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		<title>Decreti (in-sicurezza) meravigliosi&#8230;e dove trovarli</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 07:35:14 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>di Matteo Vairo</p>
<p>Neutralizzato il Senato, anche alla Camera con un voto di fiducia si è compiuto lo scempio abbondantemente previsto: è stato approvato in via definitiva il cosiddetto “decreto (in)sicurezza e immigrazione”, provvedimento fortemente voluto dal Ministro Salvini.</p>
<p>Nessuno dei più di seicento emendamenti presentati è stato discusso e i pochi presentati dalla maggioranza sono stati ritirati.</p>
<p>Abolizione della protezione umanitaria, estensione del trattenimento nei Centri per il Rimpatrio, trattenimento negli hotspot e ai valichi di frontiera, estensione dei reati che comportano la revoca dello status di rifugiato, istituzione di un elenco dei paesi di origine sicuri(?!), smantellamento del sistema SPRAR, nascita di permessi per “casi speciali”, esclusione dal registro anagrafico dei richiedenti asilo, maggiori fondi al capitolo di bilancio per i rimpatri, taglio al contributo giornaliero pro capite per l’accoglienza, taglio ai servizi deputati all’integrazione (istruzione, formazione…) ed altre amenità simili compongono il testo dato in pasto alle pance cariche di bile della popolazione italica che pensa a Madre Teresa di Calcutta ma brama, acclama e lotta in prima fila per liberare Barabba.</p>
<p>E’ torcida guizzante nonché tronfiamente baldanzosa per i tifosi del “capitano”, convinti che sia questa la strada maestra da imboccare per risollevare le proprie frustrazioni e porre fine alla totalità delle proprie sofferenze: finalmente la legge è dalla loro, finalmente un’arma in più da scagliare contro “buonisti”, “quelli del PD”, “magliette rosse” ed affini!</p>
<p>Ma sarà proprio così?</p>
<p>Posto che nessuno ha la sfera di cristallo, il buon senso potrebbe venirci un po&#8217; in aiuto…</p>
<p>Innanzitutto l’impressione è che l’immigrazione debba continuare ad essere un problema: che fine farebbero gli attuali governanti se fossero chiamati a dare risposte VERE e non spot o propagandistiche ruspe sul cancro delle mafie, sulla corruzione, sul clientelismo spregiudicato e sulla sicurezza intesa come qualità della vita?</p>
<p>Finiti gli sbarchi (non per “merito” di Salvini) si è deciso di scardinare quanto di buono in questi anni di accoglienza si era creato come il sistema SPRAR, un’istituzione quasi sempre vincente che ha mostrato come l’accoglienza diffusa su poche unità è propedeutica ad una positiva integrazione. La destrutturazione del sistema di accoglienza dei richiedenti asilo sarà anche un colpo all’economia locale italiana che è stata favorita dalla diffusione territoriale dei progetti SPRAR e porterà alla perdita di numerose professionalità che si ritroveranno senza contratto. Con questo decreto, invece, si farà un grosso favore alle organizzazioni private che gestiscono i grandi centri di accoglienza, si creeranno grossi centri, privi di servizi e con standard bassi. Di solito questi centri sono gestiti da organizzazioni che preferiscono logiche speculative legate ai grandi numeri e in passato sono state anche protagoniste di inchieste giudiziarie che hanno ravvisato legami con la criminalità organizzata.</p>
<p>Si produrranno molti migranti irregolari e si alimenteranno i contenziosi giudiziari: tutti quelli che riceveranno un diniego faranno ricorso appellandosi all’articolo 10 della Costituzione. È quasi un paradosso: un decreto che è fatto per combattere l’illegalità, produrrà illegalità. Moltissime persone si troveranno in una situazione d’irregolarità sul territorio italiano. La situazione peggiore che potrebbe verificarsi con l’applicazione del decreto è la creazione di 60mila nuovi irregolari che si aggiungeranno ai 70mila già previsti, prodotti dai dinieghi della domanda di asilo, per un totale di 130mila irregolari in più nei prossimi due anni (dati ISPI).</p>
<p>Togliere la possibilità di rilasciare un permesso umanitario a un richiedente asilo che ha compiuto un percorso di integrazione, trovando un lavoro e concorrendo positivamente al benessere generale, è una previsione che va contro ogni buonsenso.</p>
<p>Il tempo di permanenza nei centri di espulsione aumenterà notevolmente e non migliorerà l’efficienza del sistema. La conseguenza di questa misura sarà l’aumento dei detenuti nei CPR e maggiore sofferenza per queste persone, senza che questo vada ad influire sui rimpatri. La difficoltà ad aumentare il numero delle persone rimpatriate dipende dai pochi accordi bilaterali firmati dall’Italia con i paesi di origine e non sarà operativa solo a colpi di facili slogan dal sapore elettorale.</p>
<p>La disamina potrebbe continuare a lungo e non ho accennato per esempio alla palese incostituzionalità di alcune norme o alla lista dei paesi sicuri (sicuri per chi?! Da che punto di vista?!), ma già sento (o meglio leggo) le contestazioni: “Era ora….VOI (noi chi?!) del PD avete ridotto l’Italia una fogna e permesso i “casi” Pamela e Desireè…finalmente stroncato il business dell’immigrazione..” ed altre ciarlatanerie simili lontane dai problemi reali che l’anarchia del sistema di accoglienza italiano potenzialmente può creare.</p>
<p>Quando distribuivano il manicheismo probabilmente io ero in bagno o altrove, di sicuro da “addetto ai lavori” (e giù con contestazioni anche su questo!) mi permetto di esprimere il mio parere non solo in quanto libero cittadino ma perché i risvolti della situazione ricadono concretamente sul mio quotidiano professionale (oltre che etico).</p>
<p>Non so, nessuno sa, le ripercussioni che questo avrà tra “qualche domani”, di sicuro si è persa una bella opportunità di mettere mano, con coscienza e professionalità, al sistema di accoglienza e gestione del fenomeno migratorio che tanto avrebbe avuto bisogno di una ristrutturazione prima di tutto etica e poi tecnica.</p>
<p>Sembra invece di assistere a risposte date “da” ed “a” una viscerale ignoranza italica figlia di anni di tagli alla cultura e all’istruzione e in cui si fa a gara a personificare “il capoclasse della classe dei malinformati, dei ripetenti per scelta, il portavoce del popolino descritto dal Manzoni, il megafono di un disagio sociale che giorno dopo giorno inghiottisce tutti e riporta le lancette della storia indietro nel tempo” sia da un lato che dall’altro della “tifoseria”.</p>
<p>Ai posteri l’ardua sentenza…</p>
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		<title>Introduzione del reato di tortura</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 07:12:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Associazione per i Diritti umani aderisce alla campagna per l&#8217;introduzione del reato di tortura, campagna avviata da associazione Antigone. Ecco l&#8217;aggiornamento: Tortura, subito la legge. Dichiarazione Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone “L’Italia è&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche <strong><em>Associazione per i Diritti umani</em></strong> aderisce alla campagna per l&#8217;introduzione del reato di tortura, campagna avviata da associazione Antigone.</p>
<p>Ecco l&#8217;aggiornamento:</p>
<p><strong>Tortura, subito la legge. Dichiarazione Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone</strong></p>
<p>“L’Italia è in ritardo di ben venticinque anni rispetto agli obblighi che ha assunto con le Nazioni Unite. Quasi tutte le democrazie si sono adeguate, l’Italia no. L’Italia non ha ancora il delitto di tortura nel codice penale. Tutto ciò ci pone ai margini della comunità internazionale. In autunno saremo giudicati dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu e questo sarà un tema decisivo.</p>
<p>Sulla piattaforma change.org abbiamo raccolta in meno di una settimana oltre 10 mila firme a sostegno della legge che proibisca la tortura. L’appello è stato firmato da scrittori (Camilleri, De Luca, Carlotto), da intellettuali (Eligio Resta, Luigi Ferrajoli), da politici con proprie testimonianze video (Gennaro Migliore di Sel, Laura Coccia del Pd, Federica Daga del M5S).</p>
