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	<title>Caminanti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Il Comune di Roma apre il dibattito sul Piano rom</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 08:15:07 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Il Comune di Roma apre il dibattito sul Piano rom. Associazione 21 luglio: «Non servono assemblee pubbliche o suggerimenti on-line. Il Comune di Roma, che già ha deciso, riveda piuttosto l’approccio ad un Piano confuso e discriminatorio»</strong></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6542" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></div>
<div>
Si è svolta nella giornata dello scorso 21 febbraio presso la Sala Consiliare del Municipio XI l’assemblea pubblica organizzata dal Comune di Roma che affronta l’argomento dal titolo “<strong>Rom, Sinti e Camminanti</strong>”. L’iniziativa è all’interno della <strong>campagna</strong> <strong>#RomaAscoltaRoma</strong> <strong>finalizzata alla stesura del Piano Sociale Cittadino</strong>. Secondo il metodo stabilito dagli amministratori romani anche sulla “questione rom” ogni cittadino sarà chiamato a contribuire alla scrittura del programma di azione attraverso la partecipazione all’assemblea pubblica e l’invio di proposte on-line utilizzando il sito di Roma Capitale. Per l’Amministrazione Comunale «saranno i cittadini stessi a partecipare direttamente a questa fase di ascolto, insieme alle associazioni per poter inserire il loro punto di vista nella redazione del Piano Sociale Cittadino».</p>
<p>Associazione 21 luglio esprime una forte <strong>perplessità in relazione al metodo e alla sostanza</strong>.<br />
Nelle intenzioni dei promotori sembrerebbe emergere l’obiettivo di dare enfasi al valore della partecipazione popolare, uno degli assi su cui si fonda il Movimento politico chiamato a governare la città. Ma <strong>non appare né efficace né corretta la raccolta indiscriminata di pareri o punti di vista su argomenti così specifici e delicati</strong>. La consultazione rischia inoltre di trasformarsi in una vera e propria farsa poiché il Comune di Roma, come pubblicamente confermato dai partecipanti al Tavolo istituzionale, ha in realtà già approvato e promosso il “Piano” insieme ad una serie di azioni già avviate nel mese di gennaio:  «<strong>il Piano rom è stato già firmato dalla dott.ssa Laura Baldassarre il 1° febbraio 2017 e verrà attuato</strong>» ha confermato in Assemblea Municipale Umberto Placci, presidente della Commissione Politiche Sociali del Municipio V.</p>
<p>Che senso ha chiamare i cittadini ad esprimersi sulla “questione rom” invocando la trasparenza quando, riguardo la stessa, <strong>esistono già la figura di “esperto consulente” assunta nei mesi scorsi, un cronoprogramma stabilito da una Memoria di Giunta, un tavolo istituzionale ed un Piano per l’inclusione delle popolazioni rom, sinti e caminanti</strong> che il Comune di Roma ha redatto in assenza di qualsiasi consultazione con la società civile?</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio<strong> il Piano è in realtà estremamente confuso</strong>, parte da dati quantitativi errati e contiene al suo interno profili discriminatori come confermato dalla lettura di altri documenti predisposti e divulgati dal Comune di Roma.<br />
«Per applicare il metodo della partecipazione popolare – afferma Associazione 21 luglio – <strong>è necessario prima di tutto discutere in Assemblea Capitolina la delibera di iniziativa popolare</strong> per il superamento dei campi sottoscritta da 6 mila cittadini romani; così come – aggiunge &#8211; per aderire ai principi di trasparenza e legalità <strong>il Comune deve adempiere all’Ordinanza di un giudice del Tribunale Civile di Roma che a maggio 2015 ha disposto il superamento della baraccopoli La Barbuta</strong>.»</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio sulla “questione rom” ancora una volta il Comune di Roma rischia di scontare l’assenza di adeguata consultazione e la mancanza di competenze in seno alla macchina amministrativa. «Invitiamo pertanto questa Amministrazione a fare un passo indietro e a <strong>rivedere l’approccio con cui ha deciso di collocarsi di fronte a una questione sicuramente complessa ma che deve essere affrontata con coerenza e puntualità</strong>».</div>
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		<title>“Il genocidio di rom e sinti durante il nazi-fascismo: una memoria rimossa”</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 10:37:28 +0000</pubDate>
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<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-754.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8016" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-754.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-754.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-754-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></div>
<div></div>
<div><b>INVITO</b></div>
<div></div>
<div>Si stima che il regime nazifascista abbia sterminato in Europa almeno <b>500 mila rom e sinti</b>. Il genocidio di questo popolo – ricordato in lingua romanès come <b>“Porrajmos”</b> (“grande divoramento”) o <b>“Samudaripen”</b> (“tutti morti”) – rimane per la memoria collettiva una tragedia silenziosa, dimenticata. Per ricordare questo importante capitolo di storia dell’Europa e del nostro paese, la <b>Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato</b> e la <b>Cild</b> (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili), in collaborazione con <b>Associazione 21 luglio</b> invitano al convegno</p>
<p><b>“Il genocidio di rom e sinti durante il nazi-fascismo: una memoria rimossa”</b></p>
<p><b>Venerdì 27 novembre ore 11<br />
Senato della Repubblica – Sala ISMA<br />
Piazza Capranica 72, Roma</b></p>
<p><i>Saluti introduttivi</i><br />
<b>Patrizio Gonnella</b> – Presidente CILD, Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili<br />
<b>Robert Rydberg</b> – Ambasciatore della Svezia in Italia<br />
<b>Luigi Manconi </b>– Presidente Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani</p>
