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	<title>barriere Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Infanzia rom, quasi 40 milioni di euro per progetti per l’inclusione</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 07:01:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione 21 Luglio: se ben gestito dalle amministrazioni sarà una svolta decisiva  Sono 31 i progetti per l&#8217;inclusione dei minori rom dichiarati ammissibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne ha&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17758" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Associazione 21 Luglio: se ben gestito dalle amministrazioni sarà una svolta decisiva</strong> </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Sono 31 i progetti per l&#8217;inclusione dei minori rom dichiarati ammissibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne ha approvato la graduatoria finale. I progetti approvati saranno finanziati con un importo complessivo che sfiora i 40 milioni di euro, proveniente dalle risorse del Fondo Sociale Europeo, programmazione 2021-2027, &#8220;PN Inclusione e lotta alla Povertà&#8221;.<br>È la prima volta che  una somma così ingente viene destinata all’infanzia rom, considerato un importo complessivo medio di circa 1,3 milioni di euro per città. Tra esse spiccano alcune città metropolitane come Roma (2,2 milioni di euro), Milano (1,9 milioni di euro), Napoli (1,6 milioni di euro), Bologna (1,3 milioni di euro), Torino (1,3 milioni di euro) ma anche province dove la presenza di comunità rom risulta abbastanza esigua come Asti (1,8 milioni di euro), Selargius (1,5 milioni di euro), Genova (1,4 milioni di euro), Latina (960 mila euro) Stando alle ultime rilevazioni dell’Associazione 21 luglio, che da anni monitora costantemente la situazione degli insediamenti monoetnici, a oggi in Italia si contano 97 baraccopoli istituzionali abitate da 11.040 rom e sinti. Di queste, 43 sono insediamenti abitati da 7.200 rom, 50 da 3.700 sinti, e 2 insediamenti misti abitati da 140 tra rom e sinti. In totale sono circa 2.500 le famiglie rom e sinte che non hanno ancora un  alloggio adeguato. <br>Particolarmente grave è la situazione nella Città Metropolitana di Napoli, che ospita la più alta concentrazione di rom in emergenza abitativa in Italia, quasi 3.000 persone. Qui, la presenza di baraccopoli informali, le gravissime condizioni di precarietà nelle quali sono costretti a vivere gli abitanti e l’assenza di piani di superamento rappresentano una sfida importante. Per le azioni di inclusione dei minori rom, l’Avviso pubblico definisce un impegno di spesa pari a  1,9 milioni di euro per il Comune di Giugliano in Campania, 1,6 milioni di euro per la città di Napoli, 666 mila euro per il Comune di Casoria. <br>Secondo l’Associazione 21 luglio l’ingente investimento previsto, se utilizzato al meglio dalle Amministrazioni locali, potrà rappresentare una svolta decisiva nei processi di inclusione che, poggiandosi su piani di superamento dei “campi rom”, consentiranno ai minori presenti nelle città oggetto dell’intervento, di vedere rimosse le barriere che ostacolano il loro sano sviluppo. Un minore presente in un insediamento monoetnico, infatti, vive all’interno di un ascensore sociale bloccato dove le possibilità di un cambio di vita rappresenta una sfida quasi sempre insormontabile. Per Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio «l’occasione è importante e non può essere persa. Elevato infatti è il rischio che alcune amministrazioni non siano in grado di gestire al meglio le risorse per mancanza di personale adeguato, scarsa conoscenza del fenomeno, riproposizione di modelli di intervento fallimentari perché ancorati al passato. Per tale ragione l’Associazione 21 luglio, alla luce delle esperienze maturate, offre consulenza e sostegno a quelle amministrazioni che vorranno avvalersi del nostro supporto, al fine di orientare al meglio i fondi nel definire strategie di intervento efficaci, impattanti e sostenibili».</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Intervista ai ragazzi di Tecnologicamente InSuperabili</title>
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		<pubDate>Tue, 09 May 2023 07:51:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Martina Foglia Ciao in questo articolo-intervista vi presento un&#8217;iniziativa molto importante nata di recente. Questo progetto dal nome TecnologicaMente inSuperabili, nasce dall&#8217;idea di un gruppo di persone&#160; con varie disabilità appassionate d&#8217;informatica e&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/tec1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="223" height="238" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/tec1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16949"/></a></figure></div>



<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<p></p>



<p>Ciao in questo articolo-intervista vi presento un&#8217;iniziativa molto importante nata di recente. Questo progetto dal nome TecnologicaMente inSuperabili, nasce dall&#8217;idea di un gruppo di persone&nbsp; con varie disabilità appassionate d&#8217;informatica e domotica, al fine di aiutare persone con disabilità e i loro care-givers nella risoluzione di problemi inerenti quest&#8217;ambito.</p>



<p>Presenteremo questa iniziativa a Diversytinsieme 2023 il giorno 14 maggio presso la biblioteca ChiesaRossa, dalle 11 alle 18</p>



<p>Vi volete presentare?</p>



<p><br>Siamo un gruppo di ragazzi con disabilità motorie (tetraparesi, tetraplegia e malattie degenerative) e con la passione per la tecnologia<br>Abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa TecnologicaMente inSuperAbili per aiutare altre persone, con le nostre stesse disabilità o similari, a massimizzare i vantaggi offerti dalle tecnologie al fine di migliorare la propria indipendenza e autonomia.</p>



