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	<title>autismo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Disability Pride: ai tavoli di lavoro anche le disabilità invisibili</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 10:50:37 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il programma del Disability Pride, organizzato da Andrey Chaykin di Abbatti le barriere con la collaborazione di numerose realtá come Famiglie Disabili Lombarde, ha previsto tre giorni di interessanti iniziative.<br>Ho potuto assistere alla giornata inaugurale di Sabato 15 giugno. Protagonisti sono stati i tavoli di lavoro tematici su: abbattimento barriere architettoniche, caregiver e disabilità invisibili.<br>Ho scelto di partecipare al tavolo delle disabilità invisibili in quanto oltre all&#8217;emiparesi ho un deficit attentivo, a testimonianza della complessità di certe disabilità. La discussione è stata moderata dagli psicologi Stefano Corona e Marta Corradi.<br>Ora qualcuno si starà chiedendo cosa siano le disabilità invisibili.<br>Si tratta, appunto, di disabilità non immediatamente evidenti agli altri che possono includere malattie croniche come la fibromialgia, il morbo di crohn, il dolore cronico, la sordità, le neurodivergenze, l’ansia, la depressione i disturbi psichici ecc.. Nei casi appena descritti, la persona può apparire come chiunque altro all&#8217;esterno, ma lotta con sintomi invisibili. È, comunque, presente una compromissione fisica- sensoriale ma non visibile agli altri e si pone perciò la questione dell’abbattimento delle barriere sensoriali. Ad esempio, le persone con neurodiversitá hanno necessità di spazi di decompressione in luoghi molto affollati per non andare in sovraccarico sensoriale (che si esprime con segnali di disagio come coprirsi con le mani le orecchie).<br>Almeno tre partecipanti con autismo si sono raccontati. In molto casi, è stato difficile anche solo avere una diagnosi per via, ad esempio, del “masking” (ovvero fingere di esser neurotipici) per adattarsi all&#8217;ambiente. Un ambiente che ancora non<br>riconosce giuridicamente i cani da assistenza, fondamentali per far fronte ad alcune disabilità invisibili come l&#8217;autismo.<br>Gli accomodamenti ragionevoli sono stati un&#8217;altro tema importante di cui si è discusso. In particolare, per autistici e ADHD è molto importante che ci sia una rete di supporto che permetta di sentirsi utili e in grado di poter svolgere il lavoro loro assegnato.<br>Si è parlato anche di mancanza di interdisciplinarità, ovvero di équipe di professionisti che prendano in carico il singolo caso.<br>Spesso diagnosi errate o tardive, mancanza di empatia (vedi i casi di long covid o neuropatie sviluppatesi dopo vaccini) influiscono sull&#8217;aspetto psicologico.<br>Sono stati fatti i nomi anche di alcune realtà isolate che sono di supporto alle situazione appena descritte, come il collettivo Le Piovre che si occupa, oltre che di disabilità anche di tematiche queer; o l&#8217;agenzia per il lavoro di Daniele Regolo a Milano, dedicata all&#8217;inserimento lavororativo di chi ha disabilità di vario tipo; e per finire la fondazione Il Bullone che aiuta anche persone con disabilità gravi.<br>C&#8217;è molto da denunciare e da fare, ma come è stato anche sottolineato dagli psicologi presenti, parlarne insieme è già un&#8217;inizio. Dobbiamo continuare, disabili e non, a far sentire la nostra voce e a mostrare i nostri corpi e ausili vari, sui social, nelle piazze, insomma, ovunque!</p>
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		<title>Il lavoro è un diritto di tutti ?</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2024 13:44:38 +0000</pubDate>
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<p><br>di Sabrina Minervini</p>



<p>“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” è proprio con queste parole che inizia l’articolo 1 della nostra Costituzione.<br>Siamo sicuri che sia proprio così? Siamo sicuri che nella società di oggi si possa trovare un posto adeguato alle esigenze di ogni individuo?<br>Se pensiamo alla fatica che fanno per trovare un proprio spazio all’interno del mondo del lavoro le persone con disabilità, allora sappiamo già la risposta. Io faccio parte di questa categoria di persone, essendo una ragazza con delle disabilità infatti,<br>ho fatto vari tentativi per cercare di trovare il mio spazio.<br>Fin da subito dopo il liceo mi sono addentrata nel mondo del lavoro, ho mandato curriculum, sia on-line che recandomi direttamente alle aziende che mi sembravano più adeguate ma la risposta era sempre un no oppure un le faremo sapere senza alcun esito.<br>Non avendo alcun risultato positivo, ho svolto i percorsi chiamati “progetti mirati” che si occupano esclusivamente dell’inserimento<br>lavorativo per persone con disabilità.<br>Quello che non viene detto è che in questi progetti vanno sempre avanti le persone che hanno la disabilità meno evidente e diventa una<br>specie di competizione, una gara a chi è meno<br>disabile.<br>Ho fatto questa premessa perché vorrei parlarvi di una realtà, quella di PizzAut.<br>PizzAut viene fondata da Nico Acampora, padre di un figlio autistico e da sua moglie Stefania.<br>La coppia temendo per il futuro del loro figlio, decide di aprire un ristorante gestito da ragazzi autistici.<br>Inizialmente non è stato facile prchè questa coppia, oltre ad affrontare le difficoltà a cui si viene sottoposti per l’apertura di una qualsiasi<br>attività , ha dovuto anche lottare con educatori, neuropsichiatri e altre persone che lavorano nel campo dell’autismo che dicevano loro: “Voi siete completamente folli” “Se pensate di aprire un ristorante gestito completamente da ragazzi autistici vuol dire che siete più handicappati dei ragazzi stessi”.</p>



