<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>alloggi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/alloggi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/alloggi/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Oct 2022 06:57:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>alloggi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/alloggi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il bene confiscato diventa un progetto di housing sociale</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/10/28/il-bene-confiscato-diventa-un-progetto-di-housing-sociale/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/10/28/il-bene-confiscato-diventa-un-progetto-di-housing-sociale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 06:55:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abitanti]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[beneconfiscato]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[confisca]]></category>
		<category><![CDATA[criminalitàorganizzata]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[edificio]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[emergenzabitativa]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[housing]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[municipio]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16679</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Dal 20 al 23 ottobre scorso si è svolto, a Milano, il “Festival dei beni confiscati alla mafia”; una manifestazione importante per capire e far conoscere la diffusione dei beni confiscati&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/10/28/il-bene-confiscato-diventa-un-progetto-di-housing-sociale/">Il bene confiscato diventa un progetto di housing sociale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16680" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma2-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma2-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma2-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Dal 20 al 23 ottobre scorso si è svolto, a Milano, il “Festival dei beni confiscati alla mafia”; una manifestazione importante per capire e far conoscere la diffusione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. La possiamo vedere in due modi, questa diffusione: il bicchiere mezzo vuoto riguarda la presenza della mafia sul nostro territorio. Il bicchiere mezzo pieno riguarda il fatto che lo Stato vince spesso e proprio questi beni confiscati sono la dimostrazione di una vittoria.</p>



<p>La legge dei beni confiscati nasce nel 1982, dopo l&#8217;omicidio del Generale Dalla Chiesa e dopo la morte di Pio La Torre, nel mese di settembre; il Parlamento approva questa proposta di legge che prevedeva l&#8217;introduzione nel codice penale del reato di associazione mafiosa secondo cui la mafia viene affrontata non più come una serie di singoli reati (furto, estorsione, spaccio), ma come qualcosa con la propria identità, per cui l&#8217;associazione mafiosa in sé diventa un reato. Inoltre, viene proposto e poi introdotto il sequestro e la confisca dei beni perchè la mafia si combatte non solo con la repressione, con gli arresti, ma anche colpendola nel patrimonio. Come funziona questa legge? Una persona indiziata di associazione mafiosa, indiziata non condannata, che abbia un patrimonio di cui non può dimostrare la liceità di acquisizione rischia la confisca; la confisca non aspetta la conclusione del processo penale, ma può essere fatta qualora una persona sia indiziata e al tempo stesso abbia un patrimonio incompatibile col suo reddito, ovvero un nullatenente, uno che ha un reddito basso di fronte a un patrimonio ingiustificabile può perdere il patrimonio grazie a questo meccanismo. Una legge rivoluzionaria che adesso all&#8217;estero stanno osservando per cercare di riprodurla.</p>



<p>Dall&#8217; 82 al &#8217;96, in quei 14 anni sono stati sequestrati 1200 beni. Un magistrato del pool antimafia, insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello, aggiunge alla legge di confisca anche la possibilità di riassegnare i beni per una finalità sociale. Contemporaneamente sul territorio italiano nasce <em>Libera </em>con Don Ciotti, grazie a una raccolta di firme straordinaria per sostenere questa legge firmata anche dall&#8217;allora deputato Piersanti Mattarella. Dal 1996, quindi, i beni confiscati possono anche essere riconsegnati alla società per finalità sociali e da allora ad oggi c&#8217;è stata un&#8217;impennata: i beni confiscati sono 36.000 in Italia di cui 135 i beni confiscati attualmente in carico direttamente al Comune di Milano; qualcuno è stato messo in affitto perché non c&#8217;erano le condizioni per assegnarli come housing sociale gratuito.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16681" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Nella zona di Milano nord-est, in Via Mosso al numero civico 4, una traversa di Via Padova &#8211; una delle aree più multiculturali e vivaci della città &#8211; c&#8217;è un bene confiscato che da molto tempo si trova in condizioni di abbandono anche perché è un bene che richiedeva un certo investimento per sistemarlo. Il Municipio milanese ha colto al volo un&#8217;opportunità che è arrivata l&#8217;anno scorso grazie ai fondi europei del PNRR e lo ha candidato per una ristrutturazione che sarà terminata entro, se non prima, il 2026; diventerà un condominio con alloggi per 25 persone, in particolare famiglie con minori che vivono in una condizione di emergenza abitativa; piccole stanze, componibili e modulari realizzate in base alla composizione del nucleo e delle sue esigenze, per avere una risposta all&#8217;emergenza abitativa. Proprio di fronte all&#8217;edificio si erge un punto di comunità che è nato da alcuni mesi, un luogo di socializzazione, di promozione culturale, di inserimento lavorativo, di presa in carico, anche del bisogno e averlo così vicino può essere un punto di riferimento anche per chi andrà a vivere lì e viceversa.</p>



