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	<title>arabo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Notizie dal sud-est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 20:35:41 +0000</pubDate>
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<p>(da anbamed.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/vig.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="567" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/vig.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17172" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/vig.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/vig-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a><figcaption>Mauro Biani per La Repubblica</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong><em><u>I Titoli:</u></em></strong><strong></strong></p>



<p><strong><u>Palestina Occupata:</u></strong>&nbsp;Un giovane di 18 anni ucciso dai soldati israeliani a El-Bira.</p>



<p><strong><u>Pakistan:</u></strong>&nbsp;Un attentato in una moschea del Belucistan durante le festività di Maulid, la ricorrenza per la nascita del profeta Mohammed.</p>



<p><strong><u>Tunisia:</u></strong>&nbsp;Ghannouchi entra in sciopero della fame in carcere in solidarietà con i detenuti politici.</p>



<p><strong><u>Sudan:</u></strong>&nbsp;Il centro dello scontro si sposta in Darfur con l’obiettivo dei ribelli di strappare Niyala.</p>



<p><strong><u>Somalia:</u></strong>&nbsp;Un altro attentato terroristico jihadista con decine di vittime civili.</p>



<p><strong><u>Migranti:</u></strong>&nbsp;Il governo italiano torna a mani vuote dal vertice di Malta. Ai migranti arrivati salvi, una multa di 5 mila € per evitare il carcere.</p>



<p><strong><u>Egitto:</u></strong>&nbsp;È morto al Cairo Saadeddine Ibrahim, pioniere dei difensori di diritti umani nel mondo arabo.</p>



<p id="palestina"><strong><em><u>Le Notizie:</u></em></strong></p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong><strong></strong></p>



<p>Un giovane di 18 anni è stato ucciso dai soldati israeliani ad El-Bira e un altro ferito gravemente. Nella città è stato dichiarato il lutto cittadino. L’esercito di occupazione ha dichiarato che i soldati hanno sparato per il sospetto che i due giovani tentavano di lanciare delle bottiglie contro un posto di blocco all’ingresso di una colonia ebraica. Autisti palestinesi di passaggio nella zona hanno smentito la versione di comodo degli occupanti. Il corpo della vittima è stato sequestrato dall’esercito e non consegnato alla famiglia; un’odiosa pratica vendicativa disumana. &nbsp;</p>



<p><strong>Pakistan</strong><strong></strong></p>



<p>Davanti ad una moschea nel Belucistan, durante le festività per l’anniversario della nascita del profeta Mohammed (Al-Maulid an-Nabawi), un attentatore suicida si è fatto esplodere in mezzo alla folla uccidendo almeno 57 fedeli. 80 i feriti tra i quali 20 in gravi condizioni. Il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Nessun’organizzazione ha rivendicato l’attentato, mentre il gruppo Taliban del Pakistan ha condannato l’eccidio, escludendo qualsiasi coinvolgimento.</p>



<p><strong>Tunisia</strong><strong></strong></p>



<p>Il presidente del partito Ennahda, Ghannouchi, è entrato in sciopero della fame in carcere. La decisione avviene a tre giorni dopo l’inizio dello sciopero di un altro politico tunisino, Johar Ben Mubarak, in arresto preventivo dallo scorso febbraio, senza accuse e senza processo. La protesta dei due uomini politici, che verrà seguita da altri, mira a costringere il presidente Saied ad ordinare il rilascio dei politici di opposizione detenuti in cause senza prove e sotto le leggi antiterrorismo. L’uso della giustizia per mettere all’angolo l’opposizione ha devastato la nascente democrazia tunisina, unico paese che si era salvato dalle guerre civili e dalla restaurazione delle dittature dopo le Primavere arabe.</p>



<p><strong>Sudan</strong><strong></strong></p>



<p>Il secondo uomo delle milizie di Pronto intervento (RSF), Abdulrahman Daglo, fratello di Hamidati, è tornato in Sudan dopo un’assenza di oltre due mesi. Era partito per il Ciad all’inizio di luglio, ha visitato Bengasi in Libia, e poi ha volato ad Abu Dhabi, per poi fare ritorno via Addis Abeba. Adesso si trova in Darfur e secondo analisti sudanesi sta preparando un attacco per la conquista di Niyala, capoluogo del Darfur meridionale. Dopo le sconfitte subite a Khartoum, le milizie ribelli hanno bisogno di una vittoria tattica per avere voce in capitolo in eventuali trattative politiche. Per realizzare un’avanzata a Niyala, le milizie hanno ritirato diverse formazioni dal campo di battaglia nella capitale.</p>



<p>Il generale Burhan ha nominato i membri del consiglio sovrano a capo dei dicasteri del suo governo militare con sede a Port Sudan. Una mossa di facciata, perché metà del paese è fuori dal controllo delle forze armate e l’economia del paese è al collasso.</p>



<p>La situazione militare ha registrato due gravi episodi nella giornata di ieri. Un fuoco amico ha colpito un’unità dell’esercito nel centro di comando delle forze armate a causa di un bombardamento aereo. Sempre a Khartoum, un bombardamento compiuto dalle milizie ha distrutto tre pullman carichi di passeggeri, causando decine di morti e feriti.</p>



<p><strong>Somalia</strong><strong></strong></p>



<p>Almeno 20 persone tra morti e feriti per lo scoppio di un’auto imbottita di tritolo e fatta esplodere a distanza durante il passaggio di una colonna militare. È avvenuto a Hirashebeli, nel centro del paese. I continui attacchi terroristici dei jihadisti, ad un anno dall’inizio della campagna militare governativa, rappresentano una debacle politica e militare del governo Sheikh. Malgrado la presenza di truppe africane e il sostegno aereo degli Stati Uniti, il movimento Shabab ha inferto colpi mortali, causando centinaia di vittime civili. Il terrorismo islamista non si limita ai confini della Somalia ma colpisce anche altri paesi, come il Kenya, che ha truppe in Somalia nel quadro della missione militare dell’UA.</p>



<p><strong>Migranti</strong><strong></strong></p>



<p>Le bugie hanno le gambe corte. La criminalizzazione delle ONG ha avuto come effetto soltanto l’aumento dei morti nel Mediterraneo e non ha fatto diminuire l’arrivo di migranti sulle coste italiane. Il governo delle destre a Roma ha fallito nell’incontro di Malta, avvenuto ieri, di trovare una politica europea comune e la scappatoia dalla debacle è quella di inasprire le misure contro le azioni di solidarietà umanitaria che operano nei salvataggi, compito non assolto colpevolmente dalle istituzioni europee.</p>



<p>Secondo un rapporto dell’ACNUR presentato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, nel 2023 sono morte e disperse più di 2500 persone. &nbsp;Nell’anno precedente erano 1680 vite umane perdute. Il numero degli arrivi in Italia (con il governo delle destre) è aumentato dell’83% raggiungendo le 186 mila persone fino alla fine del mese di agosto. Per coprire il fallimento delle politiche migratorie, il governo Meloni pensa ad una legge che impone una multa di 5000 € ai migranti per evitare il carcere.</p>



<p><strong>Egitto</strong><strong></strong></p>



<p>È morto ieri al Cairo il sociologo Saadeddin Ibrahim, fondatore del centro Ibn Khaldoun e dell’organizzazione araba per i diritti umani. È stato uno dei pionieri della difesa dei diritti umani e nella lotta per la democrazia nei paesi arabi. Ha subito una persecuzione durante il regime di Mubarak, passando 3 anni in carcere per aver coniato una nuova parola nel dizionario politico arabo: “Gomhumalakiat” (Republic-monarchie). In un articolo pubblicato, nel giugno 2000, sulla rivista araba edita a Londra “Al-Majallah” aveva descritto la tendenza dei regimi repubblicani nel mondo arabo, frutto di colpi di Stato di giovani ufficiali nazionalisti, a trasmettere il potere per via ereditaria. In Siria, allora era appena salito al potere Bashar Assad, dopo la morte del padre, Hafez; in Iraq Udai si preparava a succedere a suo padre, Saddam Hussein; in Libia Seif Islam Gheddafi e in Egitto Jamal Mubarak.</p>



<p>Nato a Mansoura nel 1938, Ibrahim si è laureato in letteratura all’università del Cairo (1960) e ha concluso i suoi studi avanzati in sociologia dello sviluppo (Los Angeles) e sociologia politica (Seattle). Tornato in Egitto nel 1975, ha insegnato all’università americana del Cairo. Ha presieduto la sezione degli affari arabi nel Centro studi politici e strategici di Al-Ahram e coperto l’incarico di direttore dell’Istituto per l’unità araba. Ha pubblicato diversi saggi e migliaia di articoli politici.<strong></strong></p>



<p><strong>Notizie dal mondo</strong><strong></strong></p>



<p>Sono passati 19 mesi e 4 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Putin addomestica Wagner e avvia una nuova campagna di arruolamenti, per giovani reclute, da mandare nel mattatoio ucraino.</p>
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		<title>Notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 10:02:23 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="663" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16926" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran-300x194.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran-768x497.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Vignetta di Gianluca Costantini </figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>(<strong>Da anbamed.it</strong>)</p>



<p><strong>I TITOLI: </strong></p>



<p><strong><u>Sudan:</u></strong> Terzo giorno di furiosi combattimenti tra le truppe dei due generali golpisti, Hamidati e Burhan. 97 civili uccisi e quasi mille i feriti. Colpito da obici l’ospedale universitario a sud della capitale. Cessate il fuoco umanitario di tre ore rispettato parzialmente.</p>



<p><strong><u>Yemen:</u></strong>&nbsp;Concluse le operazioni di scambio prigionieri. Adesso si apre la fase per una trattativa politica per mettere fine al conflitto.</p>



<p><strong><u>Siria:</u></strong> 43 persone uccise dall’Isis; in maggioranza contadini e pastori.</p>



<p><strong><u>Turchia:</u></strong>&nbsp;Ritira la propria candidatura un amico di Erdogan, travolto dallo scandalo delle foto in atteggiamenti intimi con delle minorenni in ufficio.</p>



<p><strong><u>Iran:</u></strong>&nbsp;Lacrimogeni e idranti contro i genitori delle allieve colpite dai casi di avvelenamento.</p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Sudan</strong></p>



<p>Terzo giorno di combattimenti in Sudan.</p>



<p>Cresce il numero dei morti e feriti tra i civili e gli ospedali di Khartoum hanno raggiunto la loro capienza massima. Il sindacato dei medici ha annunciato la morte di un’altra dottora, mentre svolgeva il suo lavoro di soccorso in piazza. Nei primi due giorni di combattimenti, 97 civili hanno perso la vita a causa degli scontri e quasi mille i feriti che hanno avuto bisogno di ricovero in ospedale. Il sindacato dei medici ha lanciato un appello ai belligeranti di rispettare la neutralità degli ospedali, dopo che un obice di artiglieria ha colpito la struttura medica dell’Università, nella parte meridionale della capitale.</p>



