<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>bonifica Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/bonifica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/bonifica/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Aug 2020 06:36:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>bonifica Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/bonifica/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Ennesimo sgombero illegale per i rom</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/07/ennesimo-sgombero-illegale-per-i-rom/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/07/ennesimo-sgombero-illegale-per-i-rom/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 06:36:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#VirginiaRaggi]]></category>
		<category><![CDATA[alloggio]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[illegale]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sgombero]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14489</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione 21 luglio denuncia: «Nell’insediamento del Foro Italico ennesimo sgombero agostano promosso in piena illegalità»   ROMA 5 AGOSTO. «In accordo con il Comandante Generale della Polizia Locale di Roma Capitale – che ha già predisposto&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/07/ennesimo-sgombero-illegale-per-i-rom/">Ennesimo sgombero illegale per i rom</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/ttttttttttttttttttttttttt-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14491" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/ttttttttttttttttttttttttt-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/ttttttttttttttttttttttttt-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/ttttttttttttttttttttttttt-1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/ttttttttttttttttttttttttt-1-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/ttttttttttttttttttttttttt-1-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p><strong>Associazione 21 luglio denuncia: «Nell’insediamento del Foro Italico ennesimo sgombero agostano promosso in piena illegalità»</strong></p>



<p><br>  ROMA 5 AGOSTO. «In accordo con il Comandante Generale della Polizia Locale di Roma Capitale – che ha già predisposto un presidio dell’intera area con turni di vigilanza h24 dal 10 luglio u.s. – <strong>l’area verrà definitivamente liberata da persone in data 11 agosto p.v.</strong>». È quanto riportato da <strong>Marco Cardilli</strong>, vice capo del Gabinetto della sindaca Virginia Raggi, in una breve nota del 23 luglio 2020. L’area in questione <strong>è l’insediamento di via del Foro Italico</strong> dove, fino a metà giugno vivevano <strong>129 persone</strong>, tra cui <strong>numerosi minori</strong>.<br>Secondo Associazione 21 luglio tale azione di sgombero si configura a tutti gli effetti come un’azione collocata <strong>al di fuori della legislazione nazionale</strong> e senza tenere in alcun modo conto di quanto disposto <strong>dai diversi Comitati delle Nazioni Unite </strong>in materia di sgomberi forzati.</p>



<p>L’insediamento del Foro Italico</p>



<p><br>Nel 1991, nell’area dove era stato realizzato un parcheggio di scambio in occasione dei Mondiali del 1990, viene collocata una comunità serba sgomberata dal vicino insediamento di Monte Antenne. Si tratta di circa 150 persone di cui la metà minori. Negli anni che seguono<strong> lo spazio viene riconosciuto come un vero e proprio insediamento formale</strong>: alle persone vengono assegnate <strong>regolari residenze anagrafiche</strong>, viene creato <strong>un impianto idrico</strong> con la predisposizione di fontanelle, viene realizzato <strong>un impianto elettrico</strong>, vengono collocati <strong>8 bagni chimici</strong>. Dalla fine degli anni Novanta i bambini dell’insediamento rientrano nel <strong>Progetto Scolarizzazione</strong> realizzato dall’Ufficio Scolarizzazione Rom del Comune di Roma.<br>A partire dal 2005 alcune famiglie lasciano l’insediamento avendo reperito in autonomia alcune soluzioni alloggiative e il loro posto viene preso da famiglie rumene. Nel giugno 2020 risultano presenti 129 persone, per metà serbe e per metà rumene. I minori regolarmente iscritti alla scuola pubblica nell’anno scolastico 2019-2020 sono 16: <strong>1 alla scuola materna, 7 alla scuola primaria, 8 alla scuola secondaria di primo grado.</strong></p>



<p>Il servizio de “Le Iene” e la nota del vice capo Gabinetto</p>



<p><br>Il 2 giugno 2020 viene lanciato il servizio de “Le Iene” dal titolo <strong>“Degrado Capitale: il campo rom e il business dei rifiuti tossici”</strong> dove l’insediamento di via del Foro Italico viene presentato come «un campo rom “tollerato”, nel cuore di Roma e di una riserva naturale, dove sarebbe attivo un business di smaltimento di rifiuti tossici». Il servizio, dalla forte impronta sensazionalistica, presenta la discarica abusiva presente in prossimità dell’insediamento, lungo le rive del Tevere.<br>Viene intervistata anche la sindaca <strong>Virginia Raggi</strong> che dichiara: «<strong>Andremo a verificare</strong>, <strong>grazie per la segnalazione</strong>. <strong>Se ci mandi le immagini interveniamo a breve</strong>».<br>Effettivamente il mese successivo segue la nota del vice capo del gabinetto della sindaca: bonifica immediata e liberazione dell’area entro l’11 agosto perché, nel corso del sopralluogo effettuato dopo il servizio televisivo, «è emersa la presenza di numerosi manufatti abusivi e <strong>la correlata necessità di liberare da persone</strong> le aree che saranno interessate dalla rimozione dei rifiuti e materiale di risulta anche per evitare pericolo durante le attività dei mezzi di manovra».<br>Dal 10 luglio è stato quindi predisposto alle porte dell’insediamento un servizio di controllo da parte della Polizia Locale h24 e numerose famiglie si sono momentaneamente trasferite in altre aree della città in attesa di comprendere le decisioni assunte dalle autorità capitoline. Attualmente nell’insediamento sono rimaste <strong>una trentina di persone, tra cui anziani, persone malate, donne incinte, bambini</strong> .</p>



