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	<title>Bolzano Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Bolzano Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Terremoto in Turchia e Siria. Fermata la raccolta di aiuti a Bolzano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 09:11:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>FACCIAMO RETE. GRAZIE! Terremoto in Turchia e Siria. La Comunità kurda di Bolzano si mobilita per una raccolta di aiuti Il devastante terremoto che il 6 febbraio ha colpito Turchia e Siria, ha provocato&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>FACCIAMO RETE. GRAZIE! </p>



<h1>Terremoto in Turchia e Siria. La Comunità kurda di Bolzano si mobilita per una raccolta di aiuti</h1>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.popoli-min.it/wp-content/uploads/2023/02/Earthquake-600x338.webp?tr=w-1280,h-720&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/><figcaption>Le macerie di un edificio distrutto dal sisma a Diyarbakır, in Turchia. Foto: VOA &#8211; www.voaturkce.com/a/izmir-deprem-bolgesine-yardim-seferberligi/6949935.html,?utm_source=rss&utm_medium=rss Pubblico dominio.</figcaption></figure>



<p>Il devastante terremoto che il 6 febbraio ha colpito Turchia e Siria, ha provocato migliaia di morti e la distruzione di migliaia di abitazioni e infrastrutture. Il sisma è stato uno dei più distruttivi degli ultimi decenni ed è andato a colpire aree e popolazioni già colpite da un lungo conflitto.<br>Sono tante le persone che si sono già attivate per un primo aiuto alle popolazioni in ginocchio. A Bolzano la comunità kurda si è attivata per promuovere una raccolta di aiuti da destinare alle località nel sud della Turchia, lungo il confine con la Siria, colpite dal terremoto. L’Associazione per i popoli minacciati di Bolzano, da anni vicina a questa comunità, collaborerà alla raccolta. Come primo punto di raccolta è stato messo gratuitamente a disposizione una sala della Chiesa Cristiana Evangelica in via Achille Grandi 22, nella zona industriale di Bolzano (da Eurobrico, dopo l’autolavaggio per camion).</p>



<p><br>Gli orari concordati per lasciare eventuali pacchi sono i seguenti:<br>da lunedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.</p>



<p><br>Chi avesse invece disponibilità di tempo può aiutarci a garantire una presenza continuativa per tutto il mese di febbraio, negli orari indicati. Per indicare la propria disponibilità telefonare a Qadir (3452653240).<br>Chi invece volesse fare una donazione può usare il conto dell’Associazione per i popoli minacciati, Cassa Rurale di Bolzano<br>IBAN: IT42 E 08081 11610 000306002242, causale: “Emergenza terremoto / Erdbebenhilfe”</p>



<p>Il materiale da donare deve essere in ottimo stato, meglio se nuovo, per donne uomini e bambini. Ogni pacco donato deve riportare scritto il suo contenuto.<br>– Scarpe / Giacche / Guanti / Abbigliamento invernale in genere / Abbigliamento intimo<br>– Assorbenti / Pannolini / Biberon / Latte in polvere e alimenti per bambini<br>– Coperte / Tende / Materassini per tende / Sacchi a pelo</p>



<p>DOVE:<br>Via A. Grandi 22, Bolzano (zona industriale, dietro Eurobrico)</p>



<p>QUANDO:<br>da lunedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.</p>



<p>INFORMAZIONI:<br>Qadir: 3452653240 – APM: 0471.972240</p>



<p>Comunità curda di Bolzano<br>Associazione per i Popoli Minacciati, Bolzano</p>



<h1>Terremoto in Turchia e Siria. Fermata la raccolta di aiuti a Bolzano</h1>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.popoli-min.it/wp-content/uploads/2023/02/emergenza_bz-600x338.jpg?tr=w-2000,h-1125&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/><figcaption>La quantità di aiuti raccolti a Bolzano per l&#8217;emergenza terremoto è enorme. Foto: GfbV.</figcaption></figure>



<p>In seguito all’appello della comunità kurda di Bolzano per la raccolta di aiuti a favore delle vittime del devastante terremoto in Turchia e Siria, grazie alla generosità di famiglie, persone e ditte, sono arrivate quantità enormi di materiali.<br>Contemporaneamente ci arrivano notizie dalla Turchia per cui i convogli di aiuti non vengono fatti passare con diverse motivazioni, tra cui i motivi di igiene pubblica per quanto riguarda l’abbigliamento e materiali già usati. Non potendo far partire quanto finora raccolto siamo costretti a&nbsp;<strong>BLOCCARE</strong>&nbsp;la raccolta di aiuti di tutti i tipi.</p>



