<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>burkina faso Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/burkina-faso/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/burkina-faso/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sat, 05 Dec 2020 09:17:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>burkina faso Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/burkina-faso/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. La rielezione di Roch Kaborè in Burkina Faso</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 09:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[burkinabè]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[jihad]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[presidenza]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[voti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14872</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi «In un’elezione c’è sempre un vincitore e delle persone che perdono. Questo, però, non deve dissuaderci dal fatto che siamo tutti burkinabé e che tutti, insieme, dobbiamo costruire un Burkina Faso&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. La rielezione di Roch Kaborè in Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="660" height="438" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/6a00e54f0b1990883401bb08979ebe970d.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14873" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/6a00e54f0b1990883401bb08979ebe970d.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/6a00e54f0b1990883401bb08979ebe970d-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p><em>«In un’elezione c’è sempre un vincitore e delle persone che perdono. Questo, però, non deve dissuaderci dal fatto che siamo tutti burkinabé e che tutti, insieme, dobbiamo costruire un Burkina Faso migliore».</em></p>



<p>In Burkina Faso le scuole sono chiuse, non per il Coronavirus ma per la violenza. Un paese stremato da terrorismo e povertà che, negli ultimi cinque anni ha imboccato la strada del caos. Gli attacchi da parte dei gruppi jihadisti si sono moltiplicati quasi uno al giorno: oltre 1200 morti, più di un milione di sfollati, intere parti del Paese sfuggite all’autorità.</p>



<p>Polizia ed esercito non sono in grado di arrestare le violenze nel paese ma, nonostante questo, la corsa alla Presidenza si è svolta in modo più o meno tranquillo.</p>



<p>Il 22 novembre in Burkina Faso si sono tenute le elezioni presidenziali, tra contestazioni e violenze, soprattutto in relazione al fatto che più di 400.000 persone non hanno potuto votare a causa dello smarrimento dei loro documenti conseguente ai numerosi attacchi terroristici che stanno interessando il paese in questi ultimi mesi. Queste elezioni, tanto acclamate dal popolo, avevano lo scopo di metter fine agli attentati di matrice terroristica che hanno portato ad un gran numero di sfollati e ad un’instabilità economica e politica. I candidati alla presidenza erano l’ex Ministro delle Finanze Zéprin Diabré, Eddie Komboigo e il presidente uscente Kaborè che ha avuto la meglio vincendo nuovamente.</p>



<p>Altri cinque anni di presidenza, per far ripartire il paese e produrre quel tanto agognato sviluppo e cambiamento che la “terra degli uomini retti” da troppo tempo reclama.</p>



<p>Gli avversari di Kaboré hanno contestato la validità dei risultati (Kaborè vince con quasi il 58%) e denunciato brogli, ma la commissione elettorale ha respinto le accuse e una missione di osservatori internazionali ha dichiarato che le elezioni si sono svolte correttamente. Roch Kaboré, che era stato eletto per il primo mandato nel 2015, ha basato la sua campagna elettorale sull’aver reso gratuita l’assistenza sanitaria a tutti i bambini sotto i 5 anni e sull’aver asfaltato alcune delle strade che attraversano il paese.</p>



<p><em>Il presidente pigro</em>, così viene chiamato, ha anche la grande caratteristica di essere un riconciliatore da sempre aperto nell’aiutare il suo paese con impegno e interesse. Il terrorismo, però, si sa, usa armi scorrette che anche un buon presidente (che negli anni bui del regime di Compaorè tirò fuori la forza dei burkinabè) non riesce a contrastare.</p>



<p>Kaboré non si smentisce, continua a promettere «consultazioni permanenti per costruire un Burkina Faso migliore. Metterò tutto il mio impegno affinché in una consultazione permanente si possa lavorare insieme per la pace e lo sviluppo del nostro Paese».</p>



<p>I burkinabè hanno riassegnato la loro fiducia e speranza in quest’uomo che ha davanti a sé cinque anni per risollevare il paese e contrastare il terrorismo, buon lavoro!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. La rielezione di Roch Kaborè in Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Thomas Sankara, il coraggio e la determinazione</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/18/stay-human-africa-thomas-sankara-il-coraggio-e-la-determinazione/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/18/stay-human-africa-thomas-sankara-il-coraggio-e-la-determinazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2020 08:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Africa subsahariana]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[Campaorè]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governatore]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[rivolte]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[ThomasSankara]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14714</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Veronica Tedeschi Sono mesi di grandi rivolte per l’Africa Subsahariana: in Costa d’Avorio molti manifestanti sono scesi in piazza contro la terza candidatura del presidente uscente Alassane Ouattara.Segue la notizia riguardante la ricandidatura&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/10/18/stay-human-africa-thomas-sankara-il-coraggio-e-la-determinazione/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Thomas Sankara, il coraggio e la determinazione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="572" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/SAVE_20201017_094336-1-1024x572.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14715" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/SAVE_20201017_094336-1-1024x572.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/SAVE_20201017_094336-1-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/SAVE_20201017_094336-1-768x429.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/SAVE_20201017_094336-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Di Veronica Tedeschi</p>



