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	<title>bossi-fini Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Regolarizzazione 2020 a rischio fallimento: tempi lunghissimi e ostacoli burocratici</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 08:27:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il report della campagna Ero straniero Don Colmegna: È sempre più urgente e improcrastinabile una riforma organica della legge sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini. Come promotori della Campagna Ero Straniero abbiamo svolto una ricognizione rispetto&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><br>Il report della campagna Ero straniero  </strong><em>Don Colmegna: È sempre più urgente e improcrastinabile una riforma organica della legge sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini.</em></p>



<p><br>Come promotori della Campagna Ero Straniero abbiamo svolto una <strong>ricognizione rispetto allo stato di avanzamento dell’esame delle domande di regolarizz</strong>azione  presentate da giugno ad agosto 2020, in seguito all’intervento del governo col decreto “rilancio” a maggio 2020. Abbiamo raccolto i dati dal Ministero dell’Interno e da Prefetture e Questure nei diversi territori &#8211; attraverso una serie di accessi agli atti &#8211; e informazioni dalle associazioni di tutela e patronati. Ne è emerso un quadro preoccupante in tutti i territori, con ritardi gravissimi e stime dei tempi di finalizzazione delle domande improbabili, di anni se non decenni. Il report che pubblichiamo &#8211; disponibile insieme ai dati complessivi sul <a rel="noreferrer noopener" href="http://erostraniero.it/regolarizzazione?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">sito</a> della campagna &#8211; ha l&#8217;obiettivo di <strong>mettere a fuoco le criticità riscontrate e chiedere al ministero dell’interno un intervento immediato</strong> per consentire a quante più persone di portare a termine la procedura avviata, vivere in sicurezza e lavorare legalmente nel nostro Paese.</p>



<p>«I dati emersi dal dettagliato rapporto di Ero Straniero ci spingono a dire che provvedimenti straordinari come le sanatorie sono importanti, ma non sufficienti.&nbsp;<strong>È sempre più urgente e improcrastinabile una riforma organica della legge sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini.</strong>&nbsp;Non possiamo continuare a negare dei diritti fondamentali a centinaia di migliaia di persone che vivono e lavorano nel nostro Paese. Come, pensando in particolare alla realtà milanese, quanti sono impiegati nei lavori di cura dei nostri anziani», commenta<strong>&nbsp;don Virginio Colmegna</strong>, presidente della Casa della Carità.<br>Le&nbsp;<strong>conseguenze</strong>&nbsp;di tali enormi ritardi sono molto&nbsp;<strong>pesanti</strong>&nbsp;non solo sulla vita di chi ha fatto richiesta di emersione ed è ancora in attesa di risposta, costretto nel frattempo a restare nell’incertezza e nella precarietà. La situazione appare grave anche nella prospettiva dell’emergenza sanitaria e della campagna vaccinale anti-COVID in corso nel nostro Paese: è fondamentale che il maggior numero di persone in possesso dei requisiti esca il prima possibile dall’invisibilità, in modo da poter garantire l’accesso alle cure, una più efficace programmazione vaccinale e una quanto più ampia copertura della popolazione.</p>



<p>Dice in proposito don Colmegna: «Far uscire dall’invisibilità centinaia di migliaia di persone è a maggior ragione fondamentale in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Tra i&nbsp;<strong>diritti</strong>&nbsp;a cui avrebbero accesso c’è, per esempio, quello alla&nbsp;<strong>salute</strong>. Un anno di pandemia ci ha infatti insegnato quanto questo diritto sia irrinunciabile, per tutti».</p>



<p>«<strong>Due sono i pilastri</strong>&nbsp;per una riforma della politica migratoria che abbiamo proposto con la legge di iniziativa popolare della campagna Ero straniero. Da una parte&nbsp;<strong>arginare le continue sacche di irregolarità</strong>&nbsp;che l’attuale sistema della richiesta di protezione internazionale produce. Questo lo possiamo fare attraverso&nbsp;<strong>l’introduzione di canali di ingresso per lavoro</strong>, che diano la possibilità di accedere per vie legali in Italia. E attraverso una&nbsp;<strong>regolarizzazione su base individuale</strong>&nbsp;delle persone straniere radicate nel nostro Paese. Dall’altra, una&nbsp;<strong>nuova legge sulla cittadinanza</strong>, che consenta a oltre un milione di italiani di fatto, ma non di diritto, di essere cittadini a pieno titolo», conclude don Colmegna.</p>



<p>Soluzioni, queste, previste nella&nbsp;<strong>proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Ero straniero&nbsp;</strong>dal titolo Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari, depositata in Parlamento il 27 ottobre 2017 con&nbsp;<strong>oltre 90.000 firme</strong>&nbsp;e ora all’esame della Commissione affari costituzionali della Camera. Una proposta legislativa che rappresenta un&nbsp;<strong>forte segnale di discontinuità</strong>&nbsp;rispetto alla normativa esistente, la quale ha dimostrato ormai di essere del tutto inefficace per gestire le politiche di ingresso e soggiorno nel nostro Paese.&nbsp;<strong>Una riforma di cui c’è sempre più bisogno, visto l’aumento dell’impoverimento e della precarietà a cui stiamo assistendo, ma che il Parlamento fatica a fare propria.</strong></p>



<p><em>Ero Straniero è promossa da: Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani”, Radicali Italiani, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, Oxfam Italia, ActionAid Italia, Fcei &#8211; Federazione Chiese Evangeliche in Italia, CILD, ACLI, Legambiente Onlus, ASCS &#8211; Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, AOI, con il sostegno di numerosi sindaci e decine di organizzazioni.</em></p>
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		<title>Cosa ci lasciano i 100mila di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2017 07:35:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="sqs-block-content">
<p>di Luciano Muhlbauer (www.lucianomuhlbauer.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="sqs-block-content">