<p>Lo sgombero illegale</p>



<p><br>«Sorprende – sostiene associazione 21 luglio – come il Comune di Roma si sia accorto, nel campo rom di Tor di Quinto, della «presenza di numerosi manufatti abusivi». Si sta infatti parlando delle abitazioni che insistono su un insediamento voluto e mantenuto dalle diverse Amministrazione Comunali che hanno anche riconosciuto una residenza anagrafica alle persone presenti». In una lettera inviata nei giorni scorsi dall’Associazione al Comune di Roma viene fatto notare come l’art.17 bis del Decreto Legge 19 maggio 2020 n.34, convertito con modificazioni in L. n.77/2020 (e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.180 del 18 luglio 2020) <strong>stabilisce la proroga della sospensione dell’esecuzione degli sgomberi sul territorio nazionale sino al 31 dicembre 2020</strong>.</p>



<p>Nella missiva Associazione 21 luglio chiede pertanto di&nbsp;<strong>modificare i termini previsti per l’attività di sgombero e di avviare una genuina interlocuzione con le famiglie residenti</strong>&nbsp;al fine di individuare, nel rispetto di quanto stabilito dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite, le possibili alternative alloggiative.</p>



<p>«<strong>Nessuna notifica è stata consegnata alle famiglie, nessuna interlocuzione intercorsa, nessuna proposta alternativa offerta</strong>&nbsp;– afferma Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio. Uno sgombero organizzato in simili condizioni sarebbe configurabile come un atto di illegalità istituzionale. Siamo ad agosto e, come spesso accade in questa città,&nbsp;<strong>qualcuno ne approfitta per mandare in vacanza anche i diritti umani</strong>».</p>



<p>Foto e video di Daniele Napolitano&nbsp;<br>IL VIDEO A QUESTO LINK &#8212;&#8211;&gt;&nbsp;<a href="https://bit.ly/30uBBch?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/30uBBch?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/07/ennesimo-sgombero-illegale-per-i-rom/">Ennesimo sgombero illegale per i rom</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/07/ennesimo-sgombero-illegale-per-i-rom/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che fare della (non più ex) ILVA</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/13/che-fare-della-non-piu-ex-ilva/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/13/che-fare-della-non-piu-ex-ilva/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 08:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[danni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[fabbrica]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[impianto]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[padroni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riconversione]]></category>
		<category><![CDATA[risanamento]]></category>
		<category><![CDATA[settore]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13253</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Guido Viale (da pressenza.com) La situazione in cui si ritrova l’ex-Ilva di Taranto non è un conflitto tra salute e occupazione ma una lotta tra operai e padroni (dei padroni contro gli operai);&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/11/13/che-fare-della-non-piu-ex-ilva/">Che fare della (non più ex) ILVA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Guido Viale (da <a href="http://pressenza.com?utm_source=rss&utm_medium=rss ">pressenza.com</a>)</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/ilva-taranto-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13254" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/ilva-taranto-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/ilva-taranto-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/ilva-taranto-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La situazione in cui si ritrova l’ex-Ilva di Taranto non è un conflitto tra salute e occupazione ma una lotta tra operai e padroni (dei padroni contro gli operai); non è un esercizio di compatibilità tra ambiente e “sviluppo” ma l’evidenza di una alternativa ineludibile tra conversione ecologica e catastrofe climatica e ambientale. Situazione che apre una voragine destinata a inghiottire l’esistenza di 20mila lavoratori e di 20mila famiglie, ma porta alla luce anche l’inganno di uno “sviluppo” che non ha più spazio per riprodursi e perpetuarsi. Che fare allora della non più ex-Ilva?</p>



<p>La strada imboccata dal Governo è la peggiore. Inseguire un gruppo industriale perché “si prenda cura” di un impianto di cui ha assunto la proprietà solo per “toglierlo di mezzo” e acquisirne il mercato non è buona politica. Se anche si arrivasse all’accordo, quel gruppo troverà nuove occasioni per sfilarsi; non certo per rilanciarlo. E’ peggio che lasciare tutto in mano ai Riva, che lo spremevano fino a che non fosse andato per sempre in malora.</p>



<p>Smantellare l’impianto, risanare il sito e ricostruirlo altrove? A parte il costo stratosferico, che prospettive potrebbe mai avere un impianto nuovo (magari alimentato a gas: così si giustifica anche il Tap) in un mercato dell’acciaio destinato a contrarsi?</p>



<p>Tenerne in vita solo una parte e cercare soluzioni alternative – il risanamento del sito &#8211; per le maestranze “superflue”? Perderebbe l’unico vantaggio competitivo che ha, il gigantismo, senza promettere né di andare in attivo né di finanziare la bonifica.</p>



<p>Chiuderlo e cercare delle alternative? Sì, ma non possono essere improvvisazioni o espedienti come la “panacea” del turismo: l’industria a maggior impatto ambientale del mondo; che andrà presto in crisi mano a mano che aereo e navi da crociera verranno messi sotto accusa come maggiori emettitori di CO2.</p>



<p>E poi. A chi affidare la riconversione? Ai privati? In Italia, ma anche in quasi tutto il mondo, gli investimenti industriali languono. A maggior ragione su soluzioni dalle scarse prospettive. A incentivi sufficienti a smuoverne gli appetiti? A prescindere dai vincoli sugli aiuti di Stato, si sa che i beneficiari li incassano e poi se ne vanno. Allo Stato, attraverso una nazionalizzazione (totale o al 30 per cento)? Ma, ristrettezze della finanza pubblica a parte, dov’è il management per gestire un impianto del genere? Aggiungi che i Riva avevano smantellato non solo il management Italsider, ma anche tutto il quadro intermedio, affiancandolo con una rete di “fiduciari dell’azienda” che facevano il bello e il cattivo tempo per conto del padrone. Chi è in grado di assumersi un compito titanico del genere senza bluffare, come hanno fatto finora tutti i commissari? Non c’è più l’Iri che, nel bene e nel male, era stata una scuola e un vivaio di manager per tutto il settore pubblico, con una propria “cultura aziendale”. Oggi, a dirigere quello che di pubblico è rimasto nell’economia italiana vengono chiamati solo squali che hanno fatto strada nel settore privato o nella finanza.&nbsp;</p>



