea-generale-onu-condanna-laggressione-della-russia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">risoluzione di condanna dell’operazione russa</a>&nbsp;in Ucraina attraverso l’Assemblea generale dell’Onu è arrivata dopo”. Anche sul piano delle sanzioni, “sono arrivate in modo tentennante e poi, come stiamo continuando a vedere, non stanno fermando l’offensiva di Mosca”.</p>



<p><strong>Per Stilli, la soluzione per l’Ucraina resta la diplomazia</strong>. “Bisogna recuperare il ruolo delle Nazioni Unite sul piano dei negoziati” dice. “Senza, si perdono spazi di manovra e a rimetterci è la popolazione, come abbiamo visto ieri:<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712480-ucraina-slittati-a-oggi-i-colloqui-con-mosca-corte-penale-internazionale-apre-inchiesta-su-crimini-di-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;la Russia ha annunciato in modo unilaterale i corridoi umanitari</a>. Ora dobbiamo impegnarci per ottenere da Mosca che almeno le agenzie Onu possano monitorare i corridoi ed essere pienamente operative sul territorio assieme alle ong già presenti”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/">Ucraina, Stilli (Ong italiane): “Governo arma Kiev e ci taglia i fondi”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Appello e aggiornamenti Libano</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/06/appello-e-aggiornamenti-libano/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/06/appello-e-aggiornamenti-libano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2020 06:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#Beirut]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[feriti]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Hariri]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libanesi]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14486</guid>

					<description><![CDATA[<p>Appello di Foad Aodi Più di 3000 feriti e 100  morti,1500 dispersi .Urge aiuto sanitario e sangue*Co-mai e Amsi Solidarietà al Libano e ai libanesi in Libano ,in Italia e nel mondo .Cosi il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/06/appello-e-aggiornamenti-libano/">Appello e aggiornamenti Libano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="457" height="304" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fb7e2052cec22483181e46716ed4801a.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14487" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fb7e2052cec22483181e46716ed4801a.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 457w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fb7e2052cec22483181e46716ed4801a-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /><figcaption>epa08584634 A damaged building in the aftermath of a massive explosion in Beirut, Lebanon, 05 August 2020. According to media reports, at least 100 people were killed and more than 4,000 were injured after an explosion, caused by over 2,500 tonnes of ammonium nitrate stored in a warehouse, devastated the port area on 04 August.  EPA/WAEL HAMZEH</figcaption></figure>



<p><strong>Appello di Foad Aodi</strong></p>



<p>Più di 3000 feriti e 100  morti,1500 dispersi .Urge aiuto sanitario e sangue*Co-mai e Amsi Solidarietà al Libano e ai libanesi in Libano ,in Italia e nel mondo .Cosi il Presidente della Co-mai(Comunità del mondo arabo in Italia) e Amsi(Associazione medici di origine straniera in Italia) Foad Aodi sta seguendo la tragedia libanese con i medici e giornalisti locali dopo le 2 esplosioni provocando  danni enormi sia materiali e che feriti più di 3000 e morti più di 100 e più di 1500 dispersi con contino aggiornamento visto tutti gli ospedali della capitale sono pieni di feriti gravi e alcuni di questi ospedali sono in difficoltà di funzionare per mancanza di elettricità ,sangue, posti letti ,strumenti chirurgici e sanitari oltre i medici e gli infermieri. sono morti 7 medici e infermieri e circa 10 pazienti ricoverati negli ospedali .Urge aiuti sanitari e medici e ospedali mobili e sostenere il Libano in questo momento molto grave. proprio nel momento dell&#8217;esplosione Foad Aodi stava in contatto con i giornalisti della Tv libanese per una intervista da Roma sul Coronavirus. Dopo i giornalisti ci hanno inviato le foto dello studio televisivo distrutto .</p>



<p>Cosi continua la Comunità del mondo arabo in Italia<strong>(Co-mai)</strong> e l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia <strong>(Amsi)</strong> e l&#8217;unione medica euro mediterranea <strong>(UMEM) </strong>continuano a seguire la tragedia libanese con statistiche sempre in aggiornamento vista la gravità della situazione in tutta la capitale libanese e provincia .&#8221;Più di 125 morti e 4500 feriti di cui 500 bambini feriti e numerosi dispersi e sotto le macerie e le case distrutte con più di 300 mila persone senza casa. Una squadra di 15 vigili del Fuoco sono morti tutti sul posto dell’esplosione mentre stavano cercando di spegnere il fuoco iniziale .Quattro  ospedali sono fuori uso e numerosi feriti li stanno curando per le strade e trasferendo fuori città negli ospedali vicini .</p>



<p>Sono morti numerosi pazienti negli ospedali per mancanza di elettricità e per gli ospedali distrutti. Manca sangue e tutto quello che è necessario per la branca di chirurgica e pediatria oltre i medici (chirurghi generali e vascolari ,ortopedici ,oculisti ,pediatri ,neurochirurghi ,cardiologi, otorinolaringoiatri ed infermieri.Numerosi paesi stanno già rispondendo all&#8217;appello del Governo Libanese ; dal Qatar due ospedali civili con 500 letti ciascuno ,stanno arrivando anche aiuti sanitari e medici da Iran ,Kuwait, Francia ,Emirati Arabi . Al nostro appello hanno risposto numerosi medici arabi e libanesi pronti ad andare in Libano per sostenere la popolazione. Facciamo il nostro appello al<strong> Governo Italiano</strong> affinché attivi subito un corridoio Sanitario e umanitario e delegazione di medici per la popolazione libanese<strong> .cosi dichiara Foad Aodi </strong>Presidente Amsi e Co-mai e membro del registro esperti Fnomceo che sta in contatto diretto con i medici libanesi locali .</p>



