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	<title>Allende Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Cile: 13/09/1973 – 13/09/2023</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Oct 2023 08:13:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi L&#8217;11 settembre è stato il Cinquantesimo anniversario del “Golpe de Estado” in Cile guidato dal generale Augusto Pinochet contro il governo democratico di Salvador Allende. È curioso e anche sorprendente che&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="417" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci-300x156.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci-768x400.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption>Relatives of the Association of Executed Politicians takes part in a demonstration commemorating another anniversary of Chile&#8217;s 1973 military coup, in Santiago, Chile, Sunday, Sept. 9, 2018. The coup toppled Chilean President Salvador Allende and began the military dictatorship of Gen. Augusto Pinochet on Sept. 11, 1973. (AP Photo/Esteban Felix)</figcaption></figure>



<p><br>di Tini Codazzi </p>



<p></p>



<p>L&#8217;11 settembre è stato il Cinquantesimo anniversario del “Golpe de Estado” in Cile guidato dal generale Augusto Pinochet contro il governo democratico di Salvador Allende. È curioso e anche sorprendente che un evento così grave per la democrazia di un Paese sia avvenuto lo stesso giorno dell&#8217;attacco alle Torri Gemelle di New York, ma 28 anni prima.<br>Quel tragico giorno di settembre del &#8217;73 diede inizio a un incubo che portò alla scomparsa e all&#8217;assassinio di oltre 4.000 persone in 17 anni di dittatura, secondo gli ultimi dati dell&#8217;Istituto Nazionale dei Diritti Umani (INDH). Senza contare il numero di persone torturate, stuprate, prigioniere o comunque vittime del potere repressivo, in questo caso si arriva a cifre agghiaccianti: più di 40.000 persone e<br>migliaia e migliaia di esuli politici.<br>Lo scorso 11 settembre, migliaia di persone testimoni di quegli anni hanno sfilato per le strade di Santiago, uomini e donne, vestiti di nero e con candele in mano, hanno ricordato per l&#8217;ennesima volta la dolorosa perdita di figli e figlie, mariti, mogli, padri o madri, amici, vicini o semplicemente connazionali mai più rivisti.<br>Lo stadio di Santiago è stato il più grande centro di detenzione e tortura della dittatura di Pinochet; decine di ex prigionieri politici sono tornati lo scorso 11 settembre per commemorare il momento, per ricordare che questa ferita non è del tutto chiusa, per onorare la memoria di tutti i “desaparecidos” e di tutte le persone che sono state torturate e uccise lì. Ora questi spazi sono un Museo della Memoria Nazionale per non dimenticare, per dire “NUNCA +”.<br>Come dicevamo, gli esuli negli anni immediati all’inizio della dittatura, sono stati migliaia e migliaia, in tutto il mondo e soprattutto in America Latina, molti di loro, in preda alla disperazione, arrivarono in Venezuela, una terra gentile che ha sempre accolto gli esuli di tutto il mondo. Tanti artisti, poeti, scrittori, persone comuni che erano state torturate e che stavano scappando dalle tenebre. Tra tutti questi è arrivato Manuel, un bambino di soli 7 anni. Arrivò accompagnato dalle due sorelle maggiori, dalla madre e dal padre, che aveva lavorato a diretto contatto con l&#8217;ufficio del sindaco di Santiago, è che è scappato giusto in tempo. Loro, come tanti altri, ricostruirono le loro vite da zero e cercarono di sanare ferite profonde. Non ho mai chiesto loro se quelle ferite veramente siano mai guarite. Forse non lo farò mai.