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	<title>assessore Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>I treni della morte</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 06:44:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Francesco Biagi</p>
<p>Le guerre spesso ci appaiono lontane, tuttavia sono a noi molto vicine quando si decide di<strong> potenziare la rete ferroviaria per il trasporto di armi</strong> nei pressi della base militare di Camp Darby, estesa fra Pisa e Livorno. Un potenziamento che sostituirà il trasporto su quattro ruote con quello su rotaia e vedrà due nuovi terminal logistici di “interesse strategico”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/th-128.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8902 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/th-128.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="166" /></a></p>
<p>La base militare di Camp Darby nasce nel 1951, con un accordo fra Roma e Washington, dove l’Italia cede mille ettari del Parco Naturale di San Rossore agli Stati uniti:<strong> nessuno sa precisamente cosa si nasconda sotto quei pini marittimi</strong> e a ciò si aggiunge il silenzio dell’amministrazione locale a guida Partito democratico.</p>
<p>Il merito va ai consiglieri comunali di “Una città in Comune – Rifondazione Comunista” di Pisa, Ciccio Auletta e Marco Ricci, i quali, con un <em>question-time</em>, hanno scoperchiato il vaso di Pandora a Palazzo Gambacorti, sede del Consiglio del Comune di Pisa. In questa occasione, <strong>la Giunta è costretta ad ammettere l’esistenza del progetto</strong> – per bocca dell’assessora Ylenia Zambito –<strong> già da un anno pattuito in Regione con l’esercito statunitense e il Ministero della Difesa</strong>. “Opera strategica” si evince dai documenti, per questo coperti da un “patto di silenzio”.</p>
<p>Tuttavia, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi e l’assessore Andrea Serfogli smentiscono le dichiarazioni in aula di Zambito dichiarando al <em>Tirreno</em> del 30 maggio 2017 che erano all’oscuro di tutto e stanno cercando di reperire le informazioni del progetto. Il Pd, ancora una volta, gioca strategicamente aumentando la confusione, rimbalzando informazioni e dichiarazioni. Crea<strong> una zona grigia affinché sia impossibile capire le responsabilità</strong>. Il trasformismo e il doppiogiochismo sono ormai tratti costitutivi della forza politica renziana anche nei livelli di governo locale, con buona pace di chi crede di riformare da dentro (o da fuori) questo partito.</p>
<p>L’opera conclude la ristrutturazione degli obiettivi dell’area: <strong>Camp Darby sarà sempre più una base-deposito di armi e sempre meno una base logistica per il personale</strong> in tuta mimetica e anfibi. L’abbattimento di circa mille alberi si dice che sia compensato dai tagli alle strutture militari del 2015, tuttavia quei tagli sono uno “specchietto per le allodole” poiché rientrano nel progetto di smantellamento amministrativo (uffici, scuole e altri servizi per le famiglie dei soldati Usa) in favore del potenziamento dello snodo logistico di circolazione di<strong> armi e munizioni verso il Medio Oriente</strong>.</p>
<p>Le motivazioni favorevoli del Pd pisano riguardano la maggiore sicurezza del trasporto del materiale bellico, il quale viaggerà su appositi binari anziché sul cemento delle strade “civili”. Per essere più precisi: il progetto della nuova linea ferroviaria collegherà la stazione di Tombolo con <strong>un nuovo terminal</strong> di diciotto metri di altezza all’interno della base e <strong>un altro terminal più piccolo</strong> che avrà le funzioni di controllo e sicurezza. La linea prevede anche la realizzazione di<strong> un ponte girevole sul Canale dei Navicelli</strong> e <strong>verrà ingrandito il molo esistente “Tombolo dock”</strong>: <strong>il tutto per poter gestire un traffico fino a due treni al giorno (oggi, di norma, si prevede un treno ogni due/tre mesi)</strong><strong>.</strong> I lavori partiranno entro la fine dell’anno e per dicembre 2019 si prevedere di chiudere i cantieri. Con un investimento di circa 45 milioni di dollari (l’infrastruttura sarà interamente finanziata dagli Stati Uniti) sarà costruito <strong>un nuovo tratto ferroviario</strong> che dalla stazione di Tombolo raggiungerà la cosiddetta <em>Ammunition Storage Area</em> della base statunitense (la zona dove sono stoccate le munizioni) attraversando il Canale dei Navicelli grazie alla realizzazione di un ponte girevole che permette l’attraversamento dei treni e il passaggio delle imbarcazioni nel canale. È quindi prevedibile che dagli arsenali di Camp Darby, una volta realizzato questo progetto, sarà un continuo via vai di mezzi e armi per i molteplici scenari di guerra in cui gli Usa e la Nato sono impegnati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thEZRD8H8B.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8903 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thEZRD8H8B.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="243" height="161" /></a></p>
<p><strong>Il ministero della Difesa non solo si è fatto co-promotore di questa operazione, ma ha definito la ristrutturazione quale “un’opera destinata alla difesa nazionale” e che, per questa ragione, “ha l’esonero dal controllo di conformità urbanistica”</strong>. Quindi a nulla varrà il fatto che simili strutture siano in contrasto con il Piano Territoriale del Parco e con il Piano di Gestione delle Tenute di Tombolo e Coltano. Non solo, anche la Valutazione di Incidenza, obbligatoria per il fatto che l’area interessata è all’interno di un Habitat prioritario (SIC “Selva Pisana”) tutelato dalle direttive comunitarie 92/43/CEE (Habitat) e 147/2009 (Uccelli), non potrà impedirne la realizzazione.</p>
<p><strong>L’attuazione dell’opera è stata approvata quindi con tre prescrizioni: valutazione rischio idrogeologico, valutazione paesaggistica e valutazione dell’incidenza sull’habitat</strong> che l’Ente Parco di San Rossore ha valutato negativamente. L’impatto sulla flora e la fauna del Parco infatti sarà notevole: Il progetto creerà l’ennesimo “effetto barriera”, con interruzione dell’habitat naturale, per gli animali. Fisicamente, l’infrastruttura occuperà circa sette ettari con un coefficiente di “disturbo” su circa<strong> trentasei ettari</strong><strong>.</strong> Il commento del presidente dell’Ente Parco Giovanni Maffei Cardellini purtroppo è supino al progetto di militarizzazione e con non poca ipocrisia sceglie di ingoiare il rospo, nonostante sia un progetto che va a danneggiare il parco stesso: «È un intervento che nessuno immaginava, siamo di fronte ad <strong>una grande opera</strong> che prevede anche grossi investimenti e cercheremo di farla diventare un’occasione di miglioramento dei luoghi». Ancora una volta la retorica delle grandi opere impedisce di costruire diverse riflessioni più obiettive. “Quale migliore motore – dicono Auletta e Ricci – per la nostra economia in crisi, della guerra? L’Italia di Gentiloni si conferma in prima fila <strong>accanto agli Usa di Trump</strong> per garantire ancora una volta che pezzi interi del nostro territorio siano devastati ad uso e consumo degli affari di morte statunitensi”.</p>