<p>La ristrutturazione dell&#8217;abitato di Via Mosso è un investimento abbastanza importante perché prevede oltre un milione di euro; la struttura è composta da tre corpi di fabbrica, cioè quello principale, che è a tre piani e poi i due corpi più piccoli che diventeranno locali di servizio. L&#8217;idea è quella di riqualificare tutto nell&#8217;insieme, ovviamente in modo attento anche riguardo alla parte estetica e ambientale (ad esempio con l&#8217;uso del fotovoltaico): si cercherà di offrire un luogo di accoglienza dignitoso per persone che vivono in una condizione difficile anche con con minori a carico così che quello che è stato il frutto di un crimine adesso diventa invece qualcosa che risponde a una missione sociale. Interessante anche ricordare che, sulla facciata dell&#8217;immobile che si vede da Via Padova è stato dipinto, anni fa, un murales realizzato con vernice che assorbe lo smog: ciò significa che, seppur in una condizione di abbandono, c&#8217;era già l&#8217;interesse da parte dei cittadini e degli abitanti del quartiere di dare un segnale di attenzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16682" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Sempre rimanendo in zona Via Padova, c&#8217;è un altro spazio derivante da un bene confiscato: il <em>Belnet</em> (“Bello pulito” in dialetto meneghino) dove prima c&#8217;era una lavanderia che nascondeva una storia di traffici e di usura e che è stato assegnato a una cooperativa; oggi viene utilizzato dal quartiere per tantissime attività di socializzazione e di inclusione. E&#8217; anche vero però che, ad esempio, nella zona di Lecco &#8211; alta Brianza, in Lombardia &#8211; i beni confiscati vengono raccontati come un monumento di una cosa che “c&#8217;era una volta”, ora non più; non è affatto così, purtroppo. La mafia c&#8217;è ancora, ha cambiato modalità, ma esiste. E si può sconfiggere, ma un dato certo è che durante i mesi della pandemia sono stati registrati ben 14.000 passaggi societari, acquisizioni di quote societarie, dato assolutamente anomalo per una fase di fermo assoluto di tutto: il dato rappresenta l&#8217;acquisizione a buon mercato di società da parte della mafia che usa tali acquisizioni per avere accesso a contributi statali.</p>