<p><br>Come e quando è nata l&#8217;idea di realizzare questa iniziativa?</p>



<p><br>L’idea è nata dal fatto che nel periodo Covid, ovvero durante il primo lockdown, molte persone con disabilità si sono trovate davanti al fatto che il computer o il tablet o lo smartphone erano l’unici mezzi per comunicare ma non sapevano come utilizzarli in base alla propria capacità residua.<br>Da lì è nata l’idea dell’iniziativa TecnologicaMente inSuperAbili mettendo, conseguentemente, a disposizione le nostre conoscenze a chiunque ne avesse bisogno.</p>



<p><br>In che ambito si inserisce?</p>



<p><br>L’iniziativa si inserisce nell’ambito tecnologico e nel creare una comunità.</p>



<p><br>Che tipo di servizi erogate? A pagamento o gratuitamente?</p>



<p><br>I servizi che eroghiamo sono attualmente:</p>



<p><br>• Help desk: Il servizio di Help Desk è il punto di ingresso per qualificare<br>la problematica o il quesito che viene posto e interviene<br>immediatamente se quanto richiesto è di rapida soluzione. Nel caso<br>contrario il problema o il quesito viene preso in carico dagli altri servizi<br>la cui risoluzione richiede un tempo e un impegno maggiore che<br>occorre pianificare in funzione dell’urgenza.</p>



<p><br>• Assistenza: consiste nell’affiancare la persona nella risoluzione<br>congiunta del problema/quesito sottoposto. Il processo di trasferimento<br>delle conoscenze avviene con una persona di TecnologicaMente<br>inSuperAbili che abbia una capacità residua il più possibile assimilabile<br>alla persona a cui si eroga il servizio poiché è in grado di meglio<br>comprendere e quindi “plasmare” la soluzione in base alle difficoltà che<br>il richiedente ha nell’utilizzo della tecnologia stessa.</p>



<p>• Formazione: consiste nel far sì che l’informatica diventi un’opportunità:<br>di integrazione, di comunicazione, di socializzazione e di lavoro. I corsi<br>sono personalizzati e ritagliati sulle capacità residue della persona e<br>prevedono un consistente coinvolgimento da parte della persona<br>richiedente e delle eventuali persone di sostegno.</p>



<p><br>• Riconoscimento vocale: utilizza una soluzione innovativa, sviluppata<br>da Davide Mulfari membro del gruppo TecnologicaMente inSuperAbili. Il<br>servizio è rivolto a persone con la disartria o con difficoltà nel parlare<br>rendendo difficoltoso il relazionarsi con gli assistenti vocali. La disartria<br>può essere generata da molteplici cause ed è spesso associata a<br>paralisi cerebrale, SLA, SMA, Parkinson ed altre ancora.</p>



<p>• Laboratorio: L’idea dei laboratori è quella di cercare delle nuove<br>soluzioni che permettano di facilitare l’utilizzo delle tecnologie.<br>L’erogazione di questi servizi prevede il coinvolgimento massivo di<br>terze parti quale le università per la ricerca e i fornitori di tecnologie per<br>trasferire le esigenze operative delle persone con le nostre stesse<br>disabilità o simili.</p>



<p><br>Al momento i servizi sono gratuiti ma in futuro potrebbero venire erogati su contributo volontario.</p>



<p><br>Quale è il vostro target di riferimento? Solo regionale o in tutta Italia?</p>



<p><br>Il nostro target di riferimento sono tutte le persone con disabilità motorie e che hanno difficoltà ad usare la tecnologia indipendentemente da dove si trovino poiché l’iterazione è fatta on-line via videoconferenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/tec3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/tec3-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16951" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/tec3-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/tec3-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/tec3-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/tec3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Dove e come vi si può contattare?</p>



<p><br>Ci potete contattare attraverso il nostro sito www.tecnologicamenteinsuperabili.org?utm_source=rss&utm_medium=rss sulla pagina Contatti e compilando<br>l’apposito form.</p>



<p><br>Quale è il vostro metodo di lavoro? Un esempio pratico</p>



<p><br>Abbiamo un approccio semplice, pratico e concreto rivolto alla risoluzione di problemi.<br>Dopo averci contattato, il nostro team prenderà in carico la richiesta e organizzeremo una chiamata per comprendere il problema e trovare una soluzione. Lo scopo è di meglio comprendere il problema, le esigenze e le tecnologie a disposizione della persona contattata.<br>Dopo questa fase conoscitiva il quesito viene identificato il servizio che meglio soddisfa le esigenze del richiedente, viene costituito un team e viene predisposto un programma per la realizzazione di quanto proposto e condiviso con la persona che ci ha contattati.<br>È un approccio «one-to-one» perché siamo convinti che nessuno meglio di una persona con la stessa disabilità possa trasferire le proprie conoscenze ad altri nella stessa situazione al fine di meglio padroneggiare le tecnologie e quindi di migliorare la propria autonomia/indipendenza.</p>



<p>Parole chiave per definirvi?</p>



<p><br>• Disabilità<br>• Inclusione<br>• Nerd<br>• Tecnologia<br>• Sperimentare<br>• Autonomia<br>• Indipendenza<br>• Comunità</p>