<p>Di pari passo, fra Pisa e Livorno è nata la <strong><a href="https://www.facebook.com/resistenzaallaguerraLIPI/?ref=page_internal&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/resistenzaallaguerraLIPI/?ref%3Dpage_internal&amp;source=gmail&amp;ust=1496730560031000&amp;usg=AFQjCNFNOpdvJv71VbqF48gDMS3ERAJXDg&utm_source=rss&utm_medium=rss">Campagna Territoriale di Resistenza alla Guerra – Area Pisa-Livorno</a></strong> che riunisce i movimenti anti-militaristi dell’area pisano-livornese. <strong>Per il 2 giugno </strong><strong>è previsto un importante appuntamento di contestazione dell’opera senza escludere azioni forti di disobbedienza civile che fanno ricordare i “train-stopping” contro la guerra del 2003</strong>. “Vogliamo impedire – dicono i movimenti – se necessario lo faremo anche utilizzando <strong>i nostri corpi</strong>, l’avvio di questi lavori che servono solo a rendere sempre più efficacemente mostruosa la macchina della guerra in cui Camp Darby svolge sempre di più un ruolo centrale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LETTERA ALLE ISITUZIONI ITALIANE  di Amalia Navoni</strong></p>
<p>Gentili autorità italiane,</p>
<p>Vorremmo ricordarvi che l’art 11 della nostra Costituzione recita :” L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali …….”.</p>
<p>Perché l’Italia continua a produrre e acquistare  armi ( la spesa per il 2017 si attesterà su 23,3 miliardi di euro di cui 5,5 miliardi per l’acquisto di nuovi armamenti), continua a  vendere armi a Stati in guerra ( es. Arabia Saudita)  e a favorire la base militare americana Camp Darby  fra Pisa e Livorno potenziando  addirittura la rete ferroviaria tra la base Camp Darby e il porto di Livorno ?</p>
<p>Secondo noi,  le nostre autorità dovrebbero maggiormente stanziare fondi e concentrarsi sulla lotta ai cambiamenti climatici e sul dissesto idrogeologico, aumentando in questo modo  molti  posti di lavoro.</p>
<p>Confidando in un vostro cambiamento, porgiamo distinti saluti</p>
<p>Per il Coordinamento Nord Sud del Mondo</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cosa ci lasciano i 100mila di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2017 07:35:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="sqs-block-content">
<p>di Luciano Muhlbauer (www.lucianomuhlbauer.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="sqs-block-content">
<p>C’è fretta di archiviare i 100mila di Milano e non semplicemente perché l’ennesima infamia targata Isis sposta di nuovo il dibattito pubblico verso il tema sicurezza, ma anche perché è più comodo così. Il 20 maggio è stato senz’altro un evento riuscito e, per giunta, in netta controtendenza non solo rispetto alle spinte culturali e politiche che in tutta Europa aprono spazi senza precedenti alle forze e tesi xenofobe, razziste e reazionarie, ma anche al posizionamento assunto dai principali tre poli della politica italiana -destre, M5S e Pd-, schierati tutti, sebbene con toni e intensità diversi, a favore di soluzioni securitarie. E allora meglio non perdere troppo tempo e relegare quella manifestazione nell’angolo delle belle marce festose, al massimo disturbate da qualche rompiballe, oppure esibirla come prova suprema della complicità dei “buonisti” con i delinquenti e gli “invasori”. In ogni caso, si tratta di togliere rilevanza politica all’evento o, meglio, non permettere che dai quei 100mila possa emergere qualcosa di politicamente rilevante e autonomo.</p>
</div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8804 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="350" height="234" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 350w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></p>
<div class="sqs-block-content">
<p>Il 20 maggio dà fastidio a molti, anzitutto per la dimensione e la composizione della partecipazione. I 100mila (o i 60-70mila “reali”) rappresentano sicuramente la manifestazione antirazzista più grossa che si sia vista in Italia negli ultimi vent’anni e il corteo milanese in assoluto più partecipato dai tempi delle mobilitazioni per la pace del 2003. Non è stata una manifestazione segnata dagli spezzoni delle grandi organizzazioni, ma piuttosto da una moltitudine di associazioni e comitati e dalla presenza di persone non organizzate, cioè la cosiddetta “eccedenza”. Ed era una fotografia della Milano così com’è nella realtà, fatta di tanti colori e un po’ meticcia. C’erano gli autoctoni bianchi, molti, e gli autoctoni di seconda e terza generazione e c’erano i lavoratori migranti, le comunità e tanti richiedenti asilo. Non c’era un “noi” e un “loro”, ma uno spaccato di città reale che camminava insieme.</p>
<p>Chi ha partecipato a quella manifestazione voleva anzitutto schierarsi su una questione di fondo, per l’umanità e contro la disumanità, sul fatto che chi fugge da guerre, dittature o condizioni economiche insostenibili abbia il diritto di essere accolto e che non vada ributtato in mare e che i migranti e profughi che arrivano qui non sono invasori o nemici, ma esseri umani come noi. A prima vista può sembrare poco, ma non lo è, specie se accade dopo settimane di campagne mediatiche contro le Ong e un giorno dopo l’aggressione in Centrale e l’inqualificabile ondata di insulti e richieste di annullare il corteo da parte di Salvini e del Presidente regionale, Maroni.</p>
<p>Ma in quel corteo viveva anche la contraddizione che aveva segnato l’evento sin dalla sua gestazione, cioè il fatto che i primi promotori fossero anche esponenti di quel partito, il Pd, che a livello nazionale aveva prodotto la legge Minniti-Orlando sull’immigrazione e la legge Minniti sul decoro urbano, cioè delle norme che si pongono in piena continuità politica, culturale e operativa con la Bossi-Fini e con il pacchetto sicurezza di Maroni. Ne abbiamo già parlato su questo blog e su <em>il Manifesto</em> (vedi <a href="https://lucianomuhlbauer.it/new-blog/2017/5/9/non-si-pu-tenere-il-piede-in-due-scarpe-a-proposito-di-20-maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Non si può tenere il piede in due scarpe</a>) e quindi non mi dilungo oltre in questa sede, se non per ricordare che la conseguente genericità e reticenza dell’appello “Insieme senza muri” aveva fatto sì che molte adesioni fossero accompagnate da esplicite dichiarazioni di contrarietà alla Minniti-Orlando (ad esempio Cgil-Cisl-Uil, Fiom e Arci) e, soprattutto, che nascesse <a href="https://www.facebook.com/NooneisillegalMilano/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Nessuna Persona è Ilegale</a>, una <a href="http://www.nessunapersonaeillegale.it/wp-content/uploads/2017/05/NePILL-def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">piattaforma </a>articolata che ha raccolta l’adesione di centinaia di realtà (associazioni, collettivi, comitati, spazi sociali, partiti ecc.) e degli stessi <a href="https://www.facebook.com/NooneisillegalMilano/posts/380933122301431?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">promotori</a> della manifestazione di Barcellona del 18 febbraio scorso.</p>
