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	<title>amministrazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Comunicare il carcere. Rifestival, Bologna 2019</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 09:16:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durante il Rifestival (Bologna 2019) la conferenza “Comunicare il carcere” a cura di Elton Kalica, Antonio Ianniello e Valerio Pascali Associazione Per i Diritti umani propone, come sempre, alcuni spunti di riflessione e di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12326" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Durante il Rifestival (Bologna 2019) la conferenza “Comunicare il carcere” a cura di Elton Kalica, Antonio Ianniello e Valerio Pascali</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i><b>Associazione Per i Diritti umani</b></i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> propone, come sempre, alcuni spunti di riflessione e di dibattito, riportando alcune parti di ciò che è stato riferito dai relatori. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Elton Kalica</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Università di Padova, Ristretti Orizzonti</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il carcere è un&#8217;istituzione che viene data ancora per scontata. Noi vogliamo che non sia una realtà isolata dal contesto sociale, ma vogliamo affermare l&#8217;importanza della riabilitazione dei detenuti e il loro eventuale reinserimento nel tessuto comunitario. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">A causa della ricerca della notiziabilità, da parte dei mass-media, le narrazioni passano in secondo piano, invece noi vogliamo rimetterle al primo posto.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Parlo del carcere dal punto di vista interno perchè sono stato dentro a lungo. I mass-media raccontano il Penale in un modo che spesso non corrisponde alla realtà e, per me, dare un&#8217;informazione diversa è una battaglia costante.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il messaggio della stampa è che , in Italia, ci sia una Giustizia che non funziona, che le pene siano insufficienti, manchi la certezza della pena e si criticano le attenuanti. Questo tipo di comunicazione, in realtà, disinforma perchè io ad esempio ho visto arrivare in prigione persone dopo 10/15 anni dal momento in cui avevano commesso il reato e che, nel frattempo, avevano cambiato vita. Mi occupo, inoltre, di “Convict criminology”: si tratta di un nuovo approccio che intreccia strumenti teorici con l&#8217;esperienza di vita detentiva e ho svolto la mia ricerca etnografica sul lavoro in carcere. Questo può essere utile, ma può far emergere anche aspetti di sfruttamento. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Per capire, quindi, la realtà effettiva bisogna fare esperienza dall&#8217;interno e io ho potuto farla prima come detenuto, poi come attivista e ora come ricercatore.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Valerio Pascali</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Associazione Antigone-Emilia Romagna</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">In Italia, a differenza degli Stati Uniti, ho trovato difficoltà a svolgere le ricerche a causa della chiusura delle amministrazioni penitenziarie che vogliono rimanere tali. Per poter approfondire la situazione nelle nostre prigioni si deve far riferimento ai report garantiti dalle associazioni preposte; difficile, per il ricercatore, per il sociologo, entrarvi a causa della diffidenza nei confronti della ricerca sociale. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Ricordiamo che per Goffman il carcere è un&#8217;istituzione totale, quella in cui un gruppo di persone è tagliato fuori dalla società con una rottura delle barriere che separano i diversi aspetti della Vita perchè questi si svolgono nello stesso luogo, a stretto contatto con gli altri, a ritmi stabiliti, con attività forzate. Questo induce alla spersonalizzazione dell&#8217;individuo: il Sè dei detenuti è sottoposto a continue degradazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il carcere è rappresentativo dell&#8217;intera società per il multiculturalismo, per le differenze di comportamenti, di età, dei problemi psicologici dei detenuti e non è detto, quindi, che il pluralismo sia sempre positivo. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Si deve, inoltre, guardare ad ogni istituto come a un micro istituto sociale all&#8217;interno della comunità più grande all&#8217;interno del quale il detenuto modifica la sua personalità con un adattamento progressivo alla comunità carceraria che culmina con l&#8217;identificazione totale con l&#8217;ambiente, tanto da non riuscire poi più a reinserirsi in un altro tipo di società. E questo è contrario all&#8217;obiettivo delle misure riabilitative.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dopo il caso Torregiani, con la sentenza-pilota della Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, sono state proposte alcune iniziative volte a umanizzare alcune forme di detenzione e poi: meccanismi deflattivi (apparentemente stabili), sezioni specifiche per reati specifici, carceri modello a vocazione trattamentale&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dal 2013 è stata aperta anche la sorveglianza dinamica (celle aperte durante il giorno con videosorveglianza), sono state inserite diverse figure professionali a sostegno dei detenuti. Però i tratti innovativi si basano NON su norme legislative, ma dall&#8217;amministrazione penitenziaria, per cui risultano deboli e questo è un problema perchè lo spazio e il tempo definiscono la quotidianità dei reclusi e servono per un loro progressivo avvicinamento all&#8217;uscita dal carcere, momento molto delicato della loro vita.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il miglioramento, infine, è ancora insufficiente anche per la capienza degli istituti, per le celle troppo piccole, per la mancanza di igiene.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Antonio Ianniello</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Garante del Comune di Bologna</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La prerogativa del garante riguarda la vigilanza dei luoghi che privano della libertà personale: delle carceri per minori, per adulti, delle camere di sicurezza e delle Rems Residenze per l&#8217;esecuzione delle misure di sicurezza), dopo il superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Spesso le carceri vengono ubicate alla periferia delle città, in spazi marginali e questo ha allontanato la presa di coscienza di quella che è la tutela dei diritti dei detenuti. Il garante deve avere, invece, questa priorità. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Nel 2009 la figura del garante viene consacrata a livello legislativo con la possibilità di effettuare colloqui riservati con la popolazione carceraria, senza limitazioni numeriche e senza previa autorizzazione. E questo è positivo per la raccolta dei dati necessaria alle narrazioni dall&#8217;interno, come si diceva prima, e per approntare istanze di miglioramento. Bisogna, infatti, ricordare che il garante non ha poteri autoritativi, ma verifica le condizioni e le raccoglie le singole storie. Se svolto in maniera costante e corretta, il lavoro del garante può essere importante e utile.</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12327" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
