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	<title>Bahar Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Bahar Kimyongur, di Monica Macchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 06:19:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il Belgio, l&#8217;Olanda e la Spagna, è stata l’Italia a imprigionare Bahar Kimyongür, giornalista belga, autore di “Syriana, la conquête continue” e di “Le Livre noir de la “démocratie” militariste en Turquie” &#160;e&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/foto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/foto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="220" /></a></div>
<p>Dopo il Belgio, l&#8217;Olanda e la Spagna, è<br />
stata l’Italia a imprigionare Bahar Kimyongür, giornalista belga, autore di “<i>Syriana, la conquête continue” </i>e di<i> “Le Livre noir de la<br />
“démocratie” militariste en Turquie</i>” &nbsp;e attivista per la pace. Bahar<br />
sembra essere diventato uno dei capri espiatori<br />
preferiti dal regime Erdogan<br />
che vuole condannarlo a 22 anni di carcere per<br />
aver protestato in Parlamento contro<br />
la pratica della tortura nelle<br />
carceri turche anche se l’accusa ufficiale è quella di “terrorismo” per<br />
aver tradotto dal<br />
turco al francese alcuni comunicati del DHKP-C, un gruppo comunista turco inserito<br />
tra le organizzazioni terroristiche dalla UE dopo l’11 settembre.</p>
<div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;">
Portato in giudizio sulla base della legislazione<br />
anti-terrorismo del Belgio, è stato condannato in primo grado nel febbraio 2006<br />
e in appello nel novembre 2006, poi assolto nel 2007 e nel 2009 a seguito delle<br />
sentenze di Cassazione che hanno annullato le sentenze precedenti. A suo sostegno<br />
è stato fondato il collettivo CLEA (Comitato per la Libertà di Espressione e<br />
Associazione) che promuove un dibattito critico sulle nuove legislazioni<br />
anti-terrorismo e sulle richieste di estradizione. Infatti la Turchia ha a più<br />
riprese richiesto l’estradizione di Bahar fino a questo momento negata dai giudici<br />
belgi perchè il Belgio non estrada i propri cittadini ma anche da quelli<br />
olandesi che lo hanno definito “un avversario politico” e per questo sulla base dell’articolo 3 della “Convenzione europea per l’estradizione”<br />
hanno rifiutato di estradarlo in Turchia. Infatti c’è un mandato internazionale<br />
di arresto dell’Interpol che non può essere annullato se non su richiesta di<br />
uno Stato (e il Belgio su questo non si è attivato) per cui in tutti gli altri<br />
Paesi può essere fermato su richiesta della Turchia: Bahar può essere arrestato<br />
ogni volta che passa un confine. E’ stato così arrestato in Olanda e anche in<br />
Spagna (mentre visitava con la famiglia la cattedrale di Cordova…) col<br />
paradosso che sulla base delle sentenze di Belgio, Olanda e Spagna non può, in linea di principio essere estradato,<br />
ma può essere continuamente arrestato.</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;">
Ed infatti arrivato in<br />
Italia il 21 novembre scorso per partecipare a due iniziative pubbliche per<br />
denunciare l’ingerenza della Turchia nello scenario siriano, ha trovato la<br />
Digos che dall’aereoporto di Orio al Serio l’ha portato<br />
direttamente nel carcere di Bergamo. Il 2 dicembre,<br />
la Corte d&#8217;Appello di Brescia lo<br />
ha messo agli arresti domiciliari a<br />
Massa in attesa delle decisioni della Turchia che ha 40 giorni di tempo per<br />
presentare una formale richiesta di estradizione. E a sua volta il Procuratore<br />
Generale dopo aver ricevuto il dossier turco avrà a disposizione fino a tre<br />
mesi per inviare alla Corte d’Appello di Brescia le sue conclusioni o la<br />
richiesta di ulteriori informazioni: quindi per almeno quasi quattro mesi Bahar<br />
starà ai domiciliari…ma per quale reato? La traduzione di volantini per cui è<br />
stato già assolto?</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;">
Monica Macchi</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;">
PS Al caso di Bahar Kimyongür è stato anche dedicato “<i>Résister<br />
n’est pas un crime”</i>, un documentario (inedito in Italia….) di Marie-France<br />
Collard, F.Bellali e J.Laffont, che ha vinto il Premio Speciale della Giuria al<br />
FIFDH (Festival Internazionale del Film sui Diritti dell&#8217;Uomo) di Parigi nel<br />
2009.</div>
<p></p>
<div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;">
<b></b>&nbsp;</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
&nbsp;</div>
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