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	<title>Aodi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Aodi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>AMSI: su un totale di 47.600 medici stranieri, in Italia ci sono circa 24 mila medici specialisti</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 08:05:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>AMSI: SU UN TOTALE DI 47.600 MEDICI&#160;STRANIERI, IN ITALIA CI SONO CIRCA 24 MILA MEDICI SPECIALISTI (DI CUI 10 MILA CON SPECIALIZZAZIONE ITALIANA E 14 MILA SPECIALISTI GIA’ ALL&#8217;ESTERO). OLTRE IL 75% NON LAVORA&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/medico-di-colore-e-misurazione-pressione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="378" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/medico-di-colore-e-misurazione-pressione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18141" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/medico-di-colore-e-misurazione-pressione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/medico-di-colore-e-misurazione-pressione-300x177.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p></p>



<p><strong>AMSI: SU UN TOTALE DI 47.600 MEDICI&nbsp;STRANIERI, IN ITALIA CI SONO CIRCA 24 MILA MEDICI SPECIALISTI (DI CUI 10 MILA CON SPECIALIZZAZIONE ITALIANA E 14 MILA SPECIALISTI GIA’ ALL&#8217;ESTERO). OLTRE IL 75% NON LAVORA NEL PUBBLICO.</strong></p>



<p><strong>Aodi: “Italia della sanità in emergenza: da una parte l’irrisolta carenza di specialisti italiani (ecco i nostri dati aggiornati sulla carenza), dall’altra gli specialisti stranieri sono palesemente ostacolati nella loro carriera da numerose criticità. L’Europa ci supera in lungo e in largo come opportunità di carriera e retribuzioni. Servono riforme concrete”</strong></p>



<p>ROMA 6 AGO 2025 &#8211; L’Italia vive una doppia emergenza: da un lato la carenza di medici specialisti italiani, dall’altro la difficoltà di integrare appieno i medici specialisti di origine straniera già presenti e formati. Secondo le stime&nbsp;di AMSI,&nbsp;ASSOCIAZIONE MEDICI DI ORIGINE STRANIERA IN ITALIA, su circa&nbsp;47.600 medici stranieri in attività, circa&nbsp;24 mila&nbsp;sono specialisti di cui 10 mila specialisti in Italia e 14 mila specialisti già all&#8217;estero. Un numero di certo insufficiente a colmare il vuoto lasciato dai colleghi italiani, nonostante la loro professionalità e la loro presenza in reparti strategici. Perché sono così pochi? C’è una ragione di fondo? Partiamo dall’inizio.&nbsp;</p>



<p><strong>Specialisti italiani insufficienti, reparti sotto pressione</strong></p>



<p>Più del 50% dei medici italiani ha più di 55 anni, e molte specialità soffrono di un ricambio generazionale inadeguato. In discipline come&nbsp;medicina d’urgenza, anestesia, pediatria e radiologia, la carenza media supera il&nbsp;20-25% del fabbisogno reale. Nei pronto soccorso, in alcune regioni, la voragine di specialisti italiani arriva a sfiorare il&nbsp;40%, con turni spesso sostenuti da personale a contratto o in libera professione.</p>



<p><strong>Specialisti stranieri in Italia: pochi e ostacolati</strong></p>



<p>I medici specialisti stranieri operano soprattutto in reparti chiave:&nbsp;chirurgia generale, ortopedia, fisiatria, ginecologia ,medicina generale anestesia e rianimazione, radiologia, pediatria ed emergenza-urgenza. Le nazionalità più rappresentate sono da noi sono i paesi arabi africani, i paesi dell&#8217;est e del sud America e in particolare principalmente: palestinesi, giordani, libanesi, siriani, argentini, cubani, africani del Camerun e del Congo. Quelli specialisti in Italia invece provengono da Romania, Albania, Egitto, Tunisia, Moldavia e dal Sud America (quelli già specialisti nei loro paesi di origine).</p>



<p>Nonostante la loro competenza, oltre il&nbsp;75% dei medici specialisti stranieri lavora in libera professione, a causa di&nbsp;barriere burocratiche&nbsp;come l’obbligo di cittadinanza nei concorsi e procedure lente di riconoscimento dei titoli. Questo frena la loro piena integrazione nel sistema sanitario pubblico, privando ospedali e servizi territoriali di risorse preziose.</p>



<p><strong>Europa decisamente più avanti: integrazione rapida, meno burocrazia, stipendi che superano il doppio i nostri</strong></p>



<p>In Europa la situazione è diversa: la media di medici specialisti stranieri sul totale è superiore al&nbsp;15%, con picchi del 25-30% in&nbsp;Germania e Regno Unito. Qui i professionisti vengono inseriti più rapidamente grazie a procedure snelle e contratti stabili, colmando i vuoti in specialità carenti. La Francia, con circa il 12% di medici stranieri, utilizza questi professionisti soprattutto in aree rurali e reparti con alta domanda.</p>



