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	<title>camorra Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>“LibriLiberi”. Camorra sound</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 07:48:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Una piccola casa editrice (Magenes), un giovane autore, Daniele Sanzone, e il coraggio di scrivere di camorra: il testo si intitola Camorra sound, è di qualche anno fa, ma attualissimo perchè&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/cam.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15598" width="383" height="529" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/cam.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 695w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/cam-217x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 217w" sizes="(max-width: 383px) 100vw, 383px" /></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Una piccola casa editrice (Magenes), un giovane autore, Daniele Sanzone, e il coraggio di scrivere di camorra: il testo si intitola <em>Camorra sound</em>, è di qualche anno fa, ma attualissimo perchè racconta l&#8217;evoluzione della canzone campana, napoletana in particolare, a pari passo con l&#8217;evoluzione &#8211; o involuzione &#8211; della società.</p>



<p>A partire dalla canzone recitata con pathos (la sceneggiata) di Mario Merola, attraversando le storie sentimentali e di disuguaglianza sociale di Nino D&#8217;Angelo, fino ad arrivare a Gigi D&#8217;Alessio e ai neomelodici, Sanzone accompagna il lettore in una disanima, ricca di riferimenti storici-etnografici-antropologici, della musica come veicolo di messaggi, navigando tra i generi, quelli più tradizionali e più recenti.</p>



<p>L&#8217;autore del saggio è lui stesso leader della band <em>A67</em> &#8211; nome che deriva dalla legge che ha originato l&#8217;edilizia popolare in Italia e ha edificato il quartiere da cui proviene lo stesso Sanzone, Scampia. Un quartiere noto alle cronache per i problemi legati alla micro e macro criminalità, da sempre considerato, con le sue Vele, una società a parte, ma che propone anche isole di legalità, grazie alla determinazione di cittadine e cittadini impegnati che vogliono ripristinare l&#8217;onestà, la cultura del Bello e dei valori positivi. Ecco, la cultura appunto: le canzoni fanno parte del patrimonio artistico-culturale della Campania e dell&#8217;Italia intera, ma lo scrittore pone una domanda iniziale a molti altri cantanti, autori e produttori: “Perchè non avete cantato contro la camorra?”, Perchè, quindi, non si sono schierati apertamente contro la malavita?</p>



<p>E molte e disparate sono le risposte: Pino Daniele aveva dichiarato che per lui raccontare la quotidianità di certi quartieri era già un modo per parlare dell&#8217;illegalità diffusa e quindi di mafie; lo stesso vale per i <em>99 Posse </em>che nascono e frequentano i centri sociali, ma non prendono una posizione ferma e netta. Altri invece,come Piero Pelù dei Litfiba decidono di far conoscere le storie di chi si è ribellato: in <em>Fiorirà </em>narra dei<em> </em>ragazzi di Locri, in Calabria, che hanno detto NO all&#8221;ndrangheta; il rapper Rocco Hunt in <em>Nu juorno buono </em>si riferisce al disastro ecologico della Terra dei fuochi, disastro sempre voluto e causato dalla camorra per aumentare il giro dei propri affari sulla pelle delle persone: il testo è un vero e proprio appello a chi lotta e a chi deve incominciare a farlo per il Bene comune: <em>“Questo posto non deve morire/la mia gente non deve partire/il mio accento si deve sentire/la strage dei rifiuti/l&#8217;aumento dei umori/siamo la Terra del sole/non la Terra dei Fuochi”.</em></p>



<p>Ieri come oggi, però, è troppo frequente la produzione di brani che inneggiano alla vita malavitosa: dagli anni &#8217;70, con le canzoni di Pino Mauro che hanno segnato un&#8217;intera generazione, ai giorni nostri, con il pezzo di Aniello Imperato &#8211; alias Nello Liberti &#8211; dal titolo poco equivoco di <em>O&#8217; capoclan, </em>si descrive la vita dei boss come un&#8217;esistenza da emulare per la ricchezza e, in particolare, per il potere; il boss, inoltre, e la sua gang sono vissuti come l&#8217;unica possibilità di sopravvivenza nelle periferie disagiate, prive dei servizi di base e intrise di subcultura. Dove lo Stato pulito è assente, la Camorra diventa una grande famiglia salvifica.</p>