<p><i>Intervengono</i><br />
<b>Paola Trevisan</b>– Antropologa, “Da stranieri da espellere a italiani pericolosi: la persecuzione dei Rom e dei Sinti durante il regime fascista”<br />
<b>Majgull Axelsson</b>–Scrittrice, autrice del libro “Io non mi chiamo Miriam”</p>
<p><i>Modera</i><br />
<b>Carlo Stasolla</b> – Presidente Associazione 21 luglio Onlus</p>
<div><span style="color: #99042e;"> <a title="SCARICA LA LOCANDINA" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b16afd&amp;linkDgs=11ef547ad4b16305&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b16afd%26linkDgs%3D11ef547ad4b16305&amp;source=gmail&amp;ust=1485253637052000&amp;usg=AFQjCNEpNU-wLqmU6OHI_qKxPwAo37kCQg&utm_source=rss&utm_medium=rss">SCARICA LA LOCANDINA</a> </span></div>
<div></div>
<div>L’accesso alla sala è consentito sino al raggiungimento della capienza massima. Per gli uomini sono obbligatorie giacca e cravatta. Si ricorda che per accedere al Senato <b>è obbligatorio l’accredito</b>.<br />
Per informazioni e accrediti: 06. 67065299 <a title="dirittiumani@senato.it" href="mailto:dirittiumani@senato.it?subject=" target="_blank" rel="noopener">dirittiumani@senato.it</a><br />
I giornalisti devono accreditarsi presso l’Ufficio stampa del Senato:<br />
Fax 06.67062947 Email: <a href="mailto:accrediti.stampa@senato.it?subject=" target="_blank" rel="noopener">accrediti.stampa@senato.it</a></div>
</div>
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		<title>Associazione 21 luglio: «Per la prima volta il nuovo anno alle porte si prospetta come quello della svolta. Il superamento definitivo delle baraccopoli romane può diventare realtà».</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 09:09:56 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/01/05/associazione-21-luglio-per-la-prima-volta-il-nuovo-anno-alle-porte-si-prospetta-come-quello-della-svolta-il-superamento-definitivo-delle-baraccopoli-romane-puo-diventare-realta/">Associazione 21 luglio: «Per la prima volta il nuovo anno alle porte si prospetta come quello della svolta. Il superamento definitivo delle baraccopoli romane può diventare realtà».</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo decenni di politiche discriminatorie e segnate dalla discriminazione abitativa, finalmente <b>il Comune di Roma si va allineando ai principi sanciti dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei rom</b> e con queste premesse il 2017 potrà diventare l’anno della svolta per il superamento definitivo delle baraccopoli istituzionali della Capitale.</p>
<p>A confermarlo è stata la recente <a title="Determinazione Dirigenziale" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a25&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a25&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390928000&amp;usg=AFQjCNE_NZcPUVmSMQdoNh0CG50botg5TA&utm_source=rss&utm_medium=rss">Determinazione Dirigenziale</a> del 21 dicembre 2016 che ha disposto la <b>sospensione in autotutela di due Bandi di gara milionari</b>, uno per l’affidamento dei servizi di gestione delle sei baraccopoli già esistenti, l’altro per il reperimento di una nuova area attrezzata per soli rom, per un totale di quasi 8 milioni di euro.</p>
<p>La Determinazione è stata firmata a pochi giorni dalla pubblicazione delle Osservazioni del CERD – il Comitato Onu per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale – in cui <b>l’Italia veniva ammonita ancora una volta per la segregazione abitativa </b>cui sottopone le comunità rom residenti nel nostro paese. In seguito alle raccomandazioni del Comitato, Associazione 21 luglio <span style="color: #99042e;"><a title="aveva inviato una lettera" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a29&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a29&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390928000&amp;usg=AFQjCNHoT4-71VjR1M_jgQzOFdow22v05w&utm_source=rss&utm_medium=rss">aveva inviato una lettera</a> </span>all’Assessora Laura Baldassarre e ai dirigenti del Dipartimento Politiche Sociali di Roma, per rimarcare la propria condanna per la prosecuzione dei Bandi di gara di appalto e chiedendo formalmente di arrestarne le procedure uniformandosi alle richieste espresse dal Comitato delle Nazioni Unite.</p>
<p>Associazione 21 luglio ha espresso soddisfazione per il netto cambio di rotta del Comune di Roma, poiché <b>fin da subito aveva condotto una dura battaglia per chiedere il ritiro dei Bandi </b>e a ottobre aveva manifestato ufficialmente la propria preoccupazione in una conferenza stampa di bilancio sulle <a title="azioni della Giunta nei suoi primi 100 giorni" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a27&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a27&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390928000&amp;usg=AFQjCNEsnew2fDH89GwgpjDWfujC_MKbNA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">azioni della Giunta nei suoi primi 100 giorni</span></a>.</p>
<p>Già nelle settimane che hanno preceduto la pubblicazione della Determinazione, <a title="era stata accolta con positiva speranza" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a1f&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a1f&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390929000&amp;usg=AFQjCNH2ivcvN8SecVo7u5gXQkEoSyvL2g&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">era stata accolta con positiva speranza</span></a><b> la firma della Memoria di Giunta per l’adozione di un Piano di Lavoro cittadino</b> denominato “Progetto Inclusione Rom” che scandisce le azioni dei primi sette mesi del 2017 con l’obiettivo di gettare le basi per la progressiva uscita delle comunità rom dalle baraccopoli romane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6549" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3872" height="2592" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3872w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3872px) 100vw, 3872px" /></a></p>