<p>Il cessate il fuoco umanitario, chiesto ieri dall’ONU per l’evacuazione dei feriti, accettato dall’esercito e dalle milizie di pronto intervento, è stato rispettato soltanto parzialmente. Nel pomeriggio di ieri e in serata sono stati sentiti spari e esplosioni nel centro della capitale durante le ore di cessate il fuoco.</p>



<p>La Tv di Stato ha smesso le trasmissioni dopo un giorno di musiche militari e patriottiche. Il personale tecnico e giornalistico era stato evacuato dall’inizio degli scontri sabato mattina. Il palazzo è stato assediato dalle milizie e poi ha subito danni dai reciproci lanci di artiglieria.</p>



<p>Nella capitale l’elettricità e l’acqua potabile sono interrotte e la popolazione è intrappolata nelle case. L’esercito ha raccomandato di rimanere in casa a causa dei combattimenti in corso. In due zone della capitale ci sono colossali incendi da ieri mattina e non sono stati ancora domati.</p>



<p>A Khartoum i combattimenti sono furiosi nelle vicinanze del palazzo presidenziale e per il controllo dei ponti sul Nilo, che sono arterie principali per collegare le diverse zone della capitale, divise dal Nilo. Le milizie sostengono di aver abbattuto due elicotteri dell’esercito che stavano mitragliando le loro truppe nella parte ovest della capitale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La propaganda delle due parti racconta di vittorie, molte volte immaginarie. I comunicati non sono sempre verificabili.</p>



<p>Sugli account social ufficiali dei belligeranti sono stati pubblicati immagini e video di basi militari conquistate e di soldati e ufficiali catturati. In due casi, Anbamed ha verificato che le immagini sono vecchie e risalgono a battaglie dei Janjaweed in Darfur.</p>



<p>Le milizie hanno accusato l’intervento di caccia stranieri contro le loro basi a Port Sudan, senza però specificare la nazionalità.</p>



<p>L’esercito ha annunciato il controllo sulla base militare e aeroporto di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Merowe,+Sudan/@18.4795609,31.7878227,13z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x168347f43455bbb3:0x5b69ad07c12e8a11!8m2!3d18.4689363!4d31.8164031!16s%2Fm%2F05h1w77?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Merowe</a>, nel nord, sostenendo che i miliziani in fuga hanno preso con loro come ostaggi soldati e ufficiali egiziani che erano presenti nella base secondo accordi tra i due paesi.</p>



<p>Le forze politiche della Coalizione del cambiamento hanno lanciato un appello per il cessate il fuoco e di tronare al tavolo delle trattative “perché la guerra non avrà vincitori ma soltanto perdenti”. I due generali golpisti, Buhan e Hamidati, si erano alleati per bloccare il passaggio del potere ad un governo civile e oggi si combattono per contendersi il potere e la ricchezza del paese, bloccando il processo democratico.</p>



<p>Lega araba ha svolto una riunione d’urgenza sulla situazione sudanese e ha lanciato un appello per la fine dei combattimenti. Una delegazione dell’Unione africana sta tentando di raggiungere Khartoum per un incontro diretto con i due generali. &nbsp;I capi delle diplomazie di Arabia Saudita e Emirati hanno contattato telefonicamente i due generali belligeranti.</p>



<p>FAO ha annunciato la chiusura di tutte le proprie attività umanitarie in Sudan in seguito all’uccisione dei tre funzionari dell’organismo internazionale.</p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>Si sono concluse ieri le operazioni di scambio dei prigionieri di guerra tra il governo rifugiato ad Aden e quello dei ribelli houthi insediato a Sanaa. In totale sono tornati tra le loro famiglie 869 prigionieri. Soddisfazione tra le due parti politiche e gioia nelle case e nelle piazze. Questa prima fase è stata utile a creare un clima di fiducia e si apre adesso una fase politica importante. Il portavoce del governo houthi ha annunciato che le trattative riprenderanno subito dopo le festività di Ied Fitr, la fine di Ramadan. La distensione è stata possibile in seguito all’accordo tra Teheran e Riad di riprendere le relazioni diplomatiche, con la mediazione cinese dello scorso mese.</p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>In tre diversi attacchi, i terroristi di Daiesh hanno ucciso ieri 43 persone, in prevalenza civili: lavoratori agricoli e pastori. Ad est di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Hama,+Siria/@35.1366608,36.6680048,12z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x1524828fcdd5b865:0x62d43f56ee62b5ef!8m2!3d35.1408881!4d36.7551993!16zL20vMDJrbWp2?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hama</a>&nbsp;è avvenuto l’attacco più atroce, con 36 vittime colpite con mitragliatrici. Tra di loro 10 della guardia nazionale. Gli altri due episodi sono avvenuti nella provincia nord-orientale di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Deir+el-Zor,+Siria/@35.3350942,40.0555717,12z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x154817f4aeddb761:0x4cbc9d58e981374f!8m2!3d35.3296518!4d40.1350341!16zL20vMDUwdHNs?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deir Azzour</a>. Un gruppo di terroristi su moto di grossa cilindrata ha attacco dei pastori, uccidendo 5 e confiscando tutto il gregge portandolo via su camion. Altre due vittime sono state rinvenute senza vita da un gruppo di cittadini nei pressi del villaggio di Shafaa. Dopo la sconfitta del fu falso califfato, i miliziani jihadisti si sono barricati nelle zone impervie della Badia siriana, la zona desertica nel centro e nell’est del paese.</p>



<p><strong>Turchia</strong></p>



<p>L’ex sindaco di <a href="https://www.google.it/maps/place/Esenyurt%2FProvincia+di+Istanbul,+Turchia/@41.0497677,28.5788219,12z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x14b558b1fceb5dad:0x614634ee1252675e!8m2!3d41.0343177!4d28.6614809!16s%2Fm%2F04f6b_f?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Essenyurt</a>, nella provincia di Istanbul, Najmi Ghadi-oglu, ha ritirato la sua candidatura alle politiche del 14 maggio, in Turchia. Era candidato nelle liste del partito Islamista “Giustizia e Sviluppo” del presidente Erdogan. Il motivo del ritiro è lo scandalo che lo ha coinvolto con la pubblicazione delle sue foto, in ufficio, in atteggiamenti intimi con delle studentesse adolescenti partecipanti ad un concorso, indetto dal Municipio da lui allora guidato. Ghadi-oglu è uno dei fondatori del partito ed un amico di Erdogan, ma dopo lo scandalo il presidente lo ha evitato per paura di perdere voti. L’ipocrisia al potere.</p>



<p><strong>Iran</strong></p>



<p>Si sono svolte sabato a&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Shahin+Shahr,+Regione+di+Esfahan,+Iran/@32.8657066,51.4778058,12z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x3fbdc4f9439959f9:0xa1e8d5eb3724d5c8!8m2!3d32.8608728!4d51.5532972!16s%2Fm?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Shahin Shahr</a>&nbsp;manifestazioni dei genitori delle allieve che hanno subito per l’ennesima volta attacchi con gas velenosi. Durante la scorsa settimana in sei scuole sono stati registrati questi fenomeni di avvelenamento che le autorità non sono mai riuscite a chiarire. I familiari delle ragazze chiedevano maggiori protezioni nelle scuole. Formazioni di Basiji li hanno dispersi con lacrimogeni e idranti.</p>



<p><strong>Notizie dal mondo</strong>&nbsp;Sono passati 13 mesi e 22 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.</p>
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		<title>Notizie dal sud-Est del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 13:50:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da Anbamed.it) I titoli: Turchia e Siria/Terremoto:&#160;Oltre 4700 morti e decine di migliaia di feriti. Continuano in difficoltà le ricerche tra le macerie. Appelli dei due governi al soccorso internazionale. Nel nord della Siria&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da Anbamed.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="755" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16844" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1-768x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong><em><u>I titoli:</u></em></strong></p>



<p><strong><u>Turchia e Siria/Terremoto:</u></strong>&nbsp;Oltre 4700 morti e decine di migliaia di feriti. Continuano in difficoltà le ricerche tra le macerie. Appelli dei due governi al soccorso internazionale. Nel nord della Siria le difficoltà sono amplificate dal conflitto. Centinaia di ponti aerei da tutto il mondo.</p>



<p><strong><u>Palestina Occupata:</u></strong>&nbsp;Assassinati 5 giovani palestinesi a Gerico ed uno a Nablus. L’esercito israeliano occulta i corpi.</p>



<p><strong><u>Egitto:</u></strong>&nbsp;Gli abitanti dell’isola di Al-Warraq protestano contro le confische. Scontri con la polizia e arresti.</p>



<p><strong><u>Arabia Saudita:</u></strong>&nbsp;In corso nell’est del regno manovre militari con altre dieci nazioni alleate.</p>



<p><strong><u>Migranti:</u></strong>&nbsp;Uno dei migranti salvati dalla SeaEye4 è deceduto per gravi condizioni di salute e il ritardo dei soccorsi.</p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Turchia e Siria/Terremoto</strong></p>



<p>Un terremoto devastante ha colpito la zona al confine tra Turchia e Siria, con effetti anche nel Kurdistan iracheno.&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Provincia+di+%C5%9Eanl%C4%B1urfa,+Turchia/@37.3569102,38.0337622,8z/data=!4m13!1m7!3m6!1s0x153471b9d5666da1:0xe1f10108cd2deba4!2sProvincia+di+%C5%9Eanl%C4%B1urfa,+Turchia!3b1!8m2!3d37.3569102!4d39.1543677!3m4!1s0x153471b9d5666da1:0xe1f10108cd2deba4!8m2!3d37.3569102!4d39.1543677?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La zona più colpita</a>&nbsp;è in Turchia nella provincia di Sanliurfa, ad est di Ganziantep. Il numero delle vittime è stato finora di 4700, ma il numero viene aggiornato di un’ora in ora, con il continuo lavoro dei soccorritori sotto le macerie. Interi quartieri sono stati rasi al suolo. Le immagini trasmesse dalle tv e postate sui social sono terribili, interi palazzi sono crollati seppellendo gli abitanti. Strade deformate e inservibili, ponti crollati rallentano l’arrivo dei mezzi di soccorso. Il terminale petrolifero di Ganziantep è stato bloccato e l’oleodotto che collega il Kurdistan iracheno è stato chiuso. Gravi danni anche al patrimonio archeologico e storico.</p>