<p>C’è fretta di archiviare i 100mila di Milano e non semplicemente perché l’ennesima infamia targata Isis sposta di nuovo il dibattito pubblico verso il tema sicurezza, ma anche perché è più comodo così. Il 20 maggio è stato senz’altro un evento riuscito e, per giunta, in netta controtendenza non solo rispetto alle spinte culturali e politiche che in tutta Europa aprono spazi senza precedenti alle forze e tesi xenofobe, razziste e reazionarie, ma anche al posizionamento assunto dai principali tre poli della politica italiana -destre, M5S e Pd-, schierati tutti, sebbene con toni e intensità diversi, a favore di soluzioni securitarie. E allora meglio non perdere troppo tempo e relegare quella manifestazione nell’angolo delle belle marce festose, al massimo disturbate da qualche rompiballe, oppure esibirla come prova suprema della complicità dei “buonisti” con i delinquenti e gli “invasori”. In ogni caso, si tratta di togliere rilevanza politica all’evento o, meglio, non permettere che dai quei 100mila possa emergere qualcosa di politicamente rilevante e autonomo.</p>
</div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8804 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="350" height="234" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 350w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></p>
<div class="sqs-block-content">
<p>Il 20 maggio dà fastidio a molti, anzitutto per la dimensione e la composizione della partecipazione. I 100mila (o i 60-70mila “reali”) rappresentano sicuramente la manifestazione antirazzista più grossa che si sia vista in Italia negli ultimi vent’anni e il corteo milanese in assoluto più partecipato dai tempi delle mobilitazioni per la pace del 2003. Non è stata una manifestazione segnata dagli spezzoni delle grandi organizzazioni, ma piuttosto da una moltitudine di associazioni e comitati e dalla presenza di persone non organizzate, cioè la cosiddetta “eccedenza”. Ed era una fotografia della Milano così com’è nella realtà, fatta di tanti colori e un po’ meticcia. C’erano gli autoctoni bianchi, molti, e gli autoctoni di seconda e terza generazione e c’erano i lavoratori migranti, le comunità e tanti richiedenti asilo. Non c’era un “noi” e un “loro”, ma uno spaccato di città reale che camminava insieme.</p>
<p>Chi ha partecipato a quella manifestazione voleva anzitutto schierarsi su una questione di fondo, per l’umanità e contro la disumanità, sul fatto che chi fugge da guerre, dittature o condizioni economiche insostenibili abbia il diritto di essere accolto e che non vada ributtato in mare e che i migranti e profughi che arrivano qui non sono invasori o nemici, ma esseri umani come noi. A prima vista può sembrare poco, ma non lo è, specie se accade dopo settimane di campagne mediatiche contro le Ong e un giorno dopo l’aggressione in Centrale e l’inqualificabile ondata di insulti e richieste di annullare il corteo da parte di Salvini e del Presidente regionale, Maroni.</p>
<p>Ma in quel corteo viveva anche la contraddizione che aveva segnato l’evento sin dalla sua gestazione, cioè il fatto che i primi promotori fossero anche esponenti di quel partito, il Pd, che a livello nazionale aveva prodotto la legge Minniti-Orlando sull’immigrazione e la legge Minniti sul decoro urbano, cioè delle norme che si pongono in piena continuità politica, culturale e operativa con la Bossi-Fini e con il pacchetto sicurezza di Maroni. Ne abbiamo già parlato su questo blog e su <em>il Manifesto</em> (vedi <a href="https://lucianomuhlbauer.it/new-blog/2017/5/9/non-si-pu-tenere-il-piede-in-due-scarpe-a-proposito-di-20-maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Non si può tenere il piede in due scarpe</a>) e quindi non mi dilungo oltre in questa sede, se non per ricordare che la conseguente genericità e reticenza dell’appello “Insieme senza muri” aveva fatto sì che molte adesioni fossero accompagnate da esplicite dichiarazioni di contrarietà alla Minniti-Orlando (ad esempio Cgil-Cisl-Uil, Fiom e Arci) e, soprattutto, che nascesse <a href="https://www.facebook.com/NooneisillegalMilano/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Nessuna Persona è Ilegale</a>, una <a href="http://www.nessunapersonaeillegale.it/wp-content/uploads/2017/05/NePILL-def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">piattaforma </a>articolata che ha raccolta l’adesione di centinaia di realtà (associazioni, collettivi, comitati, spazi sociali, partiti ecc.) e degli stessi <a href="https://www.facebook.com/NooneisillegalMilano/posts/380933122301431?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">promotori</a> della manifestazione di Barcellona del 18 febbraio scorso.</p>
<p>Grazie alla piattaforma “Nessuna persona è illegale” la manifestazione ha evidenziato come la stragrande maggioranza dei presenti chiedesse la fine delle derive securitarie, comunque intitolate. Le coperte termiche oro-argento che gli attivisti della piattaforma distribuivano andavano a ruba, così come gli adesivi “No One Is Illegal” e i cartelli “No Minniti-Orlando”, e si potevano trovare ovunque nel corteo, dalla testa alla coda. Se non c’eravate, guardatevi i video e le photogallery che trovate in rete. Insomma, una manifestazione plurale e con molte diversità, ma con una chiara sintonia di fondo sul rifiuto non solo delle campagne d’odio di Salvini e dei fascisti, ma anche di ogni deriva securitaria.</p>
<p>Chi invece era in dissintonia con il sentire comune era il gruppo di esponenti del Pd che, munito di striscione e persino di cartelli inneggianti a Minniti, a un certo punto si è piazzato in testa al corteo, mettendosi attorno a Sala, Majorino, Grasso e Bonino e facendosi beffe delle belle parole dei giorni precedenti, che dicevano “i partiti stanno in fondo” o “i politici non stanno in testa”. Ovviamente, ne è nata una contestazione, peraltro assolutamente pacifica.</p>
<p>In realtà, questo episodio è di scarso interesse in questa sede, ma mi pareva corretto citarlo, poiché l’informazione che conta l’aveva trasformato in una sorta di<em> breaking news</em>, determinando una narrazione della giornata a dir poco tossica, dove da una parte ci sarebbero stati 100mila manifestanti e dall’altra 30 rompiballe che ce l’avevano con Minniti e che hanno “rovinato la festa”.</p>
<p>E quindi, al netto delle narrazioni mediatiche, che cosa ci lasciano i 100mila di Milano? Anzitutto, ci dicono che a Milano c’è ancora speranza. Sì, lo dico così, in maniera terribilmente generica, ma è un fatto che proprio la città italiana più coinvolta nel flusso migratorio non solo resiste ancora al risucchio reazionario, ma è anche in grado di produrre una reazione positiva di massa. E non è nemmeno la prima volta che accade, perché era già successo alla ex Caserma Montello nell’autunno scorso. Certo, le cose possono cambiare rapidamente, quindi inutile far finta che non ci saranno problemi in futuro, ma oggi dobbiamo prendere atto che c’è spazio per lavorare per un movimento antirazzista e dobbiamo agire di conseguenza. E questo non riguarda solo Milano, ma anche le altre città italiane.</p>