<p>Grazie alla piattaforma “Nessuna persona è illegale” la manifestazione ha evidenziato come la stragrande maggioranza dei presenti chiedesse la fine delle derive securitarie, comunque intitolate. Le coperte termiche oro-argento che gli attivisti della piattaforma distribuivano andavano a ruba, così come gli adesivi “No One Is Illegal” e i cartelli “No Minniti-Orlando”, e si potevano trovare ovunque nel corteo, dalla testa alla coda. Se non c’eravate, guardatevi i video e le photogallery che trovate in rete. Insomma, una manifestazione plurale e con molte diversità, ma con una chiara sintonia di fondo sul rifiuto non solo delle campagne d’odio di Salvini e dei fascisti, ma anche di ogni deriva securitaria.</p>
<p>Chi invece era in dissintonia con il sentire comune era il gruppo di esponenti del Pd che, munito di striscione e persino di cartelli inneggianti a Minniti, a un certo punto si è piazzato in testa al corteo, mettendosi attorno a Sala, Majorino, Grasso e Bonino e facendosi beffe delle belle parole dei giorni precedenti, che dicevano “i partiti stanno in fondo” o “i politici non stanno in testa”. Ovviamente, ne è nata una contestazione, peraltro assolutamente pacifica.</p>
<p>In realtà, questo episodio è di scarso interesse in questa sede, ma mi pareva corretto citarlo, poiché l’informazione che conta l’aveva trasformato in una sorta di<em> breaking news</em>, determinando una narrazione della giornata a dir poco tossica, dove da una parte ci sarebbero stati 100mila manifestanti e dall’altra 30 rompiballe che ce l’avevano con Minniti e che hanno “rovinato la festa”.</p>
<p>E quindi, al netto delle narrazioni mediatiche, che cosa ci lasciano i 100mila di Milano? Anzitutto, ci dicono che a Milano c’è ancora speranza. Sì, lo dico così, in maniera terribilmente generica, ma è un fatto che proprio la città italiana più coinvolta nel flusso migratorio non solo resiste ancora al risucchio reazionario, ma è anche in grado di produrre una reazione positiva di massa. E non è nemmeno la prima volta che accade, perché era già successo alla ex Caserma Montello nell’autunno scorso. Certo, le cose possono cambiare rapidamente, quindi inutile far finta che non ci saranno problemi in futuro, ma oggi dobbiamo prendere atto che c’è spazio per lavorare per un movimento antirazzista e dobbiamo agire di conseguenza. E questo non riguarda solo Milano, ma anche le altre città italiane.</p>
<p>Il secondo messaggio che ci lasciano i 100mila è che bisogna parlare chiaro, non essere ambigui. Dire “accoglienza e sicurezza” è una sciocchezza, perché non vuol dire nulla in termini concreti, ma in cambio giustifica tutto e il contrario di tutto. Dire “No Minniti Orlando” non è certo esauriente, ma rappresenta in maniera nitida il rifiuto delle derive securitarie, di quelle delle destre xenofobe e di quelle di chi le rincorre.</p>
<p>Infine, se quello che abbiamo detto ha un senso, allora la rete “Nessuna persona è illegale” deve continuare e allargarsi, come peraltro già annunciato prima del 20 maggio, facendo tesoro dell’esperienza e anche delle molte aspettative suscitate. E senza indugiare.</p>
<p>A Milano da troppo tempo manca un movimento antirazzista autonomo e politicamente rilevante. Forse ora, grazie al lavoro svolto e condiviso, c’è una possibilità. Come al solito, dipende solo noi.</p>
</div>
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		<title>STRANiERO iO ?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 May 2017 05:36:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giovedì 18 MAGGIO 2017 ore 21.00 STRANiERO iO? ANTEO SPAZIOCINEMA INGRESSO LIBERO Più giravamo più diventava evidente che la “categoria” straniero era indefinibile: c’era chi era nato qui ma non era italiano, chi era&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-951.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8730" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-951.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="454" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-951.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 454w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-951-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 454px) 100vw, 454px" /></a></b></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Giovedì 18 MAGGIO 2017 ore 21.00</b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>STRANiERO iO?</b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>ANTEO SPAZIOCINEMA</b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>INGRESSO LIBERO</b></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Più giravamo </i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>più diventava evidente che la “categoria” straniero era indefinibile: </i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>c’era chi era nato qui ma non era italiano, </i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>chi era nato là ed era italiano, </i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>chi non sapeva l’italiano e chi invece lo parlava benissimo, </i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>chi aveva la pelle scura, </i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>chi il velo in testa, </i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>chi era bianco e biondo…</i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>E ogni tentativo di semplificazione, falliva. </i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Carlo Concina e Cristina Maurelli, registi</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">In preparazione della manifestazione del 20 maggio, segnaliamo questa serata evento organizzata dalla Camera del Lavoro Metropolitana di Milano: proiezione in anteprima milanese del documentario “STRANiERO iO?” di Carlo Concina e Cristina Maurelli (di cui abbiamo già presentato “Levarsi la cispa dagli occhi” girato nel carcere di Opera) alla presenza dei registi e presentazione di un percorso di formazione e informazione rivolto alla cittadinanza proprio su immigrazione/integrazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo film, girato a Monza, racconta il punto di vista di persone di diversa nazionalità, età e storia personale integrate nel tessuto sociale … non per niente è stato realizzato per il progetto “Cronache d’integrazione” con il contributo del COMUNE DI MONZA- Assessorato alle Pari Opportunità, Servizio Pari Opportunità, Partecipazione e Giovani- attraverso il bando “Opportunità in Rete”, all’interno dei percorsi di coesione sociale.</p>