<p>Ma l’Italia, si dice, non può fare a meno del “suo” acciaio. Quale Italia? Quella che ha 1,7 auto private per abitante (il tasso più alto dell’Europa)? Non durerà a lungo. E quanto acciaio? Quello per alimentare le catene di FCA che con PSA, si ridimensioneranno, o Fincantieri che fa solo più navi da crociera e da guerra, o Leonardo, totalmente riconvertito alla produzione di armi? Sono tutte aziende senza futuro: la crisi climatica ne metterà fuori uso le produzioni (già lo sta facendo) e l’industria bellica – l’unica che prospera &#8211; va messa in crisi lottando per la pace.</p>



<p>Alla discussione sul futuro dell’Ilva e di Taranto mancano due cose fondamentali: una è la crisi climatica, che imporrà in tempi molto stretti una radicale riconversione dell’apparato produttivo: con la chiusura di tutte gli impianti incompatibili con le esigenze di una economia&nbsp;<em>climate-friendly</em>, pena il loro collasso per mancanza di mercato; ma anche con l’apertura di altrettante iniziative necessarie alla riconversione: in campo energetico, impiantistico, agroalimentare, nella mobilità, nell’edilizia, nel risanamento del territorio, oltre che in tutti gli ambiti del “prendersi cura” delle persone: istruzione, salute, cultura, assistenza). L’altra è la necessità di una nuova&nbsp;<em>governance</em>&nbsp;dell’apparato produttivo e del territorio, considerati insieme; perché fanno parte di uno stesso mondo, che è quello della vita quotidiana di ciascuno. La gestione attuale è inadeguata e incapace di immaginare l’ineludibile transizione che ci attende. Non c’è personale per gestirla né nelle direzioni aziendali o nelle sedi dell’alta finanza, né al governo degli Stati o delle amministrazioni locali; e meno che mai alla Bocconi. Quelle competenze ci sono, ma sono senza voce e disperse; si possono recuperare solo mettendo insieme maestranze, tecnici, associazioni civiche, Università, pezzi sparsi del management e dei governi locali. Innanzitutto, per &nbsp; valutare insieme che cosa si può salvare, che cosa si può riconvertire e che cosa va eliminato dell’apparato produttivo e dell’assetto territoriale esistente. E’ quello che si poteva e doveva fare già sei anni fa, quando i “cittadini e lavoratori liberi e pensanti” avevano preso in mano la questione, riuscendo a convocare in piazza assemblee quotidiane con migliaia di presenze che si è fatto di tutto per soffocare. Oggi si lamenta che la partecipazione langue? Taranto, soprattutto allora, ha dimostrato il contrario. Langue se la si soffoca; fiorisce se si apre uno spiraglio per cambiare le cose.&nbsp;</p>



<p>Presto la crisi climatica e ambientale la rimetterà all’ordine del giorno ovunque. In attesa di una politica industriale che includa questi processi, i lavoratori che sanno che perderanno il posto comunque potrebbero rivelarsi i veri sostenitori della transizione.&nbsp;<br></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/11/13/che-fare-della-non-piu-ex-ilva/">Che fare della (non più ex) ILVA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/13/che-fare-della-non-piu-ex-ilva/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La parola amianto</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 07:24:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dossier]]></category>
		<category><![CDATA[edifici]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[fabbrica]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[Turbigo]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[veleni]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11436</guid>