<p>La forza e la determinazione di questi splendidi genitori li ha fatti comunque andare avanti e ad oggi PizzAut possiede due ristoranti e alcuni foodtruck, un’accademia in cui i ragazzi vengono formati insegnando loro il mestiere e facendo fare loro esperienza sul campo e la presenza di Nico Acampora, di sua moglie e dei suoi ragazzi è richiesta in tutto il mondo.<br>Ad assaggiare la loro pizza sono venute persone da tutto il mondo, sono venuti personaggi importanti come il nostro Presidente della<br>Repubblica Sergio Mattarella, tantissimi artisti come la comica Geppi Cucciari, il cantante Vasco Rossi.<br>Lo stesso Nico Acampora ha detto:”Non tutti i ragazzi autistici possono lavorare, ma quelli che possono farlo hanno il diritto di essere in un mondo più giusto , io e mia moglie tentiamo di renderlo migliore”.<br>Lo stesso Stefano Belisari, in arte Elio (Leader di Elio e le storie tese), anche lui padre di un figlio autistico e grande sostenitore di PizzAut ha detto; “Non avendo risposta dalle istituzioni penso che questa realtà sia la più concreta per dare autonomia, dignità e futuro a questi ragazzi eccezionali”<br>Credo che PizzAut sia un orgoglio italiano e un modello da cui dovremmo prendere esempio per qualsiasi tipo di disabilità.<br>Vorrei che l’attenzione che viene rivolta ai ragazzi di questa realtà ci sia anche verso altre disabilità in modo tale da dare autonomia, dignità e futuro ad un maggior numero di persone così da rendere davvero il mondo un posto migliore.<br>Ricordiamoci che è “Vietato calpestare i sogni!”</p>
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		<title>Autismo e sessualità: capiamone di più&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2023 09:39:59 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/Luisa-di-Biagio-libro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="536" height="750" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/Luisa-di-Biagio-libro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16801" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/Luisa-di-Biagio-libro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/Luisa-di-Biagio-libro-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></figure></div>



<p>A cura di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Ho incontrato l&#8217;autismo varie volte nella mia vita, sia tramite i centri di riabilitazione che ho frequentato che in altri ambienti. Che cos&#8217;è l&#8217;autismo? Bella domanda. Al di là delle facili definizioni, una cosa che ho capito, è che non si tratta di qualcosa di così facile da spiegare o da capire, fate voi. Mi è stata d&#8217;aiuto in questo senso, la psicologa <strong>Luisa Di Biagio</strong> che conosce veramente da vicino l&#8217;argomento in questione, in quanto è neurodiversa (e bisessuale per non farsi mancare nulla..) lei stessa. La dottoressa Di Biagio oltre a far parte dell&#8217;associazione <strong>Cascina Blu</strong> che, proprio come “Per i diritti umani”, si occupa di combattere l&#8217;emarginazione, è anche divulgatrice scientifica degli studi riguardanti l&#8217;autismo, il genere e la sessualità.</p>



<p><strong>Nell&#8217;intervista che segue ci concentreremo soprattutto sull&#8217;ultima pubblicazione della Dottoressa dal titolo “Binari divergenti: Autismo nella cultura di genere” pubblicato da Dissensi. Cos&#8217;è l&#8217;autismo?</strong></p>



<p>Si tratta di un&#8217;organizzazione neurologica diversa rispetto a quello della maggioranza delle persone. In poche parole, la persona autistica ad esempio utilizza la comunicazione in modo diverso, ha bisogni diversi, oppure converge tutte le sue risorse su un unico argomento o tema alla volta. Ci sono innumerevoli sfumature che rendono ogni autistico diverso da un altro, pur mantenendo tratti in comune. Anche il genere biologico determina alcune di queste caratteristiche. Nel mio libro “Donne in blu” (Dissensi) spiego che le donne, rispetto agli uomini, presentano anche una competenza di “multitasking”, e questo può confondere persino i valutatori, se non sono davvero esperti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16802" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/lib-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p><strong>Perchè preferire la parola neurodiverso rispetto alla più comune neurodivergente?</strong></p>



<p>La neurodivergenza non include solo l&#8217;autismo ma tutto ciò che non è neurotipico-senza-cooccorrenza, in pratica infila in un enorme calderone tutte le esigenze diverse, associate o meno anche una eventuale patologia, come la Dislessia, l&#8217;ADHD, fino ad arrivare alla Sindrome di Down&#8230; I social, inoltre, hanno contribuito significativamente alla diffusione del termine neurodivergente, con le migliori intenzioni, ma non sempre funzionali. Questa parola, soprattutto per i “non addetti ai lavori”, sembra voler suggerire che tutti, in qualche modo, abbiamo qualche aspetto della nostra organizzazione neurologica che differisce da quello della maggioranza. Simili asserzioni non vanno certo a favore di anni di ricerca e di lotta per l&#8217;emancipazione di condizioni come l&#8217;autismo.</p>



<p><strong>Perchè l&#8217;autismo sembra maggiormente frequente tra persone con disturbi cognitivi?</strong></p>



<p>Perché la presenza di un limite cognitivo interferisce con l’adattamento funzionale, quindi il comportamento non può essere adattato e le necessità spiccano. Molte persone che ricevono la diagnosi negli ultimi anni sono perfettamente sane e talmente competenti nell’adattamento che preferiscono che non si sappia, chiedono privacy, perchè il giudizio della società nei confronti dell&#8217;autismo è fortemente negativo. Ci sono tra gli autistici professionisti di vario genere, genitori, mariti, mogli&#8230;ma spesso scelgono di non esporsi a causa di quello che potrebbero perdere.</p>



<p><strong>Perche quanto riguarda Identità e orientamento di genere, in “Binari divergenti” riporti risultati di studi accreditati che stimano la percentuale di popolazione autistica non binary o non eterosessuale essere di circa il 70%, come interpreti questo dato?</strong></p>



