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	<title>bavaglio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Andrea Margelletti: terrorismo, sicurezza, paura</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 12:39:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali. Riproponiamo, nostro malgrado, l’intervista di Associazione per i Diritti umani a seguito degli attentati a Bruxelles, ad Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali per parlare di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali.</p>
<p>Riproponiamo, nostro malgrado, l’intervista di <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> a seguito degli attentati a Bruxelles, ad Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali per parlare di sicurezza, terrorismo, paura, Europa e politica Estera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5518" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMA==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5518" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (43)" width="299" height="199" /></a></p>
<div class="clear"></div>
<div class="entry">
<div class="entry-inner">
<div>L’Associazione per i Diritti Umani ha rivolto, per voi, alcune domande al Dott. Andrea Margelletti, Presidente del Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) e lo ringrazia molto per la sua disponibilità.</div>
<div></div>
<div>E’ probabile che tra i migrati che arrivano in Europa ci siano persone “pericolose”? Come combattere la cultura della paura, diffusa da alcune parti politiche?</div>
<div></div>
<div>Bisognerebbe definire cosa vuol dire “pericolose”: una cosa sono i terroristi, un’altra sono i criminali.  Sul fatto che arrivino criminali o persone che in poco tempo vanno a delinquere, mi pare evidente perchè è una realtà che accomuna tutte le migrazioni. Chi si sposta in condizioni disperate, in alcuni casi, può essere attratto dai guadagni facili e questo è successo anche agli italiani che sono emigrati all’estero; quindi si tratta di un fenomeno endemico nei grandi numeri.</div>
<div>Altra cosa, invece, è il terrorismo: fino ad ora non ci sono risultati terroristi arrivati con i barconi anche perchè il terrorista è una persona estremamente formata, preziosa per il gruppo terroristico e non si rischia di metterlo su un barcone dove può affondare; è più facile che arrivi in Europa con un visto turistico o, addirittura, che sia cittadino europeo. Per bloccare il traffico umano è inutile arrestare solo gli scafisti.</div>
<div></div>
<div>Quali operazioni sarebbero necessarie allo scopo?</div>
<div></div>
<div>Le operazioni che nessuno si sente in grado di fare: sarebbe opportuno intervenire nelle zone per cui le persone partono (e non mi riferisco soltanto alla Libia, ma anche all’Africa sub-sahariana) con delle politiche di lunghissimo termine ed estremamente costose. Al momento, non mi pare che alcun Paese europeo o occidentale abbia voglia di spendere miliardi di euro per questo tipo di attività che richiedono molti anni per vedere i primi risultati.</div>
<div></div>
<div>Qual è il suo parere, quindi, riguardo alle politiche europee in termini di sicurezza e di immigrazione?</div>
<div></div>
<div>Dal punto di vista della sicurezza interna, c’è grandissima collaborazione tra le forze di polizia e i servizi di informazione-sicurezza. Poi ciascun Paese adotta, sul proprio territorio nazionale, le misure che ritene più efficaci e opportune.</div>
<div>In termini di immigrazione non c’è una reale politica europea: l’Italia è stata lasciata sola ad affrontare il problema. Spesso la Ue, di fronte a problemi grossi, diventa una realtà di singoli e non più un’unione.</div>
<div></div>
<div>La comunità internazionale dovrebbe intervenire in alcune aree del mondo, ad esempio in Siria?</div>
<div></div>
<div>In Siria sono già presenti alcune ONG e sono in atto alcune operazioni – da parte della comunità internazionale – contro l’Isis, ma mi pare che anche in Siria, per l’ennesima volta, non vi sia, a livello di Paesi occidentali, una visione comune su come affrontare il problema.</div>
<div>Prima di tutto dovremmo avere una politica comune, a fonte della quale si fanno scelte comuni che possano essere anche sbagliate, ma che almeno sono condivise da tutti. Il fatto di procedere in maniera disunita ci rende deboli e vulnerabili.</div>
</div>
</div>
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