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	<title>Amensty Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Nasce la SCORTA MEDIATICA per Giulio Regeni</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Oct 2017 06:41:32 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>si unisce alla famiglia Regeni e ad Alessandra Ballerini (avvocato della famiglia di Giulio) nella scorta mediatica per far emergere tutta la verità sulla tragedia.</p>
<p>Portare avanti la campagna per conoscere i nomi dei responsabili del sequestro, delle torture e dell’uccisione di Giulio Regeni e quelli di chi ha depistato, protetto, nascosto la ricerca della verità. Informare sulle violazioni dei diritti umani in Egitto, sempre più estese e sempre più dirette contro le organizzazioni non governative e i giornalisti. Proteggere chi, in Italia e in Egitto, difende la famiglia Regeni.</p>
<p>Questi gli obiettivi della “scorta mediatica” nata il 13 ottobre su iniziativa di Amnesty International Italia, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Articolo 21 e UsigRai e presentata in conferenza stampa da Alessandra Ballerini (avvocata della famiglia Regeni), Giuseppe Giulietti (presidente della Fnsi) e Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia).</p>
<p>“Non ci fermeremo fino a quando non avremo ottenuto la verità processuale. Perché la verità storica ormai la conosciamo tutti”.<br />
Così l’avvocato Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni, nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella sede della Federazione nazionale della stampa per illustrare l’iniziativa della ‘scorta mediatica’ per Giulio Regeni promossa da Amnesty Italia, Dnsi, Usigrai e Articolo 21.<br />
La Ballerini ha voluto ringraziare, anche a nome dei genitori di Giulio, quanti si sono impegnati a riaccendere i riflettori su questa tragedia.<br />
“Ogni 14 del mese, perché l’ambasciatore Cantini si è insediato al Cairo il 14 settembre – ha sottolineato- ci riuniremo per fare il punto sulle evoluzioni e anche sulle involuzioni del caso. Noi la verità per Giulio la chiederemo tutti i giorni”.<br />
L’avvocato Ballerini ha inoltre anticipato che potrebbe presto recarsi al Cairo per ottenere i fascicoli aperti dalla Procura egiziana subito dopo la scomparsa del ricercatore friulano.<br />
“Stiamo aspettando di ottenere i fascicoli e di vedere i famosi video” ha aggiunto.<br />
“L’ambasciatore era stato rimandato anche perché si paventava una nuova, anzi, una prima collaborazione da parte dell’Egitto ma questa collaborazione in realtà non c’è. Doveva essere fissato un appuntamento entro fine settembre con i nostri procuratori, cosi non è stato. Non solo non c’è stato l’incontro, ma nemmeno una telefonata per fissare una data. Siamo di nuovo punto e a capo” ha concluso l’avvocato.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/00B4A217-A2D5-46C2-B858-58142CA2785C-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9614" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/00B4A217-A2D5-46C2-B858-58142CA2785C-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/00B4A217-A2D5-46C2-B858-58142CA2785C-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/00B4A217-A2D5-46C2-B858-58142CA2785C-1024x768-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/00B4A217-A2D5-46C2-B858-58142CA2785C-1024x768-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>“Spero che venga raccolta da tutti voi e da tutti noi la richiesta di Amnesty e dei familiari di Giulio: il 14 di ogni mese, non solo accendere tutti i riflettori per sapere a che punto sono le inchieste – ha aggiunto, rivolto ai cronisti – ma anche raccontate le storie dei tanti Giulio egiziani, tra cui molti giornalisti, che sono in carcere e di cui non conosciamo neanche i nomi”.<br />
Secondo Giulietti, “la mancanza di verita’ e giustizia, per Giulio come per chiunque altro, non e’ un problema della sua famiglia, ma una lesione gravissima alla dignita’ nazionale”. Dalle istituzioni, inoltre, il presidente della Fnsi si attende “che facciano il loro mestiere: non esiste uno scambio tra i diritti umani e le relazioni internazionali, quindi la richiesta di verita’ e giustizia per Giulio deve vivere a prescindere da qualsiasi altra valutazione. È una grande questione nazionale, non una questione privata dei suoi familiari e dei suoi amici”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giornata dei diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza: in Turchia depenalizzata la violenza sui minori</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 08:27:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-660.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7450" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-660.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-660" width="720" height="428" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-660.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-660-300x178.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p dir="ltr">di Patrizia Angelozzi</p>
<p dir="ltr">Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.<br />