<p>I governi di Ankara e Damasco hanno dichiarato lo stato di calamità e lanciato appelli alla comunità internazionali di fornire soccorsi. Le autorità e le organizzazioni curde hanno lanciato un appello per la fornitura di aiuti soprattutto sanitari (<a href="https://www.anbamed.it/2023/02/06/appello-urgente-di-aiuto-per-le-vittime-del-terremoto-nel-kurdistan-settentrionale-e-occidentale-in-turchia-e-in-siria/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a>). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>All’alba di ieri, 5 giovani palestinesi sono stati assassinati in un’irruzione dell’esercito di occupazione in un campo profughi di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Jericho/@31.8594675,35.4294878,13z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x151ccc61e6ff8567:0x811428a4685668bb!8m2!3d31.8611058!4d35.4617583?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gerico</a>. Erano stati asserragliati in una casetta di legno, ai margini del campo e sono stati trucidati da una cascata di colpi di mitragliatrici dalle truppe speciali. Altri due giovani sono rimasti gravemente feriti. Tutto il gruppo, i 5 uccisi e i due feriti, sono stati sequestrati dai militari, nel consueto macabro rito di occultamento di cadaveri.</p>



<p>In un rastrellamento dell’esercito israeliano a Nablus è stato ucciso un altro giovane, portando le vittime palestinesi in 24 ore a sei. Una pratica quotidiana di esecuzioni di piazza che non trova freni e condanne da parte delle cancellerie internazionali.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>Gli abitanti dell’Isola di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Jaz%C4%ABrat+Warr%C4%81q+al+%E1%B8%A8a%E1%B8%91ar/@30.1186095,31.2083236,14z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x145840282e7cb755:0xf36c53d40430e89b!8m2!3d30.1186111!4d31.2258333?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Al-Warraq</a>, al centro del Nilo, a nord del Cairo, sono scesi in manifestazione di protesta contro l’arresto di 3 abitanti. Il terreno dell’isola fa gola alla speculazione edilizia e il governo, nel 2017, ha avviato un piano di confisca dei terreni di proprietà privata, per la realizzazione di grandi palazzi e attirare investimenti stranieri, soprattutto dai paesi arabi del Golfo. La popolazione si oppone e protesta, ma il governo non ascolta e riga dritto mandando la polizia e arrestando i capi del movimento. Gli abitanti in modo collettivo si oppongono alla loro cacciata dalle loro proprietà e respingono gli ingegneri mandati a prendere le misure dei terreni e delle case, per la valutazione degli indennizzi. 35 capi famiglia sono stati finora arrestati e mandati a processo per queste proteste.</p>



<p><strong>Arabia Saudita</strong></p>



<p>Sono iniziate le manovre militari “Frecce della Vittoria 2023”, con la partecipazione di eserciti di altre 10 nazioni: USA, GB, Grecia, Pakistan, Qatar, Giordania e Bahrein. Kuwait, Emirati e Oman sono membri osservatori. Le operazioni si svolgono nella zona orientale del regno e simulano la risposta ad un attacco aereo. Nel comunicato stampa non vengono fornite informazioni sul numero dei militari coinvolti e sulla data di conclusione delle operazioni.&nbsp;</p>



<p><strong>Migranti</strong></p>



<p>Ieri l’altro, domenica, durante il lungo viaggio verso Napoli, la nave&nbsp;<a href="https://twitter.com/hashtag/SeaEye4?src=hashtag_click&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#SeaEye4</a>&nbsp;ha richiesto l&#8217;evacuazione medica di due persone in gravi condizioni di salute. Una di queste è poi deceduta in ospedale, dopo aver atteso per ore il trasferimento. Il bullismo di Stato non ha umanità!</p>



<p><strong>Notizie dal mondo</strong></p>



<p>Sono passati undici mesi e 13 giorni di guerra russa in Ucraina. &nbsp;</p>



<p><strong>Annunci</strong></p>



<p>11 febbraio, a Roma, manifestazione nazionale per la liberazione di Ocalan.</p>



<p>11 febbraio una grande manifestazione mondiale:&nbsp;<strong><em>“Global Carneval for Assange”</em></strong>. Eventi diffusi in tutto il mondo. Anbamed aderisce con questa modalità: (<a href="https://www.anbamed.it/2023/02/06/11-febbraio-global-carneval-for-assange/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vedi</a>), vuoi partecipare anche tu?</p>



<p>15 febbraio, a Roma, convegno “Disertare la guerra mondiale a pezzi”.</p>
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		<title>Anbamed: notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 08:37:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(a cura di Farid Adly) Palestina Occupata Un giovane ucciso e 57 feriti in seguito all’invasione dei coloni nella città di Nablus. Il pretesto dell’entrata dei coloni nella città palestinese, scortati dai soldati in&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="976" height="549" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16718" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 976w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 976px) 100vw, 976px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(a cura di Farid Adly)</p>



<p></p>



<p><strong><br>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Un giovane ucciso e 57 feriti in seguito all’invasione dei coloni nella città di Nablus. Il pretesto dell’entrata dei coloni nella città palestinese, scortati dai soldati in assetto di guerra, era la visita alla tomba di Giuseppe. Negli scontri che ne sono seguiti, le pallottole hanno avuto la meglio sulle pietre.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>Quarto giorno dello sciopero totale, della fame e della sete, di Alaa Abdel Fattah. La diplomazia ha fatto passi modesti a favore della sua liberazione, negli incontri bilaterali con il generale Al-Sissi, durante i lavori del vertice sul clima che si tiene a Sharm Sheikh. Il regime non ha permesso la visita in carcere alla madre, Leila Sueif, e non ha fornito nessuna prova della presenza in vita di Alaa. I timori riguardano l’alimentazione forzata per tenerlo in vita fino alla conclusione di COP27 e la fine della copertura mediatica. Questo timore lo ha espresso esplicitamente la sorella Sanaa nel suo intervento durante la conferenza sui diritti umani al COP27 (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=bTKJQavA0Wk&amp;t=6113s&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi)</a>.</p>



<p>Anche le pressioni dell’ONU non hanno sortito nessuna clemenza nella granitica determinazione repressiva della dittatura.</p>



<p>In Italia è in corso un digiuno collettivo, in solidarietà con Alaa, di un centinaio di giornalisti, politici e attivisti. (<a href="https://www.anbamed.it/2022/11/07/digiuno-per-alaa-9-novembre-2022/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;elenco completo degli aderenti lo trovate qui</a>).</p>



<p><strong>Iran</strong></p>



<p>La procura ha annunciato che sono stati citati in giudizio 1024 persone, in riferimento alle proteste nate dopo l’assassinio di Mahsa Amini. Questo numero riguarda soltanto la capitale Teheran. Il portavoce ha definito le vittime del provvedimento “fomentatori di disordini”. Si temono – come ha annunciato lo stesso procuratore della capitale e come hanno chiesto i parlamentari – molte condanne a morte.</p>



<p>Le proteste continuano malgrado la repressione e le minacce degli esponenti del regime, a partire dalla stessa guida spirituale sciita, Khaminei. Al centro della protesta ci sono gli studenti universitari che proseguono lo sciopero della didattica, fino alla liberazione dei loro compagni arrestati.</p>



<p><strong>Libia</strong></p>



<p>Il procuratore generale della Corte Penale Internazionale, Karim Khan, ha compiuto ieri una visita a&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Tarhuna,+Libia/@32.4313686,13.6027683,13z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x13a606a18f17b105:0xbac238f4cf0dd0ea!8m2!3d32.4279191!4d13.6420599?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tarhuna</a>, 80 km a sud di Tripoli. Si è recato nei luoghi dove sono state scoperte le fosse comuni ed ha incontrato i sopravvissuti e le famiglie delle vittime (<a href="https://twitter.com/IntlCrimCourt/status/1589892888057778176?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1589892888057778176%7Ctwgr%5E611eaccfc31192a0e310619a28b5f69292a185ff%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fmubasher.aljazeera.net%2Fnews%2F2022%2F11%2F8%2Fd8a7d984d985d8afd8b9d98a-d8a7d984d8b9d8a7d985-d984d985d8add983d985d8a9-d8a7d984d8acd986d8a7d98ad8a7d8aa-d8a7d984d8afd988d984d98ad8a9&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi</a>). Oggi, mercoledì 9 novembre, Khan esporrà al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il rapporto sui crimini di guerra compiuti in Libia dal 2011 in poi.</p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Una barca è affondata al largo delle coste di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Biserta,+Tunisia/@37.2810525,9.7914623,12z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x12e31e4db2105f13:0xf44361a00609c69e!8m2!3d37.2767579!4d9.8641609?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biserta</a>. A bordo vi erano 18 persone, dei quali soltanto 5 sono stati salvati. Un corpo è stato riportato dalla guardia costiera e le ricerche sono ancora in corso, per trovare gli altri 12 dispersi.</p>



<p>La crisi economica ha spinto molti giovani tunisini a tentare di raggiungere le coste italiane, a rischio della vita. Nei primi 10 mesi di quest’anno, la guardia costiera tunisina ha bloccato in mare 22 mila migranti e riportati indietro.</p>



<p>A&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Zarzis,+Tunisia/@33.5025516,11.0147766,12z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x13aaef091002cd17:0xf0c94e8be32184f!8m2!3d33.5041035!4d11.0881494?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zarzis</a>, invece, familiari di migranti scomparsi hanno invaso il cimitero dei senza nome, per tentare di identificare i corpi dei loro cari tra quelli recuperati lo scorso mese e sepolti dalle autorità comunali, senza le necessarie indagini per la loro identificazione.</p>



<p>Nella scorsa settimana si è tenuto uno sciopero di protesta, che ha coinvolto tutta la cittadinanza, con chiusura delle scuole, blocco dei trasporti e saracinesche abbassate dei negozi. Le autorità hanno deciso la chiusura del cimitero dei senza nomi, ma i parenti hanno scavalcato ieri il muro e aperto le tombe per tentare di identificare le vittime, controllando i vestiti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Algeria</strong></p>



<p>Il ministero degli esteri ha annunciato che Algeri ha presentato ufficialmente la richiesta di aderire al gruppo BRICS.&nbsp;<em>“Russia e Cina hanno già espresso parere favorevole e si attende la conclusione delle valutazioni degli altri tre paesi, Brasile, India e Sud Africa”,</em>&nbsp;ha affermato Leila Zroughi, responsabile del dossier.</p>



<p>BRICS è un gruppo alternativo al G7 e raggruppa le 5 economie emergenti, con forte crescita del prodotto nazionale. Raccoglie attualmente il 40% della popolazione mondiale e il 25% dell’economia globale. Nella fase odierna della crisi dell’Ucraina e di Taiwan, BRICS rappresenta anche uno schieramento politico e non solo economico. &nbsp;</p>