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		<title>Migranti, maxi blitz in stazione Centrale a Milano: a decine identificati e portati in questura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2017 07:50:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da Repubblica.it) &#160; Imponente operazione delle forze dell&#8217;ordine davanti alla stazione Centrale di Milano, dove un paio di settimane fa decine di immigrati hanno circondato i militari dell&#8217;operazione &#8216;Strade sicure&#8217; e i carabinieri arrivati&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8629" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a>(da Repubblica.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Imponente operazione delle forze dell&#8217;ordine davanti alla stazione Centrale di Milano, dove un paio di settimane fa decine di immigrati hanno circondato i militari dell&#8217;operazione &#8216;Strade sicure&#8217; e i carabinieri arrivati in loro aiuto. Gli ingressi della Stazione centrale sono stati quasi tutti chiusi, tranne quelli laterali presidiati dalla polizia. Decine di persone, la maggior parte extracomunitari, sono stati identificati dalle forze dell&#8217;ordine, fatti salire sui pullman e accompagnati in questura. Sul posto, al termine del blitz, sono arrivati i mezzi Amsa della nettezza urbana, che hanno sgomberato la piazza da valigie, masserizie e sacchi usati da chi dorme o staziona nei giardini. Il blitz disposto dal questore Marcello Cardona si è concluso con l&#8217;accompagnamento di 52 cittadini stranieri all&#8217;Ufficio immigrazione della questura, hanno fatto sapere in serata le forze dell&#8217;ordine. Alcuni dei cittadini stranieri controllati hanno scoperto lì di aver ottenuto l&#8217;ok della Commissione al rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.</p>
<p>In piazza Duca d&#8217;Aosta, anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha assistito alle operazioni: &#8220;Finalmente &#8211; è stato il suo commento &#8211; un bel blitz con elicotteri e cavalli. Finalmente, grazie a Dio, alla polizia, ai carabinieri, pulizia di questa gente non c&#8217;è bisogno. Vengano identificati quei personaggetti ed eventualmente perseguiti quelli che tutti giorni infestazione la stazione Centrale e Roma Termini&#8221;. Tutto il centrodestra ha elogiato l&#8217;operazione: &#8220;Spero che il blitz di oggi sia solo il primo di una lunga serie&#8221;, sono state le parole di Mariastella Gelmini per Forza Italia.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8628" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="990" height="660" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 990w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcune delle persone identificate sono state fatte salire sui mezzi della polizia posizionati lungo la piazza dopo essere stati perquisiti e invitati a liberarsi di oggetti come forbici, accendini e coltellini. La situazione in piazza è rimasta tesa a lungo, ma sotto controllo. Molti i curiosi che si sono fermati a scattare fotografie. Su piazzale Duca d&#8217;Aosta, anche un elicottero della polizia. Le unità cinofile hanno controllato i giardinetti dove stazionano quotidianamente gli immigrati ma anche molti senzatetto, e lì è arrivata anche la polizia a cavallo. E&#8217; stato inoltre chiuso l&#8217;accesso alla metropolitana da piazza Duca d&#8217;Aosta ma la fermata Centrale è rimasta regolarmente aperta, liberi infatti gli altri ingressi.</p>
<p>La seduta del consiglio comunale nel pomeriggio si è chiusa in anticipo: la proposta del centrodestra di interrompere l&#8217;assemblea e rinviare la discussione a giovedì è stata accolta dalla maggioranza. &#8220;Spero che non ci sia un giudice che li fa uscire dopo 12 ore &#8211; ha detto Salvini arrivato in consiglio dopo aver filmato l&#8217;operazione della polizia &#8211; perché i reati di spaccio sono a cielo aperto e documentati da tutti. Speriamo che la stazione Centrale torni ad essere a disposizione dei milanesi&#8221;. E&#8217; stata l&#8217;assessora comunale alla Sicurezza Carmela Rozza a spiegare come da tempo il Comune di Milano abbia chiesto a prefettura e questura &#8220;una massiccia campagna di identificazione di coloro che stazionano in tutta l&#8217;area e intorno all&#8217;hub di via Sammartini. Purtroppo queste identificazioni non possono essere svolte dalla polizia locale. Speriamo che non sia un blitz episodico &#8211; ha detto Rozza &#8211; ma che questa attenzione, anche in forma minore, continui con costanza nel tempo&#8221;.<br />
&#8220;Un grazie convinto al questore di Milano per l&#8217;operazione sicurezza di oggi, avanti così&#8221;, ha scritto il governatore Roberto Maroni su Facebook. Ma sempre su Fb, l&#8217;assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha commentato: &#8220;Mi piacerebbe capire che tipo di risultati portano azioni simili. Mi convince di più la cultura degli interventi mirati, continuativi e condotti nel silenzio, ma non sono un poliziotto. Vedremo quelli che saranno i risultati effettivi di un&#8217;opera simile. L&#8217;accertamento delle condizioni e dello status dei richiedenti asilo deve accompagnarsi, sempre, con il rispetto dei diritti umani&#8221;, ha concluso.</p>
<p>Fuori dalla questura di Milano, in via Fatebenefratelli, una trentina di attivisti si poi ritrovati per protestare contro il blitz e i controlli a tappeto. &#8220;Hanno deportato decine di persone in stazione Centrale, negando loro assistenza legale: ecco i primi effetti della legge Minniti-Olando&#8221;, hanno denunciato i manifestanti, appartenenti a diverse realtà antirazziste cittadine fra cui Milano senza frontiere, Milano Zona 8 solidale e il centro sociale Cantiere. I manifestanti hanno chiesto &#8220;il rilascio dei migranti prelevati dalla stazione Centrale&#8221; e &#8220;un intervento anche da parte del Comune e dell&#8217;assessore Majorino, perché l&#8217;antirazzismo delle istituzioni non si esprima solo a parole. A Milano non possiamo vedere scene degne dei rastrellamenti nazifascisti, migranti messi sui camion come bestiame&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il cammino silenzioso delle donne migranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 10:06:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani ringrazia moltissimo tutti i partecipanti e A.D.R.I. (con Silvia Dumitrache) per l&#8217;incontro sulle donne migranti: famiglie lontane, sacrifici, impegno, tratta di esseri umani e molto altro. Di questo si&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>ringrazia moltissimo tutti i partecipanti e A.D.R.I. (con Silvia Dumitrache) per l&#8217;incontro sulle donne migranti: famiglie lontane, sacrifici, impegno, tratta di esseri umani e molto altro.</p>
<p>Di questo si discuterà ancora e si faranno proposte concrete al Comune di Milano e alle istituzioni nazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A breve pubblicheremo il video del convegno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8007" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8010" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-746.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8012" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-746.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="360" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-746.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-746-168x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-753.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8005" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-753.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="360" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-753.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-753-168x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-745.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8013" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-745.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="360" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-745.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-745-168x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8011" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8009" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8006" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8008" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
