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	<title>Bookcity Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Bookcity Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Estzer Koranyi dei Combattenti per la Pace: &#8220;se non ti attivi per la pace, ti sei già rassegnato alla guerra&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 08:26:38 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="563" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17784" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2-300x206.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2-768x527.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>(da pressenza.com) </p>



<p></p>



<p>Emozionante e partecipatissimo il debutto milanese del tour italiano delle co-direttrici di Combattenti per la pace, la sera di venerdì 15 novembre nel co-housing&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/basegaia?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Base Gaia</a>&nbsp;e la mattina di sabato 16 alla&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/CasaDelleDonnediMilano?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Casa delle Donne</a>. Per un problema di voli è presente solo l’israeliana&nbsp;<strong>Estzer Koranyi</strong>, mentre la palestinese&nbsp;<strong>Rana Salman</strong>&nbsp;arriverà nel pomeriggio di sabato, in tempo per partecipare all’evento di Torino. La possiamo comunque conoscere attraverso il video che viene mostrato durante la serata.</p>



<p>L’accogliente sala di&nbsp;<strong>Base Gaia</strong>&nbsp;è già piena alle 21 (i milanesi sono diventati puntuali, o è stato questo incontro eccezionale a cambiare le loro abitudini?), tanto che diventa necessario spostare una parete mobile per fare spazio a tutta la gente assiepata in piedi all’ingresso.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NakAnD6q96JgtAfyDl1tsfs_uWRe0Gg_VgD5rQkPeLS43sRoTLwVj_4IQrEGClw_JPBxy7P4yZLOrJ4Bx5OyP6_tk87jQethcsNAH8dZBV10H-hQPeng8_Ep_WQc0UdiwlP5Q=s0-d-e1-ft#https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2024/11/pubblico-Base-Gaia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NbaQrWRqdlB5gBd8lnhMCYRs-JguBwSI1YgD-dEuR2Kv3BZOLOFQJi8Sd3mBtsTZzgGrW5fs_w_BNNDkjMsDSRWzhahlLjJ6PkvTNbgksPn_8QWS85OxXVpgQA84zq3Iw=s0-d-e1-ft#https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2024/11/Ester-Base-Gaia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p><em>Foto di Matilde Mirabella</em></p>



<p><strong>Cristina Santoro</strong>&nbsp;introduce inquadrando l’evento nell’ambito della&nbsp;<strong>Terza Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza</strong>, che la settimana prossima arriverà in Italia con moltissimi eventi per denunciare la situazione sempre più pericolosa e sensibilizzare sulla nonviolenza come unica via d’uscita. &nbsp;<strong>Olivier Turquet</strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>Multimage</strong>, la casa editrice che ha pubblicato il libro&nbsp;<strong><a href="https://multimage.org/libri/combattenti-per-la-pace/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Combattenti per la pace</a></strong>, racconta com’è nata l’idea di dare una risposta diversa all’orrore, alla voglia di vendetta e allo sgomento seguiti al massacro del 7 ottobre, prima con due interviste ai co-fondatori dell’organizzazione Chen Alon e Sulaiman Khatib, poi alle due giovani co-direttrici e in seguito con un libro che rendesse visibile e duratura questa esperienza straordinaria e poco conosciuta. Fondamentale in questo senso è stato lo stimolo di&nbsp;<strong>Ilaria Olimpico,&nbsp;</strong>italiana sposata con un obiettore di coscienza israeliano, che si trovava a Tel Aviv proprio nei giorni successivi al 7 ottobre.&nbsp;<strong>Daniela Bezzi,&nbsp;</strong>infaticabile curatrice del libro, confessa che prima di intraprendere l’immane impresa di sbobinare, trascrivere e tradurre le interviste non sapeva nulla dei Combattenti per la Pace. Poi si è commossa e coinvolta ascoltando la storia dei primi incontri clandestini, “patrocinati” da Luisa Morgantini, tra ex militari israeliani ed ex freedom fighters e prigionieri palestinesi, da cui è poi nato il gruppo.</p>