<p>Il festival serve proprio a raccontare la presenza e la forza delle mafie, anche se non mettono le bombe, anche se non fanno più le stragi, ma agiscono diversamente e in maniera più subdola. Ma, ripetiamo, si può e si deve sconfiggere. E la confisca è uno degli strumenti più importanti ed efficaci dello Stato.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/10/28/il-bene-confiscato-diventa-un-progetto-di-housing-sociale/">Il bene confiscato diventa un progetto di housing sociale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/10/28/il-bene-confiscato-diventa-un-progetto-di-housing-sociale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto annuale di Associazione 21 luglio: «Scende a 20.000 il numero di rom in emergenza abitativa in Italia.»</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/06/24/rapporto-annuale-di-associazione-21-luglio-scende-a-20-000-il-numero-di-rom-in-emergenza-abitativa-in-italia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/06/24/rapporto-annuale-di-associazione-21-luglio-scende-a-20-000-il-numero-di-rom-in-emergenza-abitativa-in-italia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 08:27:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[amministratori]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione21luglio]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[baraccopoli]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discrminazione]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[insediamenti]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[periferie]]></category>
		<category><![CDATA[politiche]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[segregazione]]></category>
		<category><![CDATA[sgomberi]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14286</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rapporto annuale di Associazione 21 luglio: «Scende a 20.000 il numero di rom in emergenza abitativa in Italia. Tra gli amministratori locali va maturando l’urgenza di un superamento degli insediamenti mentre a Roma spetta&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/06/24/rapporto-annuale-di-associazione-21-luglio-scende-a-20-000-il-numero-di-rom-in-emergenza-abitativa-in-italia/">Rapporto annuale di Associazione 21 luglio: «Scende a 20.000 il numero di rom in emergenza abitativa in Italia.»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Rapporto annuale di Associazione 21 luglio: «Scende a 20.000 il numero di rom in emergenza abitativa in Italia. Tra gli amministratori locali va maturando l’urgenza di un superamento degli insediamenti mentre a Roma spetta la maglia nera»</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="586" height="321" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14290" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 586w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii-1-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 586px) 100vw, 586px" /></figure></div>



<p><strong>Roma, 17 giugno 2020</strong>&nbsp;–&nbsp;&nbsp; L’Italia è l’unico Paese in Europa ad aver creato, organizzato e consolidato negli ultimi 40 anni un sistema abitativo parallelo per comunità considerate di etnia rom che assume forma architettonica in quello che viene denominato impropriamente “campo nomadi” o “campo rom”. Alla luce di tale specificità&nbsp;<strong>da 5 anni Associazione 21 luglio presenta un Rapporto Annale che fotografa la condizione delle comunità rom</strong>&nbsp;presenti negli insediamenti formali e informali, la prassi politica e il rapporto che intercorre tra il “sistema campi” e il resto della società. Il Rapporto 2019 ha come titolo&nbsp;<strong>“Periferie lontane – Comunità rom negli insediamenti formali e informali in Italia</strong>” ed offre uno spaccato della situazione in Italia e nella città di Roma.</p>



<p><strong>Dati e numeri in Italia: la fotografia di un calo</strong></p>



<p>Dai 28.000 del 2017 ai 25.000 del 2018,&nbsp;<strong>sino ad arrivare, nel 2019 a 20.000</strong>. Sono questi i numeri dei rom che vivono in Italia nelle baraccopoli formali e informali. Di essi il 63%, pari a 12.700 unità, vivono in 119 baraccopoli istituzionali presenti il 68 Comuni italiani. L’anno precedente gli insediamenti mappati erano stati 127 in 74 Comuni. In tali aree il 47% dei residenti negli insediamenti formali ha la nazionalità italiana; il 42% è originario dell’ex Jugoslavia mentre, per il resto, si tratta di cittadini comunitari. Nel totale il 55% ha meno di 18 anni.&nbsp;<strong>Roma, con i suoi 15 “campi” formali è la città che più di tutte ha investito, negli ultimi anni, per la progettazione e gestione di tali insediamenti.</strong></p>



<p>Circa<strong>&nbsp;7.300, tutti cittadini comunitari</strong>, sono invece i rom che vivono in insediamenti informali e censiti nel 2019. I più grandi sono concentrati nella Regione Campania e al loro interno l’aspettativa di vita è di 10 anni inferiore rispetto a quella della popolazione italiana.</p>



<p><strong>Politiche verso il superamento degli insediamenti formali</strong></p>



<p>Prosegue nel 2019 il trend, già registrato l’anno precedente, verso il superamento degli insediamenti formali. Sempre più&nbsp;<strong>amministrazioni locali</strong>, al di là del colore politico,&nbsp;<strong>mostrano segni di consapevolezza sull’importanza di porre fine a questi spazi di segregazione su base etnica</strong>&nbsp;attraverso percorsi di inclusione. Spicca nel 2019 il superamento degli insediamenti di La Favorita (Palermo), via delle Bonifiche (Ferrara), via Madonna del Piano (Sesto Fiorentino), dove Amministrazioni di opposte appartenenza politiche si sono adoperate per il trasferimento di famiglie dai cosiddetti “campi rom” in abitazioni convenzionali.</p>