<p><strong>Arabia Saudita-Iran</strong></p>



<p>Il Cremlino ha annunciato il proprio impegno a mediare tra l’Arabia Sauditae l’Iran,&nbsp;<em>“per superare pacificamente la crisi in corso”.</em>&nbsp;È una risposta indiretta ai tamburi di guerra che Washington ha messo in campo, schierando i caccia della V flotta ai confini dell’Iran e parlando di un possibile attacco iraniano contro il territorio saudita. Molti osservatori mediorientali hanno visto, in quelle agitazioni statunitensi, un tentativo di riportare Riad nell’ovile della Casa Bianca, dopo la rottura sui prezzi del petrolio. Le relazioni diplomatiche persiano-saudite sono interrotte dal 2016 e negli ultimi anni si sono aperti spazi di trattative bilaterali dirette, con la mediazione dell’Iraq. L’ultimo incontro si è tenuto lo scorso aprile e lo scoglio principale alla ripresa dei rapporti è la guerra in Yemen. &nbsp;</p>



<p><strong>Mondo</strong></p>



<p>Sono passati otto mesi e 14 giorni di guerra russa in Ucraina.</p>



<p><strong>Appelli:</strong></p>



<p>Anbamed&nbsp;chiama la vostra sensibilità per salvare la 20enne sudanese, Amal, dalla lapidazione. Vi chiediamo di scrivere una lettera all’ambasciata sudanese a Roma:&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2022/10/25/appellp-salvate-amal-dalla-lapidazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.anbamed.it/2022/10/25/appellp-salvate-amal-dalla-lapidazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Alaa Abdel Fattah ha iniziato lo sciopero della fame il 2 aprile, nel carcere egiziano di Wadi Natroun. Da domenica 6 novembre, ha iniziato anche lo sciopero della sete. Il regime di Al-Sissi è sordo agli appelli e nelle cancellerie internazionali prevale l’insensibilità.</p>



<p>In Italia, dal 28 maggio, è in corso un digiuno solidale a staffetta per chiedere la sua liberazione.</p>



<p>Oggi, mercoledì 9 novembre, un centinaio di volontari rispettano un digiuno collettivo in solidarietà con Alaa.</p>
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		<title>Anbamed. Notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 10:38:47 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>A cura di Farid Adly (anbamed.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="800" height="450" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15926" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Siria:</strong> Catturato dai curdi un capo dell’Isis. Migranti: Naufragi al largo delle coste tunisine e greche.</p>



<p><strong><u>Palestina occupata:</u></strong>&nbsp;Sostituzione etnica in Cisgiordania e Golan occupati.<strong>Sudan:</strong>&nbsp;Centinaia di feriti nelle manifestazioni di protesta contro il regime militare.&nbsp;Egitto:&nbsp;Si infittisce di mistero lo scandalo della banda di tombaroli capeggiata da un imprenditore e da un ex parlamentare.</p>



<p><strong><u>Libia:</u></strong>&nbsp;Si riunisce oggi il Parlamento per il piano del dopo naufragio delle elezioni.</p>



<p><strong><u>Yemen:</u></strong>&nbsp;Una guerra senza fine e dimenticata.</p>



<p><strong><u>Somalia:</u></strong>&nbsp;Un predicatore di una moschea di origine somala è stato ucciso nell’Ohio (USA)</p>



<p><strong>Le notizie</strong></p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>Le unità speciali delle forze democratiche siriane (FDS; curdi), supportate dagli statunitensi, hanno arrestato un capo&nbsp;dell&#8217;ISIS. Si chiama Mohammed AbdelAwwad&nbsp;e noto con il soprannome&nbsp;di Rasheed. Stava architettando un attacco in grande stile contro il carcere di Ghuweran&nbsp;nella provincia&nbsp;siriana nord orientale di Hasakah.</p>



<p>Secondo le confessioni&nbsp;dello stesso, l&#8217;attacco al carcere sarebbe avvenuto con un&#8217;autobomba guidata da un kamikaze, l&#8217;entrata di diversi attentatori&nbsp;suicidi con cinture esplosive e un camion carico di 165 Kalashnikov da distribuire&nbsp;ai prigionieri, per prendere possesso della struttura e compiere altri attacchi contro la guarnigione delle FDS.</p>



<p>Secondo quanto riportato&nbsp;dalla stampa curda siriana e irachena l&#8217;attacco contro il covo dell&#8217;Isis sarebbe avvenuto con un&#8217;operazione inconsueta: sono state usate due autobombe fatte esplodere contro l&#8217;abitazione del capo jihadista.</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Mobilitazione in Cisgiordania contro le aggressioni dei coloni diventate quotidiane con la protezione dell’esercito di occupazione. A Burqa, a Kusra ed in altre località del distretto di Nablus, i coloni hanno inscenato nel giorno di Natale attacchi ai villaggi e cittadine palestinesi con incendi e lanci di pietre. L’intento è quello di costringere gli abitanti a abbandonare le loro case e fuggire per lasciare posto all’espansionismo coloniale. Una politica sistematica di sostituzione etnica: nel 2021, l’esercito di occupazione ha ordinato la demolizione di 700 unità abitative nel distretto, mentre nelle colonie sono state costruite 3000 case. 145 organizzazioni palestinesi della società civile hanno lanciato un appello all’ONU, per garantire la protezione alla popolazione autoctona da questa politica razzista del governo israeliano.</p>



<p>Il governo Bennett ha approvato un piano per il raddoppio degli insediamenti ebraici nel Golan siriano occupato. I coloni passeranno entro il 2030 dagli attuali 50 mila a 100 mila.</p>



<p><strong>Migranti</strong></p>



<p>La guardia costiera ha riportato in Tunisia 44 migranti che si trovavano al largo delle coste di Ben Gardane, al confine con la Libia. Prevalentemente erano siriani e maliani e provenivano da un porto libico. La Tunisia sta assumendo sempre di più il ruolo di gendarme dei confini sud dell’Unione Europea. Secondo la stampa locale, alcuni migranti hanno informato gli operatori della mezzaluna rossa che il gommone che li trasportava non era in avaria al momento del suo blocco da parte della Marina tunisina. &nbsp;</p>



<p>È andata peggio per i migranti che tentavano di raggiungere le coste delle isole greche: 24 persone sono morte e 92 salvate. La guardia costiera greca ha compiuto negli ultimi 5 giorni ben tre salvataggi di imbarcazioni in avaria. La maggior parte dei migranti sono di nazionalità siriana e egiziana.<strong>Sudan</strong>&nbsp;Grandi manifestazioni sabato in Sudan per la democrazia e contro il potere politico dei militari. La polizia ha sparato lacrimogeni. La protesta respinge l’accordo tra il premier Hamdouk e il generale golpista Burhan, per la condivisione del potere nella fase transitoria fino alle elezioni politiche del 2023. Secondo il sindacato dei medici ci sono stati 178 feriti, tra i quali diversi gravi per i colpi di lacrimogeni lanciati ad altezza d’uomo e 8 colpiti da pallottole vere. Almeno 700 le persone che hanno ricevuto cure per soffocamento provocato dai gas. Per bloccare l’arrivo della folla ai centri di concentramento, la polizia ha chiuso i ponti sul Nilo, interrotto le comunicazioni telefoniche e internet. Il Comitato organizzatore ha denunciato che venerdì, il giorno prima della manifestazione, reparti della polizia avevano fatto irruzione nelle case dei coordinatori ed arrestato molti di loro per far fallire la catena organizzativa della mobilitazione. La crisi sudanese si è acuita in seguito al colpo di Stato del 25 ottobre, ordito dai generali contro la componente civile del governo. La manovra maldestra era arrivata pochi giorni prima della consegna del vertice del consiglio presidenziale ai civili, prevista dagli accordi del 2019 per la metà di novembre. L’isolamento internazionale e le mobilitazioni popolari hanno costretto i generali a fare un passo indietro, ma con l’accordo siglato col premier Hamdouk, hanno mantenuto nelle loro mani un forte potere sulle sorti del paese. &nbsp;&nbsp;<strong>Egitto</strong>Uno scandalo nello scandalo. Il giudice incaricato del processo contro l’imprenditore, Hassan Ratib e l’ex parlamentare, Alaa Hassanin, implicati nella banda dei tombaroli, ha rinunciato all’incarico per “<em>motivi di inopportunità</em>”. I due imputati insieme ad altri 23 sono accusati di aver organizzato una banda di tombaroli alla ricerca di reperti archeologici con vere e proprie missioni di scavi. L’inchiesta è partita lo scorso giugno ed ha riportato alla scoperta di tesori antichi importantissimi, trafugati e pronti per l’espatrio. Nella vicenda sembra implicato l’ex ambasciatore degli Emirati arabi Uniti al Cairo, che è stato richiamato dal suo paese lo scorso novembre. Secondo un ex diplomatico egiziano a Doha, avrebbe permesso l’espatrio dei reperti con la valigia diplomatica. Nell’inchiesta viene citato il nome di un’emira saudita interessata all’affare.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Libia</strong></p>



<p>Oggi si riunisce il Parlamento per decidere un piano per le elezioni. Non è ancora chiaro l’orientamento sul percorso da intraprendere: rinviare per un mese o due oppure addirittura per altri 6 mesi. Nel frattempo non sono chiare le sorti del governo Dbeiba, uno dei protagonisti del rinvio delle elezioni per la sua candidatura alle presidenziali mentre era a capo dell’esecutivo. Il suo governo è accusato di corruzione e di sussidi a pioggia per finanziare la campagna elettorale a spese dello Stato. Lo stesso premier ha annunciato nei giorni scorsi che il suo governo ha speso, in 6 mesi, 19 miliardi di dollari. L’ultimo scandalo riguarda l’importazione di vaccini anti covid. La Commissione di controllo finanziario sulle attività &nbsp;economiche ha denunciato anomalie nell’affidamento del bando e incongruenza con i prezzi internazionali. Il Ministero della Salute stava importando 2 milioni di dosi Sinovax ad un prezzo sette volte superiore a quello del mercato internazionale. La commessa è stata bloccata, ma è una goccia in un mare di corruzione dilagante.</p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>Il comando delle forze saudite in Yemen ha informato di aver colpito ieri e sabato la capitale Sanaa, per mettere fuori uso un campo di addestramento al lancio di droni. Gli Houthi invece sostengono che ad essere colpite sono state costruzioni civili. Nessuna delle due parti parla delle vittime. I militari sauditi e i ribelli Houthi continuano a minacciarsi a vicenda di allargare le operazioni belliche.</p>



