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	<title>Argentina Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati. Venezuela&#8221;. Un bacio al cecchino</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 12:30:46 +0000</pubDate>
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<p><br></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p></p>



<p>Il Venezuela si trova in un momento cruciale: più di due anni fa, la leader dell&#8217;opposizione Maria Corina Machado aveva dichiarato che questa lotta era lunga e che non sarebbe stato facile, nonostante questo, il popolo ha creduto in lei, si è fidato al cento per cento e in pochissimo tempo la Machado è diventata non<br>solo una leader politica, bensì una leader spirituale, capace di muovere migliaia di persone. La maggior parte dei venezuelani, dentro e fuori la nazione, ha ascoltato il suo appello per la libertà e la democrazia, ha creduto e ancora crede che il paese possa liberarsi da questo incubo. Il popolo venezuelano ha lottato molto per raggiungere un obbiettivo, senz’altro il più importante degli ultimi 30 anni, che nel 2025 si realizzerà.<br>Giovedì 9 gennaio, il popolo venezuelano è sceso in piazza per ribadire il proprio pensiero, per dire a Nicolás Maduro e alla sua cerchia tirannica e assassina che devono andarsene, che nessuno gli crede più e che nessuno li vuole più.<br>Il presidente eletto González Urrutia ha inaugurato il 2025 facendo un tour in alcuni Paesi dell&#8217;America Latina. Arrivato a Buenos Aires, è stato accolto dal presidente Milei e da una grande comunità di venezuelani che hanno riempito la Plaza de Mayo, dove si trova la Casa Rosada, sede del governo argentino. Immagini incredibili e commoventi. Successivamente, si è recato negli Stati Uniti per incontrare il<br>presidente Biden e una delegazione del presidente eletto Trump, poi ha fatto tappa anche in Uruguay e a Panama, dove i governi di questi Paesi hanno ribadito il loro sostegno. Nel frattempo, il presidente colombiano Petro ha dichiarato che non avrebbe partecipato in qualità di ospite all&#8217;inaugurazione del 10 gennaio, in quanto le elezioni dello scorso anno non si sono svolte democraticamente. Un colpo per Maduro che ha sempre considerato Petro un amico e alleato nella regione.<br>Il narco regime è in agonia e il suo unico strumento è la violenza: armi puntate contro il popolo, gli attivisti, i politici dell&#8217;opposizione e le loro famiglie, sequestri e torture. Tre giorni fa, uomini incappucciati non identificati hanno rapito il genero del presidente. Si tratta di un&#8217;esacerbazione della violenza che i venezuelani conoscono bene, l&#8217;abbiamo già vista più di una volta in questi 25 anni di dittatura, ma ciò che è cambiato è l&#8217;elemento di “nervosismo” di questa violenza. Il 9 gennaio Caracas era militarizzata. Tuttavia, in diverse città del Paese dove la gente è scesa in piazza, la polizia non ha aggredito la folla, non l&#8217;ha repressa o maltrattata, il che indica che il sistema poliziesco e militare non appartiene più al cento per cento al regime, ma si sta gradualmente spostando dalla parte della democrazia e di ciò che è giusto. Non abbiamo ancora vinto la guerra, ma abbiamo vinto battaglie molto importanti. Il 9 gennaio Maria Corina Machado è uscita dalla clandestinità, è scesa in piazza e ha parlato alla folla, che ha risposto con forza, coraggio e determinazione. Cecchini e polizia, agli ordini del regime, circondavano le strade e la piazza dove Maria Corina stava parlando. Con un gesto che passerà alla Storia, Maria Corina ha alzato gli occhi al cielo, ha visto uno dei cecchini sul tetto di un edificio vicino e lo ha salutato con un bacio. Un gesto intelligente, sincero e non di sfida. Subito dopo è stata intercettata dalla polizia del regime mentre lasciava la manifestazione, è stata sequestrata, maltrattata e il conducente della moto che la stava portando via è stato ferito ad una gamba. È stata rilasciata poche ore dopo. Il conducente della moto è stato sequestrato e in questo momento è scomparso. Più di 24 ore dopo, María Corina ha spiegato la dinamica del sequestro express. Per questa ragione, Machado ha suggerito al presidente eletto di non entrare nel Paese, in quanto non c’erano e non ci sono le condizioni di sicurezza perché González Urrutia possa insediarsi come presidente. Così è stato. González Urrutia si trova attualmente nella Repubblica Dominicana.<br>Il piccolo barlume di speranza che avevamo riposto nel 10 gennaio si è spento, ma non siamo affatto sconfitti, non abbiamo perso la fede, né smettiamo di lavorare per la libertà. Tutte le conquiste ottenute negli ultimi anni grazie alla leadership di María Cristina e dei suoi alleati sono enormi e molto importanti.<br>Nicolás Maduro si è insediato come illegittimo presidente in una piccola stanza blindata di Miraflores, il Palazzo del Governo, circondato dai suoi fedeli criminali e alla presenza di soli due “presidenti”, criminali quanto lui: Daniel Ortega, presidente del Nicaragua, e Miguel Díaz Canel, presidente di Cuba. Nel frattempo, Il mondo democratico lo rifiuta apertamente e dichiara che il nuovo presidente è González Urrutia. Da quasi tutta America e da tutta Europa piovono critiche feroci a Maduro. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha pubblicato sui social: “Restituite il Venezuela al popolo. Maduro dovrebbe affrontare la giustizia, non prestare un giuramento illegittimo. La libertà deve prevalere. Il Venezuela è libero”. Anche le parole dell’Alto rappresentante Ue per Affari esteri e sicurezza Kaja Kallas sono state contundenti: “L’Unione Europea sostiene il popolo venezuelano nella difesa della democrazia: Maduro è privo di ogni legittimità democratica”. Il governo americano ha aumentato la taglia sulla testa di Maduro, adesso vale 25 milioni di dollari, quella di Diosdado Cabello, la mente diabolica di questo regime, vale anch&#8217;essa 25 milioni. È appena entrato in gioco anche il ministro della Difesa, Vladimir P. López, la cui testa ora vale 15 milioni. Tra circa 10 giorni Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca e Marco Rubio, il nuovo Segretario di Stato, vecchio nemico di Maduro e conosciuto per le sue posture estreme verso regimi latinoamericani come appunto, quello del Venezuela. Rubio metterà tra le sue priorità la regione latinoamericana. Sono innumerevoli le sue dichiarazioni contro Maduro e le sue proposte di legge al Senato americano per mettere il bastone tra le ruote e togliere ossigeno al regime. Sue sono le seguenti dichiarazioni: “Nell&#8217;interesse della sicurezza nazionale statunitense e della stabilità regionale, Maduro deve essere consegnato alla giustizia per i suoi crimini contro il popolo venezuelano”. (Lettera al procuratore generale degli Stati Uniti Merrick Garland che chiede l&#8217;arresto di Maduro nel giugno 2022). “Diosdado Cabello non è semplicemente un leader politico, è il moderno Pablo Escobar del Venezuela, un trafficante di droga”. (Commento durante un&#8217;audizione al Senato nel luglio 2017) La differenza adesso qual è: Marco Rubio sarà Segretario di Stato degli Stati Uniti di America.<br>Miraflores trema. Miraflores agonizza. Maduro ha perpetrato un colpo di Stato e la comunità internazionale lo sa. Continuiamo a lavorare internamente ed esternamente per raggiungere l&#8217;obiettivo #HastaElFinal.</p>
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		<title>“Art(e)Attualità”. Luce e Forza, una spiritualità contemporanea dell&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 08:05:49 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>“Luce e Forza. Arte e spiritualità nel nuovo millennio” è aperta al pubblico fino al 13 novembre al Museo d&#8217;Arte latinoamericana di Buenos Aires (MalBA); si tratta di una mostra dedicata all&#8217;omonimo sindacato dei lavoratori dell&#8217;energia elettrica che riunisce opere degli ultimi vent&#8217;anni attraverso le quali gli artisti esplorano il terreno della spiritualità contemporanea, quando l&#8217;arte è ormai da tempo indipendente dalle istituzioni religiose.</p>