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		<title>Il Naga ci chiama per dire NO ai CPR</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Aug 2018 12:23:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Naga ci chiama e noi rispondiamo. Ecco l&#8217;appello e la richiesta di partecipare alla mobilitazione: &#160; Il Ministro dell&#8217;Interno ha recentemente annunciato la propria intenzione di trasformare la struttura di proprietà del Ministero&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Naga ci chiama e noi rispondiamo. Ecco l&#8217;appello e la richiesta di partecipare alla mobilitazione:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Ministro dell&#8217;Interno ha recentemente annunciato la propria intenzione di trasformare la struttura di proprietà del Ministero della Difesa di via Corelli, attualmente Centro di Accoglienza Straordinaria, in un Centro Per il Rimpatrio (CPR), secondo la nuova denominazione scelta dalla Legge Minniti-Orlando dello scorso anno; si tratterebbe, come i più ricorderanno, di un triste ritorno al passato, dal momento che la stessa struttura ospitava in passato il CIE, istituto al quale quello nuovo del CPR è del tutto identico, salvo alcuni ritocchi puramente cosmetici.</p>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Già nella primavera del 2014 si assistette a un primo tentativo di riaprire il CIE di via Corelli, contro il quale anche noi ci mobilitammo; tale tentativo infine fallì, anche per la ferma opposizione dell&#8217;Amministrazione comunale, che anche in questa occasione si è pronunciata negativamente.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Nel clima attuale, la riapertura a Milano di un centro di detenzione amministrativa avrebbe indubbiamente un impatto pesantissimo sulla vita quotidiana delle persone migranti presenti in città, diventando oltretutto una nuova, formidabile arma di ricatto in mano a datori di lavoro, locatari e operatori dell&#8217;accoglienza disonesti.</div>
<div dir="auto"></div>
<div>Contro questa ipotesi, noi pensiamo sia possibile e necessario dar vita ad un movimento di opposizione solido e ampio, che coinvolga tutti i soggetti che quotidianamente s&#8217;impegnano per il supporto e la tutela dei diritti delle persone migranti, ma anche quante e quanti hanno a cuore il rispetto della dignità e la difesa dei diritti fondamentali che spettano a ogni essere umano: come Naga, abbiamo ripetuto molte volte, nei 31 anni della nostra attività, che ciò che viene sperimentato sulle persone migranti, prima o poi sarà praticato su settori sempre più ampi della popolazione, e purtroppo ne abbiamo avuto nel tempo numerosi riscontri.</div>
<div></div>
<div>Già in città si levano voci contrarie alla riapertura del lager di via Corelli, ma possibiliste circa la sua collocazione fuori dalla città di Milano; pur considerando possibile una temporanea convergenza tattica con questi soggetti sulla base della situazione contingente, noi vogliamo invece che sia chiara la nostra contrarietà a qualunque forma di detenzione conseguente a una semplice condizione amministrativa e non collegata a fatti di tipo penale, così come al prolungamento indebito della pena anche per chi essendo stato riconosciuto colpevole si trova a scontare una &#8220;doppia pena&#8221;, prima in carcere e quindi nel CPR; noi riteniamo che queste siano aberrazioni giuridiche che vanno cancellate, e non nascoste in luoghi fuori mano.</div>
<div></div>
<div>Un&#8217;altra importante preoccupazione per noi riguarda la sorte delle persone attualmente ospitate nel CAS di via Corelli, ma anche in quelli contigui di via Aquila, dei quali non è noto il destino: gli abitanti di quelle strutture per noi non sono numeri, ma persone con le quali abbiamo costruito percorsi di partecipazione alla vita sociale e politica della città, opportunità di studio e di lavoro, e non ultimo relazioni di amicizia; gli esseri umani non possono essere semplicemente spostati qua o là secondo le convenienze del potere, e nell&#8217;atteggiamento tenuto da alcune istituzioni statali e locali noi intravediamo l&#8217;emergere di un profondo pregiudizio razzista.</div>
<div></div>
<div>Diremo perciò un &#8220;NO&#8221; forte e chiaro alla trasformazione del CAS di via Corelli in struttura detentiva, ma anche &#8220;NO&#8221; all&#8217;apertura di CPR in qualsiasi altro luogo, tornando a chiedere la chiusura di quelli esistenti; per questo riteniamo indispensabile che si attivino forme di coordinamento e collaborazione concreta anche con altre realtà esterne alla nostra città, e in particolare in Lombardia, che tuttavia ci sembrerebbe più efficace contattare dopo un primo confronto a livello cittadino.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/NO-CPR.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11210" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/NO-CPR.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="698" height="558" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/NO-CPR.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 698w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/NO-CPR-300x240.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 698px) 100vw, 698px" /></a></div>
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		<title>Un appello al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 08:30:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una lettera importante al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici e una vita più etica ed ecologica. All’attenzione di Giuseppe Sala, sindaco della Città Metropolitana di Milano Vorremmo farle presente un tema al quale noi&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">Una lettera importante al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici e una vita più etica ed ecologica.</p>
