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	<title>amnistia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Anbamed. Notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2021 07:27:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly I titoli Afghanistan:&#160;I taliban consolidano il loro potere a Kabul, annunciano un&#8217;amnistia e promettono moderazione. Siria:&#160;Bombardamento israeliano sul Golan. Iran:&#160;Secondo l&#8217;Aiea è stata ripresa la produzione di Uranio al&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="656" height="492" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Afga-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15584" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Afga-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Afga-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure>



<p></p>



<p>A cura di Farid Adly</p>



<p><strong>I titoli</strong></p>



<p><strong>Afghanistan:&nbsp;</strong>I taliban consolidano il loro potere a Kabul, annunciano un&#8217;amnistia e promettono moderazione.</p>



<p><strong>Siria:&nbsp;</strong>Bombardamento israeliano sul Golan.</p>



<p><strong>Iran:&nbsp;</strong>Secondo l&#8217;Aiea è stata ripresa la produzione di Uranio al 60%.</p>



<p><strong>Israele:&nbsp;</strong>Domato dopo 53 ore un gigantesco incendio nei boschi vicini a Gerusalemme.</p>



<p><strong>Libia: </strong>È pronta la macchina organizzativa per le elezioni del 24 dicembre.</p>



<p></p>



<p><strong>Le notizie</strong></p>



<p><strong>Afghanistan</strong></p>



<p>La prima conferenza stampa dei taliban da Kabul è, a parole, rassicurante. Il portavoce del movimento, Dhabihullah Mujahid, ha dichiarato: “Formeremo un governo inclusivo, non vogliamo vendette. Rispetteremo la libertà delle donne secondo la sharia e sarà ammessa la stampa libera, ma non dev&#8217;essere ostile a noi”. Il primo atto concreto del movimento è stata l&#8217;amnistia per tutti i funzionari governativi, che sono stati invitati a tornare al loro lavoro. La vita nella capitale afghana comincia a tornare verso la normalità. Panifici, distributori di carburante e negozi cominciano ad essere aperti. Il traffico nella città è ancora limitato probabilmente per paura del futuro incerto sotto le leggi dell&#8217;Emirato islamico. Dopo i primi rastrellamenti sono state bloccate le irruzioni nelle case.</p>



<p>All&#8217;aeroporto di Kabul è tornato il traffico sia militare che civile. Il comando delle forze armate USA ha autorizzato la pubblicazione di una foto di 600 civili afgani accalcati all&#8217;interno di un aereo militare di trasporto truppe, in viaggio verso il Qatar. A Doha una delegazione militare USA ha raggiunto un accordo con i taliban che prevede il lasciapassare per tutti i civili che vogliono raggiungere l&#8217;aeroporto e non saranno presi di mira automezzi statunitensi.</p>



<p>L&#8217;ex vice presidente, Amrullah Saleh, ha scritto sui social che è presente in Afghanistan: “Sono temporaneamente il legittimo presidente del paese, (dopo la fuga di Ashraf Ghani). Non tradirò la memoria di Ahmad Shah Massoud”, in riferimento al capo militare anti taliban, assassinato con una bomba nascosta nella videocamera da due jihadisti arabi, che si erano finti giornalisti, il 9 settembre 2001, due giorni prima dell&#8217;attacco contro le due Torri Gemelle.</p>