<p>Già nel 1911,&nbsp;Wassily Kandinky&nbsp;opponeva “il canto rude del materialismo” alla “notte spirituale”: Lara Marmor&nbsp;, curatrice della mostra, ha scelto però di affrontarla da una prospettiva più vicina nel tempo e nello spazio a partire da una domanda ambigua e complessa che il suo testo curatoriale pone: “In che modo la sovrapposizione di credenze, pratiche e conoscenze spesso ancestrali che compongono quella cosa così sfuggente che potremmo chiamare spiritualità contemporanea ci incide e ci costituisce?” Marmor&nbsp;ha riunito un gruppo di artisti nati tra gli anni &#8217;70 e la fine degli anni &#8217;80, una generazione entrata in scena negli anni 2000, la cui infanzia “si svolge nel passaggio dalla dittatura al fervore della primavera alfonsinista.&nbsp;Figli della libertà, canticchiano “Part of the Religion” e ascoltano&nbsp;Babasónico&nbsp;(il cui nome deriva dall&#8217;aver mescolato, per caso, The&nbsp;<em>Jetsons</em>&nbsp;con il guru indù&nbsp;Sai Baba&nbsp;).&nbsp;In&nbsp;<em>Luz y Fuerza</em>&nbsp;convivono elettricità e bioenergetica, medicina allopatica e medicine complementari o alternative, tra gli altri “sintomi di fenomeni più profondi o semplicemente parte di una costellazione che ci circonda…, il tofu guadagna terreno sulla bistecca di chorizo, e lo yoga compete con la ginnastica localizzata.&nbsp;Nelle liste&nbsp;<em>dei best-seller</em>&nbsp;, i libri di autoaiuto condividono lo spazio con le enciclopedie dei funghi e le guide astrologiche più sofisticate”, afferma la Marmor.&nbsp;Agli antipodi, i discorsi scientifici offrono un panorama di poche e fatali certezze.</p>



<p>In questo contesto, le opere in mostra si aprono alla sperimentazione, rompendo “i binomi uomo/natura, razionalità/spiritualità, mente/corpo e, basandosi sull’umorismo, sull’ironia o sulla più profonda ricerca spirituale, si rendono conto che energia e forza trasformativa sono fondamentali in questi momenti di cambiamento”, dice.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17245" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Ai piedi delle scale si eleva l&#8217;alto soffitto della prima sala interrata del museo, che funge da introduzione.&nbsp;Sono appese sei sculture della serie&nbsp;<em>Ave Miseria</em>&nbsp;(2016) che&nbsp;Carlos Herrera&nbsp;realizza con piume, fieno, vestiti e tessuti vari combinati con oggetti personali e trovati.&nbsp;Si tratta di pezzi che l&#8217;artista ricompone ad ogni performance, che a volte fungono da cornice per le sue performance che rivelano un problema tra fede, corpo e sessualità.</p>



<p>Qui si confrontano con altre e molto diverse idee sulla fede, come la serie&nbsp;<em>Towards the Land I Will Show You</em>&nbsp;(2018), di&nbsp;Ana Vogelfang&nbsp;, un gruppo di ritratti dipinti su paia di scarpe e abbinati alla pelle.&nbsp;L&#8217;artista dice che, secondo la tradizione ebraica, se qualcuno sogna che un morto viene a prendergli le scarpe, significa che la morte presto prenderà il dormiente.&nbsp;&#8220;Ecco perché le scarpe dei morti non dovrebbero essere usate&#8221;, dice Vogelfang e sostiene anche che questi lavori parlano di come certi oggetti abbiano un&#8217;anima o assumano una vita propria.&nbsp;</p>



<p>Sulla parete di fondo,&nbsp;Belén Romero Gunset&nbsp;presenta i dipinti da lei realizzati “come piattaforma visiva per diffondere il Metodo S1, costruito sulla base di alcune idee provenienti da Baruch Spinoza&nbsp;”.&nbsp;Il metodo punta a conquistare la gioia e le indicazioni sono organizzate in base alla geometria e al colore, accompagnate da emoticon che possono essere intese come simboli pagani.</p>