<p>È la domanda che si sta ponendo tutto il mondo accademico. Tra le ipotesi, la più interessante e stimolante antropologicamente è che noi autistici mentiamo peggio. Mi spiego. Ci sono, ancora oggi, persone tipiche, inserite socialmente come cisgender eterosessuali, che conducono una doppia vita, hanno un marito o una moglie e anche un amante del loro stesso sesso biologico, oppure esprimono ambiti segreti il loro bisogno di appartenere un riferimento di identità diverso. Queste scelte richiedono complesse competenze di l negazione, copertura, l protezione, che dipendono da una lettura precisa e anticipata di tutto quello che gli altri potrebbero “scoprire&#8221;. Le persone autistiche utilizzano le risorse per altro i nostri cervelli non sono fatti per giostrarsi nella gestione di una situazione socialmente articolata. Aggiungerei che già il dolore della negazione di sé sugli altri ambiti è significativo, ovvero negare costantemente i nostri bisogni neurologici e sensoriali, al punto tale, che negare anche l&#8217;identità e/o l&#8217;orientamento di genere può diventare insostenibile.</p>



<p>Rigrazio la dottoressa Di Biagio che è stata davvero molto carina e disponibile e spero che questo articolo vi abbia almeno incuriosito. Condivido il link dell&#8217;associazione <strong>Cascina Blu®</strong> che si occupa di progetti specifici per persone autistiche, tra cui un&#8217;interessante concorso letterario! Dateci un&#8217;occhiata! <a href="https://cascinabluonlus.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://cascinabluonlus.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Leggere il Natale&#8230;Scelti per voi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2017 06:33:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi Un periodo, questo, ideale per rinnovare le motivazioni, le finalità. Questi libri scelti per l’intenzione e per quello che raccontano in una azione chiamata ‘nutrimento per l’anima’. Consigli di lettura per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/12/12/scritture-al-sociale-leggere-il-natale-scelti-per-voi/">&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Leggere il Natale&#8230;Scelti per voi.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi<br />
Un periodo, questo, ideale per rinnovare le motivazioni, le finalità. Questi libri scelti per l’intenzione e per quello che raccontano in una azione chiamata ‘nutrimento per l’anima’.</p>
<p>Consigli di lettura per piccoli lettori e grandi che leggeranno ai più piccoli o da soli, storie per ritrovare il senso.<br />
Per la letteratura per l’infanzia: Claudia Gattella, Giamila Fiorini&#8230;</p>
<p>Per lettori più grandi, Umberto Braccili giornalista Rai, Paolo Crepet, psichiatra, Bebe Vio, atleta e rappresentante in prima persona della motivazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/9788895437637_0_0_300_75-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9919" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/9788895437637_0_0_300_75-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>DISTRABELLA e il Draghetto Rossello, CLAUDIA GATTELLA Caravaggio Editore<br />
Distrabella è una PIGOTTA Unicef..</b></p>
<p>Orietta, chiamata Distrabella, ha quasi sei anni ed è una bambina molto bella. Ha i capelli ricci, occhi verdi e un po&#8217; di lentiggini&#8230; A scuola non capisce perché le maestre pensino che ripetendo tante volte una cosa o alzando la voce, i bambini la imparino. Distrabella vorrebbe portare i grandi nel mondo dei bambini. Grazie al draghetto Rossello, forse ce la farà. …Con il Patrocinio di Unicef e parte del ricavato devoluto.<span style="color: #292929;"><span style="font-family: Arial, serif;"><br />
</span></span><a href="https://www.amazon.it/Distrabella-Draghetto-Rossello-Claudia-Gattella/dp/8895437632/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1512982992&amp;sr=8-1&amp;keywords=distrabella&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">https://www.amazon.it/Distrabella-Draghetto-Rossello-Claudia-Gattella/dp/8895437632/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1512982992&amp;sr=8-1&amp;keywords=distrabella&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1144.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9911" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1144.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="243" height="250" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><b>Aria e luce, viaggio attraverso i due Regni, Giamila Fiorini </b></span><b>Saremo Alberi, Libroteca</b></p>
<p align="JUSTIFY">La favola racconta l’autismo in punta di penna. Giamila Fiorini scrive un racconto di speranza e coraggio, attraverso l’amicizia che nasce tra Aria, bambina umana, e Luce, una bambina fatata. Aria possiede il dono delle parole mentre Luce quello di vedere nell’animo umano.</p>
<p><a href="https://www.amazon.it/Aria-Luce-Viaggio-attraverso-Regni/dp/8894231003?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.amazon.it/Aria-Luce-Viaggio-attraverso-Regni/dp/8894231003?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<h1 class="western"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1145.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9912" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1145.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="210" height="297" /></a></h1>
<h1 class="western"><span style="color: #292929;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">IL PICCOLO PRINCIPE, </span></span></span><span style="color: #111111;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">Antoine de Saint-Exupéry, Newton Compton</span></span></span></h1>