<p>Le reazioni nel mondo sono diversificate. Il Consiglio ONU per i diritti umani ha convocato una riunione per il 24 agosto con all&#8217;ordine del giorno la situazione in Afghanistan. Il Consiglio degli Ulema islamici, una struttura creata dal Qatar e dalla Turchia, ha emesso un comunicato di congratulazioni con il popolo afgano per la fine dell&#8217;occupazione straniera: “La vittoria contro gli invasori stranieri è una grande conquista dei musulmani, ma non si deve tornare agli errori del passato. Invitiamo il movimento di creare un governo di tutti e per tutti gli afgani e di rispettare i diritti delle donne secondo i precetti della fede islamica”. La maggior parte delle cancellerie arabe è rimasta in silenzio, tranne qualche comunicato generico nel quale si auspica al popolo afgano stabilità e benessere. La stampa araba più autorevole non manca di sottolineare che la condotta di Washington del ritiro affrettato è servita a creare situazioni difficili per gli antagonisti mondiali della politica USA, come Cina, Iran e Russia. “Il progetto cinese della “Via della Seta”, che passa per due città afghane, adesso è sotto la volontà dei taliban e non a caso la Cina si è affrettata ad esprimere di voler buone relazioni con il futuro governo di Kabul”, scrive Al-Mayadeen.</p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>Due missili lanciati da Israele sono caduti martedì nel Golan, vicino alla città di Quneitra. Lo affermano la stampa israeliana e testimoni oculari nella città siriana. La zona è stata sorvolata da aerei militari di Tel Aviv per tutta la giornata di ieri. Non ci sono dichiarazioni ufficiali dei due eserciti. Non è chiaro se i due missili sono stati lanciati da caccia oppure da postazioni terrestri, nel Golan occupato.</p>



<p><strong>Iran</strong></p>



<p>Secondo l&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica, “Teheran ha avviato le procedure per l&#8217;arricchimento dell&#8217;Uranio al 60%, con l&#8217;introduzione di nuove tecniche che mettono in funzione contemporaneamente due acceleratori invece che uno solo”. Il nuovo procedimento sarebbe stato testato in aprile scorso ed è diventato operativo a luglio. Le trattative per il ritorno all&#8217;accordo nucleare si sono concluse a giugno senza il raggiungimento di un&#8217;intesa e si prevede che si tornerà al tavolo del negoziato a Vienna in settembre. La fase di stallo coincide con il cambio al vertice dell&#8217;Iran, dalla presidenza Rouhani, riformista, a quella di Raissi, conservatore.</p>



<p><strong>Israele</strong></p>



<p>Sono stati domati gli incendi boschivi a Gerusalemme dopo 53 ore di inferno. Secondo i vigili del fuoco, le fiamme hanno minacciato circa 14 villaggi dai quali sono stati evacuati gli abitanti, ma non ci sono state vittime. I roghi hanno divorato 2500 ettari di boschi. La colonna di fumo ha coperto il cielo di Gerusalemme. Nelle operazioni di spegnimento hanno partecipato anche unità della protezione civile palestinese. Il ministro della difesa israeliano Gantz ha ringraziato in un messaggio il presidente Abbas.</p>