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		<title>Associazione 21 luglio: «Per la prima volta il nuovo anno alle porte si prospetta come quello della svolta. Il superamento definitivo delle baraccopoli romane può diventare realtà».</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/01/05/associazione-21-luglio-per-la-prima-volta-il-nuovo-anno-alle-porte-si-prospetta-come-quello-della-svolta-il-superamento-definitivo-delle-baraccopoli-romane-puo-diventare-realta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 09:09:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Dopo decenni di politiche discriminatorie e segnate dalla discriminazione abitativa, finalmente il Comune di Roma si va allineando ai principi sanciti dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei rom e con queste premesse il&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Dopo decenni di politiche discriminatorie e segnate dalla discriminazione abitativa, finalmente <b>il Comune di Roma si va allineando ai principi sanciti dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei rom</b> e con queste premesse il 2017 potrà diventare l’anno della svolta per il superamento definitivo delle baraccopoli istituzionali della Capitale.</p>
<p>A confermarlo è stata la recente <a title="Determinazione Dirigenziale" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a25&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a25&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390928000&amp;usg=AFQjCNE_NZcPUVmSMQdoNh0CG50botg5TA&utm_source=rss&utm_medium=rss">Determinazione Dirigenziale</a> del 21 dicembre 2016 che ha disposto la <b>sospensione in autotutela di due Bandi di gara milionari</b>, uno per l’affidamento dei servizi di gestione delle sei baraccopoli già esistenti, l’altro per il reperimento di una nuova area attrezzata per soli rom, per un totale di quasi 8 milioni di euro.</p>
<p>La Determinazione è stata firmata a pochi giorni dalla pubblicazione delle Osservazioni del CERD – il Comitato Onu per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale – in cui <b>l’Italia veniva ammonita ancora una volta per la segregazione abitativa </b>cui sottopone le comunità rom residenti nel nostro paese. In seguito alle raccomandazioni del Comitato, Associazione 21 luglio <span style="color: #99042e;"><a title="aveva inviato una lettera" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a29&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a29&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390928000&amp;usg=AFQjCNHoT4-71VjR1M_jgQzOFdow22v05w&utm_source=rss&utm_medium=rss">aveva inviato una lettera</a> </span>all’Assessora Laura Baldassarre e ai dirigenti del Dipartimento Politiche Sociali di Roma, per rimarcare la propria condanna per la prosecuzione dei Bandi di gara di appalto e chiedendo formalmente di arrestarne le procedure uniformandosi alle richieste espresse dal Comitato delle Nazioni Unite.</p>
<p>Associazione 21 luglio ha espresso soddisfazione per il netto cambio di rotta del Comune di Roma, poiché <b>fin da subito aveva condotto una dura battaglia per chiedere il ritiro dei Bandi </b>e a ottobre aveva manifestato ufficialmente la propria preoccupazione in una conferenza stampa di bilancio sulle <a title="azioni della Giunta nei suoi primi 100 giorni" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a27&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a27&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390928000&amp;usg=AFQjCNEsnew2fDH89GwgpjDWfujC_MKbNA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">azioni della Giunta nei suoi primi 100 giorni</span></a>.</p>
<p>Già nelle settimane che hanno preceduto la pubblicazione della Determinazione, <a title="era stata accolta con positiva speranza" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a1f&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a1f&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390929000&amp;usg=AFQjCNH2ivcvN8SecVo7u5gXQkEoSyvL2g&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">era stata accolta con positiva speranza</span></a><b> la firma della Memoria di Giunta per l’adozione di un Piano di Lavoro cittadino</b> denominato “Progetto Inclusione Rom” che scandisce le azioni dei primi sette mesi del 2017 con l’obiettivo di gettare le basi per la progressiva uscita delle comunità rom dalle baraccopoli romane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6549" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3872" height="2592" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3872w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3872px) 100vw, 3872px" /></a></p>
<p>Il blocco dell’ennesimo bando milionario per la costruzione di un nuovo campo si va ad aggiungere alle vittorie di <b>altre due importanti battaglie</b> che negli ultimi anni hanno visto Associazione 21 luglio sempre in prima linea contro la costruzione di nuovi “campi” anche durante le precedenti amministrazioni, portando al ritiro dei progetti per nuovi “villaggi attrezzati” alla Cesarina e a La Barbuta (entrambi i progetti furono bloccati grazie alla campagne “<a title="#DiscriminareCosta" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a1d&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a1d&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390929000&amp;usg=AFQjCNHmU-vRvGcgyomWoMwN5GA2gO7kZg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">#DiscriminareCosta</span></a>” e “<a title="Leroy Merlin, un campo rom è un ghetto: non costruirlo" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a21&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a21&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390929000&amp;usg=AFQjCNGlan0GXPkPmJnu1TmaMAkbx_Gm0g&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">Leroy Merlin, un campo rom è un ghetto: non costruirlo</span></a>”).</p>
<p>«Una volta bloccato il flusso economico che sino ad ora ha alimentato il “sistema campi” occorre ora rimettere in moto la macchina dell’inclusione delle comunità rom, <b>cominciando dalla Delibera di iniziativa popolare per il superamento dei campi</b> che verrà discussa e votata nelle prossime settimane dall’Assemblea Capitolina – afferma Associazione 21 luglio &#8211; oltre che dalla <b>chiusura della baraccopoli “La Barbuta” </b>sulla quale pende l’Ordinanza del Tribunale Civile di Roma non ancora ottemperata dal Comune».</p>