<p>Sono mesi di grandi rivolte per l’Africa Subsahariana: in Costa d’Avorio molti manifestanti sono scesi in piazza contro la terza candidatura del presidente uscente Alassane Ouattara.<br>Segue la notizia riguardante la ricandidatura di Alpha Condé che a ben 82 anni ha annunciato di voler proseguire la sua presidenza in Guinea.</p>



<p>Sono giorni di grandi pensieri per gli amanti dell’Africa che vedono questo problema riproporsi negli anni, non sono mai servite le proteste di molti nè il coraggio di pochi.</p>



<p>In questo difficile contesto, un presidente su tutti – pochi anni fa &#8211; rivelò al mondo intero la sua avversione a queste dinamiche e cercò di ribellarsi ai suoi predecessori.</p>



<p>Thomas Sankara, presidente 34enne del Burkina Faso. Dal 1984 al 1987 governò il paese riuscendo a ribaltare alcune malsane consuetudini radicate negli apparati di governo.</p>



<p>La prima cosa che fece fu cambiare nome al suo Stato natale: da Alto Volta (nome affibbiatogli dal Congresso di Berlino) a Burkina Faso, in modo da creare un legame tra il Paese e la sua popolazione, i burkinabè (uomini integri).</p>



<p><em>Sono davanti a voi in nome di un popolo che ha deciso sul suolo dei propri antenati di affermare d’ora in avanti se stesso e farsi carico della propria storia. Oggi vi porto i saluti di un paese di 270 mila km quadrati in cui 7 milioni di bambini, donne e uomini si rifiutano di morire di ignoranza, fame e sete non riuscendo più a vivere una vita degna di essere vissuta</em> – Thomas Sankara all’Assemblea annuale Nazioni Unite, 4 ottobre 1984 –.</p>



<p>Il Burkina Faso in quegli anni era la quinta essenza di tutti i mali del mondo e proprio in quel momento Sankara ebbe il coraggio di parlare a nome di tutti i poveri africani, alzò la testa per riconquistare l’emancipazione e il diritto all’educazione che spettava al suo popolo. Come criterio base di governo pose la felicità: la politica aveva senso solo se rendeva felici. Felici dovevano essere i governati e non i governanti (una follia per quei tempi).</p>



<p>Con il probabile supporto dei servizi segreti esteri (che avevano seguaci in Africa, dalla Libera con Charles Taylor – che scappò da una prigione federale americana per finire, casualmente, in Liberia – al senatore Prince Johnson), il 15 ottobre 1987 Thomas Sankara fu ucciso da Blaise Campaorè, suo successore alla guida del Burkina Faso e fedele amico. Secondo alcune ricostruzioni, a seguito di un litigio tra i due amici, Campaoré avrebbe sparato due colpi, mortali, al petto di Sankara, che si sarebbe accasciato senza vita su una sedia. Compaoré ha sempre negato questa versione dei fatti, affermando inizialmente che quel giorno era a casa sua, malato, e che a uccidere il presidente fosse stata un&#8217;altra persona, salvo poi ritrattare, affermando che fu lui ad uccidere Sankara, ma che il colpo partì accidentalmente dalla pistola.</p>



<p>Le idee di Sankara minacciavano l’Occidente: era il primo governante a pensare al suo popolo. Quando lo uccisero nel suo conto in banca trovarono pochissimi soldi e un mutuo acceso per il pagamento della casa in cui viveva con la sua famiglia. Applicava a sé stesso un certo rigore, prima di applicare regole ai suoi cittadini, doveva essere il primo a rispettarle: voleva dimostrare che con tanta volontà un paese poteva cambiare, senza elemosinare niente a nessuno.</p>



<p><em>Non parlo solo in nome del Burkina Faso ma anche in nome di tutti coloro che soffrono in ogni angolo del mondo. Parlo in nome dei milioni di esseri umani che vivono nei ghetti perché hanno la pelle nera o sono di culture diverse, considerati da tutti poco più che animali. Parlo in nome di quanti hanno perso il lavoro in un sistema che è strutturalmente ingiusto e congiunturalmente in crisi, ridotti a percepire della vita solo il riflesso di quella dei più abbienti. Parlo in nome delle donne del mondo intero che soffrono sotto un sistema maschilista che le sfrutta. Le donne che vogliono cambiare hanno capito e urlano a gran voce che lo schiavo che non organizza la propria ribellione non merita compassione per la sua sorte. Questo schiavo è responsabile della sua sfortuna se nutre qualche illusione quando il padrone gli promette libertà. Parlo in nome delle madri dei nostri Paesi impoveriti che vedono i loro bambini morire di malaria o diarrea e che ignorano che esistono per salvarli dei mezzi semplici che la scienza delle multinazionali non offre loro preferendo investire nei laboratori cosmetici, nella chirurgia estetica a beneficio dei capricci di pochi uomini e donne il cui fascino è minacciato dall’eccesso di calorie nei pasti così abbondanti e irregolari da dare le vertigini a noi che viviamo ai piedi del deserto.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/10/18/stay-human-africa-thomas-sankara-il-coraggio-e-la-determinazione/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Thomas Sankara, il coraggio e la determinazione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/18/stay-human-africa-thomas-sankara-il-coraggio-e-la-determinazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>28 persone uccise in attacchi di estremisti in Niger e Burkina Faso</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/13/28-persone-uccise-in-attacchi-di-estremisti-in-niger-e-burkina-faso/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/13/28-persone-uccise-in-attacchi-di-estremisti-in-niger-e-burkina-faso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2020 07:31:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[confini]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[estremisti]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[francesi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Niger]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[soldati]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[terrosristi]]></category>
		<category><![CDATA[umanitario]]></category>
		<category><![CDATA[villaggi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14499</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160;Campo profughi a Diffa in Niger. Foto: Sam Phelps/Caritas. Dopo la morte violenta di 28 persone in attacchi da parte di presunti estremisti islamici in Africa occidentale da venerdì della scorsa settimana, l&#8217;Associazione per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/13/28-persone-uccise-in-attacchi-di-estremisti-in-niger-e-burkina-faso/">28 persone uccise in attacchi di estremisti in Niger e Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><img loading="lazy" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/YWIPvuoial-zIQXeR8VM35nWITKvn8IoicTstGNtjIMNmBOXJOSFqLt9FEV_3qbTzXyRuvdaYh3ZWBt5mT3oy3VztOM=s0-d-e1-ft#http://www.gfbv.it/2c-stampa/2020/200810niger.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Campo profughi a Diffa in Niger. Foto: Sam Phelps/Caritas." width="425" height="296">&nbsp;Campo profughi a Diffa in Niger. Foto: Sam Phelps/Caritas.</p>