<p><strong>Somalia</strong></p>



<p>L’associazione islamica USA CAIR ha annunciato un premio di 10 mila dollari a chi fornisse informazioni sugli assassini del predicatore somalo, Imam Mohamed Hassan Adam, trovato morto dopo tre giorni di sparizione. Il predicatore era a capo di una moschea di Columbus (Ohio), affiliata alla CAIR. Sabato è stato trovato in un&#8217;auto, ucciso con colpi di pistola. Chi lo ha assassinato? Al-Arabiyah sostiene che gli assassini si troverebbero nella stessa comunità islamica della moschea e dell&#8217;associazione CAIR che la gestisce. Il motivo? La collaborazione di Adam con un&#8217;inchiesta dell&#8217;FBI sui legami tra Cair e movimenti jihadisti.</p>



<p><strong>Approfondimento</strong></p>



<p><a href="https://www.anbamed.it/2021/12/27/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.anbamed.it/2021/12/27/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>GERUSALEMME. Sgomberi<br>più vicini, Sheikh Jarrah ritorna campo di battaglia</p>



<p>di&nbsp;<strong><em>Michele Giorgio</em></strong>&nbsp;</p>



<p><a href="https://pagineesteri.it/2021/12/18/primo-piano/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://pagineesteri.it/2021/12/18/primo-piano/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><em>Pagine Esteri, 18 dicembre 2021</em>&nbsp;–</p>



<p>Gli scontri a&nbsp;<strong>Sheikh Jarrah</strong>&nbsp;sono cominciati poco dopo la preghiera islamica del venerdì, davanti alla casa della&nbsp;<strong>famiglia palestinese Salem</strong>: 11 persone di tutte le età che il&nbsp;<strong>29 dicembre rischiano concretamente di rimanere senza un tetto</strong>&nbsp;sulla testa e di vedere la loro abitazione occupata dai coloni israeliani. Ieri per diversi minuti il quartiere palestinese è rimasto avvolto nel fumo delle granate stordenti lanciate in abbondanza dai poliziotti che, a colpi di manganello, hanno arrestato alcuni giovani palestinesi e ferito diversi altri – tra i quali un fotografo,&nbsp;<strong>Mahmoud Aliyan</strong>&nbsp;– riportando una calma precaria nella zona da mesi luogo delle proteste di palestinesi e di attivisti israeliani. I media locali riferivano in serata che sono rimasti leggermente feriti anche due agenti.</p>



<p>A novembre le famiglie a rischio avevano respinto un compromesso proposto dalla Corte suprema israeliana che avrebbe permesso loro di rimanere nelle case per altri 15 anni riconoscendo però ai coloni la proprietà delle abitazioni. Un punto che i palestinesi ritengono inaccettabile. I<strong>&nbsp;Salem, perciò, potrebbero diventare la prima delle sette famiglie a rischio immediato di espulsione dalle case di Sheikh Jarrah – dove vivono dal 1956 –</strong>&nbsp;sulla base di una sentenza di una corte israeliana che ha riconosciuto il diritto dei coloni di reclamare terreni appartenuti ad ebrei prima del 1948. Diritto che la legge israeliana invece nega ai palestinesi nel caso delle proprietà arabe a Gerusalemme confiscate dopo la fondazione dello Stato ebraico. La casa dei Salem è già stata recintata e i coloni si preparano ad occuparla.</p>



<p><strong>Il vicesindaco di Gerusalemme, Arye King</strong>, di recente è andato a Sheikh Jarrah assieme al colono che occuperà l’abitazione. «Stiamo facendo dei progressi incredibili ogni giorno. Qui costruiremo un parcheggio, avremo delle case, presto tutta l’area diventerà ebraica», ha detto ai giornalisti presenti. La tensione nel quartiere sta tornando alta come la scorsa primavera quando la minaccia di sgombero con la forza delle famiglie palestinesi&nbsp;<strong>innescò un nuovo scontro militare tra Israele e Hamas a Gaza.</strong>&nbsp;Lunedì, inoltre, i giudici dovrebbero incriminare la 14enne palestinese che una decina di giorni fa ha ferito una israeliana nei pressi di Sheikh Jarrah.&nbsp;<strong>La ragazzina fa parte della famiglia Hammad, una di quelle minacciate di espulsione,</strong>&nbsp;e nega qualsiasi coinvolgimento nell’accaduto.</p>



<p>Ieri centinaia di israeliani hanno preso parte ai funerali di&nbsp;<strong>Yehuda Dimentman, il colono dell’avampostoebraico di Homesh, in Cisgiordania, ucciso giovedì da spari esplosi da un’auto palestinese</strong>. Durante i funerali si sono uditi appelli alla «vendetta» di Dimentman che è stato inumato a Gerusalemme. Ma la vendetta è già scattata. Giovedì sera e ieri mattina, centinaia di coloni si sono riuniti sulle strade della Cisgiordania per lanciare sassi contro le automobili palestinesi. Hanno anche aggredito i contadini nei villaggi di&nbsp;<strong>Karyut e Burqa</strong>&nbsp;(Nablus). Di recente si è parlato parecchio della violenza dei coloni a danno dei civili palestinesi, aumentata del 150% in due anni, e della tensione che genera in Cisgiordania.&nbsp;<strong>Violenza che il premier israeliano Bennett considera «insignificante»</strong>&nbsp;mentre, sostiene, i coloni sarebbero le vere vittime, perché presi di mira dal «terrorismo palestinese».</p>



<p>Si avverte una forte tensione e l’esercito israeliano ha fatto affluire rinforzi in Cisgiordania. Ha quindi sequestrato le telecamere di sorveglianza nell’area vicino a quella dell’agguato e ha compiuto numerosi arresti e perquisizioni nelle case palestinesi. Si ritiene che l’attacco sia opera di militanti di Hamas, perché il movimento islamico ha subito applaudito all’azione armata.</p>
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		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2021 07:58:12 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>A cura di Farid Adly</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/afga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15650" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/afga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/afga-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></figure>



<p><strong>I titoli</strong></p>



<p><strong>Tunisia:</strong>&nbsp;100 dirigenti, deputati e ex minsitri abbandonano il partito islamista Ennahda, in polemica con la gestione del leader Ghannouchi.</p>



<p><strong>Sudan:</strong>&nbsp;Interrotte le esportazioni di petrolio da Port Sudan. L&#8217;oleodotto è stato occupato dagli autonomisti locali.</p>



<p><strong>Afghanistan:</strong>&nbsp;torna il macabro spettacolo dei cadaveri esposti in pubblico. Appesi ad una gru i corpi insanguinati di 3 rapitori trucidati dai taliban.</p>



<p><strong>Marocco:</strong>&nbsp;Consegnati dalla Turchia droni di combattimento Bayraktar.</p>



<p><strong>Siria:</strong>&nbsp;Truppe USA sfiorano la zona sotto il controllo dei governativi nella provincia orientale di Hasaka.</p>



<p><strong>Giordania:</strong>&nbsp;Inaugurata ad Amman la 20esima edizione della Fiera del Libro.</p>



<p><strong>Le notizie</strong></p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Una scissione all&#8217;interno del partito islamista Ennahda.</p>



<p>Oltre 100 dirigenti, deputati ed ex ministri hanno sbattuto la porta, accusando il leader Ghannouchi di aver fallito nell&#8217;esperienza governativa di 10 anni e di incapacità nella gestione della crisi con il presidente della Repubblica Qais Saied. Alcuni dei capi della rivolta contro Ghannouchi hanno espresso la loro volontà di fondare un nuovo partito.</p>



<p>Non si intravede una soluzione alla crisi istituzionale nel paese. Le attese della nomina di un nuovo governo, annunciato per ieri, sono rimaste deluse. In tutta la Tunisia si sono svolte manifestazioni pro e contro la decisione, di due mesi fa, di sospendere il Parlamento e mandare a casa il governo. Gli inviti del sindacato dei lavoratori ad una roadmap, per uscire indenni dalla crisi economica e sanitaria, sono stati ignorati dalla presidenza. 20 organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno denunciato il pericolo di una deriva dittatoriale.</p>



<p><strong>Sudan</strong></p>



<p>Gruppi di manifestanti tribali hanno bloccato l&#8217;esportazione di petrolio dal porto di Port Sudan, sul Mar Rosso. L&#8217;oleodotto trasporta greggio del Sud Sudan per essere esportato e il governo di Khartoum incassa i diritti di passaggio. Da una settimana il porto è occupato, ma il carico di petrolio non è stato bloccato. Due giorni fa è stato chiuso l&#8217;aeroporto e le principali arterie stradali che collegano la capitale all&#8217;est del paese. La protesta autonomista è considerata dall&#8217;ente petrolifero gravissima, perché minaccia le entrate economiche dello Stato e le forniture di carburanti alla capitale. Il presidente dell&#8217;ente ha chiesto l&#8217;intervento dell&#8217;esercito. Il premier Hamdouk accusa i manifestanti di collusione con il golpe militare, sventato pochi giorni fa, ma si è dichiarato disponibile ad aprire un tavolo di trattative per ascoltare le loro rivendicazioni.</p>



<p><strong>Afghanistan</strong></p>



<p>Cadaveri insanguinati appesi ad una gru. È questa la macabra scena che all&#8217;alba di ieri hanno visto i negozianti del centro di Herat. I tre morti, secondo un comunicato del governatore della provincia, erano i responsabili di un sequestro per fini di riscatto di un imprenditore e suo figlio. Sono stati inseguiti dai miliziani taliban e uccisi durante la sparatoria che ne è seguita. “La loro esposizione serve come deterrente contro i crimini”, ha sostenuto un portavoce del movimento fondamentalista, ignorando i dettami della sua stessa fede che vietano categoricamente l&#8217;esposizione dei corpi dei morti.</p>



<p>A Jalalabad, nell&#8217;est, due agenti delle forze di sicurezza sono rimasti uccisi e altri due feriti, in seguito all&#8217;esplosione di una bomba telecomandata nei pressi del commissariato di polizia. Alla deflagrazione è seguita una sparatoria, ma gli assalitori sono riusciti a far perdere le loro tracce. Nessuna rivendicazione, ma la zona è il principale covo dell&#8217;ISIS-Khorasan, il movimento estremista che considera i taliban traditori della causa per la firma dell&#8217;accordo con l&#8217;amministrazione Trump, nel febbraio 2020.</p>



<p><strong>Marocco</strong></p>



<p>L&#8217;aeronautica di Rabat ha ricevuto i primi droni di combattimento Bayraktar di fabbricazione turca. Lo scrive la stampa locale, citando il sito semiufficiale delle forze armate. Anche la società produttrice, Baykar, ha confermato l&#8217;avvenuta consegna. Lo scorso aprile, il Marocco ha ordinato l&#8217;acquisto di 13 caccia senza pilota per un valore di 75 milioni di dollari. Nel mese di giugno un gruppo di ufficiali marocchini hanno compiuto corsi di addestramento in Turchia per le manovre a distanza dei velivoli.</p>