<p><br>Obiettivi raggiunti? Il prossimo step?</p>



<p><br>Gli obiettivi raggiunti sono: la creazione del nostro sito web per la nostra iniziativa, aver partecipato a un progetto della regione Veneto per la domotizzazione di appartamenti per anziani e disabili cognitivi realizzando un<br>reporting settimanale sul funzionamento dei sensori. Inoltre, abbiamo partecipato all’ampliamento di un prototipo del Politecnico di Milano per la navigazione dei siti web a persone con la disartria utilizzando la app CapisciAMe di Davide.<br>I prossimi passi sono: farci conoscere ancora di più e se possibile entrare in contatto con aziende del settore informatico e ottenere sponsorizzazioni in modo da poter testare nuovi prodotti come smartphone, tablet, tecnologie assistive e così via per poi poterli consigliare ai nostri utenti e suggerire modifiche ai fornitori.</p>



<p><br>Avete un motto?</p>



<p>Il nostro motto è:</p>



<p><br>“Abbiamo visto cose che voi normodotati non potreste mai immaginarvi” riadattando una citazione del film Blade Runner.</p>



<p></p>



<p>Ecco il link di Tecnologicamente InSuperabili: https://www.tecnologicamenteinsuperabili.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss<a href="https://www.tecnologicamenteinsuperabili.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.tecnologicamenteinsuperabili.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;Raccontarsi&#8221;. (A modo mio): Andrey</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2022 10:41:07 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>a cura di Jorida Dervishi</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/andrey.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/andrey-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16410" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/andrey-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/andrey-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/andrey-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/andrey-864x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 864w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/andrey.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



<p>Sono Andrey Chaykin in arte Dj Rey..Sono un ragazzo di origine russa, nato a Mosca nel 1992. Purtroppo  medici incompetenti mi hanno rovinato la vita con una lesione al midollo al livello &#8220;C&#8221;. Tuttavia mi è andata bene e ho da sempre cercato di lottare contro le ingiustizie e per la vita. </p>



<p>Nel 2004 mi sono trasferito a vivere, all&#8217;inizio soprattutto per motivi medico-sanitari, in Italia e ci sono rimasto, però quando posso torno da mia sorella e mio padre in Russia. Purtroppo ora con le sanzioni che colpiscono e penalizzano in primis i civili , a causa della guerra, ora non mi è possibile vedere i miei parenti. In Italia ho terminato gli studi di Ragioneria e tentato una laurea in Economia presso l&#8217;università Bicocca. </p>



<p>Da sempre attivo nel mondo del sociale con un&#8217;esperienza pluridecennale, negli ultimi anni ho spostato il mio focus sulla disabilità, tematica a me molto cara, essendo io in carrozzina. Credo che la disabilità sia un argomento trasversale che riguarda tutti, legato con il tema della salute e del benessere. E&#8217; un argomento che riguarda tutti perché nessuno è immortale e avrà prima o poi i suoi problemi.  Qualche anno fa ho fondato il movimento dei Disabili Pirata di &#8220;Abbatti le Barriere&#8221; per raggiungere tale obiettivo; lottiamo per l&#8217;inclusione e la sensibilizzazione e  devo dire che a distanza di anni non mi vergogno più di mettere il mio volto nella lotta contro le ingiustizie. Sono stato cresciuto così, non sopporto l&#8217;indifferenza e cambieremo il mondo per renderlo inclusivo per tutt*.</p>



<p>Un saluto dal Pirata carrozzato Andrey Chaykin- Non ti abbattere, Abbatti Le Barriere </p>
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		<title>&#8220;Raccontarsi a modo mio&#8221;. Mirko</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 08:25:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Jorida Dervishi Continua il bel progetto a cura di Jorida Dervishi dal titolo &#8220;Raccontarsi a modo mio&#8221; per dare voce a tutte/i coloro che desiderano farsi conoscere tramite il mezzo comunicativo&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>A cura di Jorida Dervishi</p>



<p>Continua il bel progetto a cura di Jorida Dervishi dal titolo &#8220;Raccontarsi a modo mio&#8221; per dare voce a tutte/i coloro che desiderano farsi conoscere tramite il mezzo comunicativo a loro più congeniale. Dopo la pittura, la poesia, la parola parlata, abbiamo la musica di Mirko</p>



<p>Il progetto ha la finalità di far esprimere gli individui nella totale libertà, per raccontare e raccontarsi; la conoscenza è l&#8217;unico modo per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi e per valorizzare la diversità che rende il nostro mondo così profondamente e meravigliosamente umano. </p>



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		<title>I disabili&#8230;Questi sconosciuti</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 09:10:42 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="660" height="368" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/disabili-169950.660x368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15879" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/disabili-169950.660x368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/disabili-169950.660x368-300x167.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>



<p>di Martina Foglia</p>



<p></p>



<p>Molte sono le definizioni che sono state attribuite a questa categoria di persone (alla quale io stessa appartengo): handicappati, disabili, diversamente abili, quest’ultima fonte di innumerevoli battute…</p>



<p>Io ritengo che la definizione più corretta sia “persona con disabilità”, perché innanzi tutto bisogna mettere in evidenza il fatto che siamo “persone”.</p>



<p>Il modo di definirci sta ad indicare un continuo confronto fra le persone “normodotate” e le persone disabili, cioè persone a cui, con questo metro di giudizio, manca sempre qualcosa: senza abilità, abilità diverse (in che senso?) con un handicap..ecc. ecc.</p>