<p>Dopo la morte violenta di 28 persone in attacchi da parte di presunti estremisti islamici in Africa occidentale da venerdì della scorsa settimana, l&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) ha messo in guardia sulle conseguenze di un&#8217;escalation di violenza per la popolazione civile. La popolazione civile soffre maggiormente per la crescente violenza degli islamisti e delle bande criminali in Africa occidentale. Gli omicidi di sei membri di un&#8217;organizzazione umanitaria francese dovrebbero essere un campanello d&#8217;allarme per l&#8217;Europa affinché faccia di più per arginare la violenza. I cittadini francesi sono stati assassinati domenica con il loro autista e la loro guida in un santuario degli animali in Niger. Venerdì scorso, 20 persone erano state uccise in modo simile da motociclisti armati in un mercato del bestiame nel villaggio di Namoungou in Burkina Faso. Della maggior parte di questi attacchi i responsabili sono estremisti islamici, ma anche i confini con la criminalità comune, fatta di bande armate, sono ormai molto labili. Anche le forze armate regolari e le milizie di autodifesa equipaggiate dagli eserciti nei villaggi hanno alimentato la spirale della violenza.<br><br>Il Burkina Faso, il Mali, il Niger, il Ciad e il nord della Nigeria sono ugualmente colpiti dalla crescente violenza. Solo la settimana scorsa la missione dell&#8217;ONU in Mali (MINUSMA) ha registrato un aumento significativo delle violenze contro la popolazione civile tra aprile e giugno 2020, soprattutto nel centro del Paese, rispetto al primo trimestre del 2020. La MINUSMA ha documentato 632 rapimenti, omicidi, esecuzioni sommarie, aggressioni e intimidazioni, in cui sono morte più di 320 persone tra il primo aprile e il 30 giugno 2020.<br><br>Molte delle iniziative militari per arginare la violenza islamista sono mal coordinate. Lo scarso equipaggiamento e la mancanza di motivazione di molti soldati sta ostacolando l&#8217;efficacia della lotta contro gli autori di violenze islamiste in Africa occidentale. Dotare gli abitanti dei villaggi di armi per costruire milizie per l&#8217;autodifesa si rivela spesso problematico, dato che usano le armi anche nei conflitti di quartiere, alimentando così ulteriormente la violenza.<br><br>Troppo poca attenzione viene prestata ai retroscena della violenza islamista. Per esempio, pochissimi combattenti di questi gruppi terroristici si sono uniti alle squadre del terrore per convinzione islamista, ma combattono come mercenari per le organizzazioni islamiste, soprattutto per motivi finanziari. Il retroterra sociale dei motociclisti armati, per lo più giovani, che diffondono il terrore, è ancora in gran parte ignorati. I mezzi militari da soli non vinceranno la lotta contro questi gruppi terroristici.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/13/28-persone-uccise-in-attacchi-di-estremisti-in-niger-e-burkina-faso/">28 persone uccise in attacchi di estremisti in Niger e Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/13/28-persone-uccise-in-attacchi-di-estremisti-in-niger-e-burkina-faso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221; L&#8217;interminabile strage in Mali</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/04/stay-human-africa-linterminabile-strage-in-mali/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/04/stay-human-africa-linterminabile-strage-in-mali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 08:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[africani]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bamako]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[eccidio]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[jihad]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mali]]></category>
		<category><![CDATA[maliani]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[Peul]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13233</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Un eccidio non documentato in corso e una serie di attacchi terroristici di cui nessun giornalista parla. Mali 2019, un paese sofferente in cui i civili non sono al sicuro, in&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/11/04/stay-human-africa-linterminabile-strage-in-mali/">&#8220;Stay human. Africa&#8221; L&#8217;interminabile strage in Mali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="719" height="480" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Giovane-manifestante-Peul-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13234" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Giovane-manifestante-Peul-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 719w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Giovane-manifestante-Peul-4-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></figure></div>



