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	<title>baha&#039;i Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Un sacerdote coraggioso divide la pittura, promuove l’unità﻿﻿﻿﻿</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 07:51:35 +0000</pubDate>
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<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Negli ultimi anni, alcune persone e alcuni gruppi all’interno e all’esterno dall’Iran hanno sollevato il tema dei diritti umani, della giustizia, della cultura dell’inclusione nel Paese. Anche se a questo coro si stanno unendo sempre più voci, è ancora raro vedere un sostegno espresso dalla classe ecclesiastica dell’Iran. Pertanto, quando un membro del clero dell’Iran parla a sostegno dei diritti dei cittadini e delle minoranze, ciò infonde speranza in moltissimi cuori.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Detto questo, l’ayatollah Abdol-Hamid Masoumi-Tehrani, un sacerdote di alto rango in Iran, che è anche calligrafo e artista, si distingue per il suo impegno pubblico verso l’unità. I suoi contributi all’armonia sociale in Iran hanno attirato l’attenzione e il consenso da molte parti del mondo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Recentemente l’ayatollah Tehrani ha dipinto una nuova opera che ha diviso in otto parti corrispondenti a otto gruppi religiosi del Paese. Ha dedicato queste parti del dipinto agli zoroastriani, agli ebrei, ai cristiani, ai mandei, agli iarsaniani, ai baha’i e ai musulmani sunniti e sciiti, considerandoli tutti «aspetti essenziali della cultura nazionale dell’Iran e serbatoi spirituali e religiosi dell’intera regione».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">«La nostra identità nazionale sarebbe incompleta senza ciascuno di loro», scrive in una dichiarazione sul suo sito Web.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Le parti della sua pittura simboleggiano la frammentazione delle varie popolazioni che compongono la cittadinanza dell’Iran, una frammentazione che egli attribuisce al fanatismo religioso e a pretese di accesso privilegiato alla verità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Spiegando il simbolismo delle divisioni del suo quadro, egli afferma: «Come il corpo politico della società umana soffre a causa di estraniamenti e separazioni, allo stesso modo ogni sezione di quest’opera sarebbe incompleta se non fosse accompagnata dalle altre sezioni. Questo pezzo è completo solo quando si mettono assieme tutte le parti».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">In passato, l’ayatollah Tehrani ha fatto altri gesti di riconciliazione e di fraternità verso le minoranze religiose. Nell’aprile 2014, ad esempio, ha donato ai baha’i del mondo una riproduzione calligrafica di un versetto sacro tratto dagli scritti baha’i. Il suo gesto ha riconosciuto la persecuzione contro la minoranza religiosa più grande dell’Iran e nello stesso tempo ha auspicato che ai baha’i dell’Iran sia riconosciuto un legittimo posto accanto ai loro concittadini, nel lavoro per la prosperità e la felicità del Paese.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">I coraggiosi gesti di questo membro del clero iraniano hanno colpito molte persone dentro e fuori i confini del Paese e hanno ispirato alcuni suoi colleghi di altre confessioni musulmane, nonché di altre religioni del mondo, a offrire il proprio sostegno alle sue azioni per la pacifica convivenza religiosa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Con questo ultimo gesto, l’ayatollah Tehrani coglie il desiderio di molti dei suoi concittadini che auspicano «un futuro in cui questa terra non appartenga solo a una certa religione, classe, etnia, o ideologia, ma appartenga a tutti gli iraniani, senza alcuna discriminazione».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Articolo originale in inglese: <a href="http://news.bahai.org/story/1135?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://news.bahai.org/story/1135?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </span></p>
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		<title>Continuano le persecuzioni dei Baha&#8217;i in Iran. L&#8217;uccisione di un signore di 63 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 07:12:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-624.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7313 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-624.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-624" width="399" height="399" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-624.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 399w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-624-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-624-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-624-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-624-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="it-IT">Con un terribile atto di violenza, un baha’i è stato pugnalato a morte da due uomini che hanno ammesso di averlo aggredito a causa delle sue convinzioni religiose.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Farhang Amiri, 63 anni, è stato assassinato davanti alla sua abitazione il 26 settembre 2016 nella città di Yazd, Iran, dove abitava da molto tempo con la sua famiglia.</span></p>
<p><span lang="it-IT">La notte precedente, due giovani si sono recati presso la residenza del signor Amiri con il pretesto di voler acquistare il suo furgone. Il signor Amiri non era in casa. Suo figlio, che li ha accolti alla porta, è rimasto sorpreso e ha detto di non essere a conoscenza del fatto che suo padre intendesse vendere il veicolo. Ma i due uomini hanno insistito. Quando ha chiesto il loro recapito, si sono scusati e se ne sono andati.</span></p>
<p><span lang="it-IT">La sera dell&#8217;omicidio, gli stessi due individui sono ritornati, hanno incontrato il signor Amiri e lo hanno aggredito violentemente davanti alla sua abitazione. Sentendo le sue urla, un membro della famiglia, che è stato poi raggiunto da molte altre persone, è accorso e lo ha trovato gravemente ferito da coltellate multiple al petto.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Poco dopo l&#8217;attacco, alcuni negozianti locali hanno bloccato un uomo che si allontanava correndo dalla scena del misfatto e lo hanno consegnato alla polizia. È stato catturato anche il secondo colpevole.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Interrogati dalla polizia davanti a testimoni, i due sospetti hanno ammesso di aver ucciso il signor Amiri con un coltello che avevano appositamente portato con sé. Quando è stato chiesto il loro movente, uno dei sospetti ha risposto di aver ucciso il signor Amiri, perché sapeva che egli era baha’i. </span></p>