<p>Nella stessa stanza, una scatola di pelle nera lascia un lato aperto per entrare e sedersi a leggere all&#8217;interno, dove due scaffali offrono libri sulle cui copertine sono scritti i titoli famosi della filosofia francese del XX secolo, coprendo una collezione di volumi di auto-aiuto. L’opera, <em>Heavy Mental: Apocryphal Library (remastered)</em> (2005-2023), mescola due universi presentati come opposti: “L’heavy metal è una sottocultura marginale, ma allo stesso tempo massiccia e popolare. Anche la filosofia ha questa dualità: da un lato è pensiero elevato; d&#8217;altra parte, un filosofo è qualcuno marginale all&#8217;interno della cultura occidentale. In entrambi i casi possiamo trovare segni di identità e di appartenenza”, afferma l&#8217;artista Gastón Pérsico .</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17246" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>In uno spazio angusto delimitato da pareti nere, viene proiettato&nbsp;<em>Diario</em>&nbsp;(2010) di&nbsp;Nicolás Mastracchio&nbsp;, che incanala gli alti e bassi emotivi della sua crisi personale in un momento in cui “aveva iniziato a studiare formalmente l&#8217;astrologia”. Nel video cerca aiuto o condivide questa esperienza personale con molto umorismo e crudezza, cercando empatia nel pubblico.&nbsp;Poco prima di passare al resto delle sale ci si imbatte in&nbsp;<em>Creatures</em>&nbsp;(2023) del duo&nbsp;Bernardo Zabalaga&nbsp;e&nbsp;Lucía Reissig, opera che può essere portata al guinzaglio per accompagnare il tour.&nbsp;“Sono una via di mezzo tra un animale domestico e un oggetto di attaccamento”, definisce Marmor, “un luogo dove stare e riposare.&nbsp;Sculture viventi con anima, chiamata a sperimentare il senso della famiglia, della convivenza e della reciproca educazione;&nbsp;essere accuditi e prendersi cura di sé attraverso uno scambio che trascende le dicotomie soggetto/oggetto, sé/altro”.</p>



<p>La ricerca della curatrice l&#8217;ha portata a studiare il progetto della villa giapponese e come in quella tradizione ha organizzato l&#8217;esposizione come la sequenza delle stanze, il rapporto tra gli spazi interni ed esterni, il colore della parete, che è un tono neutro, &#8220;non un bianco.” stridente né un grigio.”Dopo l’introduzione o preludio, la mostra si svolge in quattro sale consecutive con alcune finestre rivolte verso l’esterno e dove le opere non sono organizzate secondo una gerarchia, ma piuttosto attorno “a una tensione tra il vuoto di una parete mentre quello sullo sfondo, c&#8217;è un altro lavoro più eterogeneo;&nbsp;una cadenza in cui circoli e incontri situazioni diverse.</p>



<p>Nella prima sala si può osservare una serie di disegni che&nbsp;Eduardo Navarro&nbsp;ha realizzato basandosi sul suono del proprio cuore mentre passeggiava per New York, (<em>Body</em>&nbsp;2023).&nbsp;Riguardo a quest&#8217;opera l&#8217;artista ritiene che “ogni suono contiene un&#8217;immagine, il corpo è come un disco su cui è registrata un&#8217;informazione sonora che, anche se non la si sente, è lì, in attesa di riverberare e di liberarsi come un&#8217;eco interiore”. .” .&nbsp;Nel suo lavoro, Navarro è solita “investigare le modalità di comunicazione con i fenomeni naturali, esplorando il limite incerto che ci definisce come esseri umani”, riassume la curatrice.</p>



<p>Martín Legón&nbsp;presenta due spot pubblicitari originali della serie&nbsp;<em>Deeply Artificial Trees</em>&nbsp;(2016), in cui si osserva un intreccio tra l&#8217;industria farmaceutica e un riferimento all&#8217;arte come garanzia di benessere emotivo: l&#8217;Arte è o no una medicina, un farmaco (in senso greco) per l&#8217;anima e quindi anche per il corpo?</p>



<p>Bruno Dubner espone una serie di fotografie che registrano cognomi che si riferiscono all&#8217;ebraismo, esposte su targhe, vetrate e manifesti nei quartieri di Balvanera, Barrio Norte e Once a Buenos Aires. “Nel suo interesse per la qualità astratta dell&#8217;immagine, il linguaggio fotografico è attraversato da questioni di ordine spirituale”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17247" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Al centro della stanza attigua, due gambe di manichino si aprono dall&#8217;inguine per unire le piante dei piedi, in una postura tipica delle lezioni di yoga, che dà il nome all&#8217;opera Vadaconasana (2010), di&nbsp;<em>Diego</em>&nbsp;Bianchi&nbsp;.&nbsp;.&nbsp;La parte superiore del “corpo” non è più riconosciuta come umana.&nbsp;L&#8217;artista “è solito gestire diverse variabili di tensione: controllo e non controllo alternativamente;&nbsp;l&#8217;esercizio spirituale e individuale&#8230;, la rigidità materiale del corpo del manichino e la plasticità corporea che lo yoga esige;&nbsp;attraversare il dolore per accedere al benessere”, afferma Marmor.</p>



<p>Alle pareti è appeso un ritratto di&nbsp;Marisa Rubio&nbsp;nel ruolo di&nbsp;Helena Líndelen&nbsp;, oltre a una selezione dei suoi mandala del 2012. Líndelen si è dedicata a insegnare la tecnica per realizzare questi disegni, che sono anche un supporto materiale per la meditazione.&nbsp;L&#8217;insegnante ha partecipato ad uno degli esercizi del metodo esposto nella&nbsp;<em>Teoria del lavoro recitativo quotidiano&nbsp;per un performer</em>&nbsp;che propone un tipo di performance davanti ad un pubblico che non ha consapevolezza di esserlo.&nbsp;</p>



<p>In un angolo tra due pareti adiacenti della stessa stanza, Paula Castro mostra <em>Everything is fine, ok</em>(2018), che avrebbe potuto anche intitolarsi “Benvenuta angoscia e ansia” –dice l’artista–. Il lavoro proviene dalla serie <em>Black Marker Color Wheel</em> , che utilizza diversi tipi di pennarelli per creare la propria tavolozza di neri. Nonostante “l’ottimismo alla fine abbia trionfato”, commenta il curatore, “anche se questo non significa che siamo meno vicini a comprendere questa emozione, molte volte come fenomeno disciplinare o come imperativo”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17248" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Nello spazio adiacente, è possibile ammirare un grande dipinto di&nbsp;Nicolás Domínguez Nacif&nbsp;, realizzato tra il 2007 e il 2014, che è anche un&#8217;invocazione al sole della sua provincia natale, San Juan.&nbsp;Le opere di&nbsp;Ana Won&nbsp;,&nbsp;<em>The Brides</em>&nbsp;(2022) e&nbsp;<em>Pronuncia su nombre a la noche</em>&nbsp;(2023), sulla parete opposta, sono realizzate in stato di trance e “mescolano, come in un vortice, diverse materialità, linguaggi e tradizioni che cercano di evocare l’ignoto”, afferma la Marmor.</p>