<p>Speriamo che questa situazione si sblocchi al più presto, anche grazie alle pressioni internazionali sui governi turco e siriano, in modo da consentire la partenza di tutti i materiali finora raccolti.</p>



<p>Cogliamo l’occasione per ribadire che una donazione in denaro, seppur piccola, in questo momento di emergenza è la scelta più facile da gestire. Chi volesse fare una donazione può usare i conti dell’Associazione per i popoli minacciati, usando la causale: “Emergenza terremoto / Erdbebenhilfe”:</p>



<p><br><strong>– Cassa Rurale di Bolzano, IBAN: IT42 E 08081 11610 000306002242<br>– Cassa di Risparmio di Bolzano, IBAN: IT64 F 06045 11600 000005004687</strong></p>



<p>INFORMAZIONI:<br>Qadir: 3452653240 – APM: 0471.972240<br>Comunità curda di Bolzano<br>Associazione per i Popoli Minacciati, Bolzano</p>



<h3></h3>
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		<title>Lungo la rotta del Brennero. Rapporto di monitoraggio sulla situazione dei migranti a Bolzano e al Brennero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 06:23:03 +0000</pubDate>
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<p>Lo scorso 25 gennaio è stato presentato il Rapporto sulla nuova rotta del Brennero, a cura di ASGI. Il recente calo degli arrivi sulle coste italiane non sembra aver influito più di tanto sul flusso di persone che tentano di passare il confine del Brennero, inclusi anche i minori stranieri non accompagnati.</p>
<p>Il rapporto propone un’analisi puntuale della situazione dei migranti che transitano per Bolzano e/o giungono direttamente al Brennero nel tentativo di oltrepassare il confine o in seguito a ri-ammissioni sul territorio italiano. Attraverso il monitoraggio effettuato dai volontari di Antenne Migranti e una puntuale analisi giuridica di ASGI, mette in luce alcune delle ripercussioni della crescente chiusura del confine con l’Austria sul più ampio territorio della rotta Verona-Brennero, nonché le violazioni dei diritti umani emerse nelle pratiche di istituzioni e forze dell’ordine. Da un lato si sofferma sulle criticità relative all’accesso all’accoglienza, dall’altro sui controlli di polizia presso la stazione del Brennero e sulle azioni delle forze dell’ordine, per quanto riguarda riammissioni, respingimenti, irrogazione di multe e sequestro di beni personali.</p>
<p>Mentre il rapporto si concentra su Bolzano e il Brennero, i volontari del Progetto Antenne Migranti, anche in collaborazione con Osservatorio Migranti Verona e con l’Associazione One bridge to Idomeni, si sono impegnati a monitorare la situazione dei migranti a Verona, città che si trova sulla rotta del Brennero e che pare funzionare, in parte, come un ulteriore confine interno. Verona è da sempre un importante snodo ferroviario. In più casi sono stati trovati dei migranti, all’interno di container trasportati da camion, che tentavano di raggiungere il confine del Brennero a bordo di un treno merci, con tutti i rischi che ciò comporta, come purtroppo la cronaca ha più volte confermato. Nel solo mese di dicembre 2017, la stampa locale ha riportato due volte di casi simili, che ha visto coinvolti anche minori. Numerose problematiche sono emerse anche per quanto riguarda l’accesso all’accoglienza e le condizioni di accoglienza dei migranti e soprattutto dei cosiddetti “migranti fuori accoglienza”, ossia migranti che dormono generalmente per strada, ma che avrebbero diritto all’accoglienza in una struttura dedicata, oltre che all’assistenza legale e sanitaria.</p>
<p>Cliccare qui per leggere il rapporto:<a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/brennero-bolzano-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/brennero-bolzano-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ma non si può morire un po&#8217; alla volta</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 13:53:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/th-47.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5604" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5604" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/th-47.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (47)" width="300" height="203" /></a><br />
di Alidad Shiri</p>
<p>I 240 profughi senza alloggio a Bolzano rischiano di essere ancora piu’ dimenticati dopo gli attentati di Bruxelles.Si tratta di uomini giovani provenienti dall’Afghanistan,Pakistan, Iraq,Siria,Paesi africani, che sono giunti a Bolzano da alcuni mesi,non inviati qui secondo le quote previste dal governo italiano, ma arrivati personalmente,probabilmente attraverso la rotta balcanica. Hanno fatto tutti regolarmente da tempo la domanda di protezione internazionale in Questura. Li ho visti per strada, senza alcuna dimora fino alla fine<br />