<p>Viene quindi mostrato un emozionante video che ricostruisce con immagini e testimonianze gli inizi di questa straordinaria avventura, rivelando la paura, la diffidenza, la speranza e la consapevolezza di dover partire dalla condivisione delle proprie esperienze personali per poi arrivare al dialogo e alla riconciliazione. Dall’iniziale composizione maschile e “militare” il movimento si è poi ampliato, arrivando a includere molte donne e giovani estranei a quell’esperienza. Lo testimoniano le immagini di una recente manifestazione per l’accesso all’acqua in una tormentata zona della Cisgiordania: abituati come siamo all’orrore delle macerie di case, scuole e ospedali distrutti a Gaza dai bombardamenti israeliani, fa impressione vedere palestinesi e israeliani, soprattutto donne, ma anche giovani e bambini, manifestare insieme in un’atmosfera combattiva e gioiosa, con musica, striscioni colorati e tamburi, o preparare cartelli dipingendoli con cura amorevole. Immagini di vita contrapposte alla morte e alla distruzione, unite alla forza di chi afferma che lottare insieme per la fine della guerra e dell’occupazione è l’unica strada, nonostante le difficoltà e le sfide e trasmette una fiducia incrollabile nel futuro.</p>



<p>Arriva quindi il momento centrale della serata, il racconto di&nbsp;<strong>Estzer&nbsp;</strong>sulla sua esperienza personale, che l’ha portata dalla relativa ignoranza in cui viveva in Ungheria, dove è nata in una famiglia sopravvissuta all’Olocausto, fino all’impegno attuale. E’ un racconto sincero, a volte disarmante: non nasconde che all’inizio Israele era una realtà lontana (“per fortuna c’è un posto sicuro per gli ebrei”), nonostante ci fossero rapporti con amici e parenti stabilitisi là e racconta la varie tappe di questo processo. Un primo viaggio nel 1995, a undici anni, le lascia un’impressione molto favorevole dei kibbutz e di Gerusalemme. Finito il liceo, nel 2002, il progetto di recarsi in un kibbutz viene fermato dai genitori, spaventati dai pericoli legati all’Intifada e si trasforma in un soggiorno a Verona l’anno seguente, per il Servizio Volontario Europeo. Qui si ritrova in mezzo alle manifestazioni contro la guerra in Iraq, con le bandiere della pace appese a ogni finestra e comincia a interessarsi ai temi della pace e delle guerre. Un interesse acuito da un successivo scambio grazie a un Erasmus a Napoli, dove la sua coinquilina Valentina le parla dell’occupazione israeliana delle terre palestinesi e la invita a Hebron, una visita che le fa toccare con mano la dura realtà dei check point e del muro. Nel 2014, in concomitanza con una delle tante guerre a Gaza,&nbsp; Estzer si trova in un kibbutz nel deserto e decide di prendere la cittadinanza israeliana per poter restare là. Si stabilisce poi a Gerusalemme, dove conosce il suo futuro marito e decide di rimanervi con un’idea chiara: impegnarsi perché i diritti, quasi privilegi, di cui gode, siano estesi&nbsp; anche ai palestinesi. L’incontro con i fondatori di Combattenti per la pace e la possibilità di lavorare per l’organizzazione la portano a un impegno sempre maggiore, fino all’attuale posizione di co-direttrice.</p>



<p>Rispondendo alle domande di Daniela, Estzer ammette che la loro non è una condizione facile: sono una minoranza malvista dalle due parti, considerati traditori da molti israeliani e normalizzatori da tanti palestinesi, ma la coesione del gruppo dà loro la forza per sopportare la costante pressione e andare avanti. Dopo il 7 ottobre molte attività si sono concentrate sulla protezione delle famiglie di contadini e pastori palestinesi attaccate dalla violenza dei coloni e dell’esercito israeliano, con pratiche di interposizione nonviolenta ogni volta più rischiose. A maggio le annuali celebrazioni del 12 e del 15 (che commemorano la Giornata dei caduti israeliani e la Nakba palestinese), una scadenza fondamentale per onorare i morti di entrambe le parti e condividere il lutto, quest’anno si sono tenute online per ragioni di sicurezza, mentre in passato riunivano migliaia di persone in presenza, ma hanno comunque registrato una grande partecipazione. Il 1° luglio invece si è tenuta una convention in uno stadio di Tel Aviv con oltre 5.000 persone, per riaffermare la volontà di rinunciare alla vendetta e chiedere il cessate il fuoco e la fine dell’occupazione.</p>