<p>
Un eccidio non documentato in corso e una serie di attacchi
terroristici di cui nessun giornalista parla.</p>



<p>Mali 2019, un paese sofferente in cui i civili non sono al sicuro, in nessuna parte del paese. A partire dai machete utilizzati dai Peul, nomadi senza meta, che, come racconta un sopravvissuto, si sono scagliati  su uomini al lavoro nei campi come delle furie indiavolate, per poi dirigersi alle abitazioni dove non hanno risparmiato nessuno. Donne, bambini e anziani sono stati falcidiati senza pietà.  </p>



<p>
Ci troviamo a Bandiagara, ai piedi delle rocce di Falesia, dove gli
attacchi sono continui e violentissimi. Le vittime sono centinaia e
neppure l&#8217;esercito è in grado di fronteggiare cotanta brutalità.</p>



<p>Un conflitto decennale, tra vicini di casa, che vede gli agricoltori dogon e gli allevatori peul da sempre in una situazione di scontro. Negli ultimi anni le ostilità si sono inasprite a causa della presenza degli jihadisti che ne hanno approfittato per seminare odio in territori già ingestibili per mancanza di autorità.  Il governo francese è intervenuto a sostegno della capitale Bamako ma neanche questo è servito a placare gli animi. Inoltre, solidalmente a questa situazione, ad inizio ottobre alcuni soldati sono stati uccisi in un attacco contro una postazione militare nella regione di Menaka. &#8220;Il bilancio provvisorio è salito a 53 vittime appartenenti alle Malian Armed Forces&#8221;, ha dichiarato l&#8217;esercito maliano sulla sua pagina Facebook.  </p>



<p></p>



<p>&#8220;La situazione è sotto il controllo della Fama Indelimane. Le valutazioni sono ancora in corso&#8221;, ha aggiunto l&#8217;esercito maliano. Quaranta soldati sono stati uccisi in due attacchi jihadisti il 30 settembre e il 1 ottobre, vicino al Burkina Faso, in un paese nel sud del Mali, secondo un rapporto di un funzionario del Ministero della Difesa. L&#8217;attacco di ieri sera ha anche causato &#8220;ferite e danni materiali&#8221;, secondo l&#8217;esercito.</p>



