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	<title>Bollate Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Bollate Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Il punto di Antigone sulla situazione carceri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 06:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 28 gennaio scorso si è svolto a Milano un incontro, presso l&#8217;Urban Center, in cui si è discusso ancora del problema del sovraffollamento delle carceri italiane e, in particolare della situazione dei detenuti&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il 28<br />
gennaio scorso si è svolto a Milano un incontro, presso l&#8217;Urban<br />
Center, in cui si è discusso ancora del problema del<br />
sovraffollamento delle carceri italiane e, in particolare della<br />
situazione dei detenuti negli istituti penitenziari della Lombardia.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Siamo<br />
una Regione molto particolare dal punto di vista carcerario” ha<br />
affermato Valeria Verdolini, presidente lombardo dell&#8217;Associazione<br />
Antigone “ con ben 19 diversi istituti detentivi. Un fenomeno di<br />
grandi dimensioni, quindi, ma al quale è possibile approcciarsi in<br />
maniera costruttiva grazie alla rete esistente a livello locale e che<br />
unisce le strutture di volontariato, le associazioni, le<br />
istituzioni”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Antigone<br />
monitora periodicamente le carceri e racconta ciò che vede. Nel IX e<br />
ultimo rapporto dell&#8217;associazione sulle condizioni di detenzione,<br />
intitolato “Senza dignità”, i dati riferiscono che le regioni<br />
italiane più affollate sono la Liguria, la Puglia e il Veneto; al 31<br />
ottobre 2012 i 66.685 detenuti sono in maggioranza uomini e italiani;<br />
le donne rappresentano il 4,2% della popolazione carceraria e il<br />
35,6% è rappresentato dagli stranieri. Le nazionalità più presenti<br />
sono quella marocchina, romena, tunisina, albanese e nigeriana. Nel<br />
report si ricorda che: “Con una sentenza del 28 aprile 2011 la<br />
Corte di Giustizia Europea ha dichiarato incompatibile con la<br />
Direttiva rimpatri l&#8217;articolo 14, commi 5 ter e 5 quater, del Decreto<br />
Legislativo n. 286/1998, che prevedeva la detenzione in caso di<br />
mancata ottemperanza all&#8217;ordine del Questore di allontanarsi dal<br />
territorio italiano. Dopo una iniziale incertezza, si è di fatto<br />
proceduto per decreto legge alla modifica di questo reato, escludendo<br />
il ricorso al carcere. Ad oggi, però, la percentuale degli stranieri<br />
tra i detenuti è scesa di poco rispetto al dicembre del 2010, quando<br />
era del 36,7%”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
ricerca riporta un dato inquietante: quello relativo agli atti di<br />
autolesionismo o ai tentati suicidi; a questo si aggiunge il fatto<br />
che il 70% dei detenuti è malato e che le patologie più comuni sono<br />
i disturbi psichici, le malattie dell&#8217;apparato digerente e le<br />
malattie infettive e parassitarie.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qualche<br />
passo avanti è stato fatto, nella tutela dei diritti dei detenuti,<br />
con il piano di riorganizzazione avviato a livello ministeriale che<br />
ha ridotto il numero di ore che il detenuto deve trascorrere chiuso<br />
in cella, a favore di una maggiore possibilità di movimento<br />
all&#8217;interno della struttura: “Altre iniziative necessarie sono<br />
quelle miranti ad ampliare l&#8217;offerta di attività formative e<br />
ricreative” ha sostenuto Alessandra Naldi, Garante dei diritti dei<br />
detenuti del Comune di Milano e ha aggiunto: “In questo Bollate è<br />
diventata un vero e proprio modello per la sua capacità di sfruttare<br />
le risorse del territorio; Opera, invece, deve ancora completare<br />
questo processo di apertura verso l&#8217;esterno”. Diversa la situazione<br />
a San Vittore perchè, ha sottolineato  sempre il Garante, sono<br />
evidenti i problemi igienici e “la popolazione presenta emergenze<br />
di carattere sociale, con molti stranieri privi di permesso di<br />
soggiorno e detenuti affetti da problemi di salute mentale e di<br />