<p align="JUSTIFY">&#8220;Il Piccolo Principe&#8221; è la storia dell&#8217;incontro in mezzo al deserto tra un aviatore e un buffo ometto vestito da principe che è arrivato sulla Terra dallo spazio. Ma c&#8217;è molto di più di una semplice amicizia in questo libro surreale, filosofico e magico. C&#8217;è la saggezza di chi guarda le cose con occhi puri, la voce dei sentimenti che parla la lingua universale, e una sincera e naturale voglia di autenticità. Perché la bellezza, quando non è filtrata dai pregiudizi, riesce ad arrivare fino al cuore dei bambini, ma anche a quello degli adulti che hanno perso la capacità di ascoltare davvero. Età di lettura: da 8 anni a 100…</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/piccolo-principe-libro-antoine-de-saint-exupery/e/9788854172388?inventoryId=46994994&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">https://www.ibs.it/piccolo-principe-libro-antoine-de-saint-exupery/e/9788854172388?inventoryId=46994994&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th-195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9913" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th-195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="219" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #292929;"><b>I MILLE ABRUZZI,UMBERTO BRACCILI giornalista RAI e scrittore per Ricerche e Redazioni</b></span></p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;I mille Abruzzi. Gente felice, triste e incazzata nella regione forte, gentile e martoriata&#8221; è il secondo libro del giornalista Rai Umberto Braccili. Un racconto che segue le emozioni, le rabbie e i sogni che nascono prima, durante e dopo un servizio televisivo. Ci sono &#8220;gli invisibili&#8221; che magari vestono in giacca e cravatta ma non hanno i soldi per mangiare. C&#8217;è la professionista che si reinventa la vita…Devoluto interamente per l’acquisto di un mezzo per un Associazione che si occupa di disabilità.</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/i-mille-abruzzi-gente-felice-triste-libro-umberto-braccili/e/9788885431065?tipo=nuovo&amp;lgw_code=1122-B9788885431065&amp;gclid=CjwKCAiA9rjRBRAeEiwA2SV4ZQOuiBxRfmhDirB21W6sA3qbRcGpM3wejOSJB65l1smxIeib4gadWxoCUqYQAvD_BwE&utm_source=rss&utm_medium=rss"><b>https://www.ibs.it/i-mille-abruzzi-gente-felice-triste-libro-umberto-braccili/e/9788885431065?tipo=nuovo&amp;lgw_code=1122-B9788885431065&amp;gclid=CjwKCAiA9rjRBRAeEiwA2SV4ZQOuiBxRfmhDirB21W6sA3qbRcGpM3wejOSJB65l1smxIeib4gadWxoCUqYQAvD_BwE&utm_source=rss&utm_medium=rss</b></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/thDTQH697R.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9914" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/thDTQH697R.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="188" height="301" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/thDTQH697R.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 188w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/thDTQH697R-187x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 187w" sizes="(max-width: 188px) 100vw, 188px" /></a></p>
<p><span style="color: #292929;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"><b>IMPARA A ESSERE FELICE, Paolo Crepet Einaudi</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Essere felici può accadere molto più spesso di quanto immaginiamo, dobbiamo solo lasciare che accada. Per molti lagnarsi è più che un vezzo, una difesa: è ciò che sanno fare meglio perché lo hanno imparato fin dall&#8217;infanzia. Combattere questo atteggiamento vuol dire elaborare una nuova grammatica quotidiana, avviare una piccola rivoluzione cui Paolo Crepet dà il suo contributo in queste pagine. E dimostra come educare alla felicità, quella autentica &#8211; da non confondere con la gioia effimera &#8211; dovrebbe essere il compito primario di ogni adulto e di ogni insegnante.</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/impara-a-essere-felice-libro-paolo-crepet/e/9788806212612?gclid=CjwKCAiA9rjRBRAeEiwA2SV4ZY9Yyy5u5GGXP_eV2AtrROTvoHBd4OY8jHuzsmYyK5ZXJokxAQo1zhoC8hUQAvD_BwE&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">https://www.ibs.it/impara-a-essere-felice-libro-paolo-crepet/e/9788806212612?gclid=CjwKCAiA9rjRBRAeEiwA2SV4ZY9Yyy5u5GGXP_eV2AtrROTvoHBd4OY8jHuzsmYyK5ZXJokxAQo1zhoC8hUQAvD_BwE&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/12349.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9915" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/12349.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="140" height="220" /></a></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>SE SEMBRA IMPOSSIBILE ALLORASI PUO’ FARE, Bebe Vio, Rizzoli</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Chiunque incontri Bebe, o anche solo la veda in tv, rimane incantato dall&#8217;energia positiva che sprigiona a ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo. Bebe affronta ogni genere di ostacolo utilizzando strumenti e risorse che ciascuno di noi ha a disposizione&#8230; anche se spesso non se ne accorge nemmeno! Innanzi tutto, Bebe è da sempre consapevole che bisogna trovarsi un sogno da perseguire con la massima passione: per esempio, lei ha iniziato a cinque anni a desiderare con tutte le sue forze di andare alle Olimpiadi. Per raggiungere la propria meta è fondamentale poi imparare a collaborare con gli altri, fare squadra, chiedere aiuto perché «da solo non sei nessuno».</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/se-sembra-impossibile-allora-si-libro-bebe-vio/e/9788817097130?inventoryId=75220496&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">https://www.ibs.it/se-sembra-impossibile-allora-si-libro-bebe-vio/e/9788817097130?inventoryId=75220496&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come difendersi dal Cyberbullismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 11:13:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha intervistato la Dott.ssa Claudia Sposini, psicologa clinica: come difendersi dal Cyberbullismo. Claudia Sposini è autrice del testo intitolato “Metodo Anti-Cyberbulllismo” e la ringrazioamo moltissimo per il tempo che&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5428" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5428" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="il-metodo-anti-cyberbullismo" width="340" height="340" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 340w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 340px) 100vw, 340px" /></a></p>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha intervistato la Dott.ssa Claudia Sposini, psicologa clinica: come difendersi dal Cyberbullismo. Claudia Sposini è autrice del testo intitolato “Metodo Anti-Cyberbulllismo” e la ringrazioamo moltissimo per il tempo che ci ha dedicato.</p>