					<description><![CDATA[<p>a cura di Alessandra Montesanto Associazione per i Diritti umani ha intervistato Nora Picetti, autrice e regista dello spettacolo teatrale La parola amianto e la ringrazia molto per la disponibilità. &#160; Il tema delle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/">La parola amianto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11437" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1500" height="966" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti-300x193.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti-768x495.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-presidianti-1024x659.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></b></p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>ha intervistato Nora Picetti, autrice e regista dello spettacolo teatrale <strong><em>La parola amianto</em> </strong>e la ringrazia molto per la disponibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Il tema delle malattie e della sicurezza sul lavoro è, purtroppo, molto attuale. Ci può raccontare la vicenda delle operaie e degli operai della Centrale di Turbigo?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla Centrale Enel di Turbigo l’amianto era usato in un impasto per coibentare i tubi di metallo con vapore ad altissime temperature. Quando un tubo perdeva per ripararlo bisognava scoibentare, cioè rompere la copertura, e in questa operazione le fibre di amianto si liberavano nell’aria.</span><br />
<span style="color: #000000;">La vicenda ha inizio negli anni ‘70, quando i lavoratori cominciano a organizzarsi per la difesa della salute. Per prima cosa eleggono il CUD (Consiglio Unico dei Delegati), un gruppo di 20 lavoratori eletti direttamente dagli altri in modo da dare rappresentanza a tutti i reparti, e poi “importano” in Centrale un metodo messo a punto dai fondatori di Medicina Democratica, <span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Luigi Mara, chimico, e Giulio Maccacàro, il medico che ha portato in Italia l’epidemiologia.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il metodo si chiama “R</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">icostruzione operaia del processo produttivo” ed è assolutamente innovativo, perché valorizza il sapere operaio e lo integra col sapere accademico-scientifico.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Si tratta di ricostruire tutto ciò che avviene in Centrale a partire dai racconti dei lavoratori.<br />
Si organizzano una serie di assemblee, divise per reparto, e ogni lavoratore racconta cosa fa, a quali rischi è esposto, con quali sostanze viene contatto e poi formula delle richieste per migliorare l’ambiente o l’organizzazione del lavoro in modo da essere più tutelato. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Sulla base di questi racconti e di queste richieste si facevano poi le piattaforme di rivendicazione, cioè le richieste ufficiali alla Dirigenza Enel.<br />
Una battaglia importante, sui cui ha insistito Medicina Democratica, è stata quella contro la monetizzazione della salute: l’usanza era quella di dare delle indennità ai lavoratori esposti ai vari rischi, qualche soldo in più in busta paga. Ma così l’ambiente di lavoro continuava ad essere inquinato e pericoloso. Il sindacato, a Turbigo come in molte altre fabbriche, in genere accettava: ha sempre difeso i posti di lavoro e il salario, ma per difendere la salute i lavoratori hanno dovuto organizzarsi da soli e spesso anche scontrarsi apertamente coi sindacalisti. Lo dice bene un manifesto che avevano fatto per promuovere le assemblee “La tuta si lava, i polmoni no”. Con i soldi delle indennità non ci fai niente, non riduci nessun rischio. L’obbiettivo era ottenere che i dirigenti spendessero dei soldi per rendere più salubre e più sicuro l’ambiente di lavoro. Nello spettacolo ho ricostruito i vari passaggi di questa lunga battaglia, iniziata negli anni ‘70 e conclusa, parzialmente, solo quest’anno, il 15 maggio 2018, con la sentenza di Cassazione, che come dice l’avvocatessa di parte civile Laura Mara, “è</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> una sentenza storica, straordinaria e francamente inaspettata, che ci insegna, oggi più che mai, che le uniche battaglie perse sono quelle non fatte”.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">In che modo avete effettuato le ricerche per la stesura del testo? Avete raccolto anche testimonianze dirette?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Siamo partiti dalle testimonianze dirette di mio padre e dei suoi colleghi della Centrale, che hanno poi fondato la sezione di Turbigo dell’AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto). Particolarmente interessante è stato l’incontro con Emilio Pampaluna, che gli altri mi hanno presentato come “la memoria storica della Centrale di Turbigo”: è un ex lavoratore, sindacalista e membro della Commissione Salute del CUD, è stato un po’ la mente organizzativa di questa lunga battaglia. Quello che più mi piace di questo lavoro è proprio raccogliere le testimonianze orali, i racconti in prima persona, spesso plurale, ma anche valorizzare fonti trascurate dalla storia ufficiale: tutto un patrimonio di documenti, volantini, comunicati, cartelloni, verbali di assemblee, ricorsi al tar, foto, articoli di giornale, archivi personali, che le persone tengono in cantina, ma che sono fondamentali per ricostruire una vicenda dal punto di vista popolare e farla diventare Storia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A questo si sono aggiunti i dossier di Legambiente, i rapporti dell’Ispra, e molti altri documenti sull’amianto che mi hanno passato Guglielmo Gaviani, che ha seguito la vicenda dall’esterno, come perito della Asl, e Valentino Gritta, presidente dell’AIEA di Turbigo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Poi ho trovato testi sull’amianto di Plinio il Vecchio, Marco Polo, Calvino e Primo Levi e alcuni video dell’Istituto Luce sull’Eternit di Casale Monferrato.</span><br />
<span style="color: #000000;">Durante le ricerche una cosa mi ha colpito in particolare: un grafico che sovrapponeva la cronologia della diffusione industriale dell’amianto, con quello delle scoperte scientifiche sulla sua pericolosità. Praticamente coincidevano, cioè si sapeva da subito che era pericoloso, ma l’Industria dell’amianto ha puntato solo al lucro, ha fatto di tutto per mettere a tacere gli scienziati e i medici che raccoglievano dati epidemiologici sui morti di amianto e ha invaso il mercato con una pubblicità assordante sulle straordinarie proprietà e sulla sicurezza dell’amianto. Nello spettacolo quindi proietto foto di cartelloni pubblicitari e spot sull’amianto dal 1870 a oggi, e l’effetto è forte, comico e agghiacciante al tempo stesso&#8230;</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/36226648_614660818907729_4045483786920525824_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11438" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/36226648_614660818907729_4045483786920525824_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="792" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/36226648_614660818907729_4045483786920525824_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/36226648_614660818907729_4045483786920525824_n-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Qual è il legame, in questo caso, tra tutela dell&#8217;ambiente e salute e la Politica?