<p>Nell’esprimere la propria soddisfazione, Associazione 21 luglio continuerà a monitorare le azioni del Comune di Roma in riferimento alle comunità rom chiedendo alle autorità capitoline il rispetto della <b>volontà popolare</b> – confermata dai 6000 firmatari della delibera di iniziativa popolare – e dell’<b>ordinanza del giudice</b> che ha ordinato al Comune di Roma di rimuovere gli effetti discriminatori individuati all’interno della baraccopoli La Barbuta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La festa per la riapertura della caserma Montello e l&#8217;accoglienza ai profughi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/01/7292/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 08:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante le (inutili) proteste, Associazione per i Diritti umani è invece felice di potervi fare questa comunicazione: LA RIAPERTURA DELLA CASERMA MONTELLO a MILANO per l&#8217;ACCOGLIENZA AI PROFUGHI e a RIFUGIATI. E oggi pomeriggio&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante le (inutili) proteste, <strong><em>Associazione per i Diritti umani</em></strong> è invece felice di potervi fare questa comunicazione:</p>
<p><strong>LA RIAPERTURA DELLA CASERMA MONTELLO a MILANO per l&#8217;ACCOGLIENZA AI PROFUGHI e a RIFUGIATI.</strong></p>
<p>E oggi pomeriggio si festeggia!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-7293" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="2" width="595" height="841" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 679w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/2-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 595px) 100vw, 595px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Apprendiamo da fonti di stampa dell&#8217;inizio del trasferimento dei primi ospiti alla Caserma Montello.</p>
<p align="JUSTIFY">Ci sarebbe piaciuto che ci fossero state le condizioni per accoglierli alla luce del sole e con un sorriso.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma comprendiamo le ragioni di sicurezza che hanno reso necessaria una diversa modalità, dovuta alle minacce di chi continua a soffiare sul fuoco della paura e del razzismo per un proprio tornaconto politico.</p>
<p align="JUSTIFY">Siamo pronti a dar loro il benvenuto della Milano antirazzista e solidale domani, 1° novembre, con la grande festa che riempirà le strade intorno a piazza Firenze del profumo delle spezie dei cibi, della musica e delle parole di chi accoglierà i nuovi cittadini e cittadine con un abbraccio.</p>
<p align="JUSTIFY">Qui davvero nessuno è straniero.</p>
<p align="LEFT">Ricordiamo che la festa, regolarmente autorizzata, si svolgerà dalle 10:30 alle 16:00,<br />
di fronte alla Caserma Montello, in via Caracciolo, zona piazza Firenze.<br />
Tram 1 &#8211; 14 -19 Bus 57 &#8211; 69 &#8211; 43 &#8211; 48</p>
<p align="LEFT">L&#8217;elenco completo delle adesioni (che continuano a crescere) e il programma completo della festa, si trova sulla pagina FB Comitato zona 8 solidale.</p>
<p align="LEFT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-7294" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="1" width="524" height="741" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 679w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/1-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></a></p>
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		<title>Nasce il primo teatro Metropolitano di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 06:45:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; E&#8217; stata annunciata ieri &#8211; in conferenza stampa a cui ha partecipato anche l&#8217;assessore alla Cultura, Filippo Del Corno &#8211; la nascita di un nuovo spazio di Cultura e Arte: PACTA dei TEATRI&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image_preview-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7260" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image_preview-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="image_preview-2" width="400" height="184" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image_preview-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image_preview-2-300x138.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; stata annunciata ieri &#8211; in conferenza stampa a cui ha partecipato anche l&#8217;assessore alla Cultura, Filippo Del Corno &#8211; la nascita di un nuovo spazio di Cultura e Arte: PACTA dei TEATRI SALONE<i>ViaDini</i>, il primo teatro metropolitano di Milano. Nella sede di Via Ulisse Dini, Annig Raimondi, Direttore artistico e Maria Eugenia D&#8217;Aquino, Presidente hanno presentato, con grande entusiasmo, la stagione 2016-2017 che prevede spettacoli, performances, letture sceniche e molto altro all&#8217;interno di un programma che abbraccia i testi classici e le produzioni nuove&#8230;anche in estate.</p>
<p>Tante le sezioni e le proposte: Vetrina contemporanea, Donne Teatro Diritti, Musica, Teatro per le famiglie, per citarne alcune. Due festival: “Senses The sensory Theatre FRANCIA ITALIA ROMANIA e EDGE – Teatri oltre le barriere.</p>
<p>E poi ancora una mostra e una lettura scenica dedicata a Vàclav Havel, scrittore, drammaturgo, poeta e politico ceco.</p>
<p><i><b>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</b></i> è felice di essere presente l&#8217; <b>11 aprile</b> con lo spettacolo HERSTORY – Parole di donne dalla rivoluzione egiziana. Scritto e ideato da Monica Macchi.</p>
<p>Davvero ricco il programma proposto che potete consultare a questo link: <a href="http://pacta.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://pacta.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>Per sostenere le attività:<a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/miracolo-a-milano-rinasce-lo-storico-salone-di-via-dini/?utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.produzionidalbasso.com/project/miracolo-a-milano-rinasce-lo-storico-salone-di-via-dini/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-616.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7261" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-616-1024x615.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-616" width="1024" height="615" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-616-1024x615.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-616-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-616-768x461.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-616.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1068w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-615.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7262" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-615-1024x615.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-615" width="1024" height="615" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-615-1024x615.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-615-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-615-768x461.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-615.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1068w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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		<title>Il progetto di Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione “Back to the Future”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 07:21:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Il rimpatrio come diritto di avere un’altra opportunità, come inizio di un percorso nuovo, come fine di una fase difficile, forse di una guerra che volge al termine. La presentazione del progetto “Back&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/10/26/il-progetto-di-rimpatrio-volontario-assistito-e-reintegrazione-back-to-the-future/">Il progetto di Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione “Back to the Future”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7245" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-610" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p>Il rimpatrio come diritto di avere un’altra opportunità, come inizio di un percorso nuovo, come fine di una fase difficile, forse di una guerra che volge al termine.</p>