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.<br />
Oltre 190 i Paesi nel mondo hanno ratificato la Convenzione e in Italia è avvenuta nel 1991.</p>
<p dir="ltr">Mentre oggi si ricorda questo messaggio significativo, intorno a noi accade ciò che MAI dovrebbe accadere.</p>
<p dir="ltr">Il disegno di legge, presentato dal partito Akp del presidente R.T. Erdogan per depenalizzare la violenza sessuale sui minori, in questa giornata fa &#8220;eco&#8221; come un terremoto sulle coscienze di ognuno di noi. Di fatto dice che, se l&#8217;atto di violenza  è avvenuto in modo consensuale e il suo autore  (reo colpevole) accetta di sposare la vittima, non è più punibile e il reato non esiste.<br />
Scatenando forte senso di rabbia in Turchia e nel resto del mondo. La norma, secondo molte ong, aggraverebbe  l&#8217;assurda realta delle &#8216;spose bambine&#8217; in Turchia.<br />
Nel concreto detta proposta, intende sospendere processi e condanne per abusi su minori.<br />
L&#8217;opinione pubblica mondiale ha scatenato durissime proteste su Twitter, Fb e i diversi tipi di comunicazione che stanno condividendo in queste ore la loro indignazione con l&#8217;hashtag &#8220;lo stupro non può essere legittimato&#8221;.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;infanzia è ciò che siamo di quel che eravamo.  I bambini e gli adolescenti sono il nostro futuro, si consegnano fiduciosi al nostro amore con fiducia. Facciamo in modo che sia vero &#8230;</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-661.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7451" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-661.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-661" width="720" height="578" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-661.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-661-300x241.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
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		<title>Dopo le mucche, Israele imprigiona i clown</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 07:39:12 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/08/dopo-le-mucche-israele-imprigiona-i-clown/">Dopo le mucche, Israele imprigiona i clown</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-520.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6794" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6794" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-520.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (520)" width="739" height="493" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-520.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 739w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-520-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">
<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Monica Macchi</p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">
<p align="JUSTIFY">Le mucche sono quelle di “Cow18” delizioso film che in un mix di animazione in stop-motion, interviste ai protagonisti e filmati d’archivio racconta la storia (vera) della ricerca di 18 mucche che dalla fattoria di Beit Sahour minacciano la sicurezza nazionale israeliana in quanto diventano un punto di riferimento economico e di esperienza di militanza di base. Il clown invece è <a href="http://972mag.com/israel-holding-palestinian-clown-in-administrative-detention/117531/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Mohammed Abu Sakha</a>, in detenzione amministrativa cioè senza accusa né processo ormai da sette mesi. Non solo clown ma anche docente di clown terapia per bambini con problemi motori e direttore della Palestinian Circus School, una scuola circense nell’area tra Ramallah e Bir Zeit. La scorsa settimana giocolieri israeliani e palestinesi in collaborazione con Amnesty International hanno messo in scena uno spettacolo a Tel Aviv per chiederne la liberazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Evidentemente arrestare mucche e clown, espellere attivisti per i diritti umani (ne abbiamo parlato qui: <a href="http://www.peridirittiumani.com/2016/08/06/il-bds-in-israele-tra-espulsioni-ed-eliminazioni-mirate/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2016/08/06/il-bds-in-israele-tra-espulsioni-ed-eliminazioni-mirate/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>), demolire scuole (ne abbiamo parlato qui: <a href="http://www.peridirittiumani.com/2016/08/22/gomme-coloni-e-beduini-cronaca-di-una-demolizione-annunciata/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2016/08/22/gomme-coloni-e-beduini-cronaca-di-una-demolizione-annunciata/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) sono requisiti per il titolo di “unica democrazia del Medio Oriente”.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-521.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6795" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6795" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-521.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (521)" width="739" height="493" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-521.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 739w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-521-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-519.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6796" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6796" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-519.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (519)" width="739" height="493" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-519.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 739w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-519-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /></a></p>