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nello spettacolo si fa riferimento proprio alla Politica con la P maiuscola, a quell’insieme di azioni, reazioni, procedure che mettiamo in atto per difendere i beni comuni, in questo caso la salubrità dell’aria, la sicurezza e la salute pubblica. Ad esempio c’è una scena in cui coinvolgo direttamente alcuni spettatori per guardare la situazione da diversi punti di vista: c’è il proprietario del tetto che si fa due conti in tasca e decide di non rimuovere l’amianto, ma c’è anche il suo vicino di casa, che invece vuole che sia rimosso. Poi c’è il sindaco, che teme di perdere consensi se obbliga la gente a spendere soldi per rimuovere l’amianto. Poi c’è l’imprenditore della ditta di bonifica, che dovrebbe fornire mezzi di protezione ai lavoratori, e ci sono i lavoratori, che seguono attentissimi il corso sulla sicurezza, ma non capiscono una parola di italiano. Alla fine è il pubblico a votare: in scena viene presentata una situazione e la scelta etica sta al singolo spettatore, che la esprime attraverso il voto. Questa parte è pensata per i ragazzi delle scuole medie e superiori ma piace molto anche agli adulti, anche perché rende evidente in modo leggero e anche divertente, che il voto non basta, la delega non è sufficiente, e anzi a volte, quando ti viene chiesto di scegliere tra due cose (come salute o lavoro) in realtà significa che devi organizzarti per ottenerle entrambe.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il titolo dello spettacolo si riferisce all&#8217;accordo tra sindacato, azienda e Stato nella vicenda dell&#8217;Ilva, in cui “scompare” la parola “amianto”?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questa idea di far scomparire la parola amianto era già venuta negli anni ‘80 al Capocentrale di Turbigo: aveva vietato ai lavoratori di scrivere “amianto” nei documenti interni, dovevano usare “silicato” o “coibente”. La parola amianto faceva già paura, allora invece di affrontare il problema si preferiva cambiare parola, nella speranza che i lavoratori non si accorgessero del pericolo e non si attivassero per la difesa della salute.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ci sono esempi in cui sono state attivate buone pratiche?</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Direi che questa “R</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">icostruzione operaia del processo produttivo” è una buona pratica ante litteram, che andrebbe oggi esportata, fatta uscire dai luoghi di lavoro e applicata a tutta la popolazione, perché oggi siamo tutti esposti alle fibre di amianto rilasciate dal tetto del vicino o dalla fabbrica abbandonata, o dal pavimento della scuola. In Italia ci sono ancora 2400 scuole contaminate dall’amianto. Ora però ci sono anche tutti gli strumenti scientifici, tecnici, culturali e legali per procedere con le bonifiche e lo smaltimento. Due esempi da citare sono sicuramente quelli di Casale Monferrato e del Comune di Rubiera, che ha bonificato tutti gli edifici pubblici e poi ha attivato il CIAR Catasto Immobili Amianto Rubiera: attraverso foto satellitari, uso di droni, segnalazioni dei cittadini e sopralluoghi tecnici del Comune è stata fatta la mappatura dei tetti di amianto su tutto il territorio del comune. Poi con una procedura amministrativa standardizzata e con delle ordinanze il Comune obbliga i proprietari ad intervenire, anche usufruendo degli incentivi fiscali. Loro stessi fanno questo esempio: se c’è una tegola di una casa privata che rischia di cadere in testa ai passanti, è normale che il sindaco, in quanto responsabile della salute pubblica, faccia un’ordinanza per obbligare il proprietario a intervenire subito. A maggior ragione, essendo i morti di amianto molto più numerosi dei “morti da tegola”, dovrebbe essere normale e accettato che il sindaco possa obbligare i proprietari a rimuovere i tetti di amianto. Molti sindaci temono però che questa scelta sia impopolare, temono di perdere consenso se obbligano la gente a spendere soldi per l’amianto. Quindi tra le buon pratiche è doveroso citare anche le attività di AIEA, Medicina Democratica; Legambiente, e di tutte le altre associazioni che attraverso raccolte dati, petizioni, azioni legali, pubblicazioni di dossier, attivazione di sportelli amianto nei comuni o interventi nelle scuole, contribuiscono a informare la popolazione e favoriscono il censimento, la bonifica e il corretto smaltimento dell’amianto, perché come dicono a Rubiera, ogni metro quadro rimosso è un guadagno immediato per la salute di tutti”.</span></span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/">La parola amianto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/03/11436/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un appello al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/13/un-appello-al-sindaco-di-milano-sui-cambiamenti-climatici/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/13/un-appello-al-sindaco-di-milano-sui-cambiamenti-climatici/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 08:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[cliama]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[expo]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ISPRA]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[press]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[quartieri]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sala]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=7401</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una lettera importante al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici e una vita più etica ed ecologica. All’attenzione di Giuseppe Sala, sindaco della Città Metropolitana di Milano Vorremmo farle presente un tema al quale noi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/13/un-appello-al-sindaco-di-milano-sui-cambiamenti-climatici/">Un appello al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">Una lettera importante al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici e una vita più etica ed ecologica.</p>
<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7403" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="earth-melting" width="463" height="289" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 463w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 463px) 100vw, 463px" /></a></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">All’attenzione di Giuseppe Sala,</span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">sindaco della Città Metropolitana di Milano</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Vorremmo farle presente un tema al quale noi teniamo molto e di cui si sente poco parlare: il tema dei </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>cambiamenti climatici.</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il pianeta ci sta mandando dei messaggi allarmanti: ghiacciai che si sciolgono, il mare che si innalza, regioni del Bangladesh già sommerse, soppressione di campi coltivati, distruzione della biodiversità, di specie animali e vegetali, diminuzione dell’acqua potabile, cicloni che distruggono, siccità che provocano milioni di profughi africani. Tutto perché in questi duecento anni, dalla rivoluzione industriale in poi, abbiamo estratto e bruciato carbone, petrolio, gas in quantità enormi, contribuendo alla formazione di gas serra che provocano il riscaldamento della terra. