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	<title>Altro Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<title>Altro Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>“LibriLiberi”: Un amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 13:09:42 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/un-amore.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="536" height="803" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/un-amore.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16167" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/un-amore.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/un-amore-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Sara Mesa è un&#8217;autrice spagnola pluripremiata ed è in libreria con il suo ultimo romanzo intitolato, semplicemente: <em>Un amore</em> (in Italia per La nuova frontiera). Ma di semplice c&#8217;è poco. La protagonista, Nat, svolge la professione di traduttrice e, in seguito ad un problema sopraggiunto nella sede dell&#8217;ultimo luogo di lavoro (un errore?, una sfida?, un atto di ribellione?) decide di trasferirsi in un piccolo paese, nell&#8217;entroterra rurale dove tutti si conoscono, ma non abbastanza a fondo per volersi bene o stimarsi. Le relazioni si basano su sguardi, parole accennate, rigidi sorrisi. E&#8217; difficile fare amicizia persino con un cane. Il padrone dell&#8217;abitazione in affitto di Nat è un uomo viscido e volgare; il vicino di casa (soprannominato “il tedesco”) ama dispensare consigli non richiesti, dando sfogo ai propri giudizi sui comportamenti altrui; le donne e gli uomini del quartiere affibiano alla nuova arrivata etichette che non le appartengono, senza sapere nulla di lei, del suo Passato, dei motivi che l&#8217;hanno fatta arrivare fino a lì. Durante tutta la lettura si respira un&#8217;aria tagliente e pesante allo steso tempo, quella dell&#8217;emarginazione, della colpa (spesso attribuita dall&#8217;esterno), di una mancata comunicazione: La giovane donna, spaesata e intimoraita all&#8217;inizio, prende coraggio per farsi conoscere almeno da qualcuno e incontra “lui”: un uomo taciturno, che le chiede se può avere un rapposrto sessuale con lei, un rapporto pulito, breve, asettico, meccanico. E Nat accetta. Non sa nemmeno lei il motivo: per solitudine, per sentirsi di nuovo donna, per dimostrare di essere ancora viva&#8230;Ma quel primo rapporto si trasforma in un&#8217;ossesione da parte di lei e in silente indifferenza da parte di lui fino a trasformarsi in unulla. Assolutamnete nulla.</p>



<p>La sensazione di inquietudine che attraversa le pagine si fa, via via, tristezza e desolazione. Cosa siamo diventati, dunque? Esseri fatti solo di corpi, incapaci di provare emozioni e sentimenti. Non solo in grado di rubare, di mentire, di uccidere , in alcuni casi, ma anche di omettere, escludere, tenere a distanza non per paura dell&#8217;Altro, ma proprio per indifferenza. Che è peggio.</p>



<p>Nat, nel periodo in cui si trova a La Escapa, credendo di fuggire da se stessa, lascia momentaneamente il suo lavoro come traduttrice, per poi re-incontrarlo perchè questo suo viaggio nell&#8217;anaffettività e nella violenza verbale, le fa capire(e lo capiamo anche noi) l&#8217;importanza delle parole. L&#8217;unico personaggio che dice la verità è una donna anziana, Roberta, considerata folle: si legge infatti: “Parla in maniera corretta, ordinata, con un vocabolario preciso e strutture complesse, ma quello che dice non ha nessun senso, c&#8217;è una crepa enorme tra la logica del linguaggio e quella della realtà”. Il romanzo è proprio un&#8217;analisi del linguaggio e della comunicazione odierna; a cui si aggiunge un discorso sull&#8217;Etica contemporanea. Interessanti, infine, anche le riflessioni sulla dicotomia tra Corpo e Spirito, sul silenzio e sull&#8217;Amore. Oggi, secondo la scrittrice, di amore ce n&#8217;è davvero poco e quello del titolo è forse proprio l&#8217;amore mancato e, quindi, ritrovato solo nella e per la scrittura.</p>
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		<title>La paura dell&#8217;Altro  &#8211; scritto da Viorel Boldis, poeta e scrittore rumeno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 08:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Forse la parola che più delle volte viene abbinata allo straniero è la PAURA! Nell’abbordare il tema della paura, bisogna prescindere dal seguente quesito: i confini culturali coincidono con i confini geografici? Lo spostamento,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Forse<br />
la parola che più delle volte viene abbinata allo straniero è la<br />
PAURA! Nell’abbordare il tema della paura, bisogna prescindere dal<br />
seguente quesito: i confini culturali coincidono con i confini<br />
geografici? Lo spostamento, lo sradicamento migratorio, non essendo<br />
soltanto geografico, ma anche identitario e socioculturale, come<br />