<p><strong>Libano. The day after di Farid Adly</strong></p>



<p>The day after, a Beirut. Secondo giorno di lutto nazionale e il governo ha dichiarato 15 giorni di Stato d&#8217;emergenza. I morti salgono a 135, ma ci sono 80 dispersi. I feriti sono 5000. Gli ospedali sono al collasso. Il dramma della città sono anche i 300 mila sfollati, per le distruzioni delle loro case. Il governatore di Beirut valuta i danni in 15 miliardi di dollari. Un colpo mortale per l&#8217;economia libanese già di per sé dissestata e in crisi. Annunciati aiuti umanitari da tutto il mondo e il FMI ha annunciato misure di sostegno, ma saranno gocce nell&#8217;oceano dei bisogni. Uno tra i più urgenti è la mancanza di farina per la panificazione, in seguito alla distruzione dei silos del grano nel porto, che rappresentavano due terzi del fabbisogno nazionale per un anno.</p>



<p>La riunione del governo di ieri, con la presenza del presidente della Repubblica, Aoun, ha confermato la tesi dei nitrati di ammonio immagazzinati dal 2014 nei depositi del porto e ha ordinato, sotto la custodia dell&#8217;esercito, gli arresti domiciliari per i dirigenti del porto che hanno operato sulla vicenda, da 6 anni.</p>



<p>I media libanesi e i social raccontano migliaia di azioni di solidarietà umana, scattata nel momento della catastrofe, per affermare un senso di determinazione e volontà di riscossa, all&#8217;insegna di quei bei versi del compianto grande poeta siriano, Nizar&nbsp;Qabbani, dedicati a Beirut, negli anni 80: “Alzati Beirut, dalla sofferenza nascono la rivoluzione e il cambiamento!”.</p>



<p>La tesi dell&#8217;incidente è quella in effetti la più rassicurante politicamente. Preserva il governo e l&#8217;esercito dalle responsabilità di mancata difesa dei confini nazionali e di quelle di far fronte alla necessità di una risposta adeguata.</p>



<p>I complottisti hanno già usato le parole del presidente Trump sulla convinzioni dei suoi generali che “si è trattato di un attacco e non di un incidente”, per scatenare accuse contro il nemico storico, Israele. In queste congetture sono stati aiutati dalle dichiarazioni e dalle analisi trasmesse dai media israeliani, che esprimevano malignità e poca celata soddisfazione. Non sono valse a convincere gli scettici le dichiarazioni ufficiali di Tel Aviv che escludevano una implicazione nell&#8217;esplosione e l&#8217;illuminazione del porto di Tel Aviv con i colori della bandiera libanese.</p>



<p>I dubbi sulla tesi dei nitrati di ammonio rimangono forti, perché per far esplodere questo materiale, usato normalmente in agricoltura per la produzione di fertilizzanti, serve un innesco. Esperti internazionali sostengono che quell&#8217;esplosione, con quella potenza distruttiva e la vastità dell&#8217;onda d&#8217;urto, è stata causata da un deposito di armi e di esplosivi militari.</p>



<p>L&#8217;opposizione in Libano chiede che ci sia una commissione internazionale ad affiancare quella nazionale, per accertare la verità.</p>