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A dicembre 2015 si è tenuta a Parigi la conferenza sul clima COP21, in cui il governo italiano ha sottoscritto impegni per contenere l’aumento della temperatura media del pianeta di 1,5 °C , ma i livelli di emissioni continuano a crescere, anche in Italia. In questi giorni è iniziata a Marrakech la conferenza Cop 22 dove si spera che i governi programmino azioni concrete. Se abbiamo a cuore “la casa comune” e la vita di tutti gli esseri futuri non abbiamo più tempo, perché l’URGENZA si sta trasformando in EMERGENZA.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A nostro parere occorre che i governi comunali diano l’esempio e premano perché il governo centrale attualizzi gli accordi Cop 21 di Parigi e Cop 22 di Marrakech, cioè abbassi drasticamente le emissioni di CO2 e degli altri gas nocivi. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Milano può e deve con più vigore dare l’esempio,</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> partendo dai lati positivi raggiunti in questi anni. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A nostro parere occorre: </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212;FARE UN PIANO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE : ° creare le condizioni , con l’ aumento dei mezzi di trasporto pubblico e delle possibilità di parcheggio, per estendere “l’area C” al fine di combattere l’inquinamento dell’aria; ° migliorare il collegamento con i Comuni limitrofi (aumentare le corse, costruire le linee che sono in programma da anni, come ad es. il prolungamento della MM2 da Cologno a Vimercate, e introdurre una tariffazione più equa); ° aumentare il bike sharing e il car sharing anche in periferia; ° ridurre la velocità degli autoveicoli in città; ° far rispettare i vincoli già imposti; ° adottare agevolazioni tariffarie concordate con le aziende di trasporto pubblico; ° favorire l&#8217;auto elettrica con incentivi e sgravi fiscali anche da parte del Comune; ° diffondere piazzole per la ricarica delle batterie con l&#8217;uso di tettoie fotovoltaiche; ° aumentare e raccordare tra loro le piste e le corsie ciclabili.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; RIDURRE IL CONSUMO DI ENERGIA</span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">rispettando gli impegni formali già presi col PAES ( Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile ) :</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° incentivare la riqualificazione energetica delle case per eliminare le dispersioni e ottimizzare i consumi; </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° controlli sui caminetti, sulle stufe a legna e sulle caldaie a gasolio assai inquinanti;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° detrazioni fiscali a chi introduce negli edifici le caldaie a condensazione, le pompe di calore,</span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">la cogenerazione e la trigenerazione ad alta efficienza, gli impianti geotermici;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° bene ha fatto il Comune a munire l’illuminazione pubblica di parecchie strade con lampioni Led , ma occorre ridurre drasticamente i combustibili fossili incentivando l’energia alternativa con pannelli solari e fotovoltaici;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° sanzionare lo spreco energetico dovuto alle porte aperte dei negozi e centri commerciali;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° vietare la circolazione a partire dal 2020 dei Suv e dei diesel euro tre, dannosi per ragioni climatiche e per le emissioni di polveri sottili cancerogene; ° la Città Metropolitana Milanese potrebbe aderire alla campagna “ divestitaly “ (</span><span style="color: #000000;">Sito: </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.divestitaly.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.divestitaly.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span><span style="color: #0000ff;">), </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">che propone</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">di ritirare i propri investimenti</span> <b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">da quei soggetti che operano nel settore dell’</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">estrazione e della commercializzazione dei combustibili fossili</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, il cui utilizzo rappresenta una delle cause principali dei cambiamenti climatici di origine antropica. Città come Stoccolma, Uppsala, Copenaghen, Oslo, Parigi hanno disinvestito per indurre le industrie a mantenere sotto terra le riserve di carbone e lignite.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; continuare LA RACCOLTA DIFFERENZIATA a Milano, riducendo ancora di più gli sprechi, disincentivando la politica nazionale dell’incenerimento rifiuti che si è appurato essere anche causa di malattie, ma soprattutto prendendo accordi per mettere in atto esperienze di riduzione dei rifiuti e degli imballaggi alla fonte, ad es. nel settore della grande distribuzione commerciale; </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212;utilizzare il PIANO STRATEGICO METROPOLITANO per: ° AUMENTARE IL VERDE, applicando nell’ambito metropolitano gli standard che erano stati previsti dalla prima legge urbanistica regionale, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>la LR 51/75, </i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">che fissava 26,5 mq/abitante di standard di quartiere, di cui il 50% a verde ( attualmente, invece, la L.R. 12/2005, approvata da una giunta Formigoni/Lega, ha riportato gli standard ai minimi di 18 mq/abitante) e realizzando in Milano i grandi piani di trasformazione urbana che prevedono 15 mq/abitante di parchi urbani territoriali e 2,5 mq di servizi generali. Sarebbe davvero opportuno per la Città Metropolitana Milanese progettare un sistema continuo di parchi, boschi, oasi, orti, giardini sulle aree dismesse a partire da quelle degli scali ferroviari; </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° RIQUALIFICARE SCUOLE E QUARTIERI POPOLARI : la Città metropolitana dovrebbe partire dalla ristrutturazione delle scuole e delle case dei quartieri popolari che necessitano di interventi urgenti per farne degli edifici modello di efficienza energetica, oltreché completamente bonificati dall’amianto; </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° AZZERARE IL CONSUMO DI TERRITORIO, rinunciando a qualsiasi forma di condono e consentendo nuove costruzioni solo in parte di aree dismesse o comunque già cementificate. IL TERRITORIO, che racchiude in sé la fonte di ogni bene indispensabile alla vita, non va sfruttato come una risorsa a buon mercato, come fanno gli speculatori e i capitalisti della “new economy” e gli incoscienti consumisti, ma va rivalutato ( vedi rapporto ISPRA -Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale &#8211; del 2016 sul consumo di suolo in Italia).