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	<title>CAIM Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<title>CAIM Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Le donne musulmane, il Progetto Aisha e la lotta alla discriminazione (anche in bicicletta)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 06:50:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Milano: da Via Padova a Piazza Oberdan, in bicicletta.</p>
<p>Un&#8217;iniziativa – che si è svolta domenica 13 marzo – organizzata dalle associazioni islamiche dopo la dichiarazione dell&#8217;imam di Segrate che aveva considerato inopportuno, per le donne, muoversi con le due ruote. La dichiarazione è stata ritrattata, ma la biciclettata è stata significativa anche per dire NO alla violenza e alla discriminazione nei confronti delle donne.</p>
<p>In questa occasione, l&#8217;<i>Associazione per i Diritti umani</i> ha rivolto alcune domande a Sumaya Abdel Khader, attivista, che ci ha illustrato il PROGETTO AISHA e la ringrazia tantissimo.</p>
<p>Il progetto è a cura del CAIM (Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza) e si pone l&#8217;obiettivo di operare sul tema della violenza e delle discriminazioni contro le donne, in particolare delle donne musulmane.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5472" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5472" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="943985_928242320604832_5499807585555464294_n" width="960" height="360" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n-300x113.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n-768x288.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In che modo si declina il progetto? Quali le attività proposte?</p>
<p>Il progetto si declina attorno a tre punti principali: la sensibilizzazione, la formazione e la prevenzione/assistenza.</p>
<p>Per quanto riguarda la sensibilizzazione, attaverso alcune campagne informative, vogliamo far prendere coscienza dell&#8217;esistenza del problema della violenza contro le donne all&#8217;interno della comunità islamica e cercare di parlarne. Il secondo passo riguarda la formazione di donne che diventino punti di riferimento per coloro che si trovano in difficoltà e questo lavoro formativo verrà svolto in collaborazione con i centri istituzionali. La terza fase si rivolge agli imam e si pone l&#8217;obiettivo di metterli in grado di riconoscere la violenza (spesso sottovalutata) per poi avviare dei percorsi di aiuto della vittima.</p>
<p>Il progetto, quindi, si rivolge anche agli uomini?</p>
<p>Sì, in fonso sono gli imam che si occupano dll&#8217;educazione all&#8217;interno delle comunità musulmane.</p>
<p>Abbiamo chiesto loro di inserire – anche nei sermoni del venerdì – discorsi legati al rispetto della donna o della parità di genere proprio per lanciare un messaggio chiaro ai fedeli e cominciare a cambiare la mentalità, laddove ce n&#8217;è bisogno.</p>
<p>L&#8217;esperienza della migrazione può aumentare il rischio di violenza sulle donne?</p>
<p>In generale sì, ma i dati dicono la violenza contro le donne è uguale fra italiani e immigrati.</p>
<p>La migrazione può essere un fattore di rischio perchè crea frustrazione, stress e tanti altri elementi che possono creare disagi all&#8217;interno delle famiglie: ad esempio, nelle famiglie sudamericane, dove le donne sono fortemente emancipate, alcuni uomini reagiscono con la violenza proprio perchè frustrati. Comunque, al saldo dei conti, anche in base ai dati forniti dall&#8217;Associazione Giuristi, l&#8217;esperienza migratoria non incide così tanto.</p>
<p>Quali sono le altre radici in cui si annidano violenza e discriminazione?</p>
<p>Per quanto riguarda la comunità musulmana, un altro elemento è dato dai retaggi culturali: alcune persone provengono da Paesi in cui le tradizioni mettono la donna in secondo piano, o sanciscono la punizione corporea come giusta così come le mutilazioni. Non è, quindi, un fattore religioso, ma culturale.</p>
<p>E&#8217; vero, poi, che la violenza è “giustificata” anche da una lettura errata del testo sacro perchè i versetti vengono letti in modo decontestualizzato, alla lettera, senza considerare l&#8217;epoca in cui sono stati scritti.</p>
<p>In che modo si può agevolare l&#8217;inclusione delle donne musulmane nella società italiana ?</p>
<p>Innanzitutto cominciando a cambiare lo sguardo: non sono tutte sottomesse, povere e senza istruzione. Nei confronti delle immigrate, in particolare, non bisogna aspettare che siano loro a fare il primo passo per venireci incontro, ma lo dobbiamo fare noi che abbiamo una situazione di vita più stabile.</p>
<p>Se vengono coinvolte in attività di vario genere, la loro risposta è molto positiva perchè si sentono aiutate nell&#8217;uscire dai loro schemi e nel vedere se stesse in una nuova prospettiva.</p>
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		<title>D(I)RITTI al CENTRO !</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 10:38:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sperando di farvi cosa gradita, ripubblichiamo il programma delle prossime iniziative pubbliche della manifestazione &#8220;D(I)RITTI AL CENTRO&#8221; (mese di febbraio) e il volantino singolo del PRIMO incontro. Vi aspettiamo numerosi perché saranno una bella&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Sperando di farvi cosa gradita, ripubblichiamo il programma delle prossime iniziative pubbliche della manifestazione &#8220;D(I)RITTI AL CENTRO&#8221; (mese di febbraio) e il volantino singolo del PRIMO incontro.</div>