<p>La presentazione del progetto “Back to the Future” sul RVA&amp;R, ossia il Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione, finanziato dal “Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 &#8211; Obiettivo specifico 3 Rimpatrio &#8211; Obiettivo nazionale 2 Misure di rimpatrio &#8211; PROG. 237”, venerdì scorso all’Istituto della Enciclopedia Italiana, è stata l’occasione per discutere di una procedura ancora troppo poco utilizzata.</p>
<p>Secondo Giovanni Lattanzi, Coordinatore nazionale del Gus (Gruppo Umana Solidarietà) ente capofila del progetto, “il rimpatrio arriva al culmine di un ragionamento di lungo respiro che abbiamo fatto insieme ad altre Ong e che va a completare l’accoglienza. Perché nell’accoglienza deve essere prevista anche l’opzione del rimpatrio”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7246" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-611" width="1024" height="576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1139w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Il Gus si occupa da anni di Cooperazione e sviluppo, ma anche di accoglienza di migranti e richiedenti protezione internazionale. “Ci chiediamo spesso come far convivere queste due esperienze”, aggiunge Lattanzi, secondo il quale “il progetto del Rimpatrio ci dà proprio l’occasione per integrare le due azioni: cooperazione e accoglienza. Anche perché nel tempo ci siamo accorti di un cambiamento del flusso migratorio, che vede l’Italia come un paese di passaggio veloce, che accoglie e che deve dare quindi l’opportunità di ritornare nel Paese di origine”.</p>
<p>“Back to the Future” vuole dare uno strumento in più a chi ha terminato il progetto migratorio, o ha concluso quello dell’accoglienza. “Una conclusione che non deve essere vista come un fallimento”, secondo il Project coordinator Salvatore Ippolito. “Un ritorno nel Paese di origine vuol dire che si è risolto il problema. Il ritorno può essere visto come la fase più importante del processo”.</p>
<p>Nella nostra società il fenomeno migratorio è spontaneo, non organizzato in flussi ordinati. Semplicemente accade: “perché siamo circondati da instabilità economica e crisi di diverso tipo. Tutto questo lascia un saldo di non integrabilità, o di rinuncia al progetto migratorio”, aggiunge Ippolito, “quindi il migrante può anche decidere di ritentare in modo volontario”.</p>
<p>Il Gus supportato dai partner del progetto: Ricerca e Cooperazione, Movimento per l’Autosviluppo l’Interscambio e la Solidarietà (Maìs), COCIS e Re.Te. lavoreranno insieme a Comuni e associazioni migranti, con l’obiettivo di far diventare una consuetudine il Rimpatrio, e per far diventare i migranti volano di sviluppo nel loro paese d’origine. In questo modo la migrazione diventa elemento di sviluppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7247" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-612" width="1024" height="576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1139w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Massima collaborazione offre immediatamente Emiliano Monteverde, Assessore alle politiche sociali e servizi alla persona, Promozione della salute, Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, Politiche per lo sport del Municipio Roma 1 Centro, secondo il quale progetti come questi “ci permettono di far uscire il ‘sociale’ dalla routine, coinvolgendo il tessuto sociale del territorio. Per questo vogliamo dare massimo risalto a questo progetto di grande innovazione”.</p>
<p>Ha accettato la sfida la Project manager Cristina Montefusco, che ha presentato nel dettaglio tecnico “Back to the Future” a partire dalle quattro fasi, ovvero lo Scambio di informazioni, il Colloquio e la Valutazione del caso da parte dell’operatore, l’elaborazione di un Piano personalizzato di reintegrazione che tiene conto delle capacità e delle aspettative del migrante, e l’accompagnamento nella realizzazione del Piano nel Paese di origine.</p>
<p>Durante la presentazione del progetto all’Istituto della Enciclopedia Italia è intervenuto anche il Prefetto Riccardo Compagnucci, il quale ha insistito sull’importanza del Rimpatrio, anche se al momento sono esigui i migranti che ritornano volontariamente al proprio Paese di origine. “Dobbiamo cambiare l’idea delle migrazioni: ancora oggi facciamo delle distinzioni sulle motivazioni alla base della mobilità, ma non ci possono essere distinzioni, perché le persone si stanno muovendo sempre di più e il rimpatrio volontario deve essere visto come una fiammella di intelligenza e lungimiranza rispetto alla mobilità reale. Concentriamoci sul perché il migrante è qui, piuttosto che sul perché è venuto qui”.</p>
<p>Punto di riferimento online del progetto è il sito <a href="http://rimpatri.gus-italia.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://rimpatri.gus-italia.org&amp;source=gmail&amp;ust=1477551847889000&amp;usg=AFQjCNGxDUPW9cW8UAY75uNYDU6pKopPWw&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://rimpatri.gus-italia.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> attivato durante la presentazione, attraverso il quale il Gus Gruppo Umana Solidarietà vuole dare rilievo a tutte le attività connesse al Rimpatrio Volontario.</p>
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		<title>Sit in di solidarietà alle famiglie rom sgomberate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 04:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Donne e bambini, anziani e malati. Sotto il sole, a quasi 40 gradi, senz&#8217;acqua. Sono trascore più di due ore e l&#8217;Assessore Danese non ha ancora ricevuto le famiglie rom sgomberate. L&#8217;incontro era previsto&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Donne<br />
e bambini, anziani e malati. Sotto il sole, a quasi 40 gradi,<br />
senz&#8217;acqua. Sono trascore più di due ore e l&#8217;Assessore Danese non ha<br />
ancora ricevuto le famiglie rom sgomberate. L&#8217;incontro era previsto<br />
per le ore 12 ma dall&#8217;Assessorato ancora nessun segnale. La tensione<br />
sta montando e tra le persone si registrano i primi malori.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lo<br />
rendono noto Associazione 21 luglio e Popica Onlus che da questa<br />
mattina stanno partecipando a un sit in davanti&nbsp;all’Assessorato<br />
alle Politiche Sociali del Comune di Roma, assieme alle famiglie rom<br />
sgomberate due giorni fa dall’insediamento informale di Val d’Ala,<br />
le famiglie a rischio sgombero nei centri di via San Cipirello, via<br />