<p>In altri casi la chiusura dell’insediamento, come per il “campo” dell’Oratorio (Pisa), è coinciso con il semplice trasferimento delle famiglie verso altre aree non appropriate sotto il profilo abitativo.</p>



<p><strong>Secondo le previsioni delle amministrazioni locali saranno almeno 11, nel 2020</strong>, gli insediamenti formali che verranno superati secondo i principi della “Strategia Nazionale per l’inclusione dei rom”.</p>



<p><strong>Sgomberi forzati</strong></p>



<p>La pratica degli sgomberi forzati, mai risolutiva, dispendiosa e lesiva dei diritti umani, continua ad essere quella fatta propria da numerose Amministrazioni anche nel 2019. Si è assistito tuttavia ad un calo del numero totale degli sgomberi forzati rispetto alle precedenti annualità. Dai 250 sgomberi del 2016, si è passati ai 230 del 2017, ai 195 del 2018 e ai&nbsp;<strong>145 del 2019</strong>&nbsp;con un calo, rispetto all’anno precedente del 26%.</p>



<p>Tale calo numerico va interpretato da una parte come una diminuzione delle famiglie presenti insediamenti informali; dall’altro con l’introduzione dell’odiosa pratica degli “<strong>sgomberi indotti</strong>”, causati dalle pressioni esercitate dalle Forze dell’Ordine nei confronti degli abitanti delle baraccopoli che, raggiunto un forte livello di esasperazione, optano per l’allontanamento volontario.</p>



<p><strong>Discorsi d’odio</strong></p>



<p>Nel 2019 l’Osservatorio 21 luglio ha registrato un totale di 102 episodi di discorsi d’odio nei confronti dei rom di cui&nbsp;<strong>39 sono stati classificati di gravità media-alta</strong>. La media giornaliera che si ricava è di circa 2 episodi a settimana. Rispetto al 2018 il dato complessivo rivela, rispetto al 2018, un decremento del 18%. Tale diminuzione potrebbe derivare dalla maggiore attenzione del discorso politico e mediatico nei confronti dei flussi migratori in entrata. Si segnala inoltre il mutato linguaggio di alcuni attori politici e pubblici nazionali e locali che ormai hanno quasi abbandonato il ricorso a dichiarazioni manifestamente discriminatorio e incitante all’odio prediligendo invece un utilizzo di affermazioni stereotipate, collocandosi così al riparo da eventuali sanzioni.</p>



<p><strong>La maglia nera alla città di Roma</strong></p>



<p>Quasi un terzo delle persone rom in emergenza abitativa presenti in Italia, risiedono negli insediamenti formali e informali della città di Roma. Nella Capitale&nbsp;<strong>nei 6 “villaggi attrezzati” risultano vivere 2.600 persone, di cui 1.250 minori</strong>. Nei&nbsp;<strong>10 “campi tollerati” vivono invece 880 persone</strong>, mentre&nbsp;<strong>2.000 sono quelli censite nel 2019 dalla Prefettura di Roma nei 338 micro-insediamenti</strong>. Nell’unica occupazione monoetnica della città di Roma vivono da circa 4 anni, 600 rom di cittadinanza rumena.<br>A fronte di fallimentari pratiche di superamento degli insediamenti – culminate nel 2018 con lo sgombero del Camping River – l’azione privilegiata scelta dall’Amministrazione Capitolina appare quella degli sgomberi formati. Nel 2016 erano stati 28 quelli registrati; 33 nel 2017; 40 nel 2018 e 45 nel solo 2019, con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente.<br>Anche sul fronte scuola i dati generano preoccupazione. Lontano dall’applicare anche una minima di quanto previsto dal&nbsp;<strong>“Piano rom” della Giunta Raggi</strong>, sono i numeri a dimostrare come l’Amministrazione Capitolina abbia rinunciato a qualsiasi reale azione che favorisca e sostenga l’iscrizione, la frequenza e il successo scolastico dei minori presenti negli insediamenti della Capitale.</p>