<p>Il testo, approvato al Senato, ora pende alla Camera. Non è il migliore dei testi possibili. Il delitto è considerato quale un delitto generico. Speriamo comunque venga approvato subito e senza ulteriori sbandamenti o annacquamenti. Per troppo tempo vi è stata l’opposizione da parte delle forze di Polizia le quali non capiscono che la proibizione della tortura è anche una forma di tutela del lavoro delle tante persone che svolgono legalmente le funzioni di polizia”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7253" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="antigonechiamiamolatorturabanner-2" width="300" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diecimila firme in pochi giorni. È questo lo straordinario risultato raggiunto dalla petizione che, indirizzata ai capogruppo parlamentari e alla presidente della Commissione Giustizia della Camera, chiedeva l&#8217;inserimento del reato di tortura nel codice penale.</p>
<p>Da oltre 25 anni l&#8217;Italia aspetta di adeguarsi a tutti i paesi democratici, mantenendo fede ad un impegno assunto con le Nazioni Unite che, con il Consiglio d&#8217;Europa, ritengono la tortura un crimine contro l’umanità. I prossimi mesi saranno cruciali proprio per il nostro paese. La Corte Europea dei Diritti Umani deciderà infatti se condannarci per la condizione di disumanità a cui sono sottoposti i detenuti in Italia mentre, le stesse Nazioni Unite, valuteranno la tenuta dei diritti umani nel nostro paese. Non indifferente sarà la questione della mancanza del delitto di tortura nel nostro ordinamento. Siamo tra i pochissimi nella Ue.</p>
<p>10 mila cittadini che si aggiungono a firme importanti tra le quali quelle di: Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Ascanio Celestini, Cristina Comencini, Erri De Luca, Luigi Ferrajoli, Davide Ferrario, Elena Paciotti, Mauro Palma, Stefano Rodotà, Rossana Rossanda, Ettore Scola, Daniele Vicari, Vladimiro Zagrebelsky, Don Luigi Ciotti, Franco Corleone, Cecilia Strada, Paolo Flores D’Arcais.</p>
<p>Lo scorso mese di febbraio il Senato ha approvato una proposta di legge contro la tortura. Un passo in avanti, anche se non la migliore delle leggi possibili. Ad esempio il reato non è considerato come un reato specifico che può essere commesso solo da un pubblico ufficiale. E’ invece qualificato come un delitto generico che chiunque può commettere.</p>
<p>E&#8217; importante ora che la discussione della legge sia immediatamente calendarizzata anche alla Camera dei Deputati. E così la pensano anche le migliaia di persone che hanno firmato la nostra petizione su www.change.org.?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Nel frattempo, essendo l&#8217;obiettivo ultimo di 10.000 firme stato raggiunto e superato in così poco tempo, abbiamo deciso di lasciare aperta la petizione, dando la possibilità a chi non lo avesse fatto di firmare a favore dell&#8217;introduzione del reato di tortura.</p>
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		<title>Unioni civili: è legge</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2016 08:07:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia ha approvato, presso la Camera dei deputati, la legge sulle unioni civili con 372 SI e 51 NO. Vengono introdotte due novità all&#8217;emendamento approvato precedentemente in Senato: le unioni civili tra persone dello stesso sesso&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia ha approvato, presso la Camera dei deputati, la legge sulle unioni civili con 372 SI e 51 NO. Vengono introdotte due novità all&#8217;emendamento approvato precedentemente in Senato: le unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze.</p>
<p><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> ripropone una riflessione di Alessandra Bernaroli sul tema, riflessione che ci ha gentilmente scritto lo scorso gennaio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_5938" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/unioni-civili-1-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5938" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img aria-describedby="caption-attachment-5938" loading="lazy" class="size-large wp-image-5938" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/unioni-civili-1-2-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Foto Vincenzo Livieri - LaPresse 28-01-2015 Cronaca - Roma - Approvazione del registro delle unioni civili. Nella foto Foto Vincenzo Livieri - LaPresse 28-01-2015 Politics - Rome - Approval of the civil unions registry. In the pic" width="720" height="480" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/unioni-civili-1-2-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/unioni-civili-1-2-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/unioni-civili-1-2-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/unioni-civili-1-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1400w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><p id="caption-attachment-5938" class="wp-caption-text">Foto Vincenzo Livieri &#8211; LaPresse 28-01-2015 Cronaca &#8211; Roma &#8211; Approvazione del registro delle unioni civili.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Signora Bernaroli, è un piacere riaverla qui dopo più di un anno, quando ancora era incerta la sorte del suo matrimonio eterosessuale, poi divenuto dello stesso sesso dopo il suo percorso di trasformazione da uomo a donna.</p>
<p>Grazie, ho accettato volentieri il vostro invito e penso che anche lo spazio che mi dedicaste allora sia stato utile per vincere la mia battaglia.<br />
Attualmente, dopo la sentenza della Cassazione che nell’aprile 2015 ha deciso sul destino del mio matrimonio precedente la mia transizione, è importante ricordare che esiste in Italia un matrimonio tra due persone dello stesso sesso.</p>
<p>Scusi, forse non abbiamo compreso bene. In questo periodo si discute in Parlamento sulle unioni civili e lei sta dicendo che in realtà in Italia esiste già il matrimonio egualitario?</p>
<p>Sì, potrebbe sembrare assurdo, ma è così!</p>
<p>Provo a spiegare meglio la questione: la sentenza cui ho accennato prima ha stabilito che il nostro matrimonio potrà restare in essere così com’è fino a che in Italia non ci sarà una legge che regolamenti le famiglie composte da persone dello stesso sesso.<br />
Il nostro caso era particolare, certo; non era il caso di una coppia omosessuale, bensì quello di una coppia che inizialmente era eterosessuale e regolarmente sposata, in cui è avvenuto un cambio di sesso di uno dei coniugi senza che sia stato chiesto il divorzio. Quindi il matrimonio era preesistente: ecco la ragione di questa decisione che mi sento di definire storica.</p>
<p>Certo, ricordiamo la sua storia. Se abbiamo compreso bene, quindi, questa legge sulle unioni civili potrebbe in qualche modo “declassare” il suo matrimonio. Eppure non ci pare di aver letto alcun riferimento al suo caso nel pur intenso dibattito di questi ultimi mesi.</p>
<p>Sì, è così. Se fosse approvata la legge in discussione, io rischierei un declassamento, anche se si riaprirebbero i presupposti per una nuova battaglia giuridica. Sinceramente, ne farei volentieri a meno.<br />
Il punto della questione secondo me è un altro, invece, e l’avete giustamente evidenziato. Come mai non si è mai parlato di questo matrimonio dello stesso sesso già esistente?<br />
Davvero non saprei, posso solo formulare delle ipotesi. Non penso sia stata una dimenticanza, anzi; la nostra battaglia ha rappresentato una vera spina nel fianco per i settori più oscurantisti della nostra società e, tra l’altro, vi è l’articolo 7 della proposta Cirinnà specificamente dedicato al mio caso.<br />
Questa proposta è stata presentata quale innovatrice e foriera di un grande progresso. Come sarebbe stato possibile elogiare questa legge a tal punto, se si fosse reso palese, rendendo nota l’esistenza del mio caso, che tale progetto rappresentava invece un regresso rispetto alla più avanzata posizione già esistente nella società italiana?</p>
<p>Quello che dice è interessante, ma non dobbiamo dimenticare che, a parte il caso del suo matrimonio, ad oggi in Italia non è prevista alcuna tutela per le coppie same sex. Non pensa quindi che questa legge possa rappresentare un passo avanti, seppur non il migliore possibile?</p>
<p>Ad oggi l’Italia è oramai l’unico Paese di cultura occidentale privo di tutele per le coppie gay. È facile, in queste condizioni, essere portati a pensare che qualsiasi cosa sia comunque meglio del vuoto normativo, ma forse, pensandoci bene, non è detto che sia così.<br />