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		<title>IN CONDIZIONI INUMANE GLI OLTRE 300 ROM SGOMBERATI DALLE AUTORITÀ LOCALI A GIUGLIANO (NA)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 09:14:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Amnesty International, Associazione 21 luglio Onlus, Associazione Garibaldi 101, Centro europeo per i diritti dei rom, Associazione Cinema e diritti &#8211; Festival del cinema dei diritti umani e OsservAzione hanno duramente condannato lo sgombero&#46;&#46;&#46;</p>
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<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5540" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5540" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></div>
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<div>Amnesty International, Associazione 21 luglio Onlus, Associazione Garibaldi 101, Centro europeo per i diritti dei rom, Associazione Cinema e diritti &#8211; Festival del cinema dei diritti umani e OsservAzione hanno duramente condannato lo sgombero forzato eseguito il 21 giugno dalle autorità del comune di Giugliano, in provincia di Napoli, ai danni di circa 75 famiglie rom (oltre 300 persone), che dal campo di Masseria del Pozzo sono state trasferite in un’ex fabbrica e si trovano in condizioni inumane. Le sei organizzazioni hanno sollecitato tutte le autorità competenti ad assicurare che alle famiglie colpite dallo sgombero forzato sia immediatamente offerto un riparo adeguato e che verrà approntato e realizzato per loro un piano a lungo termine, in consultazione con le famiglie interessate e nel pieno rispetto degli standard in materia di diritti umani. Il caso di Giugliano, così come molti altri documentati dalle sei organizzazioni, mostra una volta di più la realtà quotidiana dei rom in Italia, spesso collocati in campi segregati, a rischio di sgomberi forzati e discriminati nell&#8217;accesso a un alloggio adeguato: gravi violazioni dei diritti umani, vietate dalle norme internazionali e da quelle dell&#8217;Unione europea. Per questo motivo, le sei organizzazioni chiedono alla Commissione europea di intraprendere un&#8217;azione decisiva nei confronti di queste violazioni, attraverso l&#8217;avvio di una procedura d&#8217;infrazione contro l&#8217;Italia per violazione della Direttiva anti-discriminazione razziale.</p>
<p>Lo sgombero forzato</p>
<p>Il 21 giugno <b>oltre 300 rom</b>, tra cui decine di bambini e alcuni neonati, sono stati costretti a lasciare il campo di Masseria del Pozzo, dove erano rimasti per quasi tre anni. Quel campo per soli rom era stato costruito nel 2013 dal comune di Giugliano <b>nelle vicinanze di una discarica di rifiuti tossici</b>, dopo che in precedenza le famiglie rom erano state ripetutamente sottoposte a sgombero forzato.Le sei organizzazioni riconoscono il fatto che le famiglie rom dovevano essere urgentemente spostate da Masseria del Pozzo per ragioni di salute e d&#8217;incolumità. Infatti, il campo di Masseria del Pozzo non avrebbe mai dovuto essere costruito. La necessità di risolvere la situazione d’emergenza, creata dalle stesse autorità attraverso la costruzione di un campo in una zona inabitabile, non giustifica però il ricorso a uno sgombero forzato, che costituisce <b>una</b> <b>grave violazione dei diritti umani</b>.Le autorità non hanno mai notificato per iscritto lo sgombero, limitandosi a fornire qualche informazione a voce. A partire dal 14 giugno, le autorità locali e la polizia avevano informato le famiglie rom che lo sgombero sarebbe stato realizzato il 16 o il 23 giugno. Invece, lo sgombero forzato ha avuto luogo il 21 giugno e <b>le famiglie rom sono state trasferite sul terreno di un’ex fabbrica di fuochi d’artificio</b>. La comunità era stata informata che lo sgombero era necessario poiché i terreni di Masseria del Pozzo erano stati posti sotto sequestro dall&#8217;autorità giudiziaria sin dall&#8217;ottobre 2015, in quanto potenzialmente pericolosi per la salute e l&#8217;incolumità dei residenti. Purtroppo, le famiglie rom non sono state coinvolte in alcuna autentica consultazione per esplorare soluzioni alternative. Dopo aver inizialmente preso in considerazione un terreno lontano, privo di servizi igienico-sanitari e di forniture d’acqua, le autorità locali hanno deciso di trasferire le 75 famiglie rom nel terreno abbandonato dell&#8217;ex fabbrica di fuochi d&#8217;artificio. Le famiglie hanno ricevuto pochissime informazioni al riguardo.Decine di rom, incontrati da Amnesty International il 22 giugno, hanno