<p>Nessun giornalista occidentale sta documentato l’eccidio. A squarciare il silenzio sono gli stessi dogon che con i loro cellulari inviano foto atroci e resoconti dettagliati delle violenze o lo stesso esercito maliano che pubblica aggiornamenti su Facebook sullo stato dei fatti.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/11/04/stay-human-africa-linterminabile-strage-in-mali/">&#8220;Stay human. Africa&#8221; L&#8217;interminabile strage in Mali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/04/stay-human-africa-linterminabile-strage-in-mali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al Fespaco vince il cinema africano</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 06:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[africani]]></category>
		<category><![CDATA[africano]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[cineasti]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinematografia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[Fespaco]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giuria]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Il Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[premi]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna]]></category>
		<category><![CDATA[regia]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[senegal]]></category>
		<category><![CDATA[Senegalese]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12177</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Giuseppe Acconcia Direttamente da Ouagadougou «È come sempre un festival rivoluzionario», è stato il commento dell&#8217;attore Al Assane Sy in occasione della chiusura della 26esima edizione del Festival di cinema pan-africano (Fespaco) di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/">Al Fespaco vince il cinema africano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12178" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1280" height="1786" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861-215x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 215w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861-768x1072.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861-734x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 734w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">di Giuseppe Acconcia</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Direttamente da Ouagadougou</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">«È come sempre un festival rivoluzionario», è stato il commento dell&#8217;attore Al Assane Sy in occasione della chiusura della 26esima edizione del Festival di cinema pan-africano (Fespaco) di Ouagadougou. Se tutte le attese per i cinquant&#8217;anni (1969-2019) dall&#8217;avvio di una delle manifestazioni storiche e più significative di cinematografia africana facevano pensare ad una vittoria del film “Desrances” della regista burkinabé, Apolline Traore, accolto con grande calore dal pubblico del Cine Burkina e nella magnifica sala all&#8217;aperto dell&#8217;Istituto francese, a vincere l&#8217;Etalon d&#8217;oro di Yennenga</span><b> </b><span style="font-size: medium;">è stato il film “The mercy of the jungle” di Joel Karekezi. «Un film di guerra e non sulla guerra» ci ha spiegato il critico senegalese, Baba Diop. Nel pieno del conflitto in Rwanda tra tutsi e hutu, il sergente Xavier, eroe di guerra ruandese, e il giovane soldato semplice Faustin si trovano in territorio nemico nel pieno della giungla. Soli e senza risorse, attraversando l&#8217;immensa e ostile giungla congolese, sono costretti a sfuggire ad agguati, alla malaria e alla violenza dei loro stessi commilitoni. Uno sguardo lucido e disincantato su un conflitto le cui ferite sono ancora aperte, che è valso anche il premio come migliore attore al protagonista, Marc Zinga. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Se l&#8217;edizione del 2017 aveva visto la vittoria del cineasta senegalese, Alain Gomis con Felicité, poi accolto in patria come un «eroe», è stato il cinema nord-africano ad avere ampio spazio in questa edizione, ricca di pubblico e con misure di sicurezza alle stelle del Fespaco, con ben due film premiati tra i migliori tre: l&#8217;egiziano Karma di Khaled Youssef, e il tunisino Fatwa di Ben Mohmound. L&#8217;allievo di Youssef Chahine in Karma racconta la storia di due uomini, entrambi interpretati da Amr Saad, che vivono uno, ricco imprenditore, tra gli agi più sfrenati nei quartieri satellite del Cairo e l&#8217;altro, disoccupato nella povertà più assoluta. Le vite dei due si incrociano continuamente, così come i loro modi diversi di vivere, le loro religioni diverse (il più ricco è musulmano, il più povero è cristiano) prima nei sogni e poi nella realtà, al punto che uno arriva a vivere la vita dell&#8217;altro in un continuo meccanismo dialettico che smaschera i pregi e i difetti della ricchezza e della povertà e che si risolve nella fine delle persecuzioni per il ricco agiato, dopo l&#8217;ingresso in una tomba abbandonata nel cuore della Cairo antica che lo riporta alla realtà e lo scagiona da ogni sua colpa. In Fatwa, il regista tunisino Ben Mohmound racconta invece del percorso di radicalizzazione del figlio del protagonista, Ahmed Hafien. Dopo la sua morte, il padre cerca di capire cosa sia accaduto a suo figlio che da mesi aveva perso di vista dopo il suo trasferimento a Parigi. E così scopre che lentamente aveva abbracciato la fede salafita pur tentando in ogni modo di salvare la madre, parlamentare interpretata da Ghalia Benali, dalla condanna a morte, decisa da islamisti radicali suoi amici, a causa dei contenuti del suo ultimo libro sulla violazione dei diritti umani nel paese. Infine, secondo la giuria del festival, il migliore cortometraggio è stato Black Mamba del tunisino, Amel Guellaty: la storia di una giovane, Sarra Hannachi, che avrebbe voluto vivere la sua passione per la box nonostante i limiti imposti dalla società.</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/">Al Fespaco vince il cinema africano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa succede in Burkina Faso?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/10/03/cosa-succede-in-burkina-faso/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/10/03/cosa-succede-in-burkina-faso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2015 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/10/03/cosa-succede-in-burkina-faso/</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Il  Burkina Faso, sbocciato da popolazioni migrate dal Ghana settentrionale, nel 1896 venne conquistato dai francesi con la presa della capitale Ouagadougou divenendo un protettorato francese. Gli abitanti del nuovo stato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/10/03/cosa-succede-in-burkina-faso/">Cosa succede in Burkina Faso?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">di Veronica Tedeschi</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;" align="JUSTIFY">Il  Burkina Faso, sbocciato da popolazioni migrate dal Ghana settentrionale, nel 1896 venne conquistato dai francesi con la presa della capitale Ouagadougou divenendo un protettorato francese. Gli abitanti del nuovo stato coloniale francese, durante la Prima guerra<br />
