<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>amianto Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/amianto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/amianto/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Oct 2018 07:34:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>amianto Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/amianto/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La parola amianto</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 07:24:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dossier]]></category>
		<category><![CDATA[edifici]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[fabbrica]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[Turbigo]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[veleni]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11436</guid>

					<description><![CDATA[<p>a cura di Alessandra Montesanto Associazione per i Diritti umani ha intervistato Nora Picetti, autrice e regista dello spettacolo teatrale La parola amianto e la ringrazia molto per la disponibilità. &#160; Il tema delle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/">La parola amianto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11437" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1500" height="966" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti-300x193.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti-768x495.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti-1024x659.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></b></p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>ha intervistato Nora Picetti, autrice e regista dello spettacolo teatrale <strong><em>La parola amianto</em> </strong>e la ringrazia molto per la disponibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Il tema delle malattie e della sicurezza sul lavoro è, purtroppo, molto attuale. Ci può raccontare la vicenda delle operaie e degli operai della Centrale di Turbigo?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla Centrale Enel di Turbigo l’amianto era usato in un impasto per coibentare i tubi di metallo con vapore ad altissime temperature. Quando un tubo perdeva per ripararlo bisognava scoibentare, cioè rompere la copertura, e in questa operazione le fibre di amianto si liberavano nell’aria.</span><br />
<span style="color: #000000;">La vicenda ha inizio negli anni ‘70, quando i lavoratori cominciano a organizzarsi per la difesa della salute. Per prima cosa eleggono il CUD (Consiglio Unico dei Delegati), un gruppo di 20 lavoratori eletti direttamente dagli altri in modo da dare rappresentanza a tutti i reparti, e poi “importano” in Centrale un metodo messo a punto dai fondatori di Medicina Democratica, <span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Luigi Mara, chimico, e Giulio Maccacàro, il medico che ha portato in Italia l’epidemiologia.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il metodo si chiama “R</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">icostruzione operaia del processo produttivo” ed è assolutamente innovativo, perché valorizza il sapere operaio e lo integra col sapere accademico-scientifico.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Si tratta di ricostruire tutto ciò che avviene in Centrale a partire dai racconti dei lavoratori.<br />
Si organizzano una serie di assemblee, divise per reparto, e ogni lavoratore racconta cosa fa, a quali rischi è esposto, con quali sostanze viene contatto e poi formula delle richieste per migliorare l’ambiente o l’organizzazione del lavoro in modo da essere più tutelato. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Sulla base di questi racconti e di queste richieste si facevano poi le piattaforme di rivendicazione, cioè le richieste ufficiali alla Dirigenza Enel.<br />