<p><strong>Analisi e prospettive</strong></p>



<p>Alla luce degli incoraggianti dati emersi sul territorio nazionale, si legge nel Rapporto, «<strong>bisognerà attendere il 2020 per vedere eventualmente il consolidarsi di un trend</strong>. Certamente in Italia qualcosa sta cambiando e potremmo trovarci di fronte all’inizio di una nuova stagione. Occorre mantenere alta l’attenzione – raccomanda Associazione 21 luglio – maturare un pensiero diverso, liberare le politiche da prassi etnicizzanti, orientare la bussola in direzione dei diritti umani. In molti casi, come si è potuto osservare su diversi territori, per superare le baraccopoli è sufficiente fare uso di quel buonsenso che ogni amministratore dovrebbe coltivare».<br><strong>Sul fronte romano Associazione 21 luglio scrive di un 2019 che «ha lasciato una profonda disillusione nei confronti di un Piano rom che non è mail decollato»</strong>.<br>Secondo <strong>Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, «l’Amministrazione Capitolina, testardamente chiusa e isolata nelle sue certezze,</strong> ha lasciato le parole “superamento dei campi” solo nei buoni propositi, per poi vederli sfumare nell’incompetenza che regna sovrana negli uffici capitolini e nella superficialità dei suoi amministratori. Ne è prova il fatto, a titolo esemplificativo, che da 5 anni giace nei cassetti del Consiglio Comunale una proposta di iniziativa popolare sul superamento dei campi rom che ancora deve essere discussa e portata ai voti, segno inequivocabile della barriera che, sul tema “campi rom” la Giunta Capitolina ha consapevolmente costruito attorno a sé al fine da isolarsi da qualsiasi dialogo e confronto».<strong><br><br><a rel="noreferrer noopener" href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=725226f217&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">RAPPORTO ANNUALE 2019</a> </strong></p>