mondiale, combatterono nei battaglioni della città europea. Il 23 luglio 1956 la Francia iniziò a riorganizzare le proprie colonie d&#8217;oltremare cominciando ad assegnare loro un maggiore grado di autonomia con l&#8217;attuazione della cosiddetta <i>Loi Cadre</i>. Questo processo terminò l&#8217;11 Dicembre 1958 quando l&#8217;Alto Volta divenne una repubblica autonoma all&#8217;interno del territorio coloniale francese. Solo nel 1960, dopo ulteriori vicende, il Burkina Faso conquistò l’indipendenza dalla Francia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;" align="JUSTIFY">Indipendenza?Nel 2014 si svolsero nella capitale una serie di manifestazioni contro la proposta del Presidente Campaorè di modificare la Costituzione per potersi riproporre per un nuovo mandato; le proteste si conclusero con le dimissioni forzate del leader Campaorè dopo 27 anni di governo. Dopo la fuga del capo di stato, in Burkina Faso venne creato un governo di transizione che sarebbe dovuto durare fino al prossimo 11 ottobre, giorno in cui erano previste le elezioni.</p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;" align="JUSTIFY">La situazione non si stabilizzò, fino ad arrivare al recente 16 settembre 2015, quando il reggimento di sicurezza presidenziale (Rsp), guidato dal generale Gilbert Dienderè, fece irruzione al<br />
Consiglio dei Ministri arrestando l’attuale presidente Kafando e il primo ministro Zida; il giorno dopo fu annunciato lo scioglimento del governo.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;" align="JUSTIFY">L’esercito non stette a guardare e pochi giorni dopo entrò nella capitale Ouagadougou dando un ultimatum al leader del colpo di stato; anche la popolazione si organizzò per la resistenza e scese in piazza per protestare ed opporsi al rovesciamento del potere da parte dei principali sostenitori dell’ordine del regime dell’ex presidente Blaise Compaorè, in esilio dal 2014.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;" align="JUSTIFY">La Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas), che svolge funzioni di cooperazione per la sicurezza dell’Africa occidentale, per evitare il peggio, pochi giorni fa ha inviato dei delegati per chiedere alla giunta di restituire il potere ai civili.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Gli altri paesi africani stanno sostenendo le proteste dei burkinabè e le popolazioni stanno scendendo in piazza contro il potere uniforme e contro i colpi di stato. Le maggiori istituzioni africane sembrano appoggiare questa posizione, esprimendo condanne e infliggendo sanzioni di vario genere nei confronti dei golpisti. L’Ua,<br />
riferisce Mull Katande – rappresentante ugandese di turno alla presidenza del Consiglio di pace e sicurezza &#8211; “ha deciso di sospendere con effetto immediato il Burkina Faso da tutte le attività”, costringendo, inoltre, i responsabili del colpo di stato a non uscire dal paese. La stessa Ecowas ha presentato una bozza di accordo per superare la crisi che ad oggi non è ancora stata firmata da nessuna delle parti coinvolte.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Le istituzioni africane stanno facendo il possibile per superare la crisi in Burkina Faso.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="_GoBack"></a>La popolazione di questo Stato non conosce pace da almeno due anni a questa parte ma è determinata a non cedere e continuerà a lottare per la pace. Non a caso, il Burkina Faso viene anche chiamato terrA degli uomini integri nella lingua parlata dall’etnia mossi (che rappresenta il 40% della popolazione).</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"> Un’altra pagina della storia degli uomini integri è stata scritta; il prossimo capoverso potrebbe iniziare con una svolta, con la parola Pace.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Gilbert Dienderè e l’Rsp usciranno rafforzati da questa vicenda?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">La loro carriera finirà?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Le proteste della popolazione si placheranno?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Questo Stato vedrà mai la pace dopo anni di proteste, colpi di stato e presidenti “attaccati alla poltrona”?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Attendiamo il prossimo capitolo.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://2.bp.blogspot.com/-x4zsMhX8laQ/Vg98rn2xpfI/AAAAAAAADP8/L1hhM62FC38/s1600/unnamed%2B%25289%2529.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/unnamed-%289%29.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="296" height="320" border="0" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;" align="center"></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/10/03/cosa-succede-in-burkina-faso/">Cosa succede in Burkina Faso?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/10/03/cosa-succede-in-burkina-faso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricchi di cosa, poveri di cosa? Burkina Faso, Senegal, Italia. Reportage teatrale tra giornalismo, fotografia e musica</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/03/12/ricchi-di-cosa-poveri-di-cosa-burkina/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/03/12/ricchi-di-cosa-poveri-di-cosa-burkina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 07:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Livia Grossi]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[senegal]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/03/12/ricchi-di-cosa-poveri-di-cosa-burkina/</guid>