Una battaglia importante, sui cui ha insistito Medicina Democratica, è stata quella contro la monetizzazione della salute: l’usanza era quella di dare delle indennità ai lavoratori esposti ai vari rischi, qualche soldo in più in busta paga. Ma così l’ambiente di lavoro continuava ad essere inquinato e pericoloso. Il sindacato, a Turbigo come in molte altre fabbriche, in genere accettava: ha sempre difeso i posti di lavoro e il salario, ma per difendere la salute i lavoratori hanno dovuto organizzarsi da soli e spesso anche scontrarsi apertamente coi sindacalisti. Lo dice bene un manifesto che avevano fatto per promuovere le assemblee “La tuta si lava, i polmoni no”. Con i soldi delle indennità non ci fai niente, non riduci nessun rischio. L’obbiettivo era ottenere che i dirigenti spendessero dei soldi per rendere più salubre e più sicuro l’ambiente di lavoro. Nello spettacolo ho ricostruito i vari passaggi di questa lunga battaglia, iniziata negli anni ‘70 e conclusa, parzialmente, solo quest’anno, il 15 maggio 2018, con la sentenza di Cassazione, che come dice l’avvocatessa di parte civile Laura Mara, “è</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> una sentenza storica, straordinaria e francamente inaspettata, che ci insegna, oggi più che mai, che le uniche battaglie perse sono quelle non fatte”.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">In che modo avete effettuato le ricerche per la stesura del testo? Avete raccolto anche testimonianze dirette?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Siamo partiti dalle testimonianze dirette di mio padre e dei suoi colleghi della Centrale, che hanno poi fondato la sezione di Turbigo dell’AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto). Particolarmente interessante è stato l’incontro con Emilio Pampaluna, che gli altri mi hanno presentato come “la memoria storica della Centrale di Turbigo”: è un ex lavoratore, sindacalista e membro della Commissione Salute del CUD, è stato un po’ la mente organizzativa di questa lunga battaglia. Quello che più mi piace di questo lavoro è proprio raccogliere le testimonianze orali, i racconti in prima persona, spesso plurale, ma anche valorizzare fonti trascurate dalla storia ufficiale: tutto un patrimonio di documenti, volantini, comunicati, cartelloni, verbali di assemblee, ricorsi al tar, foto, articoli di giornale, archivi personali, che le persone tengono in cantina, ma che sono fondamentali per ricostruire una vicenda dal punto di vista popolare e farla diventare Storia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A questo si sono aggiunti i dossier di Legambiente, i rapporti dell’Ispra, e molti altri documenti sull’amianto che mi hanno passato Guglielmo Gaviani, che ha seguito la vicenda dall’esterno, come perito della Asl, e Valentino Gritta, presidente dell’AIEA di Turbigo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Poi ho trovato testi sull’amianto di Plinio il Vecchio, Marco Polo, Calvino e Primo Levi e alcuni video dell’Istituto Luce sull’Eternit di Casale Monferrato.</span><br />
<span style="color: #000000;">Durante le ricerche una cosa mi ha colpito in particolare: un grafico che sovrapponeva la cronologia della diffusione industriale dell’amianto, con quello delle scoperte scientifiche sulla sua pericolosità. Praticamente coincidevano, cioè si sapeva da subito che era pericoloso, ma l’Industria dell’amianto ha puntato solo al lucro, ha fatto di tutto per mettere a tacere gli scienziati e i medici che raccoglievano dati epidemiologici sui morti di amianto e ha invaso il mercato con una pubblicità assordante sulle straordinarie proprietà e sulla sicurezza dell’amianto. Nello spettacolo quindi proietto foto di cartelloni pubblicitari e spot sull’amianto dal 1870 a oggi, e l’effetto è forte, comico e agghiacciante al tempo stesso&#8230;</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/36226648_614660818907729_4045483786920525824_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11438" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/36226648_614660818907729_4045483786920525824_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="792" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/36226648_614660818907729_4045483786920525824_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/36226648_614660818907729_4045483786920525824_n-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Qual è il legame, in questo caso, tra tutela dell&#8217;ambiente e salute e la Politica?