<p>Il secondo messaggio che ci lasciano i 100mila è che bisogna parlare chiaro, non essere ambigui. Dire “accoglienza e sicurezza” è una sciocchezza, perché non vuol dire nulla in termini concreti, ma in cambio giustifica tutto e il contrario di tutto. Dire “No Minniti Orlando” non è certo esauriente, ma rappresenta in maniera nitida il rifiuto delle derive securitarie, di quelle delle destre xenofobe e di quelle di chi le rincorre.</p>
<p>Infine, se quello che abbiamo detto ha un senso, allora la rete “Nessuna persona è illegale” deve continuare e allargarsi, come peraltro già annunciato prima del 20 maggio, facendo tesoro dell’esperienza e anche delle molte aspettative suscitate. E senza indugiare.</p>
<p>A Milano da troppo tempo manca un movimento antirazzista autonomo e politicamente rilevante. Forse ora, grazie al lavoro svolto e condiviso, c’è una possibilità. Come al solito, dipende solo noi.</p>
</div>
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		<title>Comunicato congiunto della rete Nessuna Persona E&#8217; Illegale</title>
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		<pubDate>Sun, 21 May 2017 05:42:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una marea oro e argento per le strade di Milano per l&#8217;accoglienza, contro la Minniti-Orlando e la Bossi-Fini Oggi (sabato 20 maggio 2017, ieri) a Milano 100mila persone sono scese in piazza, una moltitudine&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid3" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"><span class="m_3793443908819970721yiv2776197514b"><b>Una marea oro e argento per le strade di Milano per l&#8217;accoglienza, contro la Minniti-Orlando e la Bossi-Fini</b></span></div>
<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid4" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"></div>
<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid5" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"><span class="m_3793443908819970721yiv2776197514">Oggi (sabato 20 maggio 2017, ieri) a Milano 100mila persone sono scese in piazza, una moltitudine eterogenea di realtà, all&#8217;insegna dell&#8217;antirazzismo affermando che non esiste nessuna distinzione tra un noi e un loro, non esistono differenze tra migranti economici e richiedenti asilo perché nessuna persona è illegale.</span></div>
<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid6" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"></div>
<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid7" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"><span class="m_3793443908819970721yiv2776197514">I contenuti della piattaforma Nessuna persona è illegale hanno riempito di valore la straordinaria partecipazione alla manifestazione.</span></div>
<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid8" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"><span class="m_3793443908819970721yiv2776197514">Il corteo dalla testa alla coda era oro-argento, il simbolo che la piattaforma Nessuna persona è illegale ha deciso che rappresentasse il rifiuto di ogni legge razzista come la Minniti Orlando o la Bossi Fini. Milano si dimostra oggi una città contro il razzismo e la xenofobia per i diritti di tutte e tutti.</span></div>
<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid9" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"></div>
<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid10" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"><span class="m_3793443908819970721yiv2776197514">Sappiamo che l&#8217;antirazzismo non si traduce in parole, ma in pratiche di solidarietà che non si esauriscono con il successo dell&#8217;iniziativa di oggi. Continueremo a lavorare insieme, associazioni, comitati, partiti, gruppi auto-organizzati anche all&#8217;interno dei Centri di accoglienza insieme al movimento dei rifugiati, nei quartieri popolari, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università.</span></div>
<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid11" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"></div>
<div id="m_3793443908819970721yiv2776197514magicdomid12" class="m_3793443908819970721yiv2776197514"><span class="m_3793443908819970721yiv2776197514">Il percorso della piattaforma Nessuna Persona è Illegale continuerà da domani a raccogliere ulteriori spunti per rendere concrete le proposte formulate e rivolte ai diversi livelli istituzionali, dal comune di Milano, passando per il piano nazionale ed arrivando fino all&#8217;EU.</span></div>
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<div class="m_3793443908819970721yiv2776197514"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-986.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8770" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-986.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="678" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-986.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 678w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-986-300x284.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-975.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8782" 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href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-981.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8775" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-981.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1059" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-981.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1059w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-981-300x182.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-981-768x465.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-981-1024x620.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1059px) 100vw, 1059px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-985.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8771" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-985.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1247" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-985.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1247w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-985-300x154.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-985-768x395.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-985-1024x526.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1247px) 100vw, 1247px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-984.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8772" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-984.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="685" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-984.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 685w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-984-300x281.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 685px) 100vw, 685px" /></a></div>
