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	<title>banche Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Lavorare per vivere o lavorare per sopravvivere</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2020 08:36:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Emanuela Piscitelli 1° Maggio, Festa dei lavoratori ai tempi del Covid-19 &#8211; Paradosso o realtà? Decreto “Cura Italia”, una commedia all’italiana. Lo Stato sembra essere riuscito solo in una cosa: aver reso uguali&#46;&#46;&#46;</p>
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<p> di Emanuela Piscitelli</p>



<p>
1°
Maggio, Festa dei lavoratori ai tempi del Covid-19 &#8211; Paradosso
o realtà?

</p>



<p>
Decreto
“Cura Italia”, una commedia all’italiana.
 
</p>



<p>
Lo
Stato sembra essere riuscito solo in una cosa: aver reso uguali la
maggioranza delle diverse classi lavoratrici perché, in nessun caso,
le promesse fatte sono state rispettate.</p>



<p>
In
due mesi si è passati dal concetto di vivere al concetto di
sopravvivere.</p>



<p>
Approfondendo
la tematica con la testimonianza di esponenti di diverse categorie
lavorative, si evince che la situazione è
debilitante.</p>



<p>
Chi
beneficerà dal punto di vista economico con il ritorno ad una quasi
normalità? Le categorie più protette saranno, sicuramente, i
lavoratori del settore pubblico, affiancati da tutte quelle che non
si sono arrestate neanche in tempo di lockdown. 
</p>



<p>
“Un’illusione”,
come definiti da Fabiana &#8211; giovane imprenditrice &#8211; gli aiuti
predisposti dal Governo, sentimento che, d’altronde, accomuna un
preponderante numero di lavoratori autonomi.</p>



<p>
Il
Governo,
con il decreto <a href="https://www.agendadigitale.eu/documenti/decreto-cura-italia-le-principali-novita-fiscali-e-finanziarie/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Cura
Italia</a>,
ha stabilito la misura di un
sostegno di
600 euro
per i lavoratori autonomi,
partite Iva&nbsp;senza
cassa e professionisti
iscritti alle casse private.</p>



<p>
Erogazione
idealmente
prevista entro il 17 Aprile ma, non confermata da un’ampia gamma di
lavoratori che, ancora oggi, ne restano in attesa. 
</p>



<p>
Il
problema, risiede non tanto nella preoccupazione del se arriverà,
quanto piuttosto del “quando” il bonus arriverà.  
</p>



<p>
Se,
nel frattempo, le entrate si considerano azzerate, mutui, tasse e
canoni di locazione permangono. Sarà, dunque, difficile ripristinare
una situazione, ormai compromessa, dal ritardo con cui lo Stato si è
mosso e, nello specifico, con le modalità con cui ha operato. 
</p>



<p>
Discorso
similare, ma con conseguenze peggiori, per tutte le nuove
attività, avviate nel 2020, che risultano impossibilitate nel
richiedere un incentivo, non rispettando i requisiti previsti dalle
tante domande di agevolazione.</p>



<p>
Dunque,
saranno numerose
le attività produttive costrette alla chiusura.</p>



<p>
Contenuti
analoghi, caratterizzati da una sostanziale amarezza di fondo, sono
quelli appartenenti ai lavoratori
dipendenti
&#8211; coloro che si impegnano, per effetto di un contratto, in cambio di
una retribuzione (stipendio), a prestare il proprio lavoro
intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione di un
soggetto detto “datore
di lavoro”.

</p>



<p>
I
fondi stanziati riusciranno a garantirgli la Cassa Integrazione?</p>



<p>
Sono
7,3milioni
i lavoratori per i quali le aziende ne hanno richiesto l’erogazione,
senza poi considerare i lavoratori interessati alla cassa in deroga.</p>



<p>
Allo
stato attuale, sembrerebbe una visione utopistica, considerato che
l’istituto competente (l’INPS) risulta “<em>non
pervenuto</em>”.</p>



<p>
Il
1° Aprile l’ISTAT ha pubblicato i dati provvisori relativi agli
occupati e disoccupati di Febbraio 2020, mese precedente l’inizio
del lockdown, sottolineando una
crescita delle persone in cerca di occupazione
tra gli uomini e i giovani della fascia 15-24. 
</p>



<p>
Sarebbe
curioso osservare i dati aggiornati,
non solo in riferimento alla situazione attuale ma, soprattutto,
successiva all’emergenza.</p>