<p><strong>Il caso Veneto e l’impegno della Regione per l’inserimento dei professionisti stranieri&nbsp;</strong></p>



<p>Il Veneto è la prima Regione italiana ad avvalersi della possibilità, prevista fino al 2027 dal decreto Cura Italia, di impiegare medici stranieri con specializzazione conseguita all’estero ma non ancora riconosciuta in Italia. La misura, motivata dall’emergenza di copertura dei turni nei pronto soccorso e nei reparti più in sofferenza, ha suscitato forti critiche da parte di ordini professionali e sindacati, che la definiscono una soluzione “creativa” e priva di adeguate garanzie per law sicurezza dei pazienti.</p>



<p>In questo contesto, ecco l’intervento del&nbsp;<strong>Prof. Foad Aodi, presidente AMSI, presidente Umem (Unione Medica Euromediterranea), presidente Movimento Uniti per Unire, nonché medico, giornalista internazionale ed esperto in salute globale, Direttore dell’AISC, Agenzia Mondiale Britannica Informazione Senza Confini, membro del Registro Esperti FNOMCEO e 4 volte consigliere dell&#8217;OMCeO di Roma e docente dell’Università di Tor Vergata.).&nbsp;</strong></p>



<p>Aodi sottolinea la necessità di un approccio equilibrato: riconoscere il valore dei professionisti già presenti in Italia, ma al tempo stesso adottare procedure rigorose di verifica delle competenze e dei titoli, per trasformare un provvedimento emergenziale in una strategia strutturale di integrazione.</p>



<p><strong>Aodi: «Il Veneto apre una strada, ma servono garanzie e rispetto per chi è già in Italia»</strong></p>



<p>«Da un lato – afferma Foad Aodi, presidente di AMSI, l’Associazione dei medici di origine straniera in Italia – la decisione del Veneto apre per la prima volta un percorso di inserimento per professionisti stranieri già presenti sul territorio, anche senza riconoscimento formale dei titoli. Un segnale importante che, se gestito correttamente, può rappresentare una svolta. Ma attenzione: servono criteri rigorosi e rispetto per le competenze reali».</p>



<p>Aodi evidenzia che non tutti i percorsi di specializzazione esteri sono sovrapponibili a quelli italiani: «La pediatria in Ucraina dura due anni, la chirurgia plastica in Brasile tre. Le differenze nei percorsi formativi sono sostanziali e vanno verificate caso per caso. La legge è generale, ma ogni singola storia professionale merita un’analisi approfondita».</p>



<p>In Italia sono già presenti migliaia di medici stranieri specializzati all’estero ma non ancora riconosciuti: «Si tratta di professionisti formati nella seconda, terza e quarta fase migratoria – prosegue Aodi – Paesi dell’Est, Nord Africa, Medio Oriente. Molti di loro lavorano da anni nei reparti più critici, ma sono fermi a causa della burocrazia».</p>



<p><strong>La proposta: valorizzare chi ha esperienza concreta</strong></p>



<p>Aodi rilancia una proposta concreta: «Tra i nostri iscritti ci sono centinaia di medici italiani e di origine straniera che hanno maturato&nbsp;oltre cinque anni di esperienza nella stessa branca specialistica, pur senza una specializzazione universitaria. È una risorsa che può essere valorizzata se documentata e verificata dai direttori sanitari e generali delle strutture dove hanno lavorato. In molti paesi – dall’America Latina all’Asia – l’esperienza clinica vale quanto un titolo».</p>



<p>Secondo Aodi, per affrontare la grave carenza di specialisti, soprattutto nei pronto soccorso e nei reparti ad alta intensità, occorre guardare alle competenze realmente acquisite: «L’esperienza conta, e va affiancata a percorsi seri di verifica dei titoli e della lingua. Bisogna distinguere tra improvvisazione e reale integrazione professionale. La cura del paziente deve restare al centro».</p>



<p><strong>I rapporti con gli ordini: «Servono dialogo e coraggio»</strong></p>



<p>Aodi critica la reazione negativa di sindacati e ordini: «Ogni volta che si propone un’apertura ai medici stranieri, si alzano barricate. Invece non abbiamo mai sentito una proposta costruttiva. Solo la Federazione nazionale degli infermieri e quella dei podologi hanno avviato un dialogo aperto con noi per valorizzare le competenze e affrontare insieme le criticità: lingua, iscrizione, formazione continua».&nbsp;</p>



<p>Infine, un richiamo al passato: «Fino a pochi anni fa – ricorda Aodi – AMSI dialogava direttamente con gli ordini professionali, con un clima di apertura e rispetto. Oggi sembra che ogni proposta venga respinta in blocco. Ma&nbsp;il problema non è solo la scarsità di specialisti: è la mancanza di volontà politica di risolverlo in modo strutturale.Non si tratta di scegliere tra italiani e stranieri, ma di costruire una sanità che integri chi è già qui, con competenza e trasparenza».&nbsp;</p>