<p>La corsa agli armamenti tra Marocco e Algeria è al suo apice a causa del contenzioso sui confini ereditati dal colonialismo e per la questione Saharawi. Algeri ha dichiarato, un mese fa, la rottura delle relazioni diplomatiche, ritirando l&#8217;ambasciatore a Rabat.</p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>Nella provincia orientale di Hasaka, un convoglio di carri armati statunitensi è entrato nella zona di controllo delle forze governative ed a poche decine di metri da un eliporto russo. È la prima volta che si arriva ad un contatto ravvicinato tra le truppe USA e quelle governative. La presenza dei marines statunitensi è considerata illegale dal governo di Damasco. Il loro intervento era avvenuto per la protezione della regione autonoma curda, ma poi di fronte alle mire espansionistiche del neo sultano Erdogan, gli USA si sono ritirati, limitando il loro spazio d&#8217;intervento ai campi di petrolio e gas.</p>



<p><strong>Giordania</strong></p>



<p>È stata inaugurata ad Amman, con molte iniziative culturali, la 20esima sessione della Fiera del Libro, che rimarrà aperta fino al 2 ottobre. Vi partecipano oltre 360 case editrici di 20 paesi arabi e internazionali. Lo slogan dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno è legato alla questione mediorientale: “Gerusalemme capitale della Palestina”. Uno stand tra i più frequentati è quello della libreria-casa editrice di Gaza “Mansour”, completamente distrutta dai bombardamenti israeliani dello scorso maggio.</p>



<p>Tra gli eventi di maggior interesse culturale vi sono quelli in ricordo dei poeti arabi recentemente scomparsi per la pandemia di Covid, l&#8217;racheno Saadi Yuossef e il palestinese Ezzeddin Manassira.</p>
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		<title>Anbamed: notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 07:47:40 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>a cura di Farid Adly</p>



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<p>I titoli</p>



<p><strong>Palestina Occupata:</strong>&nbsp;Oggi a Gerusalemme Est la marcia delle bandiere della destra nazionalista israeliana.</p>



<p><strong>Iraq:</strong>&nbsp;Analisi del DNA per 123 corpi ritrovati in una fossa comune di Daiesh (ISIS).</p>



<p><strong>Egitto:</strong>&nbsp;23 condanne definitive alla pena capitale per i dirigenti della Fratellanza Musulmana.</p>



<p><strong>Siria:</strong>&nbsp;Raids russi sulla regione desertica siriana contro i covi dei fuggiaschi jihadisti.</p>



<p><strong>Libia:</strong>&nbsp;Ad Ajelat, duri scontri tra milizie nell&#8217;ovest libico, vicino al confine con la Tunisia.</p>



<p>Le notizie</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Oggi, a Gerusalemme Est si svolgerà la marcia delle bandiere organizzata da movimenti di estrema destra nazionalista, per commemorare l&#8217;occupazione del giugno 1967. La manifestazione era stata vietata la scorsa settimana dalla polizia, ma l&#8217;ex governo Netanyahu l&#8217;aveva autorizzata fissandola per oggi, per mettere alla prova il nuovo governo guidato dal miliardario Bennett.</p>



<p>I movimenti palestinesi hanno fatto appello alla mobilitazione generale della popolazione di Gerusalemme per impedire il passaggio nei luoghi sacri della moschea di Al-Aqsa.</p>



<p><strong>Iraq</strong></p>



<p>Le autorità irachene hanno prelevato campioni da 123 resti umani della fossa comune scoperta nel 2020. Le vittime sono una parte dei 600 prigionieri trattenuti nel carcere di Daboush che i miliziani di Daiesh, nel giugno 2014, avevano condotto in una valle e sparato loro addosso, soltanto perché erano di confessione sciita. Quella di Daboush è stata la più terribile carneficina compiuta dai criminali jihadisti. Le analisi del DNA confrontate con quelle dei parenti dei prigionieri forniranno un&#8217;identità ai resti e permetteranno ai familiari di sapere la sorte delle vittime, considerate da 7 anni come disperse.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>La Cassazione ha confermato le condanne a morte per 12 ex dirigenti della Fratellanza Musulmana, accusati per gli scontri durante la carneficina del 3 agosto 2013, noti con il nome di Rabia Adaweia, quando le forze di polizia spararono contro i manifestanti. L&#8217;accusa rivolta loro è: “Resistenza a pubblico ufficiale e assassinio di agenti”. Altri 31 casi di condanna alla pena capitale nel processo di primo grado sono stati tramutati all&#8217;ergastolo. Tra i condannati a morte, vi è anche Issam Arian, già deceduto lo scorso anno in carcere.</p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>Caccia russi hanno ripreso i bombardamenti sulla regione desertica nel centro della Siria, dove risiedono i covi dei fuggiaschi di Daiesh. Nella giornata di ieri sono state registrate almeno 40 raids e secondo la stampa governativa ci sarebbero stati morti e feriti tra i miliziani. L&#8217;area colpita è quella ai confini tra tre province: Raqqa, Deir Azzour e Homs, dove le attività terroristiche del fu falso califfato sono state riprese recentemente con agguati a convogli militari e auto civili.</p>



<p><strong>Libia</strong></p>



<p>Sono ripresi gli scontri tra milizie a ovest di Tripoli per il controllo della strada costiera. La battaglia è tra formazioni armate di Zawia e di Ajelat, non lontano dal confine tunisino. Malgrado un comunicato del Consiglio di Presidenza che invita alla calma, le milizie di Zawia hanno inviato rinforzi per attaccare Ajelat. Gli scontri durano da giovedì e hanno causato la morte di 8 persone, tra i quali civili. Nei combattimenti è stata usata anche artiglieria pesante che ha terrorizzato la popolazione di Ajelat.</p>



<p><strong>Approfondimento</strong></p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="KRCK14jUGN"><a href="https://www.anbamed.it/2021/06/15/difendere-il-kurdistan-contro-loccupazione-turca/?utm_source=rss&utm_medium=rss">DIFENDERE il KURDISTAN Contro l&#8217;occupazione turca</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" title="&#8220;DIFENDERE il KURDISTAN Contro l&#8217;occupazione turca&#8221; &#8212; Anbamed" src="https://www.anbamed.it/2021/06/15/difendere-il-kurdistan-contro-loccupazione-turca/embed/#?secret=KRCK14jUGN&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="KRCK14jUGN" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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</div></figure>



<p><em><strong>DIFENDERE il KURDISTAN Contro l&#8217;occupazione turca</strong></em></p>



<p>Noi – circa 150 politici, difensori dei diritti umani, giornalisti, accademici, sindacalisti, parlamentari, attivisti politici, ecologisti e femministe di tutta Europa – abbiamo seguito da vicino i pericolosi sviluppi derivanti dagli attacchi della Turchia al Kurdistan meridionale (Iraq settentrionale) dal 23 aprile 2021. Di conseguenza, ci siamo riuniti oggi ad Erbil e abbiamo deciso che dobbiamo&nbsp;intervenire.</p>



<p>Quindi, è con una sola voce di chiarezza morale che vogliamo condannare inequivocabilmente l&#8217;occupazione in corso del Kurdistan meridionale da parte dell&#8217;esercito turco ed essere solidali con il popolo di quella regione e le forze della resistenza curda nella protezione della loro terra madre.</p>



<p>Ad aprile, lo stato turco ha avviato una nuova campagna militare ad ampio raggio nel Kurdistan meridionale nelle regioni di Metina, Zap e Avashin. In queste regioni proseguono pesanti battaglie, con le forze della guerriglia curda che resistono ferocemente a questa invasione illegale. Questi attacchi su larga scala prendono di mira non solo le forze della guerriglia curda, ma anche le conquiste del popolo curdo, con l&#8217;obiettivo di occupare il Kurdistan meridionale.</p>



<p>Ad oggi la risposta a questi attacchi a livello internazionale è purtroppo rimasta in sordina. Approfittando di questo silenzio, il regime turco ha messo in atto il suo piano per occupare tutto il Rojava (la regione del nord e dell&#8217;est della Siria) insieme al sud del Kurdistan.</p>



<p>Così facendo, la Turchia è determinata a ripulire etnicamente questa vasta area – lunga 1400 km – dalla Siria nordoccidentale al confine iracheno-iraniano. Allo stesso tempo, la Turchia sta conducendo una guerra con droni contro il campo profughi di Maxmur, una grave violazione del diritto internazionale.</p>



<p>Collegato a questa politica di pulizia etnica, l&#8217;esercito turco spera anche di spopolare la regione di Sinjar, terra degli yazidi, e quindi di ottenere ciò che l&#8217;ISIS non ha potuto ottenere. Dall&#8217;estate del 2012, i curdi del Rojava e della Siria nord-orientale, hanno lavorato fianco a fianco con le comunità locali di arabi, assiri, turcomanni e armeni dopo aver guidato assieme una rivoluzione che ha istituito un&#8217;amministrazione autonoma che è democratica e dà potere alle donne.</p>



<p>In risposta la Turchia ha usato militanti jihadisti per attaccare direttamente queste aree del Rojava, tra cui Afrin, Azaz, Jarablus, Sere Kaniye e Gire Spi (Tal Abyad), nella speranza di occupare e distruggere i risultati di questa amministrazione guidata dalle donne.</p>



<p>Durante queste occupazioni in atto, la Turchia ha progettato il cambiamento demografico, lo stupro sistematico e la riduzione in schiavitù delle donne, causando lo sfollamento di massa della grande parte della popolazione curda e di altre popolazioni civili, come parte della sua strategia per turchizzare e alla fine annettere queste terre.</p>



<p>E i problemi non sono solo all&#8217;estero. In effetti, l&#8217;ultimo esempio dell&#8217;incessante ostilità di Erdoğan nei confronti delle conquiste politiche e sociali curde deriva dall&#8217;interno della stessa Turchia e dal suo tentativo di chiudere il Partito&nbsp;democratico&nbsp;dei popoli&nbsp;(HDP).</p>



<p>Questo è l&#8217;ultimo passo di una campagna in atto da anni contro HDP – un&#8217;alleanza progressista di curdi, turchi e molti altri partiti, organizzazioni e individui democratici – che ha portato all&#8217;arresto di oltre diecimila membri di HDP.</p>



<p>Sfortunatamente, la regione del Kurdistan (KRG) e il governo iracheno hanno fatto poco per fermare il tentativo di occupazione della Turchia.</p>



<p>In particolare è stato deludente per noi vedere come i funzionari del Partito democratico del Kurdistan (KDP) abbiano persino cercato di legittimare l&#8217;occupazione turca. Qualunque sia la pressione economica di Ankara, il KDP non deve lasciarsi trasformare in un delegato turco, poiché le conseguenze di questa guerra possono essere gravi per tutto il Kurdistan e la regione.</p>