Anzitutto l’assenza di leggi lascia il campo libero per le azioni e le rivendicazioni; si può impostare liberamente la strategia. Ad esempio, la strategia giuridica sui matrimoni same sex, intrapresa oramai una decina di anni addietro, ha portato a numerose sentenze che hanno modificato i presupposti della situazione ed hanno fatto si che oggi il Parlamento sia in qualche modo obbligato a discutere (ma non ad approvare) una proposta di legge su questo tema. Per contro in certi Paesi esistono divieti espliciti su questo tema; divieti che non si possono superare facilmente.<br />
L’aspetto peggiore di questa situazione è che ci si muove e si dibatte alla ricerca di improbabili compromessi. Ma io mi chiedo: com’è possibile che si possa anche solo pensare di trattare i diritti civili come se si stesse facendo una trattativa commerciale? La dignità ed il rispetto o ci sono oppure no, non possono darsi per metà.<br />
Questi temi non ammettono compromessi: o si concedono diritti pieni o si sta scrivendo la discriminazione.</p>
<p>Quindi, per ipotesi, se in Italia passasse una proposta minimale, davvero al ribasso, una proposta che offrisse poche tutele e soprattutto una minore dignità alle coppie gay, quali potrebbero essere i vantaggi e gli svantaggi?</p>
<p>Mi risulta difficile parlare di questo senza avere a disposizione un testo di legge preciso e definito che, ad oggi, manca. Occorrerebbe in primis verificare i diritti fiscali, successori, sui figli, sulle adozioni, sul nome, sulla comunione dei beni, sullo status, ecc.<br />
Vantaggi incerti e tutti da dimostrare, quando si pretende di creare ex novo un istituto che sia per forza differente, e non di poco, da quello matrimoniale. Almeno questo pare essere il modo di procedere in cui si sta muovendo la politica.<br />
Gli svantaggi, invece, quelli sì che sarebbero certi. Il peggiore di tutti sarebbe quello di vedere sancita da una legge dello Stato una condizione di “minorità”, di inferiore dignità, scritta nero su bianco in una legge della Repubblica.<br />
Occorre riflettere bene su questo punto: se esistesse una legge di tal fatta, chiunque sarebbe autorizzato a pensare alle persone gay come ad una categoria in qualche modo un po’ inferiore alle persone etero, perlomeno nella vita di coppia. La persona omosessuale sarebbe sì titolare di dignità, ma non di una dignità piena, bensì limitata e di certo inferiore a quella della persona eterosessuale. Tutto ciò sarebbe dimostrato dall’impossibilità di costituire una famiglia a pieno titolo, riconosciuta dallo Stato nella sua forma più alta, quella del matrimonio.<br />
Purtroppo in Italia la discussione ha pretesto di confinare la famiglia LGBTI nei confini dell’articolo 2 della Costituzione, laddove si parla di formazioni sociali.<br />
Questo è un errore molto grave. Il riferimento giusto non può che essere l’articolo 3, laddove si parla di non discriminazione anche in ragione del sesso; in tal modo la nostra Repubblica viene meno al suo dovere di garantire l’eguaglianza, vittima di un condizionamento culturale di matrice religiosa.<br />
È del tutto evidente che questo stato di cose legittimerebbe atteggiamenti omofobi e discriminatori; le persone potrebbero pensare che in fondo, se una persona ha una dignità limitata, si può forse tollerare, ma non addirittura considerare degna dello stesso rispetto.</p>
<p>Non è forse una visione troppo pessimistica la sua? In fondo non i tutti i Paesi di cultura occidentale è già presente il matrimonio egualitario.</p>
<p>Può darsi che io veda troppo nero, ma i Paesi in cui non vi è ancora il matrimonio gay hanno visto le leggi sulle unioni civili approvate molti lustri addietro, in un’epoca diversa, quando il riconoscimento di questi diritti sembrava un’utopia. Alcuni di questi Paesi hanno continuato sulla via del progresso ed hanno approvato i matrimoni same sex, ma altri non hanno ancora intrapreso questa strada. Questo ci fa capire come non ci sia un automatismo ed un’unica direzione nei percorsi, mentre è molto più importante la fase iniziale.<br />
Purtroppo la storia non si muove sempre in direzione del progresso. Oggi partiamo da un dato acquisito che è l’esistenza del matrimonio egualitario in numerosi Paesi ed è a questo che occorre ispirarsi.</p>
<p>Quindi che scenari futuri le paiono più plausibili?</p>
<p>Ho sentito le opinioni di chi pensa di poter partire da un testo sulle unioni civili estendendone poi gli effetti e le capacità di tutela fino a trasformarlo in un matrimonio, seppur con nome diverso, grazie al lavoro delle Corti nazionali ed europee.<br />
Io non sono così certa che si possa facilmente ottenere questo risultato. Riguardo alle Corti europee, spesso hanno dimostrato di non voler forzare troppo la mano ai singoli Paesi, limitandosi ad esercitare più una sorta di “moral suasion” anziché imporre decisioni vincolanti. Le Corti italiane, poi, anche in mancanza di una normativa hanno preferito lasciare prive di tutele le coppie pur di non scavalcare il legislatore; è palese che se ci fosse una norma, seppur non del tutto soddisfacente, avrebbero tutte le giustificazioni per evitare accuratamente di compiere balzi in avanti.<br />
L’esempio della Germania, a cui spesso si fa riferimento, è in questo caso lampante. La normativa sulle unioni civili, pur modificata dopo le precise e numerose indicazioni delle Corti nazionali, non è ancora sovrapponibile al matrimonio.<br />
Trovo davvero assurdo il ragionamento di chi afferma che senza una norma non sarebbe possibile chiedere tutele, mentre con una legge seppur minimale si aprirebbero le porte ai ricorsi. A parte il fatto che, se fosse confermato questo ipocrita approccio delle Corti, non si potrebbe certo fare affidamento sulle stesse in nessun modo, contraddice tale impostazione il recente esempio della Corte Suprema USA, laddove in mancanza di una legge generale ha stabilito che i diritti civili vanno tutelati subito ed appieno, senza attendere gli incerti esiti del Legislatore.</p>
<p>Il rischio, in alternativa, sarebbe però quello di continuare a rimanere senza tutele.</p>
<p>Momentaneamente senza tutele, ma pieni di speranza e di energia positiva utili per pretendere un cambiamento equo, giusto e rispettoso.<br />
Sono convinta che la propria dignità e la propria autostima valgano più di un’elemosina, qual è questa proposta che io considero irricevibile.</p>
<p>Si sente spesso dire che il vero problema sono le adozioni del figlio del partner.</p>
<p>Penso che la questione delle adozioni sia un falso problema.<br />
Sono convinta che sia stato un errore strategico, non so se voluto o meno, inserire esplicitamente questo tema parlando del matrimonio egualitario. Forse si pensava di dare più forza alle adozioni appoggiandole al matrimonio, ma il risultato è stato quello di indebolire entrambe le opzioni con il risultato che ci troviamo ora ad avere una forma di unioni civili al ribasso e la stepchild adoption (che non è un’adozione piena) con ipotesi di ulteriori peggioramenti verso strambe ipotesi di affidi rafforzati.<br />
A mio avviso non è stata una buona idea, anzi piuttosto egoistica, quella di tenere il matrimonio in ostaggio delle adozioni, senza peraltro avvedersi che si stanno creando “figli di un dio minore”, con meno diritti di chi accede all’adozione piena. Si sono messe davanti a tutto singole questioni di vita quotidiana familiare, svendendo i principi. La dignità in cambio di trenta denari.<br />
A ben pensare si rappresenta come innovativa una proposta che riporta indietro gli orologi a quando vi era distinzione tra figli legittimi e naturali.<br />
I temi sono distinti e andrebbero trattati in modo distinto. Le adozioni hanno già una loro specifica disciplina e li occorrerebbe lavorare, sempre nell’ottica di tutela del minore.<br />
Per inciso, parlando di figli e di adozioni, si palesano molteplici esigenze.<br />
Si potrebbe anzitutto analizzare la questione in termini di pretesa della filiazione come diritto soggettivo costitutivo della famiglia (di una delle tante modalità in cui si può determinare la famiglia); non so se questo punto di vista possa essere criticato in quanto foriero di replicare la famiglia eterosessuale, però merita senz’altro un’analisi.<br />
Vi può anche essere il desiderio del singolo ad avere un figlio, sia per dare continuità alla sua genealogia, sia a volte in un malinteso senso di “clonazione”, quasi un anelito di immortalità.<br />