<p>Il blocco dell’ennesimo bando milionario per la costruzione di un nuovo campo si va ad aggiungere alle vittorie di <b>altre due importanti battaglie</b> che negli ultimi anni hanno visto Associazione 21 luglio sempre in prima linea contro la costruzione di nuovi “campi” anche durante le precedenti amministrazioni, portando al ritiro dei progetti per nuovi “villaggi attrezzati” alla Cesarina e a La Barbuta (entrambi i progetti furono bloccati grazie alla campagne “<a title="#DiscriminareCosta" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a1d&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a1d&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390929000&amp;usg=AFQjCNHmU-vRvGcgyomWoMwN5GA2gO7kZg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">#DiscriminareCosta</span></a>” e “<a title="Leroy Merlin, un campo rom è un ghetto: non costruirlo" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4b06123&amp;linkDgs=11ef547ad4b03a21&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4b06123%26linkDgs%3D11ef547ad4b03a21&amp;source=gmail&amp;ust=1483693390929000&amp;usg=AFQjCNGlan0GXPkPmJnu1TmaMAkbx_Gm0g&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">Leroy Merlin, un campo rom è un ghetto: non costruirlo</span></a>”).</p>
<p>«Una volta bloccato il flusso economico che sino ad ora ha alimentato il “sistema campi” occorre ora rimettere in moto la macchina dell’inclusione delle comunità rom, <b>cominciando dalla Delibera di iniziativa popolare per il superamento dei campi</b> che verrà discussa e votata nelle prossime settimane dall’Assemblea Capitolina – afferma Associazione 21 luglio &#8211; oltre che dalla <b>chiusura della baraccopoli “La Barbuta” </b>sulla quale pende l’Ordinanza del Tribunale Civile di Roma non ancora ottemperata dal Comune».</p>
<p>Nell’esprimere la propria soddisfazione, Associazione 21 luglio continuerà a monitorare le azioni del Comune di Roma in riferimento alle comunità rom chiedendo alle autorità capitoline il rispetto della <b>volontà popolare</b> – confermata dai 6000 firmatari della delibera di iniziativa popolare – e dell’<b>ordinanza del giudice</b> che ha ordinato al Comune di Roma di rimuovere gli effetti discriminatori individuati all’interno della baraccopoli La Barbuta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/01/05/associazione-21-luglio-per-la-prima-volta-il-nuovo-anno-alle-porte-si-prospetta-come-quello-della-svolta-il-superamento-definitivo-delle-baraccopoli-romane-puo-diventare-realta/">Associazione 21 luglio: «Per la prima volta il nuovo anno alle porte si prospetta come quello della svolta. Il superamento definitivo delle baraccopoli romane può diventare realtà».</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Il Comitato delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD): profonda preoccupazione per la persistente e consolidata discriminazione nei confronti della comunità rom e sinta in Italia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/12/24/il-comitato-delle-nazioni-unite-per-leliminazione-della-discriminazione-razziale-cerd-profonda-preoccupazione-per-la-persistente-e-consolidata-discriminazione-nei-confronti-della-comunita/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2016 09:27:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comitato delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD): profonda preoccupazione per la persistente e consolidata discriminazione nei confronti della comunità rom e sinta in Italia, specie in materia di segregazione abitativa&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD): profonda preoccupazione per la persistente e consolidata discriminazione nei confronti della comunità rom e sinta in Italia, specie in materia di segregazione abitativa e sgomberi forzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6549" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="DSC_0391" width="3872" height="2592" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3872w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3872px) 100vw, 3872px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A conclusione della novantunesima sessione del Comitato delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale (<b>CERD</b>) terminata lo scorso 9 dicembre, sono state rese note le prime <b><span style="color: #99042e;"><a title="Osservazioni" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4afb962&amp;linkDgs=11ef547ad4afb165&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4afb962%26linkDgs%3D11ef547ad4afb165&amp;source=gmail&amp;ust=1482657603473000&amp;usg=AFQjCNHXtrU3JGJeIwhW-5LHBBHQtzWfqw&utm_source=rss&utm_medium=rss">Osservazioni</a> </span> adottate in seguito al ciclo di monitoraggio sull’Italia in materia di discriminazione</b> a cui anche Associazione 21 luglio ha portato il suo contributo in termini di raccolta dati.</p>
<p>Il Comitato ha espresso <b>profonda preoccupazione per la persistente discriminazione cui è sottoposta la comunità rom e sinta</b> residente in Italia, ponendo una particolare attenzione sulla continua pratica degli sgomberi forzati, che violano i diritti umani e compromettono la frequenza scolastica dei minori, oltre che sulla <b>perpetrazione della segregazione abitativa</b>. Il Comitato ha sottolineato l’inadeguatezza degli alloggi e delle aree predisposte, collocate in zone remote rispetto ai centri abitati e ai servizi di base,<b> nettamente separate dalla società maggioritaria</b> e sottoposte a condizioni igienico-sanitarie precarie.</p>
<p>Sul tema della condizione abitativa, il Comitato ha raccomandato allo Stato italiano di <b>fermare «qualsiasi piano che stabilisca la costruzione di nuovi campi</b> o aree abitative che li separino dal resto della società» e di porre fine «all’esistenza e all’uso dei campi segreganti», prevedendo allo stesso tempo un alloggio adeguato.</p>
