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	<title>atiq rahimi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Come pietra paziente: dal romanzo al film</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 04:02:00 +0000</pubDate>
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</div>
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<p></p>
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<p></p>
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<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
giovane donna e un marito inerme. Siamo in Afghanistan: lui è un<br />
mujaeddin e si ritrova in coma in seguito ad uno scontro in<br />
battaglia. Lei deve accudire a due figlie piccole, ha pochissimo<br />
denaro e, a causa della povertà, decide di affidare le bambine ad<br />
una zia che gestisce una casa di piacere.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da quel<br />
momento la donna e l&#8217;uomo, senza nome, si trovano soli, uno a fianco<br />
all&#8217;altro; lei parla ad un corpo immobile; parole e silenzio.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
“syngué sabour”, nella tradizione popolare afghana, è la<br />
“pietra paziente”, una pietra magica alla quale si raccontano<br />
segreti, desideri, difficoltà, sogni e sofferenze: la pietra<br />
raccoglie in sé tutte queste confidenze fino a quando si frantuma.<br />
Parte da questo elemento culturale il soggetto del romanzo dello<br />
scrittore e documentarista Atiq Rahimi che ha vissuto la guerra<br />
afghana, tra il 1979 e il 1984, per poi rifugiarsi in Pakistan e<br />
vivere, oggi, in Francia.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
titolo italiano del testo scritto è <i>Pietra<br />
di pazienza</i> &#8211; pubblicato da<br />
Einaudi e vincitore del Premio Goncourt &#8211; testo che è stato<br />
trasposto nel film <i>Come<br />
pietra paziente</i>, nelle sale<br />
cinematografiche in questi giorni. Alla sceneggiatura ha preso parte<br />
il maestro francese Jean-Claude Carriére che ha mescolato, per<br />
questo script, la sua esperienza con Bunuel, Loui Malle fino a Trueba<br />
e il suo avvicinamento alla pratica filosofica del sufismo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
suggestione all&#8217;origine del racconto di Rahimi, oltre alla pietra<br />
paziente, è tratta dalla cronaca reale: l&#8217;assassinio, da parte del<br />
marito, della poetessa afgana Nadia Anjuman, con il rifiuto &#8211; da<br />
parte della famiglia di lei &#8211; di incontralo. La realtà si trasforma<br />
in un&#8217;opera di fantasia, delicata e poetica, veritiera e struggente,<br />
che racconta la vicenda di una giovane donna povera e di un uomo,<br />
militare ed eroe: intorno a loro, una casa disadorna, le montagne e i<br />
ricordi di una vita.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
le regole della religione islamica, la moglie deve pregare accanto al<br />
corpo del marito per 99 giorni. E proprio quel periodo diventa, per<br />
la protagonista (Golshifteh Farahani, conosciuta per la sua bravura<br />
in <i>About Elly), </i>occasione<br />
di un viaggio nel loro Passato, nelle loro dinamiche di coppia, ma<br />
anche nella società a cui appartengono. La guerra e i talebani con<br />
la loro violenza; la famiglia del marito, orgogliosa di avere in casa<br />
un eroe, ma poco sensibile nei confronti della madre dei suoi figli;<br />
l&#8217;imam capace solo di un conforto sterile e formale.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
soprattutto il corpo. I corpi &#8211; di lei e di lui &#8211; sono il fulcro<br />
della narrazione: le parole sì, ci sono, ma la comunicazione passa<br />
attraverso gesti lenti o appena accennati, sguardi intensi ed<br />
emozioni trattenute. Il corpo di lei, celato sotto il burqua a<br />
proteggere una femminilità negata; il corpo di lui, fiaccato e<br />
ferito nell&#8217;orgoglio di maschio guerriero. Lui, portatore di morte;<br />
lei, tenacemente attaccata alla vita. Fino a quando, quella stessa<br />
vita ricomincerà a sbocciare, il corpo a svelarsi, le emozioni a<br />
prendere aria. Un nuovo incontro, altri gesti, nuovi sguardi per diro<br />
no alle restrizioni, alla mancanza di libertà, al sacrificio; per<br />
dire sì alla potenza della passione e della scelta consapevole.
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
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