Sono tutti temi interessanti e da analizzare, temi che però ci portano lontano dal matrimonio, fino a strade inesplorate che riguardano il futuro della società, a come si faranno i bambini e di chi saranno figli. Nuove forme e tecnologie di fecondità e di nascita, nuove modalità di interazione e crescita dei figli che disegneranno il futuro della società.<br />
Temi forse troppo complessi per una modesta proposta sulle unioni civili. Temi che intersecano altre discipline, dalle adozioni alla procreazione assistita.</p>
<p>Proprio sul tema della maternità surrogata si è levato un ampio dissenso trasversale.</p>
<p>Sì, senz’altro questo tema è stato cavalcato in modo strumentale.<br />
In Italia esiste già il divieto di ricorrere alla maternità surrogata. È pur vero che è un divieto facilmente aggirabile andando all’estero in Paesi dove questa pratica è legale. Questa è solo una delle tante questioni che ogni giorno ci propone la globalizzazione e l’apertura delle frontiere.<br />
Resta il fatto che quando il bambino nasce, siamo di fronte ad una nuova realtà che merita piena tutela. Diversa sarebbe la posizione dei genitori e lì si potrebbero prevedere forme di disincentivo e sanzioni. È chiaro che in questa prospettiva la questione si trasformerebbe in un boomerang per le coppie gay desiderose di avere figli.<br />
In aggiunta vale dire che questo fenomeno merita un approfondimento serio, perché coinvolge il corpo e la libertà delle donne. Occorre far sì che sia sempre tutelata la libertà di scelta di chi decide di donare il proprio corpo; servono forme di garanzia non solo per evitare situazioni di vero e proprio sfruttamento e riduzione in schiavitù, ma occorre anche essere certi che la donna non sia spinta da considerazioni puramente economiche.<br />
Si potrebbe pensare pertanto a forme di co-responsabilizzazione della madre surrogata, fors’anche studiate a livello internazionale, in modo da limitare l’offerta di tale pratica solo a chi veramente desidera farlo per spirito altruistico.</p>
<p>Quindi, secondo lei, sul tavolo della discussione dovrebbe rimanere semplicemente il tema delle unioni civili privato del riferimento alla cosiddetta “stepchild adoption”, essendo escluso il matrimonio per problemi di costituzionalità?</p>
<p>Sì, come detto in questa prima fase io avrei tralasciato il tema dei figli, atteso che le coppie esistenti possono già trovare una buona tutela presso le Corti ordinarie.<br />
Riguardo ai presunti problemi di costituzionalità, anche qui penso si tratti di un falso problema.<br />
In realtà sarebbe ben possibile per il Parlamento modificare il codice civile e, se proprio si ritenesse (ma non se ne vede la necessità), anche la Costituzione.<br />
La verità è che manca la volontà politica di fare questo passo e si sta semplicemente cercando di dare un contentino risicato da poter poi spendere politicamente; al contempo l’obiettivo è rispondere ai pur blandi rilievi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo offrendo davvero il “minimo sindacale”.</p>
<p>Come giudica il dibattito che si è sviluppato su questa questione?</p>
<p>Il dibattito è stato davvero intenso ed ha offerto spunti interessanti. Di sicuro non si era mai arrivati a tal punto nella società italiana e spero di aver potuto offrire anch’io un piccolo contributo positivo.<br />
Questa tensione mediatica ha però messo in luce tutti i limiti ed i difetti della politica e della società italiana.<br />
Quello che si è visto è stata davvero la manifestazione di un enorme regresso culturale e, penso, anche morale. Si è manifestata l’assenza di contenuti positivi, di spirito critico, di capacità di analisi e confronto.<br />
Si è reso palese l’arroccamento su posizioni ideologiche, forse neppure interiormente del tutto condivise, magari al solo fine di trarne un piccolo beneficio in campo politico. Più che un sano conservatorismo, una politica della propria poltrona, insomma.<br />
In questo sfacelo mi è sembrato di poter cogliere gli effetti di un certo tipo di multiculturalismo. Questo termine spesso evoca scontri tra culture inconciliabili del Nord e del Sud del mondo; qui invece vediamo lo scontro tra una morale cattolica, paladina dell’obiezione di coscienza, ed una cultura laica e razionale, aperta al confronto. In mezzo c’è purtroppo anche la posizione di chi, indifferente agli interessi della società, segue la convenienza.<br />
Mi pare di poter affermare che abbiamo la prova dell’inconciliabilità degli approcci; il tutto viene purtroppo complicato dal pragmatico ed amorale atteggiamento dell’opportunismo politico. Manca una visione inclusiva orientata alla tutela delle minoranze.</p>
<p>Come si potrebbe uscire da questo stallo? Quale sarà il destino di questa proposta?</p>
<p>Davvero non lo so, ma non sono soddisfatta.<br />
Sinceramente spero che la legge non venga approvata, perché fino a che non sarà riconosciuta pari dignità in ragione del sesso, come dice l’articolo 3 della nostra Costituzione, vorrà dire che in Italia vi è ancora discriminazione, una discriminazione che trova appigli e giustificazione nella religione.<br />
Solo il matrimonio egualitario è la soluzione giusta.<br />
Guardando al modo di agire della politica, mi sono convinta che su certe questioni occorrerebbe davvero un giudizio superiore di razionalità. Le proposte dovrebbero passare un vaglio di consistenza logica e le obiezioni e le modifiche dovrebbero essere motivate e valutate razionalmente. Solo così si potrebbero evitare compromessi mossi da pregiudizi e corruzione.</p>
<p>Non per insistere, ma in coscienza ci può confermare che la sua contrarietà a questa proposta non sia motivata dal fatto che lei e sua moglie siete le uniche persone in Italia che subirebbero una “diminutio” di diritti a seguito dell’approvazione di questa legge? Può garantire che la sua contrarietà non sia motivata da un calcolo personale?</p>
<p>In tutta sincerità, è logico che non mi possa piacere questa proposta perché vedrei svanire il mio matrimonio dopo anni di vittoriose battaglie; mi pare però di aver dimostrato di non temere di affrontare battaglie di civiltà senza guardare all’interesse personale.<br />
È vero che io lotto in primis per il mio matrimonio, come ho sempre fatto, ma la mia critica, come ho cercato di spiegare, non è motivata da ragioni personali (per me, in fondo, è sempre aperta la via dei tribunali italiani ed europei), bensì dalla consapevolezza che una norma come quella oggi sul tavolo può portare solo ad un arretramento di quella che è la collocazione delle persone LGBTI nell’ambito della società civile.<br />
Come detto, il mio unico timore è quello di veder bruciare le speranze future di riscatto a causa dell’insipienza e della vanità di pochi.</p>
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		<title></title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 07:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo questa comunicazione che riteniamo interessante, per chi è a Roma Espulsi trattenuti. Gli esiti estremi dell’immigrazione in Italia &#160; Presentazione del libro: “Crimini contro l’ospitalità. Vita e violenza nei centri per stranieri” 24&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;">
<p> Riceviamo questa comunicazione che riteniamo interessante, per chi è a Roma</p>
<p>Espulsi trattenuti. Gli esiti estremi dell’immigrazione in Italia</p></div>
<div style="text-align: center;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="CENTER" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Presentazione<br />
del libro:</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.5cm;">
“<b>Crimini<br />
contro l’ospitalità. </b><i><b>Vita<br />
e violenza nei centri per stranieri</b></i>”</div>
<p></p>
<div align="CENTER" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
<u>24<br />
Novembre, ore 17 – Sala della Mercede, Via della Mercede 55</u></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;">
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Un<br />
libro di denuncia politica e un reportage filosofico.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Un<br />
viaggio nei <b>CIE</b>,<br />
quei Centri di Identificazione ed Espulsione dove vengono trattenuti<br />
gli immigrati irregolari in attesa del ripatrio. Un limbo invisibile<br />
e nascosto, spesso collocato ai margini delle città, dove vengono<br />
relegate le vittime della Fortezza Europa. Nei CIE vengono private<br />
della libertà personale donne<br />
e uomini che<br />
non hanno commesso alcun reato. Esso è descritto come “campo”, e<br />
i detenuti sono chiamati &#8220;ospiti&#8221;. Eppure troppo spesso<br />