<p><strong>Libia</strong></p>



<p>L&#8217;Ente indipendente per le elezioni ha chiuso le iscrizioni per il censimento degli elettori. Si sono registrati 2 milioni e 830 mila cittadini, circa il 70% degli aventi diritto tra i 7 milioni di abitanti. Le iscrizioni per i residenti all&#8217;estero partiranno da mercoledì prossimo per un mese. La macchina organizzativa è pronta, ha detto il presidente dell&#8217;Ente. Il Parlamento sta preparando una legge elettorale e dovrebbe essere votata entro la fine di agosto, in linea con il piano dell&#8217;ONU per le elezioni del 24 dicembre 2021. Manca ancora la base costituzionale, cancellata nel 1969 dal colpo di Stato militare. Si dovrebbe tenere a giorni una riunione a Ginevra del Forum del Dialogo politico libico, dopo diversi tentativi fallimentari nei giorni scorsi. Un altro nodo irrisolto è la questione dei mercenari siriani (a Tripoli) e di quelli russi (a Sirte), oltre alla presenza militare turca (a Tripoli) e italiana (a Misurata).</p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: Riding on a cloud, l’amnesia del Libano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2017 05:04:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">di Monica Macchi</span></span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>I ricordi sono immagini immobili </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>che vanno fatte muovere</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Yasser Mrouè</span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La paura di sapere ci condanna all’ignoranza; </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>la paura di fare, ci riduce all’impotenza. </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ora, la democrazia ha paura di ricordare, </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ci ammala di amnesia: </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ma non c’è bisogno di nessun Sigmund Freud </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>per sapere che </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>nessun tappeto può nascondere i rifiuti della memoria.</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Eduardo Galeano</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-956.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8743" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-956.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-956.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-956-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-956-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">24 febbraio 1987: esattamente un anno dopo l’assassinio di Suheil Tawileh, viene ucciso anche Hussein Mroue, giornalista e leader del partito Comunista Libanese. Il nipote Yasser, appena diciassettenne, sente la notizia alla radio, e mentre corre verso casa viene colpito in testa da un proiettile vagante: sopravvive al coma ma resta semiparalizzato e afasico. Inizia una lunga e dolorosa riabilitazione che passa anche per la difficoltà di riconoscere la realtà dalla rappresentazione. Il fisioterapista gli ha così consigliato di iniziare a girare dei video che costituiscono il codice linguistico della sua tragedia personale inserita nella tragedia della guerra civile senza farla diventare una “pornografia della guerra” ma inserendo le conseguenze fisiche ed estetiche di un corpo martoriato in una rappresentazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Il fratello Rabih (regista, attore, drammaturgo e visual artist,collaboratore di “The Drama reviews” e “Kalamon”, co-fondatore del Beirut Art Center e direttore del Münchner Kammerspiele ) costruisce infatti uno spettacolo in cui il corpo di Yasser è in scena ma non si muove, presente nella sua assenza rappresentando il concetto di latenza elaborato dai cineasti libanesi come metafora del dopo-guerra: la mancata riconciliazione del corpo civile causata dalla deresponsabilizzazione politica che lascia senza mandanti i crimini di guerra, gli scomparsi, gli sfollati e i profughi, la gentrification del centro storico e la legge di amnistia sulla base del principio “dimenticare per ricominciare”.</p>
<p align="JUSTIFY">E tutti i lavori di Rabih Mroue sono una denuncia delle contraddizioni del discorso politico e dell’iconografia ufficiale, della censura e della rimozione ed un omaggio al ruolo della memoria individuale e collettiva e al coraggio della società civile sotto un regime non democratico da “Come in Sir, we&#8217;re waiting for you outside” per commemorare i cinquanta anni della Nakba fino al recentissimo“The Pixelated revolution” sulla Siria.</p>