<br>Quante fotografie in bianco e nero ho visto che uscivano dai portafogli, parenti o amici scomparsi. Volti sorridenti, giovani e non solo. Abbiamo ascoltato storie terribili. Quante persone ho incontrato strada facendo in Venezuela che dicevano a capo chino di essere cilene, ma non per vergogna bensì per tristezza, una profonda tristezza e malinconia che ho continuato a percepire sempre, latente, quando sono stata in Cile ma anche in giro per il mondo, incontrandoli. Ancora oggi penso che questa tristezza<br>non sia mai stata superata.<br>Come tutti i regimi dittatoriali, come tutti i genocidi della nostra storia, quello del Cile, come quello dell&#8217;Argentina, ha segnato profondamente il subcontinente latinoamericano negli anni settanta e ottanta, unendo ancora di più i nostri popoli. Storie che non dimenticheremo mai, immagini che ricorderemo per sempre: i bombardamenti e la distruzione della Moneda, la morte di Salvador Allende, la immagine dello stadio, gli incendi nelle strade, i militari pronti a sparare, la gente spaventata, i carrarmati per strada, il<br>racconto dell’assassinio di Victor Jara, i morti, i volti dei “desaparecidos”.<br>Atrocità. Buio. Tragedia. Morte. Ferita profonda. Il colpo di Stato in Cile è stato un crimine e su questo non ci sono dubbi.</p>



<p><br>&#8220;A mi no me lo contaron, yo lo viví, tenía 23 años y supe lo que era la democracia en este país, y estoy<br>aquí para decirle a los jóvenes, sobre todo a los jóvenes, a los niños, que la democracia hay que<br>cuidarla&#8221;.</p>
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		<title>Percorsi di memoria: CILE 1973-2013</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 03:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>11 settembre: una data difficile. Per l&#8217;attentato alle Torri gemelle di New York nel 2001. Ma non solo. Esattamente quarant&#8217;anni fa i corpi speciali dell&#8217;esercito cileno, comandati dal generale Augusto Pinochet, destiuirono il governo&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/SALVADOR-ALLENDE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/SALVADOR-ALLENDE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>11<br />
settembre: una data difficile. Per l&#8217;attentato alle Torri gemelle di<br />
New York nel 2001. Ma non solo. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Esattamente<br />
quarant&#8217;anni fa i corpi speciali dell&#8217;esercito cileno, comandati dal<br />
generale Augusto Pinochet, destiuirono il governo di Salvador<br />
Allende. Un colpo di Stato militare che portò all&#8217;uccisione del<br />
presidente Allende e di 50.000 militanti del movimento operaio, e poi lavoratori e studenti, persone comuni. Da<br />
allora si instaurò nel Paese una sanguinosa dittatura a cui fecero<br />
eco altre in molti Stati sudamericani.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
mostra del cinema di Venezia, alla sua 70ma edizione, ha voluto<br />
rendere omaggio al Cile con due opere presentate nella sezione<br />
“Settimana della critica” di due registi, entrambi di un cognome<br />
molto diffuso: Sepúlveda.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sebastiàn<br />
Sepúlveda, nel suo <i>Las<br />
Niñas Quispe</i>,<br />
racconta la quotidianità di Justa, Lucia e Luciana, tre sorelle che<br />
vivono di pastorizia sull&#8217;altopiano. Un visitatore porta loro la<br />
notizia dell&#8217;inserimento di una nuova legge che sconvolgerà del<br />
tutto la loro esistenza, un&#8217;esistenza fatta di gesti ripetuti e di<br />
lavoro duro, nel vento e nel freddo, ma che rassicura e garantisce<br />
stabilità. Donne segnate dalla fatica fisica, silenziose e tenaci.<br />
Coraggiose fino all&#8217;ultimo, quando faranno la scelta estrema e più<br />
difficile. Siamo nel 1974 quando tutti, in città come nelle ande,<br />
erano costretti a scegliere tra la libertà e la rassegnazione.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
silenzio appartiene anche a Ximena, la protagonista del film di<br />
Moisès Sepúlveda, intitolato<i><br />
Las analfabetas</i>,<br />
tratto dall&#8217;omonima pièce teatrale scritta da Pablo Paredes