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nello spettacolo si fa riferimento proprio alla Politica con la P maiuscola, a quell’insieme di azioni, reazioni, procedure che mettiamo in atto per difendere i beni comuni, in questo caso la salubrità dell’aria, la sicurezza e la salute pubblica. Ad esempio c’è una scena in cui coinvolgo direttamente alcuni spettatori per guardare la situazione da diversi punti di vista: c’è il proprietario del tetto che si fa due conti in tasca e decide di non rimuovere l’amianto, ma c’è anche il suo vicino di casa, che invece vuole che sia rimosso. Poi c’è il sindaco, che teme di perdere consensi se obbliga la gente a spendere soldi per rimuovere l’amianto. Poi c’è l’imprenditore della ditta di bonifica, che dovrebbe fornire mezzi di protezione ai lavoratori, e ci sono i lavoratori, che seguono attentissimi il corso sulla sicurezza, ma non capiscono una parola di italiano. Alla fine è il pubblico a votare: in scena viene presentata una situazione e la scelta etica sta al singolo spettatore, che la esprime attraverso il voto. Questa parte è pensata per i ragazzi delle scuole medie e superiori ma piace molto anche agli adulti, anche perché rende evidente in modo leggero e anche divertente, che il voto non basta, la delega non è sufficiente, e anzi a volte, quando ti viene chiesto di scegliere tra due cose (come salute o lavoro) in realtà significa che devi organizzarti per ottenerle entrambe.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il titolo dello spettacolo si riferisce all&#8217;accordo tra sindacato, azienda e Stato nella vicenda dell&#8217;Ilva, in cui “scompare” la parola “amianto”?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questa idea di far scomparire la parola amianto era già venuta negli anni ‘80 al Capocentrale di Turbigo: aveva vietato ai lavoratori di scrivere “amianto” nei documenti interni, dovevano usare “silicato” o “coibente”. La parola amianto faceva già paura, allora invece di affrontare il problema si preferiva cambiare parola, nella speranza che i lavoratori non si accorgessero del pericolo e non si attivassero per la difesa della salute.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ci sono esempi in cui sono state attivate buone pratiche?</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Direi che questa “R</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">icostruzione operaia del processo produttivo” è una buona pratica ante litteram, che andrebbe oggi esportata, fatta uscire dai luoghi di lavoro e applicata a tutta la popolazione, perché oggi siamo tutti esposti alle fibre di amianto rilasciate dal tetto del vicino o dalla fabbrica abbandonata, o dal pavimento della scuola. In Italia ci sono ancora 2400 scuole contaminate dall’amianto. Ora però ci sono anche tutti gli strumenti scientifici, tecnici, culturali e legali per procedere con le bonifiche e lo smaltimento. Due esempi da citare sono sicuramente quelli di Casale Monferrato e del Comune di Rubiera, che ha bonificato tutti gli edifici pubblici e poi ha attivato il CIAR Catasto Immobili Amianto Rubiera: attraverso foto satellitari, uso di droni, segnalazioni dei cittadini e sopralluoghi tecnici del Comune è stata fatta la mappatura dei tetti di amianto su tutto il territorio del comune. Poi con una procedura amministrativa standardizzata e con delle ordinanze il Comune obbliga i proprietari ad intervenire, anche usufruendo degli incentivi fiscali. Loro stessi fanno questo esempio: se c’è una tegola di una casa privata che rischia di cadere in testa ai passanti, è normale che il sindaco, in quanto responsabile della salute pubblica, faccia un’ordinanza per obbligare il proprietario a intervenire subito. A maggior ragione, essendo i morti di amianto molto più numerosi dei “morti da tegola”, dovrebbe essere normale e accettato che il sindaco possa obbligare i proprietari a rimuovere i tetti di amianto. Molti sindaci temono però che questa scelta sia impopolare, temono di perdere consenso se obbligano la gente a spendere soldi per l’amianto. Quindi tra le buon pratiche è doveroso citare anche le attività di AIEA, Medicina Democratica; Legambiente, e di tutte le altre associazioni che attraverso raccolte dati, petizioni, azioni legali, pubblicazioni di dossier, attivazione di sportelli amianto nei comuni o interventi nelle scuole, contribuiscono a informare la popolazione e favoriscono il censimento, la bonifica e il corretto smaltimento dell’amianto, perché come dicono a Rubiera, ogni metro quadro rimosso è un guadagno immediato per la salute di tutti”.</span></span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/">La parola amianto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La malattia dell&#8217;amianto e il silenzio dei potenti</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/02/28/la-malattia-dellamianto-e-il-silenzio-dei-potenti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/02/28/la-malattia-dellamianto-e-il-silenzio-dei-potenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 07:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8235</guid>