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		<title>Nuovi CIE e rimpatrio stranieri: il comunicato dell’ASGI sulla circolare del Capo della Polizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2017 10:08:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(www.asgi.it) &#160; ASGI esprime sconcerto e forte preoccupazione per la circolare diffusa dal Ministero dell’Interno il 30.12.2016 relativa alle attività di rimpatrio degli stranieri irregolari e al programma di riapertura dei CIE, oltre che&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(www.asgi.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-718.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7881" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-718.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="487" height="365" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-718.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 487w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-718-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></a></p>
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<div class="entry-content">
<p>ASGI esprime sconcerto e forte preoccupazione per la circolare diffusa dal Ministero dell’Interno il 30.12.2016 relativa alle attività di rimpatrio degli stranieri irregolari e al programma di riapertura dei CIE, oltre che la volontà del Governo di stipulare nuovi accordi bilaterali di riammissione e di riformare in senso restrittivo le norme sul diritto di asilo.<span id="more-26438"></span><br />
<strong>La volontà espressa dal Governo</strong> di utilizzare gli strumenti di controllo ed allontanamento degli stranieri irregolari per favorire <em>“l’azione di prevenzione e contrasto nell’attuale contesto di crisi a fronte di una crescente pressione migratoria e di uno scenario internazionale connotato da instabilità e minacce”</em> di per sé sembra dare applicazione alle norme legislative già in vigore, ma in realtà sottintende il perdurare di un <strong>indirizzo politico-amministrativo miope</strong>.<br />
ASGI esprime piena <strong>contrarietà all’apertura di nuovi Centri di identificazione ed espulsione o all’ampliamento</strong> delle strutture già esistenti, così come ogni tipo di azione o provvedimento che determini l’incremento di provvedimenti amministrativi di espulsione caratterizzati da automatismo e dall’assenza di un’adeguata valutazione delle situazioni individuali.</p>
<p>E’ stata proprio la presa d’atto di un <strong>gigantesco fallimento</strong> (per gli elevati costi, per le condizioni degradanti, per il numero limitato di stranieri effettivamente rimpatriati), evidenziato anche da tutti gli studi indipendenti, oltre che dalla Corte dei conti e dalle relazioni delle Commissioni parlamentari d’inchiesta che si sono alternate negli ultimi anni, che ha indotto i Governi precedenti a diminuire drasticamente il numero dei CIE.</p>
<p>Proporre la semplice riapertura dei CIE senza attuare una profonda riforma della parte del TU immigrazione emanato con d.lgs. 286/98 (come modificato dalla L. 189/02 – la cd Bossi-Fini, che è inefficace, iniqua, in più aspetti contrastante con la Costituzione e con le norme internazionali e dell’UE), rappresenta una scelta <strong>totalmente irragionevole .</strong></p>
<p><strong>Per regolare in modo efficace e legittimo il fenomeno migratorio</strong>, invece di limitarsi ad un’azione di identificazione di massa di eventuali stranieri in situazione di soggiorno irregolare e di implementare ancor più l’applicazione amministrativa di quelle vigenti norme legislative che sono inefficaci e di dubbia legittimità, <strong>occorre che si modifichino le norme legislative in vigore che sono incostituzionali</strong> <strong>o che producono irregolarità</strong> negli ingressi e nei soggiorni.<br />
Anzitutto le tipologie espulsive vanno drasticamente ridotte e razionalizzate limitandole alle violazioni più gravi con identificazione delle persone socialmente pericolose durante la detenzione, mentre vanno resi efficaci e concreti i programmi di rimpatrio volontario assistito senza divieto di reingresso degli stranieri e rimpatriati, prevedendo che eventuali respingimenti o espulsioni o accompagnamenti alla frontiera o trattenimenti – in quanto provvedimenti restrittivi della libertà personale – siano sempre previamente decisi dalla sola autorità giudiziaria in conformità con la riserva di giurisdizione prevista dall’art. 13 Cost., che è invece violata dalle vigenti norme legislative.<br />
Parimenti ASGI ritiene che le azioni di controllo e di contrasto ai fenomeni di sfruttamento debbano essere svolte in un’ottica di tutela dei soggetti sfruttati, attraverso la corretta applicazione delle disposizioni normative vigenti ed in particolare degli strumenti previsti dagli artt. 18 e 22 D. Lgs. 286/98, al fine di evitare l’allontanamento dal territorio nazionale di persone soggette, in caso di ritorno in patria, a ritorsioni o persecuzioni di vario tipo.<br />
ASGI esprime altresì preoccupazione rispetto alla proposta di attribuire funzioni di pianificazione delle attività di controllo ai Comitati provinciali per l’Ordine e la sicurezza pubblica presieduti dai Prefetti e composto anche da Questori e Sindaci dei capoluoghi provinciali. In ogni caso ciò non può certo fare attribuire maggiori poteri ai Sindaci in materia di ordine pubblico, il che peraltro ha portato, già in passato, a condotte fortemente repressive, caratterizzate da una restrizione delle libertà soprattutto dei cittadini stranieri.</p>