<p>Come educare i ragazzi al senso di responsabilità e di rispetto per se stessi e per gli altri?</p>
<p align="JUSTIFY">Durante gli interventi che propongo nelle Scuole cerco di stimolare la curiosità dei ragazzi e delle ragazze attraverso lo <i>storytelling</i>, ovvero narrare storie realmente accadute di minori, loro coetanei e vittime di cyberbullismo, bullismo e, più in generale, della devianza giovanile. Il lavoro viene fatto principalmente con l’utilizzo di diapositive, video e articoli di cronaca. In questo modo, i ragazzi, direttamente coinvolti, possono sviluppare un maggiore senso di “responsabilità”, ovvero riuscire a comprendere più da vicino i reali meccanismi implicati in un gesto che può avere serie conseguenze psicologiche sulla vittima. Propongo, inoltre, attività di interazione: ad esempio, scrivere attraverso l’utilizzo di un pezzo di carta e in maniera anonima, i loro pensieri e testimonianze su esperienze legate alla violenza online e/o fisica, sia che possono avere subito, sia che possono aver vissuto indirettamente con gli amici e/o con i compagni di classe.</p>
<p align="JUSTIFY">In questa maniera, diventando protagonisti loro stessi di questa situazione, riportano con più facilità che cosa provano, i loro sentimenti e le loro emozioni. Naturalmente dietro c’è un lavoro di elaborazione, di confronto e di dialogo, indispensabile per poter entrare in sintonia con loro. Anche il concetto di “privacy” è un altro punto a cui tengo molto; infatti, i ragazzi, oggi, hanno una differente idea e opinione su cosa sia il rispetto dei dati personali. Facilmente inseriscono nei loro profili sui Social Network, molte informazioni e fotografie di loro stessi che mal si coniugano con i potenziali pericoli del crimine informatico (pedopornografia, pedofilia etc…). La responsabilità, oggi come oggi, è anche saper salvaguardare il proprio profilo Facebook! Allo stesso modo, il rispetto per la privacy altrui rimane una questione importante: quanti sono infatti i ragazzi e le ragazze che condividono materiale privato dei loro amici e/o ex fidanzati/e sui Social, come accade nel <i>sexting</i>?</p>
<p align="JUSTIFY">Il rispetto per se stessi e per gli altri rimane un valore psicologico ed educativo che si impara in famiglia, in casa, soprattutto fin dalla tenera età: i genitori sono infatti i primi modelli a cui il/la bambino/a ricorre per poter stare, poi, con gli altri, e quindi nelle relazioni e nella società. E’ anche importante trasmettere il concetto del rispetto per il “diverso”, per chi “non è uguale a noi”, perché, per esempio, ha una religione e/o un orientamento sessuale differente dai nostri. Dico questo in relazione ai tanti fatti di cronaca che riportano sempre più spesso notizie di bullismo omofobico e sessuale tra i minori: alla base manca una cultura educativa, la quale non può fare molto, se non viene abbinata alla prevenzione che comincia, a mio parere, fin dalla Scuola dell’Infanzia e continua lungo tutto il percorso di formazione del minore.</p>
<p align="JUSTIFY">L’intervento dovrebbe coinvolgere anche gli insegnanti e i genitori: il fenomeno dei “<i>genitori troll</i>” e il caso della maestra a Pavullo che maltrattava i bambini in un asilo nido, dovrebbero farci riflettere sulla necessità dell’intervento psicologico con gli adulti.</p>
<p>Nel libro sono riportati alcuni casi: in quali radici affonda il fenomeno del cyberbullismo?</p>
<p align="JUSTIFY">Non ci sono vere e proprie “cause”; è un fenomeno che deve essere ancora studiato in modo approfondito in quanto le dinamiche sono molte e i fattori scatenanti sono diversi. Comunque, alla base rimane la mancanza di empatia, ovvero il non riuscire a mettersi nei panni della cybervittima; anzi, il cyberbullo prova un vero e proprio godimento nelle sue azioni lesive e difficilmente riconosce gli effetti che provoca. Li può minimizzare e/o dare la colpa alla vittima. Ma a lungo andare, l’incapacità di riconoscere le proprie condotte denigratorie, può sfociare in un disturbo antisociale, in quanto può venire a strutturarsi una personalità con tratti psicopatici. Non è sempre così, ma di certo è che il concetto di “recidività” rimane un aspetto che può tornare nella “carriera” del cyberbullo.</p>
<p align="JUSTIFY">Il cyberbullismo rimane un problema di vasta portata, a livello mondiale, infatti colpisce tutti i ragazzi e le ragazze del mondo, che hanno la possibilità di collegarsi a un computer con una connessione Internet, o per mezzo di uno smartphone. E’ un fenomeno portato in atto sia dai maschi che dalle femmine e la fascia più colpita rimane quella tra i 14 e i 16 anni. Non conosce classi sociali ed è presente in ogni fascia di popolazione.</p>
<p>In che modo i genitori possono aiutare i figli a essere soggeti attivi della vita e non soggetti passivi davanti ad uno schermo?</p>