<p>Il libro di Sanzone è un&#8217;inchiesta utile, resa molto interessante da riflessioni e quesiti che non lasciano indifferenti: il tema musicale si intreccia a quello politico con le collusioni che si sono dipanate nel tempo nel “Bel Paese” e/o il lassismo delle istituzioni nel contrastare la criminalità; il sistema neoliberale che propone status symbol a cui non tutti possono accedere, creando frustrazione e violenza, si lega a un discorso che riguarda l&#8217;attaccamento alla tradizione e al rapporto con la modernità liquida (per dirla alla Bauman); l&#8217;importanza dell&#8217;impegno quotidiano del singolo e della comunità si evince dal ricordo delle vittime di mafia (giornalisti, sacerdoti, donne comuni, uomini comuni, giovani, sindacalisti, etc.) e dall&#8217;elogio di chi oggi è in prima linea, con ogni mezzo e strumento possibile. A partire dalla scuola fino ad una chitarra elettrica. Siamo NOI lo Stato, siamo NOI la società: riprendiamoci il nostro spazio libero e sicuro.</p>
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		<title>L&#8217;intrusa: al cinema un dilemma etico che ci riguarda molto da vicino</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Oct 2017 10:14:58 +0000</pubDate>
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<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Napoli, oggi. Giovanna accetta di prendere in gestione uno spazio nella periferia disagiata della città per trasformarlo in un centro ricreativo, un centro di gioco, sport e amicizia che possa togliere i giovani dalla strada e dalle grinfie della camorra. Il centro si chiama “La masseria” e Giovanna decide di ospitare, all&#8217;interno della struttura, una ragazza con i suoi due figli, Maria, moglie di un pregiudicato latitante, dopo un blitz effettuato in casa loro dalle forze dell&#8217;ordine. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">I genitori che frequentano il luogo di ritrovo, però, non sono d&#8217;accordo con la scelta di ospitare Maria perchè temono per l&#8217;incolumità dei propri bambini e non lo sono nemmeno i volontari. Maria è l&#8217;intrusa, Maria deve essere allontanata. Giovanna si troverà, quindi, davanti ad un dilemma: continuare o no a dare protezione alla giovane madre e ai suoi figli. Giovanna e Maria: due donne sui lati opposti della società, ma entrambe capaci di prendersi cura degli altri. Maria in grado di chiedere aiuto, Giovanna in grado di dargliene, ma non è tutto così semplice perchè bisogna fare i conti con il contesto malato e violento in cui entrambe si trovano a vivere. Saranno i più piccoli, in particolare Rita – la figlia minore di Maria – a suggerire agli adulti la soluzione possibile, ma purtroppo non quella più realistica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Leonardo Di Costanzo, nel 2013, vince il David di Donatello con il suo film intitolato </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>L&#8217;intervallo</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, in cui si occupa del mondo adolescenziale con uno sguardo attento e lucido e lo fa anche in questo ultimo lavoro, ma spostando l&#8217;attenzione maggiormente sugli adulti, coloro che dovrebbero dare un esempio positivo ai più giovani, su coloro che ci provano e quelli che, invece, scelgono una strada deviata. Stiamo parlando de </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>L&#8217;intrusa</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, opera presentata con grande successo alla Quinzaine des rèalisateurs al Festival di Cannes 2017. Più che nel film precedente, qui Di Costanzo sceglie di utilizzare uno stile documentaristico e quasi con un tocco neorealista nella scelta di far recitare attori non professionisti, in particolare per le parti dei bambini e degli adolescenti, innestando nell&#8217;humus culturale difficile come quello della periferia partenopea, una sceneggiatura apparentemente semplice, ma che pone un dilemma etico molto serio. </span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/th-166.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9510 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/th-166.