<p><strong>E’ da contrastare anche ogni forma possibile di attribuzione ai Corpi di Polizia municipale</strong> di competenze in materia espulsiva, che accentuerebbe le funzioni di repressione a discapito del ruolo di prossimità che dovrebbe caratterizzare la polizia locale, i cui appartenenti mancano di specifica preparazione in materia di immigrazione e asilo.</p>
<p>Nel contesto di crisi richiamato dal Governo <strong>è necessario evidenziare la strumentalità delle risposte che il Governo sta approntando</strong>, finalizzate esclusivamente a rassicurare superficialmente l’opinione pubblica anziché individuare soluzioni alla questione migratoria improntate ad un effettivo inserimento dei nuovi cittadini.<br />
<strong>Nell’attuale sistema è necessario modificare profondamente la normativa sui titoli di soggiorno</strong>, evitando i sempre più numerosi ostacoli al mantenimento della regolarità della presenza sul territorio nazionale, <strong>promuovendo percorsi di integrazione</strong> e di sostegno utili a prevenire il ritorno a condizioni di irregolarità, promuovendo una regolarizzazione permanente a fronte della dimostrazione di chiari indici di integrazione (lavoro, rete familiare, anzianità di presenza in Italia, percorsi di studio, ecc.), promuovendo politiche di integrazione tra i cittadini stranieri e gli italiani, attraverso una condivisione del territorio e delle politiche locali.</p>
<p><strong>Solo così si possono evitare le tensioni sociali</strong>, troppo spesso strumentalizzate dagli attori politici ed istituzionali, e cominciare davvero a gestire la realtà migratoria.<br />
<strong>Non ha invece futuro</strong> né la strategia degli <strong>accordi bilaterali di riammissione</strong> (come quello che il Ministro vorrebbe rinegoziare con la Tunisia) che sono stipulati in forma semplificata e segreta senza preventiva legge parlamentare di autorizzazione alla ratifica in violazione dell’art. 80 della Costituzione, né l’ipotesi di un <strong>provvedimento legislativo che riformi in senso restrittivo le norme sull’asilo</strong>, eliminando il doppio grado di giurisdizione (il che discriminerebbe gli stranieri rispetto ai cittadini che nell’ordinamento italiano ne fruiscono) o istituendo sezioni specializzate dei tribunali che, in realtà, per la loro composizione affidata soprattutto a magistrati onorari e inesperti sarebbero nuovi giudici speciali, la cui costituzione è vietata dalla Legge costituzionale (senza eliminare la vera causa dei ritardi che sta nelle decisioni tardive e spesso malfatte delle Commissioni territoriali che dovrebbero essere aumentate e composte di persone più indipendenti e competenti).<br />
ASGI chiede, pertanto, al Governo di <strong>ripensare profondamente alla propria strategia</strong> in materia di immigrazione e asilo e di approntare un Piano nazionale per la gestione della realtà migratoria, con il coinvolgimento delle associazioni dei cittadini stranieri e delle associazioni che promuovono la tutela dei diritti degli stranieri.</p>
</div>
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		<title>Tutto quello che non vi hanno mai detto sull&#8217;immigrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2016 08:51:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">Un quadro aggiornatissimo sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del paese. Senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l&#8217;aumento eponenziale dei richiedenti asilo, l&#8217;impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all&#8217;economia italiana, i problemi di criminalità, l&#8217;integrazione fra le diverse culture e religioni.</p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/9788858125458_p0_v1_s192x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7673" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/9788858125458_p0_v1_s192x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="9788858125458_p0_v1_s192x300" width="183" height="300" /></a></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">Questi gli argomenti del saggio intitolato <em>Tutto quello che non vi hanno mai detto sull&#8217;immigrazione</em>, <span style="color: #1c1c1c;">editori Laterza, scritto da Stefano Allievi e Gianpiero Dalla Zuanna.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;"><i><b>Associazione per i Diritti umani</b></i></span><span style="color: #1c1c1c;"> ha rivolto alcune domande a Stefano Allievi e lo ringrazia molto. </span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Quali sono le cause che portano qualcuno a parlare di “emergenza” migranti?</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Innanzitutto i dati che indicano che in Italia c&#8217;è un calo demografico per cui aumentano in maniera esponenziale i pensionati e diminuiscono i lavoratori (e questo rende necessaria la presenza degli stranieri) e, inoltre, ci sono le spinte oggettive (guerre, fame) che spingono molte persone ad uscire dai Paesi d&#8217;origine. Un conto è ragionare sui flussi migratori e sulle politiche di accoglienza, un altro è lavorare anche sui Paesi di provenienza, aprendo prospettive di sviluppo in modo che le persone non siano costrette ad espatriare. </span><span style="color: #1c1c1c;">Detto questo, se non ci fosse l&#8217;immigrazione, in un Paese come l&#8217;Italia, sarebbe una tragedia perchè la prospettiva è quella di avere una società di vecchi. </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Il filosofo David Miller sostiene che uno Stato abbia il diritto di porre limiti all&#8217;ingresso di stranieri: come commentare questa affermazione?</span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">E&#8217; quasi insensato porre la questione in termini perchè è un DOVERE degli Stati accogliere gli stranieri e a tal proposito sarebbe bene che ci fosse una politica comune. </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Per roversciare alcuni luoghi comuni: qual è il contributo degli immigrati all&#8217;economia italiana?</span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">I migranti sono, per lo più, giovani o di mezza età e, quindi, in età lavorativa; producono più di IVA e consumano, in proporzione, meno stato sociale, a differenza del “peso” economico delle pensioni. </span><span style="color: #1c1c1c;">Poi c&#8217;è un altro aspetto importante che viene sottovalutato: la presenza di culture diverse, di lingue, di tradizioni, etc. può essere un valore in sé economico perchè ha un effetto di moltiplicatore. </span><span style="color: #1c1c1c;">Nel ciclo demografico, inoltre, se non ci fossero gli stranieri che fanno figli, ci sarebbero anche meno posti di lavoro; e, infine, le nuove generazioni sono quelle che studieranno in futuro, non ci sarebbero anche i matrimoni misti e così via&#8230; </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">E&#8217; vero che le carceri italiane sono sovraffollate a causa degli stranieri?