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	<title>antiziganismo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Porrajmos – Sa Mudaripen: il grande genocidio di Rom e Sinti mai terminato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 11:23:45 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="512" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3-1024x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16510" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3-1024x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>In quel campo c’erano tantissimi bambini, molti di quei bambini certamente erano nati in quel recinto […]. La notte del 2 agosto 1944, ero rinchiuso ed era notte e la notte nel lager c’era il coprifuoco, però ho sentito tutto. In piena notte sentimmo urlare in tedesco e l’abbaiare dei cani, dettero l’ordine di aprire le baracche del campo degli zingari, da lì grida, pianti e qualche colpo di arma da fuoco. All’improvviso, dopo più di due ore, solo silenzio e dalle nostre finestre, poco dopo, il bagliore delle fiamme altissime del crematorio. La mattina, il primo pensiero fu quello di volgere lo sguardo verso lo&nbsp;<em>Zigeunerlager</em>&nbsp;che era completamente vuoto, c’era solo silenzio e le finestre delle baracche che sbattevano”.</p>



<p>Piero Terracina (Ebreo, sopravvissuto ad Aushwitz)</p>



<p>La comunità Rom e Sinta in Italia conta circa 180.000 individui il 70% e oltre di questi è cittadino italiano, molte delle famiglie sono presenti sul territorio nazionale dal 1300 la maggioranza di questi a combattuto nella Resistenza.</p>



<p>Perché la data del 2 agosto è importante da ricordare? Cosa succede in quell’occasione?</p>



<p>Il 2 Agosto del ’44 precisamente la notte del 1 agosto intere famiglie presenti nello Zigeunerlager  verranno sterminate nelle camere a gas ma questo non fu il primo tentativo da parte dei nazisti di sterminare il popolo Rom e Sinto. Il primo tentativo avvenne il 16 maggio del ’44 ma le persone all’interno dello <em>Zigeunerlager</em>, avvisati di quanto stava per accadere, diedero vita alla prima rivolta, armati di pietre, bastoni e tanta voglia di resistere cacciarono le SS e riuscirono a sopravvivere per altri tre mesi circa prima della fatidica notte. Tale rivolta, una delle più simboliche e importanti, ad oggi non viene menzionata da nessuno e il ricordo rimane vivo solo nel nostro popolo che porta avanti la memoria di ciò che fu e la testimonianza di quanto accade nei giorni nostri.</p>



<p>Ad oggi la situazione è migliorata?</p>



<p>Assolutamente no, oggi l’antiziganismo è molto forte nel nostro Paese ed è soprattutto istituzionale.</p>



<p>Il segretario di Maserada della Lega Nord scrive su Facebook: “Cosa si lancia a uno zingaro che sta affogando?&#8230;. La moglie e i figli”</p>



<p>“Possono partecipare tutti: basta avere un qualsiasi mezzo di locomozione che cammini, più è grosso e più va veloce sarà facilitato nella raccolta dei punti”. E&#8217; questa la descrizione del gioco “Acciacca lo zingaro”, Forza nuova, Roma Sud.</p>



<p>Giancarlo Gentilini Lega: settembre 2008: «<em>Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n&#8217;è più neanche uno. Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anziani.</em></p>



<p><em>Ci ricordiamo della capotreno che ai microfoni disse: “Via gli zingari dal convoglio, alla prossima scendete perché avete rotto”</em></p>



<p><em>Il caso di Casal Bruciato? Dove una famiglia Rom ha avuto una casa popolare regolarmente assegnata, quando la famiglia si presentò per entrarvi, cori fascisti e atti violenti seguirono la famiglia per impedirne l’entrata in casa, tanto da dover far intervenire le forze dell’ordine.</em></p>



<p><em>Il caso di Torre Maura dove venne calpestato il pane pur di non farlo arrivare al campo Rom al quale era destinato. In quest’occasione un ragazzo di 15 anni interverrà a difesa delle persone Rom alle quali era destinato il pane, dandoci una grande lezione di vita.</em></p>



<p>La&nbsp;<strong>legge 20 luglio 2000, n. 211</strong>&nbsp;(&#8220;<em>Istituzione del &#8220;Giorno della Memoria&#8221; in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti</em>&#8220;) è una&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_ordinaria?utm_source=rss&utm_medium=rss">legge ordinaria</a>&nbsp;della&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_italiana?utm_source=rss&utm_medium=rss">Repubblica italiana</a>&nbsp;emanata per l&#8217;istituzione della&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_della_Memoria?utm_source=rss&utm_medium=rss">Giornata della Memoria</a>&nbsp;e pubblicata nella&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gazzetta_Ufficiale_della_Repubblica_Italiana?utm_source=rss&utm_medium=rss">Gazzetta Ufficiale</a>&nbsp;n. 177 del 31 luglio 2000, non cita in alcun modo le persone Rom e Sinte.</p>