facciamo a capire dove finisce una cultura e dove comincia un’altra?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Oggi<br />
il mondo, oltre a essere diviso e insicuro, è anche abitato sempre<br />
più da culture diverse che entrano in contatto molto più<br />
velocemente rispetto al passato. Queste altre culture generano ombre,<br />
paura, intolleranza, inquietudine, proprio perché sono sconosciute,<br />
perché portano mondi e modi diversi di vivere la quotidianità.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
La<br />
diversità culturale è diventato uno dei problemi maggiori con il<br />
quale il mondo globalizzato si confronta. La diversità culturale non<br />
produce necessariamente incompatibilità di convivere e di<br />
comunicare. È l’immagine sbagliata che si crea attraverso<br />
percezioni e stereotipi veicolati ripetutamente che ci fa credere che<br />
l’altro, il nuovo arrivato, non è compatibile con il nostro modo<br />
di vivere, e così, ogni tentativo di comunicazione viene frainteso,<br />
e più delle volte il dibattito si trasforma in conflitto.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
È<br />
naturale chiedersi quali sono le cause della paura del diverso in<br />
generale, e della diversità culturale che il diverso, l’altro,<br />
porta con se. Si potrebbe attingere agli archetipi primordiali e non<br />
saremo in errore, poiché la maggior parte delle paure che l’essere<br />
umano sperimenta, hanno radici proprio negli archetipi primordiali.<br />
Ma, se vogliamo una spiegazione più semplice e vicina ai giorni<br />
nostri, possiamo rispondere cercando di capire come viene percepito e<br />
giudicato oggi lo straniero: lo straniero, l’altro, viene giudicato<br />
non per quello che è, ma per come viene definito dai mass media e<br />
dalla politica. Di conseguenza, le comunità straniere appaiono agli<br />
occhi della popolazione ospitante, non così come sono, ma come sono<br />
definite.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
In<br />
realtà, la paura della diversità culturale in un mondo che<br />
attraverso la globalizzazione si sta sempre più uniformizzando, è,<br />
in un certo senso, un paradosso.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Un’altra<br />
causa che contribuisce alla paura della diversità culturale è,<br />
senza ombra di dubbio, la velocità, la rapidità delle mutazioni che<br />
avvengono a livello planetario, ma anche la velocità con la quale<br />
viaggiano le notizie. L’informatizzazione dei media, ma soprattutto<br />
l’avvento dell’internet, ha fatto si che, praticamente, qualsiasi<br />
notizia venga divulgata in tempo reale. Ma quello che influisce di<br />
più sulla percezione delle notizie che riguardano il diverso, lo<br />
straniero, è la filtrazione, l’alterazione di tali notizie da<br />
parte dei mass media. Tante volte abbiamo visto come le notizie che<br />
riguardano i stranieri vengono distorte. I giornalisti, purtroppo, si<br />
lasciano influenzare dagli stessi stereotipi che, in realtà,<br />
dovrebbero combattere. E, siccome oggi il mondo viene percepito<br />
soprattutto attraverso i mass media, possiamo affermare che i mass<br />
media hanno il ruolo principale per quello che riguarda la percezione<br />
della diversità culturale.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Possiamo<br />
dire che la cultura che ogni individuo sperimenta, è una cultura di<br />
tipo stanziale, che non va oltre la conoscenza acquisita e le<br />
esperienze vissute. Una cultura di tipo stanziale è anche una<br />
cultura statica, che rischia di coinvolgere e influenzare anche le<br />
altre sfere della società, inclusa quella economica. La crisi che<br />
l’Italia attraversa è un esempio eloquente da questo punto di<br />
vista.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Tra<br />
le cause che contribuiscono alla paura dell’altro, non possiamo non<br />
aggiungere le differenze religiose che separano i popoli. In questo<br />
caso, il più delle volte, ci accorgiamo come la paura della<br />
diversità culturale si trasforma in odio. Il diverso viene percepito<br />
sempre più come l’ostile, l’avversario da combattere, il nemico<br />
per eccellenza, perché non credendo nel nostro Dio, il diverso viene<br />
percepito come amico del nostro Diavolo. Purtroppo questo è uno<br />
degli stereotipi più diffusi e pericolosi, che da sempre genera<br />
guerre e divisioni.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Come<br />
fare per contrastare tali convinzioni? Quali mezzi, quali strumenti<br />
dobbiamo o possiamo usare noi stranieri, per primi, per farci<br />
conoscere per quello che siamo, per allontanare i sospetti, per far<br />
sì che la diversità culturale sia percepita come ricchezza, e non<br />
come fonte di paure, inquietudini, conflitti?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Per<br />