<p>Nell&#8217;ultima delle sale della sequenza,&nbsp;Mariana Tellería&nbsp;espone otto opere&nbsp;<em>Untitled</em>&nbsp;(2012) della serie&nbsp;<em>God Believes in Me</em>&nbsp;, che descrive come collane pendenti.&nbsp;Riguardo a loro dichiara: “Tendo a realizzare operazioni geometriche proiettate su qualsiasi cosa, è un esercizio costante, a volte intuitivo e a volte di un razionalismo cartesiano in cui mi interessano più le battute che le verità”.</p>



<p>L&#8217;ultima delle pareti, variegata di opere, riunisce dipinti a grafite di Roberta Di Paolo e dipinti a collage di Daniel Leber che combinano iconografia e simboli di diverse tradizioni e, su un supporto basso, una serie di sculture di Laura Códega con bottiglie di liquore bevande. Tra questi <em>la Fontana dei desideri</em> (2012), un oggetto rituale riempito di vino e dal quale vengono chiesti desideri con la speranza che si avverino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17249" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Cile: 13/09/1973 – 13/09/2023</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Oct 2023 08:13:37 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="417" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci-300x156.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/ci-768x400.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption>Relatives of the Association of Executed Politicians takes part in a demonstration commemorating another anniversary of Chile&#8217;s 1973 military coup, in Santiago, Chile, Sunday, Sept. 9, 2018. The coup toppled Chilean President Salvador Allende and began the military dictatorship of Gen. Augusto Pinochet on Sept. 11, 1973. (AP Photo/Esteban Felix)</figcaption></figure>



<p><br>di Tini Codazzi </p>



<p></p>



<p>L&#8217;11 settembre è stato il Cinquantesimo anniversario del “Golpe de Estado” in Cile guidato dal generale Augusto Pinochet contro il governo democratico di Salvador Allende. È curioso e anche sorprendente che un evento così grave per la democrazia di un Paese sia avvenuto lo stesso giorno dell&#8217;attacco alle Torri Gemelle di New York, ma 28 anni prima.<br>Quel tragico giorno di settembre del &#8217;73 diede inizio a un incubo che portò alla scomparsa e all&#8217;assassinio di oltre 4.000 persone in 17 anni di dittatura, secondo gli ultimi dati dell&#8217;Istituto Nazionale dei Diritti Umani (INDH). Senza contare il numero di persone torturate, stuprate, prigioniere o comunque vittime del potere repressivo, in questo caso si arriva a cifre agghiaccianti: più di 40.000 persone e<br>migliaia e migliaia di esuli politici.<br>Lo scorso 11 settembre, migliaia di persone testimoni di quegli anni hanno sfilato per le strade di Santiago, uomini e donne, vestiti di nero e con candele in mano, hanno ricordato per l&#8217;ennesima volta la dolorosa perdita di figli e figlie, mariti, mogli, padri o madri, amici, vicini o semplicemente connazionali mai più rivisti.<br>Lo stadio di Santiago è stato il più grande centro di detenzione e tortura della dittatura di Pinochet; decine di ex prigionieri politici sono tornati lo scorso 11 settembre per commemorare il momento, per ricordare che questa ferita non è del tutto chiusa, per onorare la memoria di tutti i “desaparecidos” e di tutte le persone che sono state torturate e uccise lì. Ora questi spazi sono un Museo della Memoria Nazionale per non dimenticare, per dire “NUNCA +”.<br>Come dicevamo, gli esuli negli anni immediati all’inizio della dittatura, sono stati migliaia e migliaia, in tutto il mondo e soprattutto in America Latina, molti di loro, in preda alla disperazione, arrivarono in Venezuela, una terra gentile che ha sempre accolto gli esuli di tutto il mondo. Tanti artisti, poeti, scrittori, persone comuni che erano state torturate e che stavano scappando dalle tenebre. Tra tutti questi è arrivato Manuel, un bambino di soli 7 anni. Arrivò accompagnato dalle due sorelle maggiori, dalla madre e dal padre, che aveva lavorato a diretto contatto con l&#8217;ufficio del sindaco di Santiago, è che è scappato giusto in tempo. Loro, come tanti altri, ricostruirono le loro vite da zero e cercarono di sanare ferite profonde. Non ho mai chiesto loro se quelle ferite veramente siano mai guarite. Forse non lo farò mai.<br>Quante fotografie in bianco e nero ho visto che uscivano dai portafogli, parenti o amici scomparsi. Volti sorridenti, giovani e non solo. Abbiamo ascoltato storie terribili. Quante persone ho incontrato strada facendo in Venezuela che dicevano a capo chino di essere cilene, ma non per vergogna bensì per tristezza, una profonda tristezza e malinconia che ho continuato a percepire sempre, latente, quando sono stata in Cile ma anche in giro per il mondo, incontrandoli. Ancora oggi penso che questa tristezza<br>non sia mai stata superata.<br>Come tutti i regimi dittatoriali, come tutti i genocidi della nostra storia, quello del Cile, come quello dell&#8217;Argentina, ha segnato profondamente il subcontinente latinoamericano negli anni settanta e ottanta, unendo ancora di più i nostri popoli. Storie che non dimenticheremo mai, immagini che ricorderemo per sempre: i bombardamenti e la distruzione della Moneda, la morte di Salvador Allende, la immagine dello stadio, gli incendi nelle strade, i militari pronti a sparare, la gente spaventata, i carrarmati per strada, il<br>racconto dell’assassinio di Victor Jara, i morti, i volti dei “desaparecidos”.<br>Atrocità. Buio. Tragedia. Morte. Ferita profonda. Il colpo di Stato in Cile è stato un crimine e su questo non ci sono dubbi.</p>



<p><br>&#8220;A mi no me lo contaron, yo lo viví, tenía 23 años y supe lo que era la democracia en este país, y estoy<br>aquí para decirle a los jóvenes, sobre todo a los jóvenes, a los niños, que la democracia hay que<br>cuidarla&#8221;.</p>
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		<title>“LibriLiberi”. Doppio fondo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 14:36:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I desaparecidos insegnano ancora di Alessandra Montesanto Nel 2004, all&#8217;inizio dell&#8217;estate, viene trovato un corpo al largo di Turballe, un tranquillo villaggio di pescatori in Bretagna. Muriel è una giornalista del quotidiano locale e&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/doppio-fondo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="536" height="828" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/doppio-fondo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17176" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/doppio-fondo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/doppio-fondo-194x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 194w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></figure>