<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7403" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="earth-melting" width="463" height="289" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 463w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 463px) 100vw, 463px" /></a></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">All’attenzione di Giuseppe Sala,</span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">sindaco della Città Metropolitana di Milano</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Vorremmo farle presente un tema al quale noi teniamo molto e di cui si sente poco parlare: il tema dei </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>cambiamenti climatici.</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il pianeta ci sta mandando dei messaggi allarmanti: ghiacciai che si sciolgono, il mare che si innalza, regioni del Bangladesh già sommerse, soppressione di campi coltivati, distruzione della biodiversità, di specie animali e vegetali, diminuzione dell’acqua potabile, cicloni che distruggono, siccità che provocano milioni di profughi africani. Tutto perché in questi duecento anni, dalla rivoluzione industriale in poi, abbiamo estratto e bruciato carbone, petrolio, gas in quantità enormi, contribuendo alla formazione di gas serra che provocano il riscaldamento della terra. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A dicembre 2015 si è tenuta a Parigi la conferenza sul clima COP21, in cui il governo italiano ha sottoscritto impegni per contenere l’aumento della temperatura media del pianeta di 1,5 °C , ma i livelli di emissioni continuano a crescere, anche in Italia. In questi giorni è iniziata a Marrakech la conferenza Cop 22 dove si spera che i governi programmino azioni concrete. Se abbiamo a cuore “la casa comune” e la vita di tutti gli esseri futuri non abbiamo più tempo, perché l’URGENZA si sta trasformando in EMERGENZA.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A nostro parere occorre che i governi comunali diano l’esempio e premano perché il governo centrale attualizzi gli accordi Cop 21 di Parigi e Cop 22 di Marrakech, cioè abbassi drasticamente le emissioni di CO2 e degli altri gas nocivi. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Milano può e deve con più vigore dare l’esempio,</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> partendo dai lati positivi raggiunti in questi anni. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A nostro parere occorre: </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212;FARE UN PIANO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE : ° creare le condizioni , con l’ aumento dei mezzi di trasporto pubblico e delle possibilità di parcheggio, per estendere “l’area C” al fine di combattere l’inquinamento dell’aria; ° migliorare il collegamento con i Comuni limitrofi (aumentare le corse, costruire le linee che sono in programma da anni, come ad es. il prolungamento della MM2 da Cologno a Vimercate, e introdurre una tariffazione più equa); ° aumentare il bike sharing e il car sharing anche in periferia; ° ridurre la velocità degli autoveicoli in città; ° far rispettare i vincoli già imposti; ° adottare agevolazioni tariffarie concordate con le aziende di trasporto pubblico; ° favorire l&#8217;auto elettrica con incentivi e sgravi fiscali anche da parte del Comune; ° diffondere piazzole per la ricarica delle batterie con l&#8217;uso di tettoie fotovoltaiche; ° aumentare e raccordare tra loro le piste e le corsie ciclabili.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; RIDURRE IL CONSUMO DI ENERGIA</span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">rispettando gli impegni formali già presi col PAES ( Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile ) :</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° incentivare la riqualificazione energetica delle case per eliminare le dispersioni e ottimizzare i consumi; </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° controlli sui caminetti, sulle stufe a legna e sulle caldaie a gasolio assai inquinanti;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° detrazioni fiscali a chi introduce negli edifici le caldaie a condensazione, le pompe di calore,</span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">la cogenerazione e la trigenerazione ad alta efficienza, gli impianti geotermici;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° bene ha fatto il Comune a munire l’illuminazione pubblica di parecchie strade con lampioni Led , ma occorre ridurre drasticamente i combustibili fossili incentivando l’energia alternativa con pannelli solari e fotovoltaici;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° sanzionare lo spreco energetico dovuto alle porte aperte dei negozi e centri commerciali;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° vietare la circolazione a partire dal 2020 dei Suv e dei diesel euro tre, dannosi per ragioni climatiche e per le emissioni di polveri sottili cancerogene; ° la Città Metropolitana Milanese potrebbe aderire alla campagna “ divestitaly “ (</span><span style="color: #000000;">Sito: </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.divestitaly.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.divestitaly.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span><span style="color: #0000ff;">), </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">che propone</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">di ritirare i propri investimenti</span> <b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">da quei soggetti che operano nel settore dell’</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">estrazione e della commercializzazione dei combustibili fossili</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, il cui utilizzo rappresenta una delle cause principali dei cambiamenti climatici di origine antropica. Città come Stoccolma, Uppsala, Copenaghen, Oslo, Parigi hanno disinvestito per indurre le industrie a mantenere sotto terra le riserve di carbone e lignite.