<p><strong>Regioni con maggiore carenza di specialisti</strong></p>



<p>Al sud e in molte regioni del Centro‑Nord il sistema sanitario è sull’orlo del collasso per la mancanza di medici specialisti. In Calabria circa il&nbsp;28% dei medici attivi raggiungerà l’età pensionabile nei prossimi anni, senza ricambio adeguato. La Liguria è tra le regioni più vulnerabili, con una delle percentuali più alte di medici over 55 e una formazione specialistica che non riesce a compensare l’esodo generazionale. Anche il Veneto e la Lombardia vedono vuoti rilevanti: fino al&nbsp;25–30% dei posti vacanti&nbsp;in discipline come emergenza-urgenza e anestesia. In diverse regioni del Sud (escluse solo Puglia e Sicilia) le falle arrivano a superare la media nazionale, rendendo urgente una programmazione mirata.</p>



<p><strong>Regioni con maggiore presenza di specialisti stranieri</strong></p>



<p>Le regioni con la maggiore presenza di specialisti stranieri coincidono in gran parte con quelle a più alta concentrazione di popolazione straniera residente. La Lombardia si distingue nettamente, ospitando la quota più elevata del totale nazionale:&nbsp;oltre il 12% degli specialisti&nbsp;stranieri in Italia lavora nelle strutture lombarde. Seguono Emilia‑Romagna, Veneto e Lazio, dove la presenza straniera è superiore al&nbsp;10‑13%&nbsp;e diventa cruciale nei reparti più colpiti dalla carenza italiana. In particolare, nelle grandi città come Milano e Roma gli specialisti stranieri rappresentano una componente essenziale nella copertura delle branche critiche.</p>



<p><strong>Aodi: “Semplificare, aprire i concorsi e trattenere chi già lavora qui e facilitare ingresso di nuove leve. No a discriminazioni e pregiudizi”</strong></p>



<p>«Non possiamo più permetterci un sistema che da un lato soffre la carenza di specialisti italiani e dall’altro tiene in panchina quelli stranieri che già lavorano nei nostri ospedali – dichiara il presidente AMSI – che potrebbero rappresentare, con le loro competenze, una soluzione importare per i nostri deficit. Serve&nbsp;eliminare l’obbligo di cittadinanza nei concorsi, velocizzare il&nbsp;riconoscimento dei titoli, e dare&nbsp;accesso prioritario ai concorsi a chi opera in Italia da almeno 5 anni. Così potremo trattenere chi già lavora con noi e attrarre nuove competenze. Altrimenti, con le offerte che arrivano da Germania, Regno Unito, Belgio, Olanda e Paesi del Golfo, rischiamo di perdere anche chi è già qui».</p>



<p><strong>Proposte AMSI</strong></p>



<p><strong>• Abolire l’obbligo di cittadinanza nei concorsi pubblici</strong></p>



<p><strong>• Riconoscimento rapido dei titoli esteri</strong></p>



<p><strong>• Accesso prioritario ai concorsi per chi lavora in Italia da almeno 5 anni</strong></p>



<p><strong>• Contratti pubblici stabili e incentivi economici per trattenere i professionisti stranieri</strong></p>



<p><strong>• Coordinamento nazionale per un censimento dei fabbisogno dei specialisti e professionisti della sanità in Italia e quali specialisti e sanitari in particolare.&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Per completare le informazioni, abbiamo indicato il numero degli specialisti con titolo conseguito in Italia e quello con titolo ottenuto all’estero: rispettivamente 10 mila e 14 mila professionisti.</strong></p>



<p><strong>Per quanto riguarda le fasi migratorie, la maggioranza degli specialisti in Italia proviene dalla prima fase, caratterizzata dall’arrivo di studenti stranieri. Le altre quote si distribuiscono tra:</strong></p>



<p><strong>• la seconda fase, dopo la caduta del Muro di Berlino, con l’arrivo di professionisti dai Paesi dell’Est;</strong></p>



<p><strong>• la terza fase, legata alla Primavera Araba;</strong></p>



<p><strong>• la quarta fase, avviata durante la pandemia.</strong></p>



<p>In merito alla collaborazione istituzionale, ricordiamo il periodo delle presidenze Melidandri e Del Barone all’interno della FNOMCeO e ordini dei medici, con cui, per la prima volta in Italia, abbiamo avviato un dialogo strutturato per i medici e i professionisti della sanità di origine straniera. In quell’occasione è stata istituita una collaborazione proficua, che auspichiamo possa essere ripresa anche dagli attuali esponenti, anziché chiudere la porta all’AMSI e al suo consiglio direttivo. Non siamo solo numeri o usa e getta.&nbsp;</p>