<p><span lang="it-IT">«Questo atroce atto è la conseguenza di uno sforzo di lunga data, sistematicamente compiuto dalle autorità iraniane per incoraggiare l’odio e il fanatismo contro i baha&#8217;i», ha detto la signora Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.</span></p>
<p><span lang="it-IT">«Nella sola città di Yazd, ci sono stati molteplici atti di persecuzione negli anni passati, decine di arresti e detenzioni illeciti e decine di incursioni su abitazioni e uffici baha’i», ha detto la signora Dugal.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Questo non è il primo episodio persecutorio contro la famiglia del signor Amiri. L’anno scorso gli uffici e le abitazioni dei figli del signor Amiri sono stati perquisiti da agenti governativi che hanno confiscato computer, telefoni e altri oggetti.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Inoltre, agli inizi di agosto di quest’anno un credente della cittadina è stato informato da agenti del governo durante un interrogatorio che si sapeva che in città c’erano persone che avevano espresso l’intenzione di uccidere i baha’i.</span></p>
<p><span lang="it-IT">«La Baha’i International Community è indignata per l&#8217;omicidio del signor Amiri», ha detto la signora Dugal, «ed è profondamente preoccupata per la continua e incessante persecuzione dei baha’i in Iran che fa da sfondo a questi atti di violenza».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-623.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-7314 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-623.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-623" width="478" height="358" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-623.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 603w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-623-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 478px) 100vw, 478px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="it-IT">La signora Dugal ha fatto notare che la propaganda di odio contro i baha&#8217;i nei media ufficiali iraniani si è recentemente intensificata. In un suo nuovo rapporto, la Baha’i International Community dice che nei tre anni ci sono stati più di 20.000 casi.</span></p>
<p><span lang="it-IT">La signora Dugal ha commentato che il signor Amiri, che faceva l’autista e il contadino, viveva una vita modesta e onorevole. </span></p>
<p><span lang="it-IT">«I suoi vicini lo conoscevano per la gentilezza, la dolcezza, la saggezza e l’umiltà», ha detto. «Andava d’accordo con tutti. Il suo ambiente familiare era caratterizzato da amore e tenerezza ed egli incoraggiava i suoi quattro figli a essere onesti e affidabili».</span></p>
<p><span lang="it-IT">La signora Dugal ha anche dichiarato che il governo iraniano deve garantire che la causa della giustizia non sia ostacolata da considerazioni di affiliazione religiosa.</span></p>
<p><span lang="it-IT">«Gli iraniani dalla mente aperta e la comunità internazionale sono ora ansiosi di vedere come si farà giustizia e si chiedono se l’incitamento e la prevalente atmosfera che rendono possibili atti così odiosi finiranno», ha detto la signora Dugal.</span></p>
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		<title>Dall&#8217;India a Milano: una scuola baha&#8217;i</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 15:07:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato scorso, presso La Dogana di Milano, si è svolto un incontro  con il Dott. Rowshan e sua moglie. Il Dott. Danesh Rowshan, fondatore e direttore della Glory School India, è nato in Iran nel&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Sabato scorso, presso La Dogana di Milano, si è svolto un incontro  con il Dott. Rowshan e sua moglie. Il Dott. Danesh Rowshan, fondatore e direttore della Glory School India, è nato in Iran nel 1952. Si trasferisce in India nel 1976, dove inizia la sua carriera accademica in Economia e in Lingue.</p>
<p>A Nuova Dehli conosce e sposa sua moglie, anche lei di origini iraniane, ma attratta da un amore per l&#8217;India e dal desiderio di servirne il popolo. Professore universitario per diversi anni, il Dott. Rowshan ha insegnato alla Shivaji University e alla Panjab University. Il suo amore per i bambini ha iniziato a manifestarsi sotto forma di libri scritti proprio per i minori &#8211; libri di cui egli è scrittore ed editore &#8211;  fino poi a sfociare nel desiderio di lasciare il proprio lavoro in università per occuparsi dell&#8217;educazione primaria di quel Paese. Insieme alla moglie ha quindi fondato e dirige la Glory International School India. La sua passione lo ha portato a viaggiare e tenere seminari in più di 20 nazioni.</p>
<p>Durante la serata è stato proiettato un video che riporta la quotidianità all&#8217;interno della scuola, le attività svolte dalle bambine e dai bambini, la Natura da cui sono circondati. Mentre scorrevano le fotografie, l&#8217;ospite ha spiegato che la Glory School, di ispirazione Baha&#8217;i, è sita tra le montagne ai piedi dell&#8217;Hymalaya, in un luogo circondato da villaggi poveri e ad oggi accoglie circa 120 bambini.  Le persone di questa zona vivono di agricoltura e di allevamento e non tutte le famiglie possono permettersi di pagare una retta scolastica, anche perché &#8211; oltretutto &#8211; le scuole migliori si trovano nelle grandi città, lontano da casa.</p>
<p>Ecco il motivo per cui il Dott. Rowshan e la moglie hanno deciso di aprire una scuola in questo territorio, in cui sono previste alcune borse di studio per i bambini più indigenti e una retta annuale nominale molto bassa, valida per tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Interessante è il metodo educativo che viene usato: secondo la fede Baha&#8217;i, infatti, è importante dare ai ragazzi non solo un&#8217;istruzione materiale, ma anche una direzione morale in base ai valori universali quali: la solidarietà, l&#8217;amicizia, l&#8217;onestà, la sincerità, etc. e non tramite dogmi. E l&#8217;esempio, anche da parte dei più grandi e degli adulti, è molto utile: ad esempio, una volta alla settimana tutti si danno da fare per pulire l&#8217;intero istituto.</p>