siamo in presenza di un luogo del non diritto, dove la legge è<br />
emanazione diretta di chi ha responsabilità di controllo in<br />
quell&#8217;istante.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Ne<br />
parleranno con <u><a href="http://www.ilmelangolo.com/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=3802&amp;category_id=524&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=59&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=59&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">l’autrice</a></u><br />
del libro <b>Donatella<br />
Di Cesare</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>On.<br />
Khalid Chaouki</b>,<br />
deputato del PD, Coordinatore intergruppo immigrazione</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>On.<br />
Gennaro Migliore</b>,<br />
deputato PD, Presidente Commissione d’inchiesta Centri di<br />
accoglienza</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Roberto<br />
Zaccaria</b>,<br />
Costituzionalista, ex presidente Rai, Presidente del Cir (Consiglio<br />
Italiano per i Rifugiati)</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Simone<br />
Regazzoni</b>,<br />
docente universitario, filosofo e scrittore</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Gabriella<br />
Guido</b>,<br />
coordinatrice della campagna “LasciateCIEntrare”</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Modera:<br />
<b>Iman<br />
Sabbah</b>,<br />
giornalista di RaiNews</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Donatella<br />
Di Cesare </b>è<br />
professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università La<br />
Sapienza di Roma.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Per<br />
accreditarsi all’evento segnalare il proprio nominativo a Silvia De<br />
Marchi <u><a href="mailto:silvia.demarchi@camera.it" target="_blank">silvia.demarchi@camera.it</a></u></p>
</div>
<p></p>
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		<title>Verso l&#8217;abolizione del reato di clandestinità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 06:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con 182 sì, 16 no e 7 astenuti è passata in Senato, nei giorni scorsi, la norma che abroga il reato di immigrazione clandestina, ma si mantiene il “rilievo penale delle condotte di violazione&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Con 182<br />
sì, 16 no e 7 astenuti è passata in Senato, nei giorni scorsi, la<br />
norma che abroga il reato di immigrazione clandestina, ma si mantiene<br />
il “rilievo penale delle condotte di violazione dei provvedimenti<br />
amministrativi adottati in materia”. Il reato, quindi, da una lato<br />
viene abolito e, dall&#8217;altro, viene trasformato in illecito<br />
amministrativo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, ha spiegato: “Chi<br />
per la prima volta entra clandestinamente nel nostro Paese non verrà<br />
sottoposto a procedimento penale, ma verrà espulso. Ma, se<br />
rientrasse, a quel punto commetterebbe reato” e ha precisato che:<br />
“Lo Stato deve regolare i flussi migratori in modo compatibile con<br />
le concrete possibilità di accogliere i migranti e questo non solo<br />
per ragioni di ordine pubblico, ma anche per motivi umanitari. A<br />
persone che cercano di sfuggire da situazioni di estrema indigenza e<br />
spesso disumane dobbiamo garantire un&#8217;ospitalità dignitosa. Occorre,<br />
invece, continuare a punire con severità chi sfrutta e favorisce<br />
questi fenomeni migratori incontrollati che possono causare tragedie<br />
come quelle di Lampedusa”; infine, dal punto di vista tecnico,<br />
Ferri ha aggiunto: “ La sanzione penale appare sproporzionata e<br />
ingiustificata e quella pecuniaria è di fatto ineseguibile<br />
considerato che i migranti sono privi di qualsiasi bene. Oltretutto<br />
il numero delle persone che potrebbero essere potenzialmente<br />
incriminate sarebbe tale da intasare completamente la macchina della<br />
giustizia penale, soprattutto nei luoghi di sbarco”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Onorevole<br />
Khalid Chaouki, esponente dei Nuovi Italiani del Partito Democratico,<br />
ha così commentato il voto della Commissione Giustizia: “Con il<br />
voto al Senato inizia un percorso che, in tempi brevi, dovrà<br />
cancellare questo odioso reato che criminalizza i sopravvissuti alla<br />
drammatica tragedia di Lampedusa e porre le basi per una nuova legge<br />
sull&#8217;immigrazione”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;emendamento<br />
è stato presentato dal Movimento 5 Stelle che ha precisato:<br />
“Rimangono in piedi tutti i procedimenti per l&#8217;espulsione e tutte<br />
le altre fattispecie di reato collegati, compresi dalla Bossi-Fini.<br />
Alla prova dei fatti il &#8216;reato di clandestinità&#8217; non ha risolto<br />
nulla aggravando solo i costi per la Giustizia con meno sicurezza per<br />
le strade, senza combattere il fenomeno e lo sfruttamento legato a<br />
quest&#8217;ultimo, addirittura aggravandolo&#8230;Con questo procedimento il<br />
clandestino rimane clandestino, ma sarà più facile procedere con le<br />
espulsioni. Con questo emendamento le espulsioni dei cittadini<br />
irregolari potranno procedere per via civile, senza inghippi, senza<br />
inutili spese burocratiche (che gravano sulle tasche dei cittadini<br />
italiani), chi troverà persone in mezzo al mare potrà salvarle<br />
senza incorrere in nessun tipo di reato. Non lasceremo più morire<br />
nessuno in maniera inumana, ci sarà più sicurezza, più legalità,<br />
più umanità”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La Lega<br />
Nord ha risposto a queste parole e a questo voto promettendo<br />
battaglia:
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“L&#8217;abolizione<br />
del reato di clandestinità è una vergogna”, ha affermato Massimo<br />
Bitonci, chiedendo che il Ministro Alfano e tutto il Pdl “siano<br />
coerenti con quanto fatto e detto fino ad oggi” e che sia posto<br />
rimedio a “questo grave errore”.
</div>
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			</item>
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		<title>Un convegno a Montecitorio dal titolo “La verità necessaria &#8211; I processi di riconciliazione dei Paesi delle Primavere arabe”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jul 2013 05:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Boldrini]]></category>
		<category><![CDATA[camera]]></category>
		<category><![CDATA[Chaouki]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Montecitorio]]></category>
		<category><![CDATA[Primavere arabe]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La pace e la riconciliazione dei popoli dilaniati dalle guerre passano per la verità, particolarmente sulla drammatica questione delle violenze sessuali come strumento bellico o nelle situazioni post-conflitto contro donne, ma anche bambini e&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“La<br />
pace e la riconciliazione dei popoli dilaniati dalle guerre passano<br />
per la verità, particolarmente sulla drammatica questione delle<br />
violenze sessuali come strumento bellico o nelle situazioni<br />
post-conflitto contro donne, ma anche bambini e uomini&#8230;Ricordare è<br />
un esercizio molto doloroso. Non tutte le vittime ce la fanno&#8230;Ma i<br />
racconti possono contribuire a incamminarsi verso il futuro, per gli<br />
individui, ma anche per le comunità e le società. Solo raccontando<br />
la verità possono tornare pace e riconciliazione”: così la<br />
Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha aperto il convegno<br />
intitolato “La verità necessaria &#8211; I processi di riconciliazione<br />
dei Paesi delle Primavere arabe”, che si è tenuto martedì 2<br />
luglio presso la sala Mappamondo di Palazzo Montecitorio.<br />
Un&#8217;iniziativa voluta dalla Camera dei deputati, che si è avvalsa del<br />
patrocinio del Ministero degli Affari Esteri ed è stata organizzata<br />
in collaborazione con la Ong <i>Ara<br />
Pacis Initiative </i>e con<br />
l&#8217;associazione libica <i>Observatory<br />
for Gender in Crisis. </i>La<br />
prima testimonianza è stata, infatti, quella intensa e drammatica di<br />
un padre che è riuscito a portare via il proprio figlio da una<br />
prigione libica dov&#8217;era stato brutalmente torturato. Ma<br />