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		<title>L&#8217;iter burrascoso del decreto svuotacarceri</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 06:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine del 2013 è stato approvato, con il decreto legge n. 146, l&#8217;abbassamento della pena massima da 6 a 5 anni per i reati di lieve entità come, ad esempio, lo spaccio di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/r-CARCERE-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/r-CARCERE-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="133" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Alla<br />
fine del 2013 è  stato approvato, con il decreto legge n. 146,<br />
l&#8217;abbassamento della pena massima da 6 a 5 anni per i reati di lieve<br />
entità come, ad esempio, lo spaccio di sostanze stupefacenti che è<br />
la principale causa del sovraffollamento degli istituti penitenziari<br />
italiani. Ma l&#8217;iter della riforma carceraria prosegue: dal 14<br />
gennaio, infatti, la Commissione Giustizia, in Senato, ha esaminato<br />
quattro ddl sui temi dell&#8217;amnistia e dell&#8217;indulto. </div>
<p>
Secondo<br />
l&#8217;articolo 1 del ddl 20, unificato al 21, &#8220;è <strong>concessa<br />
amnistia per tutti i reati commessi entro il 14 marzo 2013</strong><br />
per i quali – si legge &#8211; è stabilita una pena detentiva non<br />
superiore nel massimo a quattro anni, ovvero una pena pecuniaria&#8221;.<br />
All&#8217;articolo 3 del ddl si legge che &#8220;<strong>è<br />
concesso indulto, per tutti i reati commessi fino a tutto il 14 marzo<br />
2013</strong>,<br />
nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non<br />
superiore a 10.000 euro per le pene pecuniarie&#8221;. Previste anche<br />
misure di revoca o esclusione dell&#8217;indulto e di rinuncia<br />
all&#8217;amnistia. Vengono affidate al ddl 21 altre norme che entrano più<br />
nello specifico sia dei reati previsti sia da quelli esclusi ma che<br />
ancora devono concludere l&#8217;iter di discussione in <strong>commissione<br />
Giustizia</strong>,<br />
presieduta da <strong>Francesco<br />
Nitto Palma</strong><br />
(Forza Italia). L&#8217;esame congiunto riprenderà l&#8217;8 gennaio 2014. Il<br />
ddl 21 prevede, per esempio, che l&#8217;indulto non si applica a pene per<br />
<strong>associazione<br />
mafiosa</strong><br />
anche straniera, <strong>riciclaggio</strong><br />
denaro sporco, <strong>strage</strong>,<br />
<strong>usura</strong>,<br />
<strong>sequestro<br />
di persona</strong><br />
a scopo d&#8217;<strong>estorsione</strong>,<br />
saccheggio, associazione a delinquere finalizzata al <strong>traffico<br />
di sostanze stupefacenti </strong>e<br />
anche produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o<br />
psicotrope. Queste sono solo alcune delle novità introdotte dai due<br />
ddl, l&#8217;esame adesso entrerà nel vivo con il seguito della<br />
discussione e l&#8217;esame congiunto degli altri due dei quattro disegni<br />
di legge.</p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
 Non serve a risolvere il problema<br />
 del sovraffollamento, è molto peggio di un indulto. E, soprattutto,<br />
 premia i mafiosi”. Questo il commento del procuratore aggiunto di<br />
 Messina, Sebastiano Ardita, esaminando il decreto svuotacarceri.<br />
 Ardita è una delle persone più competenti in materia essendo stato<br />
 per nove anni direttore generale dei detenuti del Dipartimento<br />
 dell’amministrazione penitenziaria e spiega che le critiche più<br />
 pesanti riguardano la “liberazione anticipata speciale”, ovvero<br />
 la norma che porta da 45 a 75 i giorni di sconto concessi ogni sei<br />
 mesi di detenzione. Misura che prevede una retroattività al 2010.<br />
 “Avendo deciso di affrontare il sovraffollamento rinunciando alla<br />
 sanzione penale – scrive Ardita nella sua relazione –, il<br />
 legislatore d’urgenza sembrerebbe da un lato aver effettuato una<br />
 opzione minimale, e dunque certamente non in grado di risolvere il<br />
 problema dell’affollamento, e dall’altro avere scelto i soggetti<br />
 da scarcerare tra i mafiosi e i più pericolosi ( condannati a pene<br />
 lunghe) e solo in parte minima tra coloro che sono stati raggiunti<br />
 dall’intervento penale a pioggia (in primo luogo extracomunitari e<br />
 tossicodipendenti)”.</p>
<p> La misura prevista dal decreto si<br />
 applica a tutti i detenuti, 416-bis compresi, perché si basa come<br />
 unico presupposto sull’“opera di rieducazione. Che,<br />
 attenzione, non vuol dire altro che colloqui con la famiglia,<br />
 attività teatrali, attività sportive. Nessuno escluso, dunque. Ma<br />
 quanto la liberazione anticipata inciderà realmente sul problema<br />
 per cui Strasburgo rischia di condannarci, e cioè il<br />
 sovraffollamento? Non potrà che incidere in modo molto marginale<br />
 – scrive Ardita – &#8220;potendo riguardare al più qualche migliaio di<br />
 soggetti.</p>
<p> Non usciranno certo di galera i<br />