<p>Questa opinione diffusa spinge molte persone con disabilità a sottovalutare le proprie capacità e il proprio valore, inoltre molti di noi devono dipendere nel loro quotidiano da terzi e più questa dipendenza aumenta più ci sentiamo senza voce in capitolo: pur essendo noi perfettamente sani di mente, parenti, amici, non importa chi, decidono, pensano e agiscono per conto nostro , togliendoci ogni speranza di autonomia.</p>



<p>Vista la mia esperienza diretta, vorrei ora darvi alcuni consigli su come interagire con una persona con disabilità … perché dico questo? perché non avete idea di quanti pregiudizi esistano ancora e di come poco si parli dei comportamenti corretti da tenere in presenza “nostra”.</p>



<p>Innanzi tutto evitare la COMPASSIONE, sentimento odiato da tutti noi: un atteggiamento di commiserazione troppo evidente, per quanto sincero sia, ci ferisce e ci fa sentire esseri inferiori, nessuno ha compassione di una persona nelle sue stesse condizioni, del suo stesso valore, si compiangono gli svantaggiati, i deboli, gli sconfitti. La compassione ha spesso l’effetto di un’elemosina ….</p>



<p>Ora qualche regola generale:</p>



<ul><li>non aiutare mai senza chiedere</li><li>possibilmente aiutare senza dare nell’occhio</li><li>essere il più possibile naturali</li></ul>



<p>Ora che siamo entrati nel merito, vorrei parlare delle persone disabili in carrozzina, categoria alla quale appartengo: per chi è costretto in carrozzina i problemi da affrontare sono molti: già la soglia di una porta può presentare un ostacolo, per non parlare dei gradini del marciapiede o delle scale. Per questo viviamo in un continuo stato d’ansia, chiedendoci come possiamo attraversare la strada, salire su di un mezzo pubblico, entrare in un ristorante o in un negozio ecc ecc… Se poi dobbiamo dipendere da un accompagnatore, la questione è ancora più difficile.</p>



<p>Non parliamo poi del comportamento della gente: molti ,senza neanche conoscerci, ci danno del tu, battendoci familiarmente una mano sulla spalla, accarezzandoci (mi è successo anche recentemente, dopo a casa mi sono lavata con l’amuchina), parlandoci spesso come ad un bambino….altri ci ignorano completamente, intrattenendosi solo con l’accompagnatore.</p>



<p>Va beh, eccovi gratis un paio di suggerimenti:</p>



<ul><li>regola principale: trattare la persona in carrozzina da pari a pari, non fare nulla senza prima chiedere</li><li>la persona ha piacere di vedere con chi parla senza farsi venire il torcicollo, quindi in caso di colloqui lunghi, sedete alla sua altezza</li><li>tra la folla spingete la carrozzina con prudenza, la persona sarebbe molto imbarazzata se andasse ad urtare qualcuno</li><li>in un negozio o ristorante fate parlare la persona disabile: il personale tende a rivolgersi sempre all’accompagnatore</li><li>siate prudenti nell’attraversare una strada trafficata o nel fare i gradini, una discesa rapida può essere un incubo</li></ul>



<p>E ricordate:  “da vicino nessuno è normale”.</p>
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		<title>“Solo senza discriminazioni reciproche, raggiungeremo l&#8217;obiettivo per cui il Progetto Aisha e il femminismo si battono: la parità di diritti tra uomini e donne”</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 08:25:00 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Amina Natascia, italo-palestinese di religione musulmana e vicepresidente di progetto Aisha, un’associazione nata per contrastare la violenza sulle donne, ci racconta la sua storia e la sua relazione con il femminismo</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="960" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/eee.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14933" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/eee.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/eee-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/eee-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>di Julia Martín Arévalo</p>



<p>Amina Natascia Al Zeer è vicepresidente e co-fondatrice del Progetto Aisha, un’associazione milanese nata nel 2016 con l&#8217;obiettivo di rispondere alle esigenze di tutte le donne che si trovano al di fuori dei sistemi di tutela dei servizi territoriali per diversi motivi: barriere linguistiche e culturali, disapprovazione sociale o stigmatizzazione. Il progetto cerca di fornire gli strumenti necessari per aiutare queste donne a superare le condizioni di violenza e discriminazione in cui si trovano, con particolare attenzione alle donne musulmane. Il suo obiettivo finale è quello di cercare il riconoscimento della figura femminile, la lotta per garantire la loro libertà di scelta e la sua indipendenza sociale ed economica.</p>



<p>Musulmana, nata e cresciuta in Italia, Amina spiega in un&#8217;intervista personale, che lei stessa ha subito violenze per mano del suo ex compagno e ha avuto il coraggio di denunciare la sua situazione. Quando decise di fare questo passo, cercò il sostegno della sua guida religiosa che, con sorpresa di Amina, non l’ha sostenuta come avrebbe voluto lei. Almeno questo la aiutò a capire l&#8217;importanza di fornire la giusta assistenza alle donne che, come lei, si trovano in situazioni di violenza.</p>