<p>Il sistema educativo baha&#8217;i si basa sull&#8217;incoraggiamento: esistono diversi livelli di classi, ma spesso vengono svolte attività in comune proprio per fare in modo che chi è rimasto indietro venga aiutato da chi ha già raggiunto uno step successivo. In Occidente, come in altri Paesi dell&#8217;Oriente, si pensa che i bambini siano ignoranti, che siano come dei contenitori vuoti da riempire di conoscenze e gli insegnanti si aspettano che imparino in fretta e si concentrano solo sugli errori e non sui risultati positivi raggiunti; il metodo educativo della Glory school, invece, fa il contrario, creando anche un clima gioioso e sereno; infatti, tra le diverse attività, viene dato molto spazio anche alle danze e alla musica.</p>
<p>Questo tipo di educazione viene impartita ai maschi, ma anche alle femmine, senza distinzione di genere. Nelle zone rurali, spesso, le bambine sono relegate in casa a svolgere le faccende domestiche. Anche quando viene accordato loro il permesso di andare a scuola, non posso uscire senza l&#8217;accompagnamento di un maschio della famiglia (padre, fratello o marito). marito sì, perché, come molti di voi sapranno, in India vige ancora il fenomeno delle &#8220;spose-bambine&#8221;, vendute per motivi economici. Secondo la fede Baha&#8217;i, invece, uomo e donna sono le ali di uno stesso uccello. devono essere forti entrambi per poter volare.  Il governo indiano cerca di intervenire, c&#8217;è anche un Ministero preposto e alcune ONG sul territorio lavorano sulla sensibilizzazione, ma le superstizioni e le tradizioni sono difficili da superare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche agli insegnanti viene impartita una formazione in cui viene richiesto di essere molto pazienti ed affettuosi con i bambini: al centro di tutto ci deve essere la parola &#8220;rispetto&#8221;.</p>
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		<title>«Siamo tutti baha’i» — lo spirito di solidarietà cresce a dismisura</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 07:04:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><strong><span lang="it-IT">Sana’a, Yemen, 23 agosto 2016, (BWNS) — Una straordinaria ondata di sostegno da parte di organizzazioni e di persone ha acceso la speranza nel cuore dei baha’i dello Yemen dopo i recenti arresti nel Paese. Inoltre si è visto fino a che punto la spinta baha’i verso la costruzione dell’unità ha trovato una risposta in tante persone nel Paese e in tutta la regione. Una dichiarazione di sostegno apre con questa energica affermazione di solidarietà: </span><span lang="it-IT">«Siamo tutti baha’i».</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Il 10 agosto, soldati armati e mascherati hanno fatto irruzione durante un incontro educativo organizzato congiuntamente dalla Fondazione per lo sviluppo Nida e dalla comunità baha’i dello Yemen sul tema valorizzazione morale e servizio. Più di sessanta partecipanti sono stati arrestati, tra i quali c’erano anche bambini e giovani. La metà erano baha’i e si ritiene che in questo momento una quindicina di loro siano ancora in carcere, comprese alcune giovani madri.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Ma il raid ha suscitato </span><span lang="it-IT"><b>una risposta senza precedenti da parte dei cittadini</b></span><span lang="it-IT"> e della società civile. Una capillare copertura da parte dei media della regione —televisione, Internet e stampa — ha evidenziato l’impegno costruttivo della comunità baha’i e l’infondatezza e l’illogicità degli arresti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Due dei principali quotidiani pan-arabi — </span><span lang="it-IT"><b>Al-Arab e Al Quds Al-Arabi </b></span><span lang="it-IT">— hanno ampiamente raccontato l’evento. Tra le innumerevoli altre fonti di notizie che hanno pubblicato storie sul tema vi sono Al Morasel, Al Modon, Akhbar Al Khaleej, Gulf Eyes [gli occhi del Golfo], Al Masdar, Mosnad News, Savone Adan e Yemen Shabab.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«Perché arrestare un pacifico gruppo di baha’i quando il paese è pieno di trafficanti d’armi, di bande, di fomentatori, di sabotatori, di spie e di terroristi in agguato? Con quale coraggio si arresta un gruppo di bambini e giovani indifesi, quando lo Yemen è pieno di migliaia di assassini, ladri, criminali, bande e milizie armate religiose?», chiede lo scrittore Sadiq Al-Qadi in un articolo su Al-Morasel News intitolato «Per amore della fede, della nazione e dell’umanità: liberate i baha’i».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«Che cosa ci guadagna il Paese perseguitando un gruppo che crede nell’obbedienza al proprio paese? Che cosa ci guadagna arrestando persone che considerano il lavoro un atto di preghiera e che si sforzano di servire la comunità?», prosegue l’articolo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">La Fondazione Nida e la comunità baha’i dello Yemen si occupano di programmi per la valorizzazione dei giovani affinché si orientino verso lo sviluppo sociale, morale e intellettuale della società in modo pratico. Entrambi hanno lavorato anche per migliorare la condizione delle donne e promuovere il concetto di parità e, in particolare, l’educazione delle bambine. Inoltre, la Fondazione Nida ha discusso con i capi tribali le profonde implicazioni della pace, della riconciliazione e della co-esistenza in quella società dilaniata dalla guerra.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Anche alcuni capi tribali e concittadini di varia provenienza hanno espresso il loro sostegno. Ad esempio, il sito del «The People of the Quran [Il popolo del Corano]» — un ordine religioso musulmano chiamato anche i Qurani, che conta milioni di seguaci in tutta la regione araba — ha evidenziato la natura pacifica del raduno educativo. Il sito ha dichiarato che l’evento si è svolto «in un’atmosfera di amore e fedeltà verso lo Yemen: un programma pieno di entusiasmo, determinazione e altruismo per servire la causa della pace e della convivenza, della costruzione della comunità e dell’unità tra i figli del Paese.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«Siamo tutti baha’i!» incomincia la loro affermazione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«Se volete diffondere un’ideologia, mettetela in pratica! Questo riassume l’esperienza umana di qualsiasi nuovo modo di pensare», prosegue la dichiarazione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">L’ufficio regionale di </span><span lang="it-IT"><b>Amnesty International</b></span><span lang="it-IT"> ha rilasciato una dichiarazione che condanna le azioni del governo. «Gli arresti arbitrari di alcuni baha’i i quali non hanno fatto nient’altro che partecipare a un pacifico evento della comunità è completamente ingiustificabile. È solo l’ultimo esempio della persecuzione delle fedi minoritarie da parte delle autorità», ha detto Magdalena Mughrabi, vicedirettrice dell’organizzazione del Programma per il Nord Africa e il Medio Oriente.