<p>Oltre alle domande di Daniela, arrivano altre sollecitazioni dal pubblico e dalle risposte emerge un quadro variegato e confortante di tante organizzazioni nonviolente che collaborano e portano avanti le loro attività. Corsi di comunicazioni nonviolenta, aiuto ai giovani obiettori che si rifiutano di arruolarsi e per questo finiscono in carcere, stigmatizzati come traditori e tanto altro… Estzer trasmette forza interna, ottimismo e amore per l’umanità nonostante le difficili situazioni in cui si trova a operare e molti dei presenti la ringraziano per l’emozione suscitata dalle sue parole. Un ultimo, concreto suggerimento: il riconoscimento dello Stato palestinese da parte del Comune di Firenze (nei prossimi giorni ci sarà un incontro con i suoi rappresentanti) costituisce un esempio da imitare, dunque è fondamentale attivarsi per un gesto che può essere molto utile alla causa della pace in quella terra tormentata.</p>



<p>La mattina dopo alla&nbsp;<strong>Casa delle Donne</strong> l’esperienza si ripete: la comoda sala con tavolini distanziati tra loro viene ben presto trasformata in una fitta selva di sedie per far posto a tutte le persone (in stragrande maggioranza donne) arrivate ad ascoltare Eszter. L’introduzione di&nbsp;<strong>Vittoria Longoni&nbsp;</strong>e il breve intervento di&nbsp;<strong>Claudia Pinelli</strong>, che trasmette i saluti di&nbsp;<strong>Luisa Morgantini</strong>, presente il giorno prima al funerale di sua madre Licia, portano nuove emozioni, seguite dal racconto analogo a quello della sera prima sulla genesi del libro e dalla visione del filmato. Forse per l’ambito carico di energia femminile, la forza di Rana e il suo orgoglio quando racconta del crescente peso delle donne nel movimento risaltano ancora di più. A questo si aggiunge l’aneddoto raccontato da Eszter sull’iniziale difficoltà a far accettare quel cambiamento dagli uomini, fino al momento in cui lei stessa è stata costretta a gridare per ottenere che una giovane partecipante potesse intervenire. Le cose poi sono cambiate e il ruolo di co-direttrici affidato a lei e a Rana lo dimostra.</p>



<p>Il dialogo con il pubblico si fa serrato e stimolante e alla fine una consapevolezza accomuna tutta la sala: combattere in un altro modo, superando divisioni e polarizzazioni, è possibile. L’umanità non ha confini e il cambiamento deve partire da ognuno di noi.</p>
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		<title>BookCity sta arrivando e noi ci saremo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 07:10:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani è felice di partecipare alla prossima edizione di Bookcity con due autori diversi, ma importanti! Primo appuntamento sarà con NICOLETTA BORTOLOTTI, autrice del romanzo Chiamami sottovoce. Sabato 17 novembre,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/bc_verticale_positivo_rgb1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11520" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/bc_verticale_positivo_rgb1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1600" height="1131" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/bc_verticale_positivo_rgb1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/bc_verticale_positivo_rgb1-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/bc_verticale_positivo_rgb1-768x543.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/bc_verticale_positivo_rgb1-1024x724.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> è felice di partecipare alla prossima edizione di Bookcity con due autori diversi, ma importanti!</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/9788869053122_0_0_502_75.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-11521" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/9788869053122_0_0_502_75.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="230" height="345" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/9788869053122_0_0_502_75.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 335w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/9788869053122_0_0_502_75-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w" sizes="(max-width: 230px) 100vw, 230px" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Primo appuntamento</span> sarà con NICOLETTA BORTOLOTTI, autrice del romanzo <em><strong>Chiamami sottovoce. </strong></em></p>
<p>Sabato 17 novembre, ore 20</p>
<p>presso Temporitrovatolibri, Milano</p>