<p>Amina, che ora è responsabile del coordinamento dell&#8217;assistenza alle donne maltrattate, ammette che c&#8217;è un problema di violenza di genere nella comunità islamica e capisce che per violenza di genere si intende ogni tipo di violenza: psicologica, fisica, sessuale (soprattutto all&#8217;interno del matrimonio), ma anche economica. Dice che di solito trova una combinazione di tutti questi elementi nelle donne che si rivolgono al Progetto Aisha.</p>



<p>Quando le chiedo se considera la sua associazione femminista o se si considera femminista, esita un attimo prima di rispondere di no poiché, dice, che “dipende da cosa intendi per femminismo, quello che non mi piace sono le femministe degli anni 60&#8243;. Quando parla del femminismo degli anni 60 dice di riferirsi agli inizi del femminismo, ad un tipo di &#8220;femminismo radicale&#8221; che, tra l&#8217;altro, non accetta la partecipazione degli uomini nella lotta per l&#8217;uguaglianza. Amina ritiene di non essere d&#8217;accordo con questa visione, che non dobbiamo fare la guerra agli uomini perché non è questo il modo per ottenere la parità di diritti tra uomini e donne. Ammette di aver esitato a rispondermi a questa domanda perché è stata attaccata da donne femministe in altre occasioni che l&#8217;hanno criticata per aver accettato gli uomini nel Progetto Aisha o per aver detto che non è del tutto a suo agio con l&#8217;etichetta &#8220;femminista&#8221;.</p>



<p>La storia di Amina è piuttosto particolare: è nata e cresciuta a Modena, in una famiglia italo-palestinese, cristiana da parte di madre, musulmana da parte di padre e testimone di Geova da parte di nonna. Solo quando è diventata maggiorenne prese la decisione di intraprendere il cammino dell&#8217;Islam. Durante l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza rifiutò l&#8217;Islam e tutto ciò che è arabo perché lo associava a suo padre, il suo unico riferimento, intendendolo come un&#8217;imposizione. Quello che è successo dopo, dice, è stato &#8220;qualcosa tra me e Dio&#8221;. A 21 anni ha deciso di indossare il velo di sua spontanea volontà per essere d&#8217;esempio a sua figlia. All&#8217;inizio era molto preoccupata di quello che gli altri avrebbero detto, aveva paura di essere giudicata per strada, ma ora non le importa. Si sente a suo agio perché è stata una sua decisione ma dice di soffrire ancora di discriminazioni di ogni tipo: si è sentita sottovalutata per aver indossato il velo, le è stato detto di tornare al suo paese, è stata accusata di essere una traditrice per essere europea e di essersi convertita all&#8217;Islam e per aver deciso di entrare a far parte di una comunità che presumibilmente tratta le sue donne come inferiori e sottomesse.</p>



<p>Amina conclude l&#8217;intervista dicendo che la lotta per l&#8217;uguaglianza è: per tutte le donne e di tutte le donne, siano esse musulmane, cristiane o testimoni di Geova. Solo così, senza discriminazioni reciproche, raggiungeremo l&#8217;obiettivo per cui il Progetto Aisha e il femminismo si battono: la parità di diritti tra uomini e donne.</p>
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		<title>Giornata della disabilità (3 dicembre): cinque richieste alle istituzioni</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 09:08:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>GIORNATA DELLA DISABILITÀ LE 5 RICHIESTE DELLA ASS.COSCIONI ALLE ISTITUZIONI: DAL SUPERBONUS PER LA LIBERTÀ A BARRIERE ARCHITETTONICHE E ACCESSIBILITÀ DIGITALE&#160; M.Gentili, affetto da SLA e co presidente dell’Ass.Coscioni: “Avere memoria è utile. Ma&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>GIORNATA DELLA DISABILITÀ</strong></p>



<p><strong>LE 5 RICHIESTE DELLA ASS.COSCIONI ALLE ISTITUZIONI: DAL SUPERBONUS PER LA LIBERTÀ A BARRIERE ARCHITETTONICHE E ACCESSIBILITÀ DIGITALE&nbsp;</strong></p>



<p><em>M.Gentili, affetto da SLA e co presidente dell’Ass.Coscioni: “Avere memoria è utile. Ma è bene che le istituzioni si ricordino ogni giorno degli ostacoli da rimuovere gli ostacoli per la piena inclusione di tutti i cittadini alla vita pubblica</em>”</p>



<p>In occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità l’Associazione Luca Coscioni, attiva a tutela del diritto alla scienza e alla salute, rivolge alcune richieste urgenti alle Istituzioni, con l’obiettivo di ottenere il pieno rispetto dei diritti delle persone con disabilità e di sensibilizzare su tematiche con cui tantissime persone con disabilità devono confrontarsi ogni giorno dell’anno.&nbsp;</p>



<ol><li><strong>Introduzione di un superbonus per la libertà”,</strong> da aggiungere alle varie misure di rilancio economico, che metta sullo stesso piano gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici a quelli del cosiddetto superbonus del 110%&nbsp;</li></ol>



<ol start="2"><li><strong>Garanzia di una piena accessibilità digitale</strong>, prevista ma troppo spesso non attuata, per la pubblica amministrazione e i servizi pubblici&nbsp; dell’offerta privata, anche attraverso l’uso della firma autografata e di altri strumenti di identificazione digitale, per la piena partecipazione delle persone con disabilità alla democrazia (sottoscrizione di referendum, proposte di legge popolari, liste elettorali….)&nbsp;</li></ol>