dichiarato che non erano stati informati sulle condizioni della nuova area e che non avevano avuto la possibilità di vederla prima dello sgombero. Le famiglie rom si sono sentire dire che quella era l&#8217;unica alternativa esistente e sono state poste di fronte al dilemma se accettare il trasferimento in un luogo sconosciuto o rimanere del tutto senza tetto.Dato che le necessarie salvaguardie &#8211; la notifica adeguata per iscritto, la genuina consultazione con la comunità e la messa a disposizione di un’alternativa alloggiativa adeguata &#8211; non sono state poste in essere prima del trasferimento, le sei organizzazioni hanno concluso che <b>il trasferimento ha costituito uno sgombero forzato</b>, ossia una grave violazione dei diritti umani in contrasto con gli obblighi assunti dall&#8217;Italia rispetto a una serie di norme internazionali e dell&#8217;Unione europea, tra cui la Direttiva anti-discriminazione razziale, che garantiscono il diritto a un alloggio adeguato e la protezione da ogni forma di discriminazione basata sull’etnia o sulla razza. Questo sgombero forzato e il successivo trasferimento in un ulteriore campo monoetnico si pongono inoltre in contrasto con gli impegni assunti dall&#8217;Italia nel 2012 con la Strategia nazionale d&#8217;inclusione di rom, sinti e caminanti.</p>
<p><b>Un&#8217;alternativa gravemente inadeguata</b></p>
<p>Dopo lo sgombero forzato, l&#8217;alternativa messa a disposizione dal comune di Giugliano è risultata <b>gravemente inadeguata</b>. Il terreno di circa 1000 metri quadrati, <b>situato all&#8217;estremità della zona industriale del comune campano</b>, è un area chiusa circondata su tre lati da vegetazione incolta e sul quarto da un muro con una cancellata. Nei pressi del terreno si trovano due bagni chimici, uno dei quali inagibile e l&#8217;altro in condizioni tali da costringere i residenti a recarsi nei cespugli, col conseguente impatto sulla loro salute e sull&#8217;ambiente. <b>All&#8217;arrivo</b>, <b>le famiglie rom hanno trovato rifiuti</b>, <b>materiale arrugginito e residui della lavorazione dei fuochi d’artificio</b>, la cui fabbrica era stata distrutta da un’esplosione nel 2015. I rappresentanti di Amnesty International hanno rinvenuto sul posto un contenitore aperto di polvere di natura non identificata, insieme a molti altri contenitori pieni di sostanze sconosciute classificate come &#8220;polveri&#8221; e &#8220;a combustione spontanea&#8221;, insieme a <b>pezzi apparentemente di amianto</b> della struttura ancora in piedi nonostante i danni provocati dall&#8217;esplosione. Il 22 giugno, le famiglie rom non avevano ancora avuto accesso all&#8217;energia elettrica e stavano usando fuochi, torce a batteria e fari delle automobili per fare luce dopo il tramonto. L&#8217;accesso all&#8217;acqua era rappresentato da quattro cannelle, insufficienti per il numero di famiglie presenti. <b>Le autorità locali non hanno messo a disposizione alcuna struttura o riparo</b>. Chi aveva una roulotte ha avuto il permesso di portarla con sé da Masseria del Pozzo. Nel nuovo sito, adulti e bambini sono costretti a dormire stipati nelle roulotte o all&#8217;esterno. Almeno tre famiglie, che a Masseria del Pozzo vivevano all&#8217;interno di baracche, ora sono senza tetto e sono costrette a dormire nelle automobili o per terra. Quando Amnesty International ha visitato il nuovo campo, le persone stavano iniziando a costruire baracche improvvisate coi materiali che erano riusciti a salvare dallo sgombero di Masseria del Pozzo.</p>
<p><b>Un piano a lungo termine destinato alla segregazione</b></p>
<p>Le autorità locali hanno detto alle famiglie rom che il trasferimento sarà una misura &#8220;temporanea&#8221;, <b>in attesa che venga costruito un nuovo campo</b>. Sulla base della documentazione esaminata dalle sei organizzazioni e delle dichiarazioni ufficiali, nel febbraio 2016 è stata approvata a livello locale, regionale e nazionale la costruzione di un nuovo campo segregato con 44 unità abitative prefabbricate. Alla costruzione dei prefabbricati il ministero dell&#8217;Interno e la Regione Campania hanno destinato <b>1.300.000 euro</b>, mentre non sono state minimamente finanziate le parti del progetto relative all&#8217;integrazione. Non risulta inoltre esservi alcun piano per inserire nel medio e lungo termine le famiglie rom in alloggi adeguati. La comunità non è stata adeguatamente consultata nella fase definitoria del progetto e il trasferimento in un nuovo campo è stata l&#8217;unica opzione messa a disposizione. Il progetto dà adito a grandi preoccupazioni e solleva molti rischi, poiché rappresenta ancora una volta l&#8217;esempio di un modello di segregazione abitativa, <b>per soli rom</b>, <b>vietata dalle norme internazionali e dell&#8217;Unione europea</b>.L&#8217;attiva partecipazione al progetto del ministero dell&#8217;Interno, anche attraverso il suo finanziamento, solleva forti preoccupazioni sull&#8217;effettiva intenzione del governo italiano di rispettare le norme e gli standard sui diritti umani a livello internazionale e dell&#8217;Unione europea così come la stessa Strategia nazionale per l&#8217;inclusione dei rom, dei sinti e dei caminanti del 2012, che conteneva l’impegno a “superare i campi&#8221;.</div>
