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	<title>BarbaraSpinelli Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Barbara Spinelli e 39 eurodeputati scrivono al presidente Antonio Tajani: “Le Sue affermazioni sulle Ong sono potenzialmente divisive per il Parlamento europeo”</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 06:41:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Bruxelles, 29 giugno 2018 &#160; Barbara Spinelli e altri trentanove eurodeputati appartenenti a quattro distinti gruppi politici hanno inviato una lettera ad Antonio Tajani in seguito a un’intervista pubblicata lo scorso 25 giugno&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10929" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="450" height="275" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 450w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2-300x183.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Bruxelles, 29 giugno 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Barbara Spinelli e altri trentanove eurodeputati appartenenti a quattro distinti gruppi politici hanno inviato una lettera ad Antonio Tajani in seguito a un’intervista pubblicata lo scorso 25 giugno dal quotidiano “Il Messaggero” in cui il Presidente del Parlamento europeo ha rilasciato dichiarazioni a proposito delle Ong che fanno soccorso in mare.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>L’intenzione non è entrare nel merito delle affermazioni, ma ricordare al Presidente il ruolo neutrale e imparziale che Egli è chiamato a esercitare, a garanzia della pluralità del Parlamento.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>La lettera è più che mai attuale dopo le decisioni del Consiglio Europeo</strong>, visto che il Parlamento ancora non si è pronunciato né sulle condizioni fissate dal Consiglio per l&#8217;attività di Ricerca e Soccorso delle Ong (rispetto della legge internazionale nella misura in cui questa è &#8220;applicabile&#8221;; compiti di SAR affidati solo alle Guardie costiere libiche) né sul finanziamento europeo delle cosiddette &#8220;piattaforme di sbarco” in Paesi terzi (finanziamento contestato dal Presidente della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni, Claude Moraes). Il Parlamento europeo è completamente ignorato dal comunicato finale del Consiglio.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Di seguito il testo della lettera e le firme.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gentile Presidente Tajani,</p>
<p>nell’intervista pubblicata il 25 giugno 2018 dal quotidiano italiano “Il Messaggero”, intitolata <em>Tajani: Basta con queste Ong fuori dalle regole, così favoriscono il traffico del clandestini</em> [1], Lei afferma che le ONG che operano nel Mediterraneo vanno censite e devono tutte avere a bordo un militare italiano o europeo. A suo dire, non è possibile che vadano e facciano come vogliono, raccogliendo persone e favorendo il traffico di clandestini. Vanno autorizzate o fermate. Ha continuato asserendo che prima bisogna trovare un’intesa sugli hotspot esterni, poi su dove mandare i rifugiati. Gli altri vanno rimandati nei Paesi di origine. Ma servono soldi – ha affermato – per creare campi dove possano stare sotto egida UE e ONU.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vorremmo gentilmente ricordarLe che in seno al Parlamento europeo esistono pareri diversi riguardo alle attività di <em>Search and rescue</em> delle ONG, e il Presidente ha l’onore e l’onere di rappresentarli tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quanto membri del Parlamento europeo, le chiediamo &#8211; in considerazione del Suo ruolo e del Suo mandato – di evitare affermazioni potenzialmente divisive per l&#8217;istituzione che rappresenta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>«Un passo avanti del Parlamento Europeo contro mafia e criminalità organizzata»</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 08:19:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>    La Commissione Parlamentare Libertà civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE) ha adottato il progetto di relazione &#8220; sulla proposta di regolamento relativo al riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca &#8221;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9321" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="162" /></a></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>La Commissione Parlamentare Libertà civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE) ha adottato il progetto di relazione &#8220;</em> <em>sulla proposta di regolamento relativo al riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca &#8221; (Relatore Nathalie Griesbeck &#8211; ALDE). Questo voto dà inizio ai negoziati inter-istituzionali sul testo di legge nei prossimi mesi.