<p>«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»</p>



<p>Ad oggi L’Italia riconosce 12 minoranze storico – linguistiche presenti sul suolo nazionale nell&#8217;articolo 6 della Costituzione tranne una, la più numerosa d’Europa quella dei Rom e Sinti appunto.</p>



<p>La strada è ancora lunga e a tal proposito ci terrei a chiudere con la citazione di uno dei sopravvisuti del campo che è Karl Stojka:</p>



<p>“<em>Noi Rom e Sinti siamo come i fiori di questa terra. Ci possono calpestare, ci possono eradicare, gassare, ci possono bruciare, ci possono ammazzare – ma come i fiori noi torniamo comunque sempre”</em></p>
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		<title>“Romani piña &#8211; Sorelle rom”</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 08:27:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>SIETE tutte/i invitate/i alla conferenza stampa che si terrà: MERCOLEDI 2 FEBBRAIO, alle ore 16.30 sulla pagina FB di Associazione Per i Diritti umani In occasione della Giornata della Memoria si segnala l&#8217;uscita del&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>SIETE tutte/i invitate/i alla conferenza stampa che si terrà:</p>



<p></p>



<p>MERCOLEDI 2 FEBBRAIO, alle ore 16.30 sulla pagina FB di Associazione Per i Diritti umani </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="715" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-1024x715.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16091" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-1024x715.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-300x209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-768x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-1536x1072.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1778w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>In occasione della Giornata della Memoria si segnala l&#8217;uscita del libro intitolato:</p>



<p>“<strong>Romani pi</strong><em><strong>ña</strong></em><strong> &#8211; Sorelle rom</strong>”</p>



<p>a cura di Alessandra Montesanto, vicepresidente dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani (www.peridirittiumani.com)?utm_source=rss&utm_medium=rss e Giulia Di Rocco (attivista, mediatrice e consulente legale)</p>



<p>Multimage &#8211; La casa editrice dei diritti umani</p>



<p>Con il contributo della Fondazione Fidapa Onlus</p>



<p>Il testo è parte dal racconto di vita di tre donne, italiane e rom: Giulia Di Rocco (attivista, mediatrice e consulente legale), Virginia Morello (sindacalista) e Concetta Sarachella (in arte “Saracetty”, stilista) fondatrici di <em>Mistipè</em>, ilprimo partito politico italiano che vede i Rom come principali rappresentanti.</p>



<p>Non si tratta, però, di un lavoro politico, ma di un lavoro in cui si vuole far conoscere le informazioni di base sull&#8217;etnia rom, dal punto di vista femminile.</p>



<p>Tre donne, quindi, che hanno incontrato, durante la loro esistenza, molte difficoltà, ma che hanno ottenuto un riscatto sia nel pubblico sia nel privato; sono tre esempi di donne, italiane e appartenenti ad una minoranza da sempre discriminata che intendono fornire il proprio esempio per motivare altre ragazze o coetanee a continuare a lottare per i propri diritti.</p>



<p><strong>Romani pi</strong><em><strong>ña</strong></em><strong> &#8211; Sorelle rom</strong> è, quindi, un libro agile &#8211; corredato di immagini a colori &#8211; che parla direttamente al cuore delle persone che lo leggeranno: cultura italiana rom (usi, costumi, religione, giustizia), accenni al ruolo della donna nel Passato e nel Presente (ricordiamo il <em>samudaripen </em>e le donne che sono state anche partigiane), un curioso riferimento al cambiamento del costume, in particolare della gonna come indumento e status symbol, analisi di fenomeni di antiziganismo al femminile che si protraggono anche nella nostra attualità: questi sono alcuni argomenti presi in considerazione.</p>



<p>Le autrici sono fermamente convinte che sia necessario iniziare a far conoscere la comunità rom anche dal punto di vista femminile per avviare un dialogo nuovo e completo tra la stessa e la società maggioritaria.</p>



<p>Il libro è importante per TUTTE le donne, per la propria autodeterminazione nell&#8217;ottica di una autentica parità di genere.</p>



<p>Per ulteriori informazioni: <a href="mailto:info@peridirittiumani.com">info@peridirittiumani.com</a> – <a href="mailto:diroccogiulia81@gmail.com">diroccogiulia81@gmail.com</a></p>
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		<title>75esima Giornata di memoria per l&#8217;olocausto di Sinti e Rom</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 07:43:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In occasione della giornata della memoria per ricordare i Sinti e Rom <br>uccisi durante la Seconda guerra mondiale, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) critica duramente la completa mancanza di strategie dell&#8217;UE per combattere il crescente antiziganismo in Europa. Il decennio europeo per l&#8217;inclusione dei Rom è terminato solo cinque anni fa, ma tuttora non vi è alcuna strategia europea su come tutelare e sostenere le minoranze europee dei Sinti e Rom.</p>