di dicembre, che vivevano sotto un ponte del Talvera a temperatura rigida. Alla fine dell’anno sono stati accolti in uno dei cosiddetti centri di “emergenza freddo”. Ma la situazione e’ sempre difficilmente vivibile. Infatti possono rimanere solo nelle ore notturne,hanno<br />
diritto ad un solo pasto caldo al giorno, senza assistenza sanitaria.</p>
<p>Alcuni di loro ho visto che portano ancora i segni di ferite non curate. Certi sono anche distrutti psicologicamente, parlando con loro lo si capisce. Qualcuno per arrivare qui mi ha raccontato che ha perso in mare quasi tutti i propri famigliari.</p>
<p>Sono testimone di queste grandissime sofferenze che ne’ la gente di Bolzano  ne’ i politici che dovrebbero aiutarli possono immaginare. Mi sono rivolto alle autorità competenti, sia a livello locale che internazionale, facendo conoscere questa situazione anche ai rappresentanti delle Nazioni Unite. Il Presidente provinciale Arno Kompatscher, che mi conosce e sa bene la mia storia, il lungo percorso formativo che ho sostenuto in questi anni, ovviamente con il sostegno<br />
di persone della società civile, come lui sottolineava in un’intervista di un giornale locale in lingua tedesca, mi ha risposto dicendomi che in Giunta conoscono la situazione da me descritta e stanno facendo il possibile per porvi rimedio. Nella mia lettera gli dicevo che in questi anni ho continuato a girare,in varie parti d’Italia ( da Siracusa a San Candido) ho trovato sempre tanta sensibilità in giovani, adulti, bambini, e mai avrei pensato di<br />
scoprire proprio nella città di Bolzano una situazione cosi’ disumana.</p>
<p>La mia non voleva essere una critica personale, ma un incoraggiamento a superare da politico i condizionamenti che lo possono frenare, come i timori che standard buoni di accoglienza per tutti attirino qui molta piu’ gente.</p>
<p>Penso che la mia storia di accoglienza ( quasi unica) possa essere come un  modello per dire che l’accoglienza di profughi non e’ un peso ma una risorsa. Oggi vorrei sottolineare ancora una volta come la soluzione di questo problema e’ molto urgente. Sentire dire da<br />
qualcuno dei rifugiati “Era meglio morire nel mio Paese sotto i bombardamenti, perche’ morivi una volta per tutte, mentre qui muori un po’ alla volta”, vuol dire che siamo al limite della sopportazione.</p>
<p>E’ importante che comprendano questo anche il Commissariato del Governo e il Comune di Bolzano. E’ calpestata la dignità di esseri umani.</p>
<p>Non basta sollecitare il Governo Italiano, come e’ stato fatto, ad intervenire,,occorre che gli Enti Locali facciano un ulteriore passo per trovare soluzioni degne per esseri umani. Non e’ possibile<br />
continuare a non avere un progetto che li accompagni per la loro integrazione,non e’ possibile dovere vagabondare per la città portandosi dietro il loro povero bagaglio fino alla sera, non potere andare da un medico se stanno male, fare digiuno con un solo pasto alla sera.</p>
<p>SOS, aiuto per i 240 profughi non considerati, invisibili a Bolzano!<br />
Per favore diffondete come potete questo appello perché la<br />
cittadinanza si renda conto che tra di loro ci sono persone che hanno<br />
estremo bisogno di aiuto. Non siamo al confine tra Grecia e Macedonia<br />
e nemmeno nei campi del Libano, ma in una ricca città capoluogo.<br />
Eppure qui ormai da diversi mesi persone che sono riuscite a fuggire<br />
da guerre, torture, persecuzioni e situazioni impossibili di vita non<br />
trovano un minimo di accoglienza, nonostante abbiano fatto in Questura<br />
la loro domanda di protezione internazionale. Ho già denunciato questa<br />
situazione ottenendo risposte evasive. Niente si muove. E&#8217; una partita<br />
a ping pong, si fanno sempre richieste ad altri. Nessuno si cura di<br />
loro, anche se non muoiono di fame. Nemmeno l&#8217;assistenza medica per<br />
ora è garantita. L&#8217;UNHCR riferisce che in Canada sono stati accolti in<br />
pochi mesi 26000 rifugiati e l&#8217;accoglienza per 9.000 di loro è stata<br />
finanziata dai cittadini. Qui i soldi dei cittadini finiscono nei<br />
vitalizi di alcuni ex consiglieri che godono di un cifra di 1 milione<br />
di euro a testa. Non si trovano però mezzi e risorse per finanziare<br />
un&#8217;emergenza umanitaria. Siccome questi migranti non creano problemi<br />
di ordine pubblico e&#8217; come non esistessero. Ma per quanto? Per fortuna<br />
è in funzione una rete di volontariato che si occupa di rispondere ad<br />
esigenze minime, ma l&#8217; Ente pubblico è latitante.</p>
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