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		<title>La stretta di mano ingravida ?!?!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 06:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi “Atena è stata punita per le sue vignette… . Nessuno dovrebbe essere in carcere per la propria arte” Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettore di Amnesty, MENA &#160; Atena Farghadani è una disegnatrice&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="LEFT" style="font-weight: normal; line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
di Monica Macchi</div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="font-weight: normal; line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
“<i>Atena è stata<br />
punita per le sue vignette…</i></div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
<i>. Nessuno dovrebbe<br />
essere in carcere </i>
</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
<i>per la propria arte</i>”</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
Hassiba Hadj Sahraoui,<br />
vicedirettore di Amnesty, MENA</p>
<p></div>
<div align="RIGHT" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
&nbsp;</div>
<div align="RIGHT" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;"></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-HyKWtXQZbVs/ViiYmua3o2I/AAAAAAAADYQ/AK4TAUhlmBs/s1600/atenaanim.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="227" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/atenaanim.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="400" /></a></div>
<p><a href="http://4.bp.blogspot.com/-zB2XJbONi80/ViiYuq0sX0I/AAAAAAAADYY/Dbge0akzq-o/s1600/freeatena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="320" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/freeatena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="210" /></a></p>
<p>Atena Farghadani è una disegnatrice e attivista iraniana condannata per “oltraggio”, per “attentato alla sicurezza nazionale” e “diffusione di propaganda ostile alle istituzioni” per questa vignetta in cui i parlamentari sono rappresentati come animali mentre stanno votando un provvedimento che limita l’accesso delle donne al controllo delle nascite.&nbsp; </p>
<p>Incarcerata una prima volta nell&#8217;agosto 2014, è stata liberata a novembre e poi di nuovo arrestata a gennaio dopo aver denunciato in un video postato su YouTube le percosse, le perquisizioni corporali degradanti e gli interrogatori al limite della tortura. Messa in isolamento nel carcere di Evin (che non ha una sezione per i prigionieri politici), ha iniziato uno sciopero della fame e a fine febbraio ha avuto un infarto ed è stata in coma. Si è lentamente ripresa e finalmente il 13 giugno scorso il suo avvocato Mohammad Moghimi è riuscito ad avere il permesso di farle visita… ma le guardie hanno spifferato che al termine del colloquio si sono stretti la mano! L’avvocato è stato immediatamente arrestato per questo “gesto al limite dell&#8217;adulterio” e rilasciato dopo tre giorni e il pagamento di una cauzione di 60.000 dollari. Entrambi sono in attesa di processo per “condotta indecente e relazione sessuale inappropriata”: e per comprovare le accuse Atena ha dovuto subire una visita ginecologica coatta con un doppio test: gravidanza e verginità….test di verginità imposto che è considerato internazionalmente una forma di violenza e discriminazione nei confronti di donne e ragazze e viola l’articolo 7 del Patto Internazionale sui diritti civili e politici ratificato dall’Iran. </p>
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 Amnesty considera Atena Farghadani una prigioniera di coscienza che non ha commesso alcun reato e ha lanciato una petizione internazionale per chiederne la scarcerazione</div>
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<a href="https://www.amnesty.org.uk/actions/free-atena-farghadani-iran-prison-drawing-cartoons-artist?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.amnesty.org.uk/actions/free-atena-farghadani-iran-prison-drawing-cartoons-artist?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></div>
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Il Guardian invece ha invitato i lettori a mandare una vignetta in solidarietà con l’artista iraniana su Twitter con l’hashtag <a href="https://twitter.com/hashtag/Draw4Atena?src=hash&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Draw4Atena</a> e qui potete vederne una selezione</div>
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&nbsp;</div>
<div style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0cm;">

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<p></p>
<div style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0cm;">
<u><a href="https://witness.theguardian.com/assignment/557abd13e4b07c61f71d182e?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://witness.theguardian.com/assignment/557abd13e4b07c61f71d182e?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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