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Anche i social media hanno pubblicato numerosi messaggi e i sostenitori dei baha’i hanno pubblicato molti hashtag, alcuni in inglese e altri in arabo, </span><span lang="it-IT"><b>#Free_Bahais</b></span><span lang="it-IT">; #Free_Bahai_Mothers; #Freedom_For_Bahais. Molti hashtag di questo tipo parlano degli arresti ed evidenziano la nobiltà del carattere e delle finalità dei baha’i.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Molte dichiarazioni di sostegno hanno trattato temi analoghi, vale a dire l’importanza delle attività dei baha’i per il miglioramento dello Yemen in un momento di estremo bisogno di sforzi costruttivi. Così travolgente e diffusa è stata la reazione della società yemenita a sostegno dei detenuti che alcuni si sono chiesti chi potrebbero essere i veri istigatori di questo incidente.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">L’ufficio della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a New York ha rilasciato una dichiarazione fornendo i dettagli degli arresti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Uno degli interventi più forti è stato fatto da </span><span lang="it-IT"><b>Arwa Othman</b></span><span lang="it-IT">, fino a poco fa ministro nel governo dello Yemen e ora attivista dei diritti umani. La signora Othman ha scritto: «Sicurezza nazionale: quale funzione hai oggi? Il paese è incendiato dalla guerra e voi avete dimenticato i vostri doveri e avete fatto irruzione in un incontro educativo per la gioventù che aveva lo stesso obiettivo dei testi di educazione civica che i vostri bambini studiano a scuola.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">La dichiarazione prosegue dicendo: «I bambini, i giovani e le donne che avete arrestato non sono nemici ai quali si deve dichiarare guerra e che bisogna arrestare, violando i loro diritti — soprattutto quelli dei bambini. Quali prove avete trovato tra i ritagli di carta e i pastelli che sia stato commesso un crimine?».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Mettendo in evidenza il contrasto con i veri problemi della regione, la signora Othman ha dichiarato: «Quale minaccia vi ha spinti a entrare dell’edificio di una comunità come se ospitasse una cellula terroristica che stesse minacciando la sicurezza pubblica e la sovranità del Paese? Quali campi militari avete scoperto nei ricordi dei bambini, delle donne e degli adolescenti? Quali cellule dormienti di sedizione religiosa e settaria, all’opera per l’interesse dei nemici dello Yemen, avete trovato in quegli ambienti civilizzati?».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Infine, riferendosi alle donne che erano state arrestate, ha scritto: «Che cosa vi è preso, che le avete arrestate? I loro figli soffrono per la loro perdita! Alcuni di quei bambini sono neonati! Cosa è successo a voi e al vostro onore, Sicurezza nazionale&#8221;?».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Traduzione di Julio Savi, <a href="http://news.bahai.org/story/1118?utm_source=rss&utm_medium=rss">cliccare qui</a> per l’articolo in inglese.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6706" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6706" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (497)" width="448" height="448" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 1: “Libertà per i baha’i dello Yemen” è il messaggio di uno degli hashtag che circola nei social media del mondo arabo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-498.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6707" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6707" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-498.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (498)" width="512" height="384" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-498.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-498-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 2: Diversi messaggi circolano sui social media che richiedono la libertà per i baha’i e fanno appello all’unità e alla comprensione. Alcuni di questi messaggi da sinistra a destra: “Una società non può avanzare se continua a considerare come nemici coloro che sono diversi. </span>E’ pregiudizio cieco ed eresia contro gli altri. <span lang="it-IT">E’ un atto selvaggio commesso da coloro che pretendono di essere perfetti e vedono l’imperfezione in altri.” </span>“ I baha’i dello Yemen sono in prigione ingiustamente!” “Dite no alla violenza!”</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6708" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6708" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (499)" width="801" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 801w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499-300x240.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499-768x615.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 3: un esempio dei numerosi post sui social media a sostegno dei baha’i. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6709" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6709" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (500)" width="795" height="468" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 795w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500-300x177.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500-768x452.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 4: messaggi che richiedono il rilascio dei baha’i dalla prigione in Yemen appaiono ovunque nel mondo. “Liberate i prigionieri e le prigioniere baha’i” afferma l’immagine qui sopra.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6710" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6710" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (501)" width="785" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 785w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501-300x245.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501-768x627.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 785px) 100vw, 785px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 5: Ayman al-&#8216;Awami imprigionato, gli è stato impedito di attendere gli esami di maturità. Accusa: ha partecipato ad un seminario sul servizio alla comunità. </span>“Liberate i prigionieri baha’i dello Yemen!”</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-502.