<p>
L&#8217;economia
non deve prevalere sulla salute ma bisognerebbe fare in modo che non
si arrivi a fatturare zero. A tal proposito, il Governo non sembra
sapere dove, quando, a che tasso e come agire per finanziare, in
primis, le piccole aziende &#8211; messe in ginocchio dall’emergenza &#8211; e,
chiaramente, le grandi imprese. L’intero sistema necessita,
pertanto, di dover essere ridisegnato. 
</p>



<p>
Quando
si parla di 1° Maggio, si ricorda un’iniziativa simbolo delle
rivendicazioni
operaie,
di lavoratori che hanno lottato per conquistare diritti
e condizioni di lavoro
migliori. 
</p>



<p>
Allo
stato attuale, è opportuno
ponderare
un ragionevole
bilancio delle diverse esigenze &#8211;
tra
le misure economiche e quelle dettate dalla comunità scientifica &#8211;
altrimenti ci si imbatterà in un fenomeno surreale:
si
finirà per non morire
di
coronavirus ma morire di fame.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chi è il nostro nemico in questa guerra? Dichiarazione di accademici greci ed altri contro la xenofobia﻿</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 08:13:21 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="660" height="370" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/xxxxxxxxxxxxxxx.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13752" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/xxxxxxxxxxxxxxx.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/xxxxxxxxxxxxxxx-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure></div>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><br></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td></td></tr><tr><td>Various Authors &#8211; Autores varios &#8211; Auteurs divers- AAVV-d.a.<br>(da txacala-int.org)</td></tr><tr><td>Tradotto da&nbsp;<strong>&nbsp;<a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=2&amp;lg_pp=it&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي</a></strong></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td>In Grecia siamo testimoni di un&#8217;isteria xenofoba e razzista alimentata da un ampio spettro di forze conservatrici, di <br>estrema destra e fasciste, e sostenuta dai mass media e dal governo. In un&#8217;atmosfera di fervore nazionalistico, il <br>discorso pubblico è trafitto da grida di guerra e dichiarazioni disumane che offendono i valori morali fondamentali. <br>Incredibili, odiose e spudorate ingiurie vengono lanciate contro donne e bambini, e contro i deboli in generale.Questa<br> xenofobia organizzata e psicotica coltiva il panico, paralizza il pensiero razionale, annega ogni appello alla solidarietà, riempie una società stanca e insicura con i veleni dell&#8217;estrema destra e del fascismo misantropo. Segna il culmine di <br>uno sforzo sistematico e insistente del capitale per imporre alla società greca l&#8217;egemonia ideologica di un&#8217;estrema <br>destra razzista. Sfrutta gli enormi problemi creati dalle dure politiche liberali degli attuali e precedenti detentori del <br>potere statale.<br><br>Contro l&#8217;istrionismo dell&#8217;estrema destra dichiariamo con calma:<em>I rifugiati non sono mai stati un problema per il popolo </em><br><em>greco.<br><br>Non sono stati i rifugiati a causare la crisi mondiale, ma il capitale.