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	<title>Al jazeera Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>“Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato mia madre”: un tentativo disperato di soppressione della libertà di parola</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 08:47:56 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Cecilia Grillo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 24 luglio le forze israeliane hanno arrestato la giornalista palestinese Lama Khater, irrompendo nella sua casa di famiglia nella città di Hebron, e l&#8217;hanno trasferita in un luogo tuttora sconosciuto.</p>
<p>Yahya, la figlia di soli due anni, ha seguito sua madre Lama mentre veniva arrestata e portata via da almeno 25 soldati israeliani.</p>
<p>Lama Khater è una scrittrice e giornalista palestinese, che conduce campagne pacifiche contro le violazioni dei diritti umani causate dall&#8217;occupazione israeliana e guida lotte per il diritto del popolo palestinese all&#8217;autodeterminazione attraverso la scrittura, il blogging e il coinvolgimento in movimenti non violenti: è una nota figura mediatica che ha scritto molti articoli politici per giornali e siti web. È nota per aver scritto a sostegno della resistenza palestinese.</p>
<p>Suo marito, Hazem al-Fakhouri, ha detto ad Al Jazeera di essere stato convocato dalle forze israeliane cinque giorni prima della cattura di Lama per essere sottoposto ad interrogatorio, durante il quale è stato avvertito che la moglie, Ms. Khater, sarebbe stata arrestata se non fosse riuscito a convincerla a smettere di scrivere.</p>
<p>Lama Khater è stata anche arrestata due anni fa, appena un mese dopo aver dato alla luce Yahya, ed è stata sottoposta a lunghe ore di interrogatorio riguardo ai suoi scritti prima di essere rilasciata lo stesso giorno.</p>
<p>Il Ministero dei prigionieri ed ex detenuti palestinesi ha condannato l&#8217;arresto avvenuto questo martedì da parte degli israeliani di 14 palestinesi nella Cisgiordania occupata, tra cui anche quello della giornalista e scrittrice Lama Khater per accuse di coinvolgimento in attività ostili contro cittadini e soldati israeliani.</p>
<p>In una dichiarazione, il Ministero ha commentato l&#8217;arresto di Khater, dicendo che rientra nel quadro della politica governativa di occupazione volta a cancellare il ruolo di detentori di opinioni e attivisti politici e sociali, trattenendoli senza accuse reali o un equo processo.</p>
<p>Il ministero ha esortato tutte le organizzazioni volte alla tutela dei diritti umani a sostenere Khater affinché venga rilasciata in quanto la sua detenzione è considerata una grande perdita per i detenuti palestinesi che Khater ha difeso e rappresentato.</p>
<p>Nel suo ultimo tweet, Lama Khater ha condannato il controllo israeliano sulla moschea di Al-Aqsa nell&#8217;annessa Gerusalemme est, dicendo: “As long as they call it the Temple Mount, and as long as they constantly break into it with large numbers, and as long as the Muslims do not enjoy full freedom of access and prayers in it, in practice the Aqsa Mosque will soon to be exclusively Jewish.”</p>
<p>Tuttavia Khater non è l&#8217;unica giornalista di sesso femminile a Hebron ad essere stata detenuta nelle ultime settimane. Il mese scorso, la giornalista freelance Suzanne Oweiwi, 39 anni, è stata presa dalla sua casa di Hebron dopo un raid delle forze israeliane.</p>
<p>Dall&#8217;inizio di giugno, le forze israeliane hanno arrestato quattro donne a Hebron: sono 63 ora le prigioniere palestinesi detenute nelle carceri israeliane.</p>
<p>Le autorità israeliane hanno arrestato più di 15.000 donne palestinesi dall&#8217;inizio dell&#8217;occupazione della Cisgiordania, della Striscia di Gaza e di Gerusalemme nel 1967.</p>
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		<title>Da Al Jazeera sulla Siria</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2016 07:55:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Senza parole. No comment. &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Senza parole. No comment.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-695.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7628" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-695.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-695" width="686" height="515" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-695.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 686w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-695-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 686px) 100vw, 686px" /></a></p>
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		<title>Tunisia nel caos: ucciso il leader dell&#8217;opposizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 07:12:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A due anni dalla rivoluzione dei Gelsomini, la Tunisia è nel caos. Ieri è stato ucciso, a colpi di pistola, Chokri Belaid. Attivista dei diritti umani, Belaid era uno dei maggiori esponenti di Nidaa&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>A due<br />
anni dalla rivoluzione dei Gelsomini, la Tunisia è nel caos. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ieri è<br />
stato ucciso, a colpi di pistola, Chokri Belaid. Attivista dei<br />
diritti umani, Belaid era uno dei maggiori esponenti di Nidaa Tounes<br />
&#8211; una nuova formazione politica che, presto, è diventata la più<br />
importante nell&#8217;opposizione al governo tunisino – e si è battuto<br />
per un Paese laico e contro il pericolo di derive islamiste da parte<br />
del partito governativo, Ennhada.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
partito islamico, al potere, respinge le accuse di essere il<br />
“mandante” dell&#8217;omicidio, attribuendo a forze sovversive la<br />
responsabilità di questo crimine.  Il Premier, Hamadi al Jebali, ha<br />
annunciato che scioglierà il governo per formarne uno di tecnici, un<br />
esecutivo di solidarietà nazionale, e che i ministri attuali non si<br />
presenteranno alle prossime elezioni, in occasione delle quali<br />
saranno inviati osservatori internazionali, come ha riferito<br />
l&#8217;emittente Al Jazeera.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Intanto<br />
nel Paese la tensione è altissima: migliaia di persone si sono<br />
riversate lungo l&#8217;avenue Habib Bourguiba, a Tunisi, diretti alla sede<br />
del Ministero dell&#8217;Interno, urlando slogan contro il governo/regime.<br />
I manifestanti hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza e<br />
la Polizia ha risposto con granate e lacrimogeni; un ragazzo è stato<br />
arrestato dopo essere stato trascinato tra le barricate e il filo<br />
spinato; un altro, a Gafza, è rimasto ucciso durante un violento<br />
scontro con gli agenti di sicurezza e centinaia di persone sono scese<br />
in piazza anche a Monastir.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi si<br />
svolgeranno i funerali di Belaid:  il sindacato  più importante<br />
della Tunisia ha indotto uno sciopero generale in tutto il Paese e<br />
anche la giustizia tunisina si fermerà per due giorni, in segno di<br />
protesta contro questa uccisione.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">

</div>
</div>
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