<p>Il Tribunale Speciale per il Libano dell&#8217;Aja ha deciso il rinvio della sentenza per l&#8217;assassinio dell&#8217;ex premier Rafiq Hariri. Nell&#8217;inchiesta internazionale sono accusati, in contumacia, per il grave attentato 4 elementi di Hezbollah, partito attualmente al governo in Libano.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/06/appello-e-aggiornamenti-libano/">Appello e aggiornamenti Libano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/06/appello-e-aggiornamenti-libano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terminata la Campagna Welcoming Europe: per un&#8217;Europa che accoglie. Un&#8217;azione civile e politica</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/05/e-terminata-la-campagna-welcoming-europe-per-uneuropa-che-accoglie-unazione-civile-e-politica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/05/e-terminata-la-campagna-welcoming-europe-per-uneuropa-che-accoglie-unazione-civile-e-politica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2019 06:27:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[accesso]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione]]></category>
		<category><![CDATA[corridoi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[criminalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[nazioni]]></category>
		<category><![CDATA[norme]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[partiti]]></category>
		<category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[radicali]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12165</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è da poco conclusa la campagna Welcoming Europe. L&#8217;evento di chiusura del 20 febbraio scorso è stato partecipato e interessante nei contenuti. Per chi volesse vederlo è disponibile su radio radicale: https://goo.gl/BknbYc Riproponiamo, di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/05/e-terminata-la-campagna-welcoming-europe-per-uneuropa-che-accoglie-unazione-civile-e-politica/">Terminata la Campagna Welcoming Europe: per un&#8217;Europa che accoglie. Un&#8217;azione civile e politica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-12167" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="283" height="287" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 822w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018-296x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 296w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018-768x779.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" /></a></div>
<div></div>
<div>Si è da poco conclusa la campagna Welcoming Europe.</div>
<div>L&#8217;evento di chiusura del 20 febbraio scorso è stato partecipato e interessante nei contenuti.</div>
<div>Per chi volesse vederlo è disponibile su radio radicale: <a href="https://goo.gl/BknbYc?fbclid=IwAR2RpPzZdrTZPduysWPeZ480RhW-gpWJzGpWQd7_jn6isjJ1fFJxuFilDwU&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://goo.gl/BknbYc?fbclid%3DIwAR2RpPzZdrTZPduysWPeZ480RhW-gpWJzGpWQd7_jn6isjJ1fFJxuFilDwU&amp;source=gmail&amp;ust=1551791216557000&amp;usg=AFQjCNEzWlkdqzSadMZIoJjxLlbLyaaFLQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://goo.gl/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr />BknbYc</a></div>
<div></div>
<div>Riproponiamo, di seguito, le proposte della Campagna:</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12166" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1600" height="1068" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15-768x513.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15-1024x684.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></div>
<div>
<p>Decriminalizzare la solidarietà, creare passaggi sicuri per i rifugiati, proteggere le vittime di abusi. Sono i tre obiettivi dell<b>‘Iniziativa dei cittadini europei</b> (ICE) “Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie”. Servono <strong>un milione di firme in 12 mesi</strong> in almeno 7 paesi membri.</p>
<h3></h3>
<h4><strong>1. </strong>Salvare vite non è reato – Vogliamo decriminalizzare la solidarietà</h4>
<p>In ben 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. Punire questi comportamenti significa punire l’aiuto umanitario e riconoscere il reato di solidarietà</p>
<p>Nessuno dovrebbe essere perseguito o multato per aver offerto aiuto, assistenza o un rifugio a scopo umanitario. Il fine dei governi è quello di <strong>scoraggiare i volontari dal fornire aiuto umanitario</strong> e servizi di prima assistenza a coloro che hanno bisogno poiché credono che l’aiuto volontario possa costituire un fattore di attrazione per i flussi migratori.</p>
<p><strong>Vogliamo che la Commissione fermi quei governi che stanno criminalizzando i volontari</strong>. I cittadini europei dovrebbero essere in grado di offrire aiuti umanitari e assistenza a tutte le persone bisognose, indipendentemente dal loro status, senza timore di sanzioni o azioni penali. <strong>Vogliamo che la Commissione Europea modifichi in questo senso l’attuale direttiva dell’UE sul favoreggiamento</strong> (2002/90 /CE).</p>
<p><strong>#lumanitànonsiarresta</strong></p>
<p><strong>2. Liberi di accogliere i rifugiati – Vogliamo creare passaggi sicuri</strong></p>
<p>I migranti sfruttati spesso non sporgono denuncia perché corrono il rischio di essere arrestati, detenuti e rimpatriati a causa della loro condizione irregolare e perché incontrano difficoltà nel fornire delle prove e ricevere effettivamente un risarcimento e spesso non hanno accesso all’assistenza legale.</p>
<p>Vogliamo vie sicure di ingresso complementari e addizionali ai programmi nazionali di resettlement e, in questo senso, la società civile può offrire un contributo rilevante. Le sponsorship private, inoltre, hanno un ruolo importante nel facilitare l’integrazione dei rifugiati appena arrivati nei territori grazie al sostegno e alla mobilitazione delle comunità, di gruppi religiosi, di organizzazioni non governative, di aziende private e di famiglie di rifugiati reinsediati.</p>
<p>Chiediamo alla Commissione Europea di modificare il Regolamento Ue 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e attivare un nuovo programma di finanziamento nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per sostenere i programmi di sponsorship privata della società civile affinché sempre più cittadini e associazioni possano essere</p>
<p><strong>#liberidiaccogliere.</strong></p>
<p><strong>3. I diritti umani sono inviolabili – Vogliamo proteggere le vittime di abusi</strong></p>
<p>Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma trovano grandi difficoltà nell’accesso alla giustizia. Eppure tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, devono essere tutelate.</p>
<p>Vogliamo proteggere tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, e garantire giustizia alle vittime di sfruttamento lavorativo e di violazioni dei diritti umani.</p>