Torre Morena e via Toraldo, nonché cittadini che hanno voluto<br />
mostrare la loro solidarietà.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cinquantanove<br />
sgomberi forzati dall’inizio dell’anno,<br />
con una decisa impennata dopo l’annuncio del Giubileo<br />
Straordinario<br />
da parte di Papa Francesco, assenza<br />
di una strategia concreta<br />
per il superamento del “sistema campi”, nonostante i continui<br />
proclami, e promesse<br />
non mantenute.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Così<br />
Associazione<br />
21 luglio<br />
e Popica<br />
Onlus<br />
descrivono lo stato dell’arte della politica sui rom<br />
dell’Amministrazione capitolina.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lo<br />
sgombero forzato di Val d’Ala, che ha coinvolto le medesime persone<br />
sgomberate esattamente un anno fa dallo stesso insediamento in<br />
seguito a un’operazione dal costo complessiva di oltre<br />
168 mila euro,<br />
si configura in violazione<br />
degli standard internazionali in materia di sgomberi<br />
previsti dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali<br />
delle Nazioni Unite. Lo sgombero improvviso, peraltro, ha mandato<br />
all’aria le consultazioni e il dialogo che lo stesso Assessorato<br />
aveva iniziato a intavolare con le famiglie, nella speranza che il<br />
caso Val d’Ala potesse diventare un modello<br />
virtuoso<br />
per affrontare la questione degli insediamenti informali a Roma.<br />
Nella giornata di ieri, anche Amnesty International Italia ha<br />
espresso <u><a href="http://mandrillapp.com/track/click/30159671/www.21luglio.org?p=eyJzIjoiQ1FlU1pJcVJTcHM3eThXd2xuRkZQZFV4RHJvIiwidiI6MSwicCI6IntcInVcIjozMDE1OTY3MSxcInZcIjoxLFwidXJsXCI6XCJodHRwOlxcXC9cXFwvd3d3LjIxbHVnbGlvLm9yZ1xcXC93cC1jb250ZW50XFxcL3BsdWdpbnNcXFwvbmV3c2xldHRlclxcXC9zdGF0aXN0aWNzXFxcL2xpbmsucGhwP3I9TXpnd096TXdNREk3YUhSMGNEb3ZMM2QzZHk1aGJXNWxjM1I1TG1sMEwxSnZiV0V0Y0hKbGIyTmpkWEJoZW1sdmJtVXRjR1Z5TFhKdmJTMXpaMjl0WW1WeVlYUnBMV1JoTFZCaGNtTnZMV1JsYkd4bExWWmhiR3hwT3clM0QlM0RcIixcImlkXCI6XCJhNzcwNzkwODdjYmM0MzU2OWM1NGZlNTk2MGEwZTEyM1wiLFwidXJsX2lkc1wiOltcImJmMTRkY2ZmNjJiZmU5M2VmZWQ0OThmOGNlNjI4NmMwYzk2YTgxYTFcIl19In0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">forte<br />
preoccupazione</a></u><br />
sull’ennesimo sgombero forzato realizzato dall’inizio dell’anno<br />
nella Capitale.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
2015, infatti, sono stati 59<br />
gli sgomberi forzati a Roma,<br />
una cifra che ha già ampiamente superato i<br />
34 totali realizzati nell’intero 2014.<br />
Il loro numero – sottolineano Associazione 21 luglio e Popica Onlus<br />
– ha subito una netta<br />
impennata dal 13 marzo in poi,<br />
giorno dell’annuncio del Giubileo Straordinario. Fino ad allora,<br />
gli sgomberi erano stati sette. Allo stesso modo, denunciano le due<br />
associazioni, non si intravvede nessun passo significativo,<br />
nell’azione dell’Amministrazione, verso il superamento<br />
del “sistema campi”<br />
nella Capitale, sul quale si sono alimentati gli affari di oro emersi<br />
dall’inchiesta su Mafia Capitale.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
«Chiediamo<br />
all’assessore Danese di produrre finalmente un<br />
piano sociale credibile e sostenibile<br />
per il superamento dei “campi”», afferma l’Associazione 21<br />
luglio.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
l’Associazione 21 luglio, la questione rom a Roma è intimamente<br />
legata a quella della illegalità<br />
istituzionale<br />
che ha il suo fulcro nell’Ufficio Rom, Sinti e Caminanti presente<br />
all’interno dell’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma<br />
Capitale. È dall’azzeramento<br />
di tale Ufficio<br />
che occorre ripartire per una politica diversa.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
possiamo dimenticare come il primo a dirigere quindici anni fa<br />
l’“Ufficio Nomadi” di Roma fu Luigi<br />
Lusi,<br />
oggi in carcere con la condanna di essersi appropriato di 25 milioni<br />
di euro, continua l’Associazione. Poi, sotto l’Amministrazione<br />
Veltroni fu la volta del suo capo-gabinetto Luca<br />
Odevaine<br />
a condizionare fortemente le scelte dell’Ufficio. Anche lui è oggi<br />
in carcere per corruzione aggravata nell’inchiesta denominata<br />
“Mondo di Mezzo”. Quando il governo della città passò al<br />
sindaco Alemanno fu la volta del soggetto attuatore del Piano Nomadi,<br />
Angelo<br />
Scozzafava,<br />
a commissariare l’Ufficio prendendolo nelle sue mani. Oggi sul suo<br />
capo pende l’accusa di associazione mafiosa e<br />
corruzione aggravata.<br />
Nel dicembre 2014 la responsabile dell’”Ufficio Nomadi”, nel<br />
frattempo diventato “Ufficio Rom, Sinti e Caminanti”, Emanuela<br />
Salvatori,<br />
è stata arrestata per corruzione aggravata. Il suo posto è stato<br />
preso da Ivana<br />
Bigari,<br />
il cui nome, secondo la stampa, sembrerebbe nella lista dei dirigenti<br />
che per il prefetto Gabrielli dovrebbero essere rimossi perché<br />
troppo vicini al sistema di stampo mafioso ideato da Buzzi e<br />
Carminati.</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-bottom: 0.5cm; padding: 0cm;">
«Chiediamo<br />
oggi con forza la<br />
chiusura di questo Ufficio<br />
e la rimozione<br />
della dirigente che lo coordina»,<br />
è la richiesta urgente al sindaco Marino da parte di Associazione 21<br />
luglio e Popica Onlus».</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-bottom: 0.5cm; padding: 0cm;">
«Chiediamo<br />
inoltre – proseguono le due organizzazioni &#8211; una moratoria<br />
sugli sgomberi forzati<br />
da oggi e per tutta la durata del Giubileo indetto da papa Francesco.<br />
In assenza di risposte adeguate a tali richieste continueremo a<br />
considerare le politiche di Roma Capitale nei confronti dei rom<br />
costose,<br />
lesive dei diritti umani, discriminatorie e offensive<br />
nei confronti della cittadinanza che vive in maniera più o meno<br />
diretta le problematiche legate alla vicinanza ad insediamenti<br />
formali e informali.</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-bottom: 0.5cm; padding: 0cm;">
Sul<br />
rischio sgombero delle famiglie rom che attualmente vivono nei centri<br />
di via San Cipirello, via Torre Morena e via Toraldo, infine, si<br />
esprime così Popica Onlus: «La chiusura dei centri in cui abitano<br />
famiglie che da tempo avevano intrapreso percorsi abitativi degni<br />
segna un passo indietro inaccettabile. L&#8217;Amministrazione, che da un<br />
lato persegue solo a parole la politica della chiusura dei campi,<br />
dall&#8217;altro costringe decine di nuclei a tornarci, dopo che da questo<br />
mondo si erano allontanati<br />
autonomamente<br />
recuperando spazi in disuso».</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-bottom: 0.5cm; padding: 0cm;">
«A<br />
Roma – conclude Popica Onlus &#8211; il problema abitativo sta esplodendo<br />
per tutti e il Comune di Roma, dopo aver banchettato<br />
per anni con Mafia Capitale, oggi non solo non risolve il problema ma<br />
continua a generarne di nuovi».</div>
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