<p>Corso Garibaldi 17 (MM2 Lanza, Garibaldi)</p>
<p>Alla presenza dell&#8217;autrice</p>
<p>Modera: Ilaria Rudisi</p>
<p><strong>Il libro:</strong> È primavera, eppure la neve ricopre la cima del San Gottardo, monumento di roccia che si staglia sopra il piccolo paese di Airolo. La Maison des roses è ancora lì, circondata da una schiera di abeti secolari: sono passati molti anni, ma a Nicole basta aprire il cancello di ferro battuto della casa d&#8217;infanzia per ritrovarsi immersa nel profumo delle primule selvatiche ed essere trasportata nei ricordi di un tempo che credeva sommerso. È il 1976 e Nicole ha otto anni, un&#8217;età in bilico tra favole e realtà, in cui gli spiriti della montagna accendono lanterne per fare luce su mondi immaginari. Nicole ha un segreto. Nessuno lo sa tranne lei, ma accanto alla sua casa vive Michele, che di anni ne ha nove e in Svizzera non può stare. È un bambino proibito&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Secondo appuntamento</span> sarà con FRANCESCO PIOBBICHI, autore del libro <em><strong>Disegni dalla frontiera</strong></em></p>
<p>Domenica 18 novembre, ore 11</p>
<p>presso MUDEC, Milano</p>
<p>Via Tortona 56 (MM2 Porta Genova e Sant&#8217;Agostino)</p>
<p>Alla presenza dell&#8217;autore e di Paolo Pobbiati, rappresentante di Amnesty-Italia</p>
<p>Modera: Veronica Tedeschi</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Il libro</span></strong>:</p>
<p>Disegnare vuol dire entrare dentro se stessi, una volta che riesci a illustrare quello che ti attraversa, quell’immagine diventa una chiave di una porta di un racconto che attraversa le frontiere. Un racconto necessario di storie altrimenti consegnate all’oblio del mare. I disegni dalla frontiera si incastrano fra loro perfettamente, potrebbero essere usati come i tarocchi per costruire un racconto della storia dell’umanità, per leggerne il suo futuro mentre racconti il presente.</p>
<p>C’è qualcosa di epico in quello che avviene oggi nel Mediterraneo, qui rinasce e muore il mito fondativo dell’umanità nuova. C’è Ulisse e Itaca, Nettuno e la guerra di Troia, c’è l’Esodo di Mosè e la passione di Cristo che ritornano. I miei disegni non sono curati, sono a presa diretta e non potrebbero essere altrimenti. Nascono e muoiono in poche decine di minuti, mischiano colori vivi che danno speranza con la durezza delle cose che raccontano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>BookCity: Vita, istruzioni per l&#8217;uso di Ahmed Nagi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 07:17:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  In occasione di BOOKCITY, Associazione per i Diritti umani presenterà il romanzo: &#160; VITA, ISTRUZIONI per L&#8217;USO di AHMED NAGI VENERDI 17 novembre ore 17.30 Presso MUDEC: Via Tortona, 56 MILANO Alla presenza&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/PROMO-BOX.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9772" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/PROMO-BOX.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="584" height="344" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/PROMO-BOX.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 584w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/PROMO-BOX-300x177.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 584px) 100vw, 584px" /></a></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: x-large;"><b> </b></span></p>
<p align="CENTER">In occasione di BOOKCITY, Associazione per i Diritti umani presenterà il romanzo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="LEFT"><b>VITA, ISTRUZIONI per L&#8217;USO di AHMED NAGI</b></p>
<p align="LEFT"><b>VENERDI 17 novembre</b></p>
<p align="LEFT"><b>ore 17.30</b></p>
<p align="LEFT"><b>Presso MUDEC: Via Tortona, 56 MILANO</b></p>
<p align="LEFT"><b>Alla presenza di: Giuseppe Acconcia (giornalista e scrittore), Paolo Pobbiati (portavoce Amnesty/sez Italia), Monica Macchi (esperta mondo e cultura arabi) e Monica Macchi (esperta mondo e cultura arabi) </b></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;">Associazione per i Diritti umani organizza presentazioni e approfondimenti DIRETTAMENTE nelle SCUOLE alla presenza di giornalisti, attivisti e giornalisti. Per informazioni, scrivere a: info@peridirittiumani.com </span></p>
<p align="LEFT">