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; continuare LA RACCOLTA DIFFERENZIATA a Milano, riducendo ancora di più gli sprechi, disincentivando la politica nazionale dell’incenerimento rifiuti che si è appurato essere anche causa di malattie, ma soprattutto prendendo accordi per mettere in atto esperienze di riduzione dei rifiuti e degli imballaggi alla fonte, ad es. nel settore della grande distribuzione commerciale; </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212;utilizzare il PIANO STRATEGICO METROPOLITANO per: ° AUMENTARE IL VERDE, applicando nell’ambito metropolitano gli standard che erano stati previsti dalla prima legge urbanistica regionale, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>la LR 51/75, </i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">che fissava 26,5 mq/abitante di standard di quartiere, di cui il 50% a verde ( attualmente, invece, la L.R. 12/2005, approvata da una giunta Formigoni/Lega, ha riportato gli standard ai minimi di 18 mq/abitante) e realizzando in Milano i grandi piani di trasformazione urbana che prevedono 15 mq/abitante di parchi urbani territoriali e 2,5 mq di servizi generali. Sarebbe davvero opportuno per la Città Metropolitana Milanese progettare un sistema continuo di parchi, boschi, oasi, orti, giardini sulle aree dismesse a partire da quelle degli scali ferroviari; </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° RIQUALIFICARE SCUOLE E QUARTIERI POPOLARI : la Città metropolitana dovrebbe partire dalla ristrutturazione delle scuole e delle case dei quartieri popolari che necessitano di interventi urgenti per farne degli edifici modello di efficienza energetica, oltreché completamente bonificati dall’amianto; </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° AZZERARE IL CONSUMO DI TERRITORIO, rinunciando a qualsiasi forma di condono e consentendo nuove costruzioni solo in parte di aree dismesse o comunque già cementificate. IL TERRITORIO, che racchiude in sé la fonte di ogni bene indispensabile alla vita, non va sfruttato come una risorsa a buon mercato, come fanno gli speculatori e i capitalisti della “new economy” e gli incoscienti consumisti, ma va rivalutato ( vedi rapporto ISPRA -Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale &#8211; del 2016 sul consumo di suolo in Italia).</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; Riguardo al BENE COMUNE ACQUA, bene ha fatto il Consiglio Comunale a eliminare l’acqua in bottiglia durante le proprie riunioni, ma occorre fare una grande opera di propaganda perché anche i cittadini bevano l’acqua di rubinetto, che a Milano è di buona qualità, controllata giornalmente, sempre disponibile; acqua che costa poco ed evita di produrre tonnellate di rifiuti da smaltire. Inoltre bisogna mettere in sicurezza l’acqua della Città Metropolitana dalla PRIVATIZZAZIONE, unendo in un’unica GRANDE AZIENDA PUBBLICA l’acqua della città gestita da MM e l’acqua dell’ ex territorio provinciale gestita da Cap Holding. A2A incombe.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; La Città Metropolitana milanese potrebbe fare una grande opera di EDUCAZIONE AMBIENTALE, diffondendo via mail, con lettere, con opuscoli, con lezioni universitarie in tutti i Municipi, la cultura della prevenzione, riduzione, recupero, riuso, riciclaggio, la scelta dei prodotti a km. zero, la propaganda dell’acqua di rubinetto e dei Gruppi d’ Acquisto Solidale e aprendo sportelli informativi sul risparmio e sull’efficienza energetica.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Naturalmente la Città metropolitana deve chiedere contributi al governo. Come si sono trovati i soldi per l’Expo e per le autostrade, si devono trovare, a maggior ragione, per combattere i cambiamenti climatici. Per esempio lo Stato potrebbe chiedere soldi alle grandi industrie di fossili, alle grandi industrie agroalimentari che hanno inquinato e continuano ad inquinare, introdurre una imposta sulle transazioni finanziarie, eliminare i sussidi per le compagnie di carburanti fossili. Il motto dovrebbe essere CHI INQUINA PAGA: quindi imposte sugli edifici residenziali, commerciali e del terziario proporzionali al loro consumo di energia. </span><b> </b></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Il Comune di Milano, a nostro parere, può e deve diventare un Comune pilota nella lotta ai cambiamenti climatici, </b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">prendendo esempio soprattutto da città come Basilea, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Berna, Zurigo, Lucerna che hanno fissato obiettivi di consumo energetico pro capite per arrivare a un sistema sostenibile dal punto di vista ambientale. Ogni città che aderisce a questo progetto viene certificata come CITTA’ DELL’ENERGIA avente l’obiettivo di portare le emissioni a 1 tonnellata di CO2 pro capite/ anno entro il 2100. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Auspichiamo che il sindaco della Città Metropolitana di Milano abbia chiaro che il tema dei cambiamenti climatici è drammatico, urgente e non procrastinabile e che, quindi, il piano strategico metropolitano attui tutte le proposte sopra descritte. Vorremmo che il sindaco della Città Metropolitana di Milano proponesse una grande opera di cultura e di educazione ambientale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Noi gruppi, associazioni, cittadine/i </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>ci mettiamo a disposizione per un incontro/dibattito con l’amministrazione </b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">su questi temi, in modo da contribuire a questo grande lavoro di educazione ambientale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Vorremmo, da ultimo, che il Consiglio Comunale di Milano e il Consiglio Metropolitano prendessero posizione contro l’approvazione dei trattati internazionali TISA e CETA, dannosissimi per il territorio, l’ambiente, la salute e i diritti di cittadini e cittadine. Contro il TTIP il Consiglio Comunale di Milano si è già espresso il 26 gennaio 2015. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Cordialmente </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Coordinamento Nord Sud del Mondo </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione per i diritti umani</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Le radici e le ali</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Costituzione Beni Comuni</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Centro Nuovo Modello Sviluppo </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comitato Milanese Acqua Pubblica </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comitato Proteggiamo il monte Stella</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">EffeRossa PCI Maria Carla Baroni&#8221;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Carugate in movimento</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Vivi e progetta un’altra Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ECOISTITUTO della Valle del TICINO Onlus </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Kronos Milano MAG 2 Finance Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">agenzia stampa PRESSENZA</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ACU-Associazione Consumatori Utenti</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Società Sostenibile (Asos)</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comunità per lo Sviluppo Umano Ahimsa di Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Don Angelo Casati- comunità” sulla soglia”</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comitato LA GOCCIA – Milano Bovisa </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ODISSEA, blog di cultura, dibattito e riflessione on line  direttivo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">sezione ANPI &#8220;A. Poletti e Caduti di Trenno&#8221; Gallaratese- Trenno-Lampugnano</span></p>