contrastare tali stereotipi, bisogna comprendere e dialogare, questi<br />
sono i principali pilastri dell’interculturalità: comprendere e<br />
dialogare, ragionare insieme, condividere.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Innanzitutto<br />
bisogna contrastare la stereotipizzazione mediatica della diversità<br />
culturale, rispecchiata sia nei mass media che nei discorsi populisti<br />
che ogni tanto si sentono nei periodi delle campagne elettorali.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Bisogna<br />
svestire l’interculturalità tanto sbandierata nei ultimi tempi, e<br />
renderla più visibile, più alla portata della società che la<br />
circonda.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
L’intreccio<br />
di culture diverse non deve, per forza, amalgamare concetti e idee,<br />
valori e verità: nessuna cultura ha l’esclusività della verità o<br />
dei valori. L’intreccio di culture diverse può, e deve coesistere,<br />
non contrastandosi a vicenda, ma generando magari nuovi valori, e<br />
perché no, nuove società.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Volendo,<br />
possiamo liberaci dagli stereotipi, possiamo non essere sempre<br />
prigionieri della nostra cultura stanziale, o del nostro linguaggio,<br />
o delle nostre tradizioni. Questo non significa rinunciare alla<br />
nostra cultura, o ai nostri valori, o alla nostra lingua, o alle<br />
nostre tradizioni, significa semplicemente coesistere e condividere,<br />
e all’occorrenza tollerare.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
La<br />
paura della diversità culturale non riguarda soltanto il ricco<br />
occidente, ma, con l’avvento della globalizzazione, agisce in modo<br />
trasversale, e trasversale è anche l’angoscia e l’ansia che essa<br />
genera. Di conseguenza, se vogliamo trovare un rimedio alla paura del<br />
diverso e della diversità culturale, questo deve essere e deve agire<br />
in modo trasversale. E non c&#8217;è niente di meglio in questo senso, de<br />
la cultura, de la letteratura, de la musica, dell&#8217;arte in tutte le<br />
sue forme.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Il<br />
ricorso alla cultura per affermare la propria identità è<br />
inevitabile, perché le comunità straniere diventano “visibili”<br />
attraverso la “matrice” culturale che le caratterizza, che mette<br />
in luce le loro abitudini e tradizioni, i loro valori.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
La<br />
definizione dell’altro attraverso i principi culturali, implica la<br />
sua collocazione su una scala di valori materiali e spirituali<br />
riconosciuta dalla comunità ospitante.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
La<br />
cultura favorisce la conoscenza in profondità dell’altro e, di<br />
conseguenza, evidenzia i suoi lati fondamentali, oltre alle sue<br />
abilità sociali.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Più<br />
delle volte l’immigrato lascia il suo paese senza trovarne un<br />
altro, senza capire dov’è e qual’è il suo vero posto nel mondo.<br />
È anche per questo che l&#8217;arte, la musica e la letteratura di quelli<br />
cher vivono in un paese che non è loro, non rispondono soltanto alle<br />
ambizioni letterarie o musicali, ma hanno una motivazione<br />
supplementare, sociale e politica. Così, per il pittore, per il<br />
musicista, per lo scrittore migrante, i problemi sociali, le<br />
ingiustizie, il continuo districarsi tra le varie leggi,<br />
l’insicurezza, la lotta con se stesso per capire e farsi capire,<br />
diventano parte della sua opera.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
L’ingiustizia<br />
e la sofferenza in special modo, chiedono di essere espresse, e gli<br />
artisti e gli scrittori migranti si sentono obbligati a raccontare le<br />
loro storie, ma anche a raccontare l’Italia dal loro punto di<br />
vista.                                                               </p>
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
Tutti<br />
vogliono raccontare tutto, vogliono rappresentare in un certo senso i<br />
loro compagni di viaggio, di sofferenze. Quasi si può dire che<br />
l&#8217;arte e la letteratura dei migranti sono un fenomeno che si spiega<br />
attraverso un processo di tramutare, di delegare a delle funzioni e<br />
speranze dentro all’opera, la quale non soltanto gli rappresenta,<br />
ma anche gli giustifica e difende.</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Viorel-Boldis.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Viorel-Boldis.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Il-fazzoletto-bianco1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Il-fazzoletto-bianco1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="240" /></a></div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.35cm; margin-top: 0.35cm;">
</div>
</div>
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