<p><strong>Chiediamo protezione per tutte le persone, indipendentemente dal loro status e garanzie di accesso alla giustizia</strong>. Vogliamo introdurre in tutti gli Stati membri meccanismi che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denunce in modo sicuro, dando piena attuazione a quanto previsto nella normativa UE (le direttive 2009/52/CE; 2012/29/UE; 2011/36/UE; 2004/81/CE del Consiglio/CE) e dalle legislazioni nazionali. Chiediamo tutele nel caso di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere compiute da parte della Agenzia Europea della Guardia di Frontiera e Costiera, dei corpi militari impiegati nel controllo alle frontiere da parte dei singoli Stati membri e soprattutto delle forze dei paesi terzi sostenuti dall’UE o dai singoli Stati membri. Qualora non sia garantito un meccanismo adeguato di tutela, la Commissione Europea o il singolo Stato membro devono sospendere il supporto finanziario e tecnico fornito.</p>
<p>Chiediamo alla Commissione di mettere mano a una nuova legislazione per portare a compimento l’introduzione di <strong>canali di accesso per lavoro a livello europeo</strong>, colmare le lacune nel quadro giuridico dell’UE sulla migrazione legale e <strong>regolamentare i settori che riguardano i lavoratori non altamente qualificati</strong>.</p>
<p>Scarica il <a href="http://www.radicali.it/wp-content/uploads/2018/03/ECI-Testo_proposta_registrata_Commissione_Europea.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>testo della proposta registrata presso la Commissione Europea</strong></a></p>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/05/e-terminata-la-campagna-welcoming-europe-per-uneuropa-che-accoglie-unazione-civile-e-politica/">Terminata la Campagna Welcoming Europe: per un&#8217;Europa che accoglie. Un&#8217;azione civile e politica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/05/e-terminata-la-campagna-welcoming-europe-per-uneuropa-che-accoglie-unazione-civile-e-politica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Venezuela. Sì, all&#8217;aiuto umanitario</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/18/venezuela-si-allaiuto-umanitario/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/18/venezuela-si-allaiuto-umanitario/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 17:29:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[canali umanitario]]></category>
		<category><![CDATA[cibi]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cile]]></category>
		<category><![CDATA[convenzione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[cubani]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ginevra]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[medicine]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[operatori]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
		<category><![CDATA[umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[venezuelani]]></category>
		<category><![CDATA[volontari]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12105</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Il 23 febbraio è un giorno importante per il popolo venezuelano. E’ previsto che sabato prossimo abbia inizio l’entrata, attraverso il confine con la Colombia, di più di 250 tonnellate di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/02/18/venezuela-si-allaiuto-umanitario/">Venezuela. Sì, all&#8217;aiuto umanitario</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/Medicos-del-tachira-480x357.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12106" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/Medicos-del-tachira-480x357.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="480" height="357" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/Medicos-del-tachira-480x357.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/Medicos-del-tachira-480x357-300x223.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p>di Tini Codazzi</p>
<p>Il 23 febbraio è un giorno importante per il popolo venezuelano. E’ previsto che sabato prossimo abbia inizio l’entrata, attraverso il confine con la Colombia, di più di 250 tonnellate di alimenti, prodotti per l’igiene personale e integratori alimentari. Stati Uniti, Colombia, Brasile e Olanda sono i paesi che per ora hanno risposto con azioni pratiche, all’appello del Presidente incaricato Juan Guaidó. Un appello disperato ma senz’altro necessario quello di Guaidó per iniziare ad aiutare in modo deciso e concreto il popolo. In tante occasioni abbiamo parlato della grave crisi che attraversa la popolazione, senza alimenti e senza medicine di nessun genere, le stime in questo momento è che all’incirca 300.000 persone siano in serio pericolo di morte per denutrizione e malattie varie e la carenza di medicine sia arrivata al 90% in tutto il paese. Quindi una delle priorità di questo governo di transizione è quello dell’apertura del canale umanitario. Gli Stati Uniti hanno già inviato i generi di prima necessità che sono arrivati alla città colombiana di Cúcuta, nel confine con il Venezuela, così come sono già arrivate le 2,5 tonnellate provenienti da Puerto Rico. Il governo brasiliano ha messo a disposizione un altro punto di raccolta nel confine tra i due paesi e Olanda ha messo a disposizione un terzo punto per la raccolta di prodotti nell’isola di Curaçao, ubicata nel mare dei Caraibi. Venerdì scorso è apparsa la notizia che il Cile collaborerà con 7 tonnellate di beni di prima necessità. In questo momento, rappresentanti dell’Assemblea Nazionale e diverse associazioni e ONG che operano in Venezuela sono a Cúcuta per catalogare i prodotti e sistemarli e le forze armate colombiane stanno controllando la situazione.</p>
<p>Si è anche creata una rete di cittadini volontari chiamata “Voluntarios x Venezuela” con lo scopo di unire sforzi per appoggiare la Coalizione Aiuto e Libertà Venezuela, formata da un insieme di paesi e ONG nazionali e internazionali per assistere l’emergenza umanitaria nel paese e per essere pronti per sabato prossimo, 23 febbraio, ed aiutare nell’entrata degli alimenti e medicine.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/bloqueo_ayuda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12107" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/bloqueo_ayuda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="680" height="330" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/bloqueo_ayuda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/bloqueo_ayuda-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a></p>