<p><strong>Riepilogo dei dati (AMSI 31 LUGLIO 2025)</strong></p>



<p><strong>MEDICI SPECIALISTI STRANIERI IN ITALIA: 24MILA SU UN TOTALE DI 47.600</strong></p>



<p><strong>MEDICI SPECIALISTI IN EUROPA: SUPERA IN MEDIA DEL 15% I NUMERI ITALIANI CON PICCHI DEL 25-30%</strong></p>



<p><strong>RETRIBUZIONI: IN GERMANIA, OLANDA, BELGIO, REGNO UNITO, PER I MEDICI SPECIALISTI STRANIERI SUPERANO DEL DOPPIO I NOSTRI. IN SVIZZERA, NORD EUROPA, PAESI DEL GOLFO ANCHE IL TRIPLO E IL QUADRUPLO.</strong></p>



<p><strong>FUGHE: ENTRO IL 2027 RISCHIAMO DI PERDERE IL 30% DI QUESTI PROFESSIONISTI STRANIERI ATTRATTI DALL’ESTERO E DA NOI INSERITI SOLO AL 25% NEL PUBBLICO.</strong></p>



<p><strong>In Italia i medici totali sono circa 250.000. I medici stranieri sono 47.600, di cui circa 24 mila specialisti. Operano soprattutto in anestesia, radiologia, pediatria, ginecologia, chirurgia generale, fisiatria, ortopedia, medicina generale ed emergenza-urgenza. Più del 75% lavora in libera professione per ostacoli burocratici e limitazioni nei concorsi. In Europa la quota di specialisti stranieri è oltre il 15%, con Paesi come Germania e Regno Unito che superano il 25-30%. L’Italia rischia di rimanere indietro se non rimuove le barriere che oggi impediscono di valorizzare e trattenere queste competenze.</strong></p>
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		<title>Le comunità arabe e musulmane a Salvini: non utilizzateci come scusa per prendere le distanze dai movimenti di estrema destra</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 07:46:01 +0000</pubDate>
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<p> </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="638" height="426" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/timthumb-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13551" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/timthumb-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 638w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/timthumb-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></figure></div>



<p>Cosi le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e la Confederazione internazionale laica interreligiosa (Cili-Italia) rispondono alle accuse ingiuste di Salvini attribuendo alla presenza dei musulmani in italia come concausa dell&#8217;aumento dell&#8217;antisemitismo. È &nbsp;una affermazione molto grave e arriva proprio nella giornata della Conferenza di Berlino e qualche giorno prima delle elezioni in Emilia Romagna dove si gioca una partita politica molto importante per i vari partiti compreso la Lega. Noi abbiamo sempre combattuto il terrorismo,l&#8217;antisemitismo,l&#8217;islamofobia,la paura con posizioni netti e proposte costruttive senza ambiguità esprimendo solidarietà a tutti ebrei musulmani ,cristiani e laici e dialogando con tutte le comunità con dialogo aperto e sincero compresa la comunità ebraica e l&#8217;associazione medica Ebraica per questo mi rivolgo a Salvini invitandolo ad essere più responsabile e rispettoso nelle sue dichiarazioni verso le comunità arabe e musulmane e verso tutti gli immigrati residenti in Italia che non hanno mai mancato di rispetto né attaccato e nominato salvini in questi anni nonostante le numerose offese e slogan politici; adesso basta, non permettiamo a nessuno di utilizzare le comunità arabe e musulmane per fini politici personali &nbsp;e per prendere le distanze dai movimenti di estrema destra. *Così &nbsp;Dichiara il Fondatore di Co-mai e di Cili-Italia&nbsp;Foad&nbsp;Aodi* che ricorda che l&#8217;Italia è sempre stata in buoni rapporti con i paesi arabi e musulmani &nbsp;sia come governi che come popolazione compreso il Governo palestinese e non penso che un solo politico italiano possa decidere da solo il destino del rapporto della politica estera con altri paesi senza passare per il parlamento italiano.</p>



<p>Invitiamo inoltre Salvini ad avanzare una proposta concreta a favore del dialogo interreligioso e non promuovere muri e paura contro altre religioni e popoli.

</p>
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		<title>﻿Libia ,Foad Aodi(Amsi); il numero dei morti è salito a 660 di cui 152 sono bambini e 163 donne. In aggiunta si contano 4.100 feriti.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/27/%ef%bb%bflibia-foad-aodiamsi-il-numero-dei-morti-e-salito-a-660-di-cui-152-sono-bambini-e-163-donne-in-aggiunta-si-contano-4-100-feriti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2019 07:29:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L Così Foad Aodi Fondatore dell’Amsi (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia) e delle Co-mai(comunità del mondo arabo in italia) e Consigliere dell&#8217;Omceo di Roma , in continuo contatto con i colleghi libici&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>L</strong></p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="690" height="442" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/1530601815005.jpg-sbarco_migranti_a_ragusa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12557" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12557&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12557" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/1530601815005.jpg-sbarco_migranti_a_ragusa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 690w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/1530601815005.jpg-sbarco_migranti_a_ragusa-300x192.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></figure></li></ul>