					<description><![CDATA[<p>Continuano le manifestazioni per chiedere non solo risarcimenti e bonifiche, ma un vero progetto di riconversione economica nelle aree colpite dagli sversamenti tossici delle grandi multinazionali. Sabato 25 febbraio, a Taranto, si è scesi ancora in&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/02/28/la-malattia-dellamianto-e-il-silenzio-dei-potenti/">La malattia dell&#8217;amianto e il silenzio dei potenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/02/18a647a3f4b6386876ad6281449a7062.jpg_997313609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8236" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/02/18a647a3f4b6386876ad6281449a7062.jpg_997313609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="750" height="505" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/02/18a647a3f4b6386876ad6281449a7062.jpg_997313609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/02/18a647a3f4b6386876ad6281449a7062.jpg_997313609-300x202.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></span></p>
<p>Continuano le manifestazioni per chiedere non solo risarcimenti e bonifiche, ma un vero progetto di riconversione economica nelle aree colpite dagli sversamenti tossici delle grandi multinazionali. Sabato 25 febbraio, a Taranto, si è scesi ancora in piazza: Taranto è legata all&#8217;Ilva, ma poi ricordiamo Eternit a Casale Monferrato, e la Sardegna, le Marche&#8230;Da nord a Sud il nostro Paese ha visto e vede ancora malati di tumori, in particolare di mesotelioma pleurico. Famiglie devastate dal dolore, figli senza genitori e i responsabili spesso impuniti. Il 29 novembre 2016 un giudice ha derubricato l&#8217;accusa dell&#8217;”Eternit bis” da omicidio volontario a omicidio colposo per Stephan Schmidheiny, erede della dinastia svizzera della multinazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/02/th-119.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="255" height="170" />Sembra una beffa, ma lo stesso giorno &#8211; sempre il 29 novembre &#8211; è stato presentato un nuovo Testo unico sul rischio amianto (come aggiornamento della legge del 1992) a cura della Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali. Tra i punti di rilievo si leggono: l&#8217;obbligo di denuncia e di bonifica esteso agli edifici privati e l&#8217;obbligo di trasmissione, da parte dei medici e degli operatori delle Asl, ai Centri Operativi regionali delle informazioni riguardanti le persone malate, ai fini del loro inserimento nel registro tumori presso l&#8217;Inail.</p>
<p>Bisogna dire BASTA alla considerazione di persone (lavoratrici e lavoratori) come se fossero numeri, casi, statistiche. Per un attimo pensiamo a loro e ai loro familiari: al dolore fisico, alla sofferenza psicologica, alle difficoltà economiche. Ma si sa, le istituzioni sono lontane, devono “gestire” e “pianificare” in nome del Mercato e dei giochi politici e la malattia che devasta diventa solo parte di una strategia bieca e disumana. Intanto i parenti delle vittime continuano a protestare per vedere applicate le norme proposte e altri lottano per la vita.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/02/28/la-malattia-dellamianto-e-il-silenzio-dei-potenti/">La malattia dell&#8217;amianto e il silenzio dei potenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/02/28/la-malattia-dellamianto-e-il-silenzio-dei-potenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Promozione speciale teatro per i nostri lettori</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2016 07:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[abitanti]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[biglietti]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[Breda]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civile]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fabbrica]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[familiari]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