</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Dobbiamo “ringraziare” la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi: i colpevoli di certi reati, in altri Paesi europei, non stanno in carcere, ma altrove. Quindi sì, c&#8217;è una forte presenza di immigrati nelle carceri, molto superiore alla percentuale degli immigrati che lavorano (circa tre volte tanto) e questo è un problema. Ma bisogna andare ad analizzare le motivazioni: ad esempio, sono sovrarappresentati i reati contro il patrimonio, mentre sono sottorappresentati i reati più gravi.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Si è poi scoperto che molti immigrati sono dentro in quanto irregolari e che, invece, quando vengono regolarizzati, commettono molto meno reati. In Italia, oltretutto, nei tribunali e nelle carceri ci sono problemi legati alla lingua oppure vengono coinvolti avvocati d&#8217;ufficio con poca esperienza.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Tornando alla legge Bossi-Fini, se la condizione di irregolarità non fosse tale (quando una persona irregaolare viene fermata dalla polizia, scappa, commette reato di resistenza a pubblico ufficiale o di resistenza aggravata) ci sarebbero meno presenze di immigrati negli istituti di pena perchè i reati legati al fatto di non avere i documenti verrebbero a cadere. </span></p>
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		<title>Brescia: il caso dei permessi di soggiorno (e una sentenza positiva)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 05:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; diventato un vero e proprio caso quello che è accaduto a Brescia nei giorni scorsi e si tratta di una situazione ancora irrisolta: Mario Morcone &#8211; capo dipartimento Immigrazione del Ministero degli Interni&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/04/02/brescia-il-caso-dei-permessi-di/">Brescia: il caso dei permessi di soggiorno (e una sentenza positiva)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/192320221-af09f614-76fa-4f6d-b5f1-f0604e494926.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/192320221-af09f614-76fa-4f6d-b5f1-f0604e494926.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
diventato un vero e proprio caso quello che è accaduto a Brescia nei<br />
giorni scorsi e si tratta di una situazione ancora irrisolta: Mario<br />
Morcone &#8211; capo dipartimento Immigrazione del Ministero degli Interni<br />
-ha confermato che, per gli immigrati della provincia di Brescia, ci<br />
sono solo due possibilità su dieci di ottenere il permesso di<br />
soggiorno.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
parla, in particolare, del permesso di un anno per attesa<br />
occupazione. Questo permesso non viene quasi mai rilasciato e il<br />
motivo è preciso e riguarda le tempistiche: la questura impiega<br />
mediamente più di dodici mesi per rinnovare il documento, quando la<br />
stessa legge Bossi-Fini stabilisce, invece, che il termine debba<br />
essere al massimo di 60 giorni. Il risultato è che l&#8217;80% delle<br />
domande da parte dei migranti viene respinto, quando la media<br />
italiana è del 20%.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lo<br />
scorso 24 marzo è stato organizzato un presidio di protesta<br />
organizzato dalla CGIL, caricato dalla polizia e nella dichiarazione<br />
inviata al Ministero dell&#8217;Interno si legge: “ l&#8217;intervento violento<br />
della forza pubblica è stato ingiustificato e controproducente al<br />
fine del mantenimento dell&#8217;ordine pubblico, così come non è<br />
comprensibile la gestione complessiva dell&#8217;ordine pubblico che,<br />
anziché tendere a contenere e limitare situazioni di tensione, sta<br />
contribuendo in questo modo ad esarcebare un clima di tensione”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
tensione continua perchè sono continuate le proteste dei migrati<br />
anche se le manifestazioni sono state vietate dal questore. Il<br />
prefetto, Narcisa Brassesco Pace, è indagato per aver chiesto ad un<br />
amico di far restituire al figlio la patente ritirata. E in tutto<br />
questo risuonano le parole di Salvini e Calderoli. “Noi lottiamo<br />
per un Paese normale secondo molti aspetti. Per esempio un Paese in<br />
cui non si tengano manifestazioni come quella di oggi a Brescia, dove<br />
2000 immigrati hanno sfilato pretendendo il permesso di soggiorno”<br />
questo è Salvini. E ancora: “Viviamo in un Paese al contrario,<br />
mentre a Brescia gli immigrati e i centri sociali manifestavano per<br />
chiedere ancora più diritti per i clandestini, a Torino qualche<br />
centinaio dei soliti violenti si scontrava con le Forze dell&#8217;ordine”:<br />
slogan, confusione, allarmismi. E in questo Paese i diritti si<br />
“pretendono”&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Però<br />
vogliamo dare una buona notizia: si tratta della sentenza della <i>Corte<br />
di Cassazione civile, sezione sesta, ordinanza n. 5926 del 25 Marzo<br />
2015. </i>
</div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="border: currentColor; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="border: currentColor; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">
Nel<br />
caso di specie l&#8217;interessato, immigrato privo di documenti di<br />
riconoscimento, recuperato in mare da un mezzo della Marina militare,<br />
impugna il <b>decreto<br />
di trattenimento in centro di identificazione ed espulsione</b><br />
lamentando di essere stato immediatamente respinto senza che gli<br />
fossero fornite informazioni relative alla procedura di<br />
<b>riconoscimento<br />
di protezione internazionale</b>.</div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="border: currentColor; padding: 0cm;">
La<br />
Suprema corte accoglie il ricorso confermando che, sebbene nel nostro<br />
ordinamento non esista un <b>obbligo<br />
formale a provvedere</b>,<br />
tale necessità è ricavabile in via interpretativa dal combinato<br />
disposto di normativa nazionale ed europea in materia migratoria<br />
(nella specie, direttiva 2013/32/UE del 26 Giugno 2013).