<br><br>I rifugiati non hanno portato milioni di lavoratori alla disoccupazione, né centinaia di migliaia di imprese in Grecia alla </em><br><em>chiusura. In tutto il mondo, è il capitale che lo ha fatto.<br><br>I rifugiati non hanno fatto sì che nell&#8217;ultimo decennio gli Stati derubassero i propri cittadini con le tasse destinate a </em><br><em>salvare le banche e altri covi oligarchici del capitalismo mondiale. Sono stati gli oligarchi a farlo.<br><br>I rifugiati hanno perso tutto negli anni della crisi economica mondiale. Gli oligarchi continuano però ad accumulare </em><br><em>ricchezze saccheggiando il pianeta.<br><br>I rifugiati non hanno imposto al popolo greco disoccupazione di massa e povertà. La Troika lo ha fatto attraverso i suoi </em><br><em>memorandum.<br><br>I rifugiati non hanno mandato in emigrazione mezzo milione di figli e figlie del popolo greco. </em>I rifugiati non gestiscono un sistema basato sullo sfruttamento, la concorrenza, l&#8217;alienazione e la guerra. Come i migranti sono vittime del sistema <br>capitalistico dominante che organizza la guerra di classe dei ricchi contro i poveri. Sperimentano tutte le catastrofi che questo sistema porta all&#8217;umanità. Sono vittime di tutte le guerre e di tutti gli interventi organizzati dall&#8217;Occidente <br>imperialista &#8211; USA, Unione Europea, NATO &#8211; per imporre il suo dominio.<br><br>La Grecia è parte integrante delle strutture finanziarie, politiche e militari euroatlantiche. Attraverso la partecipazione a queste strutture gli oligarchi greci avanzano aggressivamente i loro interessi, qui e altrove. I rifugiati e gli immigrati sono vittime della guerra finanziaria mondiale condotta dai colossali monopoli degli Stati imperialisti contro i <br>produttori dei paesi più deboli, causando e riciclando così il sottosviluppo e la povertà.<br><br>L&#8217;estrema destra però, in Grecia e in ogni altro luogo, attribuisce tutti questi flagelli ai rifugiati. In modo sistematico e organizzato rivolge contro i rifugiati la rabbia di coloro che non vedono i veri colpevoli: le forze di guerra (USA, Nato, <br>Unione Europea), l&#8217;oligarchia della ricchezza, e i politici che le servono.<br><br>Attraverso il bersaglio xenofobo dei rifugiati l&#8217;estrema destra coltiva la discordia tra la gente. Sovverte la solidarietà <br>sociale, che è sempre stata l&#8217;arma degli sfruttati e degli oppressi contro gli sfruttatori e gli oppressori.<br><br>Di fronte a un&#8217;epidemia di xenofobia e razzismo, dichiariamo con forza che i rifugiati e i migranti non sono nostri <br>nemici. Non siamo contro di loro! Non siamo contro i deboli, i miserabili, gli impoveriti di questo mondo! I nostri <br>nemici sono i guerrafondai &#8211; gli Stati Uniti, la NATO, l&#8217;Unione Europea, gli oligarchi capitalisti in Grecia e Turchia, e i <br>loro servitori politici. I nostri nemici sono i fascisti, i razzisti e i misantropi.<br><br>Contro un sistema che schiaccia interi popoli e ne polverizza la vita, un sistema che giorno dopo giorno produce <br>sempre più “persone in esubero”, noi lotteremo sempre per la solidarietà dei popoli contro i loro nemici comuni, per <br>una nuova società di fratersororità e di umanità.<br><br></td></tr></tbody></table>



