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	<title>Biondillo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Un&#8217;altra Africa. Intervista a Gianni Biondillo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2014 04:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Africa non esiste , edito da Guanda, è il nuovo lavoro di Gianni Biondillo, un libro diverso da quelli che ben conosciamo dell&#8217;autore milanese. Scrittore e viaggiatore, Biondillo ha visitato Eritrea, Ciad, Egitto, Uganda&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/untitled-21.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/untitled-21.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="212" /></a></div>
<p><i>L&#8217;Africa<br />
non esiste , </i>edito<br />
da Guanda, è il nuovo<br />
lavoro di Gianni Biondillo, un libro diverso da quelli che ben<br />
conosciamo dell&#8217;autore milanese. </p>
<p>Scrittore<br />
e viaggiatore, Biondillo ha visitato Eritrea, Ciad, Egitto, Uganda e<br />
Etiopia anche a seguito di alcune Ong e ci riporta un&#8217;immagine<br />
inconsueta del continente africano: un continente vivace e<br />
contraddittorio, ricco di materie prime e di cultura, dinamico e mai<br />
arrendevole. Un&#8217;Africa vicina a noi e lontana dai luoghi comuni. </p>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
intervistato per voi Gianni Biondillo che ringraziamo molto per la<br />
sua disponibilità. 
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qual è<br />
l&#8217;Africa che non esiste?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Innanzitutto<br />
quella dei pregiudizi: quest&#8217;idea che esista un continente grande<br />
come un paesino, che è tutto uguale, da Nord a Sud, da Est a Ovest,<br />
quando anche soltanto per la dimensione geografica, l&#8217;Africa è<br />
smisurata. Come dico nell&#8217;introduzione: la distanza che esiste tra il<br />
Nord e il Sud è la stessa tra Portogallo e Cina, quindi non si può<br />
parlare di un&#8217;unica identità e di un&#8217;unica cultura.</div>
<p>E poi<br />
c&#8217;è l&#8217;Africa che non vogliamo vedere: gli sbarchi, le fughe, le<br />
guerre e noi ci giriamo dall&#8217;altra parte, come se fosse un problema<br />
che non ci appartiene, come se l&#8217;Africa fosse su un altro pianeta.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217; stato<br />
in Eritrea, Ciad, Egitto, Uganda e Etiopia: l&#8217;Etiopia, ad esempio,<br />
registra una crescita economica del 7,5% a differenza di quello che<br />
si può pensare in Occidente. Quali sono gli altri stereotipi da<br />
scardinare?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;idea<br />
che noi abbiamo dell&#8217;Africa è legata ad un immaginario vecchio di<br />
cinquant&#8217;anni come, ad esempio, quello del bambino con il ventre<br />
gonfio e con la mosca agli occhi. E&#8217; un&#8217;idea &#8211; a volte anche un po&#8217;<br />
buonista – di un continente immobile e sempre uguale a se stesso.
</div>
<p>In<br />
realtà l&#8217;Africa è un continente estremamente dinamico e<br />
contraddittorio. La demografia fa la differenza: solo la Nigeria fra<br />
una o due generazioni avrà una popolazione pari a quella europea e<br />
questo ci fa capire  che non possiamo fingere di non sapere che tutto<br />
sta cambiando. </p>
<p>Quando<br />
sono stato in Etiopia &#8211; che è un viaggio molto particolareggiato nel<br />
libro – ho avuto a che fare con situazioni molto diverse tra loro.<br />
Già solo ad Addis Abeba ci sono gli slum, le bidonville, ma anche<br />
grattacieli e cantieri dappertutto. Anche l&#8217;economia e i referenti<br />
economici stanno cambiando: la sede dell&#8217;Unione africana, che sta ad<br />
Addis Abeba, è un edificio modernissimo, costato milioni di dollari<br />
ed è un regalo della Repubblica Popolare Cinese.</p>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ci può<br />
parlare del cimitero di Asmara e del cinema dei rifugiati in Ciad?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La prima<br />
volta che sono stato in Africa sono stato ad Asmara e ho scoperto<br />
l&#8217;esistenza di una città italiana a tutti gli effetti: negli<br />
edifici, nell&#8217;urbanistica, nelle abitudini: ho visto il passeggio,<br />
l&#8217;aperitivo, mangiare il babà&#8230;tutto questo fatto dagli asmarini e<br />
non da italiani.
</div>
<p>Alla<br />
fine di un percorso della città arrivo al cimitero ed è pieno di<br />
italiani: storie di vite italiane, bloccate lì. Storie che non<br />
dovremmo dimenticare come non dovremmo dimenticare il nostro passato<br />
colonialista.</p>
<p>Il<br />
cinema dei rifugiati è un&#8217;altra cosa straordinaria per me perchè mi<br />
sono ritrovato al confine con la Repubblica Centrafricana (di cui<br />
solo oggi si inizia a parlare, ma già anni fa sono stato testimone<br />
dei problemi causati dalla guerriglia interna) e ho incontrato questo<br />
enorme campo profughi con tanta gente disperata, ma anche lì c&#8217;era<br />
un desiderio di speranza: si sono costruiti una baracca di legno e di<br />
paglia, hanno preso un televisore con delle videocassette e facevano<br />
una proiezione ogni sera, partecipatissima. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
lavorano le Ong attive sul territorio?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dipende<br />
dalle dimensione delle Ong. Certe cose mi hanno dato fastidio perchè<br />
la grande organizzazione umanitaria, famosa in tutto il mondo,<br />
raccoglie una grande quantità di soldi mentre ho la sensazione che<br />
queste grandi Ong siano solo degli “stipendifici” con persone che<br />
non si danno molto da fare.
</div>
<p>Ci sono,<br />
invece, altre organizzazioni, piccole e con meno soldi, che lavorano<br />
bene nel campo dell&#8217;istruzione, della sanità o combattono contro la<br />
malnutrizione infantile. Più sono piccole e più facile risulta<br />
controllare la filiera, mentre più l&#8217;organizzazione è grande e più<br />
è facile che i soldi si perdano prima di arrivare sul territorio. </p>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Comunque<br />
quello che ho capito è che più andavo in Africa e meno ne sapevo&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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