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="305" height="203" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/th-166.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 305w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/th-166-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Lo script ha visto coinvolti, oltre allo stesso regista, anche Maurizio Braucci e Bruno Oliviero e gli autori hanno dato molto spazio alle attività ricreative all&#8217;interno della Masseria, quasi a volerne sottolineare l&#8217;importanza per lo scopo ultimo di voler contrastare la mentalità corrotta e i comportamenti illeciti al di fuori, pratiche che rubano l&#8217;infanzia ai giovani e li inseriscono nel mondo crudele della mafia. Ecco, quindi, che i colori all&#8217;interno del centro contribuiscono a far tirare un sospiro di sollievo rispetto al grigio imperante della desolazione esterna. Anche la camorra rimane, per lo più, “esterna” per l&#8217;intento, di non voler creare eroi negativi (come, invece, la televisione spesso tende a fare), ma di voler dare visibilità a chi la combatte con i mezzi, anche miseri, che ha a disposizione. Giovanna (la coreografa e danzatrice Raffaella Giordano) presta al Cinema il proprio volto, ma soprattutto il corpo, che mette in gioco per comunicare i motivi della propria decisione e per difenderla con tenacia. Ma è una lotta impari, la sua. I suoi nemici sono anche le persone comuni, quelle che portano sì i propri figli alla Masseria, ma che considerano Maria una collusa con la criminalità organizzata, una incapace di riscatto. E, come lei, anche i suoi stessi bambini. Proprio loro, invece, sono le prime vittime di un sistema marcio, di una società civile che crea muri e segregazioni. La regia semplice e lineare del regista permette di entrare nelle logiche di tutti i personaggi coinvolti in una storia che diventa universale. Chi è la vera intrusa? Maria oppure Giovanna, che da sola, cerca di rompere proprio quelle barriere culturali che portano a dolore, soprusi e morte?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/untitled-1120.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9509 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/untitled-1120.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="301" height="207" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/untitled-1120.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 301w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/untitled-1120-300x206.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 301px) 100vw, 301px" /></a></p>
<p>“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Eroi della contemporaneità”, così Di Costanzo definisce le persone come la sua protagonista (o come Don Puglisi e tanti altri come loro), così come lo sono anche i carabinieri e i poliziotti, ripresi nel film nel loro lavoro, forse con un occhio un po&#8217; troppo fiducioso da parte degli sceneggiatori. Ma il messaggio arriva chiaro: escludere Maria, la piccola Rita e gli innocenti come loro, è una sconfitta; una sconfitta sociale, che ci riguarda da vicino. Avere il coraggio di accogliere, invece, è l&#8217;unico segnale forte possibile per restituire bellezza, onestà, giustizia ai territori in cui viviamo e cresciamo le nuove generazioni, ma dobbiamo essere tutti d&#8217;accordo, altrimenti la fatica è vana e la vittoria sarà sempre del dolore, dei soprusi e della morte. </span></span></p>
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		<title>La battaglia di Luca Abete (e non solo) contro la criminalità organizzata</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 06:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Abete è un noto show man televisivo e un fotografo: e vogliamo parlare di lui al presente perchè è vivo e vegeto. Scriviamo questo perchè, qualche settimana fa, su una pagina di Wikipedia&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Luca<br />
Abete è un noto show man televisivo e un fotografo: e vogliamo<br />
parlare di lui al presente perchè è vivo e vegeto. Scriviamo questo<br />
perchè, qualche settimana fa, su una pagina di Wikipedia a lui<br />
dedicata si leggeva, invece: “ Gianluca Abete, detto Luca (Avellino<br />
