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	<title>arteterapia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Silvia e i suoi &#8220;Lacerti d&#8217;anima&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 10:22:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Ringraziamo di cuore Silvia Lisena per questa intervista. Silvia Lisena è molte cose. La quarta di copertina di “Lacerti d&#8217;anima” che riporta la sua biografia colpisce. Insegnante presso la scuola media&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="480" height="597" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16908" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena-241x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 241w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></figure>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Ringraziamo di cuore Silvia Lisena per questa intervista. </p>



<p></p>



<p></p>



<p>Silvia Lisena è molte cose. La quarta di copertina di “Lacerti d&#8217;anima” che riporta la sua biografia colpisce. Insegnante presso la scuola media di Cornaredo, consigliere comunale, componente del Gruppo Donne della UILDM e ovviamente scrittrice.</p>



<p>Il suo “Lacerti d&#8217;anima” ha ricevuto una menzione d&#8217;onore al Premio Culturale Internazionale Unicamilano 2020 e una segnalazione di merito al Premio Letterario Samnium 2020.</p>



<p>Oggi ce ne parla attraverso questa intervista:</p>



<p><strong>La corporeità sembra essere uno dei fili conduttori di questa raccolta, sin dal titolo “Lacerti d&#8217;anima”, vuoi dirci di più&#8230;</strong></p>



<p>La scelta di questa parola è data dalla possibilità di ritrovare suoni dolci e duri nello stesso tempo, ci sono infatti lettere come la “c” ma anche la “r” e la “t”. Quest&#8217;unione di suoni differenti trova un parallelo con la realtà della vita e nel rapporto che abbiamo col nostro corpo.</p>



<p><strong>Ritroviamo spesso la parola fragilità nelle tue poesie&#8230;cosa significa per te? Ti senti fragile o ti sei sentita fragile?</strong></p>



<p>Io intendo la fragilità come caratteristica che ci accomuna, non come una marca di diversità. Un elemento che permette il confronto. L&#8217;esperienza della pandemia ha tirato fuori proprio le fragilità nascoste di ognuno di noi. Se ci riflettiamo bene questa caratteristica non è sempre sintomo di debolezza, siamo noi che abbiamo interiorizzato la dicotomia forte/debole.</p>



<p><strong>Quanto c&#8217;è di autobiografico in “Lacerti d&#8217;anima”?</strong></p>



<p>Quasi tutte le poesie sono autobiografiche eccetto “Tradimento” che ,in realtà, nasce semplicemente da una riflessione sull&#8217;argomento. Non l&#8217;ho mai sperimentato nel rapporto di coppia.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="500" height="778" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16909" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima--193x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 193w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>



<p><strong>Quando hai iniziato a scrivere e perchè?</strong></p>



<p>Il 2014 non è solo l&#8217;anno in cui ho iniziato a scrivere in versi, ma rappresenta un momento di svolta.</p>



<p>Sono stata, infatti, ricoverata in terapia intensiva per una polmonite batterica. In questi momenti critici, ho fatto un bilancio della mia vita e ne sono scaturite, conseguentemente, una serie di riflessioni su quanto sia importante vivere la propria vita appieno, cogliendo le opportunità che ci si presentano.</p>



<p>Nel Giugno dello stesso anno, ho anche organizzato un evento dal titolo “Arte sbarrierata”, nato con l&#8217;intento dell&#8217;incontro e del dibattito sull&#8217;arte in tutte le sue forme, dalla scrittura alla danza e infine al teatro. Mi piacerebbe riproporlo prima o poi&#8230;</p>



<p>L&#8217;autoconsapevolezza e la militanza per vedere riconosciuti diritti fondamentali è arrivata, invece, ad Ottobre, grazie all&#8217;incontro con il Gruppo Donne della UILDM.</p>



<p><strong>Nella raccolta nomini una certa Ida&#8230; ti va di dirci di più..</strong></p>



<p>Ida è una signora anziana che ho conosciuto all&#8217;Alzehimer Cafè, un&#8217;iniziativa svoltasi presso il Centro Anziani di Cornaredo. Due sabati al mese circa, si è creata l&#8217;opportunità di far incontrare gli anziani non più autosufficienti o soli con esperti e non. Questo si è realizzato attraverso varie attività, tra cui uno storytelling creativo che ha prodotto anche un libricino.</p>



<p>Sono rimasta colpita proprio da Ida per via della sua storia misteriosa, ma anche per il legame che siamo riuscite a creare in poco tempo. Quest&#8217;esperienza mi ha fatto riflettere sull&#8217;amore incondizionato, senza pretese e che non chiede nulla in cambio.</p>



<p><strong>Pensi che pubblicherai ancora poesie?</strong></p>



<p>Prediligo la prosa. Al momento, comunque, collaboro alla realizzazione di alcune antologie e sto scrivendo un romanzo.</p>
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		<title>Progetto PIA: portare l&#8217;Arteterapia in America latina</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 07:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde L’arte terapia non è ancora molto comune nel continente americano e, anche se la sua affermazione è in crescita, c&#8217;è ancora un lungo cammino da percorrere. Molto spesso le emozioni e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/07/21/progetto-pia-portare-larteterapia-in-america-latina/">Progetto PIA: portare l&#8217;Arteterapia in America latina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="225" height="225" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/download.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12793" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/download.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/download-150x150.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/download-160x160.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure></div>



<p>di Mayra Landaverde</p>



<p>L’arte terapia non è ancora molto comune nel continente americano e, anche se la sua affermazione è in crescita, c&#8217;è ancora un lungo cammino da percorrere. Molto spesso le emozioni e la cura dell’anima delle persone viene messa da parte.  L&#8217; America Latina è un continente difficile, la gente è troppo impegnata a sopravvivere. Ho trovato due ragazzi che percorrendo i paesi del Sud America portano con i loro laboratori una parte importantissima spesso dimenticata : l&#8217;Arte.</p>