<p>In alcuni paesi europei la situazione dei Sinti e Rom è disastrosa. Per l&#8217;APM, è vergognoso che a portare in pubblico la questione del crescente antiziganismo siano solamente le organizzazioni della società civile mentre l&#8217;UE fa finta di niente e, anzi, sembra brillare per la completa mancanza di strategie di tutela contro la crescente discriminazione dei popoli romaní. L&#8217;APM si augura che con la nuova presidenza di Ursula von der Leyen, la Commissione Europea possa finalmente sviluppare un programma europeo per tutelare i popoli romaní dalla discriminazione, sostenerne la lingua e cultura e supportare lo sviluppo di prospettive <br>economiche.</p>



<p>Il 2 agosto 2019 ricorre il 75esimo anniversario dello scioglimento del &#8220;campo degli zingari&#8221; di Auschwitz. Le commemorazioni dell&#8217;olocausto dei Sinti e Rom, organizzate dal Consiglio centrale dei Sinti e Rom tedeschi e dalla Roma Association Polonia, si tengono l&#8217;1 e il 2 agosto a <br>Cracovia e nel vicino memoriale di Auschwitz/Birkenau. </p>
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		<title>Rapporto Annuale di Associazione 21 luglio e per la prima volta resa pubblica la mappatura degli insediamenti rom in Italia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/16/rapporto-annuale-di-associazione-21-luglio-e-per-la-prima-volta-resa-pubblica-la-mappatura-degli-insediamenti-rom-in-italia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 07:34:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato in Senato il Rapporto Annuale di Associazione 21 luglio e per la prima volta resa pubblica la mappatura degli insediamenti rom in Italia: «Nel nostro Paese, a fronte di 28.000 rom in emergenza&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presentato in Senato il Rapporto Annuale di Associazione 21 luglio e per la prima volta resa pubblica la mappatura degli insediamenti rom in Italia: «Nel nostro Paese, a fronte di 28.000 rom in emergenza abitativa, malgrado gli impegni assunti si persevera nella politica dei campi”».<br />
</strong>  Come rimarcato da vari enti di monitoraggio internazionale l’Italia anche nel 2016 ha perseverato con la “politica dei campi” e l’attuazione della Strategia Nazionale d’Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti ha continuato a soffrire di <strong>pesanti ritardi non traducendosi in un concreto miglioramento delle condizioni di vita delle comunità rom e sinte residenti nel nostro Paese</strong>. È questo il risultato emerso dalle ricerche e dal lavoro di monitoraggio effettuato da Associazione 21 luglio per l’elaborazione del nuovo Rapporto Annuale sulla condizione di rom e sinti in emergenza abitativa in Italia, presentato oggi in Senato in occasione della <strong>Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti </strong>che ricorre l’8 aprile di ogni anno.</p>
<p>Non esistono dati certi sulla composizione etnica della popolazione rom e i numeri sulle presenze complessive in Italia corrispondono prevalentemente a stime che si attengono all’interno di una forbice molto ampia compresa tra le 120.000 e le 180.000 unità. Secondo la mappatura resa pubblica per la prima volta da Associazione 21 luglio sono <strong>28.000 i rom in emergenza abitativa in Italia &#8211; circa lo 0,05% della popolazione italiana</strong> &#8211; distribuiti tra baraccopoli istituzionali, centri di raccolta per soli rom e insediamenti informali.</p>
<p><strong>Le baraccopoli istituzionali</strong>, insediamenti monoetnici totalmente gestiti dalle autorità pubbliche, <strong>sono 149 in totale e si distribuiscono su 88 comuni dal Nord al Sud del Paese</strong>. Ben 18.000 sono le persone di origine rom che vivono in  questi insediamenti, tra questi, il 55% ha meno di 18 anni, <strong>il 37% possiede la cittadinanza italiana</strong> mentre sono 3000 i rom provenienti dall’ex Jugoslavia che si stima siano a rischio apolidia, tra essi la metà sono minori. Negli insediamenti informali è stata calcolata la presenza di circa 10.000 unità &#8211; per il 90% di nazionalità rumena &#8211; mentre i centri di raccolta per soli rom attualmente attivi sono 3, due al Nord e uno al Sud. <strong>Le condizioni di vita dei rom che vivono in questi insediamenti sono nettamente al di sotto degli standard igienico-sanitari e l’aspettativa di vita tra queste persone è di 10 anni inferiore</strong> rispetto alla media della popolazione italiana. Negli insediamenti informali e nei micro insediamenti il 92% dei residenti sono di cittadinanza rumena. Nel 2016 i principali insediamenti informali sono stati registrati in Campania mentre la città di Roma vanta il più altro numero di insediamenti gestiti e realizzati dalle istituzioni.</p>