</div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="border: currentColor; padding: 0cm;">
Tale<br />
obbligo è sancito altresì dalla giurisprudenza della Corte europea<br />
dei diritti dell&#8217;uomo. In definitiva “<i>non<br />
può tuttavia continuare ad escludersi che il medesimo dovere sia<br />
necessariamente enucleabile in via interpretativa facendo<br />
applicazione di regole ermeneutiche pacificamente riconosciute, quali<br />
quelle dell&#8217;interpretazione conforme alle direttive europee in corso<br />
di recepimento e dell&#8217;interpretazione costituzionalmente orientata al<br />
rispetto delle norme interposte della CEDU, come a loro volta<br />
interpretate dalla giurisprudenza dell&#8217;apposita corte<br />
sovranazionale”.</i><br />
La presentazione di eventuale domanda di protezione internazionale<br />
impedirebbe di fatto al respingimento di operare.<br />
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</div>
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		<title>Ancora migranti morti: ancora appelli, parole e polemiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 04:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>250 migranti, decine di morti: ancora bambini, donne e ragazzi. Un barcone si è capovolto nel canale di Sicilia, tra la Libia e Malta: un aereo militare dell&#8217;isola, in ricognizione,avrebbe avvistato l&#8217;imbarcazione, i migranti&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/Barcone-immigrati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/Barcone-immigrati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
250<br />
migranti, decine di morti: ancora bambini, donne e ragazzi.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
barcone si è capovolto nel canale di Sicilia, tra la Libia e Malta:<br />
un aereo militare dell&#8217;isola, in ricognizione,avrebbe avvistato<br />
l&#8217;imbarcazione, i migranti avrebbero iniziato a muoversi, ad<br />
agitarsi, a gridare per attirare l&#8217;attenzione del pilota e la ressa<br />
avrebbe, così, causato il capovolgimento della carretta e il<br />
naufragio.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;area<br />
in cui è avvenuto il fatto è di competenza maltese e il premier,<br />
Joseph Muscat, ha affermato: “Questa tragedia non può essere solo<br />
un altro (ennesimo) allarme per l&#8217;Europa. Ora è tempo di agire.<br />
Questo è un problema europeo, non è solo un problema dell&#8217;Italia e<br />
di Malta”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Dall&#8217;inizio<br />
di gennaio abbiamo ricevuto 33mila persone, di cui solo 13mila a<br />
Lampedusa, la maggior parte nel periodo estivo. Considerate le cifre<br />
e la forte concentrazione temporale stiamo cercando di gestire il<br />
fenomeno in maniera strutturale e non solo emergenziale”, ha<br />
dichiarato il viceministro italiano dell&#8217;Interno, Filippo Bubbico,<br />
sottolineando: “I passi avanti fatti dall&#8217;Italia sia sotto il<br />
profilo del diritto d&#8217;asilo con una legge europea (entrata in vigore<br />
il 4 settembre scorso) che ha potenziato del 60% gli organismi per il<br />
riconoscimento dello status di rifugiato (ora sono 16 in tutto), sia<br />
sotto il profilo dell&#8217;accoglienza, raddoppiando &#8211; anche con<br />
finanziamenti aggiuntivi &#8211; la capacità di accoglienza del sistema<br />
Sprar, passando da 8.000 a 16.000 posti”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, al TG La7 ha ripetuto, ancora<br />
una volta che l&#8217;Europa non può essere una diga nel Mediterraneo e<br />
che Lampedusa non può essere la frontiera dell&#8217;Europa stessa perchè<br />
è un&#8217;isola troppo piccola e, soprattutto, ha ricordato che “queste<br />
persone non vanno lasciate morire. Tutto questo è una gran farsa per<br />
cui si pagano prezzi altissimi, vite umane e sacrifici di luoghi di<br />
confine come Lampedusa”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Ministro per l&#8217;Integrazione, Cecile Kyenge, sul reato di<br />
clandestinità &#8211; di cui si è ricominciato a dicutere dopo il naufragio dell&#8217;isola dei Conigli &#8211; ha affermato: “ E&#8217; un percorso lungo e abbiamo fatto<br />
i primi passi. Un primo approccio c&#8217;è stato, ora però serve un<br />
progetto condiviso più che dal punto di vista giuridico dal punto di<br />
vista culturale: sono cambiamenti da fare insieme, nella<br />
condivisione, nel confronto, nella partecipazione”: Risponde a<br />
queste parole, Gasparri, della Lega e vicepresidente del Senato: “<br />
Non è la legge Bossi-Fini che causa morti. Sono anche frutto della<br />
demagogia di chi fa facili annunci, frutto delle guerre sbagliate in<br />
Libia, di chi vuole smantellare norme per favorire i mercanti di<br />
morte. Giù le mani dal reato di clandestinità”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Parole,<br />
annunci, promesse e polemiche&#8230;sulla pelle di chi è costretto a<br />
fuggire dal proprio Paese d&#8217;origine per cercare un luogo in cui<br />
vivere pacificamente e in cui potrebbe veder tutelati i propri<br />
diritti di base. Ma molti non fanno nemmeno in tempo a verificare<br />
l&#8217;opportunità di questa speranza.