		<category><![CDATA[Ulderico Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=5972</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Stasera e domani sera, promozione speciale a euro 11,50 per lo spettacolo: L’ITALIA DELL’AMIANTO dalla Scala di Milano al Velodromo di Roma  di e con Ulderico Pesce produzione Centro Mediterraneo delle Arti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/">Promozione speciale teatro per i nostri lettori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/amianto_U.Pesce-rid-500x335.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5973" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5973" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/amianto_U.Pesce-rid-500x335.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="amianto_U.Pesce-rid-500x335" width="500" height="335" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/amianto_U.Pesce-rid-500x335.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/amianto_U.Pesce-rid-500x335-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Stasera e domani sera, promozione speciale a euro 11,50</strong></p>
<p>per lo spettacolo:</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>L’ITALIA DELL’AMIANTO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>dalla Scala di Milano al Velodromo di Roma</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p><strong> </strong><em>di e con </em>Ulderico Pesce</p>
<p><em>produzione </em>Centro Mediterraneo delle Arti e TieffeTeatro Milano</p>
<p>durata <em>65 minuti</em></p>
<p>Con<em> L’Italia dell’amianto: dalla Scala di Milano al Velodromo di Roma, </em>di e con Ulderico Pesce, prodotto da <em>Centro Mediterraneo delle Arti e Tieffe Teatro Milano,</em> si chiude, dal 17 al 22 maggio, la stagione del <strong>Teatro Menotti</strong> al <strong>Teatro Verdi</strong>.</p>
<p><em>L’Italia dell’amianto: dalla Scala di Milano al Velodromo di Roma</em> prende a pretesto la storia d’amore tra Nico e Maria per narrare il grave problema dell’amianto in Italia che uccide 6.000 persone all’anno nell’indifferenza generale.</p>
<p>Nico è un aspirante giornalista, figlio di un operaio della Breda di Milano che ha lavorato utilizzando amianto e si è ammalato di mesotelioma pleurico; Maria è una giovane cantante lirica che vive di fronte all’Ilva di Taranto. I due si rincorreranno per l’Italia e incontreranno casi estremi.  Prima, a Milano, si imbattono nella storia di Enzo Mantovani, il siparista del Teatro alla Scala, che ha un cancro ai polmoni, provocatogli proprio dal sipario taglia fuoco contenente amianto, che divideva la platea dal palcoscenico. Il tempio della cultura musicale italiana uccide come l’acciaieria della Breda di Sesto San Giovanni, l’Ilva di Taranto, l’Eternit di Casale Monferrato, la Fincantieri di Monfalcone ecc.</p>
<p>Maria, da cantante lirica, è molto sensibile alla vita del siparista del Teatro alla Scala, lo frequenta e indaga sulla sua passione per il bel canto stroncata dall’amianto del sipario. Nico e Maria scoprono che i morti per amianto alla Scala sono addirittura otto, l’ultima avvenuta nel novembre del 2015 e tre lavoratori risultano ammalati, tra i quali un pianista. Tra i lavoratori del teatro milanese morti per mesotelioma ritrovano l’ex vigile del fuoco Roberto Monzio, il falegname Antonio Palmisano, l’addetto al montaggio spettacoli Salvatore Palombi, la soprano Edith Martelli ed altri. Nonostante l’uso dell’amianto fosse stato proibito con una legge del 1992, alla Scala di Milano, gli ultimi materiali contenenti amianto, risultano rimossi, vergognosamente, solo prima dell’inizio di Expo 2015.</p>
<p>Le Istituzioni italiane, con il <em>caso amianto</em>, fanno parlare del <em>paese della vergogna </em>sia da un punto di vista legislativo, visto che il nostro paese ha messo al bando l’amianto solo nel 1992, quando invece la sua pericolosità era stata accertata già nel 1898; sia da un punto di vista operativo, visto che ancora oggi abbiamo 32 milioni di tonnellate di materiale contenente amianto da bonificare, e 38.000 siti a rischio sparsi per lo Stivale.</p>