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://2.bp.blogspot.com/-nC0VxozuLmQ/UjAAYb9d0LI/AAAAAAAAAKs/DD5xHUV2gd8/s1600/las+analfabestas.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="213" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/las-analfabestas.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a><a href="http://1.bp.blogspot.com/-nC0VxozuLmQ/UjAAYb9d0LI/AAAAAAAAAKo/98g0Lb6PLIY/s1600/las+analfabestas.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><br /></a></div>
<p>(cosceneggiatore del film). Ximena ha cinquant&#8217;anni, ma non sa né<br />
leggere e né scrivere e  questo, per lei, è un handicap che le<br />
impedisce di stabilire relazioni profonde con gli altri. Un giorno la<br />
donna riceve la visita inaspettata della giovane Jackeline,<br />
insegnante precaria che si offre di insegnare a Ximena la<br />
comunicazione scritta.<br />
</p>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Un giorno Jackline trova un foglio<br />
gelosamente custodito da Ximena, come se fosse un tesoro prezioso: è<br />
la lettera che il padre le ha lasciato prima di abbandonarla. Quel<br />
foglio sarà lo strumento e il simbolo di una liberazione<br />
“intellettuale” e psicologica che porterà la donna ad uscire dal<br />
suo isolamento.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/Las-ninas-quispe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/Las-ninas-quispe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a><i>Las<br />
Niñas Quispe</i><br />
è un film di fiction che, alternando dialoghi rarefatti alla<br />
gestualità semplice e istintiva delle persone, documenta la vita<br />
sulle montagne e il percorso interiore di chi è costretto a fare i<br />
conti con un cambiamento troppo grande; con  <i>Las<br />
analfabetas </i>si<i><br />
</i>entra<br />
in un piccolo mondo fatto di un tavolo, di una cucina, di un<br />
cancello, ma in entrambi la via di fuga c&#8217;è: la morte o la cultura.<br />
Ma mai la rassegnazione.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Nella citttà di Milano è in<br />
programma una serie di iniziative per ricordare la dittatura cilena<br />
(e non solo). Riportiamo qui di seguito la comunicazione,<br />
ringraziando Monica Macchi per la segnalazione.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
<b>Mostra<br />
fotografica</b><br />
di Paola Agosti “Il Cile dell’Unidad Popular”, che si terrà in<br />
Umanitaria  via Daverio, 7 &#8211; dal 7 al 12 Settembre. Il giorno<br />
dell’inaugurazione – 7 settembre ore 18  oltre all’autrice<br />
saranno presenti: </p>
</div>
<div style="margin-left: -0.03cm;">
Pier<br />
Amos Nannini (Presidente Società Umanitaria), Emilio Barbarani<br />
(Diplomatico e scrittore), Marzia Oggiano (Segreteria Camera del<br />
Lavoro Metropolitana di Milano), Patricia Mayorga (Giornalista<br />
Corrispondente estera “El Mercurio” e scrittrice).</div>
<p><b>Mostra di immagini</b><br />
<b>e manifesti</b><br />
relativi all’impegno sindacale per il ripristino della democrazia<br />
in Cile, in Camera del Lavoro Metropolitana di Milano dal 9 al 12<br />
Settembre.</p>
<p><b>Concerto</b><br />
della cantattrice Annamaria Castelli in Trio con Giulio D’Agnello<br />
(chitarra, strumenti a corda e voce), Carlos Adriàn Fioramonti<br />
(chitarra) e con Elisa Roson (attrice), nell’Auditorium Di Vittorio<br />
il 10 Settembre alle ore 21;</p>
<p><b>Proiezione</b><br />
del film “<b>SALVADOR<br />
ALLENDE”</b> di Patricio<br />
Guzmàn, sempre al “Di Vittorio” alle ore 18 del 12 Settembre.<br />
Intervento di Graziano Gorla Segretario Generale</p>
<p><b>11 settembre alle ore 21</b><br />
&#8211; all’Alcatraz via Valtellina, 25 – <b>Concerto:<br />
INTIILLIMANI HISTORICO dal titolo “CANTO PARA NO OLVIDAR”</b><br />
organizzato da CGIL e CISL Lombardia</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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