</div>
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		<title>L&#8217;emendamento per l&#8217;eliminazione del reato di clandestinità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2013 04:31:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel giorno della visita a Lampedusa del Premier Letta e del Presidente della Commisione europea, Barroso, è stato approvato in Commissione giustizia del Senato l&#8217;emendamento per l&#8217;eliminazione del reato di clandestinità introdotto con il&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/immigrazione-interna-nuova.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/immigrazione-interna-nuova.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="101" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
giorno della visita a Lampedusa del Premier Letta e del Presidente<br />
della Commisione europea, Barroso, è stato approvato in Commissione<br />
giustizia  del Senato l&#8217;emendamento per l&#8217;eliminazione del reato di<br />
clandestinità introdotto con il pacchetto sicurezza del Ministro<br />
Maroni, nel 2009. L&#8217;emendamento, proposto dai senatori Andrea<br />
Buccarella e Maurizio Cioffi del Movimento Cinque stelle, è stato<br />
approvato dall&#8217;esecutivo e dovrà essere discusso al Senato: ora la<br />
persona migrante, se irregolare, compirà un illecito amministrativo<br />
che prevede l&#8217;espatrio, ma non l&#8217;arresto.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;abrogazione<br />
del reato di immigrazione clandestina è stata approvata con i voti<br />
del M5S, del Pd e di Sel. Durissima, invece, la reazione della Lega<br />
Nord. Matteo Salvini ha così commentato la decisione presa in<br />
Commissione: “ Se ci sono regimi sanguinari in Africa, si vada lì<br />
e si attacchi, altro che primavera araba. Se in Somalia e in Eritrea<br />
ci sono problemi, andiamo lì e risolviamo. La Bossi-Fini non è<br />
applicata, la Germania, la Gran Bretagna e la Francia hanno da anni<br />
il reato di immigrazione clandestina, mentre qui in Italia facciamo<br />
favori alla malavita”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Buccarella<br />
e Cioffi hanno, invece, spiegato che: “ La legge Bossi-Fini con<br />
l&#8217;introduzione di questo reato ha aumentato la clandestinità,<br />
distolto le forze dell&#8217;ordine dalla sicurezza del territorio,<br />
aumentato i costi per la giustizia con cifre spropositate”,<br />
ricordando come anche il Sindacato automo della Polizia (Sap) aveva<br />
sollecitato, già cinque anni fa, il Parlamento a dire basta con<br />
questa legge che aveva aggravato il sovraffollamento carcerario.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, infine ha<br />
dichiarato: “Lo Stato deve regolare i flussi migratori in modo<br />
compatibile con le concrete possibilità di accogliere i migranti e<br />
questo non solo per ragioni di ordine pubblico ma anche per motivi<br />
umanitari. A persone che cercano di sfuggire da situazioni di estrema<br />
indigenza e spesso disumane dobbiamo garantire un&#8217;ospitalità<br />
dignitosa. Occorre, invece, continuare a punire con severità chi<br />
sfrutta e favorisce questi fenomeni migratori incontrollati che<br />
possono causare tragedie come quelle di Lampedusa”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un primo<br />
passo nella direzione dello smantellamento della Bossi-Fini che<br />
arriva in seguito alla polemica suscitata dall&#8217;iscrizione, nel<br />
registro degli indagati, dei sopravvissuti alla strage dell&#8217;isola dei<br />
Conigli. Un passo avanti importante che è stato fatto  dopo la morte<br />
in acqua di centinaia di persone: ragazzi, donne, bambini.</div>
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		<title>Milano: prove tecniche di cittadinanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2013 03:44:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Duecento bambini nati a Milano, ma con genitori stranieri, hanno ricevuto la cittadinanza, simbolica. La cerimonia, voluta e organizzata dall&#8217;amministrazione comunale,si è tenuta presso la Sala Viscontea del Castello sforzesco dalla quale, il Ministro&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Milano-ius-soli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Milano-ius-soli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Duecento<br />
bambini nati a Milano, ma con genitori stranieri, hanno ricevuto la<br />
cittadinanza, simbolica.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
cerimonia, voluta e organizzata dall&#8217;amministrazione comunale,si è<br />
tenuta presso la Sala Viscontea del Castello sforzesco dalla quale,<br />
il Ministro per l&#8217;Integrazione, Cècile Kyenge e madrina per<br />
l&#8217;occasione, ha lanciato un appello: “ Non abbiate paura del<br />
meticciato: la nostra ricchezza parte dalle tante culture che ci<br />
troviamo di fronte”. E ha proseguito, dicendo: “Il meticciato è<br />
una realtà: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle strade. E la<br />
fotografia del Paese ce lo dice ed è una risorsa e non dobbiamo<br />
averne paura”. “Qualunque tipo di violenza è da condannare, in<br />
qualunque veste si manifesti. La violenza è violenza. La violenza<br />
non ha colore, etnia, appartenenza. Siamo tutti uguali davanti alla<br />
legge”, queste le parole del Ministro sul tema del razzismo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
Cécile Kyenge iniziative come quella organizzata dal Comune<br />
meneghino “sono una buona pratica che bisogna sostenere con forza<br />
nel Paese per far capire che siamo tutti cittadini”. Intanto, però,<br />
soprattutto dopo il fatto di cronaca accaduto in zona Niguarda, la<br />
Lega Nord raccoglie firme contro lo <i>ius<br />
soli, </i>una<br />
raccolta in atto a Milano e in altre città italiane accompagnata da<br />
volantini, distribuiti nei gazebo, che riportano una fotografia del<br />
Ministro dell&#8217;Integrazione con la scritta: “Se questo è un<br />
ministro&#8230;la clandestinità è un reato”. Il segretario della Lega<br />
Lombarda ha spiegato: “ Non ci accusino di razzismo, vogliamo solo<br />
passeggiare a casa nostra tranquillamente” e ha aggiunto: “ E non<br />
si cancelli la Bossi-Fini, anci va resa più severa. Non si può<br />
morire per strada a colpi di piccone. Regalare la cittadinanza<br />
significherebbe portare migliaia e migliaia di stranieri in Italia,<br />
dove già ci sono 3 milioni di disoccupati italiani”.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
dibattito è ancora aperto e il dialogo fra le forze politiche non<br />
facile, ma la giornata che ha visto dare la cittadinanza, per ora,<br />
simbolica a tanti bambini (una rappresentanza dei 34.000 residenti a<br />
Milano) è stata importante per segnare un punto a favore della<br />
volontà di garantire i diritti a tutti, senza distinzioni<br />
geografiche o di altra natura.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/05/27/milano-prove-tecniche-di-cittadinanza/">Milano: prove tecniche di cittadinanza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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