<p><em>Così <strong>Foad Aodi</strong> Fondatore dell’Amsi (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia) e delle Co-mai(comunità del mondo arabo in italia) e Consigliere dell&#8217;Omceo di Roma , in continuo contatto con i colleghi libici ,comunica ultimo bilancio tragico in Libia: “Dal 4 aprile 2019 in Libia al 22.05 , pochi giorni prima delle elezioni europee che, oggi, delineano un brutto quadro della situazione e che ci esortano a lavorare ancor più alacremente nella tutela dei diritti di tutte e di tutti.<br>Ore 09.00 si registrano <strong>660 decessi, tra cui 152 bambini, 163 donne (82 a seguito di violenze sessuali). Si contano anche 4.100 feriti di cui 500 gravi e 80.000 sfollati di cui il 45% sono donne e 35% minorenni.</strong> A tal proposito, in funzione anti stress e di supporto psicologico, il 21 maggio si è svolto un festival nelle scuole a favore dei bambini sfollati . Inoltre, durante la scorsa settimana si sono registrati 10 mila sfollati ma contemporaneamente sono state erogate più cure e interventi chirurgici in particolare in ortopedia e chirurgia generale a favore dei feriti. Sempre in aiuto della popolazione libica, sono giunti a Sabrata,Sirte,Tobruck e Bengasi numerosi macchinari e materiali per la dialisi provenienti dalla Germania grazie ad un accordo con una ditta che fornisce macchinari e materiali per dialisi,ci sono 1000 pazienti che sono in attesa di dialisi a tripoli e provincia ,è in aumento il numero dei pazienti con insufficienza renale per colpa della mancanza dell&#8217;acqua ; numerose famiglie sfollate hanno ricevuto beni di prima necessità e pasti destinati ai bambini. <br>Dopo la chiusura di 1500 letti negli ospedali di Bengasi negli ultimi mesi per colpa del conflitto, i medici locali ci informano che saranno riattivati 50 letti per dermatologia, 80 letti nel reparto di medicina interna e 50 letti di ostetricia e ginecologia e pediatria oltre in programma costruzione altri ospedali nelle città colpite dal conflitto dove sono state distrutte numerose strutture sanitarie .<br>Si segnala per completezza che circa 300 cittadini libici al mese espatriano nella vicina Tunisia.” <br>Auspichiamo che si possa continuare lo sforzo a favore di una soluzione pacifica e fermare il massacro in atto di bambini ,donne , anziani e migranti, continua Aodi , che esprime il suo apprezzamento al Presidente del Consiglio Conte per aver voluto più approfondimenti sul Decreto sicurezza per l&#8217;interesse di tutti come anche il Quirinale ha espresso criticità. Anche noi diciamo no a proposte con il profumo di discriminazione sulla nostra pelle ad una settimana dalle elezioni elettorali con multe alla solidarietà e ai gesti umanitari nei confronti dei migranti. Conclude Aodi <br></em></p>
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		<title>Cure mediche e solidarietà a Capoverde</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jan 2018 10:15:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Solidarietà ma anche Sanità oltre i confini, per portare un supporto medico-scientifico ai Paesi in via di sviluppo, contribuendo alla loro cura e al loro sviluppo locale&#8221;: sono questi gli obiettivi tradotti da subito&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-198.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9987" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-198.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="474" height="328" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-198.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 474w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-198-300x208.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></p>
<p>&#8220;Solidarietà ma anche Sanità oltre i confini, per portare un supporto medico-scientifico ai Paesi in via di sviluppo, contribuendo alla loro cura e al loro sviluppo locale&#8221;: sono questi gli obiettivi tradotti da subito in realtà portati avanti dal Movimento Internazionale &#8220;Uniti per Unire&#8221; e dall&#8217;Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI), che sostengono la II missione medica &#8220;Sirurgica&#8221; a Capo Verde,  inquadrata nel protocollo siglato tra Kriol-Ià (Associazione di Amicizia Italia- Capo Verde) e l&#8217;Ospedale in loco Baptista de Sousa, che si svolge dal 27 dicembre 2017 all&#8217;8 gennaio 2018.</p>
<div dir="auto">  In particolare e a cavallo di queste date, saranno effettuate chirurgie oftalmiche programmate per dare risposta alla lista di oltre 500 pazienti che sono in lista di attesa, con uno scambio tra personale medico sanitario locale e italiano. I beneficiari saranno capoverdiani giovani e adulti affetti da cataratta e da altre patologie oftalmologiche, provenienti per lo più dal Nord dell&#8217;Arcipelago, e selezionati dalla stessa struttura ospedaliera del Paese.</div>