la testomonianza, se possibile, ancora più forte è stata quella di<br />
una donna con il volto e il corpo coperti dal niqab, l&#8217;abito islamico<br />
che lascia scoperti solo gli occhi, indossato, in questa occasione,<br />
per mantenere l&#8217;anonimato. Con voce tremante la donna racconta di<br />
stupri, sevizie e scosse elettriche che le hanno fatto prima perdere<br />
il bimbo che aspettava, poi l&#8217;hanno resa sterile. E&#8217; stata arrestata<br />
dopo che lei ed alcune amiche erano state riprese da Al Jazeera<br />
mentre invitavano le altre studentesse a scendere in piazza contro<br />
Gheddafi: &#8221;Mi hanno arrestata, e tenuta nuda per tutto il tempo. Gli<br />
stupri erano continui, poi le scariche elettriche. Chiedevo che<br />
chiudessero la porta almeno quando dormivo. Le mie amiche, non le ho<br />
piu&#8217; viste. E la mia famiglia che mi dice, se non ti fossi messa a<br />
fare i proclami oggi non ti sarebbe successo nulla&#8221;.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Al<br />
convegno sono intervenuti: Souhayr BELHASSEN, Presidente onoraria<br />
della Fédération<br />Internationale des Droits de l’Homme (FIDH),<br />
Ayman AL SAYYAD, Direttore del mensile egiziano Weghat Nazar ed ex<br />
Consigliere del Presidente Morsi, Burhan GHALIOUN, Professore di<br />
sociologia politica alla Sorbonne, ex Presidente e oggi membro<br />
dell’organo esecutivo del Consiglio nazionale siriano, Hajer EL<br />
GAID, Parlamentare e membro della Commissione per i Diritti umani del<br />
Congresso generale nazionale della Libia, Maria Nicoletta GAIDA,<br />
Presidente dell’Ara Pacis Initiative, Annick COJEAN, giornalista de<br />
Le Monde ed autrice de <i>Le<br />
prede: nell’harem di Gheddafi</i>,<br />
Lina TIBI, poetessa e attivista per i diritti delle donne siriane e<br />
Marta DASSÙ,<br />
Viceministro degli Affari esteri a cui sono state affidate le<br />
conclusioni dei lavori.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
giornalista Laura Goracci ha moderato l&#8217;incontro e lo ha presentato<br />
dicendo: “In alcuni dei Paesi delle Primavere arabe sono in atto –<br />
pur tra difficoltà e battute d’arresto – importanti processi di<br />
riconciliazione, che si inseriscono in una fase di profonda<br />
trasformazione di tutta la regione mediterranea. In tali contesti,<br />
alla pacificazione interna ed alla giustizia transizionale si<br />
affianca la necessità di dare voce alle vittime dei conflitti,<br />
premessa indispensabile per la costruzione di società democratiche e<br />
libere. L’iniziativa intende promuovere una maggiore<br />
sensibilizzazione sul tema della verità e della riconciliazione nei<br />
Paesi delle Primavere arabe, nonché contribuire a fornire alcuni<br />
esempi di buone prassi che potrebbero essere applicate laddove le<br />
violenze non sono ancora cessate”. Tra le proposte vi è quella, in<br />
discussione in Libia, per equiparare le vittime di violenze sessuali<br />
durante il regime di Gheddafi alle vittime di guerra, con diritto a<br />
compensazioni e ad assistenza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;Riportiamo<br />
anche una riflessione dell&#8217; &#8216;On. Khalid Chaouki , pubblicato dall&#8217;<br />
Huffington Post il 6 luglio 2013 e intitolato:
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Primavere<br />
arabe nonostante tutto. La sofferenza delle donne</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>C&#8217;è un libro forte e coraggioso,<br />
un libro scritto da Annick Cojean, giornalista di <em>Le<br />
Monde</em> che squarcia il velo<br />
sull&#8217;harem di Gheddafi. Si chiama &#8220;<em>Le<br />
prede</em>&#8221; e racconta un<br />
personaggio che ha fatto dello stupro un&#8217;arma &#8216;politica&#8217; per<br />
rafforzare la sua dittatura. Lo fa prendendo le parti delle vittime.</p>
<p>Una tematica delicata quella degli<br />
stupri negli scenari di guerra e post-conflitto, un dramma<br />
perdurante, una ferita che ancora fa male. Questo il tema del<br />
convegno che ho avuto l&#8217;onore di aprire insieme alla Presidente della<br />
Camera Laura Boldrini alla Camera dei Deputati; un incontro forte,<br />
importante, che ha toccato le corde più profonde dei presenti.</p>
<p>Le vittime e i loro liberatori sono<br />
intervenuti per raccontare le violenze e i soprusi subiti dai regimi<br />
dei paesi delle primavere arabe. Hanno rotto il silenzio sull&#8217;harem<br />
di Gheddafi che ha violentato e umiliato molte donne e giovanissime<br />
ragazze. Un tiranno che ha banchettato con tanti, uomini di Stato e<br />
personalità illustri e che, non tanti anni fa, ha piantato le tende<br />
sul suolo italiano, accolto dall&#8217;allora presidente del consiglio<br />
Berlusconi con tutti gli onori.</p>
<p>Ecco, quel che è emerso<br />
chiaramente nella giornata di oggi è che non è possibile un<br />
processo di riconciliazione senza la verità, e che la verità<br />
reclama giustizia, e la reclama a gran voce.<br />La mia speranza è<br />
che nei paesi della sponda sud del mediterraneo, in particolare in<br />
Siria ed Egitto, si riprenda lo spirito delle Primavere arabe. Io<br />
voglio continuare a chiamarle così, e continuare a sognare un futuro<br />
di libertà e democrazia per questi Paesi che hanno fatto già<br />
diversi passi in avanti.</p>
<p>Per questo c&#8217;è bisogno di<br />
un&#8217;Europa unita e di un&#8217;Italia più attiva su questo fronte, per<br />
recuperare il dialogo con questi paesi e costruire un linguaggio<br />
nuovo con i popoli della sponda sud, un linguaggio intessuto di<br />
verità di responsabilità reciproca, un dialogo che preveda una sana<br />
autocritica, necessaria per migliorare.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Assistenza sanitaria ai conviventi dello stesso sesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 04:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[camera]]></category>
		<category><![CDATA[Coppi di fatto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[legislatura]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per cinque anni, nella scorsa legislatura, Anna Paola Concia aveva provato a far passare il provvedimento per la concessione dell&#8217;assistenza sanitaria ai conviventi dei deputati dello stesso genere: ma non ci era riuscita. Ora,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Matrimoni_gay_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Matrimoni_gay_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="136" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
cinque anni, nella scorsa legislatura, Anna Paola Concia aveva<br />
provato a far passare il provvedimento per la concessione<br />
dell&#8217;assistenza sanitaria ai conviventi dei deputati dello stesso<br />
genere: ma non ci era riuscita.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ora,<br />
invece, l&#8217;Ufficio di presidenza della Camera ha stabilito come, con<br />
il pagamento di una somma pattuita, l&#8217;assistenza sanitaria<br />
integrativa debbe essere riconosciuta anche ai parlamentari che<br />
convivono con persone del medesimo sesso: tale disposizione è già<br />
vigente per i deputati e i senatori eterosessuali che convivono o che<br />
sono legati dal vincolo del matrimonio, ma il fatto che sia stato<br />
esteso anche alle coppie omosessuali è un piccolo, ma importante<br />
passo avanti nel riconoscimento delle coppie di fatto.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ivan<br />
Scalfarotto, esponente del Pd, ha affermato: “ Può sembrare un<br />
semplice atto amministrativo e invece ha una valenza universale, ora<br />
è giusto riconoscere gli stessi diritti a tutti i cittadini, che non<br />
vanno riconosciuti solo ai parlamentari, ma a tutti gli italiani. Se<br />
si riconosce una famiglia <i>more<br />
uxorio </i>questa<br />
deve essere sia omosessuale che eterosessuale, come riconosciuto<br />
anche da sentenza della Corte di Cassazione e della Corte<br />
costituzionale”. A fronte di queste parole, la Lega ha votato<br />
contro il provvedimento e il Movimento 5 Stelle si è astenuto.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
dibattito sulle coppie omosessuali, in italia, è ancora lungo e<br />
sarà, sicuramente, ancora faticoso, ma la decisione dell&#8217;Ufficio<br />
presidenza della Camera segna un goal a favore della lotta alla<br />
discriminazione.