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		<title>Un nuovo sportello migranti a Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2016 08:42:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/11396c1e576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6437" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6437" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/11396c1e576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="11396c1e576" width="700" height="447" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/11396c1e576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/11396c1e576-300x192.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un nuovo sportello migranti a MILANO.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo SPORTELLO MIGRANTI è un servizio dell’Associazione CAD Onlus che svolge <u>gratuitamente</u> le seguenti attività a favore della popolazione immigrata:</p>
<ul>
<li>Orientamento ai servizi pubblici e privati in base al bisogno</li>
<li>Assistenza amministrativa per tutte le pratiche di soggiorno</li>
<li>Ricongiungimento e coesione familiare</li>
<li>Regolarizzazione tramite Tribunale per i Minorenni (ex art. 31/286)</li>
<li>Consulenze legali</li>
<li>Orientamento al lavoro e ai corsi di formazione professionale</li>
<li>Informazioni su corsi di italiano e accordo di integrazione</li>
<li>Prenotazione test italiano</li>
<li>Iscrizione on line a scuola</li>
<li>Supporto sociale</li>
<li>Verifica pratiche in sospeso</li>
<li>Informazioni e assistenza per i progetti di ritorno volontario assistito al paese di origine</li>
<li>RICHIESTA DI CITTADINANZA ON LINE</li>
</ul>
<p>Lo Sportello Migranti ha sede in Via Wildt 27 con ingresso da Via Montenevoso (MM2Lambrate) ed è aperto <b>su</b> <b>appuntamento</b>:</p>
<p>MARTEDI’ 15,00 – 19,00</p>
<p>MERCOLEDI’ 13,00 – 18,00</p>
<p>VENERDI’ 10,00 – 13,00 E 14,00 – 19,00</p>
<p>Per informazioni e appuntamenti:</p>
<ul>
<li>Tel. 02 – 73 80 529</li>
<li>Mail <a href="mailto:infomigranti@cadmilano.org">infomigranti@cadmilano.org</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Milano come Lampedusa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2014 04:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari lettori abbiamo intervistato per voi Pierfrancesco Majorino &#8211; Assessore alle Politiche sociali presso il Comune di Milano &#8211; e Caterina Sarfatti &#8211; funzionario del settore Affari Internazionali &#8211; autori del dossier Milano, come&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cari<br />
lettori abbiamo intervistato per voi Pierfrancesco Majorino &#8211;<br />
Assessore alle Politiche sociali presso il Comune di Milano &#8211; e<br />
Caterina Sarfatti &#8211; funzionario del settore Affari Internazionali &#8211;<br />
autori del dossier <i>Milano,<br />
come Lampedusa?. Dossier sull&#8217;emergenza siriana </i>(Novecento<br />
Editore).</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ringraziamo<br />
molto il Dott. Majorino e la Dott.ssa Sarfatti per il tempo che ci<br />
hanno dedicato. </p>
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/cover-722x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/cover-722x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="400" width="281" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quante<br />
sono ad oggi, in percentuale, le persone che hanno richiesto asilo a<br />
Milano e quante sono riuscite a trovare una sistemazione? Qual è la<br />
percentuale tra uomini, donne e bambini?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Majorino:<br />
Stiamo parlando di dati complessi, comunque l&#8217;impressione che abbiamo<br />
è che stiamo parlando dello 0,1%, cioè 13-14 persone su 14500 che<br />
si fermano qui. Tutti se ne vogliono andare. In prospettiva la<br />
percentuale potrebbe modificarsi leggermente se si intensificasse la<br />
presenza degli eritrei. A differenza dei siriani &#8211; che se ne vogliono<br />
andare via tutti &#8211; gli eritrei potrebbero richiedere l&#8217;asilo qui, ma<br />
queste sono nostre supposizioni.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quello che riguarda la composizione di genere e generazionale, le<br />
cose cambiano molto tra siriani ed eritrei: i siriani hanno circa il<br />
36% composto da bambini e ragazzini, gli eritrei invece sono in<br />
grande maggioranza maschi e non ci sono minori.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dott.ssa<br />
Sarfatti, nel libro si è occupata della parte normativa: ci può<br />
spiegare, da questo punto di vista, come Milano può dare<br />
accoglienza?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sarfatti:<br />
Milano può fare quello che sta facendo perchè, essendo una realtà<br />
locale, dal punto di vista normativo, purtroppo, può fare poco: in<br />
questo momento stiamo registrando in modo totalmente informale le<br />
persone, ma questa registrazione non ha alcun tipo di valore legale<br />
perchè la gestione dei flussi è del Paese ospitante o di transito,<br />
fin quando l&#8217;immigrazione è di competenza nazionale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
delle proposte che noi avanziamo nel gestire Milano come Lampedusa è<br />
quella di riconoscere alle città europee un ruolo che loro già<br />
esercitano <i>de facto<br />
</i>nell&#8217;accoglienza,<br />
ma anche nella gestione dei flussi perchè ormai le grandi metropoli<br />
sono punti nodali per il passaggio dei migranti e per l&#8217;integrazione.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
città abbiamo richiesto di procedere a delle ipotesi normative che<br />
possano dare protezione a queste persone: l&#8217;idea più forte è la<br />
direttiva n. 55 del 2001 dell&#8217;UE che, se fosse applicata (cosa mai<br />
successa), potrebbe dare protezione immediata e temporanea ai<br />
profughi provenienti dalla Siria in tutti i 28 Paesi Membri. Oppure,<br />
come ultima spiaggia, potrebbe esserci l&#8217;applicazione dell&#8217;articolo<br />
20 del Testo Unico: è un dispositivo nazionale che potrebbe dare<br />