<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9989" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="188" height="188" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1181w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 188px) 100vw, 188px" /></a></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">  &#8220;Siamo fieri che anche in un periodo di festività questi amici, colleghi Professionisti della Sanità internazionali, avviano a Capo Verde questa importante missione che contribuirà alla cura di tanti pazienti&#8221;, lo dichiara il<b> Prof. Foad Aodi,</b> medico fisiatra, Fondatore di Amsi e Uniti per Unire, eletto per il quarto mandato consecutivo come Consigliere dell&#8217;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma e provincia. Tra gli obiettivi dell&#8217;Ordine dei Medici, come dichiara anche il collega di Aodi, <b>Dr. Roberto Bonfili,</b> Responsabile UOS Emergenza in Oculistica presso  l&#8217;Azienda Ospedaliera Forlanini di Roma, Neo Consigliere dell&#8217;Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Roma e Vicesegretario di Uniti per Unire, &#8220;quello di sostenere lo scambio e la cooperazione sanitaria per curare i pazienti in loco, insegnando le tecniche chirurgiche ai medici locali, e conferendo così alla professione medica  un carattere internazionale che includa anche la solidarietà e il volontariato&#8221;.</div>
<div dir="auto"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/front5067003.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9988 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/front5067003.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/front5067003.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/front5067003-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/front5067003-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></div>
<div dir="auto">&#8220;Ci auguriamo di sostenere, unendo le forze e le competenze, tante altre missioni mediche e chirurgiche come quella che è in corso in questi giorni a Capo Verde. Speriamo, inoltre, che proprio dall&#8217;Ordine dei Medici di Roma, nello specifico, dalla sua area affari esteri e cooperazione internazionale, si possano formare i medici in loco nei Paesi in difficoltà, da una parte, e curare i pazienti dall&#8217;altra. In tal modo, riusciremo a migliorare i servizi sanitari locali, dando più cure e formazione, e a diminuire nello stesso tempo la problematica dell&#8217;immigrazione sanitaria e la fuga dei cervelli da questi Paesi verso l&#8217;Italia e l&#8217;Europa&#8221;. Conclude Aodi.</div>
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		<title>&#8220;Un gennaio dedicato a preghiere e messaggi di dialogo e di pace contro il terrorismo: #Uniticontrolaguerraallereligioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 07:32:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>    La Confederazione #Cristianinmoschea, la Co-mai e il Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; invitano i fedeli dei diversi credi e i laici a rivolgere un pensiero o una preghiera di pace per le vittime degli&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: xx-large;">   </span><span style="font-size: large;"><br />
</span></div>
<div><b><span style="font-size: large;">La Confederazione #Cristianinmoschea, la Co-mai e il Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; invitano i fedeli dei diversi credi e i laici a rivolgere un pensiero o una preghiera di pace per le vittime degli attentati terroristici tutti i venerdì, i sabati e le domeniche di gennaio.</span></b></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7897" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="537" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 537w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720-251x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 251w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /></a></div>
<div></div>
<div>Mentre è ancora aperta la caccia all&#8217;attentatore di Istanbul, dove la notte del 31 dicembre 39 persone sono state uccise nel Reina club a causa di un attentato rivendicato dall&#8217;Isis, in Italia, la Confederazione #Cristianinmoschea, le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e il Movimento Internazionale &#8220;Uniti per Unire&#8221;,  rilanciano per il mese di gennaio un appello di speranza e di solidarietà nei confronti delle vittime degli attentati terroristici.  Foad Aodi, Presidente delle Co-mai, Uniti per Unire, fondatore e portavoce di #Cristianinmoschea, invita, infatti, i fedeli di ogni credo religioso e i laici a dedicare questo mese &#8211; come annunciato l&#8217;1.01.2017 &#8211; una preghiera e dei messaggi espressi contro il terrorismo, a favore della pace: il venerdì nelle moschee, il sabato nelle sinagoghe e la domenica nelle chiese e,  in estensione, nei luoghi di culto delle altre confessioni.</div>
<div>L&#8217;appello di Aodi non è isolato: già il 31 luglio, più di 23 mila  musulmani in Italia hanno risposto al precedente invito #Musulmaninchiesa e si sono recati a pregare nelle chiese italiane per i loro &#8220;fratelli cristiani&#8221; a seguito degli attentati in Francia; l&#8217;11 e il 12 di settembre con l&#8217;appello #Cristianinmoschea, alla ricorrenza della Festività musulmana dell&#8217;Eid Al Adha, milioni di cristiani, musulmani, ebrei, fedeli delle altre religioni e laici si sono scambiati un segno di pace portando così avanti l&#8217;obiettivo del dialogo &#8220;porta a porta&#8221; nelle moschee, nei centri culturali, nei luoghi di culto  musulmani e nelle loro case.</div>