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Due Neopresidenti, due discorsi importanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 07:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[camera]]></category>
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		<category><![CDATA[presidenti]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi a sorpresa, ieri, sono stati nominati i Presidenti di Camera e Senato: Laura Boldrini , ex portavoce dell&#8217;Agenzia Onu per i rifiugiati politici, e Piero Grasso, ex procuratore nazionale antimafia: riportiamo di seguito&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quasi a<br />
sorpresa, ieri, sono stati nominati i Presidenti di Camera e Senato:<br />
Laura Boldrini ,    ex portavoce dell&#8217;Agenzia Onu per i rifiugiati<br />
politici, e Piero Grasso, ex procuratore nazionale antimafia:<br />
riportiamo di seguito i loro discorsi di insediamento. Senza commenti<br />
perchè le loro parole bastano a far sperare un Paese che deve<br />
ritrovare la direzione giusta.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/BOLDRINI2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/BOLDRINI2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
«Vorrei<br />
innanzitutto indirizzare il mio saluto rispettoso al Presidente della<br />
Repubblica Giorgio Napolitano». </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />«Faccio i miei auguri<br />
soprattutto ai più giovani: a chi siede per la prima volta in<br />
quest&#8217;aula. Sono sicura che insieme riusciremo nell&#8217;impegno<br />
straordinario di rappresentare nel migliore dei modi le istituzioni<br />
repubblicane». </p>
<p>«Arrivo a questo incarico dopo aver<br />
trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i duiritti degli<br />
ultimi in Italia e nel mondo. E&#8217; un&#8217;esperienza che mi accompagnerà<br />
sempre e che metto al servizio di questa Camera». </p>
<p>«Il mio<br />
pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Abbiamo l&#8217;obbligo<br />
di fare unabattaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri:<br />
dobbiamo garantirli uno a uno. Quest&#8217;Aula dovrà ascoltare la<br />
sofferenza sociale. Dovremo farci carico dell&#8217;umiliazione delle donne<br />
uccise da violenza travestita da amore. Dovremo stare accanto ai<br />
detenuti che vicono in condizioni disumane e degradanti. Dovremo dare<br />
strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi<br />
rischia di perdere la Cig, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi<br />
ha dimenticato. Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa<br />
essenziale per l&#8217;economia italiana e che oggi sono schiacciati dal<br />
peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce gli<br />
effetti della scarsa cura del nostro territorio». </p>
<p>«In<br />
Parlamento sono stati scritti dei diritti costruiti fuori da qui e<br />
che hanno liberato l&#8217;Italia e gli italiani dal fascismo. Ricordiamo<br />
il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e dei morti per la<br />
mafia, che oggi vengono ricordati a Firenze». </p>
<p>«Molto<br />
dobbiamo anche al sacrifio di Aldo Moro e della sua scorta.<br />
Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla<br />
nostra istituzione che sta per riprendere la centralità del suo<br />
ruolo». </p>
<p>«Facciamo di questa Camera la casa della buona<br />
politica. Il nostro lavoro sarà trasparente, anche in una scelta di<br />
sobrietà che dobbiamo agli italiani». </p>
<p>«Sarò, la<br />
presidente di tutti, a partirte da chi non mi ha votato, ruolo di<br />
garanzia per ciascuno di voi e per tutto il Paese». </p>
<p>«L&#8217;Italia<br />
è Paese fondatore dell&#8217;Unione europea, dobbiamo lavorare nel solco<br />
del cammino tracciato da Altiero Spinelli. Lavoriamo perché l&#8217;Europa<br />
torni ad essere un grande sogno, un luogo della libertà, della<br />
fraternità e della pace. Anche i protagonisti della vita religiosa<br />
ci spingono a fare di più, per questo abbiamo accolto con gioia i<br />
gesti e le parole del nuovo pontefice, venuto emblematicamente &#8220;dalla<br />
fine del mondo&#8221;». </p>
<p>«Un saluto anche alle istituzioni<br />
internazionali e &#8211; permettetemi &#8211; anche un pensiero per i molti,<br />
troppi volti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce».</p>
<p>«La politica deve tornare ad essere una speranza, una<br />
passione».&nbsp;</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/PIERO-GRASSO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/PIERO-GRASSO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Care<br />
 senatrici, cari senatori,</p>
<div dir="LTR" id="pageContainer1">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
mi<br />
 scuserete, ma voglio rivolgere questo mio primo discorso soprattutto<br />
 a quei
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cittadini<br />
 che stanno seguendo i lavori di quest’Aula con speranza e<br />
 apprensione per
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
il<br />
 futuro del nostro Paese.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 Paese mai come oggi ha bisogno di risposte rapide ed efficaci<br />
 all’altezza della
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
crisi<br />
 economica e sociale, ma anche politica, che sta vivendo. Mai come<br />
 ora la storia
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
italiana<br />
 si intreccia con quella europea e i destini sono comuni, mai come<br />
 oggi il
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
compito<br />
 della politica è quello di restituire ai cittadini la coscienza di<br />
 questa sfida.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quando<br />
 ieri sono entrato per la prima volta da Senatore in quest’Aula mi<br />
 ha
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
colpito<br />
 l’affresco sul soffitto, che vi invito a guardare. Riporta quattro<br />
 parole che
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sono<br />
 state sempre di grande ispirazione per la mia vita e che spero lo<br />
 saranno ogni
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
giorno<br />
 per ciascuno di noi nei lavori che andremo ad affrontare: Giustizia,<br />
 Diritto,
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Fortezza<br />
 e Concordia.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quella<br />
 concordia, e quella pace sociale, di cui il Paese ha ora<br />
 disperatamente
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
bisogno.</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Domani<br />
 è l’Anniversario dell’Unità d’Italia, quel 17 marzo di 152<br />
 anni fa in cui
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
è<br />
 cominciata la nostra Storia come comunità nazionale dopo un lungo e<br />
 difficile
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cammino<br />
 di unificazione. Nei 152 anni della nostra Storia, soprattutto nei<br />
 momenti
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
più<br />
 difficili, abbiamo saputo unirci, superare le differenze, affermare<br />
 con fermezza
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
i<br />
 nostri valori comuni e trovare insieme un sentiero condiviso. Il<br />
 primo pensiero va
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sicuramente<br />
 alla fase costituente della nostra Repubblica, quando uomini e donne</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
 diversa cultura hanno saputo darci quella che è ancora oggi<br />
 considerata una delle
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Carte<br />
 Costituzionali più belle e moderne del mondo.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lasciatemi<br />
 in questo momento ricordare Teresa Mattei, che dell’Assemblea
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Costituente<br />
 fu la più giovane donna eletta, che per tutta la vita è stata<br />
 attiva per
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
affermare<br />
 e difendere i diritti delle donne, troppo spesso calpestati anche<br />
 nel nostro
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Paese,<br />
 e che ci ha lasciato pochi giorni fa.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Siamo<br />
 davanti a un passaggio storico straordinario: abbiamo il dovere di<br />
 esserne
 </div>
</div>
<div dir="LTR" id="pageContainer2">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
consapevoli,<br />
 il diritto e la responsabilità di indicare un cambiamento possibile<br />
 perché
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
in<br />
 gioco è la qualità della democrazia che stiamo vivendo e che<br />
 lasceremo in eredità
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
ai<br />
 nostri figli e ai nostri nipoti.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 crisi è a un punto tale che potremo risalire solo se riusciremo a<br />
 trovare il
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
modo<br />
 di volare alto e proporre soluzioni condivise, innovative e,<br />
 lasciatemi dire,
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sorprendenti<br />
 che sappiano affrontare le priorità e allo stesso tempo avviare un
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cammino<br />
 a lungo termine: dobbiamo davvero iniziare una nuova fase<br />
 costituente
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
 sappia stupire e stupirci.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi<br />
 è il 16 marzo e non posso che ringraziare il Presidente Colombo che</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
stamattina<br />
 ci ha commosso con il ricordo dell’anniversario del rapimento di<br />
 Aldo
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Moro<br />
 e della strage di via Fani che provocò la morte dei 5 agenti di<br />
 scorta Raffaele
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Iozzino,<br />
 Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Al<br />
 loro
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sacrificio<br />
 di servitori dello Stato va il nostro omaggio deferente e commosso.<br />
 Oggi
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
bisogna<br />
 ridare dignità e risorse alle Forze dell’Ordine e alla<br />
 Magistratura.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
 trascorsi 35 anni da quel tragico giorno che non fu solo il dramma<br />
 di un
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
uomo<br />
 e di una famiglia, ma dell’intero Paese: in Aldo Moro il<br />
 terrorismo brigatista
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
individuò<br />
 il nemico più consapevole di un progetto davvero riformatore,<br />
 l’uomo e il
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
dirigente<br />
 politico che aveva compreso il bisogno e le speranze di<br />
 rigenerazione che
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
animavano<br />
 dal profondo e tormentavano la società italiana. Come Moro scrisse<br />
 in
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
un<br />
 suo saggio giovanile «Forse il destino dell’uomo non è di<br />
 realizzare pienamente
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
la<br />
 giustizia, ma di avere perpetuamente della giustizia fame e sete. Ma<br />