					<description><![CDATA[<p>testo e voce Livia Grossi foto e video Emiliano Boga musica Jali Omar Suso scrittura scenica Emanuela Villagrossi Emiliano Boga &#160; Senegalesi che tornano a casa dopo anni di emigrazioni, lavori degradanti in Europa&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/03/12/ricchi-di-cosa-poveri-di-cosa-burkina/">Ricchi di cosa, poveri di cosa? Burkina Faso, Senegal, Italia. Reportage teatrale tra giornalismo, fotografia e musica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
testo<br />
e voce <b>Livia<br />
Grossi</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
foto<br />
e video <b>Emiliano<br />
Boga </b>
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
musica<br />
<b>Jali<br />
Omar Suso </b>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
scrittura<br />
scenica <b>Emanuela<br />
Villagrossi</b></div>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/w670_20140130130812.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/w670_20140130130812.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="152" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Emiliano Boga</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<p>
Senegalesi<br />
che tornano a casa dopo anni di emigrazioni, lavori degradanti in<br />
Europa e tante umiliazioni;  europei che decidono di andare in<br />
Burkina Faso per essere poveri sì, ma più felici. Questa la<br />
situazione paradossale che viene raccontata da Livia Grossi in un<br />
<em>reportage</em><br />
che, alla forza della sua indagine giornalistica unisce le bellissime<br />
foto &#8211; un paio qui pubblicate – e i video di Emiliano Boga.<br />La<br />
giornalista del Corriere della sera accompagna gli spettatori in un<br />
viaggio reso affascinante anche dalle note della <em>kora</em><br />
(tipico strumento africano) di Jali Omar Suso che come tanti altri<br />
nel suo Paese è un “griot”, un cantastorie. Storie che dovremmo<br />
solo imparare ad ascoltare con attenzione. </p>
<p><a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%25253A23"></a>Abbiamo<br />
intervistato per voi Livia Grossi che ci ha anche scritto:</p>
<div style="margin-bottom: 0.21cm;">
“Emiliano<br />
è stato il mio compagno di viaggio, amico e fotografo: è scomparso<br />
recentemente per un incidente. Ogni replica di questo reading la<br />
dedico a lui”.&nbsp;&nbsp; </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p><b>Quando è come si è sviluppato<br />
il suo progetto sul teatro africano?</b></p>
<p>Da oltre vent&#8217;anni viaggio per il<br />
continente africano, ma solo nel 2012 ho deciso di partire per il<br />
Burkina Faso, &#8220;il paese degli uomini integri&#8221;, come l&#8217;aveva<br />
battezzato Thomas Sankara, ex presidente del Paese assassinato nel<br />
1987. A farmi prendere la decisione di partire è stata una notizia a<br />
dir poco bizzarra: in Burkina, il 6° paese più povero al mondo, ci<br />
sono oltre 200 compagnie che lavorano e si mantengono facendo teatro.<br />
Per una giornalista come me che scrive di cultura e teatro è quasi<br />
una provocazione: ho deciso di prendere l&#8217;aereo e partire, ovviamente<br />
a mie spese , senza alcuna sicurezza di pubblicare l&#8217;articolo, fa<br />
parte del pacchetto &#8216;rischi e libertà&#8217; del free lance.</p>
<p>
<b>Che cosa significa &#8220;fare<br />
teatro&#8221; nei paesi africani, in particolare in Burkina Faso e in<br />
Senegal?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </b></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/untitled-23.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/untitled-23.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></b></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
Burkina Faso, ma anche in Senegal spesso gli spettacoli sono un mezzo<br />
d’informazione e formazione sociale. Si parla di aids, emigrazione,<br />
infibulazione, decessi per parto, ma anche di come ci si cura con le<br />
erbe. Si fa teatro ovunque, sotto i baobab nei villaggi, in piazza<br />
tra la polvere rossa della strada, sotto le stelle del teatro della<br />
capitale Ouagadogou, o tra i panni stesi nella Casa della Parola di<br />
Bobo Doulasso, l&#8217;antica corte di Sotigui Kouyaté, il griot scelto da<br />
Peter Brook per il suo Mahabharata.<br />
Il teatro è essenziale<br />
per la vita del popolo burkinabé, e qui se c&#8217;è da pagare qualche<br />
centesimo per il biglietto nessuno si tira indietro, perchè tutti ne<br />
riconoscono il valore.<br />
&#8220;Le<br />
“case della parola” nate nei villaggi come luoghi dove discutere<br />
responsabilità e conflitti, proprio come in tribunale, in Burkina<br />
Faso sono diventati palcoscenici dove raccontare e raccontarsi. La<br />
sede africana di quell’agorà, dove il Teatro delle Origini è<br />
nato. Un rito sociale antico che noi con il tempo abbiamo<br />
dimenticato, lasciando il palcoscenico a forme d’ intrattenimento<br />
non sempre di buon gusto&#8221;.</div>
<p>
<b>Il teatro può essere una forma<br />
di giornalismo?</b></p>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
Certo,<br />
qui si fa teatro per conoscere tutto ciò che è utile sapere, e gli<br />
attori e i cantastorie (i griot), in qualche modo diventano miei<br />
colleghi. Come m&#8217;interessa ritrovare quel<br />
“Teatro delle origini” che al di là di ogni luogo comune,<br />
stabilisca una rinnovata forma di condivisione della realtà<br />
attraverso il racconto e la sua rappresentazione. m&#8217;interessa un<br />
“giornalismo delle origini”, capace di trasmettere, con<br />
sentimento e ragione, nuove e necessarie motivazioni. Da qui nascono<br />
i miei reportage teatrali, una<br />
forma di giornalismo detto in scena, come se il palco fosse una<br />
pagina di un magazine, con contributi fotografici, interviste in<br />
video e la giornalista che &#8216;dice il pezzo&#8217; guardando negli occhi il<br />
lettore.</div>
<p>
<b>Quali sono, oggi, gli stereotipi<br />
sugli africani in Italia? Ed esistono anche stereotipi al contrario?</b></p>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
I<br />
media spesso fanno passare un&#8217;immagine che conferma e rassicura su<br />
posizioni di ricchezza e povertà. Il bambino nero con la pancia<br />
gonfia e la mosca sull&#8217;occhio e il bianco grasso e opulento con la<br />
sua Range Rover. Certo, questo è uno degli aspetti della realtà ma<br />
non l&#8217;unico. La seconda parte del mio reportage offre al<br />
lettore/spettatore un &#8216;altro punto di vista. Racconto che in tempo di<br />
crisi l&#8217;emigrazione inizia a invertire le rotte. </div>
<p>I senegalesi incominciano tornare a<br />
casa perché il gioco non vale più la candela, gli italiani pensano<br />
all’Africa per fuggire da solitudine e povertà. Non sto ovviamente<br />