<div id="Sezione1" dir="LTR"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/th-170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9624" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/th-170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="211" height="295" /></a></div>
<h5 class="western">Descrizione</h5>
<p>Un&#8217;improvvisa catastrofe naturale cambia per sempre l&#8217;aspetto della millenaria città del Cairo. Terremoti, tempeste di sabbia, virus e malattie devastano la popolazione. Bassàm Bahgat è stato ingaggiato per produrre documentari di propaganda per la &#8220;Società degli Urbanisti&#8221;, un&#8217;organizzazione segreta (capillarmente estesa nel mondo) dedita alla riprogettazione del Cairo. Il documentarista non sa che il sottile intento della Società è quello distruggere definitivamente la città creandone una nuova, dalla forma futuristica e commerciale. La vita di Bassàm cambierà improvvisamente con l&#8217;incontro di Ihàb Hassan, personaggio eccentrico e carismatico, che contrapponendosi alla Società, gli propone il suo rivoluzionario progetto&#8230;</p>
<p>Un&#8217;improvvisa catastrofe naturale cambia per sempre l&#8217;aspetto della millenaria città del Cairo. Terremoti, tempeste di sabbia, virus e malattie devastano la popolazione. Bassàm Bahgat è stato ingaggiato per produrre documentari di propaganda per la &#8220;Società degli Urbanisti&#8221;, un&#8217;organizzazione segreta (capillarmente estesa nel mondo) dedita alla riprogettazione del Cairo. Il documentarista non sa che il sottile intento della Società è quello distruggere definitivamente la città creandone una nuova, dalla forma futuristica e commerciale. La vita di Bassàm cambierà improvvisamente con l&#8217;incontro di Ihàb Hassan, personaggio eccentrico e carismatico, che contrapponendosi alla Società, gli propone il suo rivoluzionario progetto: modificare la metropoli cairota affinché il degrado urbano si estingua. Un testo visionario e sperimentale in cui realtà e finzione si alternano e sovrappongono dando vita ad un interessante esperimento letterario, nel quale la parte grafica gioca un ruolo decisivo. Con il patrocinio di Amnesty International Italia.</p>
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		<title>Siamo anche a BookCity: con il romanzo di Ahmed Nagi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 13:54:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>BookCity: MUDEC. Noi ci saremo! In occasione di BOOKCITY, Associazione per i Diritti umani presenterà il romanzo: VITA, ISTRUZIONI per L&#8217;USO di AHMED NAGI VENERDI 17 novembre ore 17.30 Presso MUDEC: Via Tortona, 56&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-size: x-large;"><b>BookCity: MUDEC. Noi ci saremo!</b></span></p>
<p align="LEFT">In occasione di BOOKCITY, Associazione per i Diritti umani presenterà il romanzo:</p>
<p align="LEFT"><b>VITA, ISTRUZIONI per L&#8217;USO di AHMED NAGI</b></p>
<p align="LEFT"><b>VENERDI 17 novembre</b></p>
<p align="LEFT"><b>ore 17.30</b></p>
<p align="LEFT"><b>Presso MUDEC: Via Tortona, 56 MILANO</b></p>
<p align="LEFT"><b>Alla presenza di: Giuseppe Acconcia (giornalista e scrittore), Paolo Pobbiati (portavoce Amnesty/sez Italia), Monica Macchi (esperta mondo e cultura arabi) e Monica Macchi (esperta mondo e cultura arabi) </b></p>
<div id="Sezione1" dir="LTR"></div>
<div dir="LTR"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/th-170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9624" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/th-170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="211" height="295" /></a></div>
<h5 class="western">Descrizione</h5>
<p>Un&#8217;improvvisa catastrofe naturale cambia per sempre l&#8217;aspetto della millenaria città del Cairo. Terremoti, tempeste di sabbia, virus e malattie devastano la popolazione. Bassàm Bahgat è stato ingaggiato per produrre documentari di propaganda per la &#8220;Società degli Urbanisti&#8221;, un&#8217;organizzazione segreta (capillarmente estesa nel mondo) dedita alla riprogettazione del Cairo. Il documentarista non sa che il sottile intento della Società è quello distruggere definitivamente la città creandone una nuova, dalla forma futuristica e commerciale. La vita di Bassàm cambierà improvvisamente con l&#8217;incontro di Ihàb Hassan, personaggio eccentrico e carismatico, che contrapponendosi alla Società, gli propone il suo rivoluzionario progetto: &#8230;</p>