<ol start="3"><li><strong>Monitoraggio dell’applicazione della legge sui Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche</strong> attraverso la creazione di Registri regionali da collegare ad un Registro Nazionale per (PEBA).&nbsp;</li></ol>



<ol start="4"><li><strong>Adozione di una legge sull&#8217;assistenza sessuale</strong>, già presentata in Parlamento in passato, per consentire anche alle persone con gravi disabilità di accedere ad una dimensione fisica e psicologica relativa alla loro sfera sessuale, oggi proibita.&nbsp;</li></ol>



<ol start="5"><li><strong>Adozione di provvedimenti per assegnare ausili e protesi in modo appropriato</strong> ai bisogni più complessi.&nbsp;</li></ol>



<p>L’Associazione Luca Coscioni fa parte delle associazioni e degli enti per i quali è stata riconosciuta la legittimazione ad agire per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni. Per questo, finchè queste importanti richieste non saranno accolte, continuerà ad agire sul piano giudiziario, per denunciare discriminazioni e consentire che ogni persona con disabilità abbia la sua “Vita indipendente“. Il manifesto dell’Associazione, le cui iniziative sulla disabilità sono coordinate dall’avvocato <strong>Rocco Berardo</strong>, è infatti “dal corpo dei malati e delle persone con disabilità al cuore della politica”.&nbsp;</p>



<p>“<em>Avere memoria è sempre utile. Ma è bene che le istituzioni si ricordino e lavorino ogni giorno per rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena inclusione di tutti i cittadini alla vita pubblica</em>”, ha dichiarato <strong>Marco Gentili</strong>, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni,malato di SLA e fortemente attivo politicamente nella tutela dei diritti delle persone con disabilità “<em>La situazione di emergenza in cui ci troviamo riporta alla nostra attenzione il tema dei diritti, spesso sfuggente, messo in ombra, relegato quasi a funzione accessoria. In questo contesto le disuguaglianze già palesi si sono acuite, fino a prendere la forma di vere e proprie discriminazioni legalizzate. Una delle situazioni più dolenti venutesi a creare riguarda i diversamente abili, una realtà che mi sta particolarmente a cuore e che vivo sulla mia pelle. Già si vive una situazione che spesso ci fa apparire cittadini di serie B, in queste settimane dobbiamo lottare perché non si scenda ulteriormente nell’alfabeto</em>”.&nbsp;</p>



<p>Marco Gentili è Co-Presidente dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. Dalla nascita è affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia che progressivamente lo ha privato della capacità motoria e comunicativa. Laureato in Relazioni Internazionali ha un Master in Istituzioni Parlamentari Europee. Dal 2012 al 2017 è stato consigliere comunale a Tarquinia. Promotore della campagna che ha portato all&#8217;aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e del nuovo Nomenclatore delle Protesi e Ausili.</p>
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		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Un pilastro dimenticato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 08:01:23 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="640" height="426" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/qqqqqq.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13624" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/qqqqqq.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/qqqqqq-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<p>di Cecilia Grillo</p>



<p>Come abbiamo già ricordato, gli UN <em>Guidelines Principles on business and human rights </em>delle Nazioni Unite (noti come UNGP o Ruggie <em>Principles</em>) sono stati sviluppati nel 2008 dal rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, John Ruggie, e approvati dal Consiglio dei diritti umani nel 2011.  </p>



<p>Gli
UNGP e i tre Pilastri hanno ricevuto riconoscimento e accettazione da
parte di Stati, Organizzazioni Internazionali, società civile e
multinazionali, assumendo il rango di <em>standard</em>
a livello internazionale in materia di imprese e diritti umani.</p>



<p>Il
terzo Pilastro, che tutela la garanzia dell’accesso a rimedi in
caso di violazione di diritti umani, ha un ruolo fondamentale con
specifico riferimento all’impatto sui diritti umani derivante dalle
attività delle imprese, sia in relazione all’obbligo degli Stati
di garantire l’accesso alla giustizia per le vittime di abusi, di
cui al terzo Pilastro, che all’obbligo dello Stato di proteggere
sancito dal primo Pilastro. La garanzia dell’accesso ad un rimedio
è un elemento chiave tramite cui lo Stato soddisfa il proprio
obbligo di proteggere gli individui dalle violazioni dei diritti
umani riconducibili alle attività delle imprese. 
</p>



<p>Infatti
anche laddove Stati e imprese faranno del loro meglio per attuare i
Principi Guida, gli impatti negativi sui diritti umani possono
comunque derivare dalle operazioni societarie. Pertanto, i soggetti
interessati devono essere in grado di chiedere un risarcimento
attraverso efficaci meccanismi di ricorso giudiziario e non
giudiziario. Il terzo Pilastro dei Principi guida stabilisce che tali
meccanismi possono essere rafforzati sia dagli Stati che dalle
imprese:</p>



<ul><li>come
	parte del loro dovere di protezione, gli Stati devono adottare le
	misure appropriate per garantire che, quando si verificano abusi, le
	vittime abbiano accesso a efficaci meccanismi giudiziari e non
	giudiziari;
	</li><li>devono
	essere previsti meccanismi operativi sia a livello nazionale sia
	facenti parte di iniziative <em>multistakeholder</em>
	o di istituzioni internazionali;
	</li><li>tutti
	i meccanismi di reclamo non giudiziari dovrebbero soddisfare i
	criteri chiave di efficacia essendo legittimi, accessibili,
	prevedibili, equi e trasparenti.
</li></ul>