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<p>La questione dell’alloggio è l’ambito della Strategia che ha registrato i risultati più scarsi e nel corso del 2016 tre enti internazionali di monitoraggio dei diritti umani hanno diffuso le loro raccomandazioni sull’Italia: il <strong>Comitato consultivo della Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali</strong> (ACFCNM), la <strong>Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza</strong> (ECRI) e il <strong>Comitato sull’eliminazione della discriminazione razziale delle Nazioni Unite</strong> (CERD).</p>
<p>Nonostante la preoccupazione espressa dagli organi internazionali nulla è cambiato e in Italia <strong>continuano ad essere perpetrate politiche discriminatorie nei confronti delle popolazioni rom e sinte soprattutto in materia alloggiativa</strong>.<strong> Proprio oggi a Napoli, in via del Riposo, è stato aperto un nuovo “campo” monoetnico</strong> destinato all’accoglienza di 27 famiglie di origine rom provenienti dallo sgombero di Gianturco. Tale soluzione abitativa si presenta come discriminatoria, nettamente al di sotto degli standard internazionali e ha richiesto la spesa di una cifra superiore al mezzo milione di euro.</p>
<p>Nel 2016 si è inoltre concretizzato il rischio che il “superamento dei campi” intraprendesse derive lesive dei diritti umani <strong>tramutandosi di fatto in sgomberi forzati</strong>: è accaduto a Milano con l’insediamento di via Idro, a Roma con la chiusura dei centri di raccolta rom di via Salaria  e Via Amarilli e a Giugliano con gli abitanti dell’insediamento informale di Masseria del Pozzo.<br />
Secondo il costante monitoraggio effettuato da Associazione 21 luglio, escludendo Roma e Milano sono stati<strong> 250 gli sgomberi forzati</strong> nel corso dell’anno passato, tutti numeri a cifra tonda: 100 al Nord, 90 al Centro e 60 al Sud.</p>
<p>Riguardo gli episodi di<strong> antiziganismo e discriminazione</strong>, i dati e le ricerche dell’Osservatorio nazionale 21 luglio riportano l’immagine di un’Italia ancora fortemente permeata da stereotipi e pregiudizi, il più delle volte motivati da una scarsa conoscenza delle comunità rom e sinte e da un generale clima di ostilità.</p>
<p>Nel corso del 2016 sono stati infatti registrati <strong>175 episodi di discorsi d’odio nei confronti di rom e sinti </strong>– corrispondenti a una media giornaliera di 0,48 – di cui 57 (pari al 32,6%) di una certa gravità. Dato incoraggiante  è però il netto calo rispetto all’anno precedente, il 2015, durante il quale ne erano stati riportati  ben 265. Gli esponenti politici che hanno fatto del discorso d’odio il proprio tratto distintivo sono stati soprattutto esponenti  del centro destra e della Lega Nord cui si attribuiscono il 28,6% degli episodi monitorati.</p>
<p>Il Rapporto Annuale 2016 dedica un focus alla città di Roma, che mantiene il primato per il maggior numero di baraccopoli istituzionali in Italia con<strong> 7 insediamenti abitati da 3.772 rom e sinti in emergenza abitativa</strong>, cui vanno aggiunti 11 “campi” definiti “tollerati” dalle istituzioni locali. Un numero stimato tra le 2.200 e le 2.500 unità è presente negli insediamenti informali della città. Drammatica risulta essere la condizione di vita dei circa 2.000 minori presenti nelle aree per soli rom presenti nella Capitale.</p>
<p>«Il 2016 è stato l’anno dell’attesa di un profondo cambiamento, che l’insediarsi di nuove Amministrazioni locali nelle principali città italiane aveva suscitato – ha dichiarato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio &#8211; attesa che è presto svanita a fronte di politiche rivolte alle comunità rom e sinte che non hanno evidenziato elementi di discontinuità rispetto al passato. Gli esiti dei monitoraggi svolti da autorevoli organismi internazionali nel 2016 consentono di affermare che, nel panorama europeo,<strong> l’Italia continua a confermarsi, per un cittadino di etnia rom che viva in condizione di povertà e fragilità sociale, il peggior Paese in cui decidere di abitare</strong>. Il suo destino, infatti, non potrà essere che quello di finire in una baraccopoli o, peggio ancora, in quegli spazi di discriminazione istituzionale che le autorità capitoline hanno sfacciatamente il coraggio di chiamare “villaggi della solidarietà”».</p>
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