<p align="JUSTIFY">Inserendo, fin dalla tenera età, alternative alla vita digitale, come sport, hobby, musica, gite fuori porta, gite al museo etc… che ripropongono situazioni sociali, in mezzo alla gente, interazioni con gli altri. Infatti, molto spesso i ragazzi passano il loro tempo in camera con il computer acceso e/o con il cellulare, quasi in modo autistico, ovvero senza avere una vita relazionale, se non quella dedicata ai rapporti virtuali. Il senso della comunità e dello stare insieme si è perso e al loro posto vi sono il narcisismo e l’individualismo sfrenato: gli adolescenti, oggi, sono i “perfetti rappresentanti” di questo stile di vita che viene appreso come un’abitudine ormai radicata da diverso tempo. Per cui è compito dei genitori, come dicevo, essere da modello per i propri figli.</p>
<p>Nelle classi spesso si creano relazioni di forza tra ragazzi “popolari” e ragazzi vittime di scherno: ci può indicare un metodo pratico per gli insegnanti e per gli alunni per affermare la cultura dell&#8217;inclusione e dell&#8217;accettazione di tutti nel gruppo?</p>
<p align="JUSTIFY">La collaborazione Scuola-Famiglia è fondamentale per l’inclusione: deve essere però un rapporto continuativo, senza interruzioni e/o rotture per fare un buon lavoro. Sia gli insegnanti che i genitori, infatti, sono coloro che stanno con i ragazzi più tempo. Come ho detto prima, la cultura dell’inclusione e dell’accettazione dovrebbe partire già da piccoli e affermarsi come mentalità appresa nella considerazione del “diverso” e nel rispetto di tutti. Servono poco le sospensioni, le note scolastiche se dietro non sono sostenute da un atteggiamento collaborativo scuola-famiglia-alunni che tra l’altro dovrebbe tradursi per ogni Istituto in una sorta di “patto” che viene firmato all’inizio dell’anno scolastico. Per cui, anche chi si prende cura del minore deve seguire una linea di condotta coerente e rispettosa delle iniziative intraprese.</p>
<p align="JUSTIFY">Il cyberbullismo non riguarda soltanto i giovani: anche gli adulti si nascondono dietro ai profili tecnologici. Quali sono le categorie di persone che si affidano alla finzione per comunicare con l&#8217;esterno?</p>
<p align="JUSTIFY">Gli esempi sono innumerevoli. Ci sono gli hacker, i pedofili ma soprattutto ci sono molte persone che utilizzano i cosiddetti profili <i>fake. </i>per simulare identità fittizie, attraverso anche l’appropriazione di nickname altrui, e in alcuni casi per rubare l’identità di altri. Vi è per esempio il fenomeno <i>gender-swapping, </i>dove si cambia il proprio genere sessuale nell’interazione virtuale con gli altri, oppure vi sono i fake relativi alla propria etnia e/o razza che rappresentano un modo per favorire insulti, offese, e inneggiare alla discriminazione. Poi vi sono le persone che mentono relativamente alla propria età e per finire si sta diffondendo il fenomeno del <i>trolling</i>, il quale si tratta di un gioco di finzione, il cui scopo però è quello di deridere e di danneggiare altre persone che magari fanno parte della stessa comunità virtuale.</p>
<p align="JUSTIFY">Come possiamo cambiare quella mentalità che sta alla base dei fenomeni legati alla sopraffazione?</p>
<p align="JUSTIFY">Questa domanda si collega a quella posta prima, ovvero creare condizioni aperte all’inclusione e al rispetto di ognuno. Partire dall’educazione che si impara a casa e a Scuola per diffondere la mentalità del rispetto reciproco e del rispetto del prossimo. Inoltre è necessario spiegare che il Cyberbullismo non è un gioco, ma qualcosa di molto più grave che può arrecare danni irreversibili, come il suicidio. Spesso i/le ragazzi/e non sanno il significato di “reato” e/o “crimine” e sono piuttosto ignari relativamente alle conseguenze che una singola azione di questo tipo possa provocare sulle vittime.</p>
<p><b>La mia petizione “Risarcire i minori, vittime del Bullismo e del Cyberbullismo” (change.org)</b></p>
<p align="JUSTIFY">Con questa petizione, chiedo un risarcimento per le cure mediche e psicologiche a chi ha figli/e vittime di bullismo e cyberbullismo. E’ indirizzata principalmente al Governo Italiano e al Parlamento Europeo.</p>
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		<item>
		<title>Sull&#8217;autismo è quasi legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2015 07:58:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 aprile ricorre la Giornata mondiale dell&#8217;Autismo: una sindrome di cui si sa ancora troppo poco e troppo confuse sono le informazioni vere che circolano sulle cause. Quest&#8217;anno, la Commissione della Sanità del&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il 2<br />
aprile ricorre la Giornata mondiale dell&#8217;Autismo: una sindrome di cui<br />
si sa ancora troppo poco e troppo confuse sono le informazioni vere<br />
che circolano sulle cause.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quest&#8217;anno,<br />
la Commissione della Sanità del Senato ha approvato all&#8217;unanimità<br />
la prima legge su questo stato d&#8217;essere, legge che dovrà passare<br />
anche alle Camere. Si tratta di un primo risultato con cui vengono<br />
propossi percorsi di diagnosi precoce e di terapie intensive e<br />
continuative oltre a percorsi di formazione e vicinanza dedicati ai<br />
familiari delle persone autistiche.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
finanziamenti necessari per la neuropsichiatria &#8211; e quindi anche per<br />
l&#8217;autismo &#8211; arriveranno attraverso i Livelli essenziali di assistenza<br />
(LEA) che il Patto della salute (tra Ministero e Regioni) attribuisce<br />
agli organi locali e, in particolare, alle Regioni stesse.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
legge, presentata dai senatori Emilia De Blasi, Venera padua e Lucio<br />
Romano, è composta da soli quattro articoli in cui si pone al centro<br />
la dignità delle persone, e in particolare dei bambini, con la<br />
richiesta di cure farmacologiche, psicologiche e sociali:<br />
importantissimo questo ultimo punto perchè queste persone non devono<br />
essere lasciate sole e, compatibilmente con le loro possibilità,<br />
devono essere inserite anche nel mondo del lavoro per una loro<br />