protezione legale e rendere regolari queste persone per 6 mesi<br />
rinnovabili tramite un permesso temporaneo. Il governo italiano lo<br />
aveva applicato nel 2011 nel caso dei cittadini provenienti dalla<br />
Tunisia e aveva avuto una serie di complicanze a livello politico<br />
europeo, ma almeno era servito a proteggerli.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Che<br />
cosa si potrebbe fare di più e cosa possiamo fare noi cittadini<br />
milanesi?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Majorino:<br />
Per quello che riguarda l&#8217;azione dei cittadini, quello che si può<br />
fare concretamente è sostenere il percorso di accoglienza,<br />
partecipando da volontari, portando vestiti o materiale<br />
igienico-sanitario oppure, banalmente, parlarne.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
flusso di migranti in transito definisce una nuova categoria nelle<br />
politiche riguardanti la migrazione, una categoria che è stata<br />
rimossa perchè l&#8217;Europa e l&#8217;Italia si sono concentrate sulla<br />
problematica dell&#8217;arrivo e dell&#8217;accoglienza stabile e strutturale o<br />
del respingimento. Noi oggi, invece, stiamo intercettando una<br />
tipologia inedita che deriva dal fatto che la migrazione non è<br />
influenzata &#8211; come si dice spesso &#8211; da quel che succede “al di là”<br />
del Mediterraneo, ma da quello che succede “al di qua”: cioè, i<br />
Paesi in crisi della vecchia Europa non sono più attrattivi per i<br />
migranti, ma dai Paesi in crisi i migranti devono passare. Questo<br />
svela l&#8217;inappropriatezza delle norme e delle regole che accompagnano<br />
i processi di regolarizzazione e integrazione in Europa e,quindi,<br />
chiama anche la necessità di azioni differenti oppure chiama il<br />
fatto che le poche norme esistenti e utili vengano effettivamente<br />
utilizzate.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
I<br />
cittadini possono parlare di tutto questo e togliere dal cono d&#8217;ombra<br />
i profughi in transito dai nostri Paesi che rischiano &#8211; proprio<br />
perchè  l&#8217;invisibilità si accompagna con l&#8217;assenza di scelte<br />
politiche &#8211; di non essere accompagnati nel loro itinerario di<br />
speranza.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sarfatti:<br />
C&#8217;è un principio normativo che verrebbe incontro alla situazione che<br />
descriveva Pierfrancesco e che è stato proposto dall&#8217;Italia<br />
all&#8217;ultimo Consiglio europeo del giugno scorso, ma che non è stato<br />
accettato: si tratta del principio del “mutuo riconoscimento”,<br />
quello per cui se io vengo riconosciuto come rifugiato in uno dei<br />
Paesi Membri, ho lo stesso identico trattamento in tutti gli altri<br />
Paesi Membri. Invece oggi succede che, se vengo riconosciuto come<br />
rifugiato, posso transitare regolarmente e fare il turista, ma non<br />
sono riconosciuto come cittadino comunitario: non posso lavorare,<br />
accedere al sistema sanitario, etc.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
dossier sono raccolte molte voci: potete anticiparci, ad esempio,<br />
quella di Titty Cherasien o di Christopher Hein?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sarfatti:<br />
Titty Cherasien racconta del suo legame emotivo, oltre che<br />
biografico, con la Siria e con i luoghi da cui proviene parte della<br />
sua famiglia. Christopher Hein, come Direttore del Consiglio italiano<br />
per i Rifugiati, fa un ragionamento più complessivo su quali siano i<br />
problemi e le sfide dell&#8217;asilo e dell&#8217;accoglienza in Italia.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
verranno utilizzati i proventi del libro?</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Majorino:<br />
Per l&#8217;acquisto di materiale igienico-sanitario da destinare<br />
soprattutto ai bambini.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
stata una decisione dell&#8217;editore e noi, come autori, l&#8217;abbiamo<br />
accettata.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Piano Casa e di diritti dei migranti vulnerabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2014 04:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[anagrafe]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo anche noi il comunicato ufficiale di Medici per i Diritti Umani, divulgato lo scorso giugno, perchè ci sembra importante segnalare sempre situazioni a rischio di ingiustizia e problemi risolti contro i valori della&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/1113988619.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/1113988619.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="125" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Pubblichiamo<br />
anche noi il comunicato ufficiale di Medici per i Diritti Umani,<br />
divulgato lo scorso giugno, perchè ci sembra importante segnalare<br />
sempre situazioni a rischio di ingiustizia e problemi risolti contro<br />
i valori della dignità e della solidarietà.
</div>
<p></p>
<h1 class="western" style="margin-left: 0.02cm; orphans: 0; page-break-after: avoid; widows: 0;">
Il Piano Casa mette a<br />
rischio i diritti di cittadinanza dei rifugiati più vulnerabili.  Il<br />
caso Firenze.</h1>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
4 giugno 2014 –<br />
Medici per i Diritti umani (MEDU) considera con grande preoccupazione<br />
la recente approvazione da parte del Parlamento della norma,<br />
contenuta nell’art.5 del Piano Casa 2014, che nega la possibilità<br />
di iscrizione anagrafica per coloro che occupino abusivamente un<br />
immobile.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
La misura adottata<br />
istituzionalizza e generalizza una pratica, più volte denunciata da<br />
MEDU e da altre organizzazioni del terzo settore, già da tempo messa<br />
in atto dal Comune di Firenze (vedi il rapporto Rifugiati a Firenze<br />
). Considerata la cronica carenza di posti di accoglienza per i<br />
migranti forzati nel nostro Paese, sono infatti migliaia sul<br />
territorio italiano i richiedenti asilo e titolari di protezione<br />
internazionale che si trovano ad abitare stabili occupati in<br />
condizioni di precarietà . Nel solo caso di Roma, ad esempio, MEDU<br />
stima la presenza stanziale di almeno 2.000 migranti forzati<br />
costretti a vivere in condizioni di precarietà abitativa.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
Medici per i Diritti<br />
Umani lavora a Firenze da anni in tali contesti (Magazzini Ex Mayer,<br />
struttura via Slataper, Parco delle Cascine, scuola viale Guidoni),<br />
rilevando le gravissime conseguenze di una politica decisa a livello<br />