<p><strong>LUNEDI 29 GIUGNO, alle ore 18.30, Associazione Per i Diritti umani sarà in collegamento con CARLO STASOLLA, presidente Associazione 21 luglio. Sul canale Youtube di Associazione Per i Diritti umani. </strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/06/24/rapporto-annuale-di-associazione-21-luglio-scende-a-20-000-il-numero-di-rom-in-emergenza-abitativa-in-italia/">Rapporto annuale di Associazione 21 luglio: «Scende a 20.000 il numero di rom in emergenza abitativa in Italia.»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/06/24/rapporto-annuale-di-associazione-21-luglio-scende-a-20-000-il-numero-di-rom-in-emergenza-abitativa-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto Annuale 2017: in Italia 26 mila rom ancora in emergenza abitativa</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2018 09:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[21luglio]]></category>
		<category><![CDATA[abitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[igiene]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manconi]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politiche]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[servizi]]></category>
		<category><![CDATA[sgomberi]]></category>
		<category><![CDATA[Sinti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10493</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentato in Senato il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio. Sono 26 mila i rom in emergenza abitativa in Italia, il monito: «Ancora inadeguate le politiche volte al superamento dei campi, mancano orientamento&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/">Rapporto Annuale 2017: in Italia 26 mila rom ancora in emergenza abitativa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="gdlr-blog-title"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/rapporto-annuale-21-luglio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10494" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/rapporto-annuale-21-luglio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/rapporto-annuale-21-luglio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/rapporto-annuale-21-luglio-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></h1>
<div class="clear"></div>
<p><!-- entry-header --></p>
<div class="gdlr-blog-content">
<div>
<p><strong>Presentato in Senato il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio. Sono 26 mila i rom in emergenza abitativa in Italia, il monito: «Ancora inadeguate le politiche volte al superamento dei campi, mancano orientamento strategico e coordinamento nazionale delle politiche desegregative».</strong></p>
</div>
<p>Roma – 6 aprile 2018. Il giudizio degli Enti internazionali ed europei di monitoraggio sui diritti umani* appare chiaro: anche nel 2017 l’Italia ha continuato ad essere il <strong>“Paese dei campi”</strong>, perseverando nell’utilizzo di politiche discriminatorie e segreganti nei confronti delle popolazioni rom e sinte presenti sul territorio nazionale oltre che nelle persistenti operazioni di sgombero forzato.</p>
<p>È stato presentato oggi in Senato, alla presenza del neo direttore UNAR<strong> Luigi Manconi</strong>, il <strong>Rapporto Annuale 2017</strong> di Associazione 21 luglio che come ogni anno – in vista della Giornata Internazionale dei Rom e Sinti celebrata l’8 aprile – fa il punto sullo stato dei diritti delle <strong>popolazioni rom e sinte in condizioni di emergenza abitativa </strong>e residenti all’interno di baraccopoli formali e informali italiane.</p>
<h3><strong><u>Rom e Sinti in emergenza abitativa in Italia</u></strong></h3>
<p>Secondo i dati raccolti sul campo da Associazione 21 luglio, a fronte di un totale stimato compreso tra 120 e 180 mila presenze di cittadini di origine rom e sinta, <strong>sono circa 26 mila quelli in emergenza abitativa</strong> che vivono in baraccopoli formali e informali o nei centri di raccolta monoetnici, numero pari allo<strong> 0,04% della popolazione italiana</strong>. Rispetto all’anno precedente si registra quindi una leggera flessione di presenze (nel 2016 erano 28 mila unità) dettata non da una graduale risoluzione della questione ma piuttosto dalle <strong>drammatiche condizioni di vita all’interno di questi insediamenti </strong>che hanno spinto alcuni degli abitanti – prevalentemente comunitari – a spostarsi in altri Paesi o a tornare nelle città di origine.</p>
<h3><strong><u>I numeri</u></strong></h3>
<p>In Italia sono <strong>148 le baraccopoli formali</strong>, distribuite in 87 comuni di 16 regioni da Nord a Sud, per un totale di circa 16.400 abitanti, mentre 9.600 è il numero di presenze stimato all’interno di insediamenti informali. A fine 2017 in Italia risultavano ancora attivi 2 centri di accoglienza monoetnici riservati alle comunità rom per un totale di 130 residenti, uno nella città di Napoli e uno a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Dei rom e sinti residenti nelle baraccopoli formali si stima che il <strong>43% abbia la cittadinanza italiana</strong>; mentre sono 9.600 i rom originari dell’ex Jugoslavia di cui circa il 30% – pari a 3.000 unità – è a rischio apolidia. Nelle baraccopoli informali e nei micro insediamenti, infine, vivono nell’86% dei casi cittadini di origine rumena.</p>