 poveri cristi, o saranno pochissimi, mentre verranno premiati –<br />
 non si sa a fronte di cosa – coloro che sono stati condannati a<br />
 pene lunghe. TRADOTTO: chi deve scontare, da sentenza, sei anni di<br />
 carcere potrebbe uscire dopo tre anni e mezzo. “Anche un<br />
 penitenziarista poco esperto – prosegue il procuratore aggiunto –<br />
 può ben comprendere come uno strumento così concepito venga a<br />
 minare alle fondamenta i principi stessi del trattamento<br />
 penitenziario, che presuppone sempre percorsi nei quali i benefici<br />
 siano il frutto di sacrificio, attraverso la revisione critica del<br />
 proprio passato criminale e la provata volontà di reinserirsi nel<br />
 tessuto sociale”.</p>
<p> Un regalo, bello e buono, a chi ha<br />
 commesso gravi delitti e non ha mostrato neanche il minimo segno di<br />
 pentimento. C’è poi un altro elemento che vale la pena<br />
 evidenziare. Il ministro Cancellieri ha messo in piedi il decreto<br />
 per svuotare le carceri sovraffollate, ma coloro che hanno condanne<br />
 pesanti, i criminali veri, sono in celle doppie o al massimo triple,<br />
 non sono certo stipati come bestie sulle brandine a quattro piani.</p>
<p> Più che rispondere alle accuse di<br />
 Strasburgo, il provvedimento potrebbe tornare utile a delinquenti<br />
 dentro i nostri confini&#8221;. Ardita conclude la sua relazione con<br />
 una domanda importante: perché destinare il costo sociale di<br />
 quest’operazione ai cittadini, che ne pagherebbero la<br />
 pericolosità, visto che – statisticamente – il numero dei reati<br />
 aumenterebbe?</p>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<div style="font-weight: normal;">
Intanto<br />
 vi segnaliamo la seguente iniziativa che ci sembra utile e<br />
 interessante</div>
<div style="font-weight: normal;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/carcerazioni_jpg_w202_h.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/carcerazioni_jpg_w202_h.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="font-weight: normal;">
&nbsp;</div>
</div>
<div dir="LTR" id="Sezione3">
<h2 class="western" style="font-weight: normal;">
carcerAzioni.<br />
 Prigionie dei nostri tempi</h2>
<p>Sono<br />
 la libertà e la sua privazione i temi centrali dell&#8217;iniziativa<br />
 <strong>carcerAzioni.<br />
 Prigionie dei nostri tempi</strong>,<br />
 che dal <strong>7<br />
 dicembre 2013</strong><br />
 all&#8217;<strong>11<br />
 aprile 2014</strong><br />
 coinvolgerà alcuni spazi dedicati alla cultura di Roma Capitale &#8211;<br />
 Casa della Memoria e della Storia, Casa dei Teatri, Sala Santa Rita,<br />
 Nuovo Cinema Aquila, Teatro di Villa Torlonia &#8211; oltre al Museo<br />
 storico della Liberazione di Via Tasso e al Museo Laboratorio della<br />
 Mente.</p>
<p> Attraverso<br />
 <strong>mostre,<br />
 incontri, letture, proiezioni, laboratori e performance</strong>,<br />
 <em>carcerAzioni</em><br />
 ricerca e approfondisce il significato di libertà, un valore oggi<br />
 sempre più negletto, incerto ed esposto al rischio di perdita delle<br />
 garanzie conquistate nella storia dell&#8217;umanità. La prigionia nelle<br />
 carceri, l&#8217;isolamento dal mondo per scelta o impedimento fisico, il<br />
 disagio esistenziale diventano <strong>temi</strong><br />
 di una serie di <strong>appuntamenti</strong>,<br />
 momenti di approfondimento che aprono lo sguardo sull&#8217;altro per<br />
 riconoscervi la nostra stessa condizione, soltanto apparentemente<br />
 differente.</p>
<div style="font-weight: normal;">
La<br />
 scelta del tema nasce dall&#8217;osservazione delle enormi trasformazioni<br />
 a cui tutti assistiamo e che stanno modificando anche il nostro<br />
 quotidiano, come le trasmigrazioni da un bacino all&#8217;altro del<br />
 Mediterraneo, dal Sud al Nord del mondo, causa di tragiche<br />
 sofferenze umane. Il mondo occidentale e democratico è uno snodo<br />
 fondamentale per tornare a discutere di libertà dell&#8217;individuo<br />
 contemporaneo, di prigioni come metafora dell&#8217;esistenza umana, di<br />
 segregazione come vera e propria chiusura al mondo, impedimento come<br />
 reclusione. Un approfondimento sul &#8220;carcere&#8221; nel senso<br />
 etimologico della parola, dal latino &#8220;càrcer&#8221; &#8211; recinto,<br />
 chiuso e quindi prigione &#8211; che ha radice dal verbo co-èrcio da cui<br />
 il significato di luogo ove si restringe, si rinchiude ed anche si<br />
 castiga e si punisce.</div>
</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal;">
Per il programma completo della<br />
manifestazione: www.comune.roma.it/cultura?utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
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	</channel>
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