dicendo che gli aerei oggi si stanno riempiendo di italiani in fuga,<br />
ma cerco di far riflettere dando voce alle testimonianze di alcuni<br />
&#8220;emigrati al contrario&#8221;: insegnanti precari tagliati dalla<br />
Gelmini che per sei mesi all&#8217;anno fanno imparare a leggere e scrivere<br />
ai bambini della spiaggia (i figli dei pescatori), ragazzi in cerca<br />
di futuro e socialità che aprono ostelli per viaggiatori zaino in<br />
spalla, e a chi con 300 euro di pensione dichiara: &#8216;Ci vuole molto<br />
più coraggio a vivere in Italia con la mia pensione che stare in<br />
Senegal&#8217;. Un pensionato comasco che ho intervistato in un piccolo<br />
villaggio di pescatori, nella sede della sua associazione, un punto<br />
di riferimento per tutti i bambini di strada, qui possono avere una<br />
doccia, abiti puliti, cibarsi, giocare e imparare a scrivere in wolof<br />
e in francese. Tra un italiano e&nbsp;l&#8217;&nbsp;altro ci sono le testimonianze anche<br />
di alcuni senegalesi che dopo anni in Italia hanno deciso di tornare<br />
a casa, preferendo qualità di vita rispetto a qualche euro in più<br />
in tasca. Dal 2011 in Italia se ne sono andati circa 800mila<br />
immigrati <b>, ma anche se i<br />
dati non sono mai certi, pare i numero siano destinato a salire.</b></p>
<p><b>Il lavoro si intitola <em>Ricchi<br />
di cosa e poveri di cosa?:</em> perché questa scelta?</b></p>
<p>Nel nostro Occidente alla deriva<br />
credo sia necessario pensare a una nuova definizione delle parole<br />
“ricchezza” e “povertà”, il Pil non può essere l&#8217;unica<br />
unità di misura; credo sia giunto, da tempo, il momento di chiedersi<br />
&#8220;Ricchi di cosa e poveri di cosa?&#8221;, O meglio è questa la<br />
vera domanda a cui dovremmo impegnarci a rispondere. In scena dico:<br />
&#8220;Qui da noi la Festa oggi pare essere proprio finita, non ci<br />
resta che imparare a guardare con altri occhi&#8221;. Il reportage non<br />
a caso inizia con il prologo (in video) dedicato a Thomas Sankara,<br />
“il Che Guevara africano”, con alcuni estratti del suo discorso<br />
sul debito pubblico.</p>
<p>
 Rai 3 domenica 9<br />
febbraio 2014 ha dedicato la puntata di &#8220;Persone&#8221; ,<br />
approfondimento del TG3, &nbsp;registrata in occasione della messa in<br />
scena di &#8220;Ricchi di cosa?&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;Edge festival<br />
Teatro/carcere.</p>
<p>Il link è :</p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
<u><a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=8424209312067535033#_blank&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/rubriche/PublishingBlock-407cb9d7-d4f2-4185-9883-c7f199892c8d.html#?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 0.58cm;">
La<br />
prossima data di &#8220;Ricchi di cosa e poveri di cosa&#8221; sarà il<br />
15 marzo allo Spazio Har Baje, via Zuretti 47, nella stessa via dove<br />
è stato ucciso un<br />
ragazzo africano di 19 anni, per avere rubato un pacco di dolciumi da<br />
un chiosco. Abba. Dopo il reading ci sarà una cena africana.
</div>
<p></p>
<div style="line-height: 0.48cm; margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
nuove storie di resistenza al femminile di Livia Grossi saranno in<br />
scena per la prima volta allo Spazio Oberdan, di Milano il 19 marzo<br />
ore 20.15. per il  festival Sguardi Altrove.</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/03/12/ricchi-di-cosa-poveri-di-cosa-burkina/">Ricchi di cosa, poveri di cosa? Burkina Faso, Senegal, Italia. Reportage teatrale tra giornalismo, fotografia e musica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/03/12/ricchi-di-cosa-poveri-di-cosa-burkina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nord del Mali: emergenza civili</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/17/nord-del-mali-emergenza-civili/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/17/nord-del-mali-emergenza-civili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 06:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[bamako]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazionisti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio sicurezza delle nazioni unite]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi islamisti]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mali]]></category>
		<category><![CDATA[mauritania]]></category>
		<category><![CDATA[Niger]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/01/17/nord-del-mali-emergenza-civili/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni il conflitto, in Mali, ha visto una forte intensificazione: gli aerei francesi, con la cosiddetta &#8220;Operazione Serval&#8221;, hanno bombardato le zone di Gao e Kidal; i gruppi armati islamisti, per prendere&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/17/nord-del-mali-emergenza-civili/">Nord del Mali: emergenza civili</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
Negli ultimi giorni il conflitto, in Mali, ha visto una forte intensificazione: gli aerei francesi, con la cosiddetta &#8220;Operazione Serval&#8221;, hanno bombardato le zone di Gao e Kidal; i gruppi armati islamisti, per prendere il controllo della città di Konna, hanno ucciso almeno sei civili; altre vittime sono state fatte per la conquista di Diabaly, un&#8217;altra città a 400 km a nord della capitale Bamako.<br />
Il 20 dicembre scorso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva autorizzato l&#8217;invio di alcune truppe dell&#8217;Africa occidentale &#8211; tra cui quelle del Niger e della Nigeria &#8211; per contrastare le azioni dei terroristi, degli estremisti e dei gruppi armati. Le conseguenze di questa situazione si sono verificate immediatamente: si sono, infatti, registrati molti casi di vendetta sui collaborazionisti con lapidazioni, ritorsioni e un aumento fortissimo della violenza.&nbsp;<br />
Amnesty International ha chiesto alla comunità internazionale di favorire il dispiegamento di osservatori sui diritti umani, rivolgendo una particolare attenzione all&#8217;uso di bambini soldato. Ha, inoltre, chiesto alle forze militari francesi di dare il maggiore preavviso possibile alla popolazione in vista degli attacchi.<br />
Intanto sono già quasi mezzo milione i maliani che hanno trovato rifugio in Niger, Mauritania, Burkina Faso e Algeria: tra loro, soprattutto, bambini e donne.</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Foto-MALI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Foto-MALI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="text-align: center;">
</div>
<p></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/17/nord-del-mali-emergenza-civili/">Nord del Mali: emergenza civili</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/17/nord-del-mali-emergenza-civili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