<p>Il mondo deve riconoscere che la Turchia sta tentando di compiere un genocidio contro il popolo curdo. Ed è solo il movimento di resistenza curdo che impedisce la piena occupazione del Kurdistan e l&#8217;annientamento dei diritti politici dei curdi. L&#8217;attuale resistenza armata a Zap, Avashin e Metina ha trasformato il Kurdistan in una roccaforte di audacia, non solo per i curdi, ma per tutte le persone nella più ampia regione minacciate dall&#8217;espansionismo neo-ottomano turco. A tal fine, il presidente turco Erdoğan non ha nascosto la sua ambizione di ripristinare la gloria perduta dell&#8217;Impero ottomano riconquistando il suo antico territorio.</p>



<p>Pertanto, parallelamente alle campagne militari turche contro i curdi in Siria, Turchia e Iraq, Erdoğan si è intromesso in varie aree di conflitto, tra cui Libia, Artsakh/Azerbaigian, Yemen, Niger, Nigeria, Ciad, Sudan, Somalia e Libano.</p>



<p>Collegate a ciò, ci sono le sue minacce contro molte nazioni, come Grecia, Cipro, Armenia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. Dobbiamo anche riconoscere che il regime di Erdoğan ha una lunga esperienza di finanziamento, armamento e sostegno allo Stato Islamico (ISIS) e a vari altri gruppi jihadisti violenti simili, usandoli ufficialmente e ufficiosamente come forze per procura per aumentare la portata dello Stato turco all&#8217;estero.</p>



<p>Durante il recente conflitto ad Artsakh che ha coinvolto Armenia, Azerbaigian e Turchia, Erdoğan ha inviato dalla Siria centinaia di combattenti jihadisti per procura per sostenere l&#8217;Azerbaigian e ha anche inviato questi combattenti in Libia per partecipare al lungo conflitto del paese. Attraverso queste azioni, la Turchia sta violando la sovranità di altri paesi e sta diffondendo il suo terrorismo mercenario in tutto il mondo.</p>



<p>Erdoğan è ben consapevole della posizione geopolitica unica della Turchia e la sfrutta a suo vantaggio. Sa che il suo esercito, il secondo più grande della NATO, è una forza formidabile e un baluardo per l'&#8221;Occidente&#8221;. Quindi, lo stato turco, sotto il suo governo, continua a sfidare apertamente e sistematicamente il diritto internazionale e a violare le convenzioni sui diritti umani.</p>



<p>La Turchia viola continuamente la sovranità di molti paesi. Nel frattempo, la NATO, le Nazioni Unite, l&#8217;Unione Europea e il Consiglio d&#8217;Europa rispondono tutti con un silenzio assordante.</p>



<p>Ma la comunità internazionale deve essere guidata dalla moralità, non dalla geo-strategia. E la loro incapacità di sfidare l&#8217;autoritarismo e i crimini di guerra di Erdoğan gli dà effettivamente il permesso di continuare la sua aggressione militare. A sua volta, li rende anche un cospiratore in parte responsabile nella sua continua distruzione.</p>



<p><em><strong>Proclamiamo quindi un&#8217;iniziativa internazionale DIFENDERE IL KURDISTAN contro l&#8217;occupazione turca!</strong></em></p>



<p>Al fine di ottenere un arresto immediato degli attacchi turchi al Kurdistan meridionale e il ritiro di tutte le truppe turche e dei mercenari islamisti, chiediamo quanto segue:</p>



<p>• Fermare l&#8217;occupazione turca, il cambiamento demografico, l&#8217;instabilità e la campagna di pulizia etnica nel Kurdistan meridionale.</p>



<p>·&nbsp;&nbsp;Fermare la distruzione e lo sfruttamento della natura del Kurdistan.</p>



<p>·&nbsp;&nbsp;Nessuna complicità delle potenze internazionali e regionali nel genocidio curdo.</p>



<p>·&nbsp;&nbsp;Sostegno di tutti i partiti, istituzioni e persone curde alla resistenza della guerriglia alla loro posizione unita contro l&#8217;occupazione turca.</p>



<p>·&nbsp;&nbsp;No al progetto espansionista neo-ottomano di Erdoğan in tutto il Medio Oriente e il Mediterraneo orientale.</p>
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		<title>Anbamed. Notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 07:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly I titoli Nucleare iraniano:&#160;Trattative serrate a Vienna. Oggi si incontrano le delegazioni di Mosca e Washington. Arabia Saudita:&#160;Riad apre alla ripresa delle relazioni diplomatiche con Teheran. Somalia:&#160;Un attentato contro&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>A cura di Farid Adly</p>



<p></p>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Nucleare iraniano:</strong>&nbsp;Trattative serrate a Vienna. Oggi si incontrano le delegazioni di Mosca e Washington.</p>



<p><strong>Arabia Saudita:</strong>&nbsp;Riad apre alla ripresa delle relazioni diplomatiche con Teheran.</p>



<p><strong>Somalia:</strong>&nbsp;Un attentato contro la struttura carceraria, 11 morti.</p>



<p><strong>Egitto:</strong>&nbsp;Si aggrava la crisi economica a causa del Covid19.</p>



<p>Le notizie</p>



<p><strong>Nucleare iraniano</strong></p>



<p>Si è concluso il terzo ciclo di incontri a Vienna sul nucleare iraniano. Le commissioni stanno ancora limando i punti controversi, ma nessuna delle parti ha espresso pareri conflittuali. Non c&#8217;è stato mai un contatto diretto tra le due delegazioni di Teheran e Washington, ma il dialogo indiretto è avvenuto. Oggi, la delegazioni russa e quella statunitense si incontreranno per mettere a punto la formula quasi definitiva di un accordo. Teheran chiede la cancellazione di tutte le sanzioni, ma Washington sostiene che alcune di esse riguardano i diritti umani e quindi non fanno parte dell&#8217;accordo del 2015.</p>



<p>L&#8217;Iran ha chiesto dieci per ottenere due, ma sembra che stia portando a casa molto di più di quanto sperava. Il terrorismo nucleare di Tel Aviv ha irrigidito le posizioni dell&#8217;ala conservatrice nel potere della Repubblica Islamica e l&#8217;arricchimento dell&#8217;Uranio fino al 60% ha messo in guardia dalla follia del braccio di ferro.</p>



<p><strong>Arabia Saudita</strong></p>



<p>Il principe erede al trono Mohammed Bin Salman ha dichiarato che il suo paese aspira a costruire relazioni di buon vicinato con l&#8217;Iran, “un paese del Golfo con il quale si potrebbe stabilire rapporti economici con il regno nell&#8217;interesse delle due parti”.</p>



<p>Le relazioni tra i due paesi sono interrotte da 6 anni, a causa di manifestazioni che alla fine hanno dato fuoco alla sede diplomatica dell&#8217;ambasciata saudita. Le affermazioni di Bin Salman avvengono dopo che nei giorni scorsi si è parlato di un incontro avvenuto a Baghdad tra due delegazioni, con la partecipazione dei rispettivi capi dei servizi di sicurezza. I media ufficiali di Riad hanno smentito, mentre quelli di Teheran hanno sminuito la portata politica dell&#8217;incontro. Questo riavvicinamento avrà ripercussioni positive sulla guerra in Yemen. Il ministro degli esteri iraniano Zarif ha compiuto una visita a Mascate, in Oman, dove si è incontrato con i capi del movimento Houthi per perorare la causa del cessate il fuoco.</p>



<p><strong>Somalia</strong></p>



<p>Un&#8217;autobomba è esplosa all&#8217;esterno dell&#8217;Ente per le carceri nella capitale Mogadiscio, provocando l&#8217;uccisione di 11 persone e il ferimento di altre decine. L&#8217;esplosione è avvenuta nella parte sud ovest della capitale, ma è stata sentita in tutta la città. Inoltre, c&#8217;è stata una sparatoria tra le guardie e un gruppo di assalitori. Obiettivo dell&#8217;attacco terroristico era quello di liberare alcuni detenuti in fase di trasferimento che si trovavano, al momento dell&#8217;attacco, in quell&#8217;edificio. Non c&#8217;è stata nessuna rivendicazione, ma l&#8217;impronta del terrorismo dei Shebab non è sfuggita alla maggior parte degli esperti.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>La crisi economica egiziana si aggrava per il secondo anno. Il bilancio generale dello Stato – secondo quanto affermato dal ministro delle finanze – ha subito nel 2020 un calo delle entrate di 370 miliardi di sterline egiziane (circa 24 miliardi di dollari) ed un aumento delle spesa pubblica per oltre 100 miliardi di Sterline egiziane, portando il deficit a circa 500 miliardi (= 32 miliardi di dollari). I motivi delle difficoltà, il calo del turismo e delle attività produttive a causa del Covid.</p>
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		<title>Sdegno dal mondo arabo per il comportamento inaccettabile e vergognoso nei confronti della von der Leyen</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 06:52:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Co-mai ,Amsi e Umem; mai più offese alle donne. Erdogan e Charles Michel chiedete scusa. Lanciamo il &#8220;Osservatorio #NoMaschilismo&#8221; contro le donne che non ha né colore né cultura e religione ma figlio dell&#8217;ignoranza personale. L&#8217;incidente&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Co-mai ,Amsi e Umem; mai più offese alle donne. Erdogan e Charles Michel chiedete scusa. Lanciamo il &#8220;Osservatorio #NoMaschilismo&#8221; contro le donne che non ha né colore né cultura e religione ma figlio dell&#8217;ignoranza personale.</p>



<p>L&#8217;incidente di protocollo, ribattezzato &#8220;sofagate&#8221;, durante la visita dei leader Ue in Turchia diventa un caso diplomatico. Martedì il presidente turco <strong>Erdogan </strong>ha prima lasciato in piedi poi fatto accomodare su un divano la presidente della Commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen</strong>, mentre lui e il presidente del Consiglio Ue, <strong>Charles Michel,</strong> prendevano posto su due poltrone con le rispettive bandiere alle spalle.</p>



<p>Per questa volta la Commissione “ha preferito dare priorità alle questioni di sostanza rispetto al protocollo”, ma assicura che “saranno presi contatti di tutte le parti coinvolte perché non si ripeta in futuro“. La visita di Ursula von der Leyen e Charles Michel ad Ankara, dove hanno incontrato il presidente Recep Tayyip Erdoğan al palazzo presidenziale, è diventato un caso diplomatico; il comportamento dell’organizzazione turca al palazzo presidenziale dove è avvenuto l’incontro, che ha fatto trovare solo due sedie, una per il capo di Stato e l’altra per il presidente del Consiglio Ue, lasciando la presidente della commissione europea in disparte, ha imbarazzato il mondo, lasciando “sorpresa” la Von der Leyen, come ha spiegato il portavoce di Palazzo Berlaymont.</p>