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Dopo il voto Barbara Spinelli, in qualità di Relatore ombra per il Gruppo GUE/NGL, ha dichiarato:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«In qualità di Relatore ombra ho votato in favore di questa Relazione. Si tratta di un importante passo avanti contro la criminalità organizzata e le mafie, italiane od estere, che ormai operano in più Stati Membri contemporaneamente. La confisca dei beni derivanti da attività criminose mira a prevenire e combattere la criminalità organizzata e a fornire fondi aggiuntivi da investire in attività di contrasto o in altre iniziative di prevenzione della criminalità, oltre che a risarcire le vittime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La proposta di Regolamento, presentata dalla Commissione il 21 dicembre 2016, si basa sulla vigente normativa dell’UE in materia di reciproco riconoscimento dei provvedimenti di congelamento e di confisca e tiene conto del fatto che gli Stati membri hanno sviluppato nuove forme di congelamento e di confisca dei beni di origine criminosa (come la confisca estesa, la confisca nei confronti di terzi e la confisca non basata sulla condanna penale). La proposta mira a migliorare l’esecuzione transfrontaliera dei provvedimenti di congelamento e di confisca. Insieme, i due strumenti dovrebbero contribuire al recupero effettivo dei beni nell’Unione europea.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-8734 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="270" height="216" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 603w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1-300x240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a></p>
<p>Come relatore ombra ho contribuito alla bozza di relazione del Parlamento europeo con emendamenti volti a migliorare la proposta della Commissione per quanto riguarda il rispetto dei diritti fondamentali e le garanzie procedurali, oltre che il riutilizzo sociale dei beni confiscati e congelati, e anche per quanto concerne il risarcimento delle vittime, delle loro famiglie e delle imprese cadute nelle mani della criminalità organizzata. Sono inoltre stati adottati miei emendamenti che esigono le più ampie garanzie giuridiche per ogni tipo di confisca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Importante a mio avviso un emendamento comune a vari gruppi politici &#8211; fra cui il mio &#8211; che aggiunge ai motivi di non riconoscimento e di non esecuzione del provvedimento di confisca situazioni in cui vi sono seri motivi per ritenere che l&#8217;esecuzione di un provvedimento di confisca sarebbe incompatibile con gli obblighi dello Stato di esecuzione a norma della Carta dei diritti fondamentali e dell&#8217;articolo 6 del Trattato sull&#8217;Unione europea (Carta dei diritti e Convenzione europea sui diritti umani)”.</p>
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		<title>Barbara Spinelli: UE-Africa, i costi umani della lotta agli smuggler</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Oct 2017 08:18:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9321" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="162" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo nella “Discussione su tematiche di attualità &#8211; Lotta contro l&#8217;immigrazione illegale e il traffico di esseri umani nel Mediterraneo”, richiesta dal Gruppo ENF e presentata da Matteo Salvini. </em></p>
<p><em>L’onorevole Spinelli ha preso la parola in qualità di relatore ombra per il gruppo GUE/NGL della </em>Direttiva sulla Blue Card<em> e sulla </em>Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sull&#8217;attribuzione a cittadini di paesi terzi o apolidi della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria e sul contenuto della protezione riconosciuta<em>.</em></p>
<p><em>Presenti al dibattito Matti Maasikas, Vice-Ministro estone per gli Affari europei, e Valdis Dombrovskis, Vice-Presidente per l’Euro e il Dialogo Sociale, Stabilità Finanziaria, Servizi Finanziari e dell’Unione dei Mercati dei Capitali.</em></p>
<p><strong><em> <em>Di seguito l’intervento</em>:</em></strong></p>
<p>«Vorrei rivolgere a Commissione e Consiglio tre domande, sulla battaglia per bloccare l’arrivo di migranti forzati in Europa.</p>
<p>La prima riguarda la lotta prioritaria agli <em>smuggler</em>, concordata con Libia, Niger e Ciad. Cominciamo a conoscerne l’esito: impauriti dalle autorità nigerine, gli smuggler mollano i migranti nel deserto o li conducono su strade dove manca l’acqua. Risultato: i morti nel deserto aumentano esponenzialmente. Secondo Richard Danziger, responsabile dell’OIM in Africa centro-occidentale, sono ormai il doppio dei morti in mare: circa 30.000 tra il 2014 e oggi. Non tutti i fuggitivi arrivano al Mediterraneo.</p>
<p>La seconda domanda concerne le coste libiche, dove regna ormai una guerra tra bande: come distinguere lo smuggler dalle milizie e dalle guardie costiere, che l’Unione o l’Italia formano e pagano? Secondo l’Alto Commissariato Onu, gli abusi nei centri di detenzione sono “spaventosi” (“<em>shocking</em>”).</p>