<p>&#8212;

</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il vergognoso silenzio internazionale sul Dakota Pipeline Access</title>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Care amiche e amici, le proteste noviolente dei nativi americani stanno passando sotto l&#8217;intollerabile silenzio mediatico della comunità internazionale. L&#8217;uomo bianco continua a violare quella Terra (che non solo per loro dovrebbe essere&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/INDIANI-7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7559 aligncenter" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/INDIANI-7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Jul 10, 2020 - Vancouver, British Columbia, Canada - Native Indian man, dressed in full regalia, during the annual Squamish Nation Pow Wow. A modern Pow Wow is a historically traditional event where Native American people compete in dancing and singing, and non-Native American people meet to honor American Indian culture. There is generally dancing, as well as singing, competition in various categories, often with significant prize money awarded. Pow Wows vary in length from one day session of 5 to 6 hours to three days. Major Pow Wows or Pow Wows called for a special occasion can be up to one week long. The Squamish Nation Pow Wow lasts for three days." width="600" height="399" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/INDIANI-7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/INDIANI-7-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Care amiche e amici,<br />
le proteste noviolente dei nativi americani stanno passando sotto l&#8217;intollerabile silenzio mediatico della comunità internazionale.<br />
L&#8217;uomo bianco continua a violare quella Terra (che non solo per loro dovrebbe essere sacra e che comunque è diventata l&#8217;unico posto in cui la loro antica civiltà stenta a sopravvivere) per costruire un oleodotto.<br />
Lo stanno imponendo con la prepotenza, perpetrando un danno non solo socio-antropologico, ma anche ambientale di cui<span class="m_882708214241739671gmail-text_exposed_show"> oltretutto non è stato possibile effettuare alcun valutazione d&#8217;impatto.<br />
I nativi continuano a resistere senza reagire, subendo cariche della polizia, respingimenti con violenti getti d&#8217;acqua mentre ci sono -4° e soprattutto quel &#8220;silenzio degli onesti&#8221; che giustamente &#8220;qualcuno&#8221; che sapeva vedere lontano lamentava come uno dei peggiori mali.<br />
Il cammino nonviolento da loro intrapreso ammette ora un&#8217;ultima via da percorrere: la pressione sociale sulle banche che stanno finanziando il Dakota Pipeline Access.<br />
E&#8217; una battaglia da vincere tutti insieme entro il 1° dicembre: perchè le ingiustizie, ovunque accadano, rimangono un male universale.Per questo vi chiedo vi chiedo di dedicare un pensiero a questa vicenda.<br />
E, magari, di fare una firma e diffondere a vostra volta:<br />
<a href="http://www.thepetitionsite.com/it-it/597/965/180/bankexit-tell-big-banks-to-stop-dakota-access-pipeline/?taf_id=31337863&amp;cid=fb_na&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="nofollow" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.thepetitionsite.com/it-it/597/965/180/bankexit-tell-big-banks-to-stop-dakota-access-pipeline/?taf_id%3D31337863%26cid%3Dfb_na&amp;source=gmail&amp;ust=1480838655772000&amp;usg=AFQjCNEoJ1WLWGMiBfxCnHiBY6BoJbVjCA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">http://www.thepetitionsite.?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>com/…/bankexit-tell-big-banks-<wbr />…/…</a><br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/12/03/il-vergognoso-silenzio-internazionale-sul-dakota-pipeline-access/">Il vergognoso silenzio internazionale sul Dakota Pipeline Access</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>COMPACT MIGRATORI EUROPEI: in vista del Vertice europeo dei 28 e 29 giugno</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/06/28/compact-migratori-europei-in-vista-del-vertice-europeo-dei-28-e-29-giugno/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 07:38:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un articolato documento di LINK 2007 dal titolo “L’UE e i nuovi partenariati in tema di migrazioni: opportunità o mutazione genetica?” ripercorre, con commenti critici e propositivi, la proposta europea sui compacts migratori. I&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolato documento di LINK 2007 dal titolo <a href="http://customer467.musvc3.net/e/t?q=3%3d4aG%26B%3d6%26I%3dHV7%26J%3dFR7dJT%26u%3dC4Jp_MasP_Xk_HQxZ_Rf_MasP_WpMwR.v9nFBZ0b.yHg_MasP_Wp1sNoJs_MasP_Wp6iGoI_rvcp_2AV9nFBZ0b_2q1a6kSu_BU2eXeW_MasP_WER0je_HQxZ_R5WJpAwdnEwchIu_2qSu_BU2ePrArOwOwU.FdA%26n%3dCuN633.IoJ&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://customer467.musvc3.net/e/t?q%3D3%253d4aG%2526B%253d6%2526I%253dHV7%2526J%253dFR7dJT%2526u%253dC4Jp_MasP_Xk_HQxZ_Rf_MasP_WpMwR.v9nFBZ0b.yHg_MasP_Wp1sNoJs_MasP_Wp6iGoI_rvcp_2AV9nFBZ0b_2q1a6kSu_BU2eXeW_MasP_WER0je_HQxZ_R5WJpAwdnEwchIu_2qSu_BU2ePrArOwOwU.FdA%2526n%253dCuN633.IoJ&amp;source=gmail&amp;ust=1467185410048000&amp;usg=AFQjCNGQISrHbxea8DW10H9MDrsHDeQqQg&utm_source=rss&utm_medium=rss">“L’UE e i nuovi partenariati in tema di migrazioni: opportunità o mutazione genetica?”