<h3><strong><u>La condizione dei minori e gli sgomberi forzati</u></strong></h3>
<p>A vivere sulla propria pelle le tragiche conseguenze della segregazione abitativa sono<strong> molti minori</strong>, il<strong> 55%</strong> secondo le stime di Associazione 21 luglio, con<strong> gravi ripercussioni sulla salute psico-fisica e sul loro percorso educativo e scolastico</strong>. A incidere sui livelli di scolarizzazione contribuiscono infatti in modo significativo sia le condizioni abitative sia la forte catena di vulnerabilità perpetrata dalle operazioni di <strong>sgombero forzato </strong>attuate in assenza delle garanzie procedurali previste dai diversi Comitati delle Nazioni Unite.<br />
Nella sua costante attività di monitoraggio, Associazione 21 luglio ha registrato in tutto il 2017 un totale di <strong>230 operazioni</strong>: 96 nel Nord Italia, 91 al Centro (di cui 33 nella città di Roma) e 43 nel Sud.</p>
<h3><strong><u>Antiziganismo e discorsi d’odio</u></strong></h3>
<p>L’antigitanismo rimane uno degli elementi che continua a caratterizzare la nostra società. Nel 2017 l’Osservatorio 21 luglio ha registrato un totale di <strong>182 episodi di discorsi d’odio nei confronti di rom e sinti</strong>, di cui 51 (il 28,1% del totale) sono stati classificati di una certa gravità. È da segnalare quindi un<strong> incremento del 4%</strong> rispetto al 2016, anno in cui l’Osservatorio aveva rilevato un totale di 172 episodi.</p>
<h3><strong><u>La situazione a Roma</u></strong></h3>
<p>La città di Roma detiene il <strong>triste primato del maggior numero di insediamenti presenti</strong>, <strong>17 in totale </strong>di cui 6 formali e 11 cosiddetti “tollerati”. Nella Capitale, nonostante le aspettative create a fine 2016 con la Memoria di Giunta e il “Progetto di Inclusione Rom” presentato il 31 maggio dalla sindaca Raggi che aveva come obiettivo il graduale superamento dei “campi” presenti all’interno della città – <a href="http://www.21luglio.org/21luglio/associazione-21-luglio-svela-critica-piano-rom-della-giunta-raggi/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-cke-saved-href="http://www.21luglio.org/21luglio/associazione-21-luglio-svela-critica-piano-rom-della-giunta-raggi/?utm_source=rss&utm_medium=rss">piano di cui Associazione 21 luglio aveva fin da subito evidenziato le fragilità</a> – nel 2017 <strong>non è stato di fatto avviato alcun processo di inclusione</strong>. Caso esemplare quello dell’insediamento di Camping River, per il cui superamento la Giunta ha promosso una serie di azioni che si sono dimostrate fallimentari e non hanno fatto altro che “declassare” l’insediamento da formale a informale.</p>
<h3><strong><u>Le dichiarazioni</u></strong></h3>
<p>«Non è più il momento di tergiversare, non è più il momento di risposte nostalgiche che guardano alle soluzioni del passato – ha dichiarato <strong>Tommaso Vitale dell’Università Sciences Po</strong>, intervenuto oggi nel corso della presentazione del Rapporto – <strong>Questo è il momento del diritto anti-discriminatorio</strong>. In Europa le città stanno procedendo verso politiche di opportunità e integrazione, il tempo delle misure speciali, segreganti e discriminanti è definitivamente scaduto».</p>
<p>«Ancora una volta ci troviamo a dover constatare il <strong>fallimento delle politiche di inclusione rivolte a rom e sinti in emergenza abitativa</strong> – ha dichiarato <strong>Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio</strong> – non ci sono progressi nell’implementazione della Strategia e le politiche non hanno prodotto alcun processo di inclusione. Sono necessari un chiaro orientamento strategico e un coordinamento a livello nazionale rispetto alle politiche di desegregazione abitativa».</p>
<p><a href="http://www.21luglio.org/21luglio/wp-content/uploads/2018/04/Rapporto_Annuale-2017_web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-cke-saved-href="http://www.21luglio.org/21luglio/wp-content/uploads/2018/04/Rapporto_Annuale-2017_web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>SCARICA IL RAPPORTO ANNUALE 2017</strong></a></p>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/">Rapporto Annuale 2017: in Italia 26 mila rom ancora in emergenza abitativa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Comune di Roma apre il dibattito sul Piano rom</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/02/23/il-comune-di-roma-apre-il-dibattito-sul-piano-rom/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/02/23/il-comune-di-roma-apre-il-dibattito-sul-piano-rom/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 