<p>I desaparecidos insegnano ancora</p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Nel 2004, all&#8217;inizio dell&#8217;estate, viene trovato un corpo al largo di Turballe, un tranquillo villaggio di pescatori in Bretagna. Muriel è una giornalista del quotidiano locale e inizia a prendere informazioni per coprire la notizia, notizia che la porterà molto lontano. Parallalelamente, infatti, in Argentina, si dipana la vicenda di una donna dai molti nomi: Marie, Soledad, Juana.</p>



<p>Muriel, affiancata da una signora anziana Genèviev, da un giovane uomo, Marcèl e via via da altri, tra cui il capo della Polizia del villaggio, con passione e tenacia, introduce anche il lettore nella ricerca dell&#8217;identità del cadavere emerso e nelle pieghe della Storia recente che ha visto in azione una delle dittature più brutali del &#8216;900: quella dei governi di destra in America latina.</p>



<p>Tutto questo viene raccontato nel romanzo-inchiesta intitolato “Doppio fondo” di Elsa Osorio, che in Argentina ha ottenuto per questo lavoro il Premio Nazionale di Letteratura, edito in Italia da Guanda.</p>



<p>Molti i sentimenti che nascono e crescono in chi legge, man mano che affiorano i dati, i nomi, le violenze (fisiche e psicologiche) perpetrate e subite da persone che, in quegli anni, per chi lottava su parti opposte della barricata; chi lottava per un Paese, l&#8217;Argentina, libro e democratico e chi, invece, per sete di Potere e di denaro. Siamo tra il 1976 e il 1978, ma la dittatura civile-militare argentina durò fino al 1983 e l&#8217;ombra lunga dell&#8217;orrore arriva fino a noi.</p>



<p>L&#8217;autrice, anche di sceneggiature cinematografiche, non insiste sui particolari più crudi riguardanti le torture nei confronti dei militanti dei gruppi oppositori (i Montoneros, in particolare), ma in un lungo racconto segue ogni indizio da una parte per capire chi sia la donna (perchè si tratta di una donna) ritrovata a Turballe e, dall&#8217;altra, per intrecciare la sua morte alla Guerra sporca argentina.</p>



<p>Tanti i nomi, verificati e verificabili perchè reali, tanti i luoghi: da Emilio Eduardo Massera a Licio Gelli, dall&#8217; ESMA (il famigerato centro di detenzione dei prigionieri) all&#8217;Eliseo, per non tralasciare il ruolo della Chiesa, molte le informazioni documentate che creano un climax ascendente e avvolgono la storia di misteri e indignazione.</p>



<p>Molti i nomi anche della scomparsa: Marie-Soledad-Juana e molte le sue identità: da combattente, a spia interna, ma sempre e soprattutto madre. Matìas è suo figlio, oggi giovane uomo, che a soli tre anni è stato imprigionato insieme a sua mamma, inconsapevole di ciò che i carnefici le avevavo; riescono a fuggire, ma le loro strade si dovranno separare.</p>



<p>Muriel e i suoi “colleghi” investigatori, grazie alla penna delicata e precisa allo stesso tempo della Osorio, e grazie anche alla struttura, quasi filmica, del testo complessivo &#8211; tra flashback, corripondenza, la voce dei personaggi a volte interna e altre esterna, un montaggio alternato che ci accompagna tra Presente e Passato &#8211; riesce a portare a termine la ricerca, squarciando il velo di omertà, di ipocrisia (che ha coinvolto anche molte cittadine e cittadini, non solo le istituzioni), di paura steso sugli ultimi cinquant&#8217;anni della Storia di una parte del nostro mondo, non solo con l&#8217;intento di portare a galla la Memoria, ma per lanciare un allarme, ancora del tutto attuale, sul pericolo che vengano aboliti i diritti umani, le libertà fondamentali per ciascuno di noi, se orientati al Bene comune.</p>



<p>Ma il romanzo non è solo questo &#8211; che è già tantissimo &#8211; è anche la narrazione di emozioni universali: la rabbia per l&#8217;abbandono, il perdono alla luce della cosapevolezza, il coraggio per la verità e la Giustizia. E poi l&#8217;Amore, forse quello più autentico: quello di una madre per un figlio e di un figlio per la propria genitrice. E questo fa di ogni desaparecido, un essere umano, non un numero, ma una persona in carne e ossa, uomo o donna che sia.</p>



<p>“<em>Del resto queste righe non pretendono di colmare un vuoto incolmabile ma solo di intessere una piccola rete di ricordi a cui spero aggiungerai i tuoi, per immaginarci in tutta quella vita che avrebbe potuto essere e non è stata”.</em></p>



<p>“<em>Juana non vuole che le ricordi quanto puzza la morte. Né quanto puzza la paura. L&#8217;odore della paura serpeggia per i muri, rende l&#8217;aria irrespirabile, è più forte della sporcizia, degli stracci macchiati, più forte di tutto”.</em></p>



<p>“<em>&#8230;Ero dovuta andar via per non vivere una situazione vergognosa, per darti una madre rispettabile”.</em></p>
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		<title>Una partigiana della Memoria: Vera Vigevani Jarach</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2023 09:25:56 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/vera-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/vera-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16848" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/vera-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/vera-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/vera-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/vera-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/vera-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p>Una donna piccola, di quasi novantacinque anni, gracile, seduta su una sedia a rotelle; ma che forza! Che occhi vispi! Che voce!</p>



<p>Sto parlando di Vera Vigevani Jarach, ebrea italiana fuggita nel 1939 alle leggi razziali fasciste e rifugiatasi con la famiglia in Argentina dove ora vive fin da quando era piccola, a Buenos Aires. </p>



<p>Il Destino, però, vuole che la sua esistenza sia colpita ancora una volta dalla parte più buia della Storia: quella dittatura militare che si abbatte sull&#8217;Argentina tra il 1976 e il 1983, a timbro del generale Jorge Rafael Videla e altri due comandanti delle Forze armate, dopo il rovesciamento di tutte le autorità costituzionali e con la sparizione di 30mila persone dissidenti, i <em>desaparecidos</em>. </p>



<p>Franca Jarach, figlia di Vera, è una di loro; scompare a 18 anni e, dopo una lunga lotta, la madre ha scoperto che anche la giovane ragazza fu torturata, sedata e il suo corpo gettato nell&#8217;oceano con uno dei numerosi voli della morte. </p>