<p>Alla luce di queste osservazioni e per sollecitare un intervento dell’Amministrazione Capitolina nella direzione di un superamento definitivo del “sistema campi”, nei giorni scorsi <b>Associazione 21 luglio ha inviato una lettera</b> all’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre e ai dirigenti del Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale, <b>per rimarcare la propria condanna per la prosecuzione del Bando di Gara di appalto</b>, reso pubblico lo scorso luglio, che prevede il reperimento di una nuova area attrezzata per soli rom nel territorio del XV Municipio di Roma. «Appare evidente – si legge nella lettera – il profondo gap presente tra la politica adottata dall’Amministrazione Capitolina, volta a dar vita ancora una volta ad una nuova area per soli rom, e le richieste sempre più pressanti degli organismi europei e internazionali come il CERD».</p>
<p>Associazione 21 luglio ha pertanto chiesto formalmente all’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale e al Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale di <b>arrestare qualunque procedura rivolta alla realizzazione di una nuova area per soli rom</b> e di uniformarsi alle richieste espresse dal Comitato delle Nazioni Unite.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Comune di Roma avvia l’iter per il superamento delle baraccopoli rom</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 07:52:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Roma avvia l’iter per il superamento delle baraccopoli rom. Associazione 21 luglio: «questo è il primo segnale di inversione di rotta registrato nella Capitale. Per la sua credibilità attendiamo l’approvazione della&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Roma avvia l’iter per il superamento delle baraccopoli rom. Associazione 21 luglio: «questo è il primo segnale di inversione di rotta registrato nella Capitale. Per la sua credibilità attendiamo l’approvazione della Delibera di Iniziativa Popolare per il “superamento dei campi”»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6549" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="DSC_0391" width="3872" height="2592" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3872w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3872px) 100vw, 3872px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con una Memoria di Giunta a firma della sindaca Virginia Raggi, il 18 novembre scorso la Giunta Capitolina ha indicato al Dipartimento Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale l’adozione di un Piano di Lavoro cittadino denominato “Progetto Inclusione Rom”.</p>
<p>Nel testo della Memoria si sottolinea come le linee politiche adottate nel passato in riferimento alle baraccopoli per soli rom abbiano prodotto «il risultato di moltiplicare da un lato insicurezza e conflitti nelle periferie e dall’altro di aumentare il livello di emarginazione delle popolazioni Rom, Caminanti e Sinti, senza garantire alcun processo di inclusione sociale nonostante le ingenti risorse economiche investite nel settore». Il punto nodale, viene affermato, è la questione abitativa che «influisce sulla condizione di vita dei singoli soggetti e della comunità perché incide sulle possibilità di accesso ai servizi, di vita sociale con le altre popolazioni residenti oltre che sulle opportunità di accesso al lavoro e all’istruzione» e per tale ragione, in una prospettiva di approccio interdisciplinare, viene adottato un Workplan “Progetto Inclusione Rom” con indicazione sintetica delle azioni nel periodo gennaio-luglio 2017.</p>
<p>Il Piano di Lavoro prevede, tra le altre cose, il coinvolgimento della Regione Lazio, dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale, del Ministero del Lavoro e dell’ANCI, l’avvio di accertamenti patrimoniali, due delibere (la prima per l’istituzione di un Tavolo, la seconda per il superamento degli insediamenti), la preparazione di un bando e Capitolato Europeo, incontri con cittadini rom e non rom, la costruzione di un network di organizzazioni.</p>
<p>Associazione 21 luglio esprime una cauta soddisfazione per il documento prodotto dalla Giunta Capitolina. «Registriamo – sottolinea l’organizzazione – come per la prima volta nella Capitale venga prodotto un cronoprogramma per l’avvio del processo per il superamento delle baraccopoli abitate dai rom. Il segnale è quindi importante e non di poco conto».</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio è fondamentale come la questione abitativa sia stata posta al centro in un quadro dove l’approccio interdisciplinare appare condizione indispensabile per l&#8217;avvio di un lavoro fondato su basi solide.«Auspichiamo – conclude Associazione 21 luglio &#8211; che la Memoria di Giunta rappresenti lo spartiacque con le politiche passate, l’inizio della fine del “sistema campi” che negli anni ha prodotto lesione dei diritti umani, fenomeni corruttivi e assistenzialismo inconcludente. Lo sarà realmente se ad essa seguirà il congelamento dei bandi milionari che nei prossimi mesi potrebbero ridare vita ad un perverso sistema di realizzazione e gestione di nuovi insediamenti. Ma la cartina di tornasole sarà la discussione nell&#8217;Aula dell’Assemblea Capitolina della “Delibera di iniziativa popolare per il superamento dei campi” sottoscritta da 6.000 cittadini romani che avverrà entro gennaio 2017. La sua approvazione, sollecitata dal Comitato “Accogliamoci” di cui Associazione 21 luglio è parte, potrà essere il segnale concreto e definitivo di un&#8217;inversione di rotta da tanti auspicato che potrà consentire alla città di Roma di relegare al passato la vergognosa e tragica stagione delle baraccopoli per soli rom».</p>
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		<title>“Ultimo Banco”, il nuovo rapporto di Associazione 21 luglio sul rapporto tra scuola e bambini rom a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 08:39:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p> «La segregazione abitativa alla base di un decennio di fallimenti». &#160; &#160; Dal 2002 al 2015 il Comune di Roma ha investito nel “Progetto Scolarizzazione Rom di Roma Capitale” circa 27 milioni di euro,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b> «La segregazione abitativa alla base di un decennio di fallimenti».</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5540" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5540" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div>Dal 2002 al 2015 il Comune di Roma ha investito nel “Progetto Scolarizzazione Rom di Roma Capitale” <b>circa 27 milioni di euro</b>, coinvolgendo un numero compreso tra i 500 e i 2000 minori rom residenti negli insediamenti formali della Capitale. Nonostante il forte investimento di risorse e l’estesa durata del “Progetto”, in questi anni <b>non sono mai stati prodotti dati ufficiali</b> relativi alla valutazione dei risultati e alla qualità degli interventi.</p>