08:15:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[21luglio]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Caminanti]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[municipio]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sinti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8220</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Roma apre il dibattito sul Piano rom. Associazione 21 luglio: «Non servono assemblee pubbliche o suggerimenti on-line. Il Comune di Roma, che già ha deciso, riveda piuttosto l’approccio ad un Piano&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/02/23/il-comune-di-roma-apre-il-dibattito-sul-piano-rom/">Il Comune di Roma apre il dibattito sul Piano rom</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Il Comune di Roma apre il dibattito sul Piano rom. Associazione 21 luglio: «Non servono assemblee pubbliche o suggerimenti on-line. Il Comune di Roma, che già ha deciso, riveda piuttosto l’approccio ad un Piano confuso e discriminatorio»</strong></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6542" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></div>
<div>
Si è svolta nella giornata dello scorso 21 febbraio presso la Sala Consiliare del Municipio XI l’assemblea pubblica organizzata dal Comune di Roma che affronta l’argomento dal titolo “<strong>Rom, Sinti e Camminanti</strong>”. L’iniziativa è all’interno della <strong>campagna</strong> <strong>#RomaAscoltaRoma</strong> <strong>finalizzata alla stesura del Piano Sociale Cittadino</strong>. Secondo il metodo stabilito dagli amministratori romani anche sulla “questione rom” ogni cittadino sarà chiamato a contribuire alla scrittura del programma di azione attraverso la partecipazione all’assemblea pubblica e l’invio di proposte on-line utilizzando il sito di Roma Capitale. Per l’Amministrazione Comunale «saranno i cittadini stessi a partecipare direttamente a questa fase di ascolto, insieme alle associazioni per poter inserire il loro punto di vista nella redazione del Piano Sociale Cittadino».</p>
<p>Associazione 21 luglio esprime una forte <strong>perplessità in relazione al metodo e alla sostanza</strong>.<br />
Nelle intenzioni dei promotori sembrerebbe emergere l’obiettivo di dare enfasi al valore della partecipazione popolare, uno degli assi su cui si fonda il Movimento politico chiamato a governare la città. Ma <strong>non appare né efficace né corretta la raccolta indiscriminata di pareri o punti di vista su argomenti così specifici e delicati</strong>. La consultazione rischia inoltre di trasformarsi in una vera e propria farsa poiché il Comune di Roma, come pubblicamente confermato dai partecipanti al Tavolo istituzionale, ha in realtà già approvato e promosso il “Piano” insieme ad una serie di azioni già avviate nel mese di gennaio:  «<strong>il Piano rom è stato già firmato dalla dott.ssa Laura Baldassarre il 1° febbraio 2017 e verrà attuato</strong>» ha confermato in Assemblea Municipale Umberto Placci, presidente della Commissione Politiche Sociali del Municipio V.</p>
<p>Che senso ha chiamare i cittadini ad esprimersi sulla “questione rom” invocando la trasparenza quando, riguardo la stessa, <strong>esistono già la figura di “esperto consulente” assunta nei mesi scorsi, un cronoprogramma stabilito da una Memoria di Giunta, un tavolo istituzionale ed un Piano per l’inclusione delle popolazioni rom, sinti e caminanti</strong> che il Comune di Roma ha redatto in assenza di qualsiasi consultazione con la società civile?</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio<strong> il Piano è in realtà estremamente confuso</strong>, parte da dati quantitativi errati e contiene al suo interno profili discriminatori come confermato dalla lettura di altri documenti predisposti e divulgati dal Comune di Roma.<br />
«Per applicare il metodo della partecipazione popolare – afferma Associazione 21 luglio – <strong>è necessario prima di tutto discutere in Assemblea Capitolina la delibera di iniziativa popolare</strong> per il superamento dei campi sottoscritta da 6 mila cittadini romani; così come – aggiunge &#8211; per aderire ai principi di trasparenza e legalità <strong>il Comune deve adempiere all’Ordinanza di un giudice del Tribunale Civile di Roma che a maggio 2015 ha disposto il superamento della baraccopoli La Barbuta</strong>.»</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio sulla “questione rom” ancora una volta il Comune di Roma rischia di scontare l’assenza di adeguata consultazione e la mancanza di competenze in seno alla macchina amministrativa. «Invitiamo pertanto questa Amministrazione a fare un passo indietro e a <strong>rivedere l’approccio con cui ha deciso di collocarsi di fronte a una questione sicuramente complessa ma che deve essere affrontata con coerenza e puntualità</strong>».</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/02/23/il-comune-di-roma-apre-il-dibattito-sul-piano-rom/">Il Comune di Roma apre il dibattito sul Piano rom</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/02/23/il-comune-di-roma-apre-il-dibattito-sul-piano-rom/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