<p>Mercoledì 8 febbraio, presso la Biblioteca Chiesa Rossa di Milano, ho avuto l&#8217;opportunità e il privilegio di ascoltare le parole di Vera, di parlarle, di accarezzarle le mani: è stata un&#8217;emozione forte perchè, da dieci anni mi occupo di diritti umani insieme al mio meraviglioso staff, e sentire una donna così combattiva, così dedita all&#8217;impegno per il bene comune, così determinata mi ha infuso energia nuova per continuare a educare ai diritti fondamentali, al rispetto reciproco, alla giustizia sociale, all&#8217;educazione civica e al rispetto della democrazia. Non mi sono sentita sola, anzi. </p>



<p>L&#8217;incontro è stato organizzato dall&#8217;Associazione 24 marzo Onlus, altre persone che credono nei principi della Verità e della Giustizia, come ha ricordato Vera Jarach, con fermezza; così come ha detto di essere preoccupata perchè vede il ritorno, in Italia, del fascismo ed è  prioritario, quindi, salvaguardare la nostra Costituzione; e poi la guerra vicina &#8211; così come i conflitti lontani &#8211; non devono essere sottovalutati, ma bisogna ritornare a lavorare per la pace, a partire da noi stessi. Eravamo in una biblioteca di un quartiere periferico di Milano e la Jarach ha chiesto di raccontarne la storia e poi, al pubblico,. &#8220;Cos&#8217;è per voi una biblioteca&#8221;? e io ho risposto &#8220;Per me è un tempio&#8221;: i suoi bellissimi occhi si sono illuminati&#8230;e io mi sono commossa. </p>



<p>Vorrei concludere con la notizia di una campagna a cui Associazione Per i Diritti umani aderisce molto volentieri: </p>



<p>AYUDANOS A ENCONTRARTE, Aiutaci a trovarti.</p>



<p>Campagna Argentina per il diritto alla identità.</p>



<p>#ArgentinaTeBusca, Argentina ti cerca</p>



<p>Tra il 1976 e il 1983 si instaurò in Argentina un governo militare che attuò un piano sistematico di appropriazione dei neonati, bambini e bambine che vennero separati dalle loro madri e dai loro padri scomparsi. Le loro identità furono cambiate e vennero dati in adozione, cancellando le loro radici familiari.</p>



<p>Per questo motivo, Vera Jarach e altre donne, hanno costituito il gruppo della Madres de Plaza De Majo: si incontrano ogni giovedì, davanti al municipio di Buenos Aires, camminando in cerchio e indossando il loro fazzoletto bianco con scritto &#8220;Nunca mas (Mai più) e il nome dei/delle loro nipoti scoparsi/se per ritrovarle. Possono essere ovunque nel mondo. </p>



<p>Oggi, lo Stato argentino si è preso la responsabilità di aiutare le madres nella ricerca e sono 130 le persone che hanno recuperato la propria identità., la propria storia, le proprie radici biologiche.</p>



<p>Ci rivolgiamo direttamente a tutte e a tutti:</p>



<p>Tu potresti essere una delle persone, figlia o figlio di un desaparecido. Se hai qualche dubbio sulla tua identità, sulla tua origine o hai informazioni utili a questa ricerca, contatta il seguente sito: www.cancilleria.gob.ar/encontrarte?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p>Sarà svolto tutto in forma confidenziale. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/aiuto-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/aiuto-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16849" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/aiuto-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/aiuto-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/aiuto-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/aiuto-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/aiuto-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;America latina. I diritti negati&#8221;. Impariamo dall&#8217;Argentina</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 08:12:31 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="800" height="456" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/los-ayudadores.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15169" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/los-ayudadores.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/los-ayudadores-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/los-ayudadores-768x438.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p>A proposito dell’8 marzo e del confinamento che non finisce mai, vorrei parlarvi di queste bellissime campagne create da <em>Iniciativa Spotlight Argentina</em>. È un’iniziativa in alleanza con l’Unione Europea e ONU per limitare ed eliminare (utopia) ogni forma di violenza di genere. Verso la fine dell’anno scorso, dopo aver toccato per mano il primo periodo di confinamento, <em>Spotlight Argentina</em> ha lanciato sui Social Network la campagna <em>#YoMeOcupo</em>: una serie di messaggi e video dedicati fondamentalmente agli uomini. I cosiddetti “Ayudadores”, mariti e compagni che fanno finta di aiutare nelle faccende di casa, che non prendono per mano la vita casalinga, non prendono l’iniziativa bensì aspettano la richiesta della donna o timidamente offrono il loro aiuto. Non bisogna aspettare, non bisogna essere fintamente timidi, dovrebbero agire subito e dividersi, insieme alle mogli e compagne, il lavoro di casa. Una situazione da combattere fortemente visto il peso mentale femminile che questa situazione comporta. È interessante l’ottica del video dedicato a questi finti “supereroi” in ciabatte e accappatoio, una visione comica e non tragica solitamente accade quando si tratta di violenza di genere. Lo potete vedere qui: <a href="https://youtu.be/N4IWoGT0txU?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">https://youtu.be/N4IWoGT0txU?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Un’altra strepitosa campagna, sempre di <em>Spotlight Argentina</em> è <em>#SinMochilas</em> (senza zaini), pensata per ragionare e sensibilizzare sull’uguaglianza tra bambini e bambine: dedicata ai genitori, responsabili di riempire di idee maschiliste e preconfezionate la testa dei loro bambini. Il modo in cui i genitori vorrebbero che loro pensassero e agissero. Frasi come “i maschi non piangono”, “il colore rosa è solo per le bambine” o “tua sorella sistema la tavola” sono sbagliate, sono maschiliste. La metafora di senza zaini è bellissima non ché azzeccatissima. Gli zaini rappresentano la loro vita, la loro testa, il loro bagaglio e la loro educazione sentimentale. I bambini ci aprono gli occhi, ci dicono che loro vorrebbero decidere cosa fare, con quali giocatoli giocare, che tipologia di film vedere o come vestirsi. Un maschio che vuole giocare con le pentole e le padelle o vuole una maglietta rosa non ha niente di male. Una bambina che usa gli anfibi, si veste di nero o che vuole giocare con le macchinine non ha niente di male. Non c’è niente che non vada in questi bambini, vorrebbero soltanto essere felici e poter decidere sulle cose del loro piccolo mondo. Da vedere assolutamente: <a href="https://youtu.be/6OVvOOZESZ8?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1">https://youtu.be/6OVvOOZESZ8?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="701" height="459" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/sin-mochilas-3.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15170" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/sin-mochilas-3.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 701w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/sin-mochilas-3-300x196.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></figure>