<p>Un&#8217;improvvisa catastrofe naturale cambia per sempre l&#8217;aspetto della millenaria città del Cairo. Terremoti, tempeste di sabbia, virus e malattie devastano la popolazione. Bassàm Bahgat è stato ingaggiato per produrre documentari di propaganda per la &#8220;Società degli Urbanisti&#8221;, un&#8217;organizzazione segreta (capillarmente estesa nel mondo) dedita alla riprogettazione del Cairo. Il documentarista non sa che il sottile intento della Società è quello distruggere definitivamente la città creandone una nuova, dalla forma futuristica e commerciale. La vita di Bassàm cambierà improvvisamente con l&#8217;incontro di Ihàb Hassan, personaggio eccentrico e carismatico, che contrapponendosi alla Società, gli propone il suo rivoluzionario progetto: modificare la metropoli cairota affinché il degrado urbano si estingua. Un testo visionario e sperimentale in cui realtà e finzione si alternano e sovrappongono dando vita ad un interessante esperimento letterario, nel quale la parte grafica gioca un ruolo decisivo. Con il patrocinio di Amnesty International Italia.</p>
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		<title>La comunità romena, protagonista in „Milano multietnica. Storia e storie della città globale”</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/24/la-comunita-romena-protagonista-in-milano-multietnica-storia-e-storie-della-citta-globale/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 07:55:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Ana Ciubian &#160; Tra i vari poeti e scrittori italiani e rumeni, l’edizione di quest’anno della manifestazione dedicata al libro e alla lettura di Milano, BookCity, ha ospitato anche la presentazione del libro&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Ana Ciubian</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Tra i vari poeti e scrittori italiani e rumeni, l’edizione di quest’anno della manifestazione dedicata al libro e alla lettura di Milano, BookCity, ha ospitato anche la presentazione del libro „Milano multietnica. Storia e storie della città globale”, firmata dagli giornalisti italiani Donatella Ferrario e Fabrizio Pesoli.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-663.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7499" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-663.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-663" width="600" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-663.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-663-300x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">L’evento si è tenuto sabato, presso la<strong> sala Auditorium del Museo delle Culture del Mondo di Milano</strong> che ha riunito più di 100 persone curiose di scoprire la storia, le tradizioni, la cultura, le ricette e le testimonianze delle comunità più importanti che vivono a Milano.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Con oltre un milione di persone in tutta l’Italia, ai rumeni è stato regalato un ampio capitolo nel <strong>„Milano multietnica. Storia e storie della città globale”.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">„<b><i>La comunità romena è tra le più attive e feconde che abbiamo avuto il piacere di conoscere in profondità attraverso il Consolato Generale della Romania a Milano e il Centro Culturale Italo-Rumeno”, dice Donatella Ferrario, l’autrice del libro</i></b>.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"> In seguito, gli autori Donatella Ferrario e Fabrizio Pesoli, rispondono,<strong> in esclusiva per Agenda Diasporei,</strong> alle domande sulla comunità rumena presente nel <strong>”Milano multietnica. Storia e storie della città globale”.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"> </span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Come siete venuti a contatto con la comunità romena di Milano?</span></strong></em></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"><strong>Donatella:</strong> Abbiamo iniziato un po’ di anni fa, attraverso il Consolato Rumeno a Milano, che ci ha messo in contatto con Violeta Popescu, la fondatrice del Centro Culturale Italo-Rumeno di Milano. E da lì è iniziata una vera catena di contatti, con le associazioni rumene e le organizzazioni di Milano.