<p>L’amore tra Nico e Maria, alla luce delle scoperte, diventa una battaglia a difesa della salute e dell’ambiente e così incontrano gli abitanti di Sesto San Giovanni, dove sulle ex aree della Breda, della Falk, della Magneti Marelli, stracolme di amianto, stanno nascendo palazzi e centri commerciali, ultimo esempio è “Vulcano” eretto da Caltagirone; incontrano gli abitanti del quartiere Santa Giulia di Milano, dove sono stati costruiti migliaia di appartamenti su un’area non bonificata, dove insistevano l’ex acciaieria Radaelli e la ex Montedison. Nico e Maria, nel vortice della passione, che è anche vortice della scoperta, incontrano ancora gli ex operai della Fincantieri di Monfalcone; i familiari degli ex operai della Eternit di Casale Monferrato e gli abitanti di Balangero vicino a Torino, di Biancavilla vicino a Catania e di altre località sparse per l’Italia.</p>
<p>Il loro peregrinare li porta infine, il 24 luglio del 2008, all’ Eur di Roma, dove Maria ha gli zii che lavorano come portieri in un palazzo in viale dell’Umanesimo 178, che si affaccia sul Velodromo, la pista ciclabile costruita per le Olimpiadi degli anni ’60, stracolma di amianto, <em>la pista più perfetta la mondo</em>, progettata dall’architetto Cesare Ligini, con il campo di calcio in mezzo. Dal balcone di quel palazzo assistono all’abbattimento del Velodromo, avvenuto senza le giuste autorizzazioni, alle ore 17.45 del 24 luglio del 2008, grazie a 1.800 cariche di tritolo, che fanno venire giù 66mila metri quadrati di pista ciclabile, una nuvola di polvere di cemento e amianto, che avvolge e invade i palazzi dell’ Eur di Roma nell’indifferenza assoluta.</p>
<p><strong>TRA TEATRO E LIBERTA’ DI STAMPA</strong></p>
<p><em>Il teatro è totalmente morto. Uno spazio architettonico che vivacchia grazie a scambi, finanziamenti ambigui, intrallazzi politici, combriccole e sotterfugi. Un luogo architettonico dal quale, soprattutto i giovani, si tengono, giustamente, a debita distanza lasciando la vetrina ad una casta chiusa in sé stessa che si autocelebra. </em></p>
<p><em>Anche la</em> libertà di stampa, <em>che vede l’Italia al settantaquattresimo posto nel mondo, è morta come il teatro, molti argomenti sono diventati tabù nella nostra società. Molti attori e registi assoldati, molti editori, molti giornalisti assoldati, tutti a lavoro per costruire un’apparenza di benessere e tranquillità per abbonati sonnolenti.</em></p>
<p>La vita, la strada, viceversa, rimangono vive, piene di storie, piene di gioie e di dolori. <em>Esiste una</em> drammaturgia <em>della strada che mi ha sempre incantato. Ho cercato di portare in teatro, un luogo morto, quello che certa stampa e certi teatri evitano di raccontare, ho cercato di portare in scena l’incanto della strada, le storie che ho visto con i miei occhi e ascoltato provando forti emozioni. Ho lavorato molti anni a Mosca, nel teatro russo, che è più povero di quello italiano ma più vivo.</em> <em>Da quelle parti la drammaturgia della strada l’hanno fatta entrare in teatro, o meglio, hanno trasformato la strada in teatro.</em></p>
<p><em>Con il gruppo di lavoro che dirigo cerchiamo di frequentare la strada e le periferie. Cerchiamo di portare in teatro temi caldi, un linguaggio vivo e un uso del corpo e della voce che è strutturato sulla organicità e sulla verità. </em></p>
<p><em>Questo lavoro sull’amianto sa di fabbrica, di magli, di saldature a scintillìo, di emigrazione e sfruttamento; sa di sipari fatti di amianto, di bombole di ossigeno, di esplosioni, di regole violate, di uomini e donne sacrificate al Dio danaro, sa di voci celestiali e di laringectomizzati, sa di malattia, di morte e di indifferenza, sa di Italia.</em></p>
<p><strong>Ulderico Pesce</strong></p>
<p><strong>TEATRO MENOTTI</strong></p>
<p>Via Ciro Menotti 11 – Milano</p>
<p>tel. 02 36592544</p>
<p><a href="mailto:biglietteria@tieffeteatro.it">biglietteria@tieffeteatro.it</a></p>
<p><strong>Orari di biglietteria</strong></p>
<p>lunedì e mercoledì dalle 15.00 alle 18.00</p>
<p>martedì, giovedì, venerdì dalle 15.00 alle 19.00</p>