</a> ripercorre, con commenti critici e propositivi, la proposta europea sui compacts migratori. I capi di Sato e di Governo ne discuteranno la prossima settimana a Bruxelles. LINK 2007 suggerisce modifiche nella concezione e nei provvedimenti individuati, ritenendo che così com’è la proposta dei compacts è destinata al fallimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal Migration Compact italiano ai Compacts UE &#8211; Paesi Terzi. La comunicazione della CE del 7 giugno si rifà alla proposta di Migration Compact del presidente Renzi. La proposta italiana, nota LINK 2007, “è strettamente legata all&#8217;idea di un ampio programma di sviluppo con l’Africa, indirizzato agli investimenti in infrastrutture, all&#8217;educazione, all&#8217;occupazione, all&#8217;inclusione economica, sociale e culturale delle fasce e regioni più bisognose”. Mentre “la nuova partnership europea con i paesi terzi rimane incentrata sul contenimento dell’immigrazione”, stravolgendo quindi l’impianto della proposta italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I <em>Compacts</em> e le politiche UE di sviluppo e di vicinato</strong>. LINK 2007 ricorda che la CE prevede da un lato un approccio “coordinato, sistemico e strutturale” tra l’Unione e gli stati membri e dall’altro una serie di accordi, compacts, con paesi particolarmente toccati dal fenomeno migratorio al fine di cooperare strettamente alla sua gestione. <strong>A breve termine</strong> si punta alla salvezza e tutela delle persone, la lotta al traffico e sfruttamento di esseri umani, i ritorni volontari, le riammissioni, la permanenza in paesi vicini alle aree di conflitto. Il <strong>lungo termine</strong> si concentra sulle cause delle migrazioni con interventi in campo sociale, politico, economico, ambientale. LINK 2007 evidenzia come, in realtà, la CE delinea “un radicale cambiamento delle politiche di cooperazione allo sviluppo e di vicinato per <strong>renderle subalterne ai <em>compacts</em></strong>” e rimprovera l’assenza di riferimenti “<strong>all’azione politica per la pace e alla vendita delle armi</strong> che dovrebbe vedere un maggiore ruolo dell’UE per prevenire e mettere fine ai conflitti che provocano fughe di intere popolazioni”. Si tratta per LINK 2007 di “errori politici che evidenzierebbero <strong>la gravità della crisi dell’UE</strong> e la sua limitata capacità di analisi, strategia, visione di lungo periodo del suo ruolo nel mondo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/th-65.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6212" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6212" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/th-65.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (65)" width="300" height="165" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le risorse finanziarie. “La CE propone un rimaneggiamento e una razionalizzazione degli stanziamenti e strumenti finanziari programmati nel bilancio 2014-2020 e introduce condizionamenti incentivanti o disincentivanti i rapporti con i paesi partner sulla base dell’adesione ai compact migratori: nelle relazioni economico-commerciali, nelle politiche di sviluppo e in quelle relative all&#8217;educazione, i cambiamenti climatici, l’energia, l’ambiente”. Vengono così introdotte, a parere di LINK 2007, forti ambiguità. “Che cooperazione sarà quella disincentivata? Che reazioni potranno esserci da parte dei paesi disincentivati” data anche la disponibilità di vari altri paesi donatori più interessanti e meno condizionanti? Limitate sono comunque le risorse nuove, solo 500 milioni di euro. La CE sollecita quindi ampi investimenti privati per moltiplicare gli interventi. Saranno costituiti un fondo e un piano per gli investimenti esterni sia pubblici (governi e banche di sviluppo degli stati membri, Bei, Bers) che privati (imprese, banche, fondi di investimento) accompagnati da garanzie e incentivi quali la copertura del rischio e i fondi concessionali. Un piano che secondo LINK 2007 può funzionare solo in una logica di sviluppo e di partenariato vero, uscendo decisamente dalla visione miope e introversa della Commissione europea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Osservazioni e proposte</strong>. Le Ong di LINK 2007 avanzano <strong>10 osservazioni e proposte</strong>, auspicando che il Consiglio cambi decisamente l’approccio della CE. In sintesi:</p>
<p>1. La vita, la dignità delle persone e il rispetto dei diritti fondamentali, compresa l’accoglienza di chi corre gravi pericoli, devono guidare ogni politica migratoria.</p>