comunale e ora estesa a livello nazionale. Di fatto la mancata<br />
iscrizione anagrafica, oltre a tradursi nella difficoltà per le<br />
Istituzioni a monitorare le reali presenze sul proprio territorio,<br />
priva il cittadino dei suoi più elementari diritti sociali, a<br />
partire dall’iscrizione ai Sistemi Sanitari Regionali e quindi<br />
dall’attribuzione di un medico di medicina<br />
generale.<br />Particolarmente critica risulta tra i rifugiati la<br />
situazione delle categorie più vulnerabili, quali persone affette da<br />
handicap fisici dovuti a traumi subiti nel paese di origine o durante<br />
il viaggio, per le quali risulta necessario un intervento<br />
fisioterapico, persone affette da patologie croniche gravi o disturbi<br />
di salute mentale incompatibili con una condizione di isolamento e<br />
precarieta’.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
MEDU stima la<br />
presenza di circa 250 rifugiati che vivono in stabili occupati nel<br />
capoluogo toscano: donne, uomini e minori in fuga da guerre e<br />
persecuzioni personali che giungono nelle nostre città spesso dopo<br />
un breve periodo di permanenza all’interno dei Centri di<br />
Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA). Dei 170 rifugiati assistiti<br />
dall’unita’ mobile di MEDU negli ultimi 6 mesi che si trovano in<br />
questa situazione circa il 50% non risulta iscritto al Servizio<br />
sanitario regionale e il 74,4% risulta privo di residenza, mentre<br />
solamente il 17.9% è in possesso di iscrizione anagrafica a Firenze<br />
grazie al sostegno di parenti o amici.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
Le persone che vivono<br />
all’interno di stabili occupati, siano esse italiane o straniere,<br />
subiscono una condizione di marginalità ed esclusione causata spesso<br />
dalla crisi economica in atto, aggravata in molti casi da un mancato<br />
accesso ai diritti socio-sanitari pur formalmente garantiti. In<br />
sintonia con quanto denunciato dalla stessa Agenzia ONU per i<br />
Rifugiati (UNHCR), MEDU chiede che venga garantita la possibilità di<br />
iscrizione anagrafica per tutte le persone vulnerabili che si trovano<br />
a dover vivere all’interno di edifici occupati e l’individuazione<br />
di adeguate soluzioni di accoglienza e integrazione per i numerosi<br />
rifugiati costretti nel nostro Paese a vivere in condizioni di grave<br />
precarietà abitativa.</div>
<p>
Ufficio stampa – 3351853361 /<br />
3343929765 / 0697844892 info@mediciperidirittiumani.org</p>
<p>Medici per i Diritti Umani (MEDU),<br />
organizzazione umanitaria indipendente, presta assistenza<br />
socio-sanitaria ai rifugiati in condizioni di precarietà dal 2004<br />
nell’ambito del progetto Un camper per i diritti .</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Libertà di culto: continua il dibattito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 03:52:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Foto: dreamstime.it &#160; “ L&#8217;Amministrazione comunale metterà a bando diverse aree pubbliche per garantire il diritto di culto a Milano”, con queste parole Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, chiude&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/bidone_18633226-krRD-U4301013670595302lG-1224x916@Corriere-Web-Milano-1024x766.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/bidone_18633226-krRD-U4301013670595302lG-1224x916@Corriere-Web-Milano-1024x766.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="239" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Foto: dreamstime.it</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“ L&#8217;Amministrazione<br />
comunale metterà a bando diverse aree pubbliche per garantire il<br />
diritto di culto a Milano”, con queste parole Pierfrancesco<br />
Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano,<br />
chiude un faticoso dibattito tenutosi il 6 giugno scorso con le<br />
associazioni dei fedeli musulmani. “ In assenza di un progetto<br />
unitario non intendiamo interropere il dialogo né abbandonare l&#8217;idea<br />
di realizzare luoghi per garantire il diritto di culto nella nostra<br />
città. Si tratta di una decisione importante e riteniamo che il<br />
bando sia il percorso più solido e trasparente per raggiungere<br />
questo obiettivo”, ha continuato Majorino.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
venuta, infatti, a mancare l&#8217;unità di proposta perchè le varie<br />
sigle dell&#8217;Islam non hanno trovato un accordo soddisfacente per<br />
tutti: il Caim (Coordinamento delle associazioni islamiche di<br />
Milano), guidato da Davide Piccardo, il Centro culturale islamico di<br />
Viale Jenner, le moschee di Via Padova e di Via Meda, infatti, si<br />
sono affidati alla delibera del Comune per timore della nascita di un<br />
“potentato”. Da qui la decisione, quindi, di mettere a bando aree<br />
pubbliche da riqualificare sulle quali erigere alcune moschee di<br />
quartiere: non più un unico, grande luogo di culto, ma tanti edifici<br />
in varie zone della città.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il bando<br />
sarà messo a punto da un team di esperti affinché vengano garantiti<br />
i principi costituzionali, la trasparenza e la dignità sia per i<br />
fedeli musulmani sia per tutti gli altri cittadini residenti. I costi<br />
previsti per la riqualificazione delle aree sarà a carico delle<br />
comunità islamiche, così come l&#8217;eventuale abbattimento della<br />
tensostruttura del Palasharp qualora vi fosse la possibilità di<br />
sostituirla con una moschea.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Davide<br />
Piccardo ha così commentato la notizia: “ Il bando è una<br />
soluzione di buon senso, per arrivarci sono serviti anni di lavoro a<br />
favore del diritto di culto che abbiamo portato avanti con<br />
determinazione e perseveranza&#8230;Oggi è chiaro che non avremo una<br />
moschea pronta per l&#8217;Expo ma speriamo che a maggio 2015 ve ne siano<br />
diverse in costruzione, per questo sarà fondamentale stringere i<br />
tempi&#8230;Il ritorno alla soluzione da noi inizialmente sostenuta ci<br />
trova, quindi, soddisfatti. Il nostro sforzo, la nostra campagna<br />
hanno portato ad un esito positivo ed oggi ci troviamo finalmente di<br />
fronte alla possibilità di avere diverse moschee grandi, perchè di<br />
questo hanno bisogno i cittadini musulmani”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Durante<br />
l&#8217;Expo verrà allestita, probabilmente, una moschea provvisoria. E<br />
per tutto questo il centrodestra promette battaglia.