<p>Un’interessante campagna con messaggi chiari e concisi per promuovere la parità di genere nello sport è un altro punto forte di questa iniziativa. È fondamentale costruire protocolli e scrivere delle leggi che proteggano le donne sportive da violenza, mobbing e maltrattamenti di ogni genere ed entità: <em>#BuenasPrácticasEnElDeporte</em>. Leggi che sappiano guidare le donne, di ogni professione, nel compito più difficile del mondo: quello di gestire la professione e il lavoro e la vita privata e la famiglia. Una situazione che ancora nel 2021 è un problema non risolto. Guardando questa campagna sullo sport, ho subito pensato all’ultima notizia riguardante questo tema, quella apparsa sui media in queste scorse settimane, quella della ex-pallavolista Lara Lugli, che nel marzo 2019 aveva sciolto il contratto con la società sportiva dopo aver saputo di essere incinta. La società per la quale lei lavorava ha chiesto i danni in sede civile perché la giocatrice era rimasta incinta, aveva lasciato la squadra, e secondo la società c’era stato un calo nelle prestazioni della medesima squadra, proprio per l’uscita della Lugli. La donna lotta ancora per ricevere il suo stipendio per il mese di febbraio 2019. Una storia che ha dell’incredibile se poi scopriamo che questo bambino non è mai nato perché la giocatrice ha avuto un aborto spontaneo.</p>



<p>Siamo davanti a situazioni che non dovrebbero diventare delle notizie, non dovrebbero nemmeno succedere, né esistere. Non dovrebbe esserci una Festa della Donna dove si ricorda che dev’essere rispettata psicologicamente e fisicamente, in ambito lavorativo e/o privato. Non dovrebbero esistere tutte queste campagne per sensibilizzare sui diritti delle donne o per lottare contro il maschilismo. Mi chiedo: esiste la Festa dell’Uomo? Inteso come maschio? Esistono le campagne per contrastare il maltrattamento agli uomini? (intesi come maschi?). Ne abbiamo parlato tanto e ne parleremo ancora. È una situazione molto complessa che non si risolve con le parole e con resoconti annuali, ma con fatti concreti e soprattutto con un&#8217;educazione corretta e sensibile a questo tema fin dai primi mesi di vita, da parte della famiglia, della scuola e anche dello Stato. Ma sappiamo che il mondo è costantemente sotto sopra, è a rovescio di come dovrebbe essere…</p>
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		<title>L&#8217;aborto è finalmente legale, sicuro e gratuito in Argentina</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 10:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Julia Martín Arévalo Il disegno di legge è passato al Senato questa mattina con 38 voti a favore, 29 contrari e un&#8217;astensione Foto: Europa Press Oggi, 30 dicembre, a un giorno di distanza dall&#8217;addio&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Julia Martín Arévalo</p>



<p><strong>Il disegno di legge è passato al Senato questa mattina con 38 voti a favore, 29 contrari e un&#8217;astensione</strong></p>



<p>Foto: Europa Press</p>



<p>Oggi, 30 dicembre, a un giorno di distanza dall&#8217;addio al peggiore anno della nostra storia recente, possiamo finalmente festeggiare che anche il 2020 passerà alla storia per qualcosa di positivo: l&#8217;Argentina ha legalizzato l&#8217;aborto.</p>



<p>La moltitudine di persone riunite in Piazza del Congresso è esplosa di gioia nelle prime ore del mattino di questo martedì quando hanno scoperto il risultato del Senato. Tra applausi e abbracci hanno salutato la legge del 1921 che fino ad oggi considerava l&#8217;aborto un reato, salvo in caso di stupro o di rischio per la vita della madre.</p>



<p>La norma, già approvata dalla Camera dei Rappresentanti lo scorso 11 dicembre, rappresenta un cambiamento importante rispetto alla precedente: l&#8217;interruzione di gravidanza sarà garantita fino alla 14a settimana di gestazione anche se il medico si dichiara obiettore di coscienza; e potrà essere effettuata in modo legale, sicuro e gratuito. Inoltre, stabilisce un limite di tempo di 10 giorni tra la richiesta della donna e la procedura da eseguire, per evitare manovre da parte dei medici che potrebbero ritardare l&#8217;aborto fino alla sua esecuzione.</p>



<p>La chiave del successo di questa legge, già tentata di essere approvata nel 2018 e fallita al Senato, è stato il sostegno del presidente Alberto Fernández che sostiene che &#8220;la criminalizzazione dell&#8217;aborto non è servita a nulla, ha permesso che l&#8217;aborto avvenisse clandestinamente solo in numeri preoccupanti&#8221;. Secondo i dati del Ministero della Salute argentino, si stima che ogni anno vengano praticati circa 400.000 aborti clandestini, molti dei quali si complicano fino a causare, in alcuni casi, la morte della madre. La necessità di porre fine a queste cifre è stato uno degli argomenti più forti a favore del dibattito per la legalizzazione dell&#8217;aborto.</p>



<p>Altrettanto fondamentale è stata la pressione legislativa e mediatica della marea verde di sostegno alla depenalizzazione dell&#8217;aborto. Per il movimento femminista argentino, noto per essere uno dei più pionieri e veterani del continente, quello di oggi è stato un trionfo storico, frutto di anni di lotta.</p>



<p>Questa notizia, in un Paese così rilevante come l&#8217;Argentina, costituisce un importante precedente per il continente latino-americano, dove finora l&#8217;aborto era legale solo in Uruguay, Cuba, Guyana, Guyana Francese, Porto Rico e parte del Messico.</p>
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		<title>Argentina, un passo avanti verso la legalizzazione dell&#8217;aborto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 07:54:46 +0000</pubDate>
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<p>La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge questo venerdì e ora passerà al Senato, che avrà l&#8217;ultima parola.</p>



<p>di Julia Martín Arévalo</p>



<p></p>



<p>131 voti a favore, 117 contrari e 6 astensioni: La marea verde è esplosa di gioia nel momento in cui si è saputo l&#8217;esito del voto della Camera dei Deputati dopo un’attesa di 20 ore dovuta al lungo dibattito svoltosi al Congresso; ora sarà la volta del Senato, che avrà l&#8217;ultima parola nell&#8217;approvazione finale del testo per la legalizzazione dell&#8217;aborto.</p>