<p>&#8220;Abbiamo aspettato 24 ore per esprimere il nostro sdegno da una parte e la solidarietà alla <strong>von der Leyen</strong> dall&#8217;altra parte sperando che arrivassero le scuse di Erdogan e Charles Michel. Purtroppo nessuno dei due ha preso una posizione forte contro questo comportamento inaccettabile sia durante (Era doveroso da parte di Michel ribellarsi subito durante la visita e non giustificarsi nel rispetto del protocollo) che dopo l&#8217;accaduto che ha registrato una gravissima mancanza di rispetto verso le donne nel mondo. Chiediamo adesso che facciano le loro scuse pubbliche e non si ripeta più e purtroppo il maschilismo sta espandendo nel mondo contro le donne e non ha colore ,religioni e culture ma una ignoranza personale .Cosi Dichiara il Presidente <strong>Foad Aodi</strong> a nome della Comunità del mondo arabo in Italia<strong>(Co-mai) </strong>,l&#8217;associazione medici di origine straniera <strong>(AMSI)</strong> ,Unione medica euro mediterranea<strong> (UMEM)</strong> e il movimento internazionale transculturale interprofessionale <strong>Uniti per Unire che</strong> annuncia oltre il dipartimento contro la violenza sulle donne lanciamo il &#8220;Osservatorio <strong>#NoMaschilismo&#8221; </strong>contro le donne nel mondo del Movimento Uniti per Unire insieme alle associazioni e comunità aderenti  per ribadire il rispetto reciproco ,il rispetto dei diritti e doveri e nessuno può parlare o comportarsi in modo  scorretto a nome nostra offendendo le donne, le culture e le religioni.</p>
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		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 07:52:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>a cura di Farid Adly Negli approfondimenti pubblichiamo il comunicato dell’UIKI (Ufficio d&#8217;Informazione del Kurdistan in Italia), per la liberazione del leader curdo Abdullah Ocalan, da 22 anni in isolamento nel carcere dell&#8217;isola di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>a cura di Farid Adly</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="349" height="248" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_5969.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_5969.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 349w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_5969-300x213.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Negli approfondimenti pubblichiamo il comunicato dell’UIKI (Ufficio d&#8217;Informazione del Kurdistan in Italia), per la liberazione del leader curdo Abdullah Ocalan, da 22 anni in isolamento nel carcere dell&#8217;isola di Imrali, in Turchia.</p>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Yemen:</strong>&nbsp;Gli Houthi ammettono l&#8217;incendio avvenuto nel centro migranti di Sanaa: 44 morti e 193 feriti.</p>



<p><strong>Libano:</strong>&nbsp;Le proteste contro il carovita dilagano in un paese senza governo da 8 mesi.</p>



<p><strong>Libia-</strong>Tunisia: Visita del presidente Saied a Tripoli, primo capo di Stato in Libia dopo l&#8217;insediamento del nuovo governo.</p>



<p><strong>Palestina Occupata:</strong>&nbsp;25 giornalisti palestinesi detenuti in Israele per aver compiuto il loro dovere, quello di informare.</p>



<p>Le notizie</p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>Il canale tv Al-Maseera (Il Cammino) ha trasmesso le scuse del portavoce del movimento Houthi, Hossein Uzzi, per quello che ha definito un incidente nel quale sono morti 44 migranti e feriti altri 193. È la prima volta che l&#8217;incendio viene ammesso da parte dei ribelli che occupano la capitale Sanaa. Il rogo – secondo rapporti delle organizzazioni umanitarie presenti nella città – è avvenuto il 7 marzo in seguito alla caduta di obici su un serbatoio di carburante nel centro detenzione migranti. Quel giorno &#8211; raccontano alcuni superstiti &#8211; i migranti avevano fatto lo sciopero della fame e si erano rifiutati di tornare nelle camerate. Sono stati costretti al rientro con la forza delle armi e poi i guardiani hanno lanciato delle bombe incendiarie che hanno appiccato le fiamme in una vasta parte del centro, dove i migranti erano rinchiusi a chiave.</p>



<p><strong>Libano</strong></p>



<p>Un marzo caldo in Libano. Si sono rinnovate anche ieri le manifestazioni di protesta, in tutte le principali città libanesi, contro il carovita. A Beirut un gruppo di manifestanti ha tentato di occupare il ministero dell&#8217;economia, ma è stato bloccato dalla polizia. Il calo vertiginoso del cambio della lira ha causato un&#8217;inflazione senza precedenti. Secondo l&#8217;ente di statistica statale, rispetto al 31 dicembre 2020, l&#8217;inflazione è salita a 144%. Il paese è senza un governo in carica dall&#8217;agosto scorso.</p>



<p>Il presidente Aoun ha parlato in diretta TV ed ha annunciato l&#8217;imminente nascita del governo Hariri. Il quotidiano Al-Anouar ha scritto che entro tre giorni sarà formato il nuovo esecutivo.</p>



<p><strong>Tunisia-Libia</strong></p>



<p>Si è svolta ieri la visita ufficiale del presidente tunisino Qais Saied in Libia, dove si è incontrato con il capo del Consiglio presidenziale El-Menfi e il premier Dbeiba. Le relazioni economiche tra i due paesi hanno visto un calo a causa della situazione militare, malgrado che la Tunisia per i libici sia stata un canale di comunicazione con il mondo esterno. Saranno ripristinate le libertà di transito per passeggeri e merci e saranno firmati nuovi accordi commerciali. Per la Tunisia la frontiera libica è stata fonte di instabilità per il passaggio dei terroristi, i quali hanno compiuto attacchi contro le attività turistiche. Nello stesso tempo, i jihadisti tunisini sono stati il gruppo più numeroso operante in Libia: circa 3 mila miliziani.</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Il Comitato di sostegno ai giornalisti, un organismo giuridico internazionale con sede a Ginevra, ha pubblicato un rapporto sui detenuti palestinesi. L&#8217;occasione è la pronuncia della condanna al giornalista, Tamer Al-Barghouti a 10 mesi di carcere, arrestato lo scorso dicembre, mentre svolgeva il suo lavoro di informazione davanti al carcere israeliano di Ofer. Nelle prigioni israeliane sono reclusi 25 giornalisti palestinesi, arrestati tutti nel momento in cui svolgevano il loro lavoro. Nove sono stati processati e condannati, mentre 5 sono arrestati amministrativamente (senza intervento della magistratura) e altri 11 sono in stato di fermo senza accuse.</p>



<p>Approfondimento</p>



<p><strong>Aprite le porte di Imrali, adesso!</strong><br><br>Dichiarazione sulle voci sullo stato di salute di Öcalan<br><br>Oggi, il team legale di Öcalan, lo studio legale Asrin, ha pubblicato una lettera dedicata alle voci che ieri hanno iniziato a circolare diffusamente sullo stato di salute di Öcalan. Condividiamo le preoccupazioni degli avvocati. Così come la loro ragionevole e giusta richiesta per un immediato accesso ad Abullah Öcalan e ai loro tre assistiti nell’isola carceraria di Imrali. Gli avvocati sono stati bloccati nella consultazione con Abdullah Ocalan dal 7 agosto 2019, e dal 1999, Öcalan ha avuto solo una conversazione telefonica con un membro della famiglia, il 27 aprile 2020. Da allora gli avvocati non sono stati in grado in nessun modo di comunicare con i loro assistiti, sebbene sia un diritto costituzionale e legale dei loro assistiti consultare i loro avvocati.</p>



<p><br>In realtà Abdullah Öcalan, Ömer Hayri Konar, Hamili Yıldırım, e Veysi Aktaş nei fatti, sono stati completamente isolati per molto più tempo; il loro isolamento è stato rotto solo da uno sciopero della fame di Leyla Güven, che allora si trovava in carcere e che è stata di nuovo incarcerata, con altri detenuti e altre persone nel mondo che si sono unite. Adesso è in corso un altro sciopero della fame che è iniziato più di cento giorni fa.</p>



<p><br>Le politiche vendicative dello stato turco nei confronti di Öcalan e dei suoi compagni detenuti, rendono possibile che ogni voce sia vera; è impossibile verificare o non prendere in considerazione ogni affermazione sul suo stato di salute. Questo significa che ogni danno intenzionale nei suoi confronti passerà inosservato. Il silenzio delle organizzazioni e delle istituzioni internazionali è clamoroso. Il Consiglio d&#8217;Europa appare incapace di seguire le raccomandazioni fatte dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti (CPT). Il Consiglio dei Ministri sta fallendo nell’imporre l’esecuzione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani, e le Nazioni Unite guardano solamente a come la Turchia calpesta ripetutamente tutti gli accordi e convenzioni internazionali.<br><br>Noi non stiamo chiedendo che i detenuti sull&#8217;isola di Imrali ricevano un trattamento speciale; al contrario, stiamo chiedendo che il loro trattamento speciale finisca. Abbiamo richiamato l&#8217;attenzione su questi su questi temi in numerose occasioni. Il sistema dell’isolamento nel carcere dell&#8217;isola di Imrali è al di fuori dei confini del diritto nazionale ed internazionale, e in violazione degli accordi e delle convenzioni sui diritti umani. L&#8217;intero complesso del carcere di Imrali deve essere smantellato. Tutti coloro che sono coinvolti nel mantenere il totale isolamento nel carcere dell&#8217;isola di Imrali stanno agendo illegalmente e sono coinvolti nella violazione dei diritti umani in corso.</p>



<p><br>Il solo modo per porre fine alla speculazione sullo stato di salute di coloro che sono incarcerati, e che preclude che ogni possibilità che queste voci diventino realtà è di rendere il carcere di Imrali trasparente.</p>



<p><br>Noi chiediamo la fine immediata dell’isolamento. Aprire le porte del carcere di Imrali adesso!<br>Chiediamo ancora una volta a tutti di:</p>



<p><br>• esercitare pressioni sulle istituzioni internazionali di cui la Turchia è parte, vale a dire il Consiglio<br>d&#8217;Europa e le Nazioni Unite, così come tutte le altre istituzioni politiche e dei diritti umani.<br>• esercitare pressioni sui vostri rappresentanti locali per porre fine all&#8217;isolamento<br>• aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi: “Freedom for Abdullah Öcalan—Peace in Kurdistan” now.</p>



<p><br><strong>International Initiative “Freedom for Abdullah Öcalan–Peace in Kurdistan” Cologne, 15 March 2021<br>URL of this statement:&nbsp;</strong><a href="https://www.freeocalan.org/news/english/open-the-gates-of-imrali-now?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>https://www.freeocalan.org/news/english/open-the-gates-of-imrali-now?utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a></p>
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