tossicodipendenza”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
Milano a Roma: a Rebibbia Antigone, in due anni di attività, ha<br />
effettuato 1.149 colloqui e, tra i diritti negati, quelli che più<br />
pesano sulle condizioni dei detenuti riguardano la lontananza dai propri affetti e il diritto alla salute.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Infine,<br />
un grande ostacolo al miglioramento delle condizioni di vita negli<br />
istituti carcerari è costituito dalla mancanza di fondi: “<br />
Assistiamo a un estremo impoverimento del sistema penitenziario”,<br />
ha affermato Daniela Ronco, coordinatrice dell&#8217;Osservatorio Nazionale<br />
sulle condizioni di detenzione di Antigone, &#8220;mancano i fondi per<br />
qualunque tipo di attività all&#8217;interno del carcere, per il lavoro,<br />
per lo studio e per tutti gli altri progetti che potrebbero rendere<br />
meno afflittiva la vita nelle strutture detentive”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I detenuti incontrano i cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2013 06:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Mentre il Consiglio dei Ministri dà via libera al decreto sulle carceri (di cui parleremo nei prossimi giorni), noi diamo voce anche ai detenuti. L&#8217;Associazione per i Diritti Umani, ha partecipato ad un&#8217;&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mentre<br />
il Consiglio dei Ministri dà via libera al decreto sulle carceri (di<br />
cui parleremo nei prossimi giorni), noi diamo voce anche ai detenuti.<br />
L&#8217;Associazione per i Diritti Umani, ha partecipato ad un&#8217; importante<br />
iniziativa per capire meglio come si vive, o meglio si sopravvive,<br />
negli istituti penitenziari italiani.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come si<br />
fa a muoversi, per mesi o per anni, in una cella di pochi metri<br />
quadri? Fino a ventuno ore al giorno e con cinque persone<br />
accanto&#8230;Come si fa a far trascorrere un tempo infinito senza avere<br />
nulla da fare? Come è possibile salvaguardare la propria dignità?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Queste e<br />
molte altre domande hanno dato vita all&#8217;incontro che si è tenuto, a<br />
fine novembre, presso l&#8217;Urban Center di Milano, incontro al quale<br />
hanno partecipato</div>
<p><strong>Davide<br />
Dutto, </strong>fotografo<br />
&#8211; coautore con Michele Marziani del libro &#8220;<strong>Il<br />
gambero nero</strong>&#8221;<br />
(Edizioni Cibele) e promotore dell&#8217;associazione &#8220;Sapori reclusi&#8221;<br />
che, partendo dal comune bisogno </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/dutto-ok.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/dutto-ok.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="177" width="320" /></a></div>
<p>dell&#8217;uomo di nutrirsi, vuole riunire<br />
uomini e donne che vivono nascosti agli occhi dei più, con il resto<br />
della società &#8211;  e <strong>Giorgia<br />
Gay, </strong>antropologa,<br />
giornalista ed autrice dell&#8217;e-book .<strong><i>..<br />
e per casa una cella &#8211; I detenuti e lo spazio: tattiche di reazione e<br />
domesticazione, </i></strong><br />
una ricerca sulla percezione e l&#8217;utilizzo dello spazio in una<br />
comunità ristretta.</p>
<div style="font-weight: normal;">
La<br />
serata ha visto la partecipazione significativa,di due detenuti del<br />
carcere di Bollate e di Opera che hanno raccontato la loro<br />
esperienza, ma hanno posto l&#8217;accento anche sulle difficoltà di<br />
coloro che si trovano ancora nelle strutture penitenziarie e di<br />
coloro che sono usciti, ma che fanno fatica a reintegrarsi nella<br />
società.</div>
<p>Al<br />
dibattito sono intervenuti, infine, anche <strong>Emilio<br />
Caravatti</strong><br />
e <strong>Lorenzo<br />
Consales</strong>,<br />
docenti a contratto del Politecnico di Milano che hanno raccontato la<br />
loro esperienza di interazione tra studenti di architettura e persone<br />
detenute sulla riprogettazione degli spazi del carcere.</p>
<p><em>L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani  vi propone il video dei momenti più<br />