<p>La terza domanda riguarda le garanzie sull’assistenza UNHCR in Libia. Secondo l’Alto commissario per i rifugiati a Tripoli, è un’assistenza “più che precaria: la Libia non ha firmato la convenzione di Ginevra. Non ha neanche un memorandum con l’UNHCR”.</p>
<p>Di quest’Africa trasformata in nostra prigione, di questi morti, l’Unione è responsabile. Penso che un giorno pagheremo le colpe di cui ci stiamo macchiando.</p>
<p>All’onorevole Matteo Salvini vorrei dire una cosa che sa: nell’UE avete oggi ben più sostegno di quel che dite di avere».</p>
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		<title>Brexit: come proteggere i diritti di 4,5 milioni di cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 07:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Barbara Spinelli (GUE-NGL) è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata allo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito, alla presenza di Michel Barnier, capo negoziatore incaricato di preparare e&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Barbara Spinelli (GUE-NGL) è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata allo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito</em><em>, </em><em>alla presenza di Michel Barnier, capo negoziatore incaricato di preparare e condurre i negoziati con il Regno Unito a norma dell&#8217;articolo 50 del TUE, di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea e di Matti Maasikas, viceministro estone per gli Affari europei. Di seguito l’intervento, tenuto in qualità di co-relatore </em><em>per il gruppo GUE/NGL della</em> Proposta di Risoluzione sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito <em>e di coordinatore per il gruppo GUE/NGL nel quadro dei negoziati avviati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall&#8217;Unione europea.</em></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9321" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Con la risoluzione congiunta che sarà oggi messa al voto, questo Parlamento esprimerà un giudizio chiaro, che approvo: ancora non è possibile parlare di progressi sufficienti sui diritti dei cittadini, e la questione nord-irlandese è lungi dall’essere risolta.</p>
<p>Fin d’ora tuttavia mi chiedo: quale sarà la sorte degli accordi sui cittadini, il giorno in cui li considereremo sufficienti? Come potremo metterli al riparo da improvvise regressioni, dettate dal principio secondo cui <a href="http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2017/04/29-euco-brexit-guidelines/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2017/04/29-euco-brexit-guidelines/&amp;source=gmail&amp;ust=1507273620211000&amp;usg=AFQjCNHbSma7RI4xCm937Zf2dCWsKYRyfw&utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>“nothing is agreed until everything is agreed</em>”</a>?</p>
<p>Saremo veramente disposti a chiedere ancora – agli Europei nel Regno Unito, agli Inglesi nell’Unione – di mettere in stand-by il loro futuro in attesa dell’accordo finale? Un’altra domanda concerne la libertà di movimento: quel che temo è che si profitti del Brexit per ridurre anche nell’Unione tale libertà, soprattutto per i lavori poco qualificati.</p>
<p>Spero che non vi saranno compromessi su questo. Che proteggeremo lo status di tutti i cittadini europei senza alcuna condizionalità.</p>
<p>Nonostante l’evidente unicità dell’accordo di recesso, è più che mai necessario spezzare il vincolo di dipendenza dell’accordo sui diritti da altri capitoli negoziali. In gioco non è solo una questione di certezza giuridica, ma la garanzia concreta a favore di milioni di cittadini».</p>
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		<title>Barbara Spinelli: Africa prigione a cielo aperto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 06:31:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Barbara Spinelli: Africa prigione a cielo aperto &#160; Strasburgo, 12 settembre 2017 &#160; &#160; Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della seduta Plenaria del Parlamento europeo dopo la dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Barbara Spinelli: Africa prigione a cielo aperto</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Strasburgo, 12 settembre 2017</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9321" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della seduta Plenaria del Parlamento europeo dopo la dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, sui “Recenti sviluppi in materia di migrazione”.<strong><br />
</strong></em></p>
<p><em>Di seguito l’intervento:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Immagino che il vicepresidente Mogherini conosca i moniti dell’Alto Commissariato Onu e di Medici senza frontiere, a proposito degli effetti degli accordi di Parigi su Libia, Ciad e Niger. Nei moniti si parla di campi di detenzione libici dove i migranti subiscono violenze e morte. L’allarme delle Ong concerne anche il controllo da parte del Ciad e del Niger delle rotte di fuga, a Sud della Libia. Saranno loro – assistiti da forze europee – a controllare le oasi dove le carovane si fermano per dissetarsi. Le nuove rotte saranno minate o prive di pozzi d’acqua.</p>