<p><strong>Matias Garber</strong> arteterapeuta,
laureato dalla prima Scuola Argentina  de Arteterapia , istruttore di
yoga vinyasa. Ha studiato Sociologia all&#8217;università di Buenos Aires.</p>



<p><strong>Julia Garcia</strong> ha studiato 
Educazione dell&#8217;arte presso l&#8217;Instituto Vocacional de Arte. Ha
studiato disegno all&#8217;università di Buenos Aires. È graphic designer
e istruttrice di yoga vinyasa. 
</p>



<p>“<strong>PIA</strong> nasce  dal nostro
movimento, dai nostri viaggi nel sud America, dagli incontri con la
gente. Abbiamo viaggiato molto nel sud America e abbiamo vissuto
incontri molto intimi con  persone che altrimenti non avremmo mai
trovato. Abbiamo cominciato a fare  laboratori per ragazzi a Tucumán
(Argentina),ma questo molto tempo prima di avere l’idea precisa di
un progetto itinerante di Arteterapia.</p>



<p>Una cosa che sicuramente ci ha
incoraggiato in questo progetto è la fiducia. La fiducia delle
persone che ci accoglievano senza conoscerci, che si preoccupavano
per noi,che condividevano le proprie esperienze. E allora viaggiare
facendo l’autostop è diventata una grande avventura. Era
emozionante uscire sull&#8217;autostrada per vedere come sarebbe andata e
non sapere chi avremmo trovato quella giornata; si è trasformata
nella sensazione di avere una casa ovunque in Argentina, in Bolivia
in Ecuador e così via. Questa sicurezza ha molto a che vedere con i
nostri laboratori dove creiamo degli spazi sicuri in cui condividere
la nostra intimità con altre persone. Volevamo replicare questa
emozione che ci ha dato il continente , offrendoci una accoglienza
senza paragone . 
</p>



<p>Vogliamo che anche nel nostro progetto
ci sia fiducia e accoglienza.  I nostri laboratori offrono la
possibilità alle persone di giocare, di raccontarsi e imparare e il
nostro viaggio è una parte fondamentale del  progetto, è una
connessione diretta con la nostra creatività; sicuramente <strong>PIA </strong>è
nato da tutto questo e ha preso forma lentamente. 
</p>



<p>Vogliamo seminare questo messaggio: 
che ci sono tante altre strade per fare le cose. Abbiamo usato l’arte
coi bimbi che trovavamo nei piccoli paesi che abbiamo percorso.
L&#8217;arteterapia è una mescolanza di tutto quello che è arte e
educazione dell&#8217;arte. Non in tutti i paesi che abbiamo visitato
esiste l&#8217;arteterapia,  ma una volta che vedevano o partecipavano ai
nostri laboratori ci chiedevano una cosa un po&#8217; più strutturata. È
così che nasce <strong>PIA</strong> formalmente . Allora ci siamo messi al
lavoro: Matias  ha scritto  il programma e poi anch’io ho dato una
mano per costruire il nostro primo vero corso di arteterapia. Questo
corso ha avuto un grande successo e quindi ne  abbiamo fatti altri.
Alcune organizzazioni ci hanno contattato per collaborare, per
esempio una ci ha chiesto di organizzare laboratori specifici per
ragazze-madri a Panama dove abbiamo avuto la possibilità di lavorare
anche all’interno di una prigione femminile . Questa è stata una
esperienza estremamente ricca per noi è crediamo anche per loro.
Abbiamo offerto un modo alternativo alle detenute di esprimere ciò
che portavano dentro in uno spazio di completa fiducia.</p>



<p>L&#8217;arte è potentissima perché si
possono trasformare le emozioni più intense . Noi diamo alle persone
gli strumenti per poterlo fare.  Abbiamo lavorato, infatti, anche con
 adolescenti usciti dalla guerriglia colombiana, abbiamo formato 
operatori in Tegucigalpa che poi sarebbero stati inseriti in un
programma di prevenzione contro l’immigrazione di minori e a Buenos
Aires abbiamo lavorato in un quartiere della periferia dove c&#8217;è un
grande disagio socio-economico.</p>



<p>Tutte queste sono situazioni sono
estranee all&#8217;individuo, non dipendono da noi , non possiamo
controllarle. Crediamo di aver aperto una strada per la libera
espressione delle persone che,  sfortunatamente, le vivono. Per la
prima volta queste persone diventano protagoniste, creando opere
d&#8217;arte e non solo e questo offre loro  la possibilità di fare un
viaggio interiore e di guardarsi bene dentro come individui ma anche
come parte di un gruppo.</p>



<p>Anche se questo metodo non è ancora
molto usato, ci sono molte persone nel mondo dell&#8217;arte che lavorano
per diffonderlo, anche se il problema è che spesso nei luoghi di
origine non ci sono gli spazi per farlo; il nostro progetto va  a
riempire questa mancanza, con tante maestre di arti plastiche  &#8211; ad
esempio &#8211; che hanno bambini con abilità diverse  e che stanno usando
l’arte per aiutarli. Alcuni psicologi vengono da noi per includere
l&#8217;arteterapia nelle proprie sedute coi loro pazienti. 
</p>



<p>L&#8217;arteterapia  esiste da sempre anche se con altri nomi perché l&#8217;espressione artistica ha sempre avuto un effetto catartico sull&#8217;essere umano e noi vogliamo democratizzare questo: che ognuno abbia la possibilità di creare.”</p>



<p><a href="https://m.facebook.com/piaarteterapia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://m.facebook.com/piaarteterapia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><a href="http://www.proyectopia.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.proyectopia.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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