<p>Considerata tale carenza, <b>Associazione 21 luglio ha condotto un’accurata analisi </b>del “Progetto Scolarizzazione Rom” con uno specifico focus sul periodo 2009-2015, e ha elaborato i risultati nel report “<a title="Ultimo Banco. Analisi dei progetti di scolarizzazione rivolti ai minori rom a Roma" href="http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad498c4cc&amp;linkDgs=11ef547ad498be67&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad498c4cc%26linkDgs%3D11ef547ad498be67&amp;source=gmail&amp;ust=1469176369466000&amp;usg=AFQjCNGJPl-z-dSlOxiwsdSaBT8oEADKmg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">Ultimo Banco. Analisi dei progetti di scolarizzazione rivolti ai minori rom a Roma</span></a>”. La ricerca verrà presentata<b> mercoledì 27 aprile 2016 alle ore 17</b> presso la Sala Parlamentino della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sede dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali alla presenza del direttore dell’UNAR <b>Francesco Spano</b> e dell’ex assessore alle politiche scolastiche di Roma Capitale <b>Marco Rossi Doria</b>.</p>
<p>Il quadro che emerge dal rapporto è allarmante. Secondo i dati relativi al periodo analizzato, nella città di Roma 9 minori rom su 10 non hanno frequentato la scuola con regolarità, un minore rom su 2 è in ritardo scolastico e frequenta quindi una classe non conforme alla sua età anagrafica, infine, sulla media dei 1.800 bambini rom iscritti a scuola solo 198 hanno frequentato almeno i tre quarti dell’orario scolastico. Nell’ultimo anno scolastico monitorato, quello del 2014-2015, nella baraccopoli istituzionale di Castel Romano, la frequenza regolare ha raggiunto il suo valore più basso attestandosi al 3,1%.</p>
<p>Da questi elementi emerge come le politiche di scolarizzazione rivolte ai minori rom residenti nella Capitale siano state negli anni del tutto insufficienti. <b>Le responsabilità di tale insuccesso sono imputabili a diversi soggetti e fattori</b>: all’impianto politico e istituzionale, alle competenze e risorse di cui hanno potuto disporre gli enti affidatari del “Progetto”, alla risposta dei minori rom e al loro contesto socio-economico, alle politiche abitative e di sgombero.</p>
<p>Dal rapporto emerge come anche il corpo docente non sembra mostrarsi adeguatamente preparato nel fornire risposte concrete alla questione. Ai minori rom vengono spesso assegnati programmi didattici semplificati rispetto a quelli del resto della classe, aumentando di fatto il loro ritardo scolastico che è destinato ad accumularsi nel corso degli anni. Già all’interno della <i>Strategia Nazionale di Inclusione delle comunità Rom, Sinti e Camminanti </i>&#8211; documento ufficiale pubblicato nel 2012 &#8211; veniva evidenziato come in Italia la percentuale di minori rom con un handicap certificato toccava percentuali allarmanti (30-40%). Il dato indicherebbe un uso improprio del sostegno scolastico, assegnato in modo indiscriminato per fronteggiare i ritardi scolastici interpretati come cognitivi.</p>
<p>Nel report presentato da Associazione 21 luglio viene sottolineato come – alla base di tutto &#8211;<b> la segregazione abitativa all’interno delle baraccopoli</b>, isituzionali e non, <b>incida in maniera determinante sulle possibilità di successo delle politiche di scolarizzazione</b> adottate. Un bambino nato e cresciuto in un contesto di emergenza abitativa inizia il proprio percorso scolastico in una condizione di oggettiva penalizzazione. Non dispone di servizi igienici adeguati e di spazi di studio per i compiti; quasi sempre i suoi genitori sono privi di strumenti e capacità per sostenerlo nello svolgimento dello studio; il trasporto scolastico – effettuato con mezzi riservati esclusivamente a minori rom – è riconosciuto istituzionalmente insufficiente tanto che l’alunno della baraccopoli è giustificato ad entrare anche un’ora dopo dall’inizio delle lezioni e ad uscire anticipatamente rispetto al normale orario scolastico.</p>
<p>«Gli impietosi numeri della ricerca rivelano il fallimento di una politica abitativa segregazionista, condotta su base etnica, dispendiosa e lesiva dei diritti fondamentali, quale quella adottata dalle diverse amministrazioni che si sono succedute nella Capitale» &#8211; ribadisce Associazione 21 luglio &#8211; «<b>È dal superamento delle baraccopoli romane che il nuovo sindaco che uscirà dalle urne dovrà ripartire</b> per salvaguardare un’infanzia il cui futuro appare già gravemente compromesso».</p>
<p><span style="color: #99042e;"><a title="SCARICA LA RICERCA COMPLETA" href="http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad498c4cc&amp;linkDgs=11ef547ad498be69&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad498c4cc%26linkDgs%3D11ef547ad498be69&amp;source=gmail&amp;ust=1469176369466000&amp;usg=AFQjCNG_j-WdHBWOmpTtjP3bAkMVdURHUg&utm_source=rss&utm_medium=rss">SCARICA LA RICERCA COMPLETA</a></p>
<p></span></div>