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Quando i poveri rovinano il decoro</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/05/05/quando-i-poveri-rovinano-il-decoro/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2014 04:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Verona non è razzista, Verona non è escludente: è vero che non si deve mai generalizzare. Infatti a Verona c&#8217;è chi aiuta un senzatetto con cibo caldo e coperte e chi, invece, dice che&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Verona<br />
non è razzista, Verona non è escludente: è vero che non si deve<br />
mai generalizzare. Infatti a Verona c&#8217;è chi aiuta un senzatetto con<br />
cibo caldo e coperte e chi, invece, dice che non si fa. E questo lo<br />
afferma proprio chi dovrebbe dare l&#8217;esempio, ovvero il sindaco, il<br />
primo cittadino, nel caso specifico Flavio Tosi. E&#8217; anche vero che<br />
l&#8217;elemosina non ha mai risolto i problemi alla radice, ma qui si<br />
discute il messaggio che è stato mandato, nei giorni scorsi,<br />
dall&#8217;Amministrazione comunale. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Con<br />
un&#8217;ordinanza che rimarrà in vigore fino al prossimo 31 ottobre,<br />
infatti, è stato proibita: “ogni attività di distribuzione di<br />
alimenti e bevande nelle aree di piazza Viviani, piazza Indipendenza<br />
(compresa l&#8217;area dei giardini), cortile del Mercato Vecchio, cortile<br />
del Tribunale e piazza dei Signori” pena una multa che va da un<br />
minimo di 25 euro a un massimo di 500.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
motivazione sarebbe la seguente: “ Come rilevato dalle relazioni<br />
della Polizia municipale e da numerose segnalazioni anche<br />
fotografiche dei residenti di queste aree erano diventate negli<br />
ultimi mesi ritrovo e zona di bivacco permanente di numerose persone<br />
senza fissa dimora, alcune note alle forze dell&#8217;ordine e già colpite<br />
da da provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale. Nella<br />
zona è, quindi, aumentato in modo preoccupante il degrado urbano,<br />
con veri e propri accampamenti formati da materassi, resti di cibo,<br />
sporcizia ed un crescente pericolo igienico-sanitario dovuto ai<br />
bisogni fisiologici di coloro che bivaccano nelle ore serali e<br />
notturne”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
questione fondamentale, quindi, non è che, anche in una delle città<br />
più ricche d&#8217;Italia, vi sia un certo numero di persone senza lavoro,<br />
senza casa e in gravi difficoltà, ma che queste persone siano<br />
visibili e, per di più, nella zona centrale, magari quella abitata<br />
dai benestanti e visitata dai turisti. Certo, un povero è sempre<br />
brutto, sporco e cattivo: meglio non guardare e non sapere. Anzi, la<br />
soluzione giusta è sanzionare ed escludere.
</div>
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		<item>
		<title>Verso l&#8217;abolizione del reato di clandestinità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 06:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con 182 sì, 16 no e 7 astenuti è passata in Senato, nei giorni scorsi, la norma che abroga il reato di immigrazione clandestina, ma si mantiene il “rilievo penale delle condotte di violazione&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Con 182<br />
sì, 16 no e 7 astenuti è passata in Senato, nei giorni scorsi, la<br />
norma che abroga il reato di immigrazione clandestina, ma si mantiene<br />
il “rilievo penale delle condotte di violazione dei provvedimenti<br />
amministrativi adottati in materia”. Il reato, quindi, da una lato<br />
viene abolito e, dall&#8217;altro, viene trasformato in illecito<br />
amministrativo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, ha spiegato: “Chi<br />
per la prima volta entra clandestinamente nel nostro Paese non verrà<br />
sottoposto a procedimento penale, ma verrà espulso. Ma, se<br />
rientrasse, a quel punto commetterebbe reato” e ha precisato che:<br />
“Lo Stato deve regolare i flussi migratori in modo compatibile con<br />
le concrete possibilità di accogliere i migranti e questo non solo<br />
per ragioni di ordine pubblico, ma anche per motivi umanitari. A<br />
persone che cercano di sfuggire da situazioni di estrema indigenza e<br />
spesso disumane dobbiamo garantire un&#8217;ospitalità dignitosa. Occorre,<br />
invece, continuare a punire con severità chi sfrutta e favorisce<br />
questi fenomeni migratori incontrollati che possono causare tragedie<br />
come quelle di Lampedusa”; infine, dal punto di vista tecnico,<br />
Ferri ha aggiunto: “ La sanzione penale appare sproporzionata e<br />
ingiustificata e quella pecuniaria è di fatto ineseguibile<br />
considerato che i migranti sono privi di qualsiasi bene. Oltretutto<br />
il numero delle persone che potrebbero essere potenzialmente<br />
incriminate sarebbe tale da intasare completamente la macchina della<br />
giustizia penale, soprattutto nei luoghi di sbarco”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Onorevole<br />
Khalid Chaouki, esponente dei Nuovi Italiani del Partito Democratico,<br />
ha così commentato il voto della Commissione Giustizia: “Con il<br />
voto al Senato inizia un percorso che, in tempi brevi, dovrà<br />
cancellare questo odioso reato che criminalizza i sopravvissuti alla<br />
drammatica tragedia di Lampedusa e porre le basi per una nuova legge<br />
sull&#8217;immigrazione”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;emendamento<br />
è stato presentato dal Movimento 5 Stelle che ha precisato:<br />
“Rimangono in piedi tutti i procedimenti per l&#8217;espulsione e tutte<br />
le altre fattispecie di reato collegati, compresi dalla Bossi-Fini.<br />
Alla prova dei fatti il &#8216;reato di clandestinità&#8217; non ha risolto<br />
nulla aggravando solo i costi per la Giustizia con meno sicurezza per<br />
le strade, senza combattere il fenomeno e lo sfruttamento legato a<br />
quest&#8217;ultimo, addirittura aggravandolo&#8230;Con questo procedimento il<br />
clandestino rimane clandestino, ma sarà più facile procedere con le<br />
espulsioni. Con questo emendamento le espulsioni dei cittadini<br />
irregolari potranno procedere per via civile, senza inghippi, senza<br />
inutili spese burocratiche (che gravano sulle tasche dei cittadini<br />
italiani), chi troverà persone in mezzo al mare potrà salvarle<br />
senza incorrere in nessun tipo di reato. Non lasceremo più morire<br />
nessuno in maniera inumana, ci sarà più sicurezza, più legalità,<br />
più umanità”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La Lega<br />
Nord ha risposto a queste parole e a questo voto promettendo<br />
battaglia:
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“L&#8217;abolizione<br />
del reato di clandestinità è una vergogna”, ha affermato Massimo<br />
Bitonci, chiedendo che il Ministro Alfano e tutto il Pdl “siano<br />
coerenti con quanto fatto e detto fino ad oggi” e che sia posto<br />
rimedio a “questo grave errore”.
</div>
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