<p>I
tre Pilastri hanno il ruolo fondamentale di proteggere, rispettare e
porre rimedio alle violazioni dei diritti umani, tuttavia il terzo
Pilastro, il cosiddetto “<em>Access
to Remedy”</em>,
è stato spesso definito quale Pilastro “dimenticato”. 
</p>



<p>Infatti
durante l’attuazione dei Principi Guida per mezzo di strumenti
quali <em>policy</em>
e regolamenti, l’enfasi è stata riposta essenzialmente sui primi
due Pilastri tralasciando il procedimento di accesso ai rimedi e non
considerando che, in assenza di meccanismi utilizzabili dalle vittime
sul piano interno o internazionale, il riconoscimento di tale diritto
rischierebbe di rimanere una semplice ‘lettera morta’.</p>



<p>Una
delle problematiche sollevate in relazione al terzo Pilastro dei
Principi Guida è rappresentata dalla sfida di fornire rimedi
efficaci per le vittime, in particolare rimedi giudiziari alle
vittime che hanno subito violazioni da parte di società
transnazionali che operano globalmente.</p>



<p>I
Principi Guida del terzo Pilastro paiono infatti più efficaci
nell’identificare un accesso inadeguato al rimedio giudiziario che
nel predisporlo, e si prefiggono di identificare gli ostacoli e
incoraggiare gli Stati a superarli, tuttavia non essendo in grado di
garantire tale concreta realizzazione nella pratica.</p>



<p>Il
Principio Guida no. 26 prevede che gli Stati debbano adottare misure
per garantire l’accesso da parte delle vittime ai rimedi, non
riuscendo tuttavia a fornire una guida chiara su come superare gli
ostacoli procedurali e sostanziali all’attuazione dei rimedi da
parte dello Stato e a elaborare “lacune di <em>governance</em>”
per assistere gli Stati nell’attuazione di meccanismi volti a
evitare che le loro imprese violino i diritti umani all’estero. 
</p>



<p>Essendo
tale Pilastro stato “dimenticato”, gli UNGP da soli non saranno
in grado di garantire l’accesso ai rimedi: il dovere di un’impresa
di rispettare i diritti umani risulta insignificante se alle vittime
non è dato accesso al rimedio in caso di violazione della legge
locale da parte della multinazionale stessa. E ancora, il dovere
dello Stato di proteggere dalle violazioni dei diritti umani
fallirebbe se le vittime non fossero in grado di contestare il
comportamento dello stesso assicurando che soddisfi gli <em>standard</em>
legislativi nazionali e internazionali. Gli UNGP avranno un impatto
limitato finché non saranno in grado di migliorare l’accesso ai
rimedi in caso di violazioni dei diritti umani.</p>



<p>L’obbligo
di proteggere che ricade in capo agli Stati richiede loro di
effettuare una attività di valutazione circa l’efficacia del
proprio sistema giuridico, al fine di individuare le barriere
esistenti e determinare le misure per eliminarle in modo da
consentire alle vittime di poter esercitare il proprio diritto di
accesso a rimedi effettivi ed efficaci.</p>



<p>Infatti,
il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani ha
dichiarato che le vittime “<em>should
be able to seek, obtain and enforce bouquet of remedies”,</em>
sottolineando che ciò che è fondamentale è che sia i meccanismi
giudiziari che quelli non giudiziari dovrebbero essere in grado di
“<em>providing
effective remedies in practice</em>”:
è urgente mettere in atto uno sforzo concreto per sviluppare e
proteggere solidi rimedi in relazione alle violazioni dei diritti
umani legati alle attività di impresa.</p>



<p>Si
è sempre maggiormente sviluppato, da parte degli attori
internazionali, un <em>focus</em>
sul terzo Pilastro, ad esempio, l’Ufficio dell’Alto commissariato
delle Nazioni Unite per i diritti umani ha istituito il progetto
“Responsabilità e rimedi” che esamina le barriere che i
denuncianti devono affrontare nell’accedere alla giustizia e nel
vedere i propri diritti garantiti per mezzo dei rimedi attuati dalle
imprese, fornendo oltretutto esempi di meccanismi non giudiziari che
possono essere implementati dagli Stati, quali “ispettorati del
lavoro; tribunali del lavoro; organismi di protezione della <em>privacy</em>
e dei dati; l’istituzione di mediatori statali; enti di salute e
sicurezza pubblica; e istituzioni nazionali per i diritti umani”. 
</p>



<p>Nonostante
molti <em>stakeholders</em>
si siano concentrati sulla costruzione di meccanismi non giudiziari
più resistenti, questi ultimi sovente non sono stati in grado di
soddisfare le esigenze dei soggetti e delle comunità interessate. La
progettazione e l’implementazione di meccanismi di reclamo non
giudiziari sia statali che aziendali hanno creato limitazioni in
materia di applicazione, indipendenza e trasparenza degli stessi. 
</p>