</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; Riguardo al BENE COMUNE ACQUA, bene ha fatto il Consiglio Comunale a eliminare l’acqua in bottiglia durante le proprie riunioni, ma occorre fare una grande opera di propaganda perché anche i cittadini bevano l’acqua di rubinetto, che a Milano è di buona qualità, controllata giornalmente, sempre disponibile; acqua che costa poco ed evita di produrre tonnellate di rifiuti da smaltire. Inoltre bisogna mettere in sicurezza l’acqua della Città Metropolitana dalla PRIVATIZZAZIONE, unendo in un’unica GRANDE AZIENDA PUBBLICA l’acqua della città gestita da MM e l’acqua dell’ ex territorio provinciale gestita da Cap Holding. A2A incombe.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; La Città Metropolitana milanese potrebbe fare una grande opera di EDUCAZIONE AMBIENTALE, diffondendo via mail, con lettere, con opuscoli, con lezioni universitarie in tutti i Municipi, la cultura della prevenzione, riduzione, recupero, riuso, riciclaggio, la scelta dei prodotti a km. zero, la propaganda dell’acqua di rubinetto e dei Gruppi d’ Acquisto Solidale e aprendo sportelli informativi sul risparmio e sull’efficienza energetica.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Naturalmente la Città metropolitana deve chiedere contributi al governo. Come si sono trovati i soldi per l’Expo e per le autostrade, si devono trovare, a maggior ragione, per combattere i cambiamenti climatici. Per esempio lo Stato potrebbe chiedere soldi alle grandi industrie di fossili, alle grandi industrie agroalimentari che hanno inquinato e continuano ad inquinare, introdurre una imposta sulle transazioni finanziarie, eliminare i sussidi per le compagnie di carburanti fossili. Il motto dovrebbe essere CHI INQUINA PAGA: quindi imposte sugli edifici residenziali, commerciali e del terziario proporzionali al loro consumo di energia. </span><b> </b></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Il Comune di Milano, a nostro parere, può e deve diventare un Comune pilota nella lotta ai cambiamenti climatici, </b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">prendendo esempio soprattutto da città come Basilea, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Berna, Zurigo, Lucerna che hanno fissato obiettivi di consumo energetico pro capite per arrivare a un sistema sostenibile dal punto di vista ambientale. Ogni città che aderisce a questo progetto viene certificata come CITTA’ DELL’ENERGIA avente l’obiettivo di portare le emissioni a 1 tonnellata di CO2 pro capite/ anno entro il 2100. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Auspichiamo che il sindaco della Città Metropolitana di Milano abbia chiaro che il tema dei cambiamenti climatici è drammatico, urgente e non procrastinabile e che, quindi, il piano strategico metropolitano attui tutte le proposte sopra descritte. Vorremmo che il sindaco della Città Metropolitana di Milano proponesse una grande opera di cultura e di educazione ambientale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Noi gruppi, associazioni, cittadine/i </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>ci mettiamo a disposizione per un incontro/dibattito con l’amministrazione </b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">su questi temi, in modo da contribuire a questo grande lavoro di educazione ambientale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Vorremmo, da ultimo, che il Consiglio Comunale di Milano e il Consiglio Metropolitano prendessero posizione contro l’approvazione dei trattati internazionali TISA e CETA, dannosissimi per il territorio, l’ambiente, la salute e i diritti di cittadini e cittadine. Contro il TTIP il Consiglio Comunale di Milano si è già espresso il 26 gennaio 2015. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Cordialmente </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Coordinamento Nord Sud del Mondo </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione per i diritti umani</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Le radici e le ali</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Costituzione Beni Comuni</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Centro Nuovo Modello Sviluppo </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comitato Milanese Acqua Pubblica </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comitato Proteggiamo il monte Stella</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">EffeRossa PCI Maria Carla Baroni&#8221;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Carugate in movimento</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Vivi e progetta un’altra Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ECOISTITUTO della Valle del TICINO Onlus </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Kronos Milano MAG 2 Finance Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">agenzia stampa PRESSENZA</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ACU-Associazione Consumatori Utenti</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Società Sostenibile (Asos)</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comunità per lo Sviluppo Umano Ahimsa di Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Don Angelo Casati- comunità” sulla soglia”</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comitato LA GOCCIA – Milano Bovisa </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ODISSEA, blog di cultura, dibattito e riflessione on line  direttivo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">sezione ANPI &#8220;A. Poletti e Caduti di Trenno&#8221; Gallaratese- Trenno-Lampugnano</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/13/un-appello-al-sindaco-di-milano-sui-cambiamenti-climatici/">Un appello al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/13/un-appello-al-sindaco-di-milano-sui-cambiamenti-climatici/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Promozione speciale teatro per i nostri lettori</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2016 07:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[abitanti]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[biglietti]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[Breda]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civile]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fabbrica]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[familiari]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
		<category><![CDATA[Ulderico Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=5972</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Stasera e domani sera, promozione speciale a euro 11,50 per lo spettacolo: L’ITALIA DELL’AMIANTO dalla Scala di Milano al Velodromo di Roma  di e con Ulderico Pesce produzione Centro Mediterraneo delle Arti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/">Promozione speciale teatro per i nostri lettori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/amianto_U.Pesce-rid-500x335.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5973" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5973" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/amianto_U.Pesce-rid-500x335.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="amianto_U.Pesce-rid-500x335" width="500" height="335" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/amianto_U.Pesce-rid-500x335.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/amianto_U.Pesce-rid-500x335-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Stasera e domani sera, promozione speciale a euro 11,50</strong></p>