maggiore autonomia.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oltre a<br />
questa novità, l&#8217;Associazione per i Diritti Umani vuole segnalare il<br />
libro <i>Baci a tutti</i><br />
edito da Sperling&amp;Kupfer, di Andrea Antonello. Suo papà, Franco,<br />
aveva già dato alle stampe un bellissimo testo intitolato <i>Se<br />
ti abbraccio non aver paura </i>in<br />
cui racconta il lungo viaggio per gli Stati Uniti con il figlio<br />
Andrea, affetto dalla sindorme autistica. Oggi è lo stesso ragazzo,<br />
che ha vent&#8217;anni anni, a proporci i suoi pensieri, scritti al<br />
computer e in solitudine.&nbsp;
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/images-55.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/images-55.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>Andrea<br />
è bello, alto, capelli mossi e lunghi e spesso abbraccia le persone,<br />
quando invece i ragazzi autistici fanno fatica a stabilire un<br />
contatto fisico con gli altri. Andrea ci racconta il suo mondo fatto<br />
non tanto di parole, ma di gesti e di sguardi, di quella<br />
comunicazione non verbale che “noi” non capiamo o che<br />
trascuriamo.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Andrea<br />
fa fatica a mettere in ordine, il nostro ordine, frasi, parole,<br />
ringraziamenti: ha un suo codice personale, un suo mondo interiore e,<br />
con questo libro, prova a raccontarlo per farsi capire un po&#8217; di più.<br />
Certo, lui ha una famiglia grandiosa alle spalle che lo ha sempre<br />
aiutato, supportato, spinto a fare nuove esperienze, senza remore e<br />
senza tabù. E questa è la strada giusta da percorrere: non fermarsi<br />
davanti agli ostacoli, anche se ce ne sono tanti, e mai sentirsi<br />
“diversi”. E&#8217; vero i ragazzi e i bambini autistici sono<br />
“diversi”, ma in base a quale normalità? Basterebbe trovare un<br />
nuovo modo di parlare, di rapportarsi con l&#8217;esterno, di scrivere e<br />
tutto torna a essere “normale”: lo hanno già insegnato Gianni<br />
Rodari, Munari, Calvino con le loro poesie, con le filastrocche, con<br />
i disegni&#8230;Ecco Andrea insegna a usare i colori del mondo in un modo<br />
“altro”, le facce buffe, le risate improvvise. Perchè essere<br />
autistici, forse, vuol dire anche essere un po&#8217; più profondi e saper<br />
cogliere il vero e il genuino dietro a tanta superficiale banalità.
</div>
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		<item>
		<title>L&#8217;odissea di Jacopo e il diritto allo studio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2014 04:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Jacopo ha 15 anni: fisicamente dimostra più della sua età, ma soffre di una grave forma di autismo. Terminata la scuola media, il ragazzo non riesce ad inserirsi in un istituto dove poter continuare&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />Jacopo<br />
ha 15 anni: fisicamente dimostra più della sua età, ma soffre di<br />
una grave forma di autismo.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Terminata<br />
la scuola media, il ragazzo non riesce ad inserirsi in un istituto<br />
dove poter continuare gli studi: questo non a causa delle sue<br />
difficoltà, ma a causa dell&#8217;ottusità di alcuni rappresentanti della<br />
cosiddetta “società civile”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vediamo<br />
perchè. I professori della scuola primaria di secondo grado avevano<br />
consigliato a Jacopo di iscriversi ad un liceo artistico con<br />
indirizzo grafico, il “Valle” di Padova, che lo ha rifiutato<br />
adducendo come scusa il fatto di non essere un istituto attrezzato<br />
per accogliere ragazzi con la disabilità di Jacopo. I genitori<br />
decidono, allora, di tentare con il Centro di formazione<br />
professionale “Francesco d&#8217;Assisi”, un centro specializzato<br />
proprio per l&#8217;accompagnamento allo studio di ragazzi con problemi<br />
relazionali. L&#8217;iscrizione è stata accettata, ma la frequentazione<br />
delle lezioni è possibile solo per tre giorni su cinque perchè la<br />
scuola non è in grado di trovare un insegnante di sostegno che copra<br />
tutta la settimana. Jacopo si trova bene all&#8217;istituto “Francesco<br />
d&#8217;Assisi” perchè ha la possibilità di seguire laboratori manuali,<br />
per lui più semplici rispetto ad altre materie curricolari.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Durante<br />
lo scorso mese di marzo, un&#8217;assemblea istituzionale (a cui non ha<br />
partecipato la famiglia) decidie di trasferire Jacopo, per il<br />
prossimo anno scolastico, presso un istituto statale per geometri con<br />
conseguenti difficoltà sul piano dell&#8217;apprendimento e<br />
dell&#8217;inserimento.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La madre<br />
di Jacopo si è, quindi, rivolta all&#8217;associazione Autismo Padova<br />
Onlus, la cui Presidente, Caterina Di Michele, spiega: “ Jacopo<br />
soffre di una forma di autismo grave e le istituzioni non sono ancora<br />
riuscite a trovare una soluzione&#8230;La madre di Jacopo porta avanti da<br />
sola la sua famiglia e ha anche un altro figlio. Avere Jacopo a casa<br />
al giovedì e al venerdì significa o non andare a lavorare oppure<br />
pagare qualcuno perchè stia con lui” E così è stato.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Speriamo<br />
che per il prossimo anno Jacopo e la sua famiglia ricevano l&#8217;aiuto<br />
necessario per una vita dignitosa. A partire dal diritto allo studio<br />
nella scuola più adatta.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La mamma<br />
di Jacopo ha lanciato una petizione on-line su change.org<br />
(“Permettere a Jacopo, ragazzo autistico, di continuare a<br />
frequentare la propria scuola”): vi chiediamo di sottoscriverla e<br />
di farla girare.