<p>La verità è che l’Africa diverrà una nostra prigione, dalle inaudite proporzioni, che co-finanziamo. E la cosa più impressionante è che l’Unione è al corrente di questo. Non ignora che l’80 per cento degli sfollati già è in Africa. Che in Europa arriva una parte minima. Che la Libia non ha firmato la convenzione di Ginevra.</p>
<p>Ciononostante, l’Unione si rallegra della diminuzione dei flussi, degli<em> smuggler</em> beffati. Questo rallegrarsi è il capitolo più nero della sua storia presente. Nei comunicati, l’ipocrisia giunge sino a sostenere che questo avverrà rispettando i diritti dell’uomo. Definire “inaccettabili” i centri di detenzione libici è del tutto insensato, Signora Mogherini, visto che l’Unione li ha accettati.</p>
<p>La cosa sicura è che l’Unione non potrà dire, quando sarà chiamata a render conto – perché prima o poi lo sarà: “Non sapevamo”».</p>
<p>_______________________________________________________</p>
<p><strong>Trasmettiamo, inoltre, alla vostra attenzione il discorso integrale sullo stato dell’Unione europea 2017 pronunciato pochi giorni fa dal Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker davanti al Parlamento europeo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il documento contiene anche la lettera di intenti indirizzata al Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e al Primo Ministro estone Jüri Ratas, nella quale vengono illustrate nel dettaglio le azioni legislative ed il programma di lavoro della Commissione del 2018.</p>
<p>Per leggere il documento, cliccare su questo link:</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/juncker_soua-2017_letter.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">juncker_soua-2017_letter</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La solidarietà non è un crimine</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 08:56:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Gli eurodeputati Barbara Spinelli, Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL) e Pascal Durand (Verdi) hanno rilasciato la seguente dichiarazione: LA SOLIDARIETÀ NON È UN CRIMINE &#160; Bruxelles, 11 agosto 2017 &#160; Il recente moltiplicarsi di azioni&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9321" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli eurodeputati Barbara Spinelli, Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL) e Pascal Durand (Verdi) hanno rilasciato la seguente dichiarazione:</p>
<p><strong>LA SOLIDARIET</strong><strong>À</strong> <strong>NON </strong><strong>È </strong><strong>UN CRIMINE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bruxelles, 11 agosto 2017</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il recente moltiplicarsi di azioni penali in Italia e in Francia nei confronti di persone che mostrano solidarietà verso i rifugiati costituisce un allarmante tentativo di creare divisioni tra le Ong attive nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) e di isolare i singoli cittadini europei preoccupati per la sicurezza degli esiliati forzati che affrontano viaggi pericolosi dall’Eritrea, dal Sudan, dalla Libia, dalla Siria, dall’Afghanistan e da molti altri paesi in crisi. Si tratta di persone che da anni rischiano quotidianamente la vita in viaggi per terra e per mare – in una sorta di selezione darwiniana – mentre l’Unione europea, dove solo una parte di essi arriva, chiude sempre di più le sue porte ed esternalizza le sue politiche di asilo. La grande maggioranza di migranti e rifugiati (80%) trova riparo nei paesi in via di sviluppo, per lo più africani. La straordinaria attività delle Ong nel Mediterraneo è dovuta all’assenza di operazioni pubbliche e proattive di ricerca e soccorso condotte dall’Unione e dai suoi Stati membri, dopo la dismissione di &#8220;Mare Nostrum&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La solidarietà non deve essere considerata una violazione della legalità. Non è un crimine, ma un dovere umanitario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-159.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9322 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-159.