<div>Queste iniziative godono inoltre del sostegno di oltre 2000 tra Federazioni, Istituti, Sindacati, Università, Comunità, Associazioni e Ong internazionali che compongono la Confederazione omonima #Cristianinmoschea.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno nuovo e per tutto il mese di gennaio, vogliamo intensificare il nostro impegno contrastando  chi porta avanti una guerra alle religioni che non e&#8217; guerra di religioni, con l&#8217;unione, con la forza del dialogo, con un messaggio o una preghiera di pace&#8221;, dichiara Aodi.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Per questa ragione &#8211; aggiunge &#8211; portiamo avanti uniti e con coraggio la nostra missione internazionale, interreligiosa, interculturale  e laica. Siamo tutti figli di un unico Dio di amore e di pace. Per questo, il nostro lavoro coinvolge diversi attori della società civile che appartengono a tutte le religioni o sono laici, puntando ad abbattere il muro della paura e del pregiudizio per costruire una piramide di speranza contro la guerra alla democrazia e alla libertà&#8221;.</div>
<div></div>
<div>La ferma condanna al terrorismo è ribadita anche da diversi esponenti della Confederazione #Cristianinmoschea, della Co-mai e di &#8220;Uniti per Unire&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Tra loro, Soufi Moustapha, Presidente del Congresso Islamico Europeo dell&#8217;Imam e predicatore in Italia e Imam della Moschea di Cesena afferma: &#8220;A nome del Congresso Islamico Europeo dell&#8217;Imam e predicatore, condanniamo tutti gli atti barbarici, tutte le violenze che sono dannosi sia alla società civile che all&#8217;umanità&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Citando un versetto del Corano, l&#8217;Imam Salameh Ashour, Coordinatore del Dipartimento interreligioso delle Co-mai, afferma: &#8220;Oh gente, questa è la nostra &#8216;umma&#8217; (famiglia): è un&#8217;unica umma, io sono il Vostro Signore, adoratemi. Da questo versetto significativo &#8211; commenta &#8211; si rivela che la nostra umanità è unica; ancor prima di essere musulmani, ebrei, cristiani o atei siamo esseri umani. Questa consapevolezza deve essere alla base della nostra convivenza umana. Il nostro comportamento deve scaturire dai valori che sono impressi nella nostra stessa natura umana: quelli della giustizia, della pace e della fratellanza&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Umberto Puato, Presidente di CulturAmbiente, dichiara: &#8220;Non potremo avere Pace nel Mondo senza Giustizia … e non potremo avere Futuro senza Memoria. Tutte le guerre, non hanno mai risolto alcuna pacifica convivenza, fin dai tempi più remoti, narrati nelle antiche scritture. Questa Pace per realizzarsi ha bisogno anche di concretezza: un lavoro, una famiglia, gli amici, la solidarietà, la nostra realizzazione personale, nel rispetto del Credo di ciascuno di noi e in un clima di serenità e Giustizia sociale. Il terrorismo, di qualunque genere, bellico, economico, psicologico, mina la costruzione del nostro Futuro e alla fine ci danneggia tutti, al di là di ogni realtà religiosa, etnica, politica, economica e sociale&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Lucia Frustaci ed Ivon Ramzi, rispettivamente Presidente e Vice Presidente di Rise Onlus, rilasciano una dichiarazione congiunta: &#8220;L’inizio del nuovo anno era da tutti noi tanto atteso per cancellare dai nostri occhi il ricordo delle terribili immagini degli attentati terroristici che hanno sconvolto il cuore di tutti noi, nel corso del 2016. L’orribile ondata di sangue ci ha resi definitivamente tutti uguali, senza più distinzioni di religione, cultura o appartenenza etnica. Il dialogo fra culture &#8211; proseguono &#8211; è una strategia operativa, un metodo per superare le difficoltà, a volte il conflitto, dovuti ai diversi punti di vista possibili ed alle diverse forme espressive utilizzate. Per questo è di grande importanza il riconoscimento della uguale dignità di tutte le culture come prerequisito essenziale per la costruzione di una pacifica convivenza sociale&#8221;.</div>
<div></div>
<div>A questi messaggi si aggiunge anche quello di  Don. Denis Kibango, Parroco presso Villasia (Guidonia) originario del Congo: &#8220;Noi che crediamo al Dio di Abramo, nostro Padre nella fede, uniamoci in preghiera per le vittime e imploriamo il Padre celeste di aiutarci a sconfiggere la piaga del terrorismo e di darci la vera pace&#8221;.</div>
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		<title>Euro-mediterraneo:  &#8220;L&#8217;urgenza di un accordo per la libertà di culto con le Comunità islamiche in Italia, maggiore cooperazione economica e  verità sul caso Regeni&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 05:37:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span lang="AR-SA"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-267.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5649" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5649" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-267.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (267)" width="892" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-267.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 892w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-267-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-267-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 892px) 100vw, 892px" /></a> </span></b></p>