<p>per lo spettacolo:</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>L’ITALIA DELL’AMIANTO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>dalla Scala di Milano al Velodromo di Roma</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p><strong> </strong><em>di e con </em>Ulderico Pesce</p>
<p><em>produzione </em>Centro Mediterraneo delle Arti e TieffeTeatro Milano</p>
<p>durata <em>65 minuti</em></p>
<p>Con<em> L’Italia dell’amianto: dalla Scala di Milano al Velodromo di Roma, </em>di e con Ulderico Pesce, prodotto da <em>Centro Mediterraneo delle Arti e Tieffe Teatro Milano,</em> si chiude, dal 17 al 22 maggio, la stagione del <strong>Teatro Menotti</strong> al <strong>Teatro Verdi</strong>.</p>
<p><em>L’Italia dell’amianto: dalla Scala di Milano al Velodromo di Roma</em> prende a pretesto la storia d’amore tra Nico e Maria per narrare il grave problema dell’amianto in Italia che uccide 6.000 persone all’anno nell’indifferenza generale.</p>
<p>Nico è un aspirante giornalista, figlio di un operaio della Breda di Milano che ha lavorato utilizzando amianto e si è ammalato di mesotelioma pleurico; Maria è una giovane cantante lirica che vive di fronte all’Ilva di Taranto. I due si rincorreranno per l’Italia e incontreranno casi estremi.  Prima, a Milano, si imbattono nella storia di Enzo Mantovani, il siparista del Teatro alla Scala, che ha un cancro ai polmoni, provocatogli proprio dal sipario taglia fuoco contenente amianto, che divideva la platea dal palcoscenico. Il tempio della cultura musicale italiana uccide come l’acciaieria della Breda di Sesto San Giovanni, l’Ilva di Taranto, l’Eternit di Casale Monferrato, la Fincantieri di Monfalcone ecc.</p>
<p>Maria, da cantante lirica, è molto sensibile alla vita del siparista del Teatro alla Scala, lo frequenta e indaga sulla sua passione per il bel canto stroncata dall’amianto del sipario. Nico e Maria scoprono che i morti per amianto alla Scala sono addirittura otto, l’ultima avvenuta nel novembre del 2015 e tre lavoratori risultano ammalati, tra i quali un pianista. Tra i lavoratori del teatro milanese morti per mesotelioma ritrovano l’ex vigile del fuoco Roberto Monzio, il falegname Antonio Palmisano, l’addetto al montaggio spettacoli Salvatore Palombi, la soprano Edith Martelli ed altri. Nonostante l’uso dell’amianto fosse stato proibito con una legge del 1992, alla Scala di Milano, gli ultimi materiali contenenti amianto, risultano rimossi, vergognosamente, solo prima dell’inizio di Expo 2015.</p>
<p>Le Istituzioni italiane, con il <em>caso amianto</em>, fanno parlare del <em>paese della vergogna </em>sia da un punto di vista legislativo, visto che il nostro paese ha messo al bando l’amianto solo nel 1992, quando invece la sua pericolosità era stata accertata già nel 1898; sia da un punto di vista operativo, visto che ancora oggi abbiamo 32 milioni di tonnellate di materiale contenente amianto da bonificare, e 38.000 siti a rischio sparsi per lo Stivale.</p>
<p>L’amore tra Nico e Maria, alla luce delle scoperte, diventa una battaglia a difesa della salute e dell’ambiente e così incontrano gli abitanti di Sesto San Giovanni, dove sulle ex aree della Breda, della Falk, della Magneti Marelli, stracolme di amianto, stanno nascendo palazzi e centri commerciali, ultimo esempio è “Vulcano” eretto da Caltagirone; incontrano gli abitanti del quartiere Santa Giulia di Milano, dove sono stati costruiti migliaia di appartamenti su un’area non bonificata, dove insistevano l’ex acciaieria Radaelli e la ex Montedison. Nico e Maria, nel vortice della passione, che è anche vortice della scoperta, incontrano ancora gli ex operai della Fincantieri di Monfalcone; i familiari degli ex operai della Eternit di Casale Monferrato e gli abitanti di Balangero vicino a Torino, di Biancavilla vicino a Catania e di altre località sparse per l’Italia.</p>
<p>Il loro peregrinare li porta infine, il 24 luglio del 2008, all’ Eur di Roma, dove Maria ha gli zii che lavorano come portieri in un palazzo in viale dell’Umanesimo 178, che si affaccia sul Velodromo, la pista ciclabile costruita per le Olimpiadi degli anni ’60, stracolma di amianto, <em>la pista più perfetta la mondo</em>, progettata dall’architetto Cesare Ligini, con il campo di calcio in mezzo. Dal balcone di quel palazzo assistono all’abbattimento del Velodromo, avvenuto senza le giuste autorizzazioni, alle ore 17.45 del 24 luglio del 2008, grazie a 1.800 cariche di tritolo, che fanno venire giù 66mila metri quadrati di pista ciclabile, una nuvola di polvere di cemento e amianto, che avvolge e invade i palazzi dell’ Eur di Roma nell’indifferenza assoluta.</p>
<p><strong>TRA TEATRO E LIBERTA’ DI STAMPA</strong></p>
<p><em>Il teatro è totalmente morto. Uno spazio architettonico che vivacchia grazie a scambi, finanziamenti ambigui, intrallazzi politici, combriccole e sotterfugi. Un luogo architettonico dal quale, soprattutto i giovani, si tengono, giustamente, a debita distanza lasciando la vetrina ad una casta chiusa in sé stessa che si autocelebra. </em></p>
<p><em>Anche la</em> libertà di stampa, <em>che vede l’Italia al settantaquattresimo posto nel mondo, è morta come il teatro, molti argomenti sono diventati tabù nella nostra società. Molti attori e registi assoldati, molti editori, molti giornalisti assoldati, tutti a lavoro per costruire un’apparenza di benessere e tranquillità per abbonati sonnolenti.</em></p>
<p>La vita, la strada, viceversa, rimangono vive, piene di storie, piene di gioie e di dolori. <em>Esiste una</em> drammaturgia <em>della strada che mi ha sempre incantato. Ho cercato di portare in teatro, un luogo morto, quello che certa stampa e certi teatri evitano di raccontare, ho cercato di portare in scena l’incanto della strada, le storie che ho visto con i miei occhi e ascoltato provando forti emozioni. Ho lavorato molti anni a Mosca, nel teatro russo, che è più povero di quello italiano ma più vivo.</em> <em>Da quelle parti la drammaturgia della strada l’hanno fatta entrare in teatro, o meglio, hanno trasformato la strada in teatro.</em></p>
<p><em>Con il gruppo di lavoro che dirigo cerchiamo di frequentare la strada e le periferie. Cerchiamo di portare in teatro temi caldi, un linguaggio vivo e un uso del corpo e della voce che è strutturato sulla organicità e sulla verità. </em></p>
<p><em>Questo lavoro sull’amianto sa di fabbrica, di magli, di saldature a scintillìo, di emigrazione e sfruttamento; sa di sipari fatti di amianto, di bombole di ossigeno, di esplosioni, di regole violate, di uomini e donne sacrificate al Dio danaro, sa di voci celestiali e di laringectomizzati, sa di malattia, di morte e di indifferenza, sa di Italia.</em></p>
<p><strong>Ulderico Pesce</strong></p>
<p><strong>TEATRO MENOTTI</strong></p>
<p>Via Ciro Menotti 11 – Milano</p>
<p>tel. 02 36592544</p>
<p><a href="mailto:biglietteria@tieffeteatro.it">biglietteria@tieffeteatro.it</a></p>
<p><strong>Orari di biglietteria</strong></p>
<p>lunedì e mercoledì dalle 15.00 alle 18.00</p>
<p>martedì, giovedì, venerdì dalle 15.00 alle 19.00</p>
<p>sabato dalle 15.30 alle 19.00</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/">Promozione speciale teatro per i nostri lettori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/20/promozione-speciale-teatro-per-i-nostri-lettori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