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6711" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6711" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-502.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (502)" width="335" height="230" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-502.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 335w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-502-300x206.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 335px) 100vw, 335px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 6: “Il silenzio è un crimine! Liberate i baha’i dello Yemen. Liberate questi individui onerevoli!”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-503.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6712" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6712" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-503.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (503)" width="540" height="438" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-503.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 540w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-503-300x243.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 7: numerosi post circolano nei social media a sostegno dei baha’i.</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/08/30/siamo-tutti-bahai-lo-spirito-di-solidarieta-cresce-a-dismisura/">«Siamo tutti baha’i» — lo spirito di solidarietà cresce a dismisura</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Yemen: le autorità Huthi devono rilasciare i baha’i detenuti e porre fine al giro di vite contro le minoranze</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/20/yemen-le-autorita-huthi-devono-rilasciare-i-bahai-detenuti-e-porre-fine-al-giro-di-vite-contro-le-minoranze/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Aug 2016 15:08:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fonte: Amnesty International Traduzione di G.S. Anayati 17 Agosto 2016 Il gruppo armato Huthi che controlla parti dello Yemen deve assicurare immediatamente il rilascio dei 27 membri della religione Baha’i che sono stati detenuti&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="western" lang="it-IT" align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-470.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6633" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6633" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-470.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (470)" width="567" height="243" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-470.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 567w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-470-300x129.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 567px) 100vw, 567px" /></a></h1>
<p><span lang="it-IT">Fonte: </span><span style="color: #0563c1;"><span lang="zxx"><u><a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/08/yemen-huthi-authorities-must-release-detained-bahais-end-crackdown-on-minorities/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span lang="it-IT">Amnesty International</span></a></u></span></span><span lang="it-IT"> Traduzione di G.S. Anayati </span></p>
<p lang="it-IT">17 Agosto 2016</p>
<p lang="it-IT">Il gruppo armato Huthi che controlla parti dello Yemen deve assicurare immediatamente il rilascio dei 27 membri della religione Baha’i che sono stati detenuti nella capitale, Sana’a, per una settimana, senza accuse, in un palese caso di persecuzione di una minoranza religiosa, ha affermato oggi Amnesty International.</p>
<p lang="it-IT">Funzionari armati del Bureau della Sicurezza Nazionale (NSB) dello Yemen, che lavora mano nella mano con le autorità armate Huthi, coperti da passamontagna, hanno preso d’assalto un incontro di giovani Baha’i a Sana’a il 10 agosto, arrestando 65 persone tra cui 14 donne e sei persone sotto i 18 anni, senza un mandato di arresto. Altri arresti sono stati compiuti ieri.</p>
<p>“<span lang="it-IT">L’arresto arbitrario di persone baha’i per aver partecipato ad un evento comunitario pacifico è completamente ingiustificabile. Questo è solo l’esempio più recente della persecuzione che le autorità conducono contro le religioni minoritarie,” ha affermato Magdalena Mughrabi, Deputy Director di Amnesty International per il Programma del Medio Oriente e del Nord Africa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6634" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6634 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-1024x462.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (469)" width="483" height="218" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-1024x462.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-300x135.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-768x347.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1070w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /></a></p>
<p>“<span lang="it-IT">Gli Huthi devono porre fine alle molestie contro le minoranze e rispettare il diritto di libertà religiosa, un diritto che è racchiuso nella costituzione del paese stesso e nelle norme di diritto internazionale.”</span></p>
<p lang="it-IT">Alcuni dei partecipanti detenuti sono stati rilasciati, mentre i fratelli al-Sakkaf, mariti di due donne arrestate, sono stati convocati al NSB e in seguito arrestati. Ancora 27 rimangono in custodia dell’agenzia, senza avere accesso ad avvocati o a visite famigliari.</p>
<p lang="it-IT">La detenzione di baha’i a causa della loro fede viola gli obblighi dello Yemen sotto il diritto internazionale e sembra essere parte di un più ampio giro di vite contro le minoranze da parte delle autorità Huthi. I baha’i venivano perseguitati a causa della loro fede anche sotto l’ex presidente Ali Abdullah Saleh prima del conflitto armato.</p>
<p lang="it-IT">I fratelli al-Sakkaf erano già stati arrestati dalle autorità Huthi nel marzo 2015, tenuti in custodia per due giorni, ed erano stati interrogati a riguardo della loro fede e di altri membri della comunità. Erano stati rilasciati senza accuse.</p>
<p lang="it-IT">Il Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici (ICCPR), che lo Yemen ratificò nel 1987, garantisce il diritto di ognuno di adottare la religione o il credo di propria scelta e di praticare la propria religione “individualmente o.. con altri e in pubblico o in privato”.</p>
<p lang="it-IT">Il codice penale dello Yemen tuttavia impone punizione per il “crimine” di apostasia così come per tentare di convertire musulmani ad altre fedi.</p>