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		<title>IN CONDIZIONI INUMANE GLI OLTRE 300 ROM SGOMBERATI DALLE AUTORITÀ LOCALI A GIUGLIANO (NA)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 09:14:08 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/07/12/in-condizioni-inumane-gli-oltre-300-rom-sgomberati-dalle-autorita-locali-a-giugliano-na/">IN CONDIZIONI INUMANE GLI OLTRE 300 ROM SGOMBERATI DALLE AUTORITÀ LOCALI A GIUGLIANO (NA)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<div>Amnesty International, Associazione 21 luglio Onlus, Associazione Garibaldi 101, Centro europeo per i diritti dei rom, Associazione Cinema e diritti &#8211; Festival del cinema dei diritti umani e OsservAzione hanno duramente condannato lo sgombero forzato eseguito il 21 giugno dalle autorità del comune di Giugliano, in provincia di Napoli, ai danni di circa 75 famiglie rom (oltre 300 persone), che dal campo di Masseria del Pozzo sono state trasferite in un’ex fabbrica e si trovano in condizioni inumane. Le sei organizzazioni hanno sollecitato tutte le autorità competenti ad assicurare che alle famiglie colpite dallo sgombero forzato sia immediatamente offerto un riparo adeguato e che verrà approntato e realizzato per loro un piano a lungo termine, in consultazione con le famiglie interessate e nel pieno rispetto degli standard in materia di diritti umani. Il caso di Giugliano, così come molti altri documentati dalle sei organizzazioni, mostra una volta di più la realtà quotidiana dei rom in Italia, spesso collocati in campi segregati, a rischio di sgomberi forzati e discriminati nell&#8217;accesso a un alloggio adeguato: gravi violazioni dei diritti umani, vietate dalle norme internazionali e da quelle dell&#8217;Unione europea. Per questo motivo, le sei organizzazioni chiedono alla Commissione europea di intraprendere un&#8217;azione decisiva nei confronti di queste violazioni, attraverso l&#8217;avvio di una procedura d&#8217;infrazione contro l&#8217;Italia per violazione della Direttiva anti-discriminazione razziale.</p>
<p>Lo sgombero forzato</p>
<p>Il 21 giugno <b>oltre 300 rom</b>, tra cui decine di bambini e alcuni neonati, sono stati costretti a lasciare il campo di Masseria del Pozzo, dove erano rimasti per quasi tre anni. Quel campo per soli rom era stato costruito nel 2013 dal comune di Giugliano <b>nelle vicinanze di una discarica di rifiuti tossici</b>, dopo che in precedenza le famiglie rom erano state ripetutamente sottoposte a sgombero forzato.Le sei organizzazioni riconoscono il fatto che le famiglie rom dovevano essere urgentemente spostate da Masseria del Pozzo per ragioni di salute e d&#8217;incolumità. Infatti, il campo di Masseria del Pozzo non avrebbe mai dovuto essere costruito. La necessità di risolvere la situazione d’emergenza, creata dalle stesse autorità attraverso la costruzione di un campo in una zona inabitabile, non giustifica però il ricorso a uno sgombero forzato, che costituisce <b>una</b> <b>grave violazione dei diritti umani</b>.Le autorità non hanno mai notificato per iscritto lo sgombero, limitandosi a fornire qualche informazione a voce. A partire dal 14 giugno, le autorità locali e la polizia avevano informato le famiglie rom che lo sgombero sarebbe stato realizzato il 16 o il 23 giugno. Invece, lo sgombero forzato ha avuto luogo il 21 giugno e <b>le famiglie rom sono state trasferite sul terreno di un’ex fabbrica di fuochi d’artificio</b>. La comunità era stata informata che lo sgombero era necessario poiché i terreni di Masseria del Pozzo erano stati posti sotto sequestro dall&#8217;autorità giudiziaria sin dall&#8217;ottobre 2015, in quanto potenzialmente pericolosi per la salute e l&#8217;incolumità dei residenti. Purtroppo, le famiglie rom non sono state coinvolte in alcuna autentica consultazione per esplorare soluzioni alternative. Dopo aver inizialmente preso in considerazione un terreno lontano, privo di servizi igienico-sanitari e di forniture d’acqua, le autorità locali hanno deciso di trasferire le 75 famiglie rom nel terreno abbandonato dell&#8217;ex fabbrica di fuochi d&#8217;artificio. Le famiglie hanno ricevuto pochissime informazioni al riguardo.Decine di rom, incontrati da Amnesty International il 22 giugno, hanno dichiarato che non erano stati informati sulle condizioni della nuova area e che non avevano avuto la possibilità di vederla prima dello sgombero. Le famiglie rom si sono sentire dire che quella era l&#8217;unica alternativa esistente e sono state poste di fronte al dilemma se accettare il trasferimento in un luogo sconosciuto o rimanere del tutto senza tetto.Dato che le necessarie salvaguardie &#8211; la notifica adeguata per iscritto, la genuina consultazione con la comunità e la messa a disposizione di un’alternativa alloggiativa adeguata &#8211; non sono state poste in essere prima del trasferimento, le sei organizzazioni hanno concluso che <b>il trasferimento ha costituito uno sgombero forzato</b>, ossia una grave violazione dei diritti umani in contrasto con gli obblighi assunti dall&#8217;Italia rispetto a una serie di norme internazionali e dell&#8217;Unione europea, tra cui la Direttiva anti-discriminazione razziale, che garantiscono il diritto a un alloggio adeguato e la protezione da ogni forma di discriminazione basata sull’etnia o sulla razza. Questo sgombero forzato e il successivo trasferimento in un ulteriore campo monoetnico si pongono inoltre in contrasto con gli impegni assunti dall&#8217;Italia nel 2012 con la Strategia nazionale d&#8217;inclusione di rom, sinti e caminanti.</p>
<p><b>Un&#8217;alternativa gravemente inadeguata</b></p>
<p>Dopo lo sgombero forzato, l&#8217;alternativa messa a disposizione dal comune di Giugliano è risultata <b>gravemente inadeguata</b>. Il terreno di circa 1000 metri quadrati, <b>situato all&#8217;estremità della zona industriale del comune campano</b>, è un area chiusa circondata su tre lati da vegetazione incolta e sul quarto da un muro con una cancellata. Nei pressi del terreno si trovano due bagni chimici, uno dei quali inagibile e l&#8217;altro in condizioni tali da costringere i residenti a recarsi nei cespugli, col conseguente impatto sulla loro salute e sull&#8217;ambiente. <b>All&#8217;arrivo</b>, <b>le famiglie rom hanno trovato rifiuti</b>, <b>materiale arrugginito e residui della lavorazione dei fuochi d’artificio</b>, la cui fabbrica era stata distrutta da un’esplosione nel 2015. I rappresentanti di Amnesty International hanno rinvenuto sul posto un contenitore aperto di polvere di natura non identificata, insieme a molti altri contenitori pieni di sostanze sconosciute classificate come &#8220;polveri&#8221; e &#8220;a combustione spontanea&#8221;, insieme a <b>pezzi apparentemente di amianto</b> della struttura ancora in piedi nonostante i danni provocati dall&#8217;esplosione. Il 22 giugno, le famiglie rom non avevano ancora avuto accesso all&#8217;energia elettrica e stavano usando fuochi, torce a batteria e fari delle automobili per fare luce dopo il tramonto. L&#8217;accesso all&#8217;acqua era rappresentato da quattro cannelle, insufficienti per il numero di famiglie presenti. <b>Le autorità locali non hanno messo a disposizione alcuna struttura o riparo</b>. Chi aveva una roulotte ha avuto il permesso di portarla con sé da Masseria del Pozzo. Nel nuovo sito, adulti e bambini sono costretti a dormire stipati nelle roulotte o all&#8217;esterno. Almeno tre famiglie, che a Masseria del Pozzo vivevano all&#8217;interno di baracche, ora sono senza tetto e sono costrette a dormire nelle automobili o per terra. Quando Amnesty International ha visitato il nuovo campo, le persone stavano iniziando a costruire baracche improvvisate coi materiali che erano riusciti a salvare dallo sgombero di Masseria del Pozzo.</p>