</div>
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		<item>
		<title>The special need: l&#8217;amore è per tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2014 04:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Enea, un nome epico per un ragazzo speciale: Enea ha ventotto anni e soffre di autismo, ma ha anche il forte desiderio di sperimentare il rapporto sessuale. Due suoi cari amici, Alex e Carlo,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/04/24/the-special-need-lamore-e-per-tutti/">The special need: l&#8217;amore è per tutti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Enea, un<br />
nome epico per un ragazzo speciale: Enea ha ventotto anni e soffre di<br />
autismo, ma ha anche il forte desiderio di sperimentare il rapporto<br />
sessuale. Due suoi cari amici, Alex e Carlo, decidono di aiutarlo e i<br />
tre partono, a bordo di uno sgangherato pulmino, per un viaggio on<br />
the road, che diventa iniziatico per Enea e istruttivo per gli<br />
spettatori.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questa<br />
il soggetto di <i>The special<br />
need</i>, il film documentario<br />
del regista Carlo Zoratti, alla sua opera prima e già vincitrice del<br />
Trieste Film Festival e del Dok Leipzig.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://images-blogger-opensocial.googleusercontent.com/gadgets/proxy?url=http%3A%2F%2F4.bp.blogspot.com%2F-ZiSTEYgzgqA%2FU1iuElzzN_I%2FAAAAAAAABFs%2Fs0Cx8chd0TY%2Fs1600%2Funtitled%2B(41).png&amp;container=blogger&amp;gadget=a&amp;rewriteMime=image%2F*&utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/04/untitled-41.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>La prima<br />
tappa del percorso è l&#8217;Austria, in una casa di appuntamenti, ma qui<br />
Alex e Carlo si rendono conto che per il loro amico è necessario un<br />
incontro con una persona sensibile e in grado di intercettare<br />
difficoltà non espresse. Il cammino, allora, riprende per giungere<br />
alla seconda tappa: a Trebel, in Germania, dove si trova la sede di<br />
un centro che si occupa di assistere  disabili nella scoperta della<br />
propia sessualità.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qui<br />
balza subito all&#8217;occhio la netta differenza nella tutela dei diritti<br />
delle persone affette da autismo (o con altri problemi) tra l&#8217;Italia<br />
e il Nord Europa, in particolare in Germania: nel nostro Paese certi<br />
argomenti sono ancora tabù e  le istituzioni non se ne occupano<br />
nella maniera più adeguata perchè si pensa, anche a livello<br />
giuridico, che l&#8217;autistico rimanga un bambino che non crescerà mai.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Zoratti<br />
è un autodidatta, ma soprattutto è amico di Enea da tanti anni e<br />
l&#8217;idea del film, come i due hanno raccontato in numerose interviste<br />
anche televisive, è nata: “ &#8230;Quattro anni fa, in piedi davanti<br />
alla fermata 11 dell&#8217;autobus di Udine. Quel giorno gli ho chiesto se<br />
aveva una ragazza: io ne avevo conosciute molte, perchè lui no? Nel<br />
2012, quando sono iniziate le riprese, non sapevamo dove sarebbe<br />
arrivata la nostra storia, quale sarebbe stata la strada. Ogni giorno<br />
Enea cambiava la traiettoria e io dovevo seguirlo, accettando che<br />
fosse lui a guidarmi”. Ecco, forse è proprio questo il segreto<br />
quando si ha a che fare con persone speciali: lasciarsi guidare,<br />
mettendo da parte sovrastrutture e pregiudizi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Alex e<br />
Carlo sono gli “angeli custodi” di Enea e anche Enea, in un<br />
finale del film sorprendete nella sua semplicità, dà a tutti una<br />
bella lezione, facendo emergere il nucleo fondamentale della sua<br />
ricerca che è, in fondo, una ricerca condivisa: il bisogno di amore.</p>
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/04/24/the-special-need-lamore-e-per-tutti/">The special need: l&#8217;amore è per tutti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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