<p lang="it-IT">La detenzione dei baha’i per una settimana senza accuse e senza che il caso venga presentato ad una corte viola la disposizione della costituzione yemenita, che prevede che chiunque venga arrestato, debba essere presentato ad una corte entro 24 ore dall’arresto.</p>
<p lang="it-IT">In un caso analogo, il membro baha’i Hamed Haydara è in attesa dell’udienza finale in tribunale il 25 settembre 2016. Fu arrestato nel dicembre 2013 e accusato di aver tentato di convertire musulmani alla fede baha’i.</p>
<p><a name="_GoBack"></a><span lang="it-IT">Le accuse mosse contro di lui, tra le altre, sono di apostasia, di lavorare per il governo israeliano e di minare l’indipendenza dello stato yemenita, tutte accuse che implicano una condanna a morte per la legge dello Yemen.</span></p>
<p lang="it-IT">Amnesty International è contraria alla pena di morte in ogni caso e senza eccezione.</p>
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		<title>Altre voci dai paesi islamici chiedono all&#8217;Iran di smettere di perseguitare i baha’i</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/11/altre-voci-dai-paesi-islamici-chiedono-alliran-di-smettere-di-perseguitare-i-bahai/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 06:56:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Traduzione da BWN  a cura di S. G. Anayati &#160; Un gruppo di avvocati del Bangladesh si è unito al crescente numero di intellettuali, leader religiosi e professionisti musulmani di tutto il mondo che&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="it-IT">Traduzione da <a href="http://news.bahai.org/story/1115?utm_source=rss&utm_medium=rss">BWN</a>  a cura di S. G. Anayati</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Un gruppo di avvocati del Bangladesh si è unito al crescente numero di intellettuali, leader religiosi e professionisti musulmani di tutto il mondo che chiedono di porre fine alla persecuzione dei baha’i in Iran.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-441.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6572" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6572" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-441.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (441)" width="596" height="444" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-441.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 596w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-441-300x223.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">In una <a href="http://news.bahai.org/sites/news.bahai.org/files/documentlibrary/1115_bangladesh-statement.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">lettera del 29 maggio 2016</a>, firmata da una dozzina di «professionisti del diritto del Bangladesh», il gruppo afferma che desidera «esprimere la… [sua] condanna del governo dell&#8217;Iran per aver arrestato i baha’i, tra cui sette dirigenti, solo a causa del loro credo religioso e per averli messi in prigione senza alcun ricorso a un tribunale».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">La lettera prosegue dicendo: «Che i baha’i siano una comunità pacifica e la più numerosa minoranza dell&#8217;Iran e siano sottoposti a un programma premeditato di ostilità da parte del governo che ha chiuso loro le porte di tutte le opportunità socio-economiche come posti di lavoro, istruzione e sicurezza è contrario alle norme di qualsiasi società civilizzata e assolutamente inaccettabile!».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Il gruppo conclude chiedendo l&#8217;immediata liberazione dei sette dirigenti baha’i imprigionati. Esorta inoltre l&#8217;Iran a fermare la sua campagna di propaganda anti baha’i.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">I dodici avvocati del Bangladesh si aggiungono ad un crescente numero di capi religiosi, studiosi e attivisti dei diritti umani musulmani di tutto il mondo che hanno deciso di parlare pubblicamente contro la recente persecuzione sistematica dei baha’i da parte dell&#8217;Iran.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Nel mese di maggio, ad esempio, <a href="http://iranpresswatch.org/post/14709/?utm_source=rss&utm_medium=rss">cinque studiosi religiosi iraniani hanno pubblicato una dichiarazione</a> che denuncia l&#8217;oppressione dei baha’i da parte dell&#8217;Iran e chiede tolleranza nei confronti di coloro che hanno un credo diverso.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Abdolali Bazargan, Hasan Fereshtian, Mohsen Kadivar, Sedigheh Vasmaghi e Hasan Yousefi-Eshkevari hanno osservato che, come afferma Iran Press Watch, i «seguaci della religione baha’i sono stati oppressi a causa della loro religione e delle loro credenze per decenni».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«La critica e il rifiuto delle credenze di una setta o di una religione non possono giustificare la violenza e la tirannia contro i suoi seguaci», hanno detto i cinque studiosi, aggiungendo che «l&#8217;Islam sostiene la libertà di religione e di credo. Molti versetti del Corano affermano questo importante concetto».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Anche altri capi religiosi musulmani hanno incominciato a lanciare analoghi appelli alla tolleranza verso i baha&#8217;i.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">L’azione dell’ayatollah Tehrani, che ha anche offerto ai baha’i del mondo un’opera di calligrafia miniata con una frase tratta dagli scritti di Baha&#8217;u&#8217;llah, invocando la convivenza religiosa con i baha&#8217;i, è <a href="http://news.bahai.org/story/1009?utm_source=rss&utm_medium=rss">stata elogiata da molti leader religiosi musulmani</a>.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Fra questi c’è il dottor Ghaleb Bencheikh, un teologo musulmano assai rispettato e ben noto in Francia per la sua promozione di attività interreligiose che nel 2014 ha condannato la persecuzione dei baha’i da parte dell’Iran dicendo che essa avviene «nel disprezzo del diritto» ed è «un intollerabile scandalo».</span></p>