<p>sabato dalle 15.30 alle 19.00</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/">Promozione speciale teatro per i nostri lettori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quelle tante, troppe morti per amianto</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/07/24/quelle-tante-troppe-morti-per-amianto/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/07/24/quelle-tante-troppe-morti-per-amianto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 04:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[dirigenti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fabbrica]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[Pirelli]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/07/24/quelle-tante-troppe-morti-per-amianto/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ammonta a 24 il numero degli operai deceduti per forme tumorali provocate da esposizione all&#8217;amianto. E i responsabili sono stati condannati. Il giudice della Sesta sezione penale del Tribunale di Milano, Raffaele Martorelli, ha&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/07/24/quelle-tante-troppe-morti-per-amianto/">Quelle tante, troppe morti per amianto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ammonta<br />
a 24 il numero degli operai deceduti per forme tumorali provocate da<br />
esposizione all&#8217;amianto. E i responsabili sono stati condannati.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
giudice della Sesta sezione penale del Tribunale di Milano, Raffaele<br />
Martorelli, ha condannato undici ex dirigenti della Pirelli con pene<br />
tra i 3 e i 7 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di omocidio<br />
colposo. Tra i loro nomi spicca, purtroppo Guido Veronesi, fratello<br />
del celebre oncologo ed ex ministro che, come gli altri, faceva parte<br />
del consiglio di amministrazione dell&#8217;azienda nel periodo tra gli<br />
anni &#8217;70 e &#8217;80.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Prendiamo<br />
atto con rammarico della sentenza di primo grado e aspettiamo di<br />
leggere le motivazioni non appena saranno depositate. Sulla base<br />
delle evidenze scientifiche ad oggi disponbili emerse nel corso della<br />
fase dibattimentale del processo, siamo certi della correttezza<br />
dell&#8217;operato dei nostri assistiti per i fatti contestati risalenti a<br />
oltre 25 anni fa, e presenteremo impugnazione in appello”: questo<br />
il commento dei legali della Pirelli. I fatti sono accauduti decenni<br />
fa e, infatti, questa prima sentenza arriva con enorme ritardo:<br />
l&#8217;accusa aveva chiesto per gli imputati otto anni di carcere e il<br />
giudice si è spinto oltre, accordando ai parenti delle vittime,<br />
costituitisi ovviamente come parte civile, anche un risarcimento<br />
economico e accettando in pieno l&#8217;impianto accusatorio del PM Ascione<br />
secondo il quale gli operai si sono ammalati e sono deceduti a causa<br />
del lavoro presso impianti contaminati senza alcuna protezione e,<br />
quindi, a causa di esalazioni “massicce e ripetute” di amianto.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Medicina<br />
democratica e Associazione italiana esposti amianto (presenti al<br />
processo) hanno esposto striscioni, esultato alla lettura della<br />
sentenza e hanno affermato: “ Abbiamo dimostrato che uniti si<br />
vince. Questa volta siamo riusciti a far condannare il padrone”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sempre a<br />
Milano, altri processi che vedono coinvolti gli ex dirigenti della<br />
centrale Enel di Turbigo e della Franco Tosi di Legnano si sono<br />
conclusi con l&#8217;assoluzione degli imputati, ma la sentenza Pirelli e<br />
il rinvio a giudizio per i dirigenti dell&#8217;Ilva di Taranto, per<br />
distastro ambientale,  fanno ben sperare nel giusto corso della<br />
verità.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
approfondire il tema, l&#8217;Associazione per i Diritti Umani vi ripropone<br />
il video dell&#8217;incontro che ha organizzato con lo scrittore Stefano<br />
Valenti, autore del romanzo “La fabbrica del panico”, vicnitore<br />
del Premio Campiello – giovani, 2014.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<iframe loading="lazy" width="320" height="266" class="YOUTUBE-iframe-video" data-thumbnail-src="https://i.ytimg.com/vi/OxdfTHUiG3A/0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" src="https://www.youtube.com/embed/OxdfTHUiG3A?feature=player_embedded&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/07/24/quelle-tante-troppe-morti-per-amianto/">Quelle tante, troppe morti per amianto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/07/24/quelle-tante-troppe-morti-per-amianto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
