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	<title>Bocola Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Bocola Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Una radio all&#8217;interno di un carcere minorile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non ci sto dentro” è una frase che i nostri ragazzi ripetono spesso, per esprimere l loro disagio, la la noia, la pigrizia: ma adesso è anche il titolo del documentario di Antonio Bocola&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Non<br />
ci sto dentro” è una frase che i nostri ragazzi ripetono spesso,<br />
per esprimere l loro disagio, la la noia, la pigrizia: ma adesso è<br />
anche il titolo del documentario di Antonio Bocola (già<br />
pluripremiato per il lungoemtraggio <i>Fame<br />
chimica</i>) con cui ritorna a<br />
parlare di giovani, di adolescenti. O meglio, fanno sentire la loro<br />
voce grazie al mezzo cinematografico e alla radio.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il film,<br />
infatti, racconta dell&#8217;idea di far nascere proprio una radio<br />
all&#8217;interno del “Beccaria”, l&#8217;istituto di pena minorile di<br />
Milano, attraverso la quale ragazzi e adulti si mettono in gioco. E<br />
così nel film: i detenuti parlano della loro quotidianità, ma anche<br />
dei loro sogni; gli adulti &#8211; gli operatori all&#8217;interno della<br />
struttura &#8211; raccontano il rapporto reciproco, le difficoltà, le<br />
conquiste.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Intelligente<br />
la scelta di regia di non riprendere mai i ragazzi in primo piano, ma<br />
di fare riprese di spalle, oppure a parti del corpo, in penombra per<br />
tutelare la privacy e garantire l&#8217;anonimato di chi ha sbagliato e sta<br />
affrontando un percorso di recupero. Attraverso la cinepresa, lo<br />
spettatore può entrare nel carcere, negli spazi esterni (come nelle<br />
comunità Kayros, Comunità Nuova, Arimo) e capire quali siano le<br />
opportunità proposte dal sistema di Giustizia minorile italiano.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Devo<br />
pagare per quello che ho fatto”, dice un ragazzo. E un altro: “<br />
Adesso che ci sono tutti questi operatori intorno a me, bisogna<br />
sfruttarli”. Le ragazze sono più sfrontate dei maschi. Hanno<br />
tutti, italiani e stranieri, la possibilità di cambiare strada, di<br />
riscattarsi e il tempo è dalla loro parte.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vogliamo<br />
riportare le parole di un operatore intervistato, il magistrato Fabio<br />
Tucci, già giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale<br />
dei Minori di Milano: “ Quando il minore compie un gesto<br />
antisociale ha superato un muro altissimo, quindi è in una<br />
situazione di disagio profondo al punto che il minore trova<br />
conveniente compiere un gesto antisociale che lo pone fuori da una<br />
situazione di consenso, ma è così spinto dalla paura dell&#8217;altro che<br />
deve necessariamente agire in modo antisociale. Quindi compiere un<br />
delitto viene vissuto dagli addetti ai lavori come un grido di aiuto<br />
del minore&#8230;Tendenzialmente il minore che realizza un comportamento<br />
antisociale è un minore tendenzialmente confuso, è un minore che ha<br />
avuto una suggestione da parte dell&#8217;ambiente, da parte della famiglia<br />
a comportarsi in un certo modo, a rubare qualcosa, e per la prima<br />
volta rischia di pagare le conseguenze per un gesto magari fatto<br />
altre volte ma non scoperto, per il quale non ha pagato nulla. Quindi<br />
è un minore che sta assaporando per la prima volta che i suoi punti<br />
di riferimento sono messi in crisi perchè c&#8217;è un altro punto di<br />
riferimento, quello del Tribunale per i minorenni, che sta provando a<br />
sostituirsi ad esso. Se il minore è confuso ha bisogno di chiarezza,<br />
allora vuo, dire che l&#8217;équipe educativa deve essere chiara e<br />
monolitica ai suoi occhi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quindi<br />
il vertice di questa struttura non può essere che il giudice perchè<br />
il minore ha chiaro che è il giudice che eventualmente può irrogare<br />
la sanzione penale, la privazione della libertà. Quindi è chiaro<br />
che lui deve trasferire il messaggio educativo in alternativa a<br />
quello detentivo.”</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
ancora più incisive, e meno tecniche, sono le parole di Don Gino<br />
Rigoldi: “ Uno dei comportamenti meno insegnati oggi è la fiducia,<br />
la relazione, i legami, gli amori”: e questo si commenta da sé.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
film è stato riconosciuto di interesse educativo dal Ministero della<br />
Giustizia – Dipartimento di Giustizia Minorile</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
intervistato per voi Antonio Bocola che ringraziamo molto</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</p>
</div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p><b>Quando<br />
nasce l&#8217;idea di una radio all&#8217;interno di un istituto minorile e cosa<br />
rappresenta (Se ci puoi dire dove possiamo ascoltarla) ?</b></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>
</div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>Alcuni<br />
anni prima della realizzazione del film, con l’ Avv. Giuseppe<br />
Vaciago e alla Onlus Suonisonori, un’agenzia esterna che opera<br />
all’interno di tutte le carceri del milanese con progetti relativi<br />
alla musica, ho ideato e coordinato la nascita di un Laboratorio Cine<br />
TV.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>In<br />
quel laboratorio ha preso corpo l’idea di realizzare un film al<br />
“Becca”.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>La<br />
realizzazione del film è stata costellata di mille problematiche da<br />
risolvere, considerati i molti limiti del caso. Uno dei problemi da<br />
risolvere era quello di avere, con una certa regolarità, la<br />
possibilità di intervistare i ragazzi detenuti. L’idea che ho<br />
messo in campo è stata quella di realizzare con l’aiuto, ancora<br />
una volta, di Suonisonori, un laboratorio Radio dove i ragazzi tra un<br />
pezzo e una dedica, moderati da una coppia di giovani conduttori<br />
radio, avevano modo di parlare in libertà.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>Ovviamente<br />
lo studio Radio era un set del mio film e tutto avveniva sotto<br />
l’occhio di un paio di telecamere.