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		<title>Quando viene negata persino l’amicizia. Iran: la reazione all&#8217;incontro con una baha’i espone la verità</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/07/22/quando-viene-negata-persino-lamicizia-iran-la-reazione-allincontro-con-una-bahai-espone-la-verita/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 08:19:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Fonte: BWNS (traduzione di S. G. Anayati) Una tempesta di furiose denunce, in reazione a un semplice incontro tra due amiche in una casa privata, ha drammaticamente esposto la doppiezza delle autorità iraniane&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT"><b> </b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Fonte: BWNS (traduzione di S. G. Anayati)</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-404.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6368" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6368" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-404.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (404)" width="399" height="355" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-404.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 399w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-404-300x267.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Una tempesta di furiose denunce, in reazione a un semplice incontro tra due amiche in una casa privata, ha drammaticamente esposto la doppiezza delle autorità iraniane le quali hanno ripetutamente affermato che il loro trattamento dei baha’i non è motivato da pregiudizi religiosi.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">L&#8217;incontro che ha suscitato la polemica riguarda la visita di Faezeh Hashemi, figlia dell&#8217;ex presidente dell&#8217;Iran Akbar Hashemi Rafsanjani, presso l&#8217;abitazione casa di Fariba Kamalabadi, una dei sette ex dirigenti baha’i che si trovano in carcere dal 2008.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Decine di religiosi di alto grado e di personaggi politici si sono affrettati a denunciare la signora Hashemi e un importante ayatollah ha anche chiesto di incriminarla a causa del suo incontro con una baha’i. Un&#8217;altra figura di alto rango ha detto che le «relazioni amichevoli» con i baha’i sono «un tradimento contro l&#8217;Islam e la rivoluzione». «Frequentare i baha’i ed essere loro amici è contro gli insegnamenti dell&#8217;Islam», ha detto un ayatollah, mentre un altro ha affermato che i baha’i sono «devianti» che devono essere «isolati» e ha affermato che incontrare un baha’i è di per sé «una deviazione religiosa assoluta». Il capo della magistratura e il suo vice hanno confermato la possibilità di incriminare la signora Hashemi, come è stato specificamente richiesto da molti prelati per dare una lezione al resto della società.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Parlando a New York, Bani Dugal, la principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite, ha detto: «Ciò che sorprende è il candore, l’entità e l&#8217;alto profilo della reazione del regime. Da un grande ayatollah, indicato come una “fonte di emulazione”, a maggiori figure religiose e politiche, nonché organi esecutivi del governo, dichiarazioni allineate hanno ora dimostrato, senza ombra di dubbio, che il loro trattamento dei baha’i è motivato da un pregiudizio religioso. Pertanto, questa reazione collettiva ha messo a nudo la falsità dei rappresentanti del governo iraniano nei forum internazionali sui diritti umani e ha contraddetto categoricamente le loro affermazioni». La signora Dugal ha aggiunto: «Sia questo un momento di chiarezza assoluta per il mondo intero».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">«Provate a immaginare che cosa vuol dire essere baha’i in Iran, quando anche coloro che visitano la vostra casa sono pubblicamente condannati in questo modo e sono minacciati di incriminazione».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">L&#8217;incontro tra le due donne è avvenuto in un periodo di cinque giorni, quando la signora Kamalabadi ha avuto il permesso di uscire dal carcere prima di dover ritornare per completare la sua condanna a dieci anni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">La signora Hashemi, che è anche un ex membro del Parlamento iraniano, ha trascorso sei mesi nella stessa prigione della signora Kamalabadi nel 2012 dopo essere stata accusata di «diffusione di propaganda contro il sistema di governo». Le due donne, che non si erano più viste dal giorno del rilascio della signora Hashemi, hanno voluto rinnovare la loro amicizia nata in prigione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">«Nonostante il furore della critica che ha stigmatizzato questo atto di umanità, una semplice interazione di due cittadine, molte persone coraggiose — attivisti dei diritti umani, giornalisti, accademici e semplici cittadini —hanno difeso il diritto dei baha’i di avere normali relazioni umane nel loro paese» ha detto la signora Dugal. «Ma speriamo che ci siano più voci di questo genere, affinché gli sforzi di isolare sistematicamente e di estraniare la comunità baha’i in Iran non abbiano successo».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">La signora Dugal ha aggiunto: «Le straordinarie minacce e condanne espresse da molti prelati e autorità sono in contrasto con le recenti coraggiose azioni e dichiarazioni di diversi personaggi del clero e del mondo del pensiero religioso in Iran e altrove che hanno parlato a favore della convivenza, della tolleranza e dell’uguaglianza per tutti i cittadini. Speriamo che la voce della coscienza porti il resto del clero a rompere il silenzio e a mostrare che la vera religione non perdona la spietatezza dell’apartheid, dell’estraniamento e dell&#8217;odio».</span></p>
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		<title>Iran: la reazione negativa contro i baha’i espone l’estrema ostilità delle autorità per la minoranza religiosa</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 10:33:46 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/06/10/iran-la-reazione-negativa-contro-i-bahai-espone-lestrema-ostilita-delle-autorita-per-la-minoranza-religiosa/">Iran: la reazione negativa contro i baha’i espone l’estrema ostilità delle autorità per la minoranza religiosa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT"><b> </b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Fonte: <a href="http://ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=20073&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss">ohchr.org</a></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-360.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6113" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6113" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-360.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (360)" width="320" height="320" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-360.