2 0ttobre 1973 – Napoli 8 dicembre 2014) è stato un personaggio<br />
televisivo, etc. etc”. Si tratta di un necrologio, di uno scherzo<br />
di cattivissimo gusto  &#8211; vogliamo sperare &#8211; ed è stato fatto dopo il<br />
servizio di Abete riguardante i beni confiscati alla camorra, in<br />
provincia di Caserta. Soltanto sei di questi immobili sono stati<br />
riutillizzati e messi a disposizione per il Bene comune.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
sottolineare il messaggio, il falso necrologio continua con le<br />
seguenti parole: “Viene ucciso dalla camorra l&#8217;8 dicembre 2014<br />
perchè troppo scomodo”. “ Questa è un&#8217;altra intimidazione che<br />
fa seguito alle numerose minacce già pervenute al nostro inviato “,<br />
ha dichiarato Ezio Greggio in una puntata di <i>Striscia<br />
la notizia, </i>per<br />
proseguire: “Luca Abete non si fa certo intimorire e prosegue nel<br />
suo lavoro”. E il diretto interessato, sulla pagina Facebook, ha<br />
scritto: “ L&#8217;8 dicembre vi invito tutti a pranzo! Brindiamo alla<br />
faccia dei vigliacchi”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Intanto<br />
noi vi proponiamo la testimonianza di Pino Maniaci, Direttore di<br />
Telejato, contro la criminalità organizzata. Dal Nord al Sud diciamo<br />
NO alle mafie, un NO forte e chiaro. </div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
</div>
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		<title>Perez.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 04:21:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da poco uscito nelle sale cinematografiche italiane, Perez. narra, senza illusioni, la deriva di oggi. Un uomo grigio in una grigia città. Si chiama Demetrio Perez ed è un avvocato d&#8217;ufficio che da tempo&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da poco<br />
uscito nelle sale cinematografiche italiane, <i>Perez.<br />
</i>narra,<br />
senza illusioni, la deriva di oggi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un uomo<br />
grigio in una grigia città. Si chiama Demetrio Perez ed è un<br />
avvocato d&#8217;ufficio che da tempo ha perso di vista l&#8217;etica della sua<br />
professione. Perez, infatti, difende delinquenti e quei perdenti come<br />
lui che ha visto fallito anche il suo matrimonio e che ha un rapporto<br />
conflittuale con la figlia Tea.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tea si<br />
innamora di Francesco Corvino, figlio di un pregiudicato e sarà la<br />
relazione pericolosa della ragazza a spingere l&#8217;avvocato verso il<br />
tentativo di riscatto. Accetta uno scambio, o meglio il ricatto di un<br />
boss della camora: questi gli chiede aiuto per recuperare una partita<br />
di diamanti nascosti nel ventre di un toro e lui troverà la maniera<br />
di incastrare Corvino. Perez  viene a patti con la sua coscienza pur<br />
di salvare Tea, accetta la proposta del boss e da quel momento la sua<br />
vita cambierà in maniera radicale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un film<br />
italiano di genere, un noir urbano, una scelta che strizza l&#8217;occhio a<br />
Martone e Sorrentino, ma efficace per discutere di etica e legalità.<br />
<i>Perez.</i>è<br />
il secondo lungometraggio di Edoardo De Angelis, dopo <i>Mozzarella<br />
stories</i>,<br />
in cui l&#8217;autore cambia totalmente registro, non fa sconti alla sua<br />
città e al Paese intero, narrando una storia di derive morali, di<br />
dubbi, di scivolamenti nell&#8217;ambiguità tra giusto e sbagliato.Non ci<br />
sono più barriere o differenze, siamo tutti coinvolti in quella<br />
mancanza di coraggio per essere onesti e non accettare compromessi e<br />
ricatti.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
c&#8217;è pace, nel film di De Angelis, e c&#8217;è poca speranza. Il titolo<br />
del film vede recitare solo il cognome del protagonista, seguito da<br />
un punto: il nome non è importante perchè quel conognome<br />
rappresenta un simbolo, una categoria umana che non ha quasi più<br />
possibilità di salvezza; spesso ripreso di spalle (come un uomo<br />
qualunque, privo di umanità e di un&#8217;identità), Demetrio Perez si<br />
sfoga, parla da solo e la sua voce fuori campo ci fa entrare nella<br />