<p>E’ sorprendente e anche schifosa la risposta che ha dato il governo dell’usurpatore Nicolás Maduro che nonostante tutto ancora nega che nel paese ci sia una crisi umanitaria. Quasi in contemporanea con l’arrivo del contingente umanitario, l’usurpatore ha dato ordine di bloccare con containers tutte le corsie del Ponte Internazionale “Las Tienditas”, che collega la città di Cúcuta con la provincia venezuelana di Ureña, per impedire il passaggio dei prodotti, anche le stremate forze armate venezuelane, in questo momento, stanno eseguendo ordini e vietano il passaggio di volontari che vivono nella Provincia di Ureña. Quello che forse non era previsto dall’usurpatore è il fatto che la richiesta di aiuto umanitario è stata fatta seguendo i protocolli di emergenza previsti dalla Convenzione di Ginevra, per cui, se lui intralcia l’entrata, allora subentrano grossi problemi a livello di diritto internazionale perché non si può vietare l’entrata di alimenti e medicine a popolazioni a rischio.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12108" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1024" height="598" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario-300x175.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario-768x449.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Parlando di aiuto umanitario, nelle settimane scorse, Maduro ha mandato a Cuba una nave con 100 tonnellate di materiale di costruzione e macchinari vari per mitigare i danni che il tornado dello scorso gennaio ha fatto nella capitale cubana. Ci dispiace enormemente per i cubani che continuano a soffrire da tanti anni, ma c’è da dire che un gesto simile l’usurpatore non l’ha mai fatto per il suo popolo, certo, lo fa per la vicina Cuba, che come sappiamo, gestisce completamente gli alti poteri del Venezuela, introdotta da anni come una piovra nelle più importanti istituzioni statali, militari e legislative del Venezuela.</p>
<p>Dall’altro canto, la ex vicepresidente Delsy Rodriguez ha dichiarato in TV che questo aiuto è contaminato ed avvelenato e che gli Stati Uniti stanno complottando per contaminare il popolo venezuelano attraverso cibo cancerogeno.</p>
<p>Tutte e tre le risposte sembrano uscite da un film delirante di serie c, questo gruppetto di persone che rappresenta l’entourage dell’usurpatore e completamente impazzito, dalle sue azioni e dichiarazioni non sa né cosa dire né come agire per tenere in piedi questa farsa che ormai, dopo 20 anni, non si sostiene più.</p>
<p>Quindi, abbiamo due appuntamenti importanti da seguire questa settimana:</p>
<p>Venerdì 22 febbraio: “Venezuela Aid Live” Grande concerto con cantanti internazionali per raccogliere fondi, tutto orchestrato dal magnate e filantropo della Virgin, Richard Branson. Per maggiore informazione: <a href="https://venezuelaaidlive.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://venezuelaaidlive.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>Sabato 23 febbraio: entrata della prima parte del contingente umanitario mandato dagli Stati Uniti.</p>
<p>Ci aggiorniamo presto con delle buone notizie!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/02/18/venezuela-si-allaiuto-umanitario/">Venezuela. Sì, all&#8217;aiuto umanitario</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/18/venezuela-si-allaiuto-umanitario/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Yemen. Un conflitto tenuto in sordina</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/10/yemen-un-conflitto-tenuto-in-sordina/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/10/yemen-un-conflitto-tenuto-in-sordina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 07:56:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia saudita]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bus]]></category>
		<category><![CDATA[coalizione]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Medicisenzafrontiere]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[raid]]></category>
		<category><![CDATA[Saada]]></category>
		<category><![CDATA[Savethechildren]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11133</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Alessandra Montesanto Una guerra e un genocidio tenuti in sordina, nello Yemen. Un Paese che sta scomparendo come la Siria. Ieri una ennesima tragedia che ha visto morire più di 40 bambini,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/10/yemen-un-conflitto-tenuto-in-sordina/">Yemen. Un conflitto tenuto in sordina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/facebook_1533837468292.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11134" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/facebook_1533837468292.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="700" height="500" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/facebook_1533837468292.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/facebook_1533837468292-300x214.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Una guerra e un genocidio tenuti in sordina, nello Yemen. Un Paese che sta scomparendo come la Siria. Ieri una ennesima tragedia che ha visto morire più di 40 bambini, quasi tutti sotto i 15 anni di età e 70 feriti, per un raid aereo nel Nord del Paese, nella provincia di Saada.</p>
<p>Dahyan è il nome della cittadina, roccaforte degli Houthi (ribelli sciiti filo-iraniani), ma i bambini non hanno bandiere e le vittime di ieri erano solo giovanissimi studenti che sono stati estratti dalle macerie del mezzo di trasporto con i loro zaini e ancora indosso le divise scolastiche. Si suppone che stessero rientrando dalle lezioni e che il pulman si fosse fermato per una breve pausa, quando il raid è iniziato, ma non ci sono ancora notizie certe dell&#8217;accaduto. Di certo è che ci sono state ancora troppe vittime e che abbiano perso la vita troppo presto.</p>
<p>Sul territorio sono presenti <em>Medici senza frontiere</em>, la <em>Croce Rossa Internazionale</em> (che ha ricevuto, purtroppo, i corpi) e <em>Save the children</em> che chiederà di aprire un&#8217;inchiesta indipendente.</p>
<p>La situazione nello Yemen sta precipitando, ma i media non se ne occupano abbastanza, l&#8217;UNHCR dichiara che la situazione è sempre più pericolosa anche per gli operatori umanitari, mancano i fondi per gli aiuti e per arginare la crisi che colpisce, ogni giorno, i civili.</p>
<p>L&#8217;attacco di ieri è stato lanciato dalla coalizione saudita che lo ha definito “legittimo”, ma in questo conflitto, solo i sauditi stanno utilizzando aerei da guerra.</p>
<p>Sylvia Ghaly, Advocacy di <em>Save the children</em> ha dichiarato: “Questa è un&#8217;altra palese evidenza delle violazioni della legge internazionale sui diritti umani a cui assistiamo in Yemen ormai da tre anni, dagli attacchi sproporzionati e indiscrimintai sui civili al rifiuto all&#8217;accesso per gli aiuti umanitari e all&#8217;utilizzo della fame come arma di ricatto, e sono le persone, non i combattenti, a pagare il prezzo più alto” e ha aggiunto: “Non c&#8217;è alcuna soluzione militare per questo conflitto. Solo una soluzione politica può porvi fine e ristabilire la pace in Yemen.”</p>