<div>Vi aspettiamo numerosi perché saranno una bella occasione di confronto, di approfondimento e di dialogo. portate anche i vostri ragazzi (studenti, figli, nipoti, etc&#8230;) perché loro sono i cittadini del futuro! Se le iniziative vi sembrano interessanti e utili per ampliare le nostre  informazioni e costruire un pensiero critico,  fate passaparola! GRAZIE!!!</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-2016-11.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5075" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-5075" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-2016-11-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="programma 2016-11" width="720" height="1018" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-2016-11-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-2016-11-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-2016-11-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-4-febbraio-nuovo1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5073" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-5073" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-4-febbraio-nuovo1-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="programma 4 febbraio nuovo1" width="720" height="1018" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-4-febbraio-nuovo1-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-4-febbraio-nuovo1-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/programma-4-febbraio-nuovo1-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></div>
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		<title>La moschea a bando pubblico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2014 03:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Expo 2015 sta per arrivare e ci si interroga anche su come accogliere i visitatori di fede islamica e permettere loro di recarsi in un luogo di culto adeguato. “Escludo che si riesca a&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Expo<br />
2015 sta per arrivare e ci si interroga anche su come accogliere i<br />
visitatori di fede islamica e permettere loro di recarsi in un luogo<br />
di culto adeguato. “Escludo che si riesca a costruire una moschea<br />
entro il 2015. Certo, per quella data, bisognerà comunque trovare un<br />
luogo di culto dignitoso”, così ha espresso il proprio parere<br />
Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali presso il<br />
Comune di Milano.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/04/bidone_18633226-krRD-U4301013670595302lG-1224x916@Corriere-Web-Milano-1024x766.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/04/bidone_18633226-krRD-U4301013670595302lG-1224x916@Corriere-Web-Milano-1024x766.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="239" width="320" /></a></div>
<p></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
delle soluzioni prospettate al termine di una consulta con le<br />
delegazioni islamiche della città è quella di mettere al bando<br />
un&#8217;area pubblica, forse sull&#8217;area del Palasharp, in Via Sant&#8217;Elia. La<br />
risposta di Majorino è che dovrebbero essere rispettate alcune<br />
condizioni ben precise, quali ad esempio:  le spese per<br />
l&#8217;abbattimento della vecchia struttura non dovranno ricadere<br />
sull&#8217;Amministrazione, dovrà essere uno spazio aperto e trasparente e<br />
dovrà comprendere anche spazi adibiti ad azioni pubbliche,<br />
biblioteche, interventi sociali. Un polo culturale, insomma, oltre<br />
che un luogo religioso.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Accanto<br />
a questa ipotesi si aggiunge quella di utilizzare strutture private<br />
oppure altre aree pubbliche dismesse che potrebbero essere<br />
ristrutturate sempre a spese di privati che fanno parte del mondo<br />
islamico; si è anche pensato, a questo riguardo, ad un intervento<br />
delle rappresentanze consolari di Marocco e Giordania per la<br />
costruzione di un edificio di culto nei pressi di Viale Certosa.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sul<br />
territorio cittadino sono molto diffusi magazzini, scantinati e<br />
uffici che vengono utilizzati come luoghi di preghiera: è bene<br />
regolarizzare queste realtà e consegnare, ai cittadini musulmani,<br />
uno spazio ufficiale per garantire loro la libertà di culto. Asfa<br />
Mahmoud, presidente della Casa della Cultura islamica, però spiega:<br />
“ Una sola moschea non risponde alle necessità delle comunità del<br />
territorio. In Via Padova preghiamo in tre turni perchè gli spazi<br />
non sono sufficienti. Abbiamo bisogno di più luoghi di culto,<br />
dignitosi e diffusi in città”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Uno dei<br />
problemi, infatti, che l&#8217;Amministrazione deve affrontare consiste nel<br />
mettere d&#8217;accordo le numerose comunità islamiche presenti a Milano e<br />
non appartenenti al CAIM (Coordinamento Associazioni Islamiche di<br />
Milano) come quella senegalese, ad esempio. In una recente intervista<br />
al Corriere della Sera, Abdeljabbar Moukrim dell&#8217;Associazione Al<br />
Qafila ha spiegato: “ Non siamo contrari al progetto del CAIM, è<br />
giusto dare valore a tutte le realtà presenti. Ma se parliamo di un<br />
progetto di moschea che deve nascere su suolo pubblico, nessuno può<br />
avere il diritto di parlare a nome di tutti i musulmani e il Comune<br />
non può intrattenere il dialogo con un solo interlocutore”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A tutto<br />
questo si aggiunge che, il 27 marzo scorso, sul sito Yalla Italia, il<br />
blog sulle seconde generazioni, è comparso un articolo secondo il<br />
quale il CAIM sarebbe vicino all&#8217;organizzazione dei Fratelli<br />
Musulmani e in cui si sostiene, inoltre, che molti rappresentanti del<br />
CAIM avrebbero preso parte a manifestazioni in favore di Mursi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
situazione, dunque, è molto complicata; tante le questioni, anche di<br />
origine politico-religiosa, da affrontare. E intanto Expo si sta<br />
avvicinando&#8230;</div>
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