 è sempre un
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
grande<br />
 destino».</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi<br />
 inoltre migliaia di giovani a Firenze hanno partecipato<br />
 alla“Giornata della
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Memoria<br />
 e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, e mi è<br />
 molto dispiaciuto
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
non<br />
 poter essere con loro come ogni anno. Hanno pronunciato e ascoltato<br />
 gli oltre
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
900<br />
 nomi di vittime della criminalità organizzata. Nomi di cittadini,<br />
 appartenenti
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
alle<br />
 forze dell’ordine, sindacalisti, politici, amministratori locali,<br />
 giornalisti, sacerdoti,
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
imprenditori,<br />
 magistrati, persone innocenti uccise nel pieno della loro vita. Il<br />
 loro
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
impegno,<br />
 il loro sacrificio, il loro esempio dovrà essere il nostro faro.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ho<br />
 dedicato la mia vita alla lotta alla mafia in qualità di<br />
 magistrato. E devo
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
dirvi<br />
 che dopo essermi dimesso dalla magistratura pensavo di poter essere<br />
 utile al
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Paese<br />
 in forza della mia esperienza professionale nel mondo della<br />
 giustizia, ma la
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
vita<br />
 riserva sempre delle sorprese. Oggi interpreto questo mio nuovo e<br />
 imprevisto
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
impegno<br />
 con spirito di servizio per contribuire alla soluzione dei problemi<br />
 di questo
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Paese.<br />
 Ho sempre cercato Verità e Giustizia e continuerò a cercarle da<br />
 questo
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
scranno,<br />
 auspicando che venga istituita una nuova Commissione d’Inchiesta<br />
 su tutte
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
le<br />
 Stragi irrisolte del nostro Paese.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Se<br />
 oggi, davanti a voi, dovessi scegliere un momento in cui raccogliere<br />
 la storia
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
della<br />
 mia vita professionale precedente non vorrei limitarmi a menzionare<br />
 gli amici e
 </div>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
i<br />
colleghi caduti in difesa della democrazia e dello Stato di diritto<br />
che ho conosciuto.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
c’è infatti un solo nome e volto che può racchiuderli tutti e<br />
purtroppo, se dovessi
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
citarli<br />
tutti, la lista sarebbe troppo lunga. Mi viene piuttosto in mente e<br />
nel cuore un
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
momento<br />
che li abbraccia uno a uno ed è il ricordo della voce e delle parole<br />
di una
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
giovane<br />
donna. Mi riferisco al dolore straziato di Rosaria Costa, la moglie<br />
dell’agente
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vito<br />
Schifani morto insieme ai colleghi Rocco Dicillo e Antonino Montinaro<br />
nella
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
strage<br />
di Capaci il 22 maggio 1992 in cui persero la vita i magistrati<br />
Giovanni Falcone
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
Francesca Morvillo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
ho dimenticato le sue parole il giorno dei funerali del marito, quel<br />
microfono
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
strappato<br />
ai riti e alle convenzioni delle cerimonie:</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
«chiedo<br />
innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
uomini</p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
della<br />
mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non<br />
cristiani,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sappiate<br />
che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però<br />
vi dovete
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
mettere<br />
in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare&#8230;Ma loro non<br />
cambiano&#8230; [&#8230;]
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&#8230;loro<br />
non vogliono cambiare&#8230;Vi chiediamo [&#8230;] di operare anche voi per<br />
la pace, la
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
giustizia,<br />
la speranza e l’amore per tutti»</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Giustizia<br />
e cambiamento, questa è la sfida che abbiamo davanti. Ci attende
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
un<br />
intenso lavoro comune per rispondere, con i fatti, alle attese dei<br />
cittadini che
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
chiedono<br />
anzitutto più giustizia sociale e più etica, nella consapevolezza<br />
che il lavoro
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
è<br />
uno dei principali problemi di questo Paese.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
alle risposte che al più presto, ed è già tardi, dovremo dare ai<br />
disoccupati,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
ai<br />
cassintegrati, agli esodati, alle imprese e a tutti quei giovani che<br />
vivono una vita a
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
metà:<br />
hanno prospettive incerte, lavori, chi ce l’ha, poco retribuiti,<br />
quando riescono
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
a<br />
uscire dalla casa dei genitori vivono in appartamenti che non possono<br />
comprare,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cercando<br />
di costruire una famiglia che non sanno come sostenere.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
all’insostenibile situazione delle carceri nel nostro Paese, che<br />
hanno
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
bisogno<br />
di interventi prioritari, a una giustizia che oggi va riformata in<br />
modo organico,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
agli<br />
immigrati che cercano qui una speranza di futuro, ai diritti in<br />
quanto tali, che non
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
possono<br />
essere elargiti col ricatto del dovere e che non possono conoscere<br />
limiti,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
altrimenti<br />
diventano privilegi.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
alle Istituzioni sul territorio, ai Sindaci dei Comuni che stanno<br />
soffrendo e
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
faticano<br />
a garantire i servizi essenziali ai loro cittadini. Sappiano che lo<br />
Stato è dalla
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
loro<br />
parte, e che il nostro impegno sarà di fare il massimo sforzo per<br />
garantire loro
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
l’ossigeno<br />
di cui hanno bisogno.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
al mondo della Scuola, nelle cui aule ogni giorno si affaccia il<br />
futuro
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
del<br />
nostro Paese, e agli insegnanti che fra mille difficoltà si<br />
impegnano a formare
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cittadini<br />
attivi e responsabili</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
alla nostra posizione sullo scenario europeo: siamo tra i Paesi<br />
fondatori dell’Unione e il nostro compito è portare nelle<br />
Istituzioni comunitarie le esigenze e
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
i<br />
bisogni dei cittadini. L’Europa non è solo moneta ed economia,<br />
deve essere anche
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
l’incontro<br />
tra popoli e culture.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
a questa politica, alla quale mi sono appena avvicinato, che ha<br />
bisogno
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
essere cambiata e ripensata dal profondo, nei suoi costi, nelle sue<br />
regole, nei suoi
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
riti,<br />
nelle sue consuetudini, nella sua immagine, rispondendo ai segnali<br />
che i cittadini
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
ci<br />
hanno mandato e ci mandano in ogni occasione. Sogno che quest’Aula<br />
diventi
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
una<br />
casa di vetro, e questa scelta possa contagiare tutte le altre<br />
Istituzioni.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Di<br />
quanto radicale e urgente sia il tempo del cambiamento lo dimostra la<br />
scelta
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
del<br />
nuovo Pontefice, Papa Francesco, i cui primi atti hanno evidenziato<br />
un’attenzione
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
prioritaria<br />
verso i bisogni reali delle persone.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Voglio<br />
in conclusione rivolgere a nome dell’Assemblea dei senatori e mio
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
personale<br />
un deferente saluto al Presidente della Repubblica Giorgio<br />
Napolitano,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
supremo<br />
garante della Costituzione e dell’unità italiana che con saggezza<br />
e salda
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cultura<br />
istituzionale esercita il suo mandato di Capo dello Stato.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Desidero<br />
anche ringraziare il mio predecessore, il senatore Renato Schifani,<br />
per
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
l’impegno<br />
profuso al servizio di questa assemblea.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
omaggio speciale indirizzo ai Presidenti emeriti della Repubblica, ai<br />
senatori
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
a<br />
vita e a Emilio Colombo che ha presieduto con inesauribile energia la<br />
fase iniziale
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
questa XVII legislatura, lui che ha visto nascere la Repubblica<br />
partecipando ai
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
lavori<br />
dell’Assemblea Costituente.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Chiudo<br />
ricordando cosa mi disse il Capo dell’ufficio Istruzione del<br />
Tribunale di
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Palermo<br />
Antonino Caponnetto, poco prima di entrare nell’aula del maxi<br />
processo
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
«Fatti<br />
forza, ragazzo, vai avanti a schiena dritta e testa alta e segui<br />
sempre e soltanto
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
la<br />
voce della tua coscienza».</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
certo che in questo momento e in quest’Aula l’avrebbe ripetuto a<br />
ciascuno
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
noi.</div>
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