<p>La speranza è che si ritorni al tavolo delle trattative al più presto e che la stampa faccia pressione affinchè gli interessi finanziari e geopolitici non cancellino dalla mappa anche questo Paese.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/10/yemen-un-conflitto-tenuto-in-sordina/">Yemen. Un conflitto tenuto in sordina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/10/yemen-un-conflitto-tenuto-in-sordina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iraq / Yezidi: a quattro anni dal genocidio degli Yazidi nel nord dell&#8217;Iraq</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/07/iraq-yezidi-a-quattro-anni-dal-genocidio-degli-yazidi-nel-nord-delliraq/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/07/iraq-yezidi-a-quattro-anni-dal-genocidio-degli-yazidi-nel-nord-delliraq/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 07:43:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Afrin]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[IS]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdi]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[mediatori]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[minoranza]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[regione]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[yazidi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11117</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Associazione per i Diritti umani riceve e sostiene il seguente appello 280.000 profughi yazidi restano ancora senza alcuna prospettiva per il futuro &#8211; Comunità internazionale deve lavorare per permettere ai profughi di tornare a&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/07/iraq-yezidi-a-quattro-anni-dal-genocidio-degli-yazidi-nel-nord-delliraq/">Iraq / Yezidi: a quattro anni dal genocidio degli Yazidi nel nord dell&#8217;Iraq</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11118" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1058" height="704" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1058w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1058px) 100vw, 1058px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani riceve e sostiene il seguente appello</strong></em></p>
<p>280.000 profughi yazidi restano ancora senza alcuna prospettiva per il futuro &#8211; Comunità internazionale deve lavorare per permettere ai profughi di tornare a casa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione del quarto anniversario del genocidio commesso contro gli Yazidi del nord dell&#8217;Iraq (3 agosto 2014), l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha lanciato un appello affinché la comunità internazionale designi dei mediatori internazionali che possano aiutare a risolvere le controversie tra il governo nazionale iracheno di Baghdad e il governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno riguardanti la regione yazida di Sinjar. Tuttora ci sono 280.000 persone, sopravvissute al genocidio, che vivono in accampamenti provvisori o presso privati che le ospitano, per le quali non è possibile tornare a casa e quindi nemmeno iniziare a ricostruire un futuro per sé e per i propri figli. Il governo di Baghdad e quello del Kurdistan iracheno devono finalmente trovare un accordo sull&#8217;appartenenza territoriale della regione del Sinjar e da quale amministrazione questa debba essere governata. Secondo l&#8217;APM, la comunità internazionale dovrebbe impegnarsi maggiormente per il futuro dei sopravvissuti e prendere l&#8217;iniziativa di avviare colloqui tra le parti in causa. Sempre secondo l&#8217;APM, la soluzione migliore potrebbe essere proprio quella di istituire l&#8217;autonomia regionale per il Sinjar.</p>
<p>Il 3 agosto 2014 le comunità di credenti yazidi della regione del Sinjar furono attaccate dalle milizie dell&#8217;IS con lo scopo di eliminare e mettere in fuga la popolazione yazida. In base ai dati forniti dalle Nazioni Unite, 5.000 Yazidi furono uccisi subito, molti di più, in particolare donne e bambini, furono rapiti. 430.000 persone sono riuscite a fuggire dalla violenza delle milizie dell&#8217;IS. Delle circa 5.000 donne e ragazze rapite si pensa che almeno 3.000 siano ancora ostaggio dell&#8217;IS. Le donne e ragazze rapite sono state stuprate, costrette al matrimonio con i miliziani oppure vendute come schiave, tra cui anche a membri di altri gruppi armati di stampo islamico che a loro volta confluiscono nel cosiddetto esercito siriano libero. Finora solo 40.000 credenti yazidi sono potuti tornare a casa, in una regione che però è completamente distrutta dalla guerra. Per poter tornare a casa propria, i sopravvissuti hanno un urgente bisogno di ricevere aiuti per la ricostruzione ma è anche fondamentale aiutarli nel liberare le persone tuttora ostaggio dell&#8217;IS.</p>
<p>Il 3 agosto sono state effettuate manifestazioni e commemorazioni in tutto il mondo, nelle quali gli Yazidi e chiunque sia solidale con loro ricorderà &#8211; anche e soprattutto alla comunità internazionale &#8211; gli orrori del genocidio subíto; commemorazioni in Europa, Nordamerica, in Russia, Armenia, Georgia e ovviamente nel Kurdistan iracheno, ma non ad Afrin. La regione kurda nel nord della Siria è da marzo 2018 occupata da forze armate turche in coalizione con gruppi armati radical-islamici siriani. Dopo la distruzione di Sinjar, la regione di Afrin era rimasta uno dei pochissimi posti del Medio Oriente in cui gli Yazidi riuscivano ancora a vivere relativamente in pace. Ora anche gli Yazidi di Afrin sono in fuga e proprio come gli Yazidi del Sinjar dipendono completamente dagli aiuti internazionali.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/07/iraq-yezidi-a-quattro-anni-dal-genocidio-degli-yazidi-nel-nord-delliraq/">Iraq / Yezidi: a quattro anni dal genocidio degli Yazidi nel nord dell&#8217;Iraq</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/07/iraq-yezidi-a-quattro-anni-dal-genocidio-degli-yazidi-nel-nord-delliraq/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nave SAR del MOAS per una missione lanciata a seguito della crisi dei Rohingya</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/14/la-nave-sar-del-moas-per-una-missione-lanciata-a-seguito-della-crisi-dei-rohingya/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/14/la-nave-sar-del-moas-per-una-missione-lanciata-a-seguito-della-crisi-dei-rohingya/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2018 09:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[campo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[MOAS]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nave]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[osservazione]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Phoenix]]></category>
		<category><![CDATA[Regina Catambone]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Rohingya]]></category>
		<category><![CDATA[SAR]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[umanitari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10518</guid>