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-360-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-360-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-360-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">GINEVRA (8 giugno 2016) – Due esperti di diritti umani delle Nazioni Unite hanno affermato oggi che l’attuale ondata di istigazione all’odio verso la comunità baha’i, riflessa nei discorsi fatti da funzionari religiosi, giudiziari e politici della Repubblica Islamica dell’Iran “ha esposto l’estrema ostilità delle autorità iraniane per gli aderenti alla minoranza religiosa.”</span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span lang="it-IT">Attacchi verbali da parte di funzionari statali contro una comunità già vulnerabile come i baha’i sono estremamente preoccupanti, non solo perché violano apertamente gli obblighi legali internazionali dell’Iran di non discriminare i suoi cittadini, ma perché potrebbero incoraggiare discriminazione e atti violenti contro questo gruppo”, ha affermato Ahmed Shaheed, Special Rapporteur delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Iran.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">L’ultima reazione negativa contro la comunità baha’i in Iran è iniziata dopo che la figlia dell’ex Presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, Faezeh Hashemi, ha visitato la casa di Fariba Kamalabadi, il giorno 13 maggio, dopo che alla signora Kamalabadi era stato concesso un rilascio temporaneo dalla prigione. La signora Kamalabadi è una dei sette leader baha’i che sono stati in prigione nel paese dal 2008 per aver esercitato pacificamente la loro fede.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Il 18 maggio, il portavoce ufficiale della magistratura, Gholamanhossein Mohseni Ejei, ha annunciato che la magistratura avrebbe intrapreso una causa formale contro la signora Hashemi, che aveva conosciuto la signora Kamalabadi durante un breve periodo di prigionia nella prigione di Evin nel 2012, perché la sua decisione di incontrare un prigioniero politico costituiva un “atto molto sgradevole e osceno.”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Secondo quanto riportato, dalla metà di maggio, 169 leader religiosi, della magistratura e politici hanno parlato o scritto apertamente contro la comunità baha’i in Iran. Tra il 18 maggio e il 4 giugno, i sermoni del venerdì di ecclesiastici nominati dall’Ufficio del Leader Supremo hanno attaccato, condannato o criticato le credenze abbracciate dai membri della comunità baha’i, dichiarando che la fede baha’i è essenzialmente un partito politico mascherato da religione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Dopo i sermoni del venerdì, un numero di giornali ha pubblicato articoli e op-ed che collegano membri della comunità baha’i ai nemici dell’Iran, marchiandoli come “sionisti” e incoraggiando alla violenza. Il 4 giugno, per esempio, Tasnim News Agency ha ricordato ai suoi lettori che la fede baha’i fu creata dalla Gran Bretagna e da Israele, che il considerare il “bahaismo” una religione legittima equivarrebbe ad attaccare l’Imam Occulto, e che gli individui che sono in contatto con questa setta devono essere perseguiti legalmente. </span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span lang="it-IT">Commenti del genere sono vergognosi specialmente dato che così tanti baha’i sono già sottoposti ad arresti arbitrari, irruzioni in casa, confisca e distruzione delle loro proprietà e attività commerciali, diniego di impiego lavorativo, e accesso ristretto all’educazione”, ha sottolineato Shaheed. “[tali commenti] dimostrano chiaramente la sistematica e continuativa persecuzione di questa comunità da parte dello stato.”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Ci sono al momento almeno 72 baha’i in prigione solamente a causa delle loro credenze e pratiche religiose.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite, Heiner Bielefeldt, ha osservato che “i baha’i sono sempre stati un gruppo vulnerabile e marginalizzato, privo di appropriata protezione legale, perché la costituzione iraniana non li riconosce ufficialmente come una minoranza religiosa.” </span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span lang="it-IT">La retorica sempre più ostile contro la comunità baha’i non solo spoglia i suoi membri dei propri diritti e li tratta come cittadini di seconda classe” ha detto Bielefeldt, “Pone l’intera comunità di fronte a un precipizio molto pericoloso, dove la loro stessa esistenza viene minacciata.”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">L’esperto ha ricordato che il governo iraniano è un membro del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali e ha affermato: “Queste convenzioni non solo proteggono il diritto delle persone alla libertà religiosa, che è un diritto inderogabile, ma anche il loro diritto alla libertà e alla sicurezza della persona”.</span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span lang="it-IT">Dopo anni di pregiudizio senza ritegno contro la comunità baha’i, l’ultimo round di attacchi e istigazione all’odio è veramente scioccante e assolutamente inaccettabile” ha detto Shaheed.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Lo Special Rapporteur sollecita le autorità iraniane “a porre fine a tutte le forme di discriminazione e istigazione contro i baha’i e a investigare accuratamente, e perseguire legalmente, gli individui che commettono questi atti, nonostante il loro rango o posizione.”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Gli esperti delle Nazioni Unite hanno rinnovato il loro appello al governo iraniano di porre fine ad una discriminazione sanzionata dallo stato contro la minoranza. Hanno incoraggiato le autorità a riconsiderare i casi legali dei 72 baha’i attualmente in prigione per aver organizzato incontri religiosi, per aver sostenuto il diritto all’educazione, o per gestire gli affari religiosi e amministrativi della loro comunità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">I Special Rapporteur Ahmed Shaheed e Heiner Bielefeldt fanno parte delle Procedure Speciali del Consiglio per i Diritti Umani. Procedure Speciali, l’organo più numeroso di esperti indipendenti nel sistema dei diritti umani dell’ONU, è il nome comunemente usato per i meccanismi indipendenti di monitoraggio e inchiesta che si occupano della situazione di paesi specifici o di specifici problemi ovunque nel mondo. Gli esperi di Procedure Speciali lavorano come volontari; non sono staff dell’ONU e non ricevono uno stipendio per il loro lavoro. Sono indipendenti da ogni governo e organizzazione e servono a titolo personale. </span></p>
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