<p><span lang="AR-SA"><span style="font-size: large;">Lo scorso 11 aprile si è svolta a Roma la Conferenza &#8220;Italia-Ponte di Microimprese con Africa e M.O&#8221;, alla presenza dell&#8217;incaricato d&#8217;Affari della Lega Araba in Italia e del Sottosegretario di Stato alla Difesa.</span></span></p>
<p><span lang="AR-SA"> </span></p>
<p><span lang="AR-SA">&#8220;Nel tema dell&#8217;Europa impegnata nei processi di pace e  di stabilizzazione per il Mediterraneo, la cooperazione internazionale e la cooperazione per lo sviluppo giocano un ruolo fondamentale. La Commissione Europea ed il Ministero degli Affari Esteri si sono impegnati devolvendo fondi fiduciari per fare fronte alle crisi del Medio Orientale, per la questione Siria e  l&#8217;emergenza immigrazione. L&#8217;impegno istituzionale non è completo, se non con l&#8217;impegno della società civile che contribuisce a diffondere un messaggio di pace e di dialogo&#8221;: è la lettera  del Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni, letta daMaria Romana De Gasperi in apertura del Convegno &#8220;Europa e Mediterraneo: Italia &#8211; Ponte di Microimprese con Africa e M.O.&#8221;, organizzato a Roma l&#8217;8 aprile alla Camera dei Deputati dal &#8220;Comitato per una Civiltà dell&#8217;Amore&#8221; e dalla Federazione &#8220;Solidarietà Popolare&#8221;.  </span></p>
<p><span lang="AR-SA"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-268.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5650" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5650" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-268.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (268)" width="892" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-268.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 892w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-268-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-268-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 892px) 100vw, 892px" /></a></span></p>
<p><span lang="AR-SA">L&#8217;invito alla pace e alla cultura della solidarietà è ribadito dai vertici della chiesa cattolica nell&#8217;intervento di Sua Eccellenza Mons. Lorenzo Leuzzi, dal Sottosegretario di Stato alla Difesa Domenico Rossi,  dall&#8217;Ing. Giuseppe Rotunno. L&#8217;appello corale alla co-costruzione di nuovi percorsi di dialogo interculturale ed inter-religioso non può non tenere in considerazione  quelle condizioni necessarie per lo sviluppo della microimpresa nella Sponda Sud: lo sottolinea l&#8217;Ing. Giuseppe Rotunno, Segretario Generale del Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell&#8217;Amore, alla presenza del</span>l&#8217;incaricato d&#8217;Affari dell&#8217;Ambasciata della Lega Araba in Italia, Zouheir Zohairi.</p>
<p>A seguire, l&#8217;intervento del Prof. Foad Aodi che riporta le recenti attività sostenute in qualità di Focal Point italiano per l&#8217;Integrazione per l&#8217;Alleanza delle Civiltà Unaoc-Onu e  Presidente del Movimento Uniti per Unire e  delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai): &#8220;Gli arabi in Italia seguono il modello  di Papa Francesco, per abbattere le mura del pregiudizio con tutti coloro che vogliano aiutarli, per contrastare il terrorismo e l&#8217;immigrazione illegale. Mettiamo sul tavolo i nostri progetti proposti &#8211; aggiunge &#8211; per la costruzione dell&#8217;ospedale &#8220;Italia per la pace &#8221; presso la città di Jatt (Israele) e per lo sviluppo delle &#8220;buone pratiche&#8221;, che consentono la vita dell&#8217;integrazione, in Italia e nel Mediterraneo. Urge una Commissione del Governo italiano che si occupi del dialogo inter-religioso con tutte le Comunità musulmane, arabe e straniere in Italia, per promuovere una  firma di intesa ed accordo a favore della  libertà di culto che è una garanzia importante per la legalità e sicurezza nazionale.  Urge maggiore unità tra le Comunità musulmane e una maggior collaborazione con le Istituzioni italiane, dove si valorizzi la buona convivenza. Inoltre, ci appelliamo al Governo Egiziano per cooperare con il  Governo italiano nella ricerca della verità sul caso Regeni, per l&#8217;interesse comune, rafforzando la sicurezza internazionale, senza penalizzare la cooperazione economica, culturale, lo scambio socio sanitario e la ricerca&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arricchisce la giornata il messaggio del  Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker  che esterna la  volontà di accogliere  la proposta dello sviluppo del fondo per le Micro imprese, in particolare modo di quelle femminili,  nell&#8217;area Mediterranea. L&#8217;evento si conclude  con gli interventi di ospiti illustri, tra i quali: Gianni Fontana , Presidente di Solidarietà Popolare; l&#8217;On. Vincenzo Scotti, il Dr. Carlo Masi e la Prof.ssa Anna Maria Cossiga, Ricercatrice in Geopolitica presso il Link Campus University.</p>
<p><span lang="AR-SA"><span style="font-size: large;"><i> </i></span></span></p>
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