					<description><![CDATA[<p>La  nave SAR (Search and Rescue) del MOAS (Migrant Offshore Aid Station), MY Phoenix, prende il largo per una missione d’osservazione della durata di un mese nel Mare delle Andamane. Lanciamo questa missione in&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/14/la-nave-sar-del-moas-per-una-missione-lanciata-a-seguito-della-crisi-dei-rohingya/">La nave SAR del MOAS per una missione lanciata a seguito della crisi dei Rohingya</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MW_MOAS_Phuket_4-5-16_stills_0139_edit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10520" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MW_MOAS_Phuket_4-5-16_stills_0139_edit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1800" height="1201" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MW_MOAS_Phuket_4-5-16_stills_0139_edit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MW_MOAS_Phuket_4-5-16_stills_0139_edit-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MW_MOAS_Phuket_4-5-16_stills_0139_edit-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MW_MOAS_Phuket_4-5-16_stills_0139_edit-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></a></p>
<p>La  nave SAR (Search and Rescue) del MOAS (Migrant Offshore Aid Station), MY Phoenix, prende il largo per una missione d’osservazione della durata di un mese nel Mare delle Andamane. Lanciamo questa missione in seguito alle ultime notizie sull’attuale crisi dei rifugiati Rohingya che fuggono via mare dal Myanmar a bordo di imbarcazioni inadeguate e in condizioni metereologiche pericolose.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/moas-logo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10519" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/moas-logo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="185" height="60" /></a></p>
<p>La Phoenix dovrebbe arrivare nel Mare delle Andamane il 15 aprile per monitorare in modo indipendente gli ultimi preoccupanti sviluppi di questa crisi umanitaria. La missione contribuirà a far luce sulla situazione che si va delineando e a rafforzare trasparenza e responsabilità nell’ambito del soccorso marittimo. Avremo a bordo anche un equipaggio SAR, qualora fossero necessari interventi d’emergenza. La fase iniziale di questa missione durerà un mese fino al 15 maggio.</p>
<p>Da ottobre 2017 siamo attivi nella regione di Cox’s Bazar, in Bangladesh, dove forniamo assistenza medica d’emergenza e primaria ai rifugiati Rohingya. Il lavoro sul campo proseguirà parallelamente alla nuova missione, mentre il nostro staff e i centri medici si preparano in vista dell’ imminente arrivo di cicloni e monsoni.</p>
<p>Regina Catrambone, co-fondatrice e direttrice di MOAS, ha detto: <em>“Come possiamo restare a guardare mentre le persone rischiano la propria vita e quella dei propri cari per sfuggire a una situazione che le Nazioni Unite hanno definito di “pulizia etnica”?</em></p>
<p><em>Come sempre, MOAS agisce guidata dalla solidarietà per una delle comunità di rifugiati più vulnerabili del mondo. Dalla nostra prima missione nel 2014, siamo stati un faro di speranza per migliaia di persone in pericolo e lo stesso saremo in futuro.”</em></p>
<p>Già due volte MOAS ha utilizzato la Phoenix a sostegno dei rifugiati Rohingya in quest’area. Fra ottobre 2015 e aprile 2016 abbiamo portato a termine una prima missione d’osservazione, mentre nel 2017 abbiamo consegnato 40 tonnellate di aiuti umanitari al governo bengalese.</p>
<p>Attualmente MOAS cerca partner e sostenitori che possano sostenere la nuova missione. Per contribuire a questa iniziativa, vai a <a href="http://www.moas.eu/it/donate/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.moas.eu/it/donate/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e dona quello che puoi.</p>
<p>(da www.moas.eu)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/14/la-nave-sar-del-moas-per-una-missione-lanciata-a-seguito-della-crisi-dei-rohingya/">La nave SAR del MOAS per una missione lanciata a seguito della crisi dei Rohingya</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/14/la-nave-sar-del-moas-per-una-missione-lanciata-a-seguito-della-crisi-dei-rohingya/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fuga per la vita. Di Emilio Drudi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/09/29/fuga-per-la-vita-di-emilio-drudi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/09/29/fuga-per-la-vita-di-emilio-drudi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2017 07:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[crimine]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EmilioDrudi]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[flussi]]></category>
		<category><![CDATA[flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[MussieZerai]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicazione]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9477</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ finalmente acquistabile on line, sui principali siti specializzati, l’e-book di Emilio Drudi dal titolo “Fuga per la vita”. Una pubblicazione attuale, densa di dati, informazioni, notizie sul sistema delle migrazioni, sulle ragioni politiche,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/09/29/fuga-per-la-vita-di-emilio-drudi/">Fuga per la vita. Di Emilio Drudi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ finalmente acquistabile on line, sui principali siti specializzati, l’e-book di Emilio Drudi dal titolo “Fuga per la vita”. Una pubblicazione attuale, densa di dati, informazioni, notizie sul sistema delle migrazioni, sulle ragioni politiche, economiche e ambientali che portano milioni di persone ad abbandonare il proprio paese per cercare riparo e sopravvivenza altrove, sul nostro sistema di accoglienza, sui recenti protocolli e accordi, sui relativi retroscena e sulle contraddizioni della nostra politica estera e di quella europea.</p>
<p>Un libro patrocinato anche dal Comitato Nuovi Desaparecidos, con una prefazione del suo presidente Arturo Salerni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/fuga-per-la-vita-9788869242953.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9478" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/fuga-per-la-vita-9788869242953.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="420" height="562" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/fuga-per-la-vita-9788869242953.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/fuga-per-la-vita-9788869242953-224x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 224w" sizes="(max-width: 420px) 100vw, 420px" /></a></p>