<p><b>Un piano a lungo termine destinato alla segregazione</b></p>
<p>Le autorità locali hanno detto alle famiglie rom che il trasferimento sarà una misura &#8220;temporanea&#8221;, <b>in attesa che venga costruito un nuovo campo</b>. Sulla base della documentazione esaminata dalle sei organizzazioni e delle dichiarazioni ufficiali, nel febbraio 2016 è stata approvata a livello locale, regionale e nazionale la costruzione di un nuovo campo segregato con 44 unità abitative prefabbricate. Alla costruzione dei prefabbricati il ministero dell&#8217;Interno e la Regione Campania hanno destinato <b>1.300.000 euro</b>, mentre non sono state minimamente finanziate le parti del progetto relative all&#8217;integrazione. Non risulta inoltre esservi alcun piano per inserire nel medio e lungo termine le famiglie rom in alloggi adeguati. La comunità non è stata adeguatamente consultata nella fase definitoria del progetto e il trasferimento in un nuovo campo è stata l&#8217;unica opzione messa a disposizione. Il progetto dà adito a grandi preoccupazioni e solleva molti rischi, poiché rappresenta ancora una volta l&#8217;esempio di un modello di segregazione abitativa, <b>per soli rom</b>, <b>vietata dalle norme internazionali e dell&#8217;Unione europea</b>.L&#8217;attiva partecipazione al progetto del ministero dell&#8217;Interno, anche attraverso il suo finanziamento, solleva forti preoccupazioni sull&#8217;effettiva intenzione del governo italiano di rispettare le norme e gli standard sui diritti umani a livello internazionale e dell&#8217;Unione europea così come la stessa Strategia nazionale per l&#8217;inclusione dei rom, dei sinti e dei caminanti del 2012, che conteneva l’impegno a “superare i campi&#8221;.</div>
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		<title>L&#8217; appello per il riconoscimento delle etnie Rom e Sinta</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2015 07:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217; 8 aprile, “Giornata internazionale del popolo rom”, inizia la campagna per la legge di iniziativa popolare per il riconoscimento della minoranza rom e sinta contemporaneamente in tutta Italia. Il comitato promotore è costituito&#46;&#46;&#46;</p>
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L&#8217; 8<br />
aprile, “Giornata internazionale del popolo rom”, inizia la<br />
campagna per la legge di iniziativa popolare per il riconoscimento<br />
della minoranza rom e sinta contemporaneamente in tutta Italia. Il<br />
comitato promotore è costituito da rom e sinti depositari della<br />
proposta di legge e da personalità e forze politiche e sociali che<br />
sostengono la necessità di riconoscere la minoranza rom e sinta come<br />
passo fondamentale per contrastare la discriminazione e favorire<br />
l’inclusione sociale e culturale della nostra comunità.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<p> APPELLO</p>
<p>Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea – oltre 12 milioni distribuiti in tutti i Paesi; non hanno una terra di riferimento, neppure l’India delle lontane origini, non hanno, come altre minoranze, rivendicazioni territoriali, quindi non hanno mai fatto guerre per rivendicare una patria, non hanno sedi di rappresentanza, sono cittadini del luogo nel quale vivono. Rappresentano quindi il perfetto popolo europeo, ma ciononostante sono il popolo più discriminato d’Europa.</p>
<p> In Italia sin dal 1400 Rom e Sinti sono la minoranza storico-linguistica più svantaggiata e più stigmatizzata nonostante gli obblighi internazionali e comunitari dell’Italia e gli interventi di numerose organizzazioni internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unione europea. In Italia Rom e Sinti sono circa 150.000, oltre metà cittadini italiani, ma ciononostante continuiamo ad essere considerati fondamentalmente come “estranei” e “nomadi”. Il “nomadismo” moderno è piuttosto rappresentato dall’essere ancora un popolo che vive ai “confini”, non solo fisici, nel tentativo di costruire dei rapporti di pacifica convivenza e di mantenimento della propria identità, che consiste anche in una concezione di vita, che si può anche definire uno stato dell’anima, un modo di vedere il mondo, lo spazio e il tempo che non si possono omologare. </p>
<p>Anche per questa “irriducibilità” all’omologazione, le amministrazioni pubbliche non hanno mai fatto una politica che non fosse quella del contenimento e della marginalizzazione delegandone la gestione al privato sociale. Eppure la partecipazione di rom e sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è fondamentale per superare l’esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene relegato destinandolo all’assistenza e non alla propria responsabilità.</p>
<p> La proposta di legge di iniziativa popolare “NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITA’ DELLA MINORANZA STORICO-LINGUISTICA DEI ROM E DEI SINTI “ presentata da 14 cittadini italiani in rappresentanza di 47 associazioni rom e sinte il 15 maggio 2014 presso la Corte di Cassazione vuole realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che prevedono la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di etnia, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze storico-linguistiche con apposite norme; contrastare discriminazione e pregiudizio nei confronti della minoranza rom e sinta che sono causa della scarsa integrazione nella società e soprattutto della marginalizzazione sociale ed economica anche per il loro mancato riconoscimento istituzionale come minoranza.</p>