<p>Ad
esempio, la ricerca condotta dall’OCSE Watch sul sistema relativo
ai punti di contatto nazionali (PCN) evidenzia le scarse prestazioni
dell’organismo nella gestione dei reclami in materia di diritti
umani, sussistendo una serie di barriere pratiche e procedurali
all’interno del sistema PNC tra cui, <em>inter
alia</em>,
mancanza di accessibilità, imparzialità, conformità con le
tempistiche procedurali e trasparenza: dopo quasi 20 anni di
attività, il sistema PNC non è riuscito a fornire una via di
ricorso efficace per le vittime di violazioni dei diritti umani da
parte delle società.</p>



<p>E
ancora, se è vero che sono stati implementati piani d’azione
nazionale (PAN) in materia di imprese e diritti umani, è anche vero
che la maggior parte dei PAN pubblicati non sia stata in grado di
garantire adeguate protezioni dei diritti umani e che generalmente
fornisca misure inadeguate al fine di garantire l’accesso a ricorsi
giudiziari. 
</p>



<p>Certamente
le barriere giuridiche e procedurali rendono difficile l’attuazione
dei rimedi giudiziari, inclusi i costi delle controversie, le
scadenze temporali per la presentazione di richieste di risarcimento,
nonché le questioni che incidono sulla competenza permanente ed
extraterritoriale, tuttavia gli Stati sono tenuti ad esplorare le
opportunità presenti al fine di rafforzare e sviluppare legislazioni
e politiche in grado di superare tali ostacoli.</p>



<p>In
quanto membri della società civile è necessario appoggiare lo
sviluppo di soluzioni praticabili in grado di abbattere le barriere
(<em>i.e.</em>
la responsabilità limitata delle società madri per le azioni delle
loro filiali) ed attuare forme efficaci di rimedio. 
</p>



<p>I
Principi Guida dovrebbero stabilire rimedi globali che siano
giuridicamente vincolanti e coerenti con gli obblighi in materia di
diritti umani degli Stati e delle imprese sia nello stato ospitante
che nello Stato di origine. 
</p>



<p>La
più grande minaccia per gli UNGP è se tali rimedi rimarranno
dimenticati, se gli Stati non riusciranno a garantire la protezione o
l’estensione di forti meccanismi giudiziari e le imprese ad
allineare i propri processi agli <em>standard</em>
internazionali sui diritti umani. Non ci sono diritti senza rimedi:
gli Stati devono guidare a garantire che i rimedi non siano più
illusori, ma reali.</p>
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		<title>Border, creature di confine: quando i “mostri” hanno un animo gentile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 08:56:41 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/border-creature-di-confine-film-recensione-cinema-italia-1552657324.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-12286 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/border-creature-di-confine-film-recensione-cinema-italia-1552657324.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="403" height="269" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/border-creature-di-confine-film-recensione-cinema-italia-1552657324.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1419w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/border-creature-di-confine-film-recensione-cinema-italia-1552657324-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/border-creature-di-confine-film-recensione-cinema-italia-1552657324-768x513.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/border-creature-di-confine-film-recensione-cinema-italia-1552657324-1024x684.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 403px) 100vw, 403px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Lo scorso 28 marzo è uscito nelle sale italiane un film originale, strano quasi come i suoi protagonisti: </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Border, creature di confine.</i></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Tina è brutta, sembra un essere primitivo; lavora come doganiera e ha un olfatto straordinario, tanto che riesce a percepire anche i sentimenti della vergogna, della paura e della colpa. Un giorno incontra Vore, altro personaggio particolare di cui avverte qualcosa e sarà quel “qualcosa” ad avvicinarli e a stravolgere l&#8217;esistenza della donna-bambina. Sì, perchè Tina è una donna di circa quarant&#8217;anni, con l&#8217;animo puro di una bambina, incapace di capire perchè si sente, o la facciano sentire, diversa. “Diversa”, forse, da tutti coloro che vede avvicinarsi alla dogana a loro volta, estranei, stranieri per qualcun altro. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Una scena di sesso tra lei e Vore, potente e tenera allo stesso tempo, segna la cifra stilistica scelta dal regista Ali Abbasi, iraniano di nascita che vive in Danimarca, che sceglie un racconto dello scrittore svedese John Ajvide Lindqvist da sempre attratto dalle figure misteriose, fuori dal comune. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Tina e Vore sono due adulti, outsider, in cerca di una identità che non per forza deve essere omologata. Due persone che riescono ancora a tenere in equilibrio fragilità e forza, istinto e dolcezza: risultano più complete, quindi, di molti di noi, alienati e appiattiti da una società che si crede civilizzata, quando invece sta perdendo umanità, ad ogni passo.</span></p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/wE83VVeaoOo?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>&#8220;Art(E)Attualità&#8221;. Studio Azzurro e i bambini migranti</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2018 09:17:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una parte del progetto importantissimo di Studio Azzurro e MuMi, allestito presso Spazio Cinema Anteo a Milano. Se passate di lì, andate a vedere questa installazione. Molto emozionante.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una parte del progetto importantissimo di Studio Azzurro e MuMi, allestito presso Spazio Cinema Anteo a Milano. Se passate di lì, andate a vedere questa installazione. Molto emozionante.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/20181216_201615-e1545814937777.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/20181216_201615-e1545814937777.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/20181216_201615-e1545814937777.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/20181216_201615-e1545814937777-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/20181216_201615-e1545814937777-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a><a 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