interessanti. (Vi ricordiamo che potete vedere il materiale filmato della nostra associazione anche sul canale dedicato Youtube)</em><br />
<em><br /></em></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p><em><br /></em></p>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>Scatti e riscatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2013 06:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per la maggior parte sono giovani, alcuni italiani e molti stranieri provenienti dal Nord Africa, dall&#8217;America latina, dall&#8217;Europa dell&#8217;Est: sono i detenuti del carcere di Bollate che hanno avuto l&#8217;opportunità di fotografare e di&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/Riscatti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/Riscatti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="213" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per la<br />
maggior parte sono giovani, alcuni italiani e molti stranieri<br />
provenienti dal Nord Africa, dall&#8217;America latina, dall&#8217;Europa<br />
dell&#8217;Est: sono i detenuti del carcere di Bollate che hanno avuto<br />
l&#8217;opportunità di fotografare e di farsi ritrarre grazie ad un corso<br />
tenuto, tra il 2009 e il 2013, da Rodolfo Tradardi e Mariagrazia<br />
Pumo.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
carcere di Bollate è riconosciuto, da sempre, come una tappa<br />
fondamentale per    un  percorso esistenziale riabilitativo: molte,<br />
infatti, le attività proposte ai detenuti, attività offerte<br />
nell&#8217;ambito di progetti rieducativi. In questo caso il corso di<br />
fotografia rientra in un&#8217;idea realizzata dalla Cooperativa Articolo 3<br />
in accordo con la Direzione dell&#8217;istituto penitenziario.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
partecipanti al progetto si trovano nel cosiddetto “ Reparto a<br />
Trattamento Avanzato”, nel quarto reparto e sono persone già<br />
consapevoli del percorso – di pena, ma soprattutto umano – che si<br />
trovano a dover affrontare e sono responsabili nel farlo. Ecco,<br />
quindi, che il mezzo fotografico diventa uno strumento di scelta: una<br />
scelta di contenuto, una scelta di estetica, una scelta etico-morale.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/riscatti-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/riscatti-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>Le<br />
fotografie sono raccolte, ora, in una mostra intitolata proprio<br />
“Riscatti”, inaugurata il 4 dicembre scorso ed esposte fino al 21<br />
del mese presso la galleria Ostrakon, in Via Pastrengo 15 a Milano.<br />
E&#8217; importante sottolineare il fatto che non si tratta di un lavoro<br />
eseguito da un&#8217;agenzia esterna che è entrata nel carcere, ma di un<br />
lavoro portato avanti dagli ospiti stessi dell&#8217;istituto che, durante<br />
la loro permanenza, hanno sviluppato una sensibilità particolare<br />
rivolta alle altre persone e alle situazioni, spesso difficili, che<br />
si verificano nella loro quotidianità.<b>&nbsp;</b>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
fotografia diventa, così, uno specchio su cui proiettare sentimenti<br />
e sensazioni, paure e desideri. Volti malinconici o, a tratti,<br />
gioiosi; lo spazio della palestra come ring della sfida per la<br />
ricostruzione di sé e dell&#8217;autostima; le riprese originali di alcuni<br />
oggetti che, in cella, diventano “altro” per sopravvivenza, per<br />
necessità; angolature ricercate e luci originali per restituire<br />
poesia, mescolata alla realtà anche di un  luogo tanto ristretto.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tutto<br />
questo e molto altro nelle immagini dei detenuti che scattano e si<br />
ri-scattano, nell&#8217;attesa e nella speranza di recuparare la libertà<br />
fisica, dopo quella mentale regalata, per un po&#8217;, dall&#8217;obiettivo di<br />
una macchina fotografica. </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/iscatti-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/iscatti-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
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