<p>Il disegno di legge di iniziativa popolare si articola in diversi punti:</p>
<p> la specifica tutela del patrimonio linguistico-culturale della minoranza rom e sinta, con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge n. 482/1999 per tutte le altre minoranze (diritto allo studio e all’insegnamento della lingua, diffusione della cultura e delle tradizioni storico-letterarie e musicali);</p>
<p> l’incentivo e la tutela delle associazioni composte da Rom e Sinti, conforme alla libertà di associazione prevista dall’articolo 18 della Costituzione per favorire la partecipazione attiva e propositiva alla vita sociale, culturale e politica del Paese;</p>
<p> il diritto di vivere nella condizione liberamente scelta di sedentarietà o di itineranza, di abitare in alloggi secondo una pluralità di scelte secondo le norme della Convenzione-quadro per la tutela delle minoranze nazionali di Strasburgo dell’1 febbraio 1995, le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, dell’OCSE e della Commissione europea e la Strategia nazionale d&#8217;inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti;</p>
<p>norme che sanzionino le discriminazioni fondate sull&#8217;appartenenza ad una minoranza linguistica in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza senza distinzione di lingua e di etnia.</p>
<p>Chi condivide questo appello condivide la convinzione che il riconoscimento della minoranza rom e sinta, della sua storia, della sua cultura, insomma della sua identità consente di accogliere rom e sinti nella comunità più generale insieme con tutte le altre identità che costituiscono il nostro patrimonio nazionale.</p>
<p>Promotori della proposta di legge di iniziativa popolare:</p>
<p>Dijana Pavlovic, Davide Casadio, Saska Jovanovic, Ernesto Grandini, Manuel Solani, Cen Rinaldi, Yose Bianchi, Giorgio Bezzecchi, Concetta Sarachella, Donatella Ascari, Massimo Lucchesi, Carlo Berini, Paolo Cagna Ninchi, Alessandro Valentino</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 0.18cm; orphans: 0; widows: 0;">
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 0.18cm; orphans: 0; widows: 0;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="_GoBack"></a><br />
<i><b>Adesioni:</b></i></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Alma<br />
Adzovic</b><br />
(mediatrice), <b>Osmani<br />
Bairan</b><br />
(AIZO), <b>Rita<br />
Bernardini</b><br />
(segretaria nazionale Radicali Italiani), <b>Antun<br />
Blazevic</b><br />
(Associazione TheaterRom), <b>Paolo<br />
Bonetti</b><br />
(Università Bicocca di Milano), <b>Luca<br />
Bravi</b><br />
(storico), <b>Marco<br />
Brazzoduro</b><br />
(Associazione Cittadinanza e Minoranze), <b>Alberto<br />
Buttaglieri</b><br />
(SOS razzismo),  <b>Giuseppe<br />
Casucci</b><br />
(Dipartimento immigrazione UIL), <b>Roland<br />
Ciulin</b><br />
(giornalista), <b>Giuseppe<br />
Civati</b><br />
(parlamentare), <b>Furio<br />
Colombo</b><br />
(giornalista), <b>Giacomo<br />
Costa</b><br />
(Fondazione San Fedele), (<b>Kurosh<br />
Danesh</b><br />
(Dipartimento immigrazione CGIL), <b>Chiara<br />
Daniele</b><br />
(ricercatrice), <b>Giancarlo<br />
De Cataldo</b><br />
(scrittore), <b>Michele<br />
Di Rocco</b><br />
(campione europeo pesi leggeri), <b>Roberto<br />
Escobar</b><br />
(Università Statale Milano), <b>Paolo<br />
Ferrero</b><br />
(segretario Partito della Rifondazione comunista), <b>Eleonora<br />
Forenza</b><br />
(europarlamentare), <b>Mercedes<br />
Frias </b>(Associazione<br />
Prendiamo la parola), <b>Dori<br />
Ghezzi</b><br />
(Fondazione Fabrizio De André), <b>Alfonso<br />
Gianni </b>(Fondazione<br />
Cercare Ancora), <b>Graziano<br />
Halilovic</b><br />
(Associazione Roma onlus), <b>Laura<br />
Halilovic</b><br />
(regista), <b>Selly<br />
Kane</b><br />
(Dipartimento immigrazione CGIL), <b>Curzio<br />
Maltese</b><br />
(europarlamentare), <b>Luigi<br />
Manconi</b><br />
(presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione<br />
dei diritti umani), <b>Filippo<br />
Miraglia</b><br />
(ARCI), <b>Moni<br />
Ovadia</b><br />
(autore-attore), <b>Francesco<br />
Palermo</b><br />
(parlamentare), <b>Marco<br />
Pannella</b><br />
(Presidente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale<br />
Transpartito), <b>David<br />
Parenzo</b><br />
(giornalista), <b>Loris<br />
Panzeri</b><br />
(GRT), <b>Pino<br />
Petruzzelli</b><br />
(autore-attore), <b>Marco<br />
Revelli</b><br />
(storico e sociologo), <b>Paolo<br />
Rossi</b><br />
(autore-attore), <b>Giuseppe<br />
Sangiorgi</b><br />
(Istituto Luigi Sturzo), <b>Angela<br />
Scalzo</b><br />
(Dipartimento immigrazione UIL), <b>Pietro<br />
Soldini </b>(CGIL<br />
nazionale), <b>Giovanna<br />
Sorbelli</b><br />
(Associazione EU Donna), <b>Barbara<br />
Spinelli</b><br />
(europarlamentare), <b>Santino<br />
Spinelli</b><br />
(docente, musicista), <b>Gennaro<br />
Spinelli </b>(Associazione<br />
FutuRom), <b>Carlo<br />
Stassolla</b><br />
(Associazione 21 luglio), <b>Voijslav<br />
Stojanovic </b>(Associazione<br />
Nonsolorom), <b>Vladimiro<br />
Torre </b>(Associazione<br />
Them Romanò), <b>Antonio<br />
Tosi</b><br />
(Politecnico di Milano), <b>Elena<br />
Valdini</b><br />
(Fondazione Fabrizio De André), <b>Tommaso<br />
Vitale</b><br />
(Direttore scientifico Master “Governing the Large Metropolis”<br />
Sciences Po, Parigi), <b>Alex<br />
Zanotelli</b><br />
(missionario comboniano), <b>Alessandra<br />
Montesanto </b>(Associazione<br />
per i Diritti Umani)<b><br />
</b><b>Giacomo<br />
Costa</b><b><br />
</b>(Aggiornamenti<br />
sociali),<br />
<b>Dario<br />
Fo</b><br />
(premio<br />
Nobel)</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm; margin-left: 1cm; margin-right: 1cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm; margin-left: 1cm; margin-right: 1cm;">
</div>
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