</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>L’<br />
esperienza del laboratorio radio quindi, è l’idea portante della<br />
messa in scena del film.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>Il<br />
prodotto degli incontri erano dei file audio in “podcast” che<br />
venivano caricati su dei lettori mp3 personali che sono stati<br />
distribuiti a tutti detenuti.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>Le<br />
vigenti leggi impediscono qualsiasi trasmissione in diretta dal<br />
carcere.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>
</div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p><b>Come<br />
avete raccontato il progetto ai ragazzi e come hanno reagito alla<br />
proposta?</b></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>In<br />
carcere, i ragazzi per la maggior parte reagiscono positivamente o<br />
addirittura entusiasticamente a molti degli stimoli esterni<br />
qualificati e riconoscibili, che hanno a che fare con l’immaginario<br />
collettivo mainstream. La figura del DJ è senz’altro uno di quei<br />
casi. Tanto più sapendo che c’era un film di mezzo e che loro<br />
avrebbero potuto dire qualsiasi cosa protetti dall’anonimato.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>Quindi<br />
in un “casting” di di ragazzi e ragazze tra gli aderenti, insieme<br />
agli operatori del carcere, abbiamo scelto un gruppo di ragazzi e un<br />
gruppo di ragazze. Sebbene pochi erano quelli coinvolti direttamente<br />
nel laboratorio radio, nel racconto del Beccaria, anche tutti gli<br />
altri ragazzi e operatori sono stati in qualche modo coinvolti, con<br />
una buona risposta generale.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>
</div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p><b>Com&#8217;è<br />
la quotidianità che emerge dai racconti dei giovani reclusi? E gli<br />
adulti come si relazionano con loro?</b></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
</div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>La<br />
vita in carcere, a partire dall’assenza della libertà è<br />
certamente una grossa novità nella vita del ragazzo. Regole, ritmi<br />
scanditi,  le attività educative, la scuola (molti ragazzi,<br />
soprattutto stranieri non ci sono mai andati prima), entrano nella<br />
loro vita. Ma la cosa principale che accade è l’incontro,  forse<br />
per la prima volta, con un mondo adulto molto distante da quello che<br />
hanno conosciuto fino a quel momento. Un mondo adulto variegato, che<br />
esprime la sua “paternità” nel giudice, cioè colui che commina<br />
non una pena, ma un tempo necessario al recupero del ragazzo.<br />
Migliore sarà la risposta del ragazzo, più breve sarà quel tempo<br />
necessario. La scuola e le attività educative esprimono l’aspetto<br />
“materno” di questa inedita occasione di confronto, messa in<br />
discussione del ragazzo e della sua  crescita.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
</div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p><b>Per<br />
alcuni dei ragazzi ci sono delle alternative al carcere? Possono, ad<br />
esempio, entrare in comunità? E ci puoi raccontare qualche<br />
esperienza?</b></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
</p>
</div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>L’ingresso<br />
in carcere, per esempio, per un minorenne italiano, con l’esclusione<br />
dei delitti più gravi, non è scontato.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>Dopo<br />
l’arresto il minore viene condotto al CPA Centro di Prima<br />
Accoglienza, che è una struttura para-carceraria, dove il minore<br />
viene custodito per un tempo minimo, fino all’istituzione del<br />
processo. Il giudice, per un primo reato, se è presente un nucleo<br />
familiare,  per la maggior parte dei casi commina delle prescrizioni<br />
o delle limitazioni parziali della libertà. Nei casi più gravi<br />
oppure nel caso dei minori stranieri senza la tutela dei genitori, i<br />
ragazzi vengono accompagnati a passare del tempo deciso dal giudice,<br />
presso le comunità.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>Solo<br />
nel caso il percorso presso la comunità fallisca o per la recidiva o<br />
l’aggravamento su reati specifici come l’evasione, apre le porte<br />
del carcere. In buona sostanza gli italiani reclusi, per la maggior<br />
parte provengono da un contesto familare problematico e con una lunga<br />
carriera “criminale” mentre gli stranieri, spesso vengono privati<br />
della libertà al primo reato.</p></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p><b>Le<br />
persone che hai incontrato che cosa si aspettano dal futuro?</b></div>
<div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: none; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 0;">
<p>Senza<br />
pretesa di scientificità e spero con una forchetta meno pessimista<br />
di quella che vedo, molti ragazzi italiani difficilmente riusciranno<br />
a dare una traiettoria differente al loro tracciato di vita. In molti<br />
casi saranno ospiti del carcere per gli adulti, a cui aspirano come<br />
segno di “evoluzione” nella gerarchia di riferimento. In altri<br />
casi per fortuna sempre di più, si hanno dei pieni recuperi e delle<br />
nuove prospettive di vita. Forse questi sarebbero sempre di più, se<br />
ci fosse un apertura delle occasioni di formazione e lavoro dei<br />
ragazzi e un accompagnamento all’autonomia, in un percorso post<br />
carcerario. Molti casi sono commoventi ed eclatanti, come il ragazzo<br />
che è diventato un fotografo di successo u un’altro che ora fa il<br />
poliziotto privato. Ricordiamo che il processo penale minoraile, se<br />
di successo, prevede l’annullamento del reato.</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/08/27/una-radio-allinterno-di-un-carcere/">Una radio all&#8217;interno di un carcere minorile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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