<p>Due anni fa, la Camera dei rappresentanti aveva già approvato un testo simile, ma era stato poi respinto dal Senato. Infatti, si prevedono difficoltà anche questa volta all’interno della Camera Alta, anche se l&#8217;iniziativa in questo caso è guidata dal Governo ed ha il sostegno del Presidente Alberto Fernández.</p>



<p>La novità legislativa rappresenta un cambiamento importante rispetto a quella attuale che permette l&#8217;aborto solo in caso di stupro o di pericolo per la vita della madre ed inoltre permette l&#8217;obiezione di coscienza ai medici. Questo nuovo testo permetterà l&#8217;aborto fino alla 14a settimana di gestazione. Dalla quattordicesima settimana di gestazione in poi non sarà più possibile abortire, eccezion fatta per i casi già concepiti dalla precedente normativa (pericolo di vita per la madre e per casi di stupro).</p>



<p>Secondo le statistiche del governo, si stima che ogni anno circa 40.000 donne in Argentina sono ricoverate in ospedale per complicazioni dovuti ad aborti clandestini, e più di 3.000 di esse sono decedute dal 1983 (data in cui l’Argentina è tornata alla democrazia) ad oggi. La nuova legge mira a porre fine a tutto questo, consentendo l&#8217;aborto legale, sicuro e gratuito.</p>



<p>Non c&#8217;è ancora una data per il voto al Senato, ma si ritiene che possa avvenire prima della fine dell&#8217;anno. Se la legge venisse accettata, l&#8217;Argentina si aggiungerebbe alla breve lista dei Paesi che oggi consentono l&#8217;aborto legale in America Latina (Uruguay, Cuba, Guyana e Guyana francese) e costituirebbe un importante precedente nella lotta per il diritto di scelta delle donne latinoamericane.</p>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. MADRES: dall&#8217;Argentina al Messico</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2018 08:45:20 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/madres.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10189" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/madres.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="424" height="350" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/madres.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 424w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/madres-300x248.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giornate intense con incontri importanti a Milano sull’America latina, in particolare sul Messico e sull’Argentina.</p>
<p>Nessuno di questi due paesi sembra migliorare dal punto di vista politico e sociale, anzi, Macri da una parte e Pena Nieto dall’altra non fanno che propagare ingiustizie e repressione.</p>
<p>Nulla di nuovo per due personaggi del genere.</p>
<p>In Italia se ne parla troppo poco, sembrerebbero due paesi lontanissimi e invece abbiamo così tanto in comune. Argentina soprattutto.</p>
<p>Il Latinoamerica visse nel terrore per anni. Dittature militari, governi corrotti.</p>
<p>Così fin dagli anni 70 ( e anche prima) sono nati dei gruppi di madri in cerca dei loro figli e figlie: le “desaparecidos”</p>
<p>La scorsa settimana l’Università statale di Milano ha inaugurato il proprio anno accademico conferendo la Laurea honoris causa a tre eccezionali donne.</p>
<p>Yolanda Moran Isais coordinatrice delle FUNDEM ( Fuerzas Unidas por Nuestros Desaparecidos en Mexico) che da anni si occupa delle persone vittime di sparizione forzata come suo figlio.</p>
<p>Estela Barnes de Carlotto presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo.</p>
<p>Vera Vigevani Jarach, nata in Italia scappata dalla guerra. Madre di una desaparecida in Argentina, rappresentante delle Madres de Plaza de Mayo.</p>
<p>Di questi tempi è fondamentale ricordare molto bene le cose che sono successe anche in altri continenti per far in tutti i modi possibili che ciò non accada da queste parti.</p>
<p>Non stiamo riuscendo, purtroppo.</p>
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		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. 2017: un breve riassunto delle notizie principali</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2018 07:49:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">di Mayra Landaverde</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">Messico</span></strong></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10037" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="635" height="357" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 635w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Nel 2017  il Messico è stato nominato come il secondo paese più pericoloso al mondo per i giornalisti. Con 11 giornalisti uccisi , tutti senza una seria investigazione al riguardo. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il terremoto di settembre lasciò centinaia di morti e migliaia di sfollati.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Le regioni più povere sono ancora in crisi e se non fosse per la società civile, che ha visto nascere immediatamente dei gruppi di aiuto, quelle famiglie sarebbero ancora senza niente. Qui trovate l’articolo che scrissi al riguardo: </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.peridirittiumani.com/2017/10/19/america-latina-diritti-negati-affinche-la-solidarieta-diventi-unabitudine/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #0000ff; font-size: large;">https://www.peridirittiumani.com/2017/10/19/america-latina-diritti-negati-affinche-la-solidarieta-diventi-unabitudine/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></u></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Argentina</strong> </span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10038" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="709" height="698" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 709w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/2-300x295.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Il ritrovamento del corpo di Santiago Maldonado. Trovato dopo mesi (era scomparso ad agosto 2017) in una situazione dubbia e piena di contraddizioni che sicuramente non lascia tranquilli né la famiglia né i compagni di lotta che da subito si sono dati da fare per esigere giustizia.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Le condanne all&#8217; ergastolo di Alfredo Astiz e Jorge Acosta, militari, autori dei “ voli della morte”. Drogavano e caricavano i giovani negli aerei per buttarli in mare. Dopo 40 anni sono stati condannati anche </span><span style="font-size: large;">Mario Daniel Arru, Alejandro Domingo D&#8217;Agostino, Francisco Armando Di Paola y Gonzalo Torres de Tolosa</span><span style="font-size: large;"> .</span></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">Honduras</span></strong></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10039" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="744" height="417" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 744w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/3-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 744px) 100vw, 744px" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Le proteste continuano ancora oggi.  Migliaia di persone sono uscite per le strade dell’Honduras per far sentire forte la loro voce. Protestano contro la rielezione del presidente Juan Orlando Hernandez, oppositore di Nasralla.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">Cile</span></strong></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10040" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="319" height="158" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 319w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/4-300x149.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Il 2017 lascia anche in Cile un altro rappresentante della destra: </span><span style="font-size: large;">Sebastián Piñera che vinse le elezioni con 860,000 nuovi voti. Bisogna dire che in Cile l’astensione al voto è al di sopra del 50% della popolazione, contrariamente a quanto si aspettava in un paese che si lascia guidare dalla sinistra.  Per i prossimi tempi, invece, avranno un governo di destra.</span></p>
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