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="139" height="192" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi la nostra preoccupazione si rivolge in particolar modo a due persone che operano in soccorso di migranti e richiedenti asilo, in Italia e in Francia. In entrambi i casi, la solidarietà da esse praticata verso persone in pericolo di vita è equiparata all’attività dei trafficanti di esseri umani. In entrambi i casi, siamo di fronte a leggi anacronistiche il cui fine è criminalizzare la cosiddetta immigrazione clandestina e chiunque possa essere sospettato di favorirla: parliamo della legge Bossi-Fini in Italia e del CESEDA (<em>Code de l&#8217;entrée et du séjour des étrangers et du droit d&#8217;asile</em>) in Francia, che prevede fino a cinque anni di carcere e una multa di 30.000 euro per i “<em>passeurs</em>” che facilitano o tentano di facilitare l’ingresso, l’accoglienza e la circolazione di migranti e rifugiati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia Mussie Zerai – un prete eritreo candidato al Premio Nobel per la pace per aver contribuito a salvare la vita di migliaia di migranti e rifugiati che attraversano il Mediterraneo – è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.[1] Lunedì 7 agosto, il Presidente dell’agenzia Habeshia si è visto notificare un avviso di garanzia dalla Procura di Trapani. Fuggito in giovane età dall’Eritrea, dopo la consacrazione a sacerdote, Padre Zerai è diventato un punto di riferimento per migranti e rifugiati in pericolo. Per lungo tempo, il suo numero di telefono è stato l’unico che molti potessero chiamare in caso di emergenza. Di tanto in tanto riceve richieste di aiuto tramite telefoni satellitari da parte di persone a rischio di naufragio a bordo di imbarcazioni malcerte. Ogni volta trasmette le coordinate delle imbarcazioni alla Guardia costiera italiana e, solo in seguito, a navi private impegnate in attività di ricerca e soccorso nella zona interessata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Probabilmente è questo il motivo per cui il suo nome è finito nell’inchiesta sull’immigrazione illegale aperta dal Procuratore di Trapani, incentrata sul ruolo di alcune Ong nel soccorso in mare dei migranti. Il candidato al Premio Nobel per la pace rigetta ogni accusa di aver preso parte a scambi di informazioni clandestini. “Non ho mai fatto parte della presunta chat segreta”. “Le segnalazioni sono il frutto di richieste di aiuto che mi sono state indirizzate da imbarcazioni al di fuori delle acque territoriali libiche e comunque dopo ore di navigazione precaria e pericolosa”.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9323 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="192" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Francia, martedì 8 agosto un agricoltore, Cédric Herrou, è stato condannato per aver aiutato i rifugiati ad attraversare il confine tra il suo paese e l’Italia.[2] La Corte d’appello di Aix-en-Provence ha emesso una sentenza di condanna a quattro mesi di carcere, sospesa con la condizionale. Le autorità hanno detto che  nel corso dell’ultimo anno Herrou ha aiutato circa 200 migranti, ospitandone alcuni nella sua fattoria nella valle del Roya nelle Alpi, vicino al confine italiano. Una legge francese del 2012 accorda l’immunità penale  per coloro che aiutano i migranti &#8220;con azioni umanitarie e disinteressate&#8221; ma il procuratore ha ritenuto che Herrou stesse violando la legge. Herrou ha detto che &#8220;non ha rimpianti&#8221; e non smetterà di aiutare i migranti, ritenendolo un dovere di cittadinanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un precedente processo che si è svolto a gennaio, Herrou disse: &#8220;Ho fatto salire sulla macchina ragazzi che cercavano di attraversare il confine per la dodicesima volta&#8221;. &#8220;La mia inazione e il mio silenzio mi avrebbero reso un complice. Non voglio essere un complice.&#8221;</p>
<h2>Chiediamo all’Unione europea e ai suoi Stati membri di fermare la campagna diffamatoria condotta contro le Ong e contro quei cittadini che stanno attuando azioni umanitarie d’emergenza a favore di rifugiati e migranti. Chiediamo alla Commissione e agli Stati membri la piena osservanza, per la loro parte, della legislazione internazionale – Convenzione di Geneva, Legge del mare, Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea –  per quanto riguarda il principio di non-refoulement, la protezione dei bambini e dei minori non accompagnati  e l’obbligo di operazioni di ricerca e soccorso (Search and Rescue) delle persone in difficoltà o in imminente pericolo in mare.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>[1] <a href="http://habeshia.blogspot.fr/2017/08/la-solidarieta-non-e-un-crimine.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://habeshia.blogspot.fr/2017/08/la-solidarieta-non-e-un-crimine.html&amp;source=gmail&amp;ust=1502614006087000&amp;usg=AFQjCNHzgAgMFmig0ONJUfWnULqcYfE5tQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://habeshia.blogspot.fr/2017/08/la-solidarieta-non-e-un-crimine.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>[2] <a href="http://abonnes.lemonde.fr/immigration-et-diversite/article/2017/08/08/poursuivi-pour-aide-a-l-immigration-clandestine-cedric-herrou-attend-son-jugement-en-appel_5169880_1654200.