sua mentalità, stretta tra  le regole codificate dallo Stato e le<br />
regole codificate dall&#8217;Uomo. Le sue azioni si svolgono in quell&#8217;area<br />
del capoluogo campano a cui si erano affidate le aspettative di una<br />
rinascita economica, culturale e sociale e che, col tempo, si è<br />
rivelata nella sua tragicità, con il suo fallimento in tutti i<br />
settori.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
genere noir, si sa, non c&#8217;è mai una distinzione netta tra personaggi<br />
 “buoni” e “cattivi”: i cattivi qui ci sono e sono,<br />
chiaramente, i camorristi. Ma quelli che dovrebbero rappresentare i<br />
valori positivi sono ammantati di pavidità: l&#8217;avvocato corrotto, i<br />
giudici e i poliziotti superficiali e poco attenti. E nemmeno l&#8217;unica<br />
figura femminile non riesce a illuminare le coscienze, ma trascina<br />
coloro che ha attorno a sè in un baratro sempre più oscuro. Ecco<br />
perchè, il sole fa fatica a sorgere: anche la fotografia del film,<br />
ben curata, sottolinea la fatica di una resurrezione etica e morale.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>Le madri della terra dei fuochi: un grido d&#8217;aiuto e di dolore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2014 06:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come Associazione per i Diritti Umani ci occupiamo anche di educazione alla legalità perchè senza il rispetto per le leggi, in una società civile, non ci può essere nemmeno rispetto per se stessi e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/01/16/le-madri-della-terra-dei-fuochi-un/">Le madri della terra dei fuochi: un grido d&#8217;aiuto e di dolore</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/n-MAMME-large5701.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/n-MAMME-large5701.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="133" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />
Come<br />
Associazione per i Diritti Umani ci occupiamo anche di educazione<br />
alla legalità perchè senza il rispetto per le leggi, in una società<br />
civile, non ci può essere nemmeno rispetto per se stessi e per gli<br />
altri. Il rispetto deve essere alla base di ogni gruppo umano, di<br />
ogni famiglia, di ogni comunità. </div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
questo motivo ci sentiamo in dovere, anche noi, di parlare della<br />
terra dei fuochi, di quell&#8217;area della regione Campania in cui, negli<br />
anni, sono state sepolte tonnellate di rifiuti e sversate sostanze<br />
tossiche, nel silenzio e nell&#8217;indifferenza colpevole di tutti.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
adesso c&#8217;è qualcuno che ha deciso, giustamente, di lanciare un<br />
segnale di aiuto e un grido di dolore: sono le mamme dei bambini che<br />
si sono ammalati di tumore o che hanno perso la vita. Sono le donne<br />
che hanno deciso di scendere nelle piazze, di andare in televisione<br />
(grande piazza virtuale) per chiedere che le istituzioni puniscano<br />
chi ha ucciso per guadagno e che pongano fine a questo dramma che<br />
colpisce le persone, la terra, l&#8217;ambiente.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Mi<br />
sono sentita offesa” ha detto Marzia, una delle donne che ha perso<br />
il proprio figlio piccolo “quando Schiavone ha accusato la gente<br />
della mia terra di non essersi mai ribellata alla camorra, di non<br />
aver visto le file di camion che attraversavano le nostre terre per<br />
sversare rifiuti tossici. Quasi come se noi, le vittime, la gente<br />
onesta, dovessimo chiedergli scusa, chiedere scusa alla camorra che<br />
ci ha avvelenato”. “L&#8217;inquinamento ha causato la malattia di mia<br />
figlia? Io non lo posso dire con certezza, ma certo qui da noi stanno<br />
succedendo cose terribili. Non possiamo continuare a stare zitti e<br />
qualcuno ci deve una risposta” queste, invece, le parole di Pina,<br />
mamma di Tonia una bambina di sei anni e mezzo stroncata da un<br />
medullo blastoma.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
chiamano “le piramidi” quei cumuli di spazzatura imballata che<br />
stazionano a Giuliano e nelle campagne di Napoli e dintorni; ma tutta<br />
l&#8217;area del casertano è inquinata anche dagli effluvi che provengono<br />