<p>2. Il principio “aiutiamoli a casa loro” richiede una consistente e illuminata strategia di sviluppo e di stabilizzazione politica, non barriere e campi di internamento.</p>
<p>3. L’Europa propone un mutamento genetico delle politiche di sviluppo e di partenariato dell’UE con i paesi terzi, riducendole a un do ut des subordinato agli immediati interessi europei. Esso va contrastato.</p>
<p>4. La leadership strategica dei partenariati dovrà fare capo alla CE con riferimento alle politiche di sviluppo e di vicinato, e non alle politiche di sicurezza o alle istituzioni finanziarie degli investimenti.</p>
<p>5. I temi dei diritti umani e della protezione internazionale rimangono troppo sfuocati. L’accordo UE-Turchia non può essere il modello a cui riferirsi; devono invece esserlo le convenzioni europee e internazionali sui diritti umani e la protezione internazionale.</p>
<p>6. Se l&#8217;esternalizzazione della gestione dell’asilo può essere una misura di tamponamento in un’UE confusa e divisa, l’Europa dovrà in ogni caso e quanto prima assumere le proprie responsabilità se non vuole tradire se stessa e ridursi ad entità marginale nel contesto mondiale.</p>
<p>7. Si deve chiaramente distinguere tra la cooperazione per lo sviluppo e le altre cooperazioni sulla sicurezza e il contenimento dei migranti, senza ingannare le pubbliche opinioni.</p>
<p>8. La politica di cooperazione per lo sviluppo va chiaramente e concretamente indirizzata al contrasto alle disuguaglianze, anche nei paesi ad alto tasso di crescita economica i cui benefici non sono però minimamente percepiti da milioni di persone, rimanendo a vantaggio di pochi.</p>
<p>9. La coerenza delle politiche dovrà guidare la strategia europea, verificando che ogni attività sia coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e che i programmi di sviluppo, l’impegno per la fine dei conflitti e la loro prevenzione, i provvedimenti per l’accoglienza e integrazione degli immigrati e rifugiati procedano in modo parallelo e coerente.</p>
<p>10. Una più forte integrazione tra le politiche di accoglienza e integrazione e la politica di cooperazione internazionale allo sviluppo si impone, anche in coerenza con quanto delineato in anni di dialogo politico in Europa e all’ONU sul rapporto migrazioni-sviluppo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Grecia, l&#8217;Europa e noi: intervista a Margherita Dean, giornalista greca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2015 04:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti Umani ha posto alcune domande alla giornalista Margherita Dean, che vive e lavora ad Atene, per capire con lei cosa sta accadendo in Grecia, dopo le lezioni di Alexis Tsipras,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/07/02/la-grecia-leuropa-e-noi-intervista/">La Grecia, l&#8217;Europa e noi: intervista a Margherita Dean, giornalista greca</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://4.bp.blogspot.com/-yLAXBEFn-I8/VZTg38mNZ5I/AAAAAAAAC2o/iB6zvqnaBWw/s1600/untitled%2B%252849%2529.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="212" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/untitled-%2849%29.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Associazione<br />
 per i Diritti Umani ha posto alcune domande alla giornalista<br />
 Margherita Dean, che vive e lavora ad Atene, per capire con lei cosa<br />
 sta accadendo in Grecia, dopo le lezioni di Alexis Tsipras, e quale<br />
 può essere l&#8217;apporto del nuovo governo per l&#8217;Europa e, quindi,<br />
 anche per l&#8217;Italia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ringraziamo<br />
 moltissimo Margherita Dean per la sua disponibilità.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 Grecia ha attraversato una delle crisi più gravi degli ultimi<br />
 tempi: quali sono le conseguenze per la popolazione?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
 conseguenze sono state: l&#8217;impoverimento, con tagli agli stipendi e<br />
 alle pensioni, che sono arrivati fino al 40% sia nel settore privato<br />
 sia in quello pubblico. Al momento lo stipendio minimo garantito,<br />
 nel privato, è di 560 euro e il nuovo governo vorrebbe portarlo a<br />
 760 euro; inoltre, ci sono stati la deregulation dei contratti di<br />
 lavoro e l&#8217;innalzamento dell&#8217;età pensionabile a 67 anni e questo ha<br />
 comportato l&#8217;allargamento della forbice tra ricchi e poveri. Nella<br />
 sola Atene i nuovi “senza casa” sono 30mila e gli altri hanno<br />
 dovuto mettere mano ai loro risparmi; è aumentata molto anche la<br />
 pressione fiscale e l&#8217;ultimo caso è stato quello della tassa sulla<br />
 prima casa (ENFIA) che ha considerato i valori catastali<br />
 dell&#8217;immobile quando, invece, quei valori non hanno più alcun<br />
 contatto con la realtà perchè, in alcuni casi, sono molto più<br />
 alti rispetto al valore reale. C&#8217;è stato, quindi, un ribaltamento<br />