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://abonnes.lemonde.fr/immigration-et-diversite/article/2017/08/08/poursuivi-pour-aide-a-l-immigration-clandestine-cedric-herrou-attend-son-jugement-en-appel_5169880_1654200.html&amp;source=gmail&amp;ust=1502614006087000&amp;usg=AFQjCNG9xlTUG_3ojxyinzwaKtXMyTZh-g&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://abonnes.lemonde.fr/immigration-et-diversite/article/2017/08/08/poursuivi-pour-aide-a-l-immigration-clandestine-cedric-herrou-attend-son-jugement-en-appel_5169880_1654200.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>ONG &#8211; un codice di condotta pieno di illegalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 21:26:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della riunione ordinaria della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo durante un’audizione sulle attività di ricerca e&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa mattina Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della riunione ordinaria della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo durante un’audizione sulle </em><em>attività di ricerca e soccorso (SAR) nel Mediterraneo.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Erano presenti </em><em>Sandro Gallinelli, capitano della Guardia costiera italiana;</em><em> Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex; Marco Bertotto, responsabile Advocacy &amp; Public Awareness di Medici Senza Frontiere Italia; Judith Sunderland, direttore per l’Europa e l’Asia Centrale di Human Rights Watch.</em></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8734" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="603" height="483" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 603w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1-300x240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 603px) 100vw, 603px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Di seguito l’intervento:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Vorrei concentrarmi sul codice di condotta per le Ong affidato al governo italiano. É molto preoccupante, anche legalmente.</p>
<p>In primo luogo, si ignora completamente che un codice di condotta volontario è già stato sottoscritto dalla stragrande maggioranza delle Ong – promosso da Human Rights at Sea –­ e che comunque esiste una legge che le guida: la Convenzione sul diritto nel mare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In secondo luogo, è particolarmente grave che nell’elaborazione di nuove regole non si consultino tutte le Ong che fanno <em>search and rescue</em>. So che la loro richiesta in questo senso – così come il loro codice – è stata in genere ignorata.</p>
<p>Alcuni paragrafi del codice preparato dall’Italia sono concepiti solo per rendere impossibile il salvataggio di vite umane. Ne cito qualcuno:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211; Il divieto “assoluto&#8221; di operare in acque territoriali libiche, dove muore la maggior parte delle persone, e dove Triton non è presente. Il divieto è senza senso perché il salvataggio è legge in qualunque circostanza. La Libia non è in grado ancora di organizzare una zona SAR. Non ha nemmeno firmato la Convenzione di Ginevra.</p>
<p>&#8211; Il divieto di comunicare per telefono o mandare segnali luminosi. Anche questa sembra una provocazione, perché rende impossibile il <em>search and rescue</em>. L’uso di segnali luminosi è prescritto inoltre dalle regole marittime internazionali, le cosiddette “rules of the road”.</p>
<p>&#8211; L’obbligo di non ostacolare le operazioni di <em>search and rescue</em> condotte dalle guardie costiere libiche. Sappiamo che le guardie fanno spesso parte di milizie incontrollabili, e che spesso collaborano con i trafficanti. Più volte sparano sui migranti imbarcati, e non rispondono ad alcuna autorità statale affidabile.</p>
<p>&#8211; La presenza della polizia giudiziaria sulle navi delle Ong perché investighi sugli smuggler. Questo è in violazione del principio di neutralità osservato dalle Ong e dell’assoluta priorità che deve essere rappresentata dal <em>search and rescue</em>.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Ricordo infine che il training delle guardie costiere libiche è stato altamente sconsigliato: dal rappresentante dell’ONU Martin Kobler, da Amnesty. E che l’ONU considera la Libia un Paese non sicuro, dove i profughi non vanno rimpatriati. L’UE obbedisce ancora all’ONU?</p>
<p>Io non capisco come possa l’Unione guardarsi allo specchio e parlare di valori. Nel febbraio scorso, prima del vertice di Malta, ha fatto sapere che il principio di <em>non refoulement</em> andrà riscritto. Oggi giunge sino a riscrivere la legge del mare. Il tutto in assenza di qualsiasi decisione concernente operazioni europee proattive e massicce di Ricerca e Soccorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non vorrei infine che si dimenticassero i tanti che moriranno nel deserto, se anche le frontiere Sud della Libia saranno sigillate militarmente con l’assistenza dell’Unione».</p>
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