</span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Quando diciamo „multietnicità” diciamo  origini, storia, ma anche vissuto migratorio. Qual è la parte sulla quale vi siete soffermati di più per la stesura del libro?</span></strong></em></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"><strong>Fabrizio:</strong> Diciamo che entrambi piani si intersecano, ma devo dire che il nostro libro non è uno specifico sulle immigrazioni, ma sulle presenze delle comunità straniere a Milano; quindi, Milano come masaico di culture, tra cui anche la comunità rumena, in aumento negli ultimi anni (ci sono circa 15.000 rumeni a Milano). A noi interessava il processo che si avvia dopo che loro hanno messo le radici qui: iniziano i rapporti sociali, di lavoro, praticamente l’integrazione nella comunità locale.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"> </span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">A proposito di integrazione, secondo voi, la comunità rumena può considerarsi integrata a Milano (e non solo)? Pensate che manchi qualcosa perché si integri meglio?</span></strong></em></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"><strong>Fabrizio:</strong> L’integrazione&#8230;in tanti parlano di inclusione, ma in ogni caso quando si parla di integrazione si parla di una buona convivenza, di  assenza di conflitti (o se ci sono, sono minimi). E siccome i rumeni hanno tantissime radici comuni con gli italiani, per esempio la lingua, questo li favorisce rispetto a altre presenze etniche. Quindi, i rumeni, direi, sono molto bene integrati.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"> </span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Ovviamente, attraverso le vostre ricerche per il libro, avete scoperto tanto sulla cultura rumena. Vi chiederei che cosa vi è piaciuto di più e con che cosa vi siete identificato meno paragonando al modello culturale italiano?</span></strong></em></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"><strong>Donatella:</strong> Personalmente, ho scoperto attraverso Violeta Popescu (Centro Culturale Italo-Rumeno di Milano) e le altre associazioni questa sorellanza tra la cultura rumena e quella italiana di cui i rumeni parlavano tanto, ma di cui io non rammentavo. In effetti, questa è stata la parte più bella, dell’assomiglianza tra i due modelli.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"> </span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Ricordate in particolare qualche testimonianza di un rumeno/a?</span></strong></em></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"><strong>Donatella:</strong> Ne abbiamo avuto tante, ma purtroppo abbiamo dovuto comprimere al massimo perché ci stesse tutto nelle 200 pagine che contiene il libro. Sulla comunità rumena, ci siamo concentrati sulla cultura, sulle somiglianze tra il popolo rumeno e italiano; quindi abbiamo preferito dare una presentazione esclusivamente culturale e lasciare le problematiche alle associazioni sul territorio.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Tuttavia, sono venuta a conoscenza con la situazione delle badanti, che lavorano dalla mattina alla sera e che si ritrovano senza tempo per stare insieme ai loro figli. E’ una situazione difficile&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"> </span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Qualche feedback da parte della comunità rumena fino adesso?</span></strong></em></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"><strong>Fabrizio:</strong> Anche se abbiamo avuto le presentazioni ieri e oggi, abbiamo già ricevuto un buon feedback da parte di chi ha visto il libro.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">„Questi due hanno pensato di raccontare la nostra storia e le nostre  storie”, ci è stato detto. Il libro è nato dopo aver notato la mancanza di un prodotto del genere.  Praticamente abbiamo riempito un vuoto: non un libro sulle statistiche o sull’immigrazione, realizzati  già da tanti studiosi. Il nostro è un libro sulle presenze straniere a Milano, accessibile agli studenti e a chiunque fosse interessato.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"><strong>Donatella:</strong><u><i> Devo dire che i rumeni sono stati molto, molto attenti e si sono attivati subito, sin dall’inizio. Ho trovato la comunità rumena di Milano molto unita.