 totale rispetto alla situazione pre-crisi.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 disoccupazione ha toccato il 27% e ora tenderebbe a stabilizzrasi<br />
 sul 26% con gli under 256 che sono disoccupati in una percentuale di<br />
 65 su 100, senza contare i 300mila laureati che sono andati via<br />
 dalla Grecia, in cerca di fortuna all&#8217;estero.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma c&#8217;è<br />
 stata davvero una piccola ripresa?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217; una<br />
 ripresa sulla carta, dovuta ai meccanismi di scrittura del bilancio.<br />
 La ripresa si è vista nel settore turistico, ma se ci sono quei<br />
 tassi di disoccupazione di cui abbiamo parlato prima, è improbabile<br />
 parlare di ripresa. Non bisogna dimenticare poi che, stando agli<br />
 accordi precedenti a quello dello scorso 20 febbraio 2015 con la<br />
 Troika, la Grecia avrebbe dovuto presentare un avanzo primario<br />
 determinato che strozza tutto il resto.</div>
<p>In Grecia, inoltre, non c&#8217;era una<br />
 base produttiva solida di partenza: è sempre stata un&#8217;economia<br />
 fatiscente, un po&#8217; di servizio, e questa è una distorsione come lo<br />
 è anche quella dei cartelli che sembrerebbe che il nuovo governo<br />
 voglia mettere al palo.<br />
 </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In che<br />
 modo Tsipras può far cambiare direzione alla Grecia e all&#8217;Europa?</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 nuovo governo sta andando una bozza di riforme strutturali, basate<br />
 sulla lotta all&#8217;evasione fiscale e alla corruzione (che a un&#8217;impresa<br />
 costa il 12%), sulla lotta ai cartelli e al contrabbando,<br />
 soprattutto di carbuti. Un&#8217;altra misura sarebbe quella di rendere<br />
 funzionale l&#8217;apparato pubblico e amministrativo. Infine, ma non meno<br />
 importante, c&#8217;è da ricostruire lo Stato sociale, ma sarà difficile<br />
 farlo senza i creditori. Gli intenti ci sono: per esempio, è nato<br />
 il Ministero della Ricostruzione Produttiva, con cui il governo<br />
 vorrebbe ripensare tutto il modello produttivo greco.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
 quanto riguarda l&#8217;Europa: la Grecia, all&#8217;inzio, era veramente sola.<br />
 Negli ultimi tempi c&#8217;è stata una timida apertura da parte, ad<br />
 esempio, di Francia e Italia, ma nessuno ha veramente ancora fiducia<br />
 nel governo greco.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
 me bisogna sperare nella Commissione europea perchè Juncker,<br />
 conservatore e profondamemte europeista, ha ammesso l&#8217;errore nella<br />
 gestione della crisi greca. Ha, infatti, affermato: “Abbiamo<br />
 lasciato fare la Troika” che è un organismo non istituzionale<br />
 che, però, ha fatto politica, attuando imposizioni alla Grecia,<br />
 senza un controllo. C&#8217;è anche una bella immagine che vorrei<br />
 ricordare: la prima volta che Tsipras ha incontrato Juncker a<br />
 Bruxelles, Juncker lo ha preso per mano&#8230;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Probabilmente<br />
 tutti si stanno rendendo conto che se non si tratta con Tsipras, si<br />
 finirà per trattare con Marine Le Pen.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<p>
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
 sono i motivi dell&#8217;alleanza con gli indipendenti greci e l&#8217;apertura<br />
 verso Anel?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
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I greci<br />
 erano già preparati a questo: in campagna pre-elettorale gli<br />
 indipendenti hanno fatto addirittura uno spot pubblicitario con un<br />
 trenino in cui il conducente era il piccolo Alexis, ma il capo degli<br />
 Anel sarebbe stato quello che lo avrebbe supportato.
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Anel è<br />
 un partito di destra, ultranazionalista, ma il punto di contatto è<br />
 la retorica, l&#8217;ideologia contro l&#8217;austerità (e lì si possono<br />
 incontrare tutti).
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A<br />
 sinistra, Tsipras non trova nessuno perchè il Partito comunista ha<br />
 commentato la riunione con l&#8217;eurogruppo allo stesso modo di Alba<br />
 dorata, quindi c&#8217;è una chiusura totale.
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In<br />
 questa situazione il capo degli indipendenti ha ottenuto il<br />
 Ministero della Difesa che è un ministero abbastanza isolato: è<br />
 vero che c&#8217;è anche la Nato, ma il Ministro degli Esteri è appena<br />
 stato in Russia e in Cina. Questo dimostra che la Grecia si sta<br />
 muovendo e non dialoga solo con il resto dell&#8217;Europa. La posizione<br />
 geopolitica della Grecia è importante (vedi Libia, Ucraina&#8230;) e<br />
 questo dovrebbe far riflettere.
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<p></p>
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