<p>Drudi con quest’opera ha voluto ricostruire, con puntualità rigorosissima, le condizioni socio-politiche che caratterizzano i principali paesi d’origine dei flussi migratori e in particolare dei profughi mettendo in evidenza anche i percorsi, le difficoltà, le contraddizioni gravi della politica estera italiana ed europea, con uno guardo sempre analitico e nel contempo chiaramente esposto.</p>
<p>Già l’introduzione è quanto mai chiara. Afferma infatti Drudi: “<em>In Eritrea? Lì le nostre madri ci partoriscono per essere poi servi del regime, in Eritrea. Siamo scappati per potere avere dei figli e questi figli essere nostri e non da usurare nelle mani del regime…</em>”. Sono le parole di una rifugiata giovanissima, ascoltata da un operatore sociale nel campo profughi di Gorizia. In questo breve flash c’è tutto: l’urlo di dolore e la storia personale di quella ragazzina; lo stato-prigione eritreo che ti sequestra nell’esercito per un tempo indefinito, ti ruba i figli e ogni speranza di futuro; la sofferenza di un intero popolo in catene da anni. E ancora, più in generale, c’è la tragedia dei profughi di tutto il mondo: dei milioni di donne e uomini costretti a una “fuga per la vita” da situazioni di crisi estreme.</p>
<p>Ecco il punto: come denuncia Giuseppe Cederna in <em>Home</em>, un efficacissimo monologo che dà voce ai migranti, dalla propria casa non si scappa: “<em>Lasci la casa solo quando la casa non ti lascia più stare”</em>. “<em>Non ti lascia più stare</em>”, ti scaccia con le guerre, le persecuzioni, le dittature, il terrorismo, la fame e la carestia, la mancanza anche della più pallida prospettiva. Troppo spesso, però, il Nord del mondo, l’Europa a cui questi disperati rivolgono il loro grido d’aiuto, sembra non saperlo. Anzi, sembra non volerlo sapere: si gira dall’altra parte, si chiude, respinge. Fa diventare una notizia di routine, da dimenticare subito, anche la morte, la strage di migliaia di persone. Qualche lacrima, qualche parola di circostanza e via, fino al naufragio o alla mattanza nel deserto successivi. E, per giustificare le chiusure e l’indifferenza, si inventano paure assurde. Non a caso una delle parole più ricorrenti è “invasione”, come se alle porte ci fosse un esercito ostile in armi e non un’umanità bisognosa di tutto.</p>
<p>Già, “invasione”. Una delle prove chiamate a sostegno di questo termine foriero di paure è stato il milione circa di richiedenti asilo arrivati in Europa nel 2015. Un milione: è stato ripetuto chissà quante volte, ossessivamente. E detto così, in assoluto, è una cifra che in effetti colpisce. Ma se si riflette un po’, un milione e 50 mila, questa è il numero esatto, equivale ad appena lo 0,2 per cento della popolazione europea: della popolazione, cioè, del continente più ricco e avanzato del mondo. Niente a fronte dell’1,2 milioni di profughi che ospita il piccolo Libano, con appena 5 milioni di abitanti. Serve, allora, una “battaglia di verità”, condotta costantemente, giorno per giorno, perché la gente possa sapere. Sono in tanti a combatterla, ma la strada è lunga e difficile.</p>
<p>Prova a percorrerla anche questo lavoro. Un lavoro nato nel tempo: si basa essenzialmente su esperienze, osservazioni e dati messi insieme per una serie di servizi giornalistici o collaborando con il Comitato Nuovi Desaparecidos e l’agenzia Habeshia di don Mussie Zerai, il sacerdote eritreo “angelo dei profughi”, candidato nel 2015 al Nobel per la pace. Non ha alcuna pretesa scientifica. Vuole essere, piuttosto, una sorta di cronaca ragionata, costruita giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. E, insieme, un promemoria.</p>
<p>L’obiettivo è quello di fornire informazioni per aiutare a rendersi conto di quanto sta accadendo e perché: chi sono i protagonisti e le vittime, da dove vengono, che cosa chiedono. Dati, storie, situazioni, personaggi, problemi, analisi, proposte, per cercare di contrastare quell’indifferenza che induce, appunto, a voltarsi dall’altra parte anziché a guardare negli occhi quella ragazzina eritrea di Gorizia e mille, milioni di altri come lei. Ecco, la fatica sarà stata ben spesa se quanto è contenuto in questo libro riuscirà almeno un po’ a diradare l’attuale, fitta nube di indifferenza. Nella convinzione che, in situazioni come questa che stiamo vivendo, densa di morte e di sofferenze inumane, anche soltanto restare indifferenti è una colpa grave. O, peggio ancora, un crimine contro l’umanità. (Da tempimoderni.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo il link al sito di Tempi Moderni per avere maggiori informazioni:</p>
<p><a href="http://www.tempi-moderni.net/2017/09/21/on-line-il-nuovo-e-book-di-emilio-drudi-fuga-per-la-vita/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.tempi-moderni.net/2017/09/21/on-line-il-nuovo-e-book-di-emilio-drudi-fuga-per-la-vita/&amp;source=gmail&amp;ust=1506754313348000&amp;usg=AFQjCNHoMKvubxf6eEgVLcJowURVdA44vQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">http://www.tempi-moderni.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>2017/09/21/on-line-il-nuovo-e-<wbr />book-di-emilio-drudi-fuga-per-<wbr />la-vita/</a></p>
<p>Qui invece il link ad uno dei siti dal quale acquistare il volume:</p>
<p><a href="https://www.amazon.it/Fuga-vita-tragedia-profughi-annunciata-ebook/dp/B075RRS4GN/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1505994462&amp;sr=8-1&amp;keywords=emilio+drudi&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.amazon.it/Fuga-vita-tragedia-profughi-annunciata-ebook/dp/B075RRS4GN/ref%3Dsr_1_1?ie%3DUTF8%26qid%3D1505994462%26sr%3D8-1%26keywords%3Demilio%2Bdrudi&amp;source=gmail&amp;ust=1506754313348000&amp;usg=AFQjCNE100FBJjR53SbFnne7xz8MF4P_dw&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">https://www.amazon.it/Fuga-?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>vita-tragedia-profughi-<wbr />annunciata-ebook/dp/<wbr />B075RRS4GN/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;<wbr />qid=1505994462&amp;sr=8-1&amp;<wbr />keywords=emilio+drudi</a></p>
<p>Ne consigliamo l’acquisto (solo 4.99 euro) ma soprattutto la lettura, approfondimento e l&#8217;organizzazione di iniziative volte a presentarlo pubblicamente ed analisi dei contenuti. Un libro utile e interessante da leggere.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/09/29/fuga-per-la-vita-di-emilio-drudi/">Fuga per la vita. Di Emilio Drudi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/09/29/fuga-per-la-vita-di-emilio-drudi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