</i></u></span></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Durante l&#8217;evento sono intervenuti: Anna Scavuzzo, vice sindaco di Milano, </span>Diana De Marchi, Consigliere Comune di Milano e Presidente Commissione Pari opportunità e Diritti Civili, Paolo Branca, Professore associato Università Cattolica del Sacro Cuore, Davide Demichelis, Giornalista e autore televisivo – “Radici -L’altra faccia dell’immigrazione”, Rai 3, Violeta Popescu, fondatrice Centro Culturale Italo-Rumeno di Milano, Silvia Dumitrache (ADRI), María Gabriela Vera Basurto, Console Generale dell’Ecuador in Italia, Elienor Llanes Castillo, Fondatrice MAIA – Migrant’s Advocacy for Integration Association.</p>
<p>George Miloșan, Console Generale della Romania in Italia</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">L’evento si è concluso con l’esibizione del Coro Multietnico Mediolanum, diretto da Carlos Verduga Rivera.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-664.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-664.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-664" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-664.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-664-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-664-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-664-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a></p>
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		<title>Arash Azizi parla di suo padre, detenuto a Teheran</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2016 10:47:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Milano, BookCity 2015. L&#8217; Associazione per i Diritti Umani e Novel Rights hanno avuto il piacere di ospitare Arash Azizi, figlio di Mostafa Azizi, scrittore e produttore cinematografico, detenuto nella prigione di Evin a&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, BookCity 2015. L&#8217; Associazione per i Diritti Umani e Novel Rights hanno avuto il piacere di ospitare Arash Azizi, figlio di Mostafa Azizi, scrittore e produttore cinematografico, detenuto nella prigione di Evin a Teheran.<br />
L&#8217;incontro presentato a BookCity dalle due associazioni si intitola &#8220;Il potere della letteratura e i diritti umani&#8221;, ringraziamo tutti i nostri ospiti e pubblicheremo, per voi,  altre clip importanti sulla tavola rotonda.<br />
Ringraziamo anche la nostra interprete, Silvia Bolzoni.</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/0sWi8uH2Ez8?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Letteratura e diritti umani</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2013 06:18:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vered Cohen Barzilay è israeliana e da così lontano arriva un&#8217;idea che è tanto in linea anche con l&#8217;Associazione per i Diritti Umani: riflettere sui diritti umani attraverso i testi letterari. Un incontro, uno&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vered Cohen Barzilay è israeliana e da così lontano arriva un&#8217;idea che è tanto in linea anche con l&#8217;Associazione per i Diritti Umani: riflettere sui diritti umani attraverso i testi letterari. Un incontro, uno scambio che ci ha arricchiti di più. Il progetto si intitola &#8220;Novel rights&#8221; (www.novelrights.com)?utm_source=rss&utm_medium=rss<br />L&#8217;iniziativa ha fatto parte delle molte di Bookcity e ha visto la partecipazione del moderatore, Riccardo Noury &#8211; Presidente di Amnesty Internatinal Italia &#8211; , di Shady Hamadi, giornalista e scrittore italo-siriano, che ha raccontato la vicenda di suo padre dissidente in Siria,&nbsp; e di Marina Nemat, scrittrice iraniana che ha, invece, riportato al pubblico la sua esperienza giovanile nel carcere di Evin per &#8220;crimini politici&#8221;.<br />Parole forti, racconti coinvolgenti per non dimenticare il Passato, anche se duro, e per cercare una strada migliore per tutti, nel Futuro. <br />Abbiamo partecipato all&#8217;incontro che si è tenuto sabato 23 novembre 2013 presso la Biblioteca Sormani di Milano e vi riportiamo i brani più significativi.&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
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