dagli inceneritori con cui si vuole smaltire la “monnezza”<br />
accumulata però  di tutto questo &#8211; e delle conseguenze terribili &#8211;<br />
se ne parla solo da qualche settimana: le trasmissioni <i>Servizio<br />
pubblico, Le iene</i> e poche<br />
altre, alcune testate di carta stampata hanno deciso di dar voce a<br />
queste madri-coraggio che, con dignità e fierezza, si rivolgono ai<br />
politici e parlano dei mafiosi, senza paura perchè, probabilmente,<br />
hanno già affrontato la paura più grande: quella di perdere i<br />
propri figli. E lottano, queste donne, per il futuro dei figli delle<br />
altre, per il futuro delle nuove generazioni. Per questo hanno<br />
chiesto udienza al Presidente Giorgio Napolitano che le riceverà il<br />
prossimo 22 gennaio.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tonia,<br />
Mesia, Luca, Francesco: troppi i nomi di troppe creature che non<br />
hanno avuto la possibilità di crescere e di vivere perchè adulti<br />
senza scrupoli hanno tolto loro il diritto alla vita e alla salute e<br />
hanno tolto, ai genitori, il diritto alla pace.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>Proibire le colture alimentari sui terreni avvelenati dalla camorra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 08:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La criminalità organizzata sta perpetrando un genocidio per aver sversato tonnellate di rifiuti tossici nelle campagne di molte province campane e non solo. Migliaia sono le persone che si ammalano e muoiono per aver&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=8424209312067535033&utm_source=rss&utm_medium=rss" name="share_pane"></a><b>La criminalità organizzata sta<br />
perpetrando un genocidio per aver sversato tonnellate di rifiuti<br />
tossici nelle campagne di molte province campane</b> e non<br />
solo.</p>
<p>Migliaia sono le persone che si ammalano e muoiono per<br />
aver ingerito cibi contaminati dalle acque di falda di queste zone.</p>
<p>Firmando questa petizione chiederai al Presidente della<br />
Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Ministri dell&#8217;Interno,<br />
delle Politiche Agricole, dell&#8217;Ambiente e della Salute di&nbsp;</p>
<p>• individuare le aree insistenti sulle falde acquifere<br />
compromesse<br />• delimitare le aree siti di discariche legali e di<br />
sversamenti abusivi garantendo che all&#8217;interno della distanza di<br />
sicurezza<b> sia impedita la coltivazione agricola</b><br />•<br />
destinare i terreni insistenti sulle falde acquifere compromesse e<br />
limitrofi a siti di discariche legali e di sversamenti abusivi,<b><br />
alle sole colture non alimentari </b>come canapa, sugherete,<br />
faggete per la produzione di carta e qualsiasi altra coltivazione<br />
compatibile con il clima del territorio<br />• rendere disponibili<br />
fondi europei per incentivare, in collaborazione con le<br />
organizzazioni agricole, i proprietari dei terreni alla <b>coltivazione<br />
di</b> <b>prodotti non alimentari</b>, e operando per<br />
costituire l&#8217;indispensabile filiera produttiva.</p>
<p>L&#8217;introduzione<br />
di questo limite servirà a <b>salvare in futuro molte vite<br />
umane</b>, che inconsapevolmente acquistano e consumano prodotti<br />
ortofrutticoli provenienti da coltivazioni attigue a discariche,<br />
legali o abusive, irrigate con l&#8217;acqua di falde irreversibilmente<br />
contaminate.</p>
<p>La norma potrà inoltre agire da deterrente nei<br />
confronti di chi, dietro offerta di denaro, accetterà di ospitare<br />
sui propri terreni nuove discariche abusive.&nbsp;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per firmare la petizione, potete andare sul sito www.change.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Camorra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Camorra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="180" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<u>&nbsp;</u>
</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/22/proibire-le